La corsa di Zaragoza e i colpi di Pellegrini. Roma all’assalto

Uno è alle prese con il ginocchio sinistro che continua a dargli fastidio, l’altro ha la pubalgia che lo tormenta e che non gli dà pace. Sta di fatto che la fantasia argentina, quella che doveva mettere le ali alla Roma in questo sprint finale, per ora resta ferma ai box. Perché Paulo Dybala è difficile anche che venga convocato domani contro la Cremonese, mentre Matias Soulé potrebbe partire ancora dalla panchina, proprio come successo già a Napoli, per vedere poi se dare una mano in corsa o meno. Ed allora a regalare la fantasia che serve anche per azionare Donyell Malen toccherà agli stessi interpreti del Maradona: Lorenzo Pellegrini a sinistra e Bryan Zaragoza a destra. […]

Insomma, ci sono tutte le possibilità di incidere e di lasciare il segno. «Zaragoza ha caratteristiche particolari, in questo momento è più un giocatore da ingresso in corsa – ha detto Gian Piero Gasperini, l’allenatore della Roma -. Ma sono convinto che nelle rotazioni sia un calciatore che a noi manca e che possa diventare molto utile». Come a Napoli, però, Zaragoza dovrà partire dal via: più per necessità che per virtù.

Dall’altra parte, invece, spazio ancora una volta a Pellegrini, che sta cercando da tempo una serata da protagonista. Escluso Soulé (34 gare), Pellegrini è quello tra i trequartisti ad aver giocato di più (24 partite complessive), sintomo anche della grande fiducia che ripone in lui proprio Gasperini. […]

Solo che – se si fa eccezione per i rigori segnati contro Udinese e Milan – Pellegrini non segna un gol vero, su azione, dal derby di andata. Era il 21 settembre scorso, esattamente 5 mesi fa. Tanto, troppo per uno come lui che di gol nella Roma ne ha segnati addirittura 59. Ed allora chissà che non sia proprio questa la partita giusta per sbloccarsi e tornare a gioire. Magari anche con un occhio al rinnovo del contratto, vedi mai…

Le brutte notizie, invece, arrivano ancora davanti, ma stavolta sono legate a Evan Ferguson. Che tribola con la famosa caviglia dalla scorsa estate, quando durante il ritiro prese una brutta distorsione che poi si è portato appresso per tutta la stagione. Solo che la caviglia è la solita, la destra, quella che nel 2023 venne anche operata. E il rischio di dover tornare ancora sotto i ferri è lì, dietro l’angolo. [..]

(gasport)

Wesley recupera, Soulé resta in dubbio

IL TEMPO (L. PES) – Verso la conferma del tridente. Dybala resta ai box e Soulé continua a gestire la pubalgia anche per cercare di essere al meglio per il big match con la Juventus. Gasperini prepara l’importante sfida con la Cremonese di domani alle prese con l’emergenza attacco.

El Shaarawy e Ferguson non sono neanche mai stati vicini al rientro mentre Dybala e Soulé continuano a convivere con i rispettivi problemi fisici. La Joya va verso un altro forfait con la speranza di esserci contro la sua ex Signora, mentre Mati potrebbe al massimo strappare una panchina, come a Napoli, vista la fastidiosa pubalgia che lo tormenta da settimane.

La buona notizia, per il tecnico, arriva da Wesley. Il brasiliano è tornato ad allenarsi con il gruppo e sarà disponibile per la gara di domani. Anche lui, come Mancini e N’Dicka è nell’elenco dei diffidati e la gestione in vista dello scontro diretto della prossima settimana sarà tutta a carico dell’allenatore di Grugliasco.

Intanto non si ferma la protesta dei tifosi dopo la conferma della chiusura delle trasferte per i residenti nella provincia di Roma. Ieri è arrivata la proposta delle organizzazioni dei sostenitori giallorossi di «di proporre appello cautelare avverso l’ordinanza del TAR del Lazio del 17 febbraio 2026 che ha accolto solo parzialmente il ricorso contro il decreto del Ministero degli Interni del 20 gennaio 2026».

