Paulo ai box. Zaragoza si scalda

IL ROMANISTA (I. MIRABELLA) – Il conto alla rovescia per il ritorno in campo è iniziato. Lunedì all’Olimpico arriva il Cagliari e dopo il brutto scivolone nella scorsa giornata contro l’Udinese, la Roma punta a conquistare i tre punti per rimanere attaccato al treno di testa della classifica.

Dopo il giorno di riposo concesso da Gasperini, ieri i giallorossi sono tornati sui campi di Trigoria per preparare la sfida contro i sardi. […]

Ancora brutte notizie per quanto riguarda Paulo Dybala. L’attaccante argentino è fermo ai box a causa dell’infiammazione alla capsula laterale del ginocchio e ne avrà ancora per qualche giorno prima di poter tornare a piena disposizione di Gasperini. La Joya in questi giorni sta continuando a svolgere il lavoro in palestra e terapie con il rientro in gruppo che si avvicina. […]

Contro il Cagliari Gasp è pronto a schierare il miglior undici a disposizione nel consueto 3-4-2-1. Svilar difenderà i pali giallorossi con Ghilardi, Mancini e Ndicka a formare il terzetto difensivo. Sulle corsie esterne di centrocampo ci sarà Celik sulla destra, mentre Wesley partirà a sinistra. In mediana è ballottaggio aperto tra Pisilli ed El Aynaoui per giocare al fianco di Cristante. Nel tridente offensivo possibile esordio dal primo minuto di Zaragoza con Soulé alle spalle di Malen.

Totti e la ricerca della felicita che potrebbe ricondurlo a casa, alla sua Roma

Gli amici si vedono nel momento del bisogno. Soprattutto quando il bisogno è reciproco. Da quando si sono lasciati, ormai sette anni fa, Francesco Totti e la Roma non sono mai stati così vicini dal rimettersi insieme. (…) Nel 2019, l’ex capitano – che due anni prima aveva appeso gli scarpini al chiodo avventurandosi in una faticosa carriera da dirigente – se ne andò sbattendo la porta: “Mi hanno fatto fuori da tutto. Se lascio non è colpa mia, tornerò quando ci sarà un’altra proprietà“. Un anno dopo, estate 2020,Pallotta cedette ai Friedkin e subito la città si interrogò: ora lo richiameranno? Sono passati sei anni, (…) sempre lo stesso ostacolo: il ruolo Rappresentativo, alla Javier Zanetti nell’Inter, per i Friedkin; operativo, alla Claudio Ranieri nella Roma attuale, per Totti. Gli uni, preoccupati che l’ex capitano da quando ha smesso di giocare non si sia strutturato per ricoprire un incarico strategico. L’altro, convinto di poter fare qualcosa in più che tagliare i nastri se solo gliene fosse data la possibilità (e il potere). (…) Ma cosa è cambiato se il ruolo che Totti ritiene compatibile col suo passato e il suo nome è già ricoperto a Trigoria? Il tempo è galantuomo. Lo stesso “maledetto” tempo che ormai nove anni fa lo costrinse ad abbandonare il campo, oggi potrebbe restituirgli la sua Roma. L’anno prossimo, il club giallorosso compirà cento anni. Un anniversario che i Friedkin intendono celebrare in grande stile. Sognavano di farlo con l’apertura del nuovo stadio a Pietralata, ma sarà già un miracolo se tra dodici mesi sarà stata posata la prima pietra. Allora, serve altro. Un grande nome che attragga anche gli sponsor. Un totem in cui la piazza si riconosca. Un monumento che rappresenti la Roma nel mondo. Chi meglio di capitan Totti? E del resto, quanto a leader carismatici cui abbinare operazioni di marketing, i Friedkin hanno già pescato a piene mani in questi anni: Mourinho, De Rossi, Ranieri. Operazioni riuscitissime, in termini di fidelizzazione e incassi al botteghino (meno per i risultati, nessuno ha tagliato l’ambitissimo traguardo della qualificazione in Champions). L’estate scorsa, hanno scelto Gasperini. Che si è fatto ben volere con una partenza sprint (ora un po’ rallentata, però), ma altra cosa è scaldare i cuori dei romanisti. Per quello servirebbe proprio un Totti. “I Friedkin ci stanno pensando“, ha ammesso ieri Claudio Ranieri. Sono ore di riflessione anche per l’ex capitano, non a caso ricomparso all’Olimpico proprio di recente. Vorrebbe che i Friedkin si spingessero a proporgli qualcosa in più del ruolo di grande ambassador del centenario, lui da sempre ha il pallino della scelta dei giocatori. (…) Tornare alla Roma, anche solo come uomo immagine, potrebbe restituirgli la vita che conosceva. E ai romanisti, che non vedono l’ora, un ombrellone sotto cui ripararsi. Del resto, come diceva il poeta, “certi amori non finiscono mai…“.

