I tifosi di Roma e Lazio protestano «Ingiusto punire chi non c’entra»

Iniqua, ingiusta, sproporzionata: gli aggettivi si sprecano e vanno tutti nella stessa direzione. I tifosi di Roma e Lazio non ci stanno, di fronte alla decisione del Tar del Lazio di rigettare i ricorsi che chiedevano la sospensione del divieto di trasferte fino alla fine della stagione. Non è stata una giornata qualunque, quella di ieri. «E infatti stasera (ieri, ndr) ci riuniremo per capire cosa fare adesso», ha raccontato Francesco Lotito, presidente dell’Aire, associazione italiana Roma club, ovvero chi — insieme all’Utr (Unione tifosi romanisti) — ha presentato il ricorso. «Non riusciamo a capire come una responsabilità individuale venga di fatto estesa a responsabilità collettiva. Non è giusto così. Una singola persona non può pagare per fatti commessi da altri. Che vengano puniti i colpevoli, ma che sia data la possibilità agli altri di fare il tifo: questo chiediamo». Il tema diventa poi quello della distinzione tra misura punitiva e preventiva. «Fermo restando che il Tar entrerà nel merito solo a ottobre — ancora Lotito —, quando ormai il campionato sarà terminato, non ritengo giusto che si parli di misura preventiva. Mi aspetto che lo stato faccia prevenzione in un altro modo. Faccio un esempio: se sulla via Pontina si susseguono incidenti stradali, la soluzione non può essere quella di chiudere la strada. E certo che in quel caso otterrò che non ci siano più incidenti.». (…)

(corsera)

Dybala, rebus senza fine. Ferguson vola in Inghilterra: consulto medico con il Brighton

L’attualità è disarmante: Dybala non rientrerà in gruppo nemmeno oggi. E chissà quando lo farà. Stop a tempo indeterminato. Salterà la Cremonese ed è possibile che mancherà anche domenica 1 marzo contro la Juventus. Inutile, quando c’è di mezzo lui, fare previsioni. Basta pensare che Gasperini, prima dell’allenamento della vigilia di Napoli-Roma, lo considerava convocabile. Adesso sarà valutato di giorno in giorno. Il ginocchio sinistro lo tormenta: Paulo sente ancora dolore. Quando calcia e nei cambi di direzione. Ha, dunque, bisogno di cure specifiche e mirate per superare il fastidio che si porta dietro dal 25 gennaio, quando fu costretto a lasciare il campo per la contusione durante Roma-Milan. La problematica è stata approfondita mercoledì a Trigoria, con la presenza (è nella Capitale una volta al mese) del dottor Ahlbaumer (Chief Physician della Klinik Gut di St. Moritz), chirurgo ortopedico di fiducia della famiglia Friedkin. È lui il principale interlocutore per gli infortuni dei
giocatori giallorossi. Lo staff medico deve sempre passare da lui. Che si è pronunciato in modo perentorio su Dybala: va operato per risolvere la sofferenza meniscale, evidenziata dagli accertamenti fatti a fine gennaio (post gara contro il Milan) e confermata dalla risonanza di lunedì. L’intervento in artroscopia è stato però messo in stand by già il mese scorso. E lo stesso è suc-cesso mercoledì, nonostante il suggerimento dello specialista. (…) Aggiornamento tra 10-15 giorni per capire che cosa fare. Se le cure avranno debellato il dolore, Paulo avrà il via libera. In caso contrario, si dovrà operare, restando fuori almeno un mese. (…) Consulto in vista anche per Ferguson, con viaggio in Inghilterra: il Brighton, proprietario del cartellino, vuole monitorare da vicino la situazione della sua caviglia. Ok Hermoso e Wesley.

(corsera)

Rebus Dybala: la Joya ancora out. Il ginocchio continua a dare fastidio

La Joya è ancora in sospeso. Nemmeno ieri, infatti, Paulo Dybala si è allenato in gruppo e ora rischia di dare forfait anche contro la Cremonese. Nonostante l’esito negativo degli esami sostenuti a inizio settimana l’argentino avverte ancora fastidio al ginocchio sinistro. Al momento non viene preso in considerazione l’intervento chirurgico, ma le condizioni dell’articolazione verranno valutate giorno per giorno ed è una delle tante situazioni sotto l’occhio di Georg Ahlbaumer, il medico di fiducia di Friedkin e del chirurgo finlandese Lempainen. Di fatto Gasperini potrebbe avere Paulo al massimo in panchina domenica mentre spera di poterlo utilizzare contro la Juve tra due giornate. (…)

