Il trequartista non c’è ancora, l’ansia del tecnico

A poco più di due settimane dal via Gasp non ha ancora quello che era l’obiettivo numero uno, il trequartista sinistro possibilmente di piede destro. Sperava in cuor suo di poterlo allenare già nel ritiro in Galles, ma il rischio è quello di conoscerlo solo a ridosso della prima partita di campionato. Il che ovviamente un pizzico di ansia gliela mette addosso, magari anche un po’ di fibrillazione (…)

Dalla prossima settimana avrà a disposizione Molina e Pellegrini che copre dei buchi. Dopo Summerville e Greenwood Gasp sperava che si potesse quindi dare l’assalto a usa, ma i costi (60 milioni) non permettono alla Roma di andare avanti con l’operazione.

Giovedì sera in un meeting di mercato con il CEO Galantic e il ds D’Amico collegato in conferenza si è fatto il punto della situazione proprio su questo, sul fatto che nelle strategie economico-finanziarie del club bisogna tenere conto anche di quello speso finora (35 per Castro, 18 per Koulierakis e 17 più bonus per Molina) (…)

Considerando questo la Roma si sta gettando su Fofana del Lione, un talento ma anche una stagione a singhiozzo. Un’idea potrebbe essere Gittens del Chelsea, 22 anni. 

(Gasport)

Atto d’amore

Un atto d’amore. Salvo ripensamenti a questo punto clamorosi, Lorenzo Pellegrini continuerà la sua avventura con la Roma (almeno) per un altro anno. Non tre, né due: solo uno. A 2,5 milioni di euro, un terzo rispetto a quanto ha guadagnato nell’ultimo anno del precedente contratto. Non è mai stata una questione di soldi. (…) Allenandosi a parte per recuperare dall’ultimo intervento a cui il ragazzo si è sottoposto appena terminata la scorsa stagione, per eliminare alla radice il problema che lo aveva tormentato nell’ultimo periodo. Lorenzo ha lavorato duro, dividendosi tra Roma e Forte dei Marmi e le altre località in cui si è concesso qualche giorno di riposo con la famiglia, sempre seguito da un preparatore personale. Sempre aspettando la chiamata risolutiva della Roma, del futuro non ci fosse più posto. Lorenzo, invece, non ha mai perso le speranze. Si è affidato a Gasperini, che ne ha fortemente caldeggiato il rinnovo. La prima proposta era arrivata quando cera ancora Massara, ma la reazione era stata un po’ freddina, perché si parlava di due anni. Lorenzo sognava un altro tipo di futuro, una stabilità almeno triennale. (…) Gasperini aveva avallato i rinnovi di Celik, Dybala e Lorenzo Pellegrini. Il turco ha deciso di terminare altrove la sua esperienza italiana; per Dybala si è giunti a un accordo annuale, con la parte più sostanziosa dei compensi legata al minutaggio. Formula che, forse, negli intendimenti del club poteva essere riproposta anche a Lorenzo, ma che a lui sarebbe suonata offensiva. Poi l’ultimo confronto, con la proposta mediata portata al procuratore e al giocatore, runiti nella stessa chiamata: dieci secondi di incertezza, dieci secondi di riflessione e poi l’ok. Distinto. D’amore. L’aspetto economico gli interessava il giusto. Nello specifico saranno 2,5 i milioni che incasserà fino al 30 giugno 2027. In qualche modo il rinnovo annuale lega ulteriormente il suo destino a quello dell’allenatore: perché se la squadra funzionerà, Gasperini avrà ulteriore forza per poter magari convincere la proprietà a rinnovargli il contratto per un altro anno; ma se fosse invece Gasperini a dover lasciare la Roma, non sarebbe difficile immaginare che, a scadenza, si porterebbe il giocatore con sé. Tra i due il feeling è solidissimo e, per Lorenzo, e stata una bella sorpresa dopo le difficoltà patite con Claudio Ranieri.

