Dybala vuole il rinnovo, ma a giugno può partire

È arrivato a parametro zero e a parametro zero potrebbe andare via. Il futuro di Paulo Dybala si deciderà nei prossimi mesi, perché in questo momento ha altre priorità: a marzo diventerà papà per la prima volta e lui e sua moglie Oriana Sabatini hanno deciso che la piccola Dybala nascerà nella Capitale. Per questo non hanno intenzione di prendere in considerazione la possibilità di trasferirsi altrove già a gennaio, anche se dall’Argentina sono rimbalzate voci di un interessamento del Boca Juniors (dove gioca l’amico ed ex compagno di squadra Leandro Paredes). Paulo a Roma sta bene e non vorrebbe andare via. […] Molto però dipenderà dalle intenzioni della Roma: al momento non ci sono stati incontri per prolungare e non sono in calendario nell’immediato, anche perché i giallorossi vogliono valutare le condizioni del giocatore, che tra acciacchi e scelte tecniche nell’ultimo periodo è stato poco utilizzato. […]

(Gasport)

Vieri: “Bisogna ascoltare Gasperini, la Roma fa pochi gol. Dybala non è finito”

GASPORT – Cristian Vieri, tra le altre ex attaccante dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo. Fra i veri temi ha affrontato anche quello relativo all’attacco della Roma.

«Bisogna semplicemente ascoltare Gasp: se dice che servono due attaccanti, servono due attaccanti. La Roma, effettivamente, fa pochi gol: se potesse raccogliere di più dalle punte diventerebbe molto pericolosa. Al di là dei nomi, Zirkzee o Raspadori, deve sfondare davanti. E non deve discutere Dybala: non è finito, ha qualità che gli altri non hanno. E se non inventa lui, c’è comunque il piedino di Soulé» .

Roma-Genoa: Ziolkowski verso la conferma, Hermoso torna dal 1′. Dybala titolare

Mosse a sorpresa? Sì. Ma niente rivoluzioni. Non è nello stile di Gian Piero Gasperini. Nemmeno allo Stadio Olimpico contro il Genoa. La Roma sta trovando nuovi equilibri. In ogni zona del campo, anche in difesa, dove il baby polacco Jan Ziolkowski viaggia verso la conferma. […]

Hermoso si dovrebbe riprendere la maglia da titolare nella retroguardia al fianco di Ziolkowski e Mancini, mentre per Dovbyk il discorso è più complesso. Se sarà ritenuto pronto dall’allenatore e dallo staff medico, non è escluso che possa partire titolare. Difficilmente però l’ucraino giocherà l’intera partita. […]

Un sospiro di sollievo grande così riguarda invece le condizioni di Bailey, che ha superato i controlli: gli esami strumentali svolti dal giamaicano, infatti, hanno escluso lesioni muscolari. […] E’ in dubbio per il Genoa. Male che vada rientrerà contro l’Atalanta

Se la difesa vedrà il rientro di Hermoso e il centrocampo sembra a posto con Celik e Wesley sulle fasce e con Koné e Cristante a comporre la cerniera sulla mediana, in attacco c’è un nodo da sciogliere. Chi giocherà insieme a Soulé? Dybala, certo. Ma dove? Forse ancora da falso nove, ma dipenderà da Dovbyk. […] Per una casella del tridente, comunque, anche Baldanzi resta in corsa.

(corrieredellosport.it)

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Roma, chi parte e chi resta: ecco le scelte di mercato su Ferguson, Bailey e Tsimikas

Non solo rinforzi, ma a gennaio la Roma opererà anche per sfoltire, chiarire e decidere. Dopo la sfida con la Juventus, Gasperini ha messo ai margini Evan Ferguson e ora il giocatore riflette. Il prestito difficilmente andrà avanti, a meno di una svolta immediata nelle prossime settimane e il Brighton valuta se riportarlo a casa, mentre in Turchia si parla di un interesse del Fenerbahce. In caso la Roma prima dovrà trovare un sostituto. La situazione è diversa per Bailey, che Massara non vorrebbe sacrificare: il ds spera di vederlo finalmente al meglio della condizione. Invece, resta in bilico Tsimikas.

(corrieredellosport.it)

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Il commissario e il voto in aula, poi almeno due anni e mezzo di lavori nell’area di Pietralata

La consegna del progetto dello stadio è un passo fondamentale, ma non l’ultimo. L’iter per vedere le ruspe a Pietralata richiederà ancora circa un anno, con l’inizio dei lavori previsto per i primi mesi del 2027. La prima partita nel nuovo impianto si giocherà probabilmente nella stagione 2029/30, circa due anni dopo il centenario del club.

Ora il progetto passerà al vaglio degli uffici comunali per la “verifica di ottemperanza”, un passaggio politico inedito per controllare il rispetto delle prescrizioni. Successivamente, dopo il voto in Assemblea Capitolina che confermerà il pubblico interesse, si aprirà la Conferenza dei servizi decisoria, che durerà circa quattro mesi.