(gasport)

Il muro della Roma: la difesa di Gasp con super Ndicka è il top in Europa

Ci ha messo un po’ a ricarburare, anche perché le tossine della coppa d’Africa si sono fatte sentire, sia sui muscoli che sulla testa. Poi, però, Evan Ndicka è tornato a regime. Il che vuol dire essenzialmente due cose: affidabile dal punto di vista fisico ed essenziale nello sviluppo dinamico della fase difensiva della Roma. Se a tutto questo ci aggiungiamo poi l’aggressività in marcatura, il tempismo sugli anticipi e la giusta cativeria agonistica, allora Gian Piero Gasperini può dormire davvero sereno: la Roma ha finalmente ritrovato il suo muro. (…) Con Cagliari e Napoli ha giocato due partite maiuscole: prima annullando dal campo Kilicsoy e poi limitando – e di molto – la pericolosità di Rasmus Hojlund. Due avversari scomodi, seppur assai diversi tra di loro. Ma, soprattutto, due attaccanti contro i quali Ndicka è stato un gigante. E infatti anche i numeri dicono che con l’ivoriano Roma fa molto meglio che senza. Ndicka, infatti, anche in questa stagione non ha mai saltato una partita, se non appunto per partecipare alla Coppa d’Africa. Nelle precedenti venti partite, con lui in campo, aveva subito 12 reti, viaggiando ad una media di 0,60 a partita. Un rendimento top, che è poi peggiorato nelle 5 partite in cui Evan è stato invece assente ed in cui Gasperini ha subito 4 reti, ad una media stavolta di 0,8. Sempre ottima, chiaramente, ma peggiore esattamente di un terzo rispetto a quando invece Ndicka è in campo. Detto che la Roma allo stato attuale ha la miglior difesa d’Europa tra i 5 campionati top con 16 gol subiti in 25 partite (alla media di 0,64 a partita), va sottolineato come appunto i numeri ci dicono anche altro. E, cioè, che con Ndicka in campo la media addirittura migliora (scendendo proprio a 0,6), mentre senza di lui sale a 0,8. Il che, sostanzialmente vuol dire anche che senza il difensore ivoriano la Roma non solo non sarebbe più la miglior difesa d’Europa ma sarebbe anche fuori dal groppone delle prime 5. (…) Adesso il peso verso la sfida con la Cremonese è uno solo, quella sfida che lo fa giocare con una spada di Damocole sulla testa. Dopo la squadra di Nicola, infatti, all’Olimpico arriverà la Juventus, in una sfida che vale mezza qualificazione alla prossima Champions League. È evidente come Gasperini non voglia affatto perderlo per quella partita lì e allora per domenica potrebbe anche decidere di risparmiarlo. (…)

(gasport)

Resta il divieto di trasferte: no al ricorso

IL TEMPO (GAB. TUR.) – Le trasferte rimarranno vietate. Il tribunale amministrativo regionale (TAR) ha respinto con quattro ordinanze (nn. 1064, 1065, 1066 e 1067) le domande cautelari delle associazioni dei tifosi di Roma, Firenze e Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno che hanno disposto il divieto delle trasferte sino al termine del campionato in corso. Il decreto relativo ai tifosi della Lazio, invece, non è stato impugnato. Il provvedimento, nel caso dei sostenitori giallorossi, era stato adottato dal Viminale a seguito degli scontri con la tifoseria viola avvenuti sull’autostrada Al, nei pressi di Bologna, lo scorso 18 gennaio, tenendo conto anche dei gravi precedenti in Italia e all’estero. Era il fine settimana di Torino-Roma e Bologna-Fiorentina e gli incidenti avevano interessato circa duecento persone. L’Associazione Italiana Roma Club (AIRC) e l’Unione Tifosi Romanisti (UTR) avevano presentato il ricorso ad inizio mese, ma il TAR lo ha respinto ritenendo prevalente l’esigenza di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Di conseguenza, i tifosi romanisti non potranno seguire la squadra nelle rimanenti sei trasferte con Genoa, Como, Inter, Bologna, Parma e Verona, dopo aver già saltato le due sfide sui campi dell’Udinese e del Napoli. A meno che non risiedano fuori dalla Capitale. L’ordinanza n.1066, infatti, ha accolto il ricorso limitatamente al divieto di trasferta per i residenti nelle province del Lazio diverse da Roma. Chi non risiede a Roma, dunque, potrà seguire la squadra di Gasperini.