(Il Romanista)

Tanti tavoli aperti, serve pazienza

Un altro giorno è andato, cantava un pezzo di storia della musica italiana come Francesco Guccini, che ieri è scomparso a 86 anni, in un brano certamente fra i meno famosi ma che calza a pennello sul momento della Roma. Una sensazione di stallo, di lentezza sul mercato che – impressioni di un momento – frena la costruzione di un amore, cioè di una squadra che possa competere veramente. Apparentemente perché poi, dietro le quinte si lavora incessantemente e freneticamente a completare il puzzle di cui sopra, tassello per tassello. Fin dall’inizio del mercato vi raccontiamo come Antonio Nusa sia uno dei profili preferiti da Gasperini per il ruolo di esterno alto a sinistra. (…) Costi alti che impongono di guardare anche ad altri tavoli. Specie dopo le dichiarazioni del norvegese, a Sky Sport Germania, alla ripresa dei lavori – e quindi anche di circostanza – con il suo attuale club: “Non ho mai espresso la volontà di lasciare il Lipsia, ci sono i rumors e sempre ci saranno. Possono scrivere quello che vogliono i media. Io mi sono solo rilassato un po’ in vacanza e ora sono qui al Lipsia, i fatti sono questi“. Nel frattempo si continua a lavorare sull’ipotesi Endrick. Risolta la pratica Molina (anche se l’ufficialità tarderà ad arrivare perché lo spagnolo è in vacanza ancora per qualche giorno, sperando che non ci siano lentezze anche qui), anche per il ruolo di vice Wesley si guarda a più profili con un occhio di riguardo al giovane granata Cacciamani. (…) Urbano Cairo ha detto la sua sull’esterno classe 2007 che ha passato l’ultima stagione in prestito alla Juve Stabia: “Noi assolutamente vogliamo tenere Cacciamani, è con noi da tre anni ma ha fatto benissimo“, ha detto a margine del torneo Mamma e Papà Cairo il patron granata. D’Amico avrebbe già pronta un’alternativa.

(Il Romanista)

Molina, arrivo previsto entro martedì

L’attesa è quasi finita. Nahuel Molina è pronto a diventare un nuovo giocatore della Roma: l’argentino, ancora in vacanza dopo il Mondiale, è atteso nella Capitale tra l’8 el’11 agosto per sostenere le visite mediche, in coincidenza con il rientro della squadra a Trigoria dopo il riposo post ritiro. (…) La fascia destra avrà finalmente il suo padrone, mentre Wesley è destinato a occupare quella sinistra, formando una coppia di esterni costruita per garantire intensità, corsa e spinta continua. Nel frattempo Molina sta completando l’iter per ottenere la cittadinanza spagnola, non richlesta negli anni all’Atletico. Un passaggio importante anche parla Roma, che in questo modo potrà lasciare libero lo slot da extracomunitario. (…) Un dettaglio burocratico che può rivelarsi strategico per le prossime mosse giallorosse.

(corsport)

