Malen: “Il rigore di Parma decisivo In Champions grazie a Gasperini”

Gasperini mi ha fatto sentire subito importante, il progetto è ambizioso. E poi Roma è Roma…“. Donyell Malen ha sposato la causa giallorossa fino al 2050 e, in un’intervista ad Idealista, non nasconde la soddisfazione per l’impatto in Serie A. “Speravo di fare cosi bene – ha detto l’olandese -. Ma se ho raggiunto questi numeri lo devo soprattutto all’aiuto dei miei compagni e del mister che mi ha schierato finalmente al centro dell’attacco“. Sul gol più importante non ha dubbi: “ll rigore al Parma è stato fondamentale per la Champions“. Poi sorride al paragone con Ronaldo il
Fenomeno
: “Lui era di un altro livello, a me basta fare più gol possibili. Qui a Roma sto benissimo. Mi piace uscire e andare in centro. Del resto, Roma è Caput Mundi, la città più bella del mondo“. Ora Malen si concentrerà sui Mondiali dove ci sarà anche Wesley. “Sono felice di come mi sono adattato a Roma, è tutto fantastico. Sento una grande emozione e responsabilità per il Mondiale“, ha detto l’esterno, immortalato a casa sua – in Brasile – in un video in cui palleggia a piedi scalzi con alcuni amici.

(gasport)

Scamacca vuole tornare. Incontro con Gasp, il bomber pronto a ridursi l’ingaggio

I tempi sono maturi. Un forte richiamo alle origini potrebbe sbloccare presto una trattativa non facile. Perché il sogno di Gianluca Scamacca di tornare nella sua amata Roma sembra essere la chiave migliore per aprire, o sarebbe meglio riaprire, le porte di Trigoria. Dove il centravanti dell’Atalanta è cresciuto e dove riabbraccerebbe il suo maestro Gian Piero Gasperini, con cui avrebbe avuto perfino un incontro nei giorni scorsi in un centro sportivo dell’Eur durante il quale l’attaccante avrebbe ribadito all’allenatore il suo desiderio di indossare di nuovo la maglia giallorossa a costo di abbassarsi lo stipendio (dagli attuali 3,2 a circa 2,5 milioni di euro a stagione). (…) L’unico ostacolo all’operazione è costituito al momento dal costo del cartellino di Gianluca, valutato dall’Atalanta attorno ai 25 più bonus. E dovrà essere quindi lo stesso Scamacca, per forza di cose, a “lavorare” in prima persona e con i suoi agenti nei prossimi giorni per convincere la Dea e colmare le distanze con la Roma. (…) Il momento, in ogni caso, gioca a favore dell’attaccante. Dal momento che Scamacca è in scadenza di contratto al giugno 2027 e non sembra esserci l’intenzione da parte dell’Atalanta di rinnovare. Anzi, il club bergamasco vorrebbe ridurre il monte ingaggi e proprio lo stipendio del centravanti è il più ricco della rosa. Di conseguenza, di fronte ad un’offerta adeguata, non ci sarebbero forti resistenze alla cessione. (…) Una cifra di partenza, quei 25 milioni più bonus, che la Roma potrebbe pure attutire inserendo magari una contropartita. Com’è evidente il legame tra Gasp e Scamacca potrebbe giocare un ruolo chiave in una trattativa. (…) A Roma il gigante romano ritroverebbe il mentore con cui vissuto la miglior stagione della carriera (19 gole un’Europa League da protagonista) e peraltro anche il nuovo ds in pectore Tony D’Amico, colui che lo riportò in Italia proprio nell’agosto 2023 proprio a Bergamo dopo la parentesi non esaltante al West Ham. Lex giallorosso, figlio calcistico di Roma, sente ora a 27 anni di dover tornare da dove tutto è iniziato, dove vive la sua famiglia e dove vorrebbe tornare ad abitare anche la moglie Flaminia. E, dopo aver confidato le sue intenzioni ai compagni di Nazionale Mancini, Cristante e Pisilli, lo ha voluto confermare direttamente a Gasp (presente al matrimonio del giocatore la scorsa estate) nei loro non sporadici contatti. E Scamacca, del resto, accetterebbe di buon grado quel ruolo di vice-Malen cui sarebbe comunque destinato. Ma con tre competizioni davanti e con le continue rotazioni di Gasp in attacco ci sarebbe comunque spazio per lui. (…) Ecco perché la Roma, con la sua Champions in dote, è un richiamo irresistibile per chi vorrebbe riprendersi le origini, tornare grande e indossare la maglia del centenario del club per cui ha sempre fatto il tifo e in cui ha giocato per tre anni di giovanili (prima della partenza per Eindhoven e delle esperienze con Sassuolo, Ascoli, Genoa e West Ham). Tutte le strade di Gianluca portavano e riportano in città. E lui è già qui, scalpitante, in attesa che quella porta di Trigoria si riapra all’improvviso.

