Gasperini-Massara: storia del mercato che ha diviso la Roma

A pensarci bene, il malumore post-gara a Udine di Gaspèrini va a braccetto con l’annosa questione dell’uovo e della gallina. In questo caso non importa chi è nato prima ma cosa si vuole: meglio l’uovo oggi o la gallina domani? Così, rispondendo a due domande che contemplavano obiettivi e l’inevitabile Champions la prima, e un accenno ad una Roma formato Under 23 la seconda, è emerso il malcontento di fondo dell’allenatore. (…) Il “problema” di fondo, oltre alla tempestiva e ad altre assicurazioni ricevute e non confermate (il piano originario, nella riunione tecnica andata in scena poco prima di Natale, era quello di prendere Zirkzee, Raspadori e almeno uno tra Dragusin e Fortini), sono proprio i soldi investiti per Vaz e Venturino (20+5 per l’ex Mar-siglia, prestito a zero con diritto di riscatto a 8 per il baby 2006). Che Gasp accomuna sempre, dimenticando che il francese costerà alla fine tre volte di più, ha’ giocato in Champions e segnato già 4 reti nel campionato francese. Mettiamola così: con una corsa al quarto posto che inevitabilmente si è complicata con il ritorno e il sorpasso della Juve più la conferma del Como, l’allenatore avrebbe preferito dirottare un investimento simile su un calciatore pronto ora e non futuribile. Sommerville e Sauer erano i suoi preferiti, ma avrebbe gradito anche Tel o Nkunku, divenuto negli ultimi giorni di mercato una priorità. Ruoli e disponibilità diverse (il francese, infatti, rispetto agli altri tre non ha mai aperto a Trigoria). E qui, arriva il cortocircuito con la società. Non (solo) con Massara , che ricordiamolo sempre ai più distratti è un dipendente della Roma. Ergo si muove su indicazioni economiche dettate dalla proprietà e spesso, suo malgrado, è costretto a fare la parte del vaso di coccio tra vasi di ferro. (…) Alla fine, senza girarci troppo intorno, si scontrano due esigenze: quella di Gasp che, avendo annusato l’anomalia di questo campionato, vuole accorciare i tempi del piano triennale per essere il più competitivo possibile già adesso, nell’immediato, e quella della società che è obbligata non solo a guardare al presente ma anche al futuro, contando proprio sull’abilità del tecnico di forgiare talenti giovanissimi. Per questo bisognerebbe capire cosa la Roma gli ha promesso (e garantito) nel momento del suo ingaggio. (…) L’unico che potrebbe dare delle risposte e regalare quel pizzico di serenità ad un ambiente che si è già diviso tra Guelfi e Ghibellini (tra chi prende le parti del club e chi dell’allenatore) è Ranieri. Ma da un po’, al di là dell’intervento prima di RomaTorino di tre settimane fa, Claudio è in una posizione più defilata.

(Il Messaggero)