(…) Sebbene i comitati “No Stadio” siano già pronti a contestare la procedura, i tecnici della Roma assicurano che il progetto è completo. “Quello fatto è stato un lavoro approfondito e rigoroso che ci consentirà di dotare la città di un impianto moderno e sostenibile”, ha dichiarato l’assessore Veloccia.

(…) L’ultimo step sarà la firma della convenzione urbanistica tra il club e il Comune. Ai tifosi non resta che attendere, con la speranza che la recente nomina di un commissario di Governo per gli stadi possa contribuire ad accelerare i tempi.

(Repubblica)

Riccardo Viola: “Papà Dino si sarebbe commosso. Lo stadio è un regalo per chi si chiama Viola”

CORSERA – “Finalmente ce l’abbiamo fatta. Anche noi romanisti avremo il nostro stadio”. Con queste parole, Riccardo Viola, figlio dell’indimenticato presidente Dino, accoglie la notizia della consegna del progetto per l’impianto di Pietralata. Un sogno che suo padre inseguì per anni e che oggi, finalmente, si avvicina a diventare realtà.

«È il più bel regalo per i tifosi e per chi si chiama Viola. Svolta storica, a ridosso del centenario», esordisce Riccardo Viola.
Papà Dino ci ha provato fino all’ultimo. Quale era il suo obiettivo dell’epoca?
«Lo stesso che hanno i Friedkin oggi. Lo stadio di proprietà farà la Roma più forte. Mio padre ne aveva ancora di più la necessità».

Torniamo a 40 anni fa. Racconti.
«La Roma di papà riuscì nell’impresa di sfidare le big del nostro calcio e di quello Europeo. Da grande manager. Ad un certo punto però Dino Viola non bastava più. All’epoca il club viveva di diritti tv e biglietteria. Nel 1986, con la novità di Berlusconi al Milan, ha dovuto vedersela con tre potenze. C’erano anche Agnelli con la Fiat e Moratti con l’attività petrolifera. La nostra era un’azienda familiare».

La Roma non poteva più competere, dunque, con la Juve, l’Inter e il Milan. Con lo stadio di proprietà ce l’avrebbe fatta?
«Papà ne era convinto. Avrebbe costruito una cittadella dello sport da vivere quotidianamente. Voleva che ci fosse anche una chiesa. Ma quando fu scelta la Magliana, diventò presto impossibile andare avanti».

Che cosa è successo?
«La politica non lo aiutò. Ogni partito voleva dire la sua. (…) Poi cominciarono a dire che papà puntava alla speculazione edilizia, lui che era ingegnere industriale meccanico. (…) In più si diede la priorità alla ristrutturazione dell’Olimpico per Italia 90».
(…)

Ora palla al Campidoglio, poi la conferenza dei servizi

Il progetto dello stadio è stato consegnato, ma l’iter che porterà all’inizio dei lavori a Pietralata è ancora lungo e complesso. Il primo passaggio chiave sarà in Consiglio Comunale, dove l’Aula dovrà confermare il pubblico interesse al progetto.

Si tratta di una verifica di ottemperanza, un controllo per assicurarsi che la Roma abbia recepito nel progetto tutte le prescrizioni richieste due anni fa. Una volta ottenuta la relazione tecnica positiva, si passerà al dibattito politico nelle commissioni e infine al voto in Aula.

(…) Concluso questo passaggio politico, e dopo che la Roma avrà depositato il progetto definitivo completo, si aprirà la Conferenza di servizi decisoria. Questo sarà un passaggio puramente tecnico, gestito dalla Regione o da un eventuale Commissario per gli Stadi di Euro 2032. Se l’esito sarà positivo, il club potrà richiedere il permesso a costruire. Infine, essendo un’opera su aree pubbliche, sarà necessario un bando di gara europeo, su cui la Roma avrà comunque diritto di prelazione.

Le incognite sui tempi restano molte. La Roma stima due anni di lavori dalla posa della prima pietra, ma nel mezzo ci sono diversi fattori da considerare: gli annunciati ricorsi, il completamento degli scavi archeologici e le tempistiche burocratiche. Una nomina rapida del Commissario agli Stadi potrebbe accelerare il tutto, ma al momento non ci sono certezze.

(Il Messaggero)

Julio Sergio: “Natale senza di te. Enzo è partito ma sento tutto il vostro amore”

CORSPORT – Julio Sergio, ex portiere della Roma, affronta il suo primo Natale senza il figlio Enzo, scomparso a 15 anni lo scorso luglio. In una toccante intervista, parla del suo dolore, del rapporto indissolubile con la Roma e del ritorno di Daniele De Rossi all’Olimpico, questa volta da avversario.

(…)
Il primo Natale senza di lui.
“Andrò al lago, cercherò di gestire tutto questo”.

Come si fa?
«Non lo so. Tutto nuovo, tutto strano, restiamo tranquilli e aspettiamo. Mi consola sapere che ho fatto tutto quello che potevo, che Enzo è partito dopo la nostra ultima chiacchierata. Ho un audio con me di quel giorno, mi basta. La mancanza invece… Ecco, quella non è facile da gestire».
(…)

Parliamo un po’ di calcio: sa che partita c’è a Roma lunedì?
«Seguo abbastanza la Serie A, Daniele torna a Roma».