(Il Foglio)

Malen, Zaragoza e Vaz in lista Uefa, il francese in dubbio per il Cagliari

Ecco la nuova Roma, aggiornata per la fase finale, dell’Europa League. Gasperini, finita la sessione invernale del mercato, cambia l’elenco dei giocatori da schierare in coppa, a partire dal prossimo 12 marzo. Sostituiti tre giocatori della precedente lista presentata all’Uefa (quella delle prime otto partite del torneo)
per dare spazio a tre dei quattro nuovi acquisti. Sono usciti Bailey, tornato all’Aston Villa, Dovbyk, out chissà fino a quando dopo l’operazione alla coscia (stagione a rischio), e Angeliño, ancora non al top dopo il lungo periodo di inattività. Entrano, come prevedibile, Malen, centravanti titolare, Zaragoza, esterno di piede destro da schierare a sinistra che Gian Piero ha aspetto dall’inizio dell’estate, e Vaz, talentino scelto da Massara guardando al futuro. Escluso dei nuovi solo Venturino: (…) a Trigoria in prestito gratuito e quindi non si può sapere se nella prossima stagione vestirà la maglia giallorossa. Fino all’ultimo sono rimasti in bilico El Shaarawy e Ferguson, attualmente indisponibili. Pisilli è nella lista B, quella dedicata ai giovani dove ancora non può entrare Arena (2009): (…) deve restare nel vivaio almeno due anni per trovare spazio nel secondo elenco per le coppe europee. Sono sempre 22, dunque, i giocatori della lista principale: i portieri Gollini e Svilar, i difensori Celik, Ghilardi, Hermoso, Ndicka, Mancini, Rensch, Wesley, Tsimikas, Ziolkowski, i centrocampisti Cristante, El Aynaoui, Koné, Pellegrini, gli attaccanti Dybala, El Shaarawy, Ferguson, Malen, Soulé, Vaz, Zaragoza. Vaz, proprio nel giorno in cui ha trovato spazio nell’elenco per l’Europa League, non si è allenato per un problema muscolare, accusato nel finale della partita di Udine. Da verificare le sue condizioni: è in dubbio per il Cagliari. Dybala, El Shaarawy e Ferguson hanno lavorato a parte, ma nemmeno loro hanno la certezza di esserci lunedì all’Olimpico.

(corsera)

Dan è mister miliardo. Intanto calano le perdite

IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – Chi vuol essere miliardario? Non abbiamo fatto un salto indietro di 25 anni tornando alla lira e al gioco a premi che teneva incollati al piccolo schermo tanti italiani, ma stiamo parlando dei conti di casa Roma. Dall’ultimo bilancio depositato in Camera di Commercio, con la fotografia della salute economica e finanziaria della società al 30 giugno del 2025, si può dedurre che la quota degli investimenti fatti da Dan Friedkin nella Roma, a partire dall’estate 2020, ha superato il miliardo di euro.