(gasport)

Dalla Regione via libera alla convenzione su Pietralata

Dopo il Campidoglio, anche la Giunta Rocca approva la convenzione che regolerà i rapporti e i compiti con il commissario per gli stadi di Uefa Euro 2032, l’ingegner Massimo Sessa, e il Campidoglio. Questo era l’ultimo passaggio necessario per poter procedere con le convocazioni per la conferenza dei servizi, attesa già per i prossimi giorni. Per il governatore del Lazio, Francesco Rocca: “è un passo fondamentale per la realizzazione di un’infrastruttura importantissima per la città e il territorio. La Regione è impegnata con i propri uffici a fare tutto il necessario per coadiuvare il commissario di governo Sessa nel portare a compimento l’iter amministrativo di autorizzazione in tempi utili per far sì che lo stadio di Pietralata, insieme con l’Olimpico, possa rientrare nel dossier Uefa 2032. La Regione, come avvenuto per Ryder Cup, Internazionali di Tennis o il Giubileo non farà mancare la propria collaborazione istituzionale“.

(Il Messaggero)

Ryan e Tony un’agenda in comune

Con una chiamata, rispettando quella sua proverbiale reputazione di manager interventista, Ryan Friedkin ha sbloccato l’annosa questione del diesse, trovando la chiave per il cambio della guardia da Massara a D’Amico. (…) Massara aveva un ultimo compito: intavolare al meglio i dialoghi per i rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik, oltre che di Mancini e Cristante, partiti tardivamente a causa dell’impasse generato dall’assenza della proprietà e dall’esito incerto della stagione. (…) Nelle ultime 48 ore Ryan ha fatto chiarezza in questo senso: a Massara le cose rimaste in sospeso, al suo successore l’incarico di iniziare a sondare il mercato degli acquisti partendo dalle situazioni già perlustrate (Alajbegovic su tutte). I primi contatti con Gasp, che ritroverebbe dopo il ciclo vincente di Bergamo, poi un lungo colloquio con il vicepresidente: l’accordo non è ancora nero su bianco, però tutto sta andando nella direzione della risoluzione con buonuscita per Massara e della fumata bianca con l’ex uomo mercato dell’Atalanta. I due fatti saranno consequenziali. L’agenda di D’Amico è già fitta. Non ci sono solo gli acquisti da completare, una missione già di per sé impegnativa visto che alla Roma servirebbero almeno tre titolari (un esterno di lascia come Dodo, un centrocampista per sostituire Koné se dovesse partire e un attaccante alla Scamacca) più altri rinforzi, anche low cost, per puntellare la rosa. L’allenatore, e con lui la proprietà, s’aspetta dal futuro ds un intervento deciso sullo staff, da ristrutturare con professionalità affini alle idee del tecnico. (…) Nel comparto medico, è in arrivo il dott. Del Vescovo. Il profilo individuato per guidare il settore giovanile è invece Alessandro Frara. Entro il 30 giugno la Roma dovrà anche completare le necessarie plusvalenze per rientrare nei paletti del fair play finanziario: almeno un top è destinato a partire e quelli di N’Dicka e Koné restano i cartellini con maggior margine di guadagno. Sta nascendo la nuova Roma, dentro e fuori dal campo.

(corsport)

