Sarà un San Siro sold out quello che domani sera farà da cornice a Milan-Roma. Il club rossonero prevede che i tifosi presenti saranno oltre 74.000 e dunque rimarranno vuoti pochissimi posti, quasi tutti nel settore ospiti dove comunque i
romanisti presenti saranno oltre 3500. […] In tribuna autorità anche i rossoneri non al top della condizione, da Pulisic a Rabiot passando per Tomori, Gimenez e Jashari: lo svizzero non andrà in panchina perché la sua condizione non è al massimo, ma spera di essere a disposizione sabato a Parma.
(Gasport)
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Rosella Sensi: “Spalletti la scelta migliore per la Juve, ma mi tengo stretta Gasperini. Sta dimostrando di essere un top assoluto”
LA STAMPA – Rosella Sensi, ex presidente del club giallorosso, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati ha raccontato alcuni retroscena su Luciano Spalletti. Non sono mancati comunque gli elogi a Gian Piero Gasperini, attuale allenatore della Roma.
Era appena iniziata la stagione 2009, lei disse che Spalletti aveva abbandonato la barca mentre affondava, lui rispose che non era vero. E poi?
“E poi riuscimmo comunque a superare un momento difficile scegliendo Claudio Ranieri, sfiorando addirittura lo scudetto. Quanto fatto e quanto vissuto assieme in ogni caso rimane”.
Che cosa le è rimasto dello Spalletti giallorosso?
“Ripenso soprattutto al 2006, alle dieci vittorie consecutive, al calcio spettacolare. Quella era una Roma che divertiva, Spalletti riuscì a farla rendere al meglio ma va detto anche che c’erano grandi giocatori, adatti per un calcio così entusiasmante”.
Che cosa vi convinse a puntare su di lui?
«Veniva da un’Udinese che sfornava grandi talenti ma in un ambiente sereno, l’ideale per lavorare senza pressioni e ottenere risultati come la qualificazione in Champions. Il suo valore si vedeva già, credo che alla Roma abbia trovato una società in grado di sostenerlo nel migliore dei modi se ripenso a mio papa, a Bruno
Conti e non solo».
Con Spalletti arriva alla Juve il miglior allenatore possibile?
“Tra tutti gli allenatori attualmente liberi credo proprio che la Juve abbia effettuato la scelta migliore possibile, considerando pure la sua grande voglia di ripartire. Ma lasciatemi dire che a oggi mi tengo stretta il mio allenatore, Gasperini alla Roma sta dimostrando di essere un top assoluto”.
Un altro esodo romanista: in 3.500 a Milano
Nella mente è ancora vivo il ricordo del muro giallorosso visto al Mapei Stadium di Reggio Emilia, nella vittoria contro il Sassuolo. (…) Dopodomani, infatti, a San Siro Barna affronterà il Milan di Allegri, in una sfida d’alta classifica. Saranno circa 3.500 i tifosi della Roma che riempiranno il settore ospiti dello stadio milanese. (…)
(Il Romanista)
Tanta roba dire no e senza tatuaggi
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Il gol di Dovbyk contro il Parma non nasce dal passaggio del trequartista Cristante, ma da quello che gli ha dato Pellegrini sotto la gradinata di Reggio Emilia. L’incontro fra la Roma che non c’era (soprattutto Pellegrini che era praticamente fuori rosa) con la Roma che c’è sempre stata (i tifosi) serviva a lavarsi di dosso il bagno di fischi ricevuto dallo stadio (non la Sud) contro il Plzen. Per questo poi Dovbyk li ha rimbalzati sulla coscia sinistra e con lo stesso piede ha segnato. (…) Finora è una piccola favola, un piccolissimo c’era una volta di 9 giornate raccontato da Gian Piero Gasperini. Lui è Geppetto, le costruisce le favole e ha una tecnica: disabita e svuota i luoghi comuni e non conosce pregiudizi, vede le cose e le persegue. (…) “Dybala punta è uno scempio”, lo dicono tutti e in coro, Gasp lo ripropone e segna da punta a Reggio il gol vittoria. “Ndicka non può essere spostato da destra”: Gasp lo mette prima a sinistra e poi al centro. Wesley a sinistra, invece, per il mondo è improponibile: Wesley diventa l’alabarda spaziale della Roma giocando qua e là. (…) . I tifosi della Roma. I romanisti. È con loro che Gasp sta vincendo tutti i pregiudizi che pure lui ha battuto nel momento in cui ci ha scelto. Sicuramente Gasperini non ha bisogno di un capitano, stile Pellegrini, che lo indichi ai tifosi per fargli vedere quello che è evidente: ha lasciato Bergamo, 9 anni, la Champions e una città ai suoi piedi per noi. Poi ha detto no alla Juve per venire alla Roma. C’è chi invece ci va alla Juventus. Chi l’avrebbe detto che io la Repubblica Romana l’avrei intravista nel pressing di un signore piemontese di 67 anni? Per giunta non c’ha nemmeno il tatuaggio del Napoli. “Tanta roba” qualcuno avrebbe detto. Lui sì. Gasperini eh.