Per carità, nulla che lasci il texano in difficoltà economica – Forbes ha stimato il suo patrimonio, in crescita, in circa 10 miliardi di euro – ma fa comunque un certo effetto pensare all’entità dell’investimento complessivo. […]

Facendo un confronto con la situazione economica del 30 giugno 2024, infatti, si vede come le perdite siano diminuite di oltre 30 milioni: 98,1 nell’estate di due anni fa, 66,8 nell’ultimo bilancio depositato. E se i ricavi o il fatturato non aumentano, a calare, in modo significativo, sono i costi di gestione, vero punto focale sul quale al Fulvio Bernardini si stanno concentrando ormai da tempo. Lo si nota, soprattutto, dal dato sul costo del personale – condizionato in larga parte dagli stipendi lordi della rosa. Se un anno e mezzo fa l’intero ammontare dei lavoratori – tra calciatori, staff, dirigenti e dipendenti – era a 193,5 milioni, la fotografia a fine giugno scorso raccontava di un costo del personale pari a 144,6 milioni. Quasi 50 milioni di differenza.

Un risultato che, per la Roma, deve essere solo l’inizio, come ribadito ieri da Ranieri a Sky Sport: «Per la sopravvivenza del club, dobbiamo abbassare il monte ingaggi>> Parola di un Sir. Il consigliere di Dan, mister miliardo.

Il dirigente rivela: «I Friedkin stanno pensando al ritorno». Roma, Ranieri riapre a Totti

La perla, se la tiene alla fine. Perché chi ama la Roma non può non aver apprezzato l’apertura di Ranieri ad un possibile ritorno di Totti in società: «Francesco? I Friedkin ci stanno pensando e mi auguro che possa essere davvero utile alla Roma, perché lui è una parte della Roma». Le parole dette a Sky ieri, squarciano la città. Il tam tam via etere, nei bar e per strada tra i tifosi è immediato.

Perché Totti è Totti, anche se a maggio saranno 9 anni che ha smesso di giocare. È un’amore mai sopito, uno di quelli che non puoi dimenticare, perché fa parte di te. Francesco è l’emblema dell’inno di Venditti, quando Antonello canta «Dimmi cos’è che ci fa sentire amici, anche se non ci conosciamo». Anzi, forse Totti è addirittura di più perché lo abbiamo conosciuto, apprezzato e gli si è voluto bene come a un figlio o un fratello, a seconda dell’età, per 25 anni. […]

Ad oggi il pensiero raccontato da Ranieri deve ancora materializzarsi una proposta concreta, nonostante un contatto diretto avuto con Ryan nelle scorse settimane. Per intenderci, di quelli dove ci si mette seduti, ci si confronta, ci si scambia i rispettivi punti di vista e si cerca di arrivare a dama. […]

Tra l’altro a Trigoria, Totti ha la sponda di Ranieri. Ma la partita non si gioca su quello che potrebbe fare. Quando Claudio sottolinea «mi auguro che possa essere davvero utile alla Roma» lancia l’amo mediatico. Perché è il primo a sapere che ora si aprirà il dibattito sui quotidiani e nelle radio. Allo stesso tempo è consapevole che a Francesco di fare il gagliardetto, l’uomo immagine, non interessa minimamente. Per non incorrere in errori o in scene già viste, basterebbe ripartire dalla conferenza stampa di sette anni fa al Coni nella quale Totti aveva annunciato l’addio al ruolo da dirigente: «Mi dimetto. Perché? Semplice, sono tenuto fuori da tutto». Ecco, Totti vuole essere coinvolto. Ma in cosa? In quello che sa fare meglio, ergo l’aspetto tecnico, il campo, il rapporto con i calciatori, scovarli. […]

Ranieri fa felice Roma: «Totti può tornare». I contatti con i Friedkin, il ruolo già pensato per lui