Gravina ribalta gli arbitri: ecco la PGMOL Italia, riforma subito

Gabriele Gravina ribalta gli arbitri. Nasce la PGMOL all’italiana. (…) Non e più solo un’idea, un progetto. È qualcosa di concreto. Il presidente della Figc l’ha presentata ieri. (…) L’obiettivo è un altro, più alto, ovvero dare risposte alla crisi arbitrale che è drammaticamente (sportivamente parlando) evidente. Commissariare l’AIA potrebbe significare rischiare di bloccare tutto l’iter riformatore, vista la controparte. Invece, il bene superiore ha la priorità. (…) Rivoluzione che non riguarderà solo il professionismo degli arbitri di vertice, ma anche i meccanismi elettorali interni all’AIA (cercando di scardinare il clientelismo, vedi caso Orsato alla base di rutta la vicenda-Zappi, solo per citare l’ultimo fatto eclatante), un nuovo modello di governance. (…) Una società indipendente, autonoma, partecipata 100% dalla Federcalcio. Le Leghe (era il problema che si era sollevato, adombrando sospetti) entreranno solo nella parte economica, con un finanziamento. (…) Nelle carte di Gravina, il Consiglio federale nominerà i tre membri del Consiglio d’Amministrazione che guiderà questa società. Indipendenti da tutti: federazione, società, arbitri. E la base di tutto. A loro spetterà nominare un designatore (necessariamente un arbitro, dovrà gestire i rapporti con i vertici di Fifa e Uefa, dunque Collina e Rosetti attualmente) e un amministrativista (direttore generale o amministratore delegato) con il compito di garantire non solo la gestione del budget (al momento, circa 17 milioni) ma anche del marketing, con il reperimento di nuove risorse. (…) Il progetto riguarderà tutti gli arbitri di vertice. (…) Si parla di contratto di base autonomo peri nuovi immessi e di subordinato a tempo determinato per gli “anziani“. Si studierà anche un sistema “pensionistico” che copra il “dopo“. Come detto, si dovrebbe partire subito, mantenendo più o meno la struttura che c’è ora: 40 arbitri (attualmente 42), 66 assistenti (ora 74) e 24 VMO (ora sono 20 arbitri e 4 assistenti), numeri che Rocchi aveva chiesto per la sua CAN. All’AIA resterebbero la serie C e le commissioni di base, con l’obiettivo di far crescere nuovi arbitri in grado di poter arrivare. Da stabilire anche i meccanismi di promozione. (…) Il futuro è adesso

(corsport)

Mattia, un predestinato sulle orme di Totti: “Roma stravede per lui, che assist in azzurro”

La maglia numero 10 della Nazionale Under 15 parla barese. La veste Mattia Pica, talento cristallino cresciuto nella società dilettantistica Levante Azzurro, con sede proprio nel capoluogo, e oggi in forza alla Roma. Trequartista puro, di quelli che danzano sul pallone, Pica sta vivendo mesi in ascesa sul campo: prima da titolare imprescindibile nell’Under 15 giallorossa, squadra prima in classifica nel campionato, poi al centro del progetto con gli azzurrini. Accendere i match con giocate in grado di rompere uno spartito lineare è la sua qualità principale: una dote che a Roma hanno ammirato negli anni nelle giocate di un simbolo come Francesco Totti. (…) Una fa-vola familiare che ha spinto i genitori delle due giovani promesse a cambiare vita. «Quello che Mattia sta facendo a Roma è la prosecuzione di quanto ha fatto con noi —assicura Raffaele Cesario, presidente della Levante Azzurro — già a quattro anni aveva doti e una coordinazione fuori dal comune. Ora sta confermando quelle tracce. Con il pallone tra i piedi è sempre solare, ma mai fuori dalle righe. In ogni gruppo si è sempre imposto per la sua tecnica, pur giocando due anni sotto età. È sempre stato un trascinatore calcistic-co, con i fatti e non con le parole. Chiede sempre il pallone, è innamorato di questo sport».(…) A Roma si è imposto nell’arco di poche settimane e per farlo ha scelto un appuntamento speciale: il derby con i pari categoria della Lazio, deciso con un gol di tac-co e un assist da calcio d’angolo. (…) Aveva tanti estimatori, ma la Roma è quella che ci ha creduto di più e gli ha assegnato il numero 10. Quella destinata ai giovani di talento. Potrebbe realizzare il sogno di suo padre: giocare nel calcio che conta. E c’è un precedente: la Roma aveva già pescato in Puglia per un trequartista, quel Claudio Cassano — 23enne oggi al Lugano — nato a Trani ma cresciuto a Barletta che José Mourinho aveva anche convocato in prima squadra. Traguardo che il giovannissimo Mattia sta inseguendo con fame e determinazione.