Gasperini il puntista
Ottimizzazione del lavoro, si potrebbe chiamare. Eccessivo? Piano con il dire di sì, piano con il sentenziare che qui si sta esagerando. Analizziamo i numeri, please: la Roma è prima in classifica, alla pari del Napoli, con (sole) 10 reti all’attivo. Poco più di un gol a partita, la media. Di solito, con un attacco così debole ti ritrovi, dopo 9 gare, a metà classifica. La Roma di Gian Piero Gasperini, invece, in compagnia del Napoli guarda tutti dall’alto. Perché accanto ai 10 gol all’attivo trovi i (soli) 4 gol al passivo. Con una differenza-reti di +6 che determina tante belle cose. (…) Gasp è riuscito nell’impresa, ai limiti dell’impossibile, di far sembrare la rosa della Roma più ampia (oltre che più bella…) di quello che in realtà è. Con giocatori spostati da qui a là a seconda delle esigenze della partita; con scelte azzardate, talvolta quasi incomprensibili ma sempre (o quasi…) azzeccate: una costante, ormai; un marchio di fabbrica della capolista. (…) Il puntista GPG, uno che modella, modifica, plasma la Roma a sua immagine e somiglianza (tattica) senza guardare in faccia nessuno. (…) La Roma è in testa alla classifica, sul piano dei risultati ha ottenuto probabilmente il massimo, ma sotto l’aspetto del gioco può (deve) ancora migliorare. E questa, fatalmente, è la riflessione più importante, e delicata, alla vigilia dell’affascinante impegno in casa del Milan. (…)
(corsport)
Caviglia ko: Ferguson torna dopo la sosta
Evan Ferguson è come quell’uomo che va a farsi un giretto mentre la fortuna bussa alla sua porta. Il centravanti irlandese, dopo un mese in cui non vedeva la maglia da titolare in campionato (l’ultima al derby del 21 settembre), contro il Parma è stato colpito al 18° secondo di partita da un’entrataccia di Valenti. Ha convissuto con il dolore per altri sei minuti, poi ha chiesto il cambio. Ieri gli esami hanno evidenziato un trauma distorsivo alla caviglia destra con interessamento capsula legamentoso. Sarà dunque costretto a saltare la trasferta dl domenica contro il Milan, quella in Scozia con il Rangers e la sfida contro l‘Udinese, l’ultima prima della sosta di novembre. Due settimane è II tempo minimo per recuperare da un contrattempo del genere. Ma nel suo caso potrebbe volerci anche qualcosa in più. (…) Prima della firma sul contratto che lo ha legato alla Roma fino a fine stagione (con possibilità di riscatto per 35 milioni) Ferguson è passato da un controllo con il professor Ahlbaumer, ortopedico di fiducia dei Friedkin. (…)
(corsport)
Gasp, segreti da primato