Champions, corsa a 3. Juve, un mese terribile. Chance per Napoli e Roma

Se lo scudetto sembra una questione esclusivamente milanese, la volata per gli altri posti Champions ci riporta indietro nel tempo, tornando a quando Napoli, Juve e Roma lottavano punto a punto per il tricolore. Stagione 1980-81: bianconeri campioni a quota 44, davanti a giallorossi (42) e azzurri (38). A due turni dalla fine la classifica era calmo-rosa: Juve 40, Roma 39, Napoli 38. Ed era in programma al San Paolo proprio Napoli-Juve. In epoca recente non siamo mai stati così vicini a uno spareggio (la vittoria valeva due punti, quindi il pareggio contava di più), perfino a tre squadre. Adesso questi club sembrano destinati a lottare fino alla fine per il terzo e il quarto posto, gli ultimi che promuovono alla Champions.(…) L’impressione è che quando si fermerà la musica del campionato due tra Napoli, Juve e Roma riusciranno a posizionarsi sulla sedia della Champions mentre all’esclusa resteranno le lacrime. Mancano ancora quindici giornate, ossia quarantacinque punti potenziali. E bisogna farne tanti. Nelle ultime cinque stagioni il quarto posto è stato conquistato in media a quota 72: dal 2020-21 (78) non si supera questa soglia. E l’andamento della Juve, attualmente quarta, dà una proiezione di 74 mentre il Napoli chiuderebbe a 76 e la Roma a 71. Trenta punti nelle ultime quindici partite potrebbero non bastare. Quindi bisogna tenere un ritmo molto alto gestendo i cali di forma, la stanchezza, gli infortuni. E il calendario. Il mese appena iniziato può lasciare un’impronta molto chiara, sebbene non decisiva. E c’è una squadra che ha l’obbligo di sfruttare il vantaggio di giocare una partita a settimana: la Roma vive un momento di appannamento, ma deve ritrovare in fretta una buona condizione, perché un’occasione come questa non le ricapiterà più. Da qui al primo marzo (e in attesa degli ottavi di Europa League) gli uomini di Gasperini scenderanno in campo solo quattro volte: due impegni casalinghi abbastanza agevoli (Cagliari e Cremonese) e due scontri diretti (a Napoli e in casa con la Juve). (…)

(gasport)

I tormenti di Gasp: un mercato a metà e il peso Champions. Ma la Roma ha speso

Quasi cento milioni investiti tra la scorsa estate e il mese di gennaio, un impegno di spesa che può diventare anche più ampio se dovessero concretizzarsi alcuni riscatti obbligatori. Una potenza di fuoco che i Friedkin hanno immesso sul mercato per soddisfare il più possibile i desiderata di Gian Piero Gasperini. Che ha apprezzato assai lo forzo della presidenza giallorossa, ma sperava in qualcosa di diverso nelle scelte. (…) La Roma finora in questa stagione ha investito 97 milioni, a cui si possono aggiungere i vari diritti di riscatto: Ferguson 38, Venturino 7, Malen 25 e Zaragoza 13 (questi ultimi due che possono diventare obbligo a determinate condizioni) .E poi ci sono i bonus: 5 per Wesley, 2 per ElAynaoui, 3 per Vaz, 1,5 per Ghilardi e Ziolkowski. In totale una possibile spesa di 193 milioni. Che però non sono riusciti a sistemare alcune cose. O se lo hanno fatto, è successo in ritardo. Come nel caso del famoso esterno sinistro, ruolo in cui Gasp cercava una pedina fin da luglio scorso. (…) Insomma, alcune lungaggini nelle trattative o anche il modo di affrontare le stesse non gli sono piaciute del tutto. Che poi il rapporto con il ds giallorosso Ricky Massara non sia basato su una stima infinita è cosa oramai nota, ma probabilmente Gasp si sarebbe aspettato qualcosa di diverso anche altrove. Quei 22 milioni (più 3 di bonus) investiti ad esempio per un 18enne come Vaz li avrebbero forse impegnati in modo diverso. A soddisfarlo, comunque, è arrivato l’olandese Malen, nello svolgimento della cui trattativa lo stesso allenatore ha avuto un ruolo importante. Tra l’altro, Gasp sperava in un’operatività diversa perché ha (aveva) capito che questo è un campionato strano, particolare, che ti aspetta e ti permette di sperare. Insomma, lottare per un posto nella prossima Champions League non è più un sogno o una piccola grande chimera come poteva invece apparire ad inizio stagione. (…)