(La Repubblica)

Baldanzi: «Felice di aver lavorato con Gasperini, mi ha dato tanto. Voglio convincere il Genoa a riscattarmi»

IL SECOLO XIX – Tra le mani c’è lo smart-phone con la cover rosso-blu, l’8 e il nome Baldanzi. Poco più su, sul braccio sinistro, c’è il tatuaggio del cuore, con la scritta You’ll never walk alone, la stessa che spicca nel Ferraris genoano e un disegno. «C’è mio nonno con me da bambino. Era lui che mi portava al parco, quello che in famiglia mi ha spinto verso il calcio. Ma non ha fatto in tempo a veder realizzato il sogno». Tommaso Baldanzi non dimentica il passato. Ma si è calato nel presente chiamato Grifone con la stessa rapidità con cui sguscia in dribbling tra gli avversari. Classe 2003, tosca-no, anche se dall’accento non si direbbe, il trequartista chiesto da

(…)

Sensazioni?

«Belle, pareva di essere in casa visti i tanti tifosi. Non vedevo l’ora, per me è stato un momento difficile, è stata tosta arrivare in una squadra nuova e non poter giocare. Ho lavorato ogni giorno per rientrare prima possibile». (…)

De Rossi l’ha voluta al Genoa: dice che lei ha il dna giusto per questo club.

«Se sono qui il mister ha avuto la sua influenza. Ma nella scelta ha pesato anche l’ambiente Genoa, la tifoseria calda. Sono contento per l’accoglienza, spero di ripagare la fiducia. Non vivo questo trasferimento come un passo indietro. A Roma la concorrenza è più alta, ho fatto tante presenze, magari meno minuti ma in una squadra così forte è normale. Cercavo qualcosa di più stimolante e un minutaggio maggiore. Ma per me conta la squadra: abbiamo un obiettivo importante, vogliamo centrarlo velocemente. Salvarsi non è mai facile ma lo dobbiamo ai nostri tifosi» (…)

Ha trovato lo stesso De Rossi di Roma?

«Sì, è la sua bravura. Ha la stessa fame che aveva a Roma, una piazza per lui importantissima. La piazza Genoa gli ha già mostrato tanto e lui ce l’ha a cuore». (…)

ll Genoa a gennaio ha preso due “piccoletti” come lei e Amorim, scelta controcorrente nel calcio moderno. Vi stimola l’idea di dimostrare che l’altezza non conta poi tanto?

«Il calcio va verso una maggiore fisicità. Ma fisicità non è solo altezza, si può essere comunque forti fisicamente. Alla fine si gioca con la palla, dobbiamo essere bravi a usare i piedi, a tenerla noi. Non mi dà fastidio sentir parlare di altezza, anzi, per quelli come me è uno stimolo in più vista la direzione presa dal calcio».

Cosa le hanno insegnato Ranieri e Gasperini ?

«Ranieri ha tanta esperienza, con lui abbiamo invertito il trend. Con Gasperini sono stato benissimo, lavora a 360°, mi ha dato tanto a livello atletico e tecnico, sono stato felice di aver lavorato con lui, l’ho ringraziato»

(…)