Si racconta che quando Gasperini voglia dire qualcosa vada subito dritto al cuore, a volte anche con dei termini e dei mezzi poco “ortodossi”. Sta di fatto, però, che l’elettroshock sta funzionando, almeno su qualche giocatore. Viene in mente Dovbyk, ad esempio, che in allenamento è stato spesso richiamato dall’allenatore ma che sta tornando a rendere a buoni livelli. Ma vengono in mente anche due come Dybala e Pellegrini, che hanno il contratto in scadenza e che sembravano giocatori destinati a “vivacchiare”. Ed invece la Joya attraversa un momento di grande brillantezza (mentale, ma anche fisica) mentre l’ex capitano ha avuto modo di incidere e ha voglia di farlo ancora. (…) Ad oggi quella di Gasp è la migliore difesa nei 5 campionati top d’Europa, quasi un unicum nel suo storico. Ma l’allenatore della Roma ha trovato un regista difensivo eccezionale come Mancini e due marcatori puntuali ed essenziali come Celik e Ndicka, a difesa di un fortino che ha in Svilar il suo uomo migliore. (…) Gasperini ha costruito la sua vetta provando e riprovando. Soprattutto in attacco, dove ha iniziato con la sua formula classica (due trequartisti a supporto del centravanti, Dovbyk o Ferguson che fosse) per poi passare al falso nove (Dybala), alle due punte e anche all’attacco mobile (con Soulé e Bailey, ma anche con la Joya). Tanti cambiamenti, con schieramenti sempre diversi. E l’ultima genialata, la scelta di schierare Cristante come incursore, mossa che ha funzionato a Reggio Emilia (contro il Sassuolo) ed è stata decisiva per dare la svolta – nel secondo tempo – contro il Parma. (…) I dieci gol della Roma in campionato sono distribuiti su tanti giocatori, ben sette. Soulé è in vetta con 3 reti, poi Dovbyk con 2 quindi Dybala, Hermoso, Wesley, Pellegrini, e Cristante, Ma quello che, a conti fatti, ha sorpreso di più finora di Gasperini è la sua capacità di cambiare pelle in corsa, di sapersi adattare a situazioni diverse a seconda delle dinamiche della partita. Con il Parma, ad esempio, dopo pochi minuti Gasp ha cambiato di posizione tutti e tre i difensori, spostando Mancini in posizione di braccetto destro per cercare di attaccare il più possibile lo spazio e andare in supporto dell’azione offensiva. Esattamente come Wesley nelle ultime partite ha giocato più a sinistra che a destra. E, quindi, più nella fascia non di sua competenza che in quella che rappresenta il suo giardino di casa. Adattamenti, certo, ma anche una duttilità importante, sia dei singoli giocatori sia delle situazioni di squadra.
(gasport)
Quella carezza della sera
Gasp che prende tra la mani la testa di Dovbyk è un gesto paterno. Sembra quasi di sentire l’allenatore sussurrare un «bello mio» ad Artem, un po’ alla romana. Pare proprio che gli dica: ecco quello che sei in grado di fare, altro che «stonato», altro che «non era nei piani farlo entrare». Dovbyk non solo è entrato, nelle ultime due partite. Ma è stato “pesante”, ha inciso, ha deciso. Ha persino sorriso. (…) Gasperini non lascia indietro nessuno. (…) Ormai l’elenco è lungo. Il Pellegrini senza più fascia fissa è lo stesso Pellegrini messo titolare nel derby e altre volte ancora. E poi El Aynaoui, tolto dopo un tempo col Torino e ora riproposto. Ferguson, quello del «primo allenamento buono ieri», schierato titolare con il Parma. (…) Conta su tutti. Perché di carezze si vive.