Pelle, accordo vicino

Le ore decisive per scrivere un nuovo futuro insieme. Dopo mesi di trattative e un contratto ormai scaduto da tempo, la Roma e Lorenzo Pellegrini sono sempre più vicini a trovare un’intesa definitiva per proseguire insieme. (…) Romano e romanista, leader dello spogliatoio, Pellegrini rappresenta un punto di riferimento per Gasperini, per i compagni e naturalmente per i tifosi, che sperano di rivederlo presto a Trigoria. L’obiettivo di Lorenzo è quello di ricevere una chiamata dalla Roma nelle prossime 48 ore per chiudere la trattativa e presentarsi a Trigoria l’11 agosto, quando la squadra tornerà ad allenarsi. La Roma sta lavorando per chiudere un’intesa sulla base di un contratto di un anno con opzione per una seconda stagione legata alle presenze. È questa, al momento, la formula verso la quale è orientato anche il centrocampista, che sarebbe disposto ad accettare un accordo diverso rispetto a quello immaginato inizialmente con un biennale più un altro anno. L’ingaggio si aggirerà intorno ai tre milioni di euro, bonus inclusi, ma saranno i prossimi contatti a stabilire se arriverà la tanto attesa fumata bianca. Nel frattempo Pellegrini continua il percorso di recupero dall’infortunio, (…) le sensazioni sono incoraggianti. (…) A rafforzare la possibilità di una permanenza è anche la volontà del giocatore, oltre a quella di Gasp che ha spinto tanto. Nelle ultime ore per Pellegrini è arrivata un’offerta dall’Arabia Saudita, rispedita al mittente come quella del Besiktas. Solo un sondaggio dalla Juve: la sua priorità è sempre rimasta la Roma. Decisivo, in questo senso, sarebbe stato anche il confronto con Gasp. (…) Il legame con il gruppo è talmente forte che, pur essendo ancora indisponibile, Pellegrini vorrebbe seguire la squadra anche nell’amichevole del 15 agosto a Dortmund per tornare a vivere l’atmosfera dello spogliatoio dopo aver saltato il ritiro in Galles. (…) Intantio il primo nome per il mercato resta Nusa. I contatti con il Lipsia sono avviati: la Roma valuta il giocatore intorno ai 45 milioni di euro, mentre il Lipsia continua a chiederne almeno dieci in più. Nel frattempo il calciatore, rientrato in Germania, non ha voluto sbilanciarsi sul proprio futuro: “Non ho mai detto di voler lasciare la squadra“, ha detto a Sky. L’alternativa continua a portare a Fofana, osservato con grande attenzione dagli uomini mercato giallorossi. Il profilo convince e la valutazione si aggira intorno ai 40 milioni di euro. La Roma vuole accelerare: le prossime ore possono essere decisive, sia per definire il futuro di Pellegrini sia per dare un’altra spinta al mercato in entrata.

(corsport)

Santiago Castro: “La mia Roma da scudetto. L’Inter si può battere”

IL CORRIERE DELLO SPORT (J. ALIPRANDI) – La sala del Vale Resort, che la Roma ha adibito a zona stampa, affaccia sul vialetto che i giocatori percorrono quotidianamente per raggiungere il campo d’allenamento. Fuori la temperatura non supera i 18 gradi, dentro anche meno. Santiago Castro è in pantaloncini e maglietta a mezze maniche, senza mate, completamente a suo agio. Personalità. Spontaneo, diretto, trascinante. “Lo so, era soltanto un’amichevole, ma il primo gol con la Roma non lo dimenticherò mai“. È la prima cosa che dice. L’ultima? Eccola: “Ma davvero non potevate dirmi che ero tutto spettinato? Dai, rifacciamo l’intervista…“. È il ritratto più autentico del nuovo numero nove della Roma: sulla pelle tanti tatuaggi che raccontano la sua vita, al dito la fede d’oro (griffata) fresca di nozze, in testa un solo obiettivo: vincere con la Roma. Nota a margine: durante l’intervista non utilizza mai il telefono. Piuttosto, gioca con una penna. Una rarità.

Si sta trovando bene con la sua nuova squadra.
Devo dire che non mi aspettavo questo impatto. Sono alla Roma da pochi giorni, ma mi sembra di essere qui da tempo. Ho un rapporto fantastico già con tutti, dai ragazzi allo staff, fino a tutti i dipendenti. E per me questo è un sogno a occhi aperti, cominciato tra l’incredulità“.

Ci racconta quando ha saputo dell’interessamento della Roma?
Ero tanto emozionato, ma al tempo stesso non volevo perdere la concentrazione e il focus sul Bologna. Quindi ho dovuto aspettare levoluzione della trattativa fino a quando l’affare non è stato chiuso. Poi la Roma mi ha chiamato e io ho comprato il biglietto del treno“.

Davvero ha acquistato lei il biglietto per venire a Roma?
Sì, anzi, l’ha acquistato mia moglie Augustina. Non volevamo perdere tempo e, quando ci hanno dato il via libera per partire, invece di aspettare la Roma abbiamo deciso di fare tutto noi. Il viaggio è stato un’agonia! Il treno ci ha messo oltre cinque ore ad arrivare per dei lavori sulla tratta, non vedevamo l’ora di scendere. L’attesa, però, è stata ripagata…“.

