Uomini forti destini forti

Gian Piero Gasperini e Luciano Spalletti, magari non sono amici per la pelle, però si stimano. (…) Gasp si è legato per anni a città fuori dai radar del grande calcio, come Genova e Bergamo, mentre Spalletti ha girato l’Italia che conta, Roma, Milano, Napoli, ora Torino, con esperienza pure in Russia e sulla panchina della Nazionale. Spalletti, insomma, ha avuto a disposizione più occasioni per vincere, cosa che ha fatto anche Gasp in una realtà più piccole, portando l’Atalanta costantemente in Champions e tacendole alzare l’Europa League. In comune hanno anche la Roma, che Lucio ha allenato in due fasi, Gasp c’è ora e chissà per quanto ancora. Lucio è stato amato e detestato; Gasp sta facendo il percorso inverso. (…) Sono due personaggi difficili, sempre in lotta contro il mondo. Uomini sempre all’attacco, con avversari di strada e in campo. Aggressivi, insomma. Non vogliono essere simpațici al mondo esterno, anzi. (…) Spalletti aveva conquistato Roma con i risultati, il gioco e i comportamenti giusti, poi si è fatto travolgere dagli eventi, ed è dovuto scappare tra i fischi, per fine ciclo prima e per la lite con Totti poi. (…) Eppure, il primo Spalletti, 2005-2009, aveva fatto innamorare tutti, aveva proposto un calcio all’avanguardia, ideando quel 4-2-3-1 che ha fatto scuola. (…) Ha vinto meno di quanto meritasse, anche da queste parti certe vittorie gli sono sfuggite per nulla, però il segno l’ha lasciato e la Roma delle undici vittorie di fila è tra le più belle ed efficaci di sempre. Gasp (…) ha guardato in Olanda, patria della eterna modernità calcistica, ma non all’Ajax di Johan Cruijff, troppo facile, ma a quella successiva di Louis van Gaal, che ha sfornato giovani campioni con un calcio che attingeva al passato e guardava al futuro. Gasp, quel futuro se l’è mangiato, con la sua Atalanta e prima ancora con il Genoa: con il 3-4-2-1 o il 3-4-3 ha ripristinato le marcature a uomo, in ogni zona del campo. Pressing, calcio verticale, aggressioni altissime, ritmo da capogiro. Il portiere, faccia il portiere, e se una palla deve essere buttata in avanti, non si abbia paura, si andrà a prendere la seconda palla. Altro che costruzione dal basso. (…) In ballo c’è un posto per l’Europa: Spalletti ha portato tutte le sue squadre a giocarsi la Champions, sempre; Gasp ha fatto conoscere, ed apprezzare, l’Atalanta a tutta l’Europa. (…) Ad oggi, nove vittorie per Spalletti, cinque per Gasp, tre soli pareggi (risultato che non piace a nessuno dei due). Il successo più netto è per Gian Piero: 4-1 in un Atalanta-Inter dell’11 novembre 2018. Lucio ha vinto le ultime quattro gare contro Gasp. Si riparte, davanti a un bicchiere di vino. Pronti e orgogliosi nel far credere al mondo di essere due antipatici. Com’era quella cosa? Uomini forti, destini forti…

(Il Messaggero)