Alajbegovic e Scamacca: asse Gasp

Il futuro passa da Sarajevo e da una risposta che a Trigoria aspettano ormai da settimane. Sono i giorni di Kerim Alajbegovic, talento bosniaco che sta preparando il Mondiale con la sua nazionale mentre la Roma resta in attesa di capire se sarà lui il primo tassello offensivo della nuova era targata Gasperini. Il padre-agente era stato nella Capitale un mese fa insieme all’intermediario Pjanic, aveva ascoltato il progetto giallorosso, ringraziato e rimandato tutto alla fine di maggio. (…) Alajbegovic lavora in campo, mastica amaro per una figurina mancante nell’album ufficiale del torneo, ma intanto vede il suo nome girare sempre più forte attorno ai grandi club europei. E la Roma vuole capire subito se affondare il colpo oppure cambiare obiettivo. Perché il sì del diciottenne aprirebbe immediatamente la trattativa con il Bayer Leverkusen. Il nuovo direttore sportivo giallorosso è pronto a muoversi prima dell’inizio del Mondiale per evitare aste e soprattutto per impedire che una grande vetrina internazionale faccia impernare ulteriormente il prezzo. Oggi la valutazione è attorno ai 25 milioni. (…)
Fa piacere l’interesse che gira intorno a me, adesso però voglio concentrarmi solo sul campo“, ha raccontato dal ritiro. (…) L’attacco sarà il grande cantiere dell’estate romanista. El Shaarawy, Zaragoza e Ferguson hanno già salutato, mentre Dovbyk resta in bilico davanti a un’eventuale offerta convincente. Il tecnico vuole profondità, qualità, strappi, fantasia e soprattutto giocatori adatti a un calcio feroce e verticale. E allora i nomi continuano a moltiplicarsi. Antonio Nusa piace tantissimo: talento, accelerazione e imprevedibilità, con il Mondiale alle porte anche per lui con la Norvegia. Intriga Mason Greenwood, che sarebbe in procinto di lasciare Marsiglia per le difficoltà economiche del club francese. E poi c’è Joshua Zirkzee, vecchio pallino di Gasperini e rimpianto del mercato invernale romanista: a Manchester ha trovato solo manciate di minuti finali e la Roma è pronta a tornare alla carica durante l’estate. Sul taccuino resta cerchiato anche Crysencio Summerville, reduce dalla retrocessione con il West Ham e atteso al Mondiale insieme a Malen con l’Olanda. Per il ruolo di centravanti poi il nome che continua ad accendere la fantasia di Gasp è sempre uno: Scamacca. I contatti – telefonici e dal vivo – vanno avanti da tempo, il tecnico spinge e il centravanti sogna il ritorno a casa. La Roma prepara l’assalto con una proposta da circa venti milioni più bonus. (…) E Alajbegovic potrebbe essere soltanto il primo detonatore della rivoluzione giallorossa.

(corsport)

Roma, i fratelli di taglio: Paulo, Lorenzo ed il “sacrificio” per rinnovare

Una fede, qualunque essa sia, è quanto di più necessario all’uomo. Lo sosteneva Victor Hugo, lo pensa chiunque abbia un ideale da difendere come fosse la cosa più cara al mondo. (…) La fede di Pellegrini è una questione talmente profonda da diventare quasi intima: “l’amore per la Roma lo mostro in campo – ha detto Lorenzo nell’intervista di mercoledì al nostro giornale – e lo dimostro dentro Trigoria, non certo con un post sui social“. In questi giorni il senso d’appartenenza lo sta forse manifestando nella concretezza del portafoglio: ha infatti aperto alla possibilità di tagliare il proprio ingaggio di almeno il 50% pur di restare. (…) Scendere da 6 milioni netti più bonus a una cifra che oscillerebbe tra i 2,5 e i 3, firmando un contratto di tre anni, sarebbe una di quelle rinunce che pesano. Pellegrini non è il solo che intende venire incontro al club nella fase in cui, con la Champions in tasca, chiedere un adeguamento al rialzo sarebbe scontato da altre parti. (…) Pellegrini ha compreso il progetto di sostenibilità della proprietà e si è detto disponibile a firmare al ribasso. Stesso discorso per Paulo Dybala, il cui sacrificio sarà ancora più sostanzioso: Paulo oggi guadagna 8 milioni netti e scenderà probabilmente a 3, con un taglio di oltre il 60%, siglando per due stagioni con opzione per una terza. “Questo è un gruppo che ci tiene, che sta male quando perde e si allena ancora più forte“, ha ricordato di recente
Gasperini. Un tecnico che non ha mai avuto remore nell’affermare che “giocarsi tutto in queste condizioni era rischioso, ma devo dare atto ai giocatori in scadenza della loro professionalità. Con le prestazioni hanno dimostrato di essere parte della Roma. Non esistono solo i valori tecnici, ma anche quelli morali“. Dietro questa enorme e comune voglia di restare c’è la sinergia totale tra calciatori e allenatore, oltre che un amicizia profonda tra compagni di squadra e un legame intenso con la piazza. (…) Sono lontani i tempi in cui la fuga da Roma pareva un’abitudine piuttosto consolidata per chi voleva alzare l’asticella: adesso tutti sono convinti che l’ambizione dei Friedkin, al netto dei necessari sacrifici delle plusvalenze al 30 giugno, porterà a qualcosa di grande. Chi fa parte della rosa sussurra che il giorno in cui tale aspettativa di grandezza diventerà realtà sarà importante esserci. “lo al destino ci credo, se ti impegni le cose belle tornano indietro“, e il messaggio di Pellegrini. Lorenzo è stato il primo a puntare sulla Roma, anche quando la Roma sembrava averlo scaricato.