Dall’entusiasmo dei tifosi alla stazione.
Esatto, siamo arrivati a mezzanctte e non mi aspettavo una folla del genere ad aspettarci. É bellissimo sentire quanto ti voglicno, adesso voglio restituire tutto l’affetto coni gol. Ha fatto bene Augustina a comprare i bigletti“.

È molto legato a sua moglie.
Lei è il mio pilastro, il mio faro. Come si dice? Dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna. Tra l’altro sono stato venti giorni in ritiro con il Bologna, poi, subito dopo, questi altri dieci con la Roma… Mi manca e lei adesso si sta occupando di tante cose a Roma, a cominciare dal trasloco. I tifosi non vedono tutto il lavoro e l’aiuto che danno le mogli ai giocatori, è incredibile“.

Il prossimo passo dopo il trasloco?
So dove vuole arrivare… Un figlio è nei piani, puntiamo a farci un bel regalo, speriamo presto. Vediamo cosa ci porterà Roma, la citta dell’amore“.

Uno del suoi soprannomi è il Torito, in onore di Lautaro.
Sì, ma io sono Santiago Castro e voglio essere me stesso. Lautaro è un modello, un amico, ma voglio percorrere la mia strada e soprattutto voglio batterlo nella prossima sfida contro l’Inter. Ho già visto il calendario, lo affronterò il giorno dopo il mio compleanno: sarà una sfida speciale tra due grandi squadre che lotteranno fino alla fine per vincere il campionato“.

La Roma può vincere lo scudetto?
Certo, ho visto il valore di questo gruppo e possiamo giocarcela con tutti. Perché abbiamo giocatori forti in tutti i reparti e Gasperini è uno dei migliori allenatori d’Italia. Siamo al livello per competere per lo scudetto e per la Coppa Italia. E vogliamo fare bene in Champions. Se sei alla Roma devi ambire a vincere tutto“.

La forza del gruppo si è vista anche nell’ultima amichevole, quando dopo un fallo su Dybala è andato faccia a faccia con un avversario.
La rissa ci sta, quando toccano il migliore bisogna subito andare a difenderlo. Ma non ci sono andato solo io, ci siamo andati tutti. Questo spogliatoio è unito in maniera incredibile, come una famigla. E anche questo fa la differenza per vincere“.

Spogliatoio unito, ma lei è legato soprattutto agli argentini.
Inevitabile. Con Soulé ci conosciamo da undici anni, giocavamo insieme nel Velez e adesso è incredibile ritrovarci qui insieme, da uomini e non più da bambini che rincorrevano un pallone sognando l’Europa. Io, lui e Paulo siamo un bel gruppo e c’è anche Hermoso, che ha la grinta di un colombiano, non di uno spagnolo…“.

E adesso arriva anche Molina.
Castro guarda l’ufficio stampa, sorride, ma poi si sbilancia: “Sono stato con lui in nazionale, poi ho visto tante sue partite all’Atletico Madrid e all’Udinese. Spero possa arrivare, sarebbe bello avere un altro argentino in gruppo. Ma soprattutto è davvero forte, è un giocatore che sulla fascia farà la differenza nella doppia fase“.

La Roma ha investito 35 milioni su di lei, in un ruolo già coperto da Malen, assoluto protagonista della scorsa stagione. Si sente la sua riserva?
Assolutamente no, io e Donny saremo in competizione per giocare tanto, ma soprattutto per il bene della squadra. Questa sana rivalità mi farà crescere tanto. Malen è un attaccante fortissimo, ci alterneremo, potremo anche giocare insieme. Tutti siamo importanti, il bene è la Roma“.

Altri club si erano interessati a lei prima di lasciare il Bologna?
Sì, un altro paio di squadre in italia mi hanno chiamato, ma io ho voluto solo la Roma“.

Facciamo un passo indietro: che cosa rappresenta per lei Bologna?
E una seconda casa. lo, la città, la squadra abbiamo vissuto emozioni fortissime: dalla Champions alla vittoria della Coppa Italia, alle partite di Europa League… Bologna ha un grande posto nel mio cuore, è un legame che non può finire cambiando squadra. Anche adesso mi sento con i miei ex compagni, perché sono amici, fratelli. È stato pesante lasciare il Bologna, salutare la città e i compagni. Ringrazierò per sempre il club e chi mi è stato vicino per come mi hanno aiutato a crescere come uomo e come giocatore in quella prima esperienza lontano da casa. E voglio ringraziare De Silvestri per l’aiuto che mi ha dato“.

In che modo?
Suggerendomi uno psicologo. Non solo per giocare meglio, ma proprio per stare bene nella vita, con mia moglie, nella mia casa. Perché io non sono un giocatore, io sono una persona prima di tutto. E l’aspetto psicologico è davvero troppo importante, e lo è per tutti, grandi e piccoli, a prescindere dal lavoro che si fa quotidianamente. Anzi, lo voglio consigliare ai ragazzi“.

Vuole lanciare un appello?
Esatto. Non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto. Uno psicologo ti apre la mente, aiuta a capirti, aiuta a stare meglio con se stessi e con gli altri. Perché ci sono dei momenti in cui pensi: ‘Oddio, non so cosa mi sta succedendo’. Una persona può aiutarti a capire. E questo ti porta anche a crescere”.

Il momento più bello al Bologna?
Alzare la Coppa Italia.. all’Olimpico. Non vedo l’ora di giocarci, sto aspettando quel momento e voglio gustarmelo. La prima volta con la maglia della Roma non si scorderà mai“.

Ora però vediamo tatuato sulla sua gamba un altro stadio.
Sì, il Dall’Ara. Ma non tutto, solo la Torre di Maratona. È un tatuaggio in continua evoluzione e raccontera la mia carriera. I compagni mi prendono in giro, ma i tatuaggi mi piacciono molto, rappresentano tanti momenti della mia storia, le persone più importanti della mia vita, i luoghi in cui sono e sarò per sempre felice“.

Sul braccio ha anche un lupo.
Quel tatuaggio l’ho fatto a diciotto anni, è un segno del destino. L’ho detto anche a Ricky“.

Calafiori? Vi immaginiamo sulla spiaggia di Rio a parlare di Trigoria.
No quando ci siamo incontrati in Brasile durante le vacanze era troppo presto. Ma ci siamo sentiti qualche giorno fa, dopo il trasferimento. Lui è stato uno dei primi a mandarmi un messaggio quando mi ha acquistato la Roma. Riccardo è molto legato a questo club e, quando eravamo al Bologna insieme, abbiamo spesso parlato di questa città, della squadra, del derby“.

Lei ha segnato dua gol alla Lazio.
Si, e so quanto vale qui il derby. Taltra sera parlavo proprio di questo con Dybala e Svilar, delle sfide che hanno giocato loro, dell’adrenalina che si vive: mi hanno fatto venire voglia di giocarlo immediatamente“.

Dalla Roma all’Argentina: qual è il prossimo obiettivo?
È il mio sogno e, onestamente, sono venuto alla Roma anche per questo motivo. Perché un club del genere ti dà quel prestigio e quelle occasioni per metterti in mostra e, quindi, per meritare una chiamata in nazionale“.

È ancora deluso per la sconfitta dalla Selección nella finala del Mondiale?
Eh sì, è difficile da accettare. Soprattutto perché ho visto la finale nel ritiro del Bologna, soltanto io e Bernardeschi tifavamo Argentina. E Rowe, a ogni gol della Spagna, esultava come un matto, lo volevo ammazzare.. Tra quattro anni spero di giocarla io la finale del Mondiale, dopo aver vinto tutto con la Roma“.

Pellegrini solo per un anno

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Lorenzo Pellegrini proseguirà la sua carriera con la maglia della Roma. Anche se (per ora) solo per un altro anno. Il contratto del numero 7 è scaduto lo scorso 30 giugno e, dopo oltre un mese da svincolato, è arrivato il momento di mettere nero su bianco il nuovo accordo con i giallorossi: l’intesa è stata trovata per un contratto fino al 2027. Una durata ben più breve di quanto avrebbe voluto lo stesso Pellegrini – la prima richiesta del suo agente all’allora direttore sportivo Massara è stata di un triennale -, che comunque da subito aveva dato disponibilità a rivedere al ribasso lo stipendio da 6,5 milioni netti più bonus del precedente contratto. Dopo giorni di riflessioni familiari e di valutazioni personali è arrivato l’ok definitivo alla proposta della società dei Friedkin, che replica la formula già utilizzata qualche settimana fa con Dybala. A rallentare il dialogo, oltre alle modalità del nuovo contratto, e stato anche il fastidioso infortunio al tendine subito da Pellegrini. Il primo ko era arrivato con il Pisa ad aprile e da lì era partita una corsa contro il tempo per essere a disposizione per il derby contro la Lazio. L’aver cercato di rientrare in tempo per la fine del campionato gli è stato probabilmente fatale ed è arrivata una ricaduta alla vigilia della stracittadina. Il problema fisico ha richiesto a fine stagione una serie di accertamenti in Finlandia dal dottor Lempainen, che a maggio 2025 lo aveva operato in seguito alla lesione del tendine del retto femorale destroPellegrini è ora tornato a correre sul campo negli allenamenti svolti con un preparatore atletico e il pieno recupero ormai è molto vicino, con la voglia di mettersi il più presto a disposizione di Gasperini. Che ha spinto molto con la dirigenza per avere la sua conferma. Sistemata la questione rinnovi il tecnico si aspetta ora 2-3 acquisti per rinforzare le fasce tra centrocampo e attaco. La coppia dei sogni sarebbe quella formata da Nusa del Lipsia e da Endrick del Real Madrid. Due trattative molto difficili, da capire se la società riuscirà ad accontentarlo. Per l’esterno basso il preferito è Cacciamani, con Cairo che sembra averlo tolto dal mercato soltanto apparentemente: “Noi assolutamente vogliamo tenere Cacciamani. Se resta? Direi di sì, nella vita non si può sapere al 100% ma – ha detto a Sportitalia – l’obiettivo è tenerlo, assolutamente“. Sulla corsia opposta si attende soltanto lo sbarco in Italia di Molina, ieri segnalato a Madrid per completare le pratiche per ottenere tutta la documentazione per tesserarlo da comunitario. Dopo le visite mediche e la firma sul contratto quadriennale sarà a disposizione di Gasperini da martedì (con lui Koné), giorno in cui riprenderanno gli allenamenti a Trigoria dopo il riposo che sarà concesso ai calciatori a seguito del ritiro in Galles. Intanto ieri è arrivato il saluto di Angeliño, che si è trasferito in prestito con diritto di riscatto al Deportivo La Coruña: “È stato un orgoglio indossare questa maglia e difendere i colori giallorossi. Fin dal primo giorno mi sono sentito parte di una grande e accogliente famiglia e giocare ogni partita all’Olimpico è un privilegio che ricorderò sempre con affetto. Lasciare Roma non è mai facile e una parte di me e resterà sempre qui, tra momenti indimenticabili, grandi compagni, tanti insegnamenti e l’onore di aver rappresentato un club con una storia immensa”.

La Roma è di Dybala

La puoi mettere come vuoi. Ma questa è ancora la Roma di Paulo Dybala: come da quattro anni a questa parte, così pure 17 giorni dall’inizio del campionato e chissà se anche dopo. Guai a mettere limiti alla provvidenza e al mercato che va completato. Ma oggi Gian Piero Gasperini si guarda attorno e non può che pensare di affidarsi alla Joya. Perché Dybala, per cui fino a un mese dalla fine dello scorso campionato il rinnovo di contratto non era neppure un tema di discussione, resta il giocatore di maggiore tasso tecnico della rosa. Fin qui nessun problema. Il problema è se diventa l’unico in grado di cambiare da solo una partita. (…) La fotografia attuale racconta di una squadra che non ha ancora aumentato il tasso di qualità nei ruoli dove si vincono le partite. Lassù, dietro Dybala c’è Soulé, per il quale da due mesi il suo agente fa il giro d’Europa in cerca di offerte (l’ultimo blitz segnalato in Spagna). Dall’altra parte ci sarà Lorenzo Pellegrini, vicino a un rinnovo quantomeno originale per la durata: un solo anno, proprio come Dybala, a 2,5 milioni. E poi si vedrà. Tutto ancora è da fare, allora. Se la Roma avrà fatto davvero il salto, lo si capirà a mercato chiuso essenzialmente dal famoso esterno offensivo di piede destro che Gasperini invoca da oltre un anno. Il sogno è ancora Antonio Nusa, ma nella partita sul norvegese sta per entrare (o forse è già entrato) l’Arsenal, dopo l’inseguimento fallito a Vinicius: se così è, addio speranze. L’alternativa è Malick Fofana, belga di 21 anni del Lione, ultima gara da titolare il 26 ottobre di un anno fa. Poi un grave infortunio alla caviglia, l’intervento e il lentissimo recupero, tanto che con lo Sparta Praga tre sere fa ha giocato solo 15′. Per questo la Roma ha provato a chiedere un prestito con obbligo condizionato: offerta respinta. Ma il tema è tecnico, ancor prima che economico: in quel ruolo serve una certezza e certezza oggi Fofana non può esserlo. Il ds D’Amico lavora pure su altre piste. Non Leao, però. E neppure Endrick, che pure piace ma per la fascia destra (al posto di Soulé). Magari sorprenderà come con Molina, che domani sarà a Roma e dalla prossima settimana si allenerà con Gasperini.

(corsera)

Il nuovo Gasperini al centro della Roma

Diverso. E forse il termine che spiega meglio Gasperini 2.0 in giallorosso. Differente, almeno all’esterno, perché a 68 anni non si cambia. Tuttavia per adesso questa versione più pacata a livello mediatico si sposa con il nuovo ruolo che lo vede al centro del mondo giallorosso. Una sorta di Mourinho con addirittura più poteri del portoghese. (…) Gian Piero va dritto per la sua strada. Cambiando modo di comunicare: un anno fa preferiva lo scontro pubblico; ora “battaglia” in camera caritatis pur di far passare le proprie idee. Un esempio? Fosse dipeso dalla proprietà, a Dybala e Pellegrini non sarebbe stato rinnovato il contratto. Gian Piero ne era consapevole, ha quindi lavorato ai fianchi, fatto pressione quando ne ha avuto occasione, rincarando la dose nelle riunioni operative a Trigoria. E alla fine, forte del traguardo Champions e di una credibilità sempre più crescente agli occhi dei Friedkin, ha ottenuto quello che voleva. Con tattica, perché Ryan e Dan hanno tenuto il punto, rinnovando appena un anno sia Paulo che prossimamente Lorenzo, ma alla fine ha vinto lui. Ottenendo – anche se in questi casi era più semplice – anche il prolungamento dei fedelissimi Mancini, Cristante e Hemoso. Ha poi perso Celik, è vero, ma questo per un empasse interno che ora l’arrivo del nuovo Ceo Galantic dovrebbe annullare, rendendo così più snella l’operatività della macchina Roma. Senza il turco, è comunque arrivato Molina, che non sarà la prima scelta (quella era il giovane Read) ma parliamo sempre di un signore che tre settimane fa ha giocato la finale di Coppa del Mondo, arriva dall’Atletico Madrid e ha esperienza da vendere. In avanti gli piaceva molto Tresoldi ma alla fine è stato acquistato Castro – già promosso a pieni voti nel post-Cardiff – e in difesa ha avallato l’ingaggio di Koulierakis che ha così completato il reparto. E non finisce qui: probabilmente, se D’Amico troverà un acquirente che eviti la minusvalenza, darà il via anche alla cessione di Soulé per provare a prendere Endrick, suo pallino da inizio mercato, anche dribblando quella formula del prestito che non gli va proprio a genio. Magari bisognerà convincere proprio Mourinho che, visto come si è lasciato con i Friedkin, non intende fare favori ai giallorossi. (…) Cambiando il responsabile medico da Petrucci a Del Vescovo, definendo lo staff tecnico con l’inserimento di uomini chiesti direttamente da lui e accantonando quelli di matrice “ranieriana”. (…) All’appello mancano tre tasselli: uno sarà Pellegrini, l’altro il vice Wesley (Cacciamani resta in corsa) e poi toccherà a lui, a Mister X, al calciatore che dovrà far fare il salto di qualità. Si è partiti con Greenwood, per poi arrivare ad un passo o forse meno da Summerville, sondando ma poi abbandonando convinti di aver preso l’olandese – la pista Garnacho. Ora l’obiettivo è Nusa anche al netto delle parole rilasciate ieri dal norvegese (“Non ho mai chiesto di andarmene“). (…) L’alternativa si chiama Fofana che forse avrebbe già operato il sorpasso se ci fossero delle garanzie sulle condizioni fisiche. La Roma vuole vederci chiaro e il ritorno del preliminare di Champions tra Lione e Sparta Praga (all’andata il belga ha giocato soltanto 15 minuti) potrebbe essere foriero di indicazioni. Gasp aspetta, anche se questa attesa lo logora, consapevole che probabilmente dovrà anche sacrificare un elemento se non due della rosa attuale prima del 31 agosto. Ieri sera, proprio in tal senso, è andata in scena una riunione operativa di mercato che ha fatto saltare un’intervista a Sky già programmata, con l’inviata arrivata direttamente dall’Italia. Del resto il campionato non è proprio alle porte ma quasi. E non c’è più tempo da perdere.

(Il Messaggero)

Fabregas e Gasp lanciati: vincere lo scudetto è un’impresa possibile

Dopo l’uscita di Antonio Conte dai quadri della Serie A, nella stagione 2026-27 sono rimasti in quattro gli allenatori in carica che possono vantare almeno uno scudetto nel curriculum. Ce ne sono almeno altri due che legittimamente possono aspirare ad arricchire tale rosa. Gian Piero Gasperini e Cesc Fabregas preparano la Champions e progettano il colpo grosso al campionato: per il tecnico della Roma sarebbe il coronamento della carriera, il riconoscimento finale dopo l’Europa League con l’Atalanta (finora il suo unico successo, incredibile), per il rampante allenatore del Como – ancora al principio, per quanto esaltante, della propria parabola – invece si tratterebbe di impresa epocale che lo lancerebbe direttamente nel gotha delle panchine mondiali. (…) Il terzo e quarto posto di Roma e Como hanno certificato la validità dei loro progetti tecnici: Gasp e Cesc hanno costruito le squadre più riconoscibili del torneo, coniugando solidissimi principi di gioco con i risultati. (…) Molina e Castro aggiunti a una squadra che aveva già cambiato faccia a gennaio con Donyell Malen tengono di diritto Gasperini in prima fila, i sostanziosi investimenti degli Hartono hanno ampliato la rosa di scelte ed elevato la qualità del gruppo di Fabregas. (…) La domanda scrutando l’orizzonte dal mare del pre-campionato dunque ha cittadinanza: quale può essere il punto di caduta di tale crescita? E la risposta – non potendo pensare alla Champions, lì siamo indietro rispetto ai mostri europei – non può che essere lo scudetto. (…) Gasperini ha già provato l’assalto al palazzo – con l’Atalanta pensava di poterci riuscire, ma la rivoluzione non è stata completata -, ora a Roma ha anche un contesto storico per puntare il bersaglio grosso. Fabregas percorre sentieri sconosciuti, quelli che Gasp prima di lui ha battuto con la Dea. (…) La storia insegna che per uno scudetto “fuori rotta” servono congiunzioni astrali rarissime. L’imminente eclissi di Sole, che anticipa di qualche giorno l’inizio del campionato, potrebbe però essere un presagio significativo.

(gasport)