Un incontro con il club è già previsto nelle prossime settimane. «Ci stanno pensando». Tre parole che a Roma, se accostate a Francesco Totti e al suo possibile rientro in società, hanno avuto più o meno l’effetto di Massimo Decimo Meridio nel Gladiatore, quando diceva «al mio segnale scatenate l’inferno». Claudio Ranieri (…) è il primo uomo che la proprietà della Roma ascolta per avere referenze sugli aspetti tecnici di Trigoria. Se proprio lui parla in quel modo, aggiungendo «mi auguro che Francesco possa essere utile, lui è parte della Roma», vuol dire che qualcosa evidentemente s’è mosso. (…) Tra Totti e i Friedkin ci sono stati almeno un paio di contatti: il primo indiretto, il secondo più diretto. Tutto nelle ultime settimane, passaggio favorito
dalla presenza a Roma del vicepresidente Ryan Friedkin.
La questione deve ancora entrare nella fase decisiva: per intendersi, un vero e proprio incontro operativo non c’è stato ancora. Ci sarà nelle prossime settimane, per un inserimento in società che i Friedkin immaginano per la prossima stagione. Già, ma con quale ruolo? È il vero nodo. All’ex capitano — l’ha sempre dichiarato — piacerebbe essere operativo, nel vivo del club. Del resto, lui in società c’è già stato. E si allontanò, dimettendosi il 17 giugno 2019, proprio perché non si sentiva centrale. Giusto un esempio: lui contattava Antonio Conte per offrirgli la panchina, la società – anche per mano dell’allora consulente Franco Baldini, con cui Totti non ha mai avuto buoni rapporti – prendeva altri indirizzi. Ecco, i Friedkin stanno andando in una direzione diversa. L’ipotesi più probabile oggi è fare di Totti un profilo simile a quello che è stato Paolo Maldini nel Milan, che proprio vicino all’attuale direttore sportivo giallorosso Ricky Massara ha costruito l’ultimo scudetto rossonero. Dunque, un ruolo da direttore tecnico. Pure Pallotta glielo offrì, ma Totti reputò quella proposta di facciata e se ne andò sbattendo la porta. Lo fece con una conferenza stampa, che chiuse così: «Il mio non è un addio, è un arrivederci, perché sembra impossibile vedermi fuori dalla Roma. Se un’altra proprietà punterà su di me, sarò sempre pronto». Ci siamo, allora. Con una tempistica non casuale: la prossima, 2026-27, sarà la stagione che porterà al centenario del club. E i Friedkin lo sanno: Totti ci sta bene, dentro un’occasione così speciale.

(corsera)

Dentro Malen, Zaragoza e Vaz. Esce Angelino

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Gasperini ha fatto le sue scelte europee. Nella serata di ieri, la Roma ha comunicato la lista UEFA per la fase ad eliminazione diretta dell’Europa League, sfruttando i tre cambi possibili. Non c’erano dubbi sull’inserimento dei due nuovi acquisti Malen e Zaragoza. A contendersi l’ultimo posto erano Robinio Vaz e Venturino e il tecnico giallorosso ha deciso di puntare sull’attaccante acquistato a titolo definitivo dal Marsiglia.

Fuori ovviamente Bailey, rientrato all’Aston Villa, e Dovbyk, che sarà indisponibile almeno fino ad aprile. La terza, prevedibile, esclusione è quella di Angeliño, ancora distante dal pieno recupero. Baldanzi, ceduto al Genoa, non era già stato incluso nella lista presentata per la fase campionato, mentre Pisilli è stato inserito nella lista B. La Roma, grazie al pareggio sul campo del Panathinaikos, tornerà protagonista in Europa League direttamente agli ottavi di finale in programma a metà marzo (12 e 19). Per conoscere il suo avversario – uno tra Bologna, Brann, Dinamo Zagabria e Genk – gli uomini di Gasperini dovranno attendere il sorteggio del 27 febbraio, che delineerà anche l’eventuale percorso fino alla finale di Istanbul.

