El Aynaoui, rapinato in casa e tenuto in ostaggio: “Pistola alla gola”

Quelli che vanno a rapinare le ville dei calciatori e, in particolare quelle dei giocatori della Roma, sono tornati. In stile Arancia Meccanica. A farne le spese, per fortuna senza riportare ferite ma con tanta paura sì, Neil El Aynaoui. (…) La notte da incubo, di puro terrore, l’ha vissuta lui, stavolta, intorno alle 2 di ieri, quando una banda di malviventi incappucciati ha fatto irruzione nella sua villa a Castel Fusano, a pochi chilometri dal centro di allenamento di Trigoria e dal mare di Ostia, nel quadrante sud della città. I rapinatori, in totale sei, tutti vestiti di nero e armati di pistola, hanno divelto una grata a protezione di una finestra del salone della villa usando arnesi particolari e, pistola in pugno, hanno minacciato prima la madre del giocatore, sveglia in quel momento, e poi hanno sorpreso il romanista con la moglie insieme con il fratello e la cognata (che dormivano), e li hanno costretti tutti a seguirli in una stanza in cui sono stati tenuti in ostaggio sotto la minaccia delle armi. Mentre altri componenti del gruppo, nel frattempo, razziavano gioielli del valore di circa 10 mila euro, un Rolex (del fratello di Neil) e borse Louis Vuitton delle signore, prima di far perdere le loro tracce. Sotto shock Il centrocampista, appena i rapinatori si sono dileguati, ha dato l’allarme intorno alle 3.40, raccontando l’accaduto agli agenti giunti sul posto. La madre di Neil ha precisato di aver avuto la pistola puntata alla gola nei momenti più concitati dell’irruzione in casa:
Hanno preso tutto e sono andati via dicendoci di stare zitti“, ha riferito. Il mediano ha quindi parlato nelle ore successive “di tanto spavento e paura, anche se – ha aggiunto – i rapinatori non sono stati violenti“. La Roma si è subito attivata, comprensibilmente preoccupata per le condizioni fisiche e psicologiche del giocatore ex Lens, alla prima stagione a Roma. Il marocchino, comunque, ha poi rassicurato i dirigenti e il tecnico Gian Piero Gasperini. E, mostrando temperamento e voglia di reagire, ha deciso pure di allenarsi regolarmente con i compagni ieri pomeriggio. (…) Nella casa abitata da Neil in passato, è emerso dalle testimonianze dei vicini di casa, ha alloggiato anche Paulo Dybala (che avrebbe avuto, a quanto pare, la vigilanza armata per difendersi da eventuali as-salti). Di sicuro, hanno spiegato ieri gli investigatori, si è trattato di un colpo da professionisti (sembra con accento dell’Est), non necessariamente mirato per colpire El Ayanoui in particolare ma portato a termine nei minimi dettagli in una zona dove la possibilità di un “colpo grosso” è più alta che in altre zone della città proprio per la presenza dei calciatori. (…) Gli investigatori stanno analizzando ora le immagini delle telecamere ad ampio raggio che potrebbero aver ripreso i responsabili durante il tragitto ed essere utili per dare un volto e un nome ai responsabili. Il colpo in casa El Aynaoui è dunque l’ultimo di una lunga serie di rapine subite dai calciatori di Roma e Lazio e da tante altre “stelle” del calcio, tra cui Robi Baggio e Clarence Seedorf. Dalla visita dei ladri nella residenza del compagno di squadra Wesley nel settembre scorso (in quel casa fu il vigilante a metterli in fuga) fino ai casi biancocelesti più recenti Gila-Vecino, passando per altre rapine nel passato ai danni di Zalewski, Zaccagni, Dzeko, Mexes, Cerci, Panucci, Basic e Smalling, l’allarme rapine in villa tra i calciatori resta altissimo.