(corsera)
Trigoria riscopre la cooperativa del gol. Solo tredici reti ma con nove marcatori
I gol sono ancora pochi (13), ma se da una parte Gasperini aspetta che i suoi attaccanti inizino ad ingranare dall’altra si può godere una girandola di marcatori diversi. Sono già nove i calciatori che sono andati a segno nelle prime dodici partite tra campionato ed Europa League. Negli ultimi tre anni solamente nel 2023 la Roma ha fatto meglio (10) ma il dato è influenzato fortemente dal 7-0 contro l’Empoli. L’ultimo ad aggiungersi a questa lista è stato Hermoso che ha sbloccato il match col Parma. La chiusura di un cerchio dopo un’estate passata con le valigie in mano. Prima di lui Wesley, Soulé (capocannoniere dei giallorossi), Pellegrini, Ndicka, Mancini, Dovbyk, Cristante e Dybala. (…) Dovbyk mercoledì ha trovato il secondo gol in stagione, ha strappato applausi e dopo un inizio complicato sta aumentando i giri del motore. A San Siro spera di ritrovare il posto da titolare con Paulo e Soulé alle sue spalle. Discorso opposto per il compagno di reparto Ferguson. Non trova la rete con un club da oltre un anno e la fortuna non è dalla sua parte. Col Parma è stato costretto ad alzare bandiera bianca per duro colpo subito alla caviglia destra dopo appena 18 secondi. Ieri il responso degli esami strumentali: trauma distorsivo con interessamento capsulo legamentoso. La volontà è di non accelerare i tempi di recupero poiché da diversi anni gli infortuni alla caviglia tormentano Ferguson. Il primo nel 2023 (21 giorni di stop), mentre il secondo la scorsa stagione a cavallo tra dicembre e dicembre. In quel caso fu costretto a rimanere fuori oltre un mese. E anche quest’anno per lo stesso motivo ha saltato le trasferte di Firenze e Reggio Emilia. E i dubbi sulle sue condizioni fisiche fanno aumentare la possibilità di un addio anticipato a gennaio. Dopo un discreto inizio di campionato è finito indietro nelle gerarchie e non ha convinto del tutto Gasperini. Per questo avanza la possibilità dell’interruzione del prestito per andare a cercare un altro giocatore in avanti durante il mercato di riparazione. Fari puntati su Zirkzee per sostituirlo che però potrà arrivare solamente a titolo temporaneo. Sull’ex Bologna c’è anche il Milan.
(Il Messaggero)
Con Gasperini una Joya infinita
Vedendolo giocare sembra di tornare indietro nel tempo. A quel signore portoghese che con il suo accento inconfondibile coniò quella che ormai può essere considerata una sentenza: «C’è una Roma con Paulino e una senza». Perché poi, questa considerazione ha trovato seguito. In De Rossi, nella piccola parentesi di Juric fino a Ranieri che più volte ha rimarcato l’importanza dell’argentino, rifacendosi proprio alle considerazioni originarie di Mourinho. Poi è arrivato Gasp. Che non è uno che ama particolarmente gli elogi ad personam. Quindi dimenticatevi il «c’è una Roma con Dybala e una senza» ma alla fine poco importa. Perché la stima, la considerazione, l’apprezzamento – al di là di uno «straordinario» scappatogli nel post-Sassuolo – il tecnico la dimostra con il minutaggio e con quelle quattro parole che valgono più di mille endorsement: «Sta bene, quindi gioca». (…) La duttilità e la qualità della Joya poi fa il resto. Al di là della posizione in campo è ormai il punto di riferimento offensivo della squadra. A tal punto che non si è fatto in tempo ad esaltarlo nel ruolo di centravanti che la partita seguente, Gasp lo ha riposizionato più largo con Ferguson centrale. E anche quando l’irlandese si è fatto male ed è subentrato Bailey, spesso il terminale offensivo è diventato il giamaicano e non Dybala. Che ha una peculiarità in questa squadra non indifferente: quando tira centra sempre (o quasi) la porta. (…) Contro il Milan c’è la possibilità concreta di rivederlo giostrare come centravanti. Gasp dovrebbe infatti propendere allo stesso assetto di Reggio Emilia. Dove Paulo è più portato a pestare l’area, come vuole il tecnico. (…)
(Il Messaggero)