Slitta nel frattempo il rientro in gruppo di Dybala e Ferguson. I due restano da valutare per l’impegno con il Cagliari. Differenziato per El Shaarawy, alle prese con il recupero dall’infiammazione al tendine d’Achille.

Intanto ieri la squadra, staff tecnico compreso, si è riunita in zona piazza Cavour per una cena di gruppo.

Claudio calma Gasp: «È un martello». E il tecnico porta la squadra a cena

Chiaro, conciso e senza peli sulla lingua. È il solito Ranieri che torna a parlare a distanza di qualche settimana. I temi: mercato, obiettivi e il rapporto tra ds e allenatore. E su quest’ultimo tema la frase che balza subito agli occhi è «Massara è la società, sente l’allenatore e poi parla con il presidente. lo sono in mezzo», dice lui. Piaccia o meno è questa la verità, ma Ranieri non ha intenzione di sminuire Gasperini che gode della fiducia di tutti. […]

E il senior advisor pone gli obiettivi, senza mettere inutili pressioni: «La voglia è quella di andare il più in alto possibile, però sappiamo che stiamo costruendo e c’è un progetto di tre anni. La richiesta è stata chiara: i Friedkin vorrebbero arrivare in Champions, starci e poi ci sarà l’anno in cui si vincerà lo Scudetto ma non si può chiedere di arrivare quarti e basta sin da subito». […]

Anche perché lo stesso Ranieri non si aspettava una campagna acquisti del genere: «Voleva Malen e Zaragoza e sono stati presi. Segno che Gian Piero è bravo. Vaz, invece, è stato un acquisto voluto da tutti noi, perché tutte le squadre in Europa stanno prendendo giocatori giovani, ma non a 20 milioni, gli altri ne spendono da 50/60. E non possiamo competere con Chelsea, Liverpool e
PSG
».

Infine, sui rinnovi di Pellegrini e Dybala: «Per sopravvivenza dobbiamo abbassare il monte ingaggi. O ci si viene incontro o ci si saluta». Se qualcuno se lo fosse dimenticato, Claudio ha ricordato che i paletti del FFP ci sono e impongono regole stringenti. […]

(Il Messaggero)

Un Capitano è per sempre Roma lo sa

IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Non siam mai stati particolarmente attaccati a un giocatore, piuttosto che a un altro. Ma chi quel 28 maggio del 2017 all’Olimpico non versò nemmeno una lacrima, non si può definire romanista. L’addio di Totti al calcio giocato è stato una linea di demarcazione tra passato, presente e futuro per il popolo romanista. Una di quelle cose che ti segnano e non a caso è divenuta poi una sorta di film-documentario di quello che è stato il giocatore più rappresentativo della Roma degli ultimi trent’anni: probabilmente il più forte di sempre, ma su questo si potrebbero aprire discussioni infinite. I numeri comunque dicono quello, senza voler entrare nella specifica «trattativa».

La cosa inspiegabile è che un uomo cosi, un calciatore di un livello tale, universalmente riconosciuto come uno dei giocatori più forti di sempre di questo sport, così legato alla Roma e alla Città Eterna, non sia rimasto all’interno di un perimetro per poter continuare a dare il suo contributo alla causa giallorossa. Una cosa che per certi versi verrebbe naturale e così è stato in tutte le grandi società del nostro calcio: Maldini al Milan, Facchetti all’Inter, Boniperti, Nedved e Chiellini alla Juve.

Ci avevano provato, Totti aveva accettato di restare, ma poi si è trovato «stretto» all’interno di un ruolo che non sentiva suo. Un dirigente, che si possa definire tale, deve avere un margine di manovra che all’epoca non fu lasciato a Totti e a quel punto il «capitano» si chiamò fuori. Ora si riparte, nulla è stato ancora deciso, ma stavolta i Friedkin sembrano aver capito che Totti può essere un valore aggiunto che la società deve riuscire a sfruttare: come scouting, come uomo immagine di un club che rappresenta, da sempre, in giro per il mondo… suo malgrado.

