Diverso. E forse il termine che spiega meglio Gasperini 2.0 in giallorosso. Differente, almeno all’esterno, perché a 68 anni non si cambia. Tuttavia per adesso questa versione più pacata a livello mediatico si sposa con il nuovo ruolo che lo vede al centro del mondo giallorosso. Una sorta di Mourinho con addirittura più poteri del portoghese. (…) Gian Piero va dritto per la sua strada. Cambiando modo di comunicare: un anno fa preferiva lo scontro pubblico; ora “battaglia” in camera caritatis pur di far passare le proprie idee. Un esempio? Fosse dipeso dalla proprietà, a Dybala e Pellegrini non sarebbe stato rinnovato il contratto. Gian Piero ne era consapevole, ha quindi lavorato ai fianchi, fatto pressione quando ne ha avuto occasione, rincarando la dose nelle riunioni operative a Trigoria. E alla fine, forte del traguardo Champions e di una credibilità sempre più crescente agli occhi dei Friedkin, ha ottenuto quello che voleva. Con tattica, perché Ryan e Dan hanno tenuto il punto, rinnovando appena un anno sia Paulo che prossimamente Lorenzo, ma alla fine ha vinto lui. Ottenendo – anche se in questi casi era più semplice – anche il prolungamento dei fedelissimi Mancini, Cristante e Hemoso. Ha poi perso Celik, è vero, ma questo per un empasse interno che ora l’arrivo del nuovo Ceo Galantic dovrebbe annullare, rendendo così più snella l’operatività della macchina Roma. Senza il turco, è comunque arrivato Molina, che non sarà la prima scelta (quella era il giovane Read) ma parliamo sempre di un signore che tre settimane fa ha giocato la finale di Coppa del Mondo, arriva dall’Atletico Madrid e ha esperienza da vendere. In avanti gli piaceva molto Tresoldi ma alla fine è stato acquistato Castro – già promosso a pieni voti nel post-Cardiff – e in difesa ha avallato l’ingaggio di Koulierakis che ha così completato il reparto. E non finisce qui: probabilmente, se D’Amico troverà un acquirente che eviti la minusvalenza, darà il via anche alla cessione di Soulé per provare a prendere Endrick, suo pallino da inizio mercato, anche dribblando quella formula del prestito che non gli va proprio a genio. Magari bisognerà convincere proprio Mourinho che, visto come si è lasciato con i Friedkin, non intende fare favori ai giallorossi. (…) Cambiando il responsabile medico da Petrucci a Del Vescovo, definendo lo staff tecnico con l’inserimento di uomini chiesti direttamente da lui e accantonando quelli di matrice “ranieriana”. (…) All’appello mancano tre tasselli: uno sarà Pellegrini, l’altro il vice Wesley (Cacciamani resta in corsa) e poi toccherà a lui, a Mister X, al calciatore che dovrà far fare il salto di qualità. Si è partiti con Greenwood, per poi arrivare ad un passo o forse meno da Summerville, sondando ma poi abbandonando convinti di aver preso l’olandese – la pista Garnacho. Ora l’obiettivo è Nusa anche al netto delle parole rilasciate ieri dal norvegese (“Non ho mai chiesto di andarmene“). (…) L’alternativa si chiama Fofana che forse avrebbe già operato il sorpasso se ci fossero delle garanzie sulle condizioni fisiche. La Roma vuole vederci chiaro e il ritorno del preliminare di Champions tra Lione e Sparta Praga (all’andata il belga ha giocato soltanto 15 minuti) potrebbe essere foriero di indicazioni. Gasp aspetta, anche se questa attesa lo logora, consapevole che probabilmente dovrà anche sacrificare un elemento se non due della rosa attuale prima del 31 agosto. Ieri sera, proprio in tal senso, è andata in scena una riunione operativa di mercato che ha fatto saltare un’intervista a Sky già programmata, con l’inviata arrivata direttamente dall’Italia. Del resto il campionato non è proprio alle porte ma quasi. E non c’è più tempo da perdere.
(Il Messaggero)