(gasport

Mancini operato: gioca con la maschera

IL TEMPO (GAB. TUR.) – Frattura alle ossa nasali e intervento chirurgico. Lo scontro con Atta durante Udinese-Roma ha costretto Gianluca Mancini ad operarsi, nella giornata di ieri, per la riduzione della frattura. Un colpo che comunque non ha impedito al difensore giallorosso di restare in campo fino al triplice fischio. E, all’ultimo minuto, soltanto un intervento prodigioso di Okoye gli ha negato la gioia del gol del pareggio. Mancini è stato dimesso poche ore dopo l’intervento e potrà già essere in campo lunedì prossimo con il Cagliari indossando una mascherina protettiva. Appuntamento al quale non vuole mancare Dybala. Il numero ventuno giallorosso, assente a Udine per l’infiammazione al ginocchio, ha lavorato in campo ieri e sta tentando il recupero per la sfida contro i rossoblù. Migliorano anche le condizioni di Ferguson, indisponibile negli ultimi impegni per il problema alla caviglia rimediato contro lo Stoccarda. Ieri, intanto, Zaragoza ha svolto il primo allenamento con i nuovi compagni. «Mi è sempre piaciuto il dribbling, è una delle mie qualità – ha affermato lo spagnolo ai canali ufficiali del club – Ho già giocato all’Olimpico contro la Lazio, ma non è la stessa cosa. Voglio vedere lo stadio pieno di tifosi della Roma». La ripresa degli allenamenti è fissata per domani.

Udine amara ma questa Roma sa come rialzarsi

Ritorno al passato. Tutto in una gelida notte friulana in cui la Roma ha incassato l’ottava sconfitta in campionato che va a sommarsi alle due in Europa League e a quella in coppa Italia per un totale di undici in trentadue partite, in pratica una ogni tre gare. Troppe. Ritorno al passato, dicevamo. Partendo dalla prima volta in stagione fuori dalle prime quattro posizioni, quelle che garantiscono la qualificazione ai tanti soldi della Champions. (…) A Udine la Roma tutto è stata meno che gasperiniana. Soprattutto nel corso di un primo tempo in cui l’Udinese ha giocato come avrebbe dovuto fare la Roma, ovvero pressione alta, ricerca ossessiva del pallone. Un primo tempo, e non solo, in cui si è sentita, fin troppo, l’assenza di due giocatori come Dybala e Koné. Cioè, il talento e la forza. Due elementi che sono mancati ai discepoli di Gasp che per tutti i novanta minuti hanno creato poco, dando sempre una sensazione negativa per un gioco che non è mai decollato, frenato dalle qualità degli avversari, ma anche dall’incapacità di accendere la luce da parte di qualche giocatore della Roma. Non sappiamo, al netto dei recuperi di Dybala e Koné, se l’ultimo arrivato (dal Bayern Monaco via Celta Vigo) Zaragoza sarà in grado di garantire quella qualità che la Roma fa fatica a mettere in campo quando l’argentino rimane in infermeria (e ci rimane troppo spesso). Ora l’errore che La Roma non dovrà fare è quello di buttare tutto a mare. C’è lo spazio e ci sono le qualità per giocarsela fino in fondo. (…)

(La Repubblica)