Il ritorno del capitano, Ranieri a sorpresa: «La Roma e Totti ancora insieme»

Il ruolo è ancora tutto da decidere, il futuro invece sembra già scritto. Francesco Totti e la Roma presto torneranno a lavorare insieme. O, almeno, questa è l’intenzione di entrambi, (…) tanto che il 22 gennaio Totti si è anche riaffacciato allo stadio Olimpico, per ammirare la Roma con lo Stoccarda. leri a certificare il tutto ci ha pensato Claudio Ranieri, senior advisor dei Friedkin, in un’intervista a Sky Sport. «La proprietà sta pensando ad un ritorno di Francesco in società. Mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma. Perché lui è una parte della Roma». Insomma, presto potrebbe nascere il Totti 3.0.
Dopo i 25 anni di carriera da calciatore professionista e i due da dirigente (dal 2017 al 2019), sta quindi per iniziare il terzo capitolo della sua storia d’amore con i giallorossi. L’addio del 2019 (avvenuto il 17 giugno al salone d’onore del Coni) fu per alcuni versi traumatico. «Se vado via non è certo per colpa mia», disse Totti, riferendosi ad alcuni dissapori con un paio di dirigenti della gestione-Pallotta. Per poi aggiungere: «Sarebbe stato meglio morire che vivere un giorno così. Avrei voluto dare il mio contributo: ci sono state troppe promesse, poche diventate realtà. In due anni non ho mai sentito né PallottaBaldini. Evidentemente non ero benvoluto: sono stato un peso per questa società, mi è stato detto che ero un personaggio troppo ingombrante. Il mio ruolo? Quello che mi si addice di più è quello di direttore tecnico». Il ruolo Ma Totti tornerebbe per fare cosa? Il primo pensiero va ad un ruolo tecnico, di supervisione, anche di raccordo tra squadra e società. Un po’ quello che era Maldini per il Milan o che è Di Vaio per il Bologna. Ma è molto più facile, invece, che Totti torni per fare il brand ambassador del club, magari diventando anche un consulente tecnico (…) (anche perché il prossimo anno il club giallorosso festeggerà il centenario e ha bisogno di un personaggio forte). Poi, certo, bisognerà capire anche come Totti vorrà “gestire” i suoi interessi personali. Da quando ha lasciatola Roma ha creato una società di consulenza calcistica (che ha scoperto Retegui e Volpato), ma ha anche prestato il suo volto a tante iniziative o campagne pub-blicitarie. (…) Per intenderci, se ci sarà da parlare dopo una partita lo farà lui o no? Se ci sarà da prendere una posizione chi lo farà? Tutto ok Ranieri, però, ieri ha parlato anche di molto altro. facendo chiarezza su tanti aspetti, ad iniziare dai rapporti tra Gasperini e Massara: «Sono due caratteri differenti: Gian Piero sta facendo molto bene, ma lui poi è così: se ci fosse Dio a fare da ds martellerebbe anche lui. Massara è invece una persona più riflessi-va, calma, incassa molto bene e cerca di fare il suo lavoro. Ma bisogna però sempre ricordare ce Massara è la società. E io sto nel mezzo». Quindi gli obiettivi: «Ci piacerebbe molto arrivare a giocare la Champions, ma abbiamo un programma di tre anni: stiamo costruendo per arrivare ad avere 15-16 giocatori da ruotare. – Il mercato? – Non pensavo di vedere arrivare così tanti giocatori in questi ultimi mesi. Malen ha esperienza, sa smarcarsi e tirare in porta. Zaragoza salta l’uomo: presto sarà un bell’arco». Infine i rinnovi e il futuro di Dybala: «Paulo quando sta bene è un fenomeno, a fine stagione decideremo. Ma per la sopravvivenza del club dobbiamo abbassare il monte-ingaggi. Se ci sarà un accordo bene, altrimenti con lui e con Pellegrini ci saluteremo»

(gasport)