Che compagno era Daniele De Rossi?
«Un ragazzo eccezionale. Dopo il derby vinto con Ranieri, quello in cui parai il rigore di Floccari, venne a dirmi una cosa tanto semplice quanto forte: per i bravi ragazzi, quelli che fanno le cose per bene, prima o poi arrivano le soddisfazioni. Mi piace pensare che sia ancora così».
(…)

Anche la Roma lotta per il titolo?
«Per la Champions sicuro, per lo scudetto vedo Inter, Napoli o Milan».

Roma e la Roma: la voce trema un po’.
«Enzo e mia figlia sono nati a Roma, lui di fronte Castel Sant’Angelo. Ho vissuto momenti indimenticabili e ancora adesso il club è stato fantastico con me. La maglia spedita, la vicinanza… Mio figlio quando ha visto la maglietta che mi era stata inviata era molto felice, sono cose importanti queste».
(…)

A proposito di portieri: un giudizio su Svilar?
«Tra i primi d’Europa. Ha ancora un margine di crescita importante, può diventare il primo».
(…)

Chi è Julio Sergio oggi?
«Un uomo, un padre, che prova a resistere. Quando sei in mezzo alla tempesta, tutti i giorni ti svegli con l’ansia, con l’angoscia delle mille cose da fare. Sei in un tempo in cui non esiste la tranquillità o la testa libera. (…) Dopo che Enzo è partito ho pensato di dover essere forte per trasformare questa energia e magari poter aiutare chi è nella stessa situazione. Posso dire un’ultima cosa?»

Prego.
«Tifosi della Roma: grazie. Il mio Instagram è fatto soprattutto dal popolo di Roma (testuale, ndr) e io il vostro affetto l’ho sentito tutto. Sempre. E lo ha sentito anche Enzo che ha potuto, almeno un po’, capire come siete fatti. Grazie».
(…)

Zirkzee sceglie solo Gasp. Raspadori intriga ma serve tempo

Joshua Zirkzee ha deciso: il suo futuro è a tinte giallorosse. L’attaccante olandese ha scelto la Roma come unica destinazione, pronto ad aspettare i tempi lunghi imposti dal Manchester United pur di essere allenato da Gian Piero Gasperini. La fiducia trasmessa dal ds Massara è stata decisiva: il club farà di tutto per portarlo nella Capitale.

Zirkzee vede in Gasperini il tecnico ideale per rilanciarsi dopo un’esperienza deludente a Manchester, fatta di tanta panchina e un solo gol in stagione. L’allenatore, dal canto suo, lo immagina al centro del suo progetto, un centravanti atipico ma con un grande istinto del gol da risvegliare. Un’occasione reciproca che entrambe le parti non vogliono lasciarsi sfuggire.

(…) La trattativa procede. Massara ha messo sul piatto un prestito oneroso (superiore ai 5 milioni) con obbligo di riscatto fissato intorno ai 30. Lo United prende tempo, ma la volontà ferrea del giocatore, che ha chiuso la porta ad altri club, sarà determinante.

Il mercato giallorosso, però, non si ferma qui. Gasperini ha chiesto altri rinforzi. Per l’attacco, i contatti con Raspadori sono avviati, ma al momento la trattativa non è calda. A centrocampo, si approfondirà il discorso con il Genoa per lo scambio di prestiti tra Pisilli e Frendrup, un profilo che a Gasp non dispiace. Infine, un occhio al futuro: si monitora la situazione di Zappacosta, fedelissimo del tecnico, in scadenza con l’Atalanta.

(corsport)

Ferguson in uscita, Bailey resta

Il mercato della Roma non è solo caccia ai rinforzi, ma anche un’attenta operazione di sfoltimento della rosa. Gasperini ha tracciato una linea netta, e chi non rientra nel progetto è destinato a partire.

Il caso più emblematico è quello di Evan Ferguson. Dopo le parole durissime di Gasperini post-Juve (“Tra Dybala e Ferguson, Dybala tutta la vita”), che hanno evidenziato limiti caratteriali e mentali più che tecnici, il suo futuro a Roma appare segnato. Il prestito difficilmente proseguirà. Il Brighton valuta un rientro anticipato, mentre dalla Turchia si fa avanti il Fenerbahce. La Roma, però, non ha fretta: prima troverà un sostituto, poi darà il via libera alla cessione.

(…) Situazione diversa per Leon Bailey. Massara non vorrebbe sacrificarlo e spera ancora di vederlo al top della condizione, convinto del suo talento. Resta invece in bilico la posizione di Tsimikas.

Nel frattempo, lontano da Trigoria, brilla la stella di Anass Salah-Eddine. Il giovane esterno, in prestito al PSV, continua a offrire prestazioni di altissimo livello, attirando l’interesse di diversi club europei. Lo stesso PSV sta valutando seriamente di esercitare il diritto di riscatto.

(corsport)