Missione Champions

IL TEMPO (L. PES) – Restare attaccati al treno. La missione della Roma nel mese di febbraio è chiara: non perdere contatto con la Champions. La locomotiva europea corre veloce e il ko di Udine ha fatto scendere per la prima volta i giallorossi dal quartetto di testa. Un colpo duro che obbliga la squadra di Gasperini a reagire subito, già lunedì nella sfida dell’Olimpico contro il Cagliari. Prima di quattro partite decisive per la corsa al ritorno nell’Europa che conta. A marzo, infatti, si capirà se la Roma sarà ancora in corsa o meno dopo aver affrontato due big match e due partite casalinghe da non fallire. Si comincia il 9 tra le mura amiche contro i sardi di Pisacane, reduci da tre vittorie consecutive e capaci di battere i giallorossi all’andata in una delle peggiori versioni della creatura gasperiniana. Poi ci sarà il big match col Napoli al Maradona sei giorni dopo nel quale Conte potrebbe recuperare qualche pedina prima di affrontare all’Olimpico la Cremonese. A chiudere, sempre tra le mura amiche, quello che ad oggi sarebbe un vero e proprio spargegno per il quarto posto con la Juventus che dall’arrivo di Spalletti ha cominciato a correre. Quattro settimane per capire le reali ambizioni in campionato prima del ritorno dell’Europa. Dopo l’inizio inaspettato i giallorossi ora hanno disperso il vantaggio accumulato e per la prima volta si trovarono a rincorrere. In Friuli è arrivata l’ottava sconfitta del campionato, ovvero più di un terzo delle gare disputate. Dato che insieme a quello delle vittorie (14), racconta di una squadra che fatica a segnare (appena 27 le reti realizzate) ma conserva una difesa blindata. Che quando passa in vantaggio vince sempre ma quando subisce per prima cade, Firenze a parte. Una fisionomia ormai ben delineata che Gasp spera di convertire con i nuovi arrivi. La capacità di creare spazi e occasioni di Malen e l’imprevedibilità tutta da scoprire di Zaragoza. Chissà se basteranno per aumentare la produttività di un attacco che fin qui ha deluso. Anche se a fare un passo avanti sono chiamati altri giocatori che fino a questo momento hanno fatto troppo poco. A partire da un Pellegrini spento e mai vivo nella lotta passando per Cristante in affanno quando la bagarre fisica si alza. Qualcuno sembra in debito d’ossigeno visti i tanti impegni come Celik e Soulé mentre El Aynaoui e Pisilli chiedendo spazio. Nessuno meglio di Gasp sa come riprendere subito la strada dopo un punto in due partite, ma per restare ag-grappati al treno serve accelerare adesso. È iniziato il mese della verità.

Adesso giù le mani da Gasperini. Lasciatelo lavorare

IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Lo sfogo di Gasperini subito dopo il ko contro l’Udinese al Friuli era qualcosa di più di un semplice scarico di adrenalina davanti a un microfono a bordocampo. È sembrato piuttosto un campanello d’allarme, un messaggio molto chiaro ai «cercatori di peli nell’uovo». Il tecnico piemontese è stato molto chiaro, si è preso le sue responsabilità per il ko pur definendosi «soddisfatto» della prestazione dei suoi, ma ha anche messo a distanza chi cercava polemiche ad ogni costo. Il «bisogna metterci d’accordo su cosa vogliamo» è un messaggio chiaro a proprietà e tifoseria. Nel senso: se l’idea è quella di fare una squadra futuribile con giovani talenti che lui ha definito «under 23», va bene ma allora si sappia che il «progetto» è quello e quindi anche il risultato finale andrà letto in quella chiave. Se invece l’idea è andare in Champions League il prossimo anno, cosa che era e resta il vero obiettivo della stagione giallorossa, allora bisogna mettersi in testa che servono giocatori pronti adesso. Altro che giovani e l’ingresso di Venturino a Udine al posto di un logorato Pellegrini, è sembrato proprio un segnale in questa direzione. Come dire: questi ho e questi faccio giocare. E anche la chiusura su «a fine stagione se non si va i Champions si cambia l’allenatore…» va letta, se non come un avvertimento, quasi. Ma non scherziamo! Sarebbe un peccato perché Gasperini quando è arrivato a Roma ha trovato una squadra che aveva avuto la capacità di tenere unita e portare in fondo alla stagione, ma che davvero andava ricostruita dal punto di vista di stimoli e gioco. Il Gasp si è messo lì e alla sua maniera ha costruito dal basso una squadra, un gruppo che continua ad assomigliarli sempre di più senza stare a sentire nessuno. Non è uno facile da gestire e magari i suoi modi non piacciono a tutti, ma probabilmente proprio per questo riesce ad arrivare dove vuole. Se ne parla come di uno spigoloso, senza mezze misure e per vincere, o meglio per far bene, a Roma forse serviva uno così: bisogna lasciarlo lavorare in pace. Perché tra vedere una Roma che gioca bene, dà spettacolo e diverte, e una che invece vince c’è ancora differenza, tanta differenza. Ma in questo momento chi ha a cuore questa maglia non deve far altro che aspettare. Insomma, giù le mani da Gasperini… almeno che qualcuno non abbia (già pronta) un’idea migliore. O no!?