Dybala e Soulé: destini incrociati

IL TEMPO (L. PES) – Gemelli diversi. Il passato si mescola al futuro a ritmo di tango. Dybala e Soulé rincorrono una convocazione per il match con la Cremonese in un momento apparentemente simile, ma in realtà molto diverso. Tra le principali spine di Gasp c’è la gestione dell’attacco ma i due argentini, seppur acciaccati entrambi, vivono momenti diversi. La Joya è al terzo stop stagionale dopo i problemi alla coscia accusati a settembre e novembre, e convive ormai da quasi un mese con un’infiammazione al ginocchio che lo tiene ancora ai box. Mati, invece, da qualche settimana si porta dietro una fastidiosa pubalgia che anche ieri lo ha tenuto fermo in una gestione simile a quella della scorsa settimana quando entrò nella ripresa col Napoli. Una convivenza col dolore vissuta in maniera diversa, come diversa è la fase della carriera. Dieci anni di differenza e un percorso simile col trasferimento
dalla Juve alla Roma, ma aspirazioni diverse per il futuro. L’arrivo del ragazzo di Mar del Plata nell’estate del 2024 sembrava un passaggio di testimone con Dybala ad un passo dall’addio ai colori giallo-rossi. Eppure Paulo è stato tra i motivi dell’arrivo nella Capitale di Soulé, che nel connazionale vede un modello e una fonte d’ispirazione, oltre che un amico. Ma oggi i due affrontano i rispettivi problemi in modo opposto. Il diciotto convive col dolore, gestisce e prova a scendere in campo. Dybala, invece, è continuamente frenato da problemi fisici che ne hanno frenato il rendimento delle ultime due stagioni. E due anni dopo quel 2024 turbolento, stavolta le loro strade dovrebbero davvero separarsi con la percentuale per il rinnovo della Joya in continuo calo. Soulé rappresenta, invece, il presente e il futuro. Un investimento che già dalla seconda metà della scorsa stagione ha iniziato a dare i
suoi frutti e che ora, con il lavoro di Gasperini, può darne ancora di più. Un 2025 da protagonista per l’ex Frosino-ne che in questa prima parte di nuovo anno è frenato dalla condizione fisica ma vuole tornare ad alti livelli. Nel frattempo il tecnico continua a preparare la sfida contro la Cremonese di domenica. Ieri si è rivisto in gruppo Hermoso che prenota una maglia da titolare viste anche le diffide degli altri difensori Mancini e N’Dicka. Migliorano anche le condizioni di Wesley con la caviglia che è sempre meno gonfia e una convocazione contro i lombardi ora sembra meno improbabile. Ma il brasiliano sarà comunque gestito, eventualmente, in vista della Juve e della diffida che si porta dietro ormai da tempo. Ancora fuori, infine, Ferguson ed El Shaaarwy che dovrebbero saltare l’ennesima artita

Il tango argentino della Roma è stanco: Dybala e Soulè preoccupano Gasperini

LEGGO (F. BALZANI) – Un tango stanco e troppi dubbi dall’infermeria. La coppia argentina Soulè-Dybala (nella foto) rischia di restare a guardare domenica contro la Cremonese e mette nei guai Gasperini che in attacco avrà gli uomini contati. Nei giorni scorsi a Trigoria si è fatto vedere Georg Ahlbaumer, il medico di fiducia di Friedkin, insieme al chirurgo finlandese Lempainen. Lo staff ha visitato Soulé che continua a soffrire per una pubalgia da ormai più di un mese e che potrebbe partire di nuovo dalla panchina domenica prossima. Ancora più dubbi sulle condizioni di Dybala. La Joya ha svolto esami al ginocchio che hanno dato esito negativo, ma il fastidio persiste tanto che l’argentino anche ieri ha svolto solo lavoro differenziato alimentando le notizie (smentite seccamente) di una possibile operazione in artroscopia. Gasperini conta di recuperarlo almeno per la panchina e fargli giocare qualche minuto in vista del big match con la Juventus. Si tratterebbe della quindicesima assenza stagionale per Dybala, decisamente troppe per sperare di strappare il rinnovo del contratto in scadenza a giugno. Nel frattempo Gasperini chiede maggiore chiarezza sui tempi di recupero di una squadra che dall’inizio dell’anno ha accumulato più di 110 giorni in infermeria. Tra cui spiccano quelli di Ferguson (ancora ai box per il problema alla caviglia) e lo stesso Dybala. La notizia positiva arriva da Hermoso che ieri è tornato in gruppo e sostituirà il diffidato Mancini. In attacco, oltre a Malen e Pellegrini, potrebbe ritrovarsi Cristante visto il ritorno di Koné e il buon stato di forma di Pisilli.