Roma su Ludergnani per il ruolo di Responsabile del Settore Giovanile

Sirene dalla Capitale per Ruggero Ludergnani. Il Responsabile del Settore Giovanile granata ha attirato le attenzioni della Roma, che è alla ricerca di una figura per la prossima stagione alla quale dare in mano il proprio florido vivaio per provare a ottenere risultati ancor più brillanti e, magari, anche avviare il progetto della squadra Under 23. Tra i candidati alla poltrona ci sono tre dirigenti che negli ultimi anni hanno lavorato in maniera convincente a partire da Vincenzo Vergine, attualmente al Milan ma al timone del vivaio romanista dal 2021 al 2023. Per la serie: a volte ritornano, un po’ come accaduto l’estate scorsa a uno storico pupillo del dirigente brindisino, ovvero Federico Guidi. In casa Roma però ci sono altri due nomi che stanno seguendo con interesse: Massimo Tarantino (al timone delle giovanili dell’Inter) e appunto Ludergnani. Quest’ultimo rappresenta il nuovo che avanza nell’ambito dei vivai nostrani. Il dirigente granata, infatti, ad aprile compirà 40 anni, un terzo dei quali spesi sui campi e dietro la scrivania di club che grazie al suo lavoro hanno tirato fuori numerosi talenti e valorizzato decine di ragazzi. (…) Al tempo stesso, però, Ludergnani è legato alla società granata fino al 2027 e soprattutto gode di enorme stima e credito presso il presidente Urbano Cairo, che intende
tenersi stretto quello che ormai è diventato un collaboratore storico. (…)

(tuttosport)

Per Dybala ancora terapie: punta a tornare con la Juve

Terapie, gestione del carico, pazienza e una sola, grande missione: tornare al meglio per la notte contro la sua ex squadra. Paulo Dybala vive giorni sospesi tra prudenza e determinazione, con lo sguardo fisso sulla prossima settimana, quando spera con tutto il cuore di poter tornare in gruppo. (…) Dopo una settimana di tregua, il fastidio si è ripresentato, mettendo alla prova la pazienza e i nervi della Joya. Non un allarme rosso, ma un campanello che impone attenzione e gestione millimetrica. Nessuna operazione sembra però essere all’orizzonte. Il club e l’entourage del giocatore infatti sono sulla stessa linea, convinti che il problema possa essere risolto con il lavoro mirato e il controllo dei carichi. (…) La sfida è doppia: contro il tempo e contro il dolore. Ma la sensazione è che la Joya abbia già fatto la sua scelta. Stringere i denti, lavorare in silenzio, e presentarsi pronta all’appuntamento. Perché quando la posta si alza, Dybala vuole esserci.

(corsport)

Totti, mantenimento al ribasso: «Chanel ora è autosufficiente»

La “guerra giudiziaria” tra Francesco Totti e Ilary Blasi non conosce tregua, anche se ad alimentarla è sempre la conduttrice tv. In totale, da quando la copia ha annunciato la separazione, Ilary ha azionato la macchina della giustizia 15 volte, tra ricorsi e contro ricorsi, civili e penali. Nell’ultimo caso ne è uscita sconfitta: il 17 febbraio il gip del Tribunale di Roma ha respinto l’opposizione della Blasi alla richiesta di archiviazione della Procura di Roma, nell’ambito del fascicolo che vedeva indagati Totti e la compagna Noemi Bocchi per abbandono di minore, dopo che il 26 maggio 2023 avevano lasciato soli in casa per circa tre ore i rispettivi figli. Il prossimo appuntamento è fissato per il 31 marzo, quando i due ex coniugi dovranno firmare il divorzio davanti al giudice della prima sezione civile del Tribunale capitolino Simona Rossi. La soubrette, infatti, ha già annunciato le imminenti nozze con Bastian. Ma andrà avanti la causa di separazione e nella prossima udienza, tra fine maggio e inizio giugno, la difesa dell’ex capitano della Roma chiederà di rivedere ulteriormente al ribasso l’assegno di mantenimento da 12.500 euro che versa mensilmente ai tre figli. Questo perché non solo Cristiano Totti, il primogenito, è diventato autosufficiente dal punto di vista economico, essendo entrato nel direttivo della scuola calcio Longarina; ma anche la secondogenita Chanel (già maggio-ren-ne) lo sarebbe, visto che lavora per una società di influencer, con 500mila followers, e ha guadagnato anche dalla partecipazione al programma “Pechino express”. Resterebbe a carico del pa-dre solo la terza figlia, Isabel, che il mese prossimo compirà 10 anni. (…)

(Il Messaggero)