A Trigoria il mercato divide ancora Gasperini e Massara

LEGGO (F. BALZANI) – La Roma è costretta ad inseguire. E a sperare che le diatribe di Trigoria non disturbino il cammino. All’indomani della sconfitta di Udine, infatti, i giallorossi si ritrovano alle spalle della Juve che dall’arrivo di Spalletti ha rimontato ben 11 punti alla squadra di Gasperini. E il tecnico, nella notte agitata di Udine ha spedito bordate, al termine di un mercato ricco ma evidentemente non soddisfacente per Gasp. «Mettetevi d’accordo: volete una Roma under 23 o la Champions? Altrimenti restiamo tutti scontenti. Vaz e Venturino sono validi per il futuro, ma non possiamo chiedergli di essere determinanti per obiettivi così alti». Facendo una netta distinzione con Malen e Zaragoza e inviando un’altra frecciata per le tempistiche: «Non pensavo di avere così tante difficoltà ad inserire giocatori in ruoli chiavi che cercavamo dall’estate. Se la Roma non va in Champions cambierà allenatore». Il riferimento è al tardivo arrivo di Zaragoza ma anche ai tanti affari sfumati a gennaio. Il destinatario non può che essere Massara col quale Gasp ma il segnale è diretto anche alla proprietà nonostante una spesa complessiva di oltre 120 milioni da giugno. Una situazione che ha vissuto di pochi alti e tanti bassi e che ha necessitato dell’intervento dei Friedkin a gennaio. Non una novità per Gasperini che ha sempre preteso molto anche a Bergamo, ma che ha restituito tanto in termini di risultati e plusvalenze. La situazione resta calda e potrebbe necessitare di un ulteriore chiarimento. Il tecnico in questa settimana avrà comunque buone notizie. Ieri Zaragoza ha svolto il primo allenamento. Col Cagliari ci sarà anche Mancini che ieri è stato operato a seguito di una frattura al naso rimediata nel primo tempo di Udine.

IL PUNTO DEL MARTEDÌ – CARMELLINI: “Un passo indietro per la Roma” – VOCALELLI: “Bisogna rialzarsi presto sui pedali”

La Roma inciampa in casa dell’Udinese e molla la presa sul treno Champions League. Prestazione molto opaca per i giallorossi: “Un passo indietro per la Roma a Udine. I giallorossi scendono dal treno Champions e si ritrovano al quinto posto scavalcati anche dalla Juventus dell’ex Spalletti” scrive Tiziano Carmellini sulle colonne de Il Tempo. Alessandro Vocalelli del Corriere dello Sport, si concentra sulla reazione da avere: “E se non è il caso di drammatizzare, considerando l’ottimo cammino giallorosso nel doppio binario campionato e Coppa, si tratta di rialzarsi presto sui pedali, provando a migliorare il rendimento offensivo che finora ha rappresentato la maggiore preoccupazione”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


A. VOCALELLI – CORRIERE DELLO SPORT

II calcio è davvero una materia misteriosa. Nel giorno in cui si chiude il mercato, e la
Roma ne esce da protagonista con acquisti di livello in prima linea, il posticipo a Udine si trasforma in una grande delusione. Già, perché i friulani si prendono la loro serata di gloria, costringendo la squadra di Gasperini a una sconfitta che vuol dire quinto posto in classifica. Scavalcati dalla Juve, i giallorossi pagano proprio una sfortunata deviazione di Malen. Senza il motore di Koné proprio in questo clima agonistico la squadra ha finito per soffrire eccessivamente. E se non è il caso di drammatizzare, considerando l’ottimo cammino giallorosso nel doppio binario campionato e Coppa, si tratta si rialzarsi presto sui pedali, provando anche a migliorare il rendimento offensivo che finora ha rappresentato la maggiore preoccupazione. Con 27 reti all’attivo i giallorossi hanno infatti l’ottavo attacco del campionato: toccherà a Malen, Robinio Vaz e al nuovo arrivato Zaragoza il compito di invertire la marcia. In ballo non c’è solo il prestigio, ma anche la possibilità di rilanciare ulteriormente, con i proventi della Coppa più importante.


