Campo Testaccio, più vicina la rinascita della culla giallorossa

Si avvicina la rinascita di Campo Testaccio, luogo simbolico per la storia — calcistica e non solo — di Roma e mitica culla dei giallorossi. Le commissioni capitoline Patrimonio e Sport, presiedute da Yuri Trombetti e Nando Bonessio, ieri hanno dato parere positivo unanime (con FdI e M5S che non hanno partecipato al voto) alla delibera. (…) Sarà così sanato e acquisito nel patrimonio degli impianti sportivi comunali l’immobile su via Calo Cestio (esteso su 950 metri quadrati e con un volume di 4.600 metri cubi) che era in abbandono da anni e privo di titoli urbanistici. Ciò
sarà di grande aiuto per il progetto di recupero di Campo Testaccio, in modo da ospitare attività collaterali che potranno garantire la sostenibilità economica dell’intera operazione, facendo nascere un centro poli-funzionale dedicato allo sport. «Abbiamo faticosamente sbloccato un iter amministrativo fermo da anni, con un lavoro enorme — ha commentato l’assessore ai Grandi eventi, Sport e Turismo, Alessandro Onorato — ricordo che Campo Te-staccio ha una valenza immensa, è il luogo dove la ama ha iniziato la sua storia. Il rione e la città aspetta-no da troppo tempo una rinascita. L’ok delle commissioni è uno passo decisivo, perché la presenza della struttura coperta potrà diventare un luogo multidisciplinare dove fa-re attività durante tutto l’anno». Se tutto filerà liscio, la delibera —che era stata approvata in Giunta nelle scorse settimane — potrà approdare in Aula Giulio Cesare prima
dell’estate per il via libera finale. (…)

(La Repubblica)

“Champions, si può”, Gasperini ci crede e blinda i fedelissimi

La trincea di Gasperini. «Questi sono ragazzi seri, a posto con la coscienza». Difende il gruppo, il tecnico della Roma. Blinda il «nucleo portante», quello dei suoi fedelissimi. Lo stesso che la proprietà, dopo la serata degli orrori di Milano, ha promesso di «rivoluzionare». Due visioni distinte, quindi. Lo si capisce quando l’allenatore rivendica il sogno del quarto posto: «La società non mi ha mai chiesto di andare in Champions League. Quello è un obiettivo che ho dichiarato io». E non vuole mollarlo nel momento più delicato: «Il tra-guardo è ancora fattibile», spiega Gasperini, che oggi all’Olimpico (alle 20.45) ospita il Pisa, l’ultima della classe. La Champions dista quattro punti, da recuperare in «sette partite dove non c’è margine d’errore», archiviando il «crollo d’umore» che ha inceppato la Roma contro l‘Inter. (…) L’allenatore ha studiato: «Ho consultato Transfermarkt e ho visto che ne-gli ultimi due anni dal mercato s-no arrivati trenta calciatori». Di questi – prosegue – «oggi giocano sì e no quattro, cinque». Lascia intendere che bisogna cambiare strategia di mercato, in sintesi: comprare meno, comprare meglio. «L’o-biettivo dev’essere quello di rendere la squadra forte. Quando una squadra è forte, si aggiusta tutto». Il riferimento è alle ultime frizioni con i vertici del club. «C’è bisogno di altri target», spiega il tecnico. Ma quali? «Gente come Wesley e Malen sono l’ideale». (…) Anche oggi dovrà rammendare la sua rosa. Davanti a Svilar, il baby Ghilardi affiancherà i colleghi più esperti Hermoso e Ndicka. Sulle fasce pronti Celik e uno tra Rensch e Tsimikas; a centrocampo la coppia Pisilli-Cristante. Davanti all in su Malen, supportato da Pellegrini e Soulé. Di fatto un copia e incolla (escluso Mancini) della formazione di Milano.

(La Repubblica)

Gasperini detta le regole

Gasperini è sempre lo stesso, ti graffia con sorriso. Ma è molto chiaro, specie se si parla di futuro, della Roma che verrà. E’ un discorso che gli sta a cuore, come la sfida di stasera con il Pisa, che sembra finire in secondo piano, quando invece c’è ancora un obiettivo in caldo: il quarto posto. Non lo scudetto, il quarto posto. E questa squadra di, come li definisce lui, «bravi ragazzi e persone serie», può ancora raggiungerlo. «È un traguardo che ci siamo dati noi, la proprietà non me lo ha mai chiesto», la precisazione del tecnico. Traguardo raggiungibile con questa rosa, il problema, e il motivo del calo che ha fatto scendere la Roma al sesto posto, sono stati pure gli infortuni. «Defezioni pesanti da un certo punto in poi, molti calciatori li ho persi per tanti mesi». (…) L’al-lenatore detta le regole, così è se vi pare. Punto 1, il futuro di Gasp è legato al piazzamento, sì o no?. «lo via senza la Champions? Se lo dice la proprietà, ha un senso, se lo sostiene qualcun altro allora è solo un pen-iero come tanti. Liberi di credere ciò che si vuole». Punto 2, il rapporto tra Gian Piero e la dirigenza. La risposta è senza nominare né Claudio Ranieri né Ricki Massara. «Io sono abituato a ragionare solo sul miglioramento della squadra e come renderla più forte. E quando è così funziona tutto benissimo». Come a dire: se mi comprate i calciatori che voglio, non litigo con nessuno. (…) Punto 3, come rinforzare la squadra e il target dei calciatori acquistabili alla luce degli impegni con la Uefa e il FFP. «Questa è una scelta della società. Magari la società non ha più intenzione di andare su giocatori con contratti alti (Lukaku, per fare un esempio, ndr). L’altra idea è andare sui giovanissimi che però non so se una piazza come Roma può recepire, visto che con troppi giovani abbassi le ambizioni. L’ideale è il target Malen-Wesley, per costi, stipendi etc… Non è facile ma è un qualcosa di possibile. Poi se ne trovi dieci sei bravo, se ne trovi due ne inserisci due. Bisogna capire la strada e poi realizzarla. Spero di essere stato chiaro, e ora per me esiste solo il Pisa». (…)

(Il Messaggero)

El Aynaoui insidia Cristante per un posto al centro

Sono 23 i convocati di Gasp per la sfida di stasera contro il Pisa, ultimo in classifica (insieme con il Verona). (…) Fuori dalla partita gente come Wesley, Dybala, Mancini e Koné, oltre ai lungodegenti Dovbyk e Ferguson. Stasera Gasp ripropone Ghilardi al posto di Mancini, Pellegrini insieme a Soulè alle spalle di Malen. A centrocampo, il dubbio è tra Cristante ed El Aynaoui, che a Milano contro l’inter è stato in panchina per tutto il match. (…)

(Il Messaggero)

Assalto col tridente, Malen è la certezza

La Roma va all’attacco e lo fa col miglior tridente possibile a disposizione. L’emergenza non abbandona mai Gasperini che anche contro il Pisa dovrà rinunciare a Dybala, Dovbyk e Ferguson. (…) In attesa degli indisponibili questa sera il peso dell’attacco sarà sulle spalle di Soulé, Pellegrini e Malen. Insieme hanno giocato solamente in tre occasioni: Cagliari, Udinese e Inter. E il trend è per il momento negativo, l’unica vittoria è quella contro i sardi di metà febbraio. L’occasione per rimettersi subito in carreggiata dopo l’umiliazione di San Siro è ghiotta. Dall’altra parte ci saranno gli ultimi della classe che per non farsi mancare nulla sono anche la squadra con la peggior difesa del campionato (55 gol subiti). Chi ha più fame di reti è sempre Donyell. È il capocannoniere e da quando è arrivato nessuno in Serie A ha segnato di più (7) e tirato di più (46). Numeri eccezionali, ma nelle ultime due è rimasto a secco e non gli è mai successo per tre partite di fila. Col Lecce a risolvere la partita ci aveva pensato Vaz, che scalpita ma sarà un’arma utile a gara in corso. (…) Sulla trequarti ci saranno Soulé e Pellegrini, Serve una scossa davanti: il bottino dei gol è fermo a 42 in 31 giornate ed è il peggior dato degli ultimi trenta anni. Matias all’andata era stato il match winner della sfida in una serata afosa di fine agosto. (…) Non segna da gennaio col Sassuolo e ha voglia di tornare a esultare dopo un periodo complicato a causa della pubalgia. Ha lavorato tutta la settimana sia in campo con la squadra che fuori con il preparatore personale e il periodo buio è finalmente alle spalle. A completare l’attacco Pellegrini che taglierà il prestigioso traguardo delle trecento presenze in Serie A. (…)

(Il Messaggero)

Per Pellegrini 300 gare in Serie A. E cerca il 50° gol

Sarà una serata speciale per Lorenzo Pellegrini. (…) Oggi taglierà il traguardo delle 300 presenze in Serie A. Di queste 252 finora sono arrivate proprio con la Roma e 47 con il Sassuolo. Pellegrini cercherà di festeggiare con un altro gol, che poi sarebbe il 50° in A (finora 40 in giallorosso e 9 con il Sassuolo). Insomma, caccia al doppio traguardo.

(gasport)

Roma, che occasione. Gasperini rilancia: «Alla Champions noi ci crediamo»

La cosa incredibile è proprio questa. Che nonostante tutto, la Roma, è ancora li e può sperare di farcela. Di certo ci crede Gasperini, l’uomo che strada facendo ha alzato l’asticella e che ancora oggi guarda alla Champions League come il vero traguardo stagionale. E questione di ambizione, voglia, intensità mentale. Tutti ingredienti che serviranno stasera per superare îl Pisa e portarsi – almeno temporaneamente – a un solo punto di distanza dal quarto posto. Già, perché poi il vero alleato della Roma sarà proprio il calendario, con il Como che dovrà vedersela in casa con la capolista Inter domenica sera e la Juventus che farà invece visita domani all’Atalanta, in quello che è a tutti gli effetti uno scontro diretto. (…) Serve un’inversione di tendenza, per tornare a correre e rendere al meglio in queste ultime sette partite che separano i giallorossi dal rompete le righe. «Sappiamo che il Pisa è una squadra tosta – ha detto ieri Gasp – Ma noi dobbiamo fare molto di più a livello di risultati, non abbiamo più molti margini di errore e dobbiamo iniziare proprio da questa partita qui. Anche per-ché quel passo avanti lo possiamo ancora fare». E quel passo avanti vuol dire proprio arrivare a qualificarsi per la Champions. «A me la società non ha mai chiesto questo traguardo, sono io ad averlo fissato. E siamo noi come squadra a essercelo posto da-vanti – continua l’allenatore giallorosso – Questo è un gruppo fatto di ragazzi seri, che metterà tutto fino alla fine, di questo sono certo. Anche perché il traguardo è diventato molto più difficile, ma è ancora raggiungibile. Al di là degli avversari che sono sicuramente di valore, noi ci sia-mo imposti quel traguardo li». (…) Il futuro poi, è chiaro, bisognerà mettersi a tavolino e decidere insieme come poter rinforzare questa Roma. Per renderla più forte e, magari, vivere nella Champions senza più rincorrerla da lontano. «Ho visto che negli ultimi due armi Roma sono arrivati circa 30 calciatori, di cui forse adesso giocano 4 o 5 -conclude Gasp – Io penso che sia meglio prendere meno calciatori, ma più forti. L’ideale è il target Malen-Wesley. Poi se ne trovi dieci ne metti dieci, se ne trovi due solo quelli». Già, a trovarne però di così…

(gasport)

Da Koné a Wesley. Ecco i titolari dal mercato

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Privilegiare la qualità piuttosto che la quantità. Perché «negli ultimi due anni alla Roma sono arrivati trenta giocatori, di cui quattro o cinque stanno giocando in questo momento». E, in effetti, Gian Piero Gasperini non ha tutti i torti. Lo scorso anno, tra il mercato estivo e la sessione invernale, Ghisolfi portò nella Capitale la bellezza di quindici giocatori. Molti dei quali, però, non sono più a Roma. Sono dodici, invece, i volti nuovi a Trigo-ria arrivati nelle due campagne acquisti di Ricky Massara. Il totale recita ventisette. Ad oggi, guardando i numeri, soltanto Koné, Soulé, Hermoso, Wesley e Malen sono costantemente e stabilmente tra i titolari. Una menzione speciale però va data a Hummels, ritiratosi al temine dell’unica stagione con Roma, e Saelemakers, tornato al Milan dopo il prestito, che sono stati a lungo tra i titolari dello scorso anno. Cosi come Dovbyk, retrocesso poi nelle gerarchie proprio da Gasp, complici anche i vari infortuni. Ma l’allenatore di Grugliasco ha le idee abbastanza chiare: «Meglio una rosa con pochi giocatori, piuttosto che un organico da trenta».

Provaci Roma

IL TEMPO (L. PES) – «La Champions la voglio io». È Gasp show a Trigoria nella vigilia del match casalingo contro il Pisa che potrebbe rilanciare le poche residue speranze Champions della Roma, soprattutto guardando il calendario delle altre. All’Olimpico arrivano i toscani (fischio d’inizio ore 20.45, diretta Sky e Dazn) ultimi in classifica e tra domani e domenica si scontreranno le concorrenti dei giallorossi con Atalanta-Juve e Como-Inter che danno speranze, ovviamente servono tre punti contro una squadra ormai destinata alla B. Ma Gasperini dopo il fragoroso ko di Pasqua in casa dell’Inter ha voluto mettere diversi puntini sulle «i» scoprendo le carte sui suoi piani per il futuro e restando accorto quando si parla di rapporti interni. «La proprietà non mi ha mai chiesto di andare in Champions quest’anno, l’ho detto io. Abbiamo messo il traguardo poi se ci sono stati gli infortuni, se la squadra non è completa o tutta quella serie di condizioni, ognuno è libero di fare le proprie valutazioni. Il traguardo l’abbiamo messo e vogliamo raggiungerlo, se poi non ci riusciamo, avremo fatto il massimo per cercare di raggiungerlo». Sette partite per la verità con tante curve insidiose e il vantaggio delle rivali che ad oggi sembra abbastanza rassicurante. Ma il tecnico vuole restare sul pezzo fino alla fine, senza rimpianti. «In questo momento pensiamo al presente. Poi dopo quello che succederà tra un mese è imprevedibile. Poi po-tremmo dire che siamo stati bravi o meno bravi, ma mai che non ci abbiamo provato a metterci tutto». E a proposito di quello che accadrà in futuro, l’allenatore di Grugliasco ha le idee chiarissime sulla direzione da seguire. «L’unico obiettivo è cercare di migliorare le squadre, di farle sempre più forti. Quando le squadre sono più forti e quindi hanno più possibilità di fare risultati, si aggiusta tutto, funziona tutto. Funziona tutto benissimo», riferendosi all’atmosfera all’interno del club e ai rapporti interni. Poi Gasp fa il suo all-in. «Per cercare sempre di migliorare, non bisogna prima pensare a privar-ti di quello che hai, devi capire quello che metti. Negli ultimi due anni sono arrivati 30 giocatori. Di cui, forse 4 o 5 stanno giocando in questo momento, forse meno. Roma ha visto giocatori importanti e squadre importanti, quindi il pubblico li conosce quelli forti, li ha visti. Forse sono più propenso a pochi giocatori piuttosto che a 30 giocatori. Se metti tanti giovani dentro il campo probabilmente abbassi anche le ambizioni della squadra. L’ideale è il target Malen-Wesley. Poi, se ne trovi dieci sei bravo, se ne trovi due va bene metterne due. Io la vedo così, come situazione. Poi bisogna realizzarle le cose. Però prima bisogna capire la strada, questo credo sia la cosa più importante». La strada, anche pubblicamente, il piemontese l’ha ormai tracciata e l’intenzione della proprietà è andare avanti insieme con delle difficoltà che certamente si ripresenteranno, ma la crescita del club passa anche per la forza di tirare dritto e salire di credibilità.

Al via la rinascita di Campo Testaccio

LEGGO (C. SACCONI) – Inizia la rinascita di Campo Testaccio, primo stadio della Roma. Ieri le commissioni Patrimonio e Sport del Comune di Roma, presiedute da Yuri Trombetti del Partito democratico e Ferdinando Bonessio di Europa verde, hanno espresso parere favorevole alla delibera che tutela l’ex palestra, che sorge nel complesso sportivo, acquisendola a patrimonio pubblico. Ora, l’obiettivo è portare l’atto in Aula Giulio Cesare al più presto. «Anche la prossima settimana», ha spiegato Trombetti. Dopodiché potrà dirsi concluso l’iter consiliare e si avvierà una nuova fase da ultimare entro il 2027, anno in cui si andrà alle urne per il rinnovo dell’amministrazione comunale. L’area è stata già interessata da un intervento di pulizia a carico del Campidoglio, dopo essere rimasta sospesa tra ricorsi e contenziosi giudiziari per molti anni: l’attuale concessionario ha ancora 14 mesi e, dopo il via libera definitivo dell’Assemblea capitolina, potrà farsi avanti per proporre un progetto di recupero e riqualificazione che sarà vagliato da Palazzo Senatorio. A esito positivo di questa valutazione, la proposta potrà essere analizzata in conferenza dei servizi. Soltanto successivamente si potranno avviare i cantieri veri e propri. «Siamo comunque alle battute finali dell’iter amministrativo», ha osservato Trombetti. «Abbiamo faticosamente sbloccato un iter amministrativo fermo da anni», ha commentato l’assessore allo Sport di Roma, Alessandro Onorato. «Con il parere favorevole delle commissioni e il prossimo passaggio in consiglio – ha aggiunto Onorato – acquisiamo a patrimonio pubblico i locali dell’ex palestra adiacenti all’impianto di campo Testaccio che erano abusivi. È uno step decisivo, atteso, perché questi spazi potranno essere inseriti in un progetto più ampio di riqualificazione dell’intero centro sportivo. La presenza della struttura coperta potrà diventare un luogo multidisciplinare dove fare attività durante tutto l’anno». In linea di massima, l’idea dell’amministrazione è quella di un campo da gioco con annesso un centro sportivo polifunzionale, dotato di una palestra di quartiere e spazi idonei anche ad altre attività, ad esempio quelle culturali o aggregative. È credibile che l’attuale concessionario possa presentare un progetto e che si possa procedere in tempi brevi alle fasi successive ma per mettere la parola fine all’annosa vicenda ci vorrà ancora qualche mese.