Paradosso Roma: meglio se gioca tanto. Dopo le coppe sei vittorie e due soli ko

Gli allenatori non si divodono solamente in giochisti e risultatisti, termini che probabilmente hanno anche stancato gli addetti ai lavori. Sono tantissime le sfumature che distinguono un tecnico da un altro ed una che caratterizza Gasperini è la voglia di giocare più partite possibili. Non provate e parlargli di riposo in mezzo alla settimana: «Siamo migliorati giocando, non vedendo gli altri», questo il concetto che ha ribadito più volte senza mai cambiare idea. Neanche quando nell’ultimo periodo è stato costretto a fare la conta per i giocatori a disposizione.(…) Ognuno ha la sua linea di pensiero ma i risultati stagionali danno ragione a Gasp. Sono nove le partite giocate nelle coppe (otto in Europa più una in Coppa Italia) e la Roma non ha quasi mai sofferto il doppio impegno. Sei le vittorie, un pari di prestigio col Milan e due sconfitte con Napoli e Udinese. Gli altri sei ko sono arrivati con la settimana lunga, addirittura due dopo la pausa per le nazionali (Torino e Inter). Per diventare una macchina perfetta c’è bisogno di più gare possibili, questa in sintesi la sua idea. Un dato che trova conferma anche nell’incredibile annata alla guida dell’Atalanta terminata con la vittoria dell’Europa League e con la finale di Coppa Italia persa con la Juventus. Nella stagione 23/24 la Dea giocò 18 partite extra campionato e solamente in tre occasioni arrivarono delle sconfitte (su undici totali). Dieci le vittorie, quattro i pareggi. (…)

(Il Messaggero)

Malen, il bomber senza una spalla

Chi si ricorda chi era il centravanti in Cremonese-Roma? Agevoliamo per i più smemorati: Baldanzi. Chi sarà invece in Roma-Cremonese? Malen. Se non bastassero le 5 reti in altrettante partite dell’olandese, l’upgrade è servito. Si è passati da un centrocampista offensivo/trequartista adattato in un ruolo non suo (anche se a Cremona fu uno dei migliori in campo, tanto da ricevere i complimenti dell’allenatore a fine partita) ad uno che i gol li ha sempre fatti e a Roma sta confermando che è meglio farlo giocare centravanti piuttosto che seconda punta o esterno. Ma le differenze non finiscono qui. Perché a novembre il terzetto offen-sivo era completato da Soulé e Pellegrini (con Ferguson e El Shaarawy subentrati a partita in corso), domenica invece è ancora tutto in alto mare. Dietro a Malen infatti – uno che oltre ai gol tira più di 5 volte a partita (in poco tempo è diventato il primo in Serie A) – la lista dei calciatori non al meglio non accenna a diminuire. E, come spesso è capitato in stagione, sono concentrati tutti in un settore. Stavolta tocca all’attacco: Dybala continua ad avvertire problemi al ginocchio sinistro, con questa infiammazione che non vuol saperne di andar via anche se l’argentino ha voluto allontanare alcune indiscrezioni riguardanti un possibile intervento in artroscopia, Soulé ieri si è sottoposto a nuovi controlli per capire l’entità di questa pubalgia e come cercare di attenuare il dolore; El Shaarawy convive con un’infiamma-zione al tendine d’Achille; Ferguson non si vede in gruppo ormai da un mesetto con la caviglia che continua ad essere instabile e Dovbyk ieri ha postato una foto su Instagram che lo vede in piscina con tanto di maschera e informa che «un mese è andato». (…) Messa così, per Gasp si fa difficile. Perché va bene la Cremonese, che comunque da queste parti, sempre all’Olimpico (vittoria per 2-1, eliminando la Roma dalla Coppa Italia), uno scherzetto ai tempi di Mourinho lo ha già fatto. Ma già l’impegno successivo -quello del primo marzo contro la Juventus – necessita di un roster più numeroso e variegato. (…) Non resta quindi che stilare la road map degli infortunati: Paolo è tornato in dubbio addirittura per domenica, al massimo potrebbe strappare una convocazione per poi provare ad racimolare qualche minuto da mettere nelle gambe in vista della Juve. Soulé dovrebbe ricalcare il ruolo già avuto contro il Napoli: inizialmente in panchina per poi, in caso di bisogno, subentrare in corsa. Ferguson, Dovbyk e El Shaarawy sono invece out. (…)

(Il Messaggero)