M. FERRETTI – CORRIERE DELLO SPORT

Ce lo dirà soltanto il campo, tra qualche tempo, se il mercato di gennaio sarà stato veramente di riparazione o se invece non avrà riparato nulla. Dal punto di vista numerico, la rosa della Roma appare migliorata, ma. più che la quantità conta la qualità. Ecco perché oggi è impossibile dispensare certezze: va attesa la risposta reale, quella certificata dal rendimento. Inutile fare previsioni. La Roma aveva bisogno di aggiustare l’attacco e adesso si ritrova con 4 centravanti e una robusta batteria di esterni. Dieci giocatori per tre maglie: a livello numerico ci siamo, da controllare, l’affidabilità. Eccolo, il punto. La Roma non poteva permettersi un mercato aggressivo ma ha dovuto cogliere occasioni alla sua portata per non tradire i buoni propositi e le promesse con l’Uefa. Da qui tentennamenti, ritardi e scelte obbligate, con l’eccezione di Robinio Vaz. Intanto, la “nuova” Roma, con un solo neo acquisto invernale in campo dal primo minuto, a Udine ha steccato in malo modo, incassando l’ottava sconfitta in campionato e precipitando al quinto posto in classifica. Roma strana, bruttina e senza furore agonistico. Voto basso, stavolta.


P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA

Per quanto abbastanza episodica, la sconfitta di Udine impedisce alla Roma il rientro nel quartetto della Champions e ne raffredda l’entusiasmo per una campagna di gennaio coerente con l’antica definizione di mercato di riparazione: Massara ha «riparato» le amnesie dell’estate dando a Gasperini il materiale necessario per aumentare le ambizioni, vedremo ora quanto la doccia fredda di Udine inciderà. Erano evidenti da ottobre le lacune davanti: al di là della confusione di ieri, gli ingaggi di una punta pronta come Malen, duc di prospettiva come Venturino e Robinio Vaz e una scommessa pura come Zaragoza hanno trasformato il reparto.
La Roma è stata l’unica delle prime a intervenire in profondità, e questo malgrado il movimentismo di Milan e Juventus avesse suggerito un upgrade dell’obiettivo
Champions.


T. CARMELLINI – IL TEMPO

Un passo indietro per la Roma a Udine. I giallorossi scendono dal treno Champions e si ritrovano, dopo la sconfitta del Friuli, al quinto posto in classifica scavalcati anche dalla Juventus dell’ex Spalletti. Una serata no, un arbitro mediocre, assenze pesanti e anche un po’ di sfortuna: arriva l’ottavo ko stagionale. Ora, è vero che un solo giocatore non può fare la differenze tra una squadra che vince o una che perde in Friuli, ma l’assenza di Koné é è un macigno per questo gruppo. Senza di lui c’è u vero buco li in mezzo e Gasperini arrangia il centrocampo che può. C’è l’inesauribile Cristante, la qualità di El Aynaoui, ma manca il passo in più del francese: l’uomo d’ordine. E qualche metro più avanti la fantasia di Dybala altra assenza pesantissima. Poi c’è il nodo Pellegrini: se sta in queste condizioni è come giocare con un uomo in meno. Dispiace, ma è la triste realtà: non entra mai in partita e fa mancare il suo apporto anche in fase di copertura. Quando nella ripresa Gasperini lo cambia per Venturino i tifosi romanisti tirano un sospiro di sollievo. La Roma fatica, prende ritmo con il passare dei minuti, ma si perde sempre negli ultimi metri. Il resto è poca roba, arrembaggio finale che porta solo a un gol annullato per fuorigioco e da qui in avanti Gasperini dovrà rivedere qualcosa. Ora subito in piedi per preparare la sfida al Cagliari e tornare a un successo che manca ormai da due gare: troppe se si vuole restare agganciati ai primi