(gasport)

Rivoluzione Bologna, Italiano ne cambia dieci. E Castro torna titolare

Lucumi più altri dieci. Prendete la formazione del Bologna al Mapei Stadium. Toglieteli tutti tranne il difensore centrale colombiano. Domani sera, salvo ripensamenti e stravolgimenti, Vincenzo Italiano ne metterà altri dieci vicini al ministro della difesa Jhon. Volente o… nolente, visto il ko di Skoprupski (lesione di medio-alto grado al bicipite femorale sinistro) che lo porterà a uno stop di 7 settimane: salvo mi-
racoli, stagione finita con avanzamento di Federico Ravaglia. (…) Una squadra “schizofrenica” – si fa per dire – ma che proprio nelle gare da viaggio ha saputo trarre autostima ed energia per la rinascita attuale. Il Bologna di oggi ha vinto sei volte fuori casa (come l’Inter, in campionato) e viene da cinque successi di fila in trasferta in Europa League. I motivi? Aspettative e un atteggiamento che in trasferta diventa – senza arrossire – anche trasformabile in un “blocco basso” protettivo. (…) Nel frattempo, Italiano riflette: con Ravaglia al posto di Skorupski, in difesa saranno due i dubbi, legati agli esterni. Tradotto: Zortea a destra e Joao Mario a sinistra o – squalificato Miranda-Lykogiannis sulla fascia mancina? La prima opzione è la più forte. Nei centrali, Heggem potrebbe rientrare dal 1′ dopo due panchine “cautelative” (e vicino a Lucu-mi). In mezzo al campo, Moro è ok ma Ferguson (zero minuti col Sassuolo), Freuler e Pobega (su-bentrati) dovrebbero cominciare la gara. A Reggio Emilia, il tridente era Orsolini, Dallinga, Cambiaghi; all’Olimpico, oggi come oggi, svettano le idee legate a Bernardeschi, Castro e Rowe, tre in formissima. Ah, con ancora il 4-3-3, modulo che dà più sicurezze: l’idea di Italiano è quella da aggressione ragionata, più attendismo e magari un gol subito.

(gasport)

Le ultime: Celik recupera e domani ci sarà Ryan Friedkin all’Olimpico

Zeki Celik stringerà i denti e contro il Bologna sarà al suo posto. leri il turco ha svolto un lavoro specifico a scopo precauzionale insieme a Mancini e Koné. (…) Con l’obiettivo di evitare sovraccarichi. La seduta di allenamento ha visto la presenza anche di Massara e Ranieri mentre Ryan Friedkin dovrebbe apparire in tribuna all’Olimpico per far sentire la vicinanza alla squadra in una partita fondamentale. Ancora out, invece, i due argentini: Soulè e Dybala. Il primo tornerà dopo la sosta, quando (si spera) avrà risolto i problemi con la pubalgia. La Joya, invece, si rivedrà dopo Pasqua e sarà anche il suo ultimo mese in giallorosso. Negli ultimi giorni è aumentato il pressing del Boca (…)

(gasport)