(Il Corriere dello Sport)

Gasperini all’attacco: pronta la rivoluzione

IL TEMPO (L. PES) – La Roma prepara la rivoluzione. L’attacco sarà il reparto maggiormente ritoccato durante il mercato estivo, come da tradizione per Gasperini. I tecnico gia dallo scorso anno avrebbe voluto maggiori cambiamenti tra esterni e centravanti, e adesso, a maggior ragione con la Champions, vuole accelerare per accogliere a Trigoria nuovi titolari. Malen a parte, il piemontese ha chiesto due rinforzi per le ali d’attacco a supporto dell’olandese. Due titolari che possano rendere Dybala e Pellegrini due alternative. I principali nomi da tempo sul taccuino dell’allenatore sono quelli di Tel, Nusa e Tzolis. Con le quotazioni di Summerville che scendono a causa dell’elevata richiesta del West Ham nonostante la retrocessione e dei dubbi sulla continuità fisica. Negli ultimi giorni, inoltre, nella sua testa ha preso fortemente forma il sogno Mason Greenwood, attualmente al Marsiglia che però potrebbe essere costretto a cederlo per motivi economici. L’inglese è il preferito del tecnico, anche se non sarà affatto facile raggiungere un accordo col club francese a causa dell’elevata richiesta per il cartellino del classe 2001. La priorità è quella di rinforzare la trequarti, ma anche accanto a Malen potrebbero arrivare rinforzi. Per questo può tornare di moda il nome di Scamacca, già tre anni fa vicino giallorossi. Al momento è soltanto un’idea, anche se il calciatore spinge per tornare nella Capitale e spera di trovare in Gasperini il suo alleato. Finora solo contatti esplorativi senza trattative concrete, ma nel prossimi giorni i discorsi potrebbero proseguire, soprattutto con l’arrivo di D’Amico, per approfondire il discorso, magari anche di persona. La richiesta dell’Atalanta si aggira attorno ai 25-30 milioni anche se il contratto del centravanti scade l’anno prossimo con una clausola per un’ulteriore stagione a favore del club. A proposito del nuovo ds, a inizio settimana è atteso l’annuncio ufficiale dopo la scelta fatta dai Friedkin. Soltanto dopo l’uscita di
Massara, infatti, D’Amico potrà essere ufficializzato. Il ds uscente saluterà in questi giorni, dal momento in cui nel contratto firmato lo scorso anno era presente una finestra nel mese di giugno dove l’accordo poteva essere risolto. Tutto sistemato tra le parti con l’ulteriore firma del patto di riservatezza, si attende soltanto la formalizzazione.
Agenda fittissima per D’Amico che tra le sue priorità avrà, oltre ai rinnovi di contratto, anche le strategie legate al settlement agreement, a cominciare dalla scelta sulla possibilità di prolungare di un altro anno l’accordo con la Uefa sfruttando gli introiti della Champions e degli sponsor nel prossimo bilancio. Di certo l’ex ds di Verona e Atalanta dovrà comunque sondare il mercato in uscita decidendo insieme al tecnico i profili sacrificabili entro il 30 giugno in caso di offerte. Finora tra i nomi più gettonati quelli di N’Dicka e Koné, anche se non sono da escludere altri calciatori meno «preziosi». Nei discorsi, a proposito di rivoluzione offensiva, potrebbe rientrare intatti anche Soulé. Gasperini non è del tutto convinto delle potenzialità dell’argentino e con la ormai sempre più probabile permanenza di Dybala non è da escludere una sua partenza in caso di offerta convincente. Tecnico e prossimo ds sono già in contatto da qualche giorno in attesa dei comunicati e del rientro di Ryan Friedkin. Ma la nuova Roma comincia a prendere forma.

Jones vuole l’Inter. Muro della Roma per Koné

(…) Di sicuro la Roma ha fatto muro per Koné, nonostante le obiettive esigenze di cassetta determinate dal fair play finanziario che impone cessioni entro il 30 giugno. La richiesta iniziale di 50 milioni ha spinto l’Inter a rinnovare il contratto a Mkhitaryan e a virare su Jones che ovviamente è un altro genere di centrocampista: più ragionatore, dotato di geometrie e palleggio, che mezzala esplosiva. (…) Del resto tutti i centrocampisti dell’Inter sono abituati a modificare compiti e posizionamenti nell’arco della partita, a seconda dell’atteggiamento degli avversari: se una squadra pressa il play, gli interni possono andargli in soccorso offrendo un’altra linea di passaggio al portiere o ai difensori centrali. Questo è un lavoro che Jones saprebbe svolgere benissimo,
avendo tempi di gioco molto rapidi.

(gasport)

La prima sfida di D’Amico, vendere per le regole Uefa: Koné e Ndicka in bilico

(…) Una Roma che torna finalmente in Champions. Per i colpi in entrata, però, bisognerà aspettare, prima c’è infatti da vendere. E va fatto entro il 30 giugno, la scadenza del settlement agreement firmato nel 2022 dalla Roma con la Uefa, in base al quale il club dovrà rispettare la “football earning rule” nella verifica degli ispettori di Nyon: necessaria una perdita aggregata di massimo 60 milioni (al netto di imposte e spese virtuose, come il vivaio), sommando gli esercizi 2023-24, 2024-25 e 2025-26. Considerando che le perdite nei primi due bilanci attenzionati sono state rispettivamente di -81 e -54 milio-ni, si capisce perché servano adesso plusvalenze per circa 60 milioni. E, di fatto, questa sarà la prima sfida di Tony D’Amico, il direttore sportivo in pectore della Roma. E allora bisognerà vendere e gli indiziati per arrivare a dama sono tendenzialmente due big della rosa di Gasperini: Manu Koné ed Evan Ndicka. Il primo negli ultimi tempi è sembrato già con la testa altrove. (…) Arrivato due estati fa dal Borussia Moenchengladbach per 18 milioni (più 2 di bonus), oggi è a bilancio per circa 11 milioni e viene valutato dal club Considerando la necessità di vendere, la Roma può sedersi anche a 40 più bonus e su di lui ci sono Inter e Psg. Ndicka, invece, è arrivato a parametro zero dallo Stoccarda nel 2022 e si sta cercando un acquirente in Premier, dove sarebbe possibile incassare i 35 che desiderano a Trigoria. E nel
caso non arrivassero invece offerte per i due entro il 30 giugno? Allora il mirino si sposterebbe altrove, più su Pisilli e Svilar che su Soulé. Il primo è infatti un prodotto del vivaio, il secondo è arrivato a parametro zero dal Benfica. Il che, in ambedue i casi, renderebbe la plusvalenza “pulita”, anche se la Roma rinuncerebbe a malincuore ad entrambi. (…) Per Soulé, (…) per poter essere davvero “produttivo”, dovrebbe arrivare un’offerta da oltre 40 milioni, allo stato attuale francamente difficile da immaginare. Ed allora su tutto questo dovrà lavorare proprio D’Amico. (…) Al Verona, ad esempio, la plusvalenza più ricca fu quella legata a Kumbulla (+26,5 milioni, venduto proprio alla Roma e di ritorno a luglio dal prestito al Maiorca), poi quelle per Amrabat (+16,5: acquistato dal Bruges a 3,5 e venduto alla Fiorentina a 20) e Rrahmani (+11,8: dai 3,5 alla Dinamo Zagabria ai 15,3 del Napoli). All’Atalanta, invece, fece ancora meglio, con le tre top operazioni che furono quelle legate ad Hojlund (+56,8 milioni: preso dallo Sturm Graz a 21 e ceduto allo United a 77,8), Retegui (+47,6: dai 20,9 versati al Genoa ai 68,5 presi dall’Al-Qadsiah) e Koop-meiners (+44,4: acquistato a 14 dall’Az Alkmaare venduto a 58,4 alla Juventus). Insomma, pane per i denti di D’Amico

(gasport)

Stadio della Roma, un altro ricorso dei comitati per il no

I comitati contrari allo stadio della Roma provano di nuovo a fermare il nuovo impianto previsto sulla collina di Pietralata. E dopo aver perso al Consiglio di Stato
l’ennesimo braccio di ferro con i legali della Roma e del Comune sulla questione degli alberi, non più di una settimana fa, questa volta puntano a contestare la delibera di conferma del pubblico interesse votata dall’Assemblea capitolina e il procedimento di verifica di assoggettabilità del progetto alla valutazione ambientale strategica.

Questa volta i comitati hanno presentato un atto di 56 pagine contestando tutti i singoli punti con cui l’assemblea capitolina ha detto sì all’opera, confermandone
politicamente il pubblico interesse. In altre parole il tentativo è quello di bloccare l’iter del nuovo stadio cercando di dimostrare che il progetto di fattibilità tecnico-economica presentato dalla Roma non corrisponde a quanto richiesto dalla stessa aula. […]

(La Repubblica)