Dybala bussa, la Roma apre

Non siamo ai livelli di Gigi e la famosa cremeria della pubblicità, ma più o meno il concetto è questo. «Sono Paulo, c’è la Roma? E il rinnovo?». Ecco, La Roma ci sarebbe pure anche se non in maniera completa, visto che Ryan Friedkin dopo il raggiungimento della Champions ha lasciato la città e non s’è più visto. Però sul rinnovo di Dybala, dopo i fiumi di parole, la firma ancora non c’è. E non è solo un passaggio formale, manca ancora un pezzettino di strada in termini di contenuti da completare, per arrivare al brindisi e all’annuncio. Lo stato dell’arte è quello di una fiducia estrema, sul buon esito della trattativa, in cui un ruolo non marginale nelle scorse settimane l’avrebbe avuto anche Pietro Scala, agente e uomo di fiducia di Ryan Friedkin.

Ma la fiducia da sola non basta. È il presupposto fondamentale, però c’è da andare oltre. A Dybala circa 10 giorni fa era stato garantito che qualcosa sarebbe successo, a stretto giro di posta. E invece silenzio. Quel silenzio che allora l’argentino, in patria, ha deciso di rompere. […]

Però Dybala vorrebbe chiudere presto la faccenda e la Roma farebbe bene a definire la pratica. Sostanzialmente per due motivi: primo, per rassicurare quel Gasperini che tanto si è speso per mettere in contatto le parti e ora attende la fumata bianca. Secondo motivo: finché non c’è nero su bianco – questo vale per Dybala come per tutte le trattative – non si può escludere il sopraggiungere di nuove problematiche, magari anche solo l’inserimento concreto di altri club, cosa che ad oggi non risulta. […]

Oggettivamente, si parla di dettagli: vanno limati, ma non sono tali da mandare all’aria un matrimonio che s’ha da fare. Perché lo racconta la logica: sarebbe mai pensabile che Gasperini, oggi più che mai al centro della Roma, dopo essersi speso in prima persona e oggi pure con la sponda del ds D’Amico, non venga accontentato su Dybala? Sarebbe come iniziare nella maniera peggiore il mercato. E questa Roma non ha intenzione di sbagliare passi. Penne in mano, allora, che è tardi.

(Corsera)

Dybala chiama la Roma

Se non fosse stato per il maglioncino a collo alto (in Argentina è inverno) e l’immagine un po’ sgranata, l’appello di Dybala a Espn – «Futuro? Può accadere di tutto» – sarebbe stato molto simile a quello lanciato dallo stesso Paulo al termine di Parma-Roma. Riavvolgiamo il nastro. Il campione argentino il 10 maggio, alla fine della clamorosa rimonta che lancia i giallorossi in Champions, si presenta davanti alle telecamere e sgancia la bomba: «Il futuro? Vorrei saperlo anche io, ma la società non mi ha mai contattato». Apriti cielo. Gasperini si muove in prima persona, contatta i Friedkin che a loro volta incaricano l’agente Pietro Scala di intercedere per loro. Finisce il campionato e il solito Gasp esce allo scoperto: «Credo che resti, io più che metterli in contatto…». […]

Premessa d’obbligo: Dybala non parla mai a caso. Quando però lo fa è chirurgico. significa che c’è qualcosa che non gli va a genio. E anche stavolta è cosi. L’argentino ha inviato ormai otto giorni una controproposta alla Roma che non diverge tanto sulla base economica che glie stata proposta (tra i 2,5 e i 3 milioni) quanto sui bonus (su tutti quello sulle presenze: il club li vorrebbe legati ad almeno 45 minuti mentre il calciatore sciolti da qualsiasi vincolo sul minutaggio), sulla durata contrattuale (1+1), sul coinvolgimento della sua immagine nel centenario contemplando anche la possibilità di chiudere la carriera a Roma. Serve una risposta. Che il club, dopo aver veicolato il tutto a Ryan Friedkin, è ancora in attesa di ricevere dalla proprietà per poi girarla all’entourage dell’argentino. Sensazioni? L’intesa – soprattutto ora che D’Amico sta iniziando a muovere i primi passi in giallo-rosso, aspettando di poter poi operare liberamente dal 1 luglio, arriverà entro la fine del mese e sarà positiva: Dybala resterà alla Roma. Ma il fatto di essere considerato uno dei tanti, come se il rinnovo fosse una concessione del club e non richiesto a gran voce dall’allenatore, non è piaciuto alla Joya. […]

(Il Messaggero)

Summerville gela Friedkin. Vuole 6 milioni a stagione

A gelare la calda estate della Roma ci ha pensato Summerville. A gennaio – quando Massara aveva chiesto informazioni – la trattativa si era interrotta sul nascere per la valutazione eccessiva del West Ham (40 milioni) mentre in questo caso a spaventare sono le (prime) richieste del giocatore che vuole strappare un contratto da 6 milioni a stagione. Troppi peri giallorossi che sono pronti a virare su altri profili (Tel, Sauer e Tzolis in lista, anche se il greco è finito nel mirino dell’Arsenal che sta provando a chiudere con il Bruges) in caso di fumata nera. Dall’altra parte, invece, il preferito per rinforzare l’attacco rimane Greenwood. L’ok dell’inglese è stato già incassato e D’Amico sta studiando la miglior soluzione per inviare la prima offerta.

Un’idea è quella di proporre al Marsiglia un pagamento dilazionato in quattro rate per raggiungere i 55 milioni di euro. Sullo sfondo resiste Pulisic, ma l’eventuale trattativa col Milan partirà dopo il Mondiale. Entro il 30 giugno, invece, l’obiettivo è sempre quello di incassare circa 50 milioni di plusvalenze. […]

(Il Messaggero)

Malen guida l’altra Italia

E se ci fosse una semifinale Malen contro Lautaro? Da tabellone è possibile, basta che Olanda e Argentina si classifichino prime nei rispettivi gironi e proseguano senza intoppi le successive fasi a eliminazione. Sarebbe un piccolo premio di consolazione per l’Italia che a qualcosa dovrà pur aggrapparsi guardando la Coppa del Mondo dal divano. Ad esempio, sapere che ci sono 71 calciatori che militano in Serie A e B in Usa, Messico e Canada. E se uno di questi dovesse tornare da campione del mondo, il nostro campionato potrebbe beneficiarne. A Trigoria guardano soprattutto all’andamento di Malen, il centravanti prelevato dall’Aston Villa e che ha contribuito in modo significativo alla qualificazione in Champions.

In nazionale ha giocato da prima punta le due amichevoli premondiali contro Algeria e Uzbekistan, posizione a lui congeniale nella quale riesce a rendere al massimo. Gasperini lo ha capito subito e infatti ha ottenuto 14 gol in 18 partite di Serie A e uno in due di Europa League. Peccato che appena arrivato in nazionale abbia sbagliato clamorosamente un paio di occasioni. Una su tutte, quella sprecata contro l’Uzbekistan di Cannavaro solo davanti alla porta. Un erroraccio che ha attirato qualche critica sull’attaccante e al nostro campionato: «Fa bene in Serie A perché è un campionato modesto», si legge sui media olandesi. Gli Oranje si sono comunque imposti 2-1 grazie alla doppietta di Gakpo. Oggi (ore 22) Malen sarà di nuovo in campo titolare nella prima sfida del girone contro il Giappone al posto di Depay, destinato alla panchina. […]

La Roma, oltre a Malen, ha altri quattro calciatori al Mondiale (sarebbero stati cinque se Wesley non si fosse infortunato): Koné (Francia), Celik (Turchia), El Aynaoui (Marocco) e Ndicka (Co-sta d Avorio). Ai quali si aggiunge Salah-Eddine (Marocco) che rientrerà a Trigoria dopo il prestito al Psv. […]

(Il Messaggero)

L’affondo di Koné «Francia grande. L’Inter? Vedremo»

Il mercato può aspettare. Anche se il suo nome è da mesi nella lista dei desideri dell’Inter, Manu Koné allontana le sirene: nel futuro del francese resta la Roma, nel presente c’è il Mondiale. Ieri dopo una domanda in inglese sull’interessamento dei nerazzurri, Manu ha chiesto la traduzione in francese («Voglio capire bene» ha detto, anche se aveva compreso perfettamente di che cosa si parlasse), poi ha cercato di spegnere l’incendio rimandando l’appuntamento a dopo la fine della Coppa del Mondo, che spera di vincere fin da bambino.

Koné, in Italia si parla molto di un suo possibile trasferimento all’Inter. Queste voci la disturbano o la motivano?

«Sinceramente in questo momento penso soltanto alla Coppa del Mondo. È la mia prima grande competizione internazionale, un torneo che ho sempre sognato di disputare. Voglio restare concentrato esclusivamente su questo. Del futuro parleremo dopo il Mondiale e vedremo che cosa accadrà».

Durante le qualificazioni ha giocato quattro partite su sei e ha dimostrato di essere importante. Che ruolo pensa di avere in questa Francia?

«Il mio obiettivo è essere sempre pronto per il ct e per la squadra. Nelle qualificazioni ho giocato parecchio, è vero, ma oggi abbiamo un gruppo pieno di grandi calciatori. Ci saranno molte partite e spero naturalmente di giocare il più possibile, ma la priorità è essere utile».

Nel 2026 ha avuto due infortuni muscolari. Ha avuto paura di perdere il Mondiale?

«Sì, ho avuto due problemi agli ischiocrurali che hanno rallentato il finale della mia stagione con la Roma e quando si avvicina una competizione come il Mondiale, è normale preoccuparsi. Ho però mantenuto la fiducia in me stesso e nel lavoro che stavo facendo. Mi sono detto che, se avessi fatto tutto nel modo giusto, sarei tornato in tempo. Alla fine per fortuna è andata bene».

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(gasport)

È tornato Pulisic, idolo degli USA. E il Milan lo blinda

Il religiosissimo Christian Pulisic sfiora l’estasi pura, come se l’avesse colto una luce celeste: in questo stato dimentica pure il dolorino alla gamba e si abbandona all’abbraccio finale, sconfinato, del SoFi Stadium. In fondo, è quello di un’intera nazione che ogni quattro anni inizia a palpitare per il soccer: stavolta, però, il sentimento potrebbe essere duraturo e sorprendente, anche perché il milanista col costume da Capitan America guida un gruppo mai così forte e spinto dal potente vento di casa. Qualche metro più su, su una tribunetta di questo stadio avveniristico, si staglia Zlatan Ibrahimovic con microfono della Fox in mano, tra Alexi Lalas e Thierry Henry, gli altri due inavvicinabili commentatori mondiali: lo svedesone in video non fa che tessere gli elogi del “suo” rossonero e, prima e dopo la vittoria degli Usa con il Paraguay, ha pure avuto modo di parlare brevemente con lui. […]

Per il club di RedBird sarebbe opportuno che Pulisic, di nuovo guida spirituale della sua nazionale, torni a provare le stesse emozioni anche in maglia milanista. Anzi, proprio da questo intendimento si costruisce il futuro: qualunque sarà la direzione sportiva che prenderà definitivamente il Milan, Christian rimarrà al centro del progetto. È così che vuole Cardinale, che nel 27enne americano vede un talento, certo, ma pure un perfetto ambasciatore per il suo mondo. […]

Indipendentemente dal recupero, Christian ha scacciato le nubi che lo avevano accompagnato per tutto il 2026 milanista, in cui non aveva segnato neanche lo straccio di un golletto, e ha mostrato un livello che non si vedeva da un po’: «In realtà penso di stare giocando bene già da un po’ – ha rintuzzato a fine partita -. Sono onorato di essere qui a rappresentare il mio Paese e a giocare in un Mondiale. Non ho bisogno di altra motivazione. E per me non è una grande sorpresa che gli Stati Uniti giochino così bene. Poi il resto lo fa il pubblico: tutte quelle maglie a strisce rosse e bianche sugli spalti, che emozione». Il Milan non può che essere felice di questo mood così ispirato, anche se a Christian guardano in tanti: per lui c’è stato un sondaggio dalla Roma gasperiniana e un altro dalla galassia del City Group, quello del Manchester City, che vorrebbe farlo bandiera del New York City FC. Cardinale e Ibra, però, hanno tutt’altra idea e vogliono stringersi ancora di più attorno alla propria star, finalmente tornata in una vetrina mondiale. Per il resto, Christian, che legge la Bibbia appena può, ha già ceduto da tempo alla corte del Diavolo.

(gasport)

Il futuro con la Roma. Ora Dybala ha fretta. Rinnovo a un passo

La palla passa alla Roma. L’ultimo “assist” Paulo Dybala lo ha fornito ieri dall’Argentina, da Cordoba, dove il trequartista è in vacanza: potrebbe essere il “gol” più facile del mondo e la Joya ha fretta di chiudere la partita del rinnovo. E se dall’inverno argentino le sue parole a Espn potrebbero provocare “brividi” ai tifosi giallorossi, in realtà a leggerle in filigrana sono frasi di chi aspetta magari un po’ infastidito, ma comunque fiducioso, solo un passo deciso da parte del club. «Rinnovo con la Roma? Vedremo che cosa succederà. Ormai tutte le squadre sono un’opzione, persino l’Instituto (di Cordoba, ndr), così la gente non si arrabbia», ha sorriso il fantasista, aggiungendo poi: «Sono ancora un giocatore della Roma fino alla fine del mese, quindi per rispetto nei confronti del club non parlerò del mio futuro». […]

Il contratto di Paulo scade, com’è noto, il 30 giugno. E il fantasista lo stesso “allarme” a distanza, dall’Argentina, lo aveva già lanciato durante il campionato, dopo la vittoria col Parma in trasferta. Da quel giorno il tecnico Gian Piero Gasperini si è esposto e speso per il rinnovo, mettendo in comunicazione Paulo e il vicepresidente Ryan Friedkin per velocizzare i tempi e trovare l’accordo per un giocatore che ritiene fondamentale nonostante qualche infortunio di troppo. E sono arrivate, in seguito, rassicurazioni sulla voglia di continuare insieme soprattutto alla luce delle ultime prestazioni di Dybala, decisive per l’approdo in Champions. […]

La base della richiesta della Joya è un prolungamento (due anni secchi o magari un 1+1, con un’opzione sufficientemente facile di rinnovo anche per la seconda stagione) da circa 3 milioni fissi più bonus, cifre che nessun club argentino (a partire dal Boca) ad ora mette sul piatto. La Roma era partita da una proposta di 2,5 più bonus. Le parti sono, quindi, abbastanza vicine e nei giorni scorsi si attendeva solo l’ufficialità di D’Amico per dare l’ultima accelerata. Che, a questo punto, potrebbe arrivare nei primi giorni della settimana entrante con il tanto atteso incontro decisivo tra l’entourage di Paulo e la dirigenza giallorossa. […]

(Gasport)

Dybala Mette fretta alla Roma per il rinnovo del contratto

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dybala, Pellegrini e almeno due nuovi acquisti di spessore. È questa la batteria di esterni di attacco e seconde punte che Gasperini si aspetta di avere in rosa per la prossima stagione. In attesa di poter affondare il colpo su Greenwood, per il quale i contatti sono costanti, l’allenatore ha chiesto alla società di accelerare sul dossier relativo ai rinnovi di contratto, iniziando a puntellare la rosa mantenendo i punti termi della squadra arrivata terza.

Il primo della lista è sicuramente Dybala, per il quale la speranza del tecnico era di concretizzare un accordo nei primi giorni di giugno. La fumata bianca non è ancora arrivata e va invece registrato un altro intervento della Joya dopo quello di un mese fa dopo la partita contro il Parma: «Vedremo che cosa succederà. Ormai tutte le squadre sono un’opzione, persino l’Instituto Cordoba, cosi la gente non si arrabbia. Sono – ha detto ai microfoni di Espn – ancora un giocatore della Roma fino alla fine del mese, quindi per rispetto nei confronti del club non parlerò del mio futuro. Tuttavia, non ho ancora deciso. Non so se succederà qualcosa, quindi non posso dire nulla. Tutto è possibile, nel calcio non si sa mai. Mi sono trovato in molte situazioni durante la mia carriera in cui pensavo che sarebbe successa una cosa e invece ne è successa un’altra, ma è così che funziona. Il Boca Juniors è un’opzione? Vedremо».

Parole che potrebbero far sorgere molti dubbi su un prolungamento di un matrimonio che va avanti ormai da quattro anni, ma che in realtà sembrano più di circostanza. La negoziazione è infatti pienamente in corso, con in particolare Ryan Friedkin che sta tenendo vivi i contatti con Novel, agente di Dybala. Le parti, rispetto alla prima proposta presentata nei giorni successivi al derby, si sono avvicinate sensibilmente, con un incremento dell’offerta da parte della società. Che ha comunque chiarito al calciatore che sarà necessario un corposo taglio dell’ingaggio rispetto agli 8 milioni netti più bonus degli ultimi anni.

Inoltre l’intenzione dello stesso argentino coincide con quella di Gasperini, che l’ha corteggiato e coccolato: vuole rimanere ancora nella Capitale. Ma il tema economico ha un suo peso nella trattativa. Anche se la realtà dice pure che le alternative sono ben lontane da quanto messo sul piatto dalla Roma. Specialmente pensando all’offerta presentata dal Boca Juniors, che, in una nota affidata ad Olè, mantiene comunque un briciolo di speranza: «Noi lo vogliamo, ma è lui che deve decidere sul suo futuro. Sappiamo che sta trattando il rinnovo, ma a 15 giorni dalla fine dell’accordo non ha ancora firmato».

Per un argentino che è destinato a restare a Roma ce n’è un altro che è invece più vicino all’addio. Per Soulé sono arrivate manifestazioni di interesse da Borussia Dortmund, Fenerbahce e da club dell’Arabia Sau-dita. Per rinforzare l’attacco come vuole Gasp la società sembra proprio pronta a sacrificarlo dopo un investimento complessivo (per ora) da 30 milioni tra cartellino, bonus e commis-sioni. In uscita pure Dovbyk, sul quale è vivo l’interesse di Villarreal, Betis Siviglia e di un club tedesco. Dalla Spagna infine rilanciano il desiderio del Deportivo La Coruña di provare il colpaccio riportando Angeliño in patria.

Cessioni, il tesoro

Un tesoretto. Che già supera i 20 milioni di euro, ma la quota è destinata a salire nelle prossime settimane. Probabilmente non basterà a risolvere il “fattore plusvalenze” legato al Settlement Agreement firmato con la Uefa, però i movimenti minori stanno aiutando a sistemare il bilancio a Trigoria. L’ultima pompata alle casse è arrivata dalla cessione di Baldanzi, che verrà riscattato dal Genoa di De Rossi in cambio di 9,5 milioni dopo il prestito di sei mesi. Si tratta di un altro addio dopo aver salutato Saud (3,5 milioni) e Sangarè (4,5 milioni), rimasti rispettivamente al Lens e all’Elche. Non solo. Con la salvezza del Basaksehir è scatta-to l’obbligo di riscatto fissato a 2,8 milioni per il cartellino di Shomurodov. (…) Ma alla fine anche Bove e Calafiori, due prodotti del settore giovanile giallorosso, stanno portando in dote altro cash. B(…) Per Bove, dopo il malore, la Roma ha attivato l’iter per il riconoscimento dell’indennizzo assicurativo: la cifra stimata sarebbe compresa tra i 10 e i 15 milioni. Capitolo Calafiori. Sono pronti da incassare 6,5 milioni di euro grazie all’accordo transattivo raggiunto con il Basilea davanti al Tas di Losanna (…)

(corsport)

La Roma degli olandesi

Un grande giocatore immagina autostrade dove altri, forse, intravedono a malapena un sentiero. La massima di Vujadin Boskov applicata a questa nazionale olandese, certamente non spumeggiante ma candidata ad andare lontano in America, conduce sul percorso di Crysencio Summerville, l’ala offensiva che il ct Koeman ha convocato per la prima volta proprio in occasione dei Mondiali e che senza troppe remore ha lanciato come titolare nelle ultime due amichevoli contro Algeria e Uzbekistan. (…) Summerville sul taccuino della Roma ci era già finito nell’estate del 2024, reduce da una stagione esaltante in Championship con il Leeds. Ecco, quel campionato che ha già dominato non vorrebbe ovviamente ri-frequentarlo col West Ham, appena retrocesso. Per questa ragione il talento di Rotterdam ha già fatto le valigie e gli hammers hanno iniziato a valutare un addio: fare cassa sarà un’esigenza. Nei giorni di quei sondaggi – in panchina c’era De Rossi – i giallorossi decisero poi di virare su Soulé, proprio il calciatore che oggi potrebbe far spazio davanti a Summerville. Le trame del destino, come si dice, sono sempre così imprevedibili. Un tentativo per l’ala sinistra, ventiquattrenne valutato 40 milioni, verrà fatto. Gasperini già sogna di creare un attacco con i due olandesi più Greenwood, più Dybala, Pellegrini e sì, pure con Soulé. (…) A Trigoria, nel frattempo, non mollano le varie piste battute fin qui: da Alajbegovic, con il quale proseguono i contatti, a Nusa, senza dimenticare Brandt, prossimo allo svincolo, anche lui molto vicino a Malen; insieme al Dortmund hanno fatto faville con 73 gol e 62 assist in tre anni e mezzo. (…)

(corsport)