Calciomercato Roma: Dybala ed El Shaarawy verso l’addio a fine stagione

Come scrive l’edizione odierna del quotidiano, a fine stagione ci sarà un’ampia riflessione sugli attaccanti. Ferguson è in prestito (rientrerà al Brighton), El Shaarawy e Dybala sono a fine contratto (a entrambi non sarà rinnovato) come Pellegrini. Malen e Soulé sono sicuri di restare. Ma mancano altre quattro punte: il centravanti di scorta, perché Vaz potrebbe andare a giocare in prestito come Dovbyk, l’esterno di piede sinistro e due di piede destro, ruolo oggi di Zaragoza e Venturino che nei prossimi tre mesi cercheranno di guadagnarsi la conferma.

(corsera)

La gestione degli stop, riunione staff a Trigoria

La carica delle 111, partite saltate. A tanto si arriva sommando le assenze per infortuni dei calciatori della rosa romanista nelle 34 gare stagionali fin qui giocate, contando tutte le competizioni. (…) “L’unico problema di giocare tanto sono gli infortuni“, aveva certificato d’altronde soltanto pochi giorni fa Gasperini, che ormai da mesi si trova a dover far fronte a un’emergenza continua. (…) Come l’attacco, ancora protagonista del bollettino arrivato ieri da Trigoria alla ripresa, con la Roma impegnata in un test amichevole contro l’Atletico Lodigiani: Dybala, Soule, Ferguson ed El Shaarawy a parte. A loro vanno aggiunti Wesley e Hermoso, comunque vicini al rientro. Insomma, a fronte della buona notizia rappresentata dal ritorno in campo di Koné, Gasp rimane alla finestra aspettando rinforzi.
Anche per capire come gestire al meglio questa situazione, nelle scorse ore é andato in scena a Trigoria un vertice con al centro del dibattito proprio la gestione e il recupero degli infortunati. (…) Si sarà parlato anche, ma non solo, di questo nella riunione tra i componenti dello staff sanitario ereditati da Gasp, in gran parte, da Ranieri, che ieri ha visto l’amichevole da vicino – e il consulente medico di fiducia dei Friedkin, vale a dire il dottor Georg Ahlbaumer – quello che sconsigliò l’acquisto di Milik anni fa. La sua presenza al Fulvio Bernardini in questi giorni è stata testimoniata anche da una foto che lo ritrae insieme al chirurgo finlandese Lempainen, il dottore che ha operato Pellegrini, Dybala e Dovbyk dopo le loro lesioni tendinee. Proprio del recupero da infortuni del genere Lempainen ha parlato, accompagnato dal fisioterapista Kinnunen, in un corso d’aggiornamento – presentato anche a Milan e Lazio. Dottori in corsia, Gasperini attende rinforzi.

(Il Romanista)

Totti, il gip archivia: “Quella sera non ci fu abbandono di minore” – Blasi: “Non lo condivido”

Fosse ancora in campo, Francesco Totti potrebbe pure portarsi il pallone a casa. Perché si è chiusa la vicenda giudiziaria che gli ha dato più dispiacere negli ultimi mesi:l’accusa di abbandono di minore, per aver lasciato sola in casa la figlia Isabel la sera del 26 maggio 2023, quando la piccola aveva 6 anni, per andare fuori a cena. Così almeno sosteneva llary Blasi che l’aveva denunciato. E che ieri, a caldo, commentava così la decisione, tramite il suo avvocato Fabio Lattanzi:
La giustizia non è uguale per Totti” (una battuta che ai giudici potrebbe piacere poco). (…) Oltre a Totti, difeso dai legali Antonio Conte e Gianluca Tognozzi, era stata indagata anche la compagna Noemi Bocchi così come la babysitter. Pure per loro tutto si è concluso con un nulla di fatto. (…) Secondo il gip, quella sera la bambina — che peraltro era in compagnia dei due figli di Noemi, Sofia e Tommaso Caucci, al tempo entrambi sotto i quattordici anni — non si è mai trovata “in qualsiasi pericolo, anche solo potenziale o teorico, per la propria incolumità“. Aveva un video-telefono a disposizione per chiamare il padre e la tata a cui rivolgersi in caso di necessità, visto che abitava nello stesso palazzo. Scontento il legale di Ilary Blasi: “Valuterò con la mia cliente quali azioni intraprendere. Una bambina di sei anni e stata lasciata da sola e si è fatto di tutto per nasconderlo. Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto“.