Dybala vuole provarci: test a Trigoria In dubbio Hermoso, pronto Ghilardi

Una fiammella di speranza in una stagione tremendamente complicata per Dybala. Oggi sarà il giorno della verità per capire se potrà andare almeno in panchina contro la Juventus domenica sera.
Paulo non gioca dal 25 gennaio (col Milan) e l’infiammazione al ginocchio lo ha tormentato per un mese. (…) Anche ieri si è allenato a parte, ha ancora qualche difficoltà a calciare ma questa mattina proverà a rientrare in gruppo. (…) Vuole esserci e non potrebbe essere altrimenti, la posta in palio è troppo alta per mancare di nuovo. E di fronte ci sarà la sua ex squadra, quella che lo ha fatto passare da ‘picciriddu‘ a ‘Joya‘ e alla quale non e mai riuscito a segnare. Un solo assist nel 2022 poi il nulla o quasi. (…) Due le reti in campiona-to, le stesse di Cristante e Koné, meno di Dovbyk e Ferguson (3) e il nuovo arrivato Malen ci ha messo un mese a staccarlo (5). (…) A guidare la classifica dei capocannonieri della Roma, invece, c’è sempre Soulé che però con molta probabilità dovrà accomodarsi nuovamente in tribuna. Convive ancora con la pubalgia. (…) L’attacco giallorosso ritroverà El Shaarawy ma sarà un’altra volta orfano di Ferguson. (…) L’ipotesi operazione non è da scartare ed il Brighton spinge per l’intervento. Evan sperava di poter recuperare per il playoff per i Mondiali ma il ct dell’Irlanda ha spezzato i suoi sogni: “Non lo avremo per marzo“. (…) Rimane in dubbio anche Hermoso a causa del risentimento all’ileopsoas, pronto Ghilardi. Domani Gasp scioglierà gli ultimi dubbi di formazione e avanza l’idea di riportare Cristante sulla trequarti, in quel caso la coppia titolare sarebbe composta da Koné e Pisilli. Valutazioni in corso, tutto dipenderà anche dalle condizioni di Dybala.

(Il Messaggero)

L’attacco sono io: tutta un’altra Roma con i gol di Malen, ora serve la spalla

(…) Di certo oggi una delle preoccupazioni maggiori di Gian Piero Gapserini è che non succeda niente a Donyell Malen, l’attaccante olandese che ha cambiato il volto all’attacco della Roma. Basti pensare che da quando Don è arrivato in Italia nessuno ha fatto meglio di lui tra gli attaccanti del nostro campionato: come gol (5 in sei partite), come tiri tentati (ben 30) e come tocchi nell’area avversaria (63, davanti ad Yildiz con 36 che lo sfiderà proprio domenica sera allo stadio Olimpico). Un senso di pericolosità diffuso. (…) E a confermarlo c’è anche la media gol dei giallorossi in questo campionato: prima di Malen la Roma girava a 1,2 a partita (24 reti in 20 partite), con lui la media realizzativa è schizzata in alto, a 1,67 a partita, con dieci reti realizzate nelle sei partite che hanno visto come protagonista l’olandese. (…) Ed ecco perché Gasperini lo ha cambiato a Napoli, nell’ultima parte di partita. “A volte nei finali lui cala“, la giustificazione del tecnico giallorosso subito dopo il fischio finale, nella pancia del Maradona.
(…) Tra l’altro, Malen con un altro gol avrebbe già eguagliato quanto fatto finora in coppia in campionato dagli altri due centravanti di ruolo di Gasperini, Ferguson e Dovbyk: tre gol a testa, con l’ucraino che ha una media realizzativa di 0,23 e l’irlandese di 0,19 (contro lo straripante 0,83 di Malen). (…) Delle big italiane, la Juve, è l’unica che deve ancora affrontare in carriera, visto che con il Milan si è già incrociato tre volte (una vittoria e due pareggi), con l’Inter due (un pareggio e una sconfitta) e con il Napoli una (il pari del Maradona di due settimane fa). (…) Dybala oggi proverà a tornare in gruppo per vedere se il ginocchio fa male, mentre Soulé difficilmente sarà della partita, meglio tenerlo a riposo e riaverlo a posto più avanti. Ed allora le soluzioni sono le stesse di Napoli o della gara contro la Cremonese: da una parte Pellegrini, dall’altra Zaragoza in vantaggio su Venturino. Anche se poi la sorpresa potrebbe essere un’altra. E, cioè, l’avanzamento di Pisilli nella posizione di trequartista, considerando che Niccolò ha uno stato di forma eccelso. Ieri Gasp ha provato anche questo, andando a caccia di chi può avere la massima connessione possibile con Malen. Che resta, a conti fatti, il faro dell’attacco giallorosso.

(gasport)

Boniek: “Roma-Juventus non è decisiva, ma 7 punti di distacco sarebbero difficili da recuperare. Malen somiglia a Vialli”

IL MESSAGGERO – Zbigniew Boniek, ex centravanti di Roma e Juventus, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato proprio sul big match di domenica tra i giallorossi e i bianconeri. Ecco le sue dichiarazioni.

Guarderà Roma-Juve? Che partita si aspetta?
«Chiaramente andrò a vedere la partita, sarò allo stadio come quasi sempre. Questa partita vale tre punti come con la Cremonese, poi è chiaro che si può parlare della storia di questa partita e ha un sapore particolare, sicuramente un pò diverso dalle altre».

Quanto può influire l’impegno della Juve in Champions?
«Non vedo nessun collegamento perché sono giocatori forti e preparati a giocare ogni tre giorni. Non è detto che chi non gioca per una settimana stia meglio fisicamente rispetto a chi gioca ogni tre giorni. Quando vinci non sei mai stanco, il problema è quando perdi. Io sono stato calciatore e giocare il mercoledì e la domenica non mi creava mai problemi».

Questo scontro diretto è già decisivo per la Champions?
«Decisivo forse no ma sicuramente ha molta importanza. Se dovesse vincere la Roma andrebbe a +7 sulla Juve e chiaramente diventerebbe difficile per la squadra di Spalletti poter recuperare. La partita ha un significato molto importante da questo punto di vista».

Scudetto e lotta Champions?
«Per me la lotta scudetto è già chiusa. La lotta Champions ovviamente è a quattro con Milan, Napoli, Roma e Juventus. Una di queste non andrà in Coppa dei Campioni. Potrebbero inserirsi Atalanta e Como ma è più difficile, la Juve se dovesse perdere contro la Roma dovrà stare molto attenta». 

Quale è il suo ricordo da calciatore di Roma-Juve?
«All’epoca erano due squadre più forti, io mi sono divertito un sacco sia con la Roma che con la Juventus. Chiaramente la Juve è stata anche la squadra più forte al mondo, quando sono arrivato a Roma c’era una squadra forte e ambiziosa che avrebbe potuto vincere molto di più. Ricordo un bellissimo gol di Platini su punizione all’Olimpico, un gol in rovesciata di Pruzzo a Torino. All’epoca non avrei pensato di come raccontare questa partita tra 20-30 anni ma posso dire che era una sfida molto sentita».

Si aspettava questo rendimento della Roma con Gasperini?
«Non mi aspettavo una Roma così efficace e organizzata. La mano di Gasperini si vede soprattutto nell’impostazione tattica: come difende la porta, come si muove, come pressa. La squadra ha fatto dei progressi incredibili e questo è merito dell’allenatore. In fase offensiva conta anche molto l’invenzione e la giocata individuale. Gasperini sa gestire la squadra e lo spogliatoio e sa anche inserire i giocatori, è veramente bravo. Anche Ranieri aveva fatto grandi cose ma Gasperini ha fatto un lavoro completo, sia tattico che mentale». 

Malen è l’attaccante giusto per la Roma del futuro?
«Io ho amici all’Aston Villa che lo ha dato via senza grandi rimpianti. In Italia invece sta facendo molto bene, è veloce e somiglia un po’ a Gianluca Vialli, anche per la sua fisicità. Riesce sempre a girarsi verso la porta ed è molto bravo. Si è inserito bene, vede la porta e ha buona tecnica e se rimane porterà dei vantaggi alla Roma. Ma attenzione perché anche Dovbyk ha fatto bene alla Roma in passato. L’attaccante ha bisogno di fiducia e di essere servito bene».

Quanto è alla portata l’Europa League per la Roma?
«L’Inter pensava di perdere contro il Bodo? Bisogna vivere partita per partita. E’ molto difficile fare previsioni, bisogna capire chi troverà al sorteggio, come starà la squadra in quel periodo. Vincere l’Europa League porta visibilità alla squadra, al brand e attira nuovi giocatori, oltre a garantirti un posto in Champions».

Quanto può essere ancora centrale Dybala in questa squadra?
«Non sono problemi miei e non entro in questo argomento. Sicuramente è il miglior giocatore che la Roma ha dal punto di vista tecnico, ma deve essere in forma per poter dare una mano. Dybala è un giocatore straordinario che ha sempre avuto problemi fisici e anche adesso è così. La questione contrattuale deve risolverla la società, non entro in merito». 

La crescita di Soulé l’ha stupita?
«Si, mi ha sorpreso. All’inizio mi sembrava che avesse più difficoltà, invece col tempo ha dimostrato di avere ottima tecnica e buon tiro. Deve ampliare il suo modo di giocare perché molti difensori lo hanno già letto. Lui ama partire laterale per rientrare sul sinistro e calciare a giro. Oltre ai gol deve pensare anche a fare qualche assist in più perché la tecnica non gli manca. Deve crescere ma è un ottimo giocatore e ha fatto enormi progressi».

Roma-Juve è anche Celik e Senesi

n campo ci si gioca il posto per la Champions 2026-2027, fuori Roma-Juve è una sfida con contenuti di mercato per cuori forti. In questo momento la partita sulle stategie future è doppia: da una parte c’è Zeki Celik, l’esterno turco in uscita da Trigoria a scadenza, dall’altra Marcos Senesi, il difensore centrale argentino agli ultimi quattro mesi di contratto con il Bournemouth e pronto per una nuova esperienza con cartellino gratis. (…) I circa 3,8 milioni che ora il suo entourage chiede per firmare un rinnovo, per la Roma non sono sostenibili. Significherebbe mettere Celik tra i più importanti stipendi della rosa con inevitabili ricadute: alla porta del ds Massara busserebbero in parecchi e la bilancia va tenuta in equilibrio. Diverso è prendere Celik a zero e garantirgli quell’ingaggio: la Juve ci sta fortemente pensando (a fronte anche di un monte ingaggi più alto che in casa romanista) e il giocatore ha caratteristiche che rientrebbero bene nel calcio di Spalletti. Gli accordi si possono fare verbalmente e scriverli dopo: i dialoghi sono intercorsi da un po’. Certo che l’attuale incertezza sul posto Champions in casa Juve potrebbe rendere meno celere il tutto. E allora occhio all’Inter che in quella zona del campo cerca e le operazioni a costo zero. (…) Senesi è a scadenza: argentino, passaporto italiano, esperienza internazionale collaudata in Europa. Occhio a bollare operazioni come fattibili o non fattibili quando i parametri sono questi. La Juventus e la Roma si sono mosse: entrambe, senza ombra di dubbio e senza scomodare altre presunte verità (ah, i detentori della verità). Non significa che Senesi arriverà a Torino o nella Capitale cento per cento a luglio: troppo facile. Ma il mercato vive di fasi e in questa fase l’interesse per il centrale che lascerà il Bournemouth è vivo e verificabile. Non lo negano i due club, non lo negano nemmeno fonti inglesi e persone vicine al giocatore. (…)

(corsport)

Prelazione per gli ottavi di Europa League, proteste fra gli abbonati

IL ROMANISTA (I. MIRABELLA) – L’Olimpico continua ad essere uno dei principali punti di forza della Roma di Gasperini. (…) Tra meno di un mese sarà il momento di tornare a vivere le notti magiche europee. La Roma è in attesa di conoscere l’avversario che affronterà agli ottavi di finale di Europa League e dal 24 è partita la vendita dei biglietti per la sfida di ritorno del 19 marzo. Solo gli abbonati al campionato hanno potuto esercitare il diritto di prelazione valida fino alle ore 12 di domani. Fino a questo momento sono stati staccati oltre 11mila tagliandi ma sono state tante le proteste tra gli abbonati per l’apertura anticipata della fase di vendita. Al momento sono ancora sconosciuti sia l’avversario ma soprattutto l’orario della partita (18.45 o 21) ed essendo di giovedì, la mancata conoscenza dell’orario può essere un ostacolo per tanti tifosi. Da Trigoria fanno sapere che anche in altre occasioni la vendita era stata aperta senza sapere l’orario preciso della sfida in oggetto. (…)

Gasp va ai ballottaggi

Il focus principale di Gasperini, aspettando la Juve, è sull’attacco. Lo è spesso nella preparazione di ogni partita e anche durante gran parte dei match, quando preferisce sostituire anche tutti e tre i suoi giocatori offensivi. Lo è ancora di più in questo momento della stagione, in cui sta lavorando dalla settimana scorsa senza le cinque punte con cui ha chiuso il 2025. Soulé – ultimo a essersi aggiunto al gruppo che staziona da tempo in infermeria -, El Shaarawy, Dybala, Dovbyk e Ferguson (è quello che sta peggio, ha un tutore alla caviglia, usa le stampelle: presto nuovo consulto). I due centravanti non sono utilizzabili, gli altri tre non si sa se (e quando) saranno a disposizione. È riapparso in campo – senza forzare –El Shaarawy (ultima gara il 1º gennaio contro il Sassuolo): la panchina è il suo obiettivo. Lo stesso di Dybala che però non ha ancora ricominciato a calciare. Soulé è indietro. Nessuna certezza, quindi, sul possibile recupero degli argentini per lo scontro diretto con i bianconeri. Chance al momento solo per Paulo. Ecco perché Gian Piero sta pensando in queste ore come intervenire accanto a Malen. Davanti, dunque, due dei tre ballottaggi in vista della Juve: a destra Venturino-Zaragoza e a sinistra Pisilli-Pellegrini. Sta prendendo quota proprio Pisilli: in forma, è difficile lasciarlo fuori. (…) Conferma, insomma, per Ghilardi, titolare nelle ultime tre partite. Gasperini pensa che la Juve domenica sera si specchi con la Roma. Come all’andata, con il 3-4-2-1 e quindi con la difesa a 3. Spalletti ha sempre schierato tre giocatori dietro nelle 12 gare del 2025 (8 di campionato, 1 di Coppa Italia e 3 di Champions). (…) La previsione di Gian Piero, con la Juve che ripropone la difesa a tre, dovrebbe essere giusta. Se poi Luciano si dovesse pre-sentare con la linea a quattro, non è da escludere la formula con il trequartista, alzando Cristante come nella ripresa contro la Cremonese.

(corsera)

La crisi bianconera inizia dal numero 1. E il portierone adesso ce l’ha la Roma

Più che la solitudine dei numeri primi nel calcio contano le parate dei numeri primi. A dir la verità, Svilar dietro la schiena ha il 99, ma poco importa. Senza nulla togliere ai vari Ndicka, Koné, Dybala, il vero top player della Roma è Mile. Nessuno in Europa subisce meno gol (16) addirittura, in casa solo sei. E nei principali campionati europei solamente Barcellona (5) e Paris Saint-Germain (4) hanno fatto meglio. Alzi la mano chi si sarebbe aspettato questi dati il giorno dell’annuncio di Gasperini, probabilmente nessuno. Neanche lo stesso tecnico che negli anni ha costruito i successi con squadre che segnavano valanghe di reti. E buona parte del merito se la prende il supereroe belga che ha registrato 12 clean sheet (secondo dietro a Butez e Sommer) ed ha evitato quasi dieci gol grazie alle sue parate. Sedici quelli incassati a fronte di un xGA (expected goal subiti) di 26.31. L’ultima, bellissima, in uscita su Vardy. Un muro che a giugno ha rischiato di salutare a causa del colpevole ritardo sul rinnovo del contratto. Decisivo l’intervento di Ranieri e Gasp non può far altro che ringraziare. (…) Per la Capitale ne sono passati di ottimi portieri (Alisson, Konsel, Tancredi), ma nella storia della Serie A l’estremo difensore più forte del campionato ha quasi sempre indossato la maglia bianconera (Zoff, Tacconi, Buffon, poi Szczesny). Da un paio di stagioni Mile ha invertito il trend. Di Gregorio nelle ultime settimane è stato protagonista in negativo con errori clamorosi con Inter e Como. E i numeri sono da brividi: ha subito gol per ben tredici volte al primo tiro in porta. (…) E domenica potrebbe toccare a Perin. L’eterno secondo della Juventus ora scalpita per partire titolare. (…)

(Il Messaggero)

Mancio l’anti-Juve

Ricordate Nainggolan? Ecco, più o meno, con Mancini, siamo a quei livelli lì. La Juve non è una semplice avversaria, di più. Non per tutti, ma per tanti. In passato, di casi come questi, ce ne sono. Parliamo di quei calciatori, che nel tempo, si riempiono di romanismo, pur non essendo romani, né tanto meno romanisti. Mancio ormai è un tifoso della Roma acquisito, per militanza, per scelta, per trasporto spontaneo. E sì, anche per un po’ di storia vissuta da queste parti, su questi campi. Per lui pronto il rinnovo fino al 2030. I tifosi, tanti, si identificano in Mancio e viceversa. E la Juve da queste parti, è sempre stata avversaria particolare, si sa. Batterla dà una certa gioia, anche se di queste soddisfazioni, almeno Mancio, se ne è tolte poche ultimamente: nelle ultime nove partite di campionato, sono quattro le sconfitte coi bianconeri, quattro i pareggi e una sola vittoria. (…) Stavolta per Gianluca non esiste solo l’entità Juve, ma c’è anche Spalletti a dargli uno stimolo particolare: con cui ha vissuto l’esperienza negativa all’Europeo e dopo ha pagato, con Cristante, il
cambio di rotta della Nazionale. Escluso a tempo indeterminato: Lucio, ammettendo poi di aver commesso un errore, non lo ha chiamato nemmeno nel giugno scorso quando la sua Nazionale stava per andare in Norvegia a giocarsi mezza qualificazione al Mondiale. Mancavano tutti i difensori: era l’estate del no di Acerbi, dell’infortunio di Buongiorno e di quello di Calafiori, degli interi a pezzi per la finale persa contro il Psg. Niente, davanti a lui sa no finiti prima Gabbia (che ha lasciato sul più bello, pure lui, per infortunio), poi Ranieri: per Mancini non c’è stato spazio. E quando si poteva chiamare, Lucio ha evitato, magari per pudore. (…) Adesso lo ritrova davanti per la seconda volta. Nella sfida di andata, per la Roma, Mancini ha guidato una difesa in piena emergenza: a Torino, la Roma si era presentata con lui al centro, con a destra Rensch e a sinistra Ziolkowski. Non vanno benissimo, la Juve si porta a casa un successo e si riac-cende improvvisamente, e fino alla ventitreesima giornata è stata capace di recuperare otto punti alla Roma. Ora la situazione si è
invertita di nuovo, la Juve si è fermata e i giallorossi hanno ricominciato a marciare, (…) Stavolta al fianco avrà compagni più rassicuranti, ci saranno Ndicka e molto probabilmente un cresciutissimo Ghilardi. Mancio è la guida, il leader in campo e nello spogliatoio, un figlioccio di Gasperini, che ha saputo prenderlo, come era accaduto a Mourinho. (…)

(Il Messaggero)

Roma, talismano Malen per battere la Juventus. Venturino cerca spazio

Di poche parole. E, almeno fin qui, di molti gol. Gasperini non può che apprezzare: Malen, tanto voluto e alla fine acquistato, è già a quota cinque gol in sei presenze. Tre passaggi a vuoto, contro il Milan quello più pesante, dimenticato grazie alla doppietta a Napoli. Una ripresa accompagnata da comportamenti da leader: serietà, esultanze composte (il massimo della concessione è stato il gesto dello scavetto — un po’ cestistico — dopo il pallonetto vincente contro il Cagliari) e la sensazione di essere davanti a un giocatore in grado di determinare. Con una sterzata, con un tiro, con la sola presenza. Contro la Cremonese all’olandese è bastato puntare i difensori avversari palla al piede. Un rimpallo e nessuno — tutti gli occhi erano incollati su Malen — si è accorto di Pisilli. Tiro e gol.(…) L’ex Aston Villa ritroverà l’ormai ex capitano Lorenzo Pellegrini al suo fianco e uno tra Zaragoza e Venturino. Il baby talento potrebbe infatti partire dal primo minuto contro i bianconeri, sfruttando la contemporanea assenza — ormai probabilissima — della coppia argentina Dybala-Soulé. Un’occasione per affinare l’intesa proprio con Malen, fino a questo momento costretto ad affidarsi soprattutto a sé stesso.(…)

(La Repubblica)