I VOTI DEGLI ALTRI – Pellegrini “non si accende mai”, Wesley “sempre attivo”. Svilar “decisivo”

La Roma perde 1-0 contro l’Udinese e scivola al quinto posto in classifica. Partita opaca dei giallorossi e risultato che si rispecchia anche nella prestazione singola dei giocatori. Il peggiore in campo è sicuramente Lorenzo Pellegrini (4.93): “Sarà la botta alla caviglia ma quando ha la palla tra i piedi rallenta il gioco e duetta poco con Wesley. Inefficace sulla trequarti. Non si accende mai” (Corriere dello Sport).

I migliori sono Mile Svilar (6.36): “Subito decisivo su Atta da fuori, Ekkelenkamp lo frega grazie alla deviazione di Malen. Lui, però, si rifa subito dopo” (Gazzetta dello Sport), e Wesley (6.14): “Sempre attivo, anche nei momenti più bui della Roma. Qualche giocata di fino di troppo, poco incisivo dentro l’area nel secondo tempo”.


LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport,  Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6.36
Mancini 6.14
Ndicka 5.79
Hermoso 6.00
Celik 5.29
Cristante 5.43
El Aynaoui 5.50
Wesley 6.14
Soulé 5.07
Pellegrini 4.93
Malen 5.21

Venturino 5.86
Ghilardi 6.00
Vaz 5.50
Pisilli 5.75
Tsimikas 5.80

Gasperini 5.36


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6,5
Mancini 6,5
Ndicka 6
Hermoso 6
Celik 5,5
Cristante 5,5
El Aynaoui 5,5
Wesley 5,5
Soulé 5
Pellegrini 5
Malen 5

Venturino 5
Ghilardi 6
Vaz 5,5
Pisilli 5,5
Tsimikas 6

Gasperini 5,5


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6,5
Mancini 6
Ndicka 5,5
Hermoso 6
Celik 5
Cristante 5
El Aynaoui 5,5
Wesley 5,5
Soulé 5
Pellegrini 5
Malen 5

Venturino 6
Ghilardi 6
Vaz SV
Pisilli SV
Tsimikas 5

Gasperini 5,5


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 5,5
Hermoso 6
Celik 5
Cristante 5,5
El Aynaoui 5,5
Wesley 6,5
Soulé 5
Pellegrini 5
Malen 5

Venturino 6
Ghilardi 6
Vaz 5,5
Pisilli 6
Tsimikas 6

Gasperini 5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6,5
Mancini 6
Ndicka 5
Hermoso 6
Celik 5,5
Cristante 5,5
El Aynaoui 5,5
Wesley 6
Soulé 5
Pellegrini 5
Malen 5,5

Venturino 6
Ghilardi 6
Vaz SV
Pisilli SV
Tsimikas SV

Gasperini 5


LA REPUBBLICA

Svilar 6,5
Mancini 6,5
Ndicka 6,5
Hermoso 6
Celik 5,5
Cristante 6
El Aynaoui 5,5
Wesley 6,5
Soulé 5
Pellegrini 5
Malen 6

Venturino 6
Ghilardi 6
Vaz SV
Pisilli 5,5
Tsimikas 6

Gasperini 5


IL TEMPO

Svilar 6,5
Mancini 6
Ndicka 6
Hermoso 6
Celik 5,5
Cristante 5
El Aynaoui 5,5
Wesley 6,5
Soulé 5,5
Pellegrini 4,5
Malen 5

Venturino 6
Ghilardi 6
Vaz SV
Pisilli SV
Tsimikas SV

Gasperini 5


IL ROMANISTA

Svilar
Mancini
Ndicka
Hermoso
Celik
Cristante
El Aynaoui
Wesley
Soulé
Pellegrini
Malen

Venturino
Ghilardi
Vaz
Pisilli
Tsimikas

Gasperini