Eppure per il gip Giannetti è tutto chiaro: “I tre bambini, dopo aver cenato e di seguito raggiunto i rispettivi letti, sono stati lasciati dai genitori per tre ore in una casa del tutto agibile ed in buone condizioni, con le utenze attive.
Hanno inoltre avuto la possibilità di contattare una persona adulta, dimorante nel medesimo stabile, che era stata ingaggiata per stare in loro compagnia o che, quantomeno, era stata allertata ad intervenire in caso di bisogno
“. Inoltre i tre ragazzini “erano stati lasciati in salute e provvisti di cibo e di denaro, al di fuori di alcuno stato di isolamento e abbandono“.

Si chiude dunque uno dei fronti aperti nella infinita contesa Totti-Blasi. Ilary (…) gli ha dato battaglia per la separazione, per il divorzio (udienza il 31 marzo), per l’addebito (chi per primo ha tradito chi), per lassegno, per i Rolex (si decide a novembre) persino per il centro sportivo della Longarina (ma qui ha perso e la sorella Silvia deve pagare all’ex cognato 200 mila euro di arretrati). L’ultima querelle riguarda il tetto della lussuosa villa all’Eur che imbarca acqua, con relativo crollo del soffitto. Un giudice dovrà stabilire se il danno rientri nella manutenzione straordinaria (che tocca a Totti, in quanto proprietario) o se rientri in quella ordinaria: in questo caso i lavori dovrà pagarseli la conduttrice tv, che l’ha tanto voluta e ci abita. A maggio l’udienza.

(corsera)


il reato non c’è. E quello che per mesi è stato raccontato come un possibile caso di abbandono di minore si chiude con un’archiviazione. (…) Al centro, la sera del 26 maggio 2023: la figlia di Totti, sei anni, e i due figli di Bocchi, nove e undici, lasciati a casa per alcune ore mentre i rispettivi genitori erano fuori a cena. Una vicenda che per il magistrato Angelo Giannettiappare rivestita di rilevanza unicamente civilistica, senza costituire l’invocato reato di abbandono di minori». Il provvedimento del giudice è netto. “Deve accogliersi senza condizioni la richiesta di archiviazione a avanzata dal pm, non emergendo dagli atti elementi idonei per giungere ad una ragionevole previsione di condanna“. Il punto giuridico è semplice: l’abbandono di minore è un reato di pericolo concreto. (…) Ma, scrive il gip, “la sera dei fatti i bambini di cui si discute versavano al di fuori di qualsiasi pericolo – anche solo potenziale o teorico – per la propria incolumità“. I tre bambini “dopo aver cenato e di seguito raggiunto i rispettivi letti, sono stati lasciati dai genitori per tre ore in una casa – prosegue Giannettiagibile ed in buone condizioni, con le utenze attive ed una persona adulta, dimorante nel medesimo stabile, che era stata ingaggiata per stare in loro compagnia o che, quantomeno, era stata precedentemente allertata ad intervenire in caso di bisogno“. Erano “in salute e provvisti di cibo e di denaro“. Quando intervenne la polizia dormivano. Nessuno – si legge ancora nel decreto – ha indicato una fonte concreta di pericolo. Non i minori, non chi chiese l’intervento del 112, né la stessa Blasi. (…) “Una decisione che non capisco e non condivido. Non ritengo corretta l’argomentazione giuridica“. Così Fabio Lattanzi, legale di Blasi. Per l’avvocato è “errata la ricostruzione del fatto. Valuterò con la mia cliente quali azioni intraprendere. Il fatto certo è che una bambina di sei anni e starà lasciata da sola e si è fatto di tutto per nasconderlo. Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto

(La Repubblica)