Roma la certezza è Malen, Gasp gioca la carta Pisilli

Con le certezze Malen e Wesley, la benzina verde Pisilli, i senatori da rilanciare e con tutto l’orgoglio che c’è. Quando ormai ai lati di Roma e Bologna ci sono già le transenne e davanti il rettilineo dell’Europa League, quello dei denti stretti e delle pedalate in apnea, Gian Piero Gasperini vuole giocarsela allo sprint la partita più importante della stagione: con il meglio che ha. Niente calcoli, niente rotazioni, in campo solo chi può rassicurarlo in questo momento critico in cui la Champions dal sesto posto in classifica in campionato (dopo l’amaro ko di Como) sta diventando sempre più un miraggio. (…) Gasp si rivolgerà ancora una volta ai fedelissimi e ai campioni di rendimento, come appunto Malen, puntuale con il gol (7 in 10 presenze) e valore aggiunto della squadra, e Wesley freccia sulla fascia sinistra, appena convocato dal et Ancelotti per le amichevoli pre-Mondiale del Brasile negli Stati Uniti. Certo della spinta dell’ex Flamengo, bravo nell’uno contro uno, il tecnico chiederà a Celik sull’altro corridoio sovrapposizioni allo stesso modo continue. (…) (il Bologna, per dire, dispone di Castro, Bernardeschi, Dallinga, Odgaard, Rowe, Cambiaghi, Dominguez e Orsolini), Gasperini insisterà con Malen per tutto il tempo possibile in partita, con l’unica alternativa Vaz nell’ultimo quarto d’ora magari per evitare al titolare sovraccarichi o potenziali infortuni. Vitamina Sulla trequarti, poi, l’allenatore giallorosso giocherà la carta Pisilli, uomo di spinta e incursioni oltre che raccordo tra centrocampo e Malen. (…) In tribuna, all’Olimpico, peraltro, dovrebbe esserci il ct azzurro Rino Gattuso pronto a convocare Niccolò per i play off mondiali. E cos’è quindi la battaglia col Bologna se non la madre di tutte le occasioni? L’Europa League, del resto, stimola particolarmente Pisilli, se è vero com’è vero che il centrocampista è andato in gol all’esordio con José Mourinho contro lo Sheriff nel dicembre 2023 ed è già con 4 reti e un assist nella competizione.
Esperienza, (…) col rientrante Ndicka in difesa, Gasp lascerà fare il resto a chi conosce bene il mestiere suo e a chi di battaglie in giallorosso ne ha combattute tante. Proprio come gli esperti big Mancini, Cristante e Pellegrini (oltre a El Shaarawy che partirà dalla panchina), chiamati ad uno scatto d’orgoglio dopo un periodo di appannamento. (…) (in totale i quattro senatori hanno collezionato 1.350 presenze così suddivise: Cristante 354, Pellegrini 345, El Sha 341 e Mancini 310). Così il tecnico va a caccia di un successo che possa spazzare via i venti di crisi davanti ai tifosi che giocheranno con il loro sostegno un ruolo importante. (…) Tante dieci sconfitte stagionali in campionato, lo scorso anno furono nove in tutto (era dalla stagione 2012-2013 con Zeman-Andreazzoli che i giallorossi non perdevano un numero così elevato di gare in campionato dopo 29 giornate): ecco perché l’Europa League e il Bologna possono ridare slancio a questa squadra che ha bisogno di ritrovare subito se stessa in una notte per cuori forti.

(gasport)

Trigoria, ieri allenamento senza Gasperini: il tecnico era tornato dalla famiglia a Grugliasco

Nella mattinata di ieri la Roma è tornata ad allenarsi al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria per iniziare la preparazione in vista dell’attesissimo match con il Bologna, valido per il ritorno degli ottavi di finale di Europa League e in programma giovedì alle ore 21 allo Stadio Olimpico. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, la squadra ha effettuato un lavoro di scarico e alla seduta non era presente Gian Piero Gasperini: l’allenatore, infatti, non è tornato nella Capitale dopo la trasferta di Como e ha trascorso qualche ora a Grugliasco in compagnia della famiglia. Oggi, quindi, il primo vero allenamento sotto gli occhi del mister.

(Il Messaggero)

Bologna, il ritorno della speranza: l’andata, i numeri, i nervi di Gasp. Ecco perché Italiano ora ci crede

Il 27 febbraio l’urna di Nyon partorì il fatale incrocio Roma-Bologna e il pensiero dominante sotto i portici fu più o meno questo: peccato, sognare è stato bello, proviamo a giocarcela sapendo che contro avversari più forti non avremo nulla da perdere. Quello era già un Bologna che, per mettersi alle spalle la crisi, aveva sacrificato l’ardore offensivo sull’altare del cinismo e della solidità. E il paradosso, in vista della finale mascherata di giovedì all’Olimpico, è proprio questo: in due settimane Italiano ha consolidato le sue certezze mentre Gasperini le ha perse. Maledetto, è stato il gol di Gatti al 93′ che l’1 marzo all’Olimpico ha inchiodato Roma-Juve al 3-3, bloccando la fuga dei giallorossi e inaugurando, per Gasperini, i giorni dei patimenti. Dopo quella partita-crocevia i giallorossi hanno inanellato le sconfitte di campionato con Genoa e Como, più l’1-1 del Dall’Ara nell’andata degli ottavi di Europa League che, per la prestazione messa in campo giovedì dalla Roma, si è rivelato un frutto insperato e in larga parte immeritato. Spremuta dai 97 minuti di Como, mezzora abbondante dei quali giocati in inferiorità numerica per l’errata espulsione al 64′ di Wesley, frustrata dalla falcidia di infortuni che hanno bersagliato il parco attaccanti e con un Gasp che ha mostrato piglio e cipiglio dei giorni più neri, é una Roma tutt’altro che ‘ingiocabile’ quella che si para sulla strada del Bologna. Anche perché per i rossoblù l’Olimpico resta sempre l’Olimpico, ovvero il teatro dei sogni in cui lo scorso 14 maggio, schiantando il Milan in finale, i ragazzi di italiano alzarono al cielo la Coppa Italia. Basti dire che in Serie A per punti raccolti fuoricasa i rossoblù sono quarti, preceduti solo da Inter, Milan e Como. Ecco perché il Bologna giovedì può e deve crederci, nonostante l’ultimo viaggio a Roma, quello di campionato del 25 agosto non fini in gloria: 1-0 per giallorossi, gol di Wesley. Ma prima c’erano stati la vittoria rossoblù per 3-2 che il 10 novembre 2024 costò la panchina a Ivan Juric e, la stagione precedente, il 3-1 del 22 aprile 2024 che al Bologna di Thiago Motta spianò la strada per la qualificazione alla Champions League. Anche la storia, insomma, aiuta a crederci.

(Il Resto del Carlino)

Roma: da dieci anni o l’Europa o il campionato

Dieci anni di maledetta primavera. Dieci anni in cui la Roma si trova costretta, a marzo, a scegliere tra campionato e coppa. Sono cambiati i presidenti, gli allenatori, i direttori sportivi e decine di giocatori, ma la sostanza è la stessa: intorno alla trentesima giornata o si privilegia la Serie A o il sogno europeo. I numeri lo certificano: nel 2016 la Roma, a questo punto della stagione, era terza con 59 punti e nel 2017 seconda con 65. In panchina c’era Spalletti, eliminato agli ottavi di
Champions ed Europa League. Con Di Francesco e Mourinho le stagioni migliori: Il primo DiFra, a questo punto, era terzo a 59 punti, e stava per sfiorare la finale di Champions League mentre Mou, il secondo anno, era terzo a 53 punti e se non fosse stato per Taylor avrebbe vinto l’Europa League. Gli altri anni? Tutto più o meno in linea con quanto sta facendo Gasperini. Nel 2018-2019 la Roma era quinta ed uscì agli ottavi di Champions col Porto, l’anno successivo, quello del Covid, stessa posizione di classifica mentre nel 2021, ultima stagione di Fonseca, dopo 29 turni la Roma era settima a 51 punti e arrivò in semifinale di Europa League. Il primo anno di Mou, i punti in campionato erano 48, la Roma era sempre settima, ma a fine stagione arrivò la Conference League.

(corsport)

    Bologna, Lukasz ko: si scalda Ravaglia

    Su Lukasz Skorupski e la sua coscia sinistra grava da domenica una sensazione amara che l’esame di oggi dovrebbe confermare. A novembre l’infortunio all’altra coscia gli costò più di due mesi fuori dal campo, questa volta fatale è stata l’uscita di testa nel finale de Mapei Stadium. Skorupski si era fermato subito, toccandosi ripetutamente la gamba. Poi la soluzione… alla Beckenbauer: continuare la partita fasciato. Missione compiuta, ma con un grosso interrogativo e tanti dubbi sul dopo: con Federico Ravaglia, di conseguenza, messo in preallarme in ottica Olimpico già domenica. Al triplice fischio di Reggio Emilia. Sì, nonostante i tre punti pesantissimi il pomeriggio al Mapei Stadium ha lasciato scorie non indifferenti: è innegabile come il ritorno in pianta stabile di Skorupski, da metà gennaio in poi, sia coinciso col ritorno all’ordine in difesa. Federico Ravaglia si sta scaldando mentalmente già da domenica pomeriggio, quando i cambi Italiano li aveva già finiti, e al posto di Lukasz sarebbe dovuto subentrare un compagno di movimento. Rimanendo poco alla fine il portierone polacco aveva stretto denti resistendo per i compagni, anche se lo staff tecnico e Ravaglia stesso, nonostante il gesto stoico del titolare, avevano già capito l’antifona in ottica Roma. E cioè un nuovo ribaltone tra i pali. E quindi ecco la doppia missione per Fede: non far rimpiangere il titolare, e farsi trovare pronto
    dopo un mese e mezzo di panchina continua.

    (corsport)

    Nella Capitale la spinta degli oltre 3000 bolognesi

    I 3.300 biglietti a disposizione dei tifosi del Bologna sono andati polverizzati già da giorni, l’unico dilemma che riguarderà i supporter da qui a giovedì sarà come
    raggiungere la Capitale. Tanti, tantissimi, pronti a muoversi in pullman (14 quelli riempiti dal Bologna Centro Club, contando anche quelli del tifo organizzato si arriverà a toccare la ventina complessiva), anche se non mancherà l’opzione auto e treno, proprio come nel maggio di un anno fa, quando l’Olimpico fu Invaso per la finale di Coppa ltalia. Altri tempi, altri numeri. Ed altra disponibilità di biglietti. Un esodo simile ci fu nella primavera del 2024, quando all’Olimpico contro la Roma si giocò una sfida per l’accesso in Champions. Rossoblù pronti due anni dopo, a rendere la trasferta a Roma di nuovo memorabile.

    (corsport)

    Pisilli spera, dubbio Celik: c’è Ndicka

    L’Europa League come approdo dopo una lunga traversata, il palcoscenico internazionale come possibilità per rimettersi sotto i riflettori di una stagione in cui c’è il rischio che si spenga definitivamente la luce. Dopo la sconfitta di Como, la Roma è già proiettata alla sfida di giovedì contro il Bologna, da giocare in casa, ripartendo dall1-1 del Dall’Ara. Non ci sarà tempo per fare calcoli legati al doppio impegno, né per immaginare un turnover ragionato sugli uomini. Al massimo Gasperini potrà scegliere sulla base della condizione atletica precaria di alcuni.
    La coppa, adesso, è importante forse anche più del campionato, dove il -3 dal Como e il -2 dalla Juve hanno complicato e non poco la corsa alla prossima Champions. Al centro della difesa tornerà sicuramente N’Dicka, spettatore domenica sul lago poiché squalificato. Hermoso è rientrato a pieno regime e dovrebbe occupare il posto sul centro sinistra, mentre dall’altra parte Mancini è uno di quelli che avrebbe bisogno di rifiatare ma probabilmente non potrà farlo. Ghilardi sta crescendo ma ancora non garantisce lo stesso livello prestazionale dei primi tre, che torneranno a comporre la difesa tipo nel match più delicato e a distanza di un mese e mezzo dall’ultima volta, il 2 febbraio a Udine. Sulle corsie cambierà qualcosa: Wesley, squalificato per la sfida contro il Lecce di domenica, potrebbe traslocare a destra e lasciare la corsia mancina a Tsimikas, che nel perenne borsino dei terzini di riserva ora sembra avanti rispetto a Rensch, uscito malissimo dal Sinigaglia. Celik è uscito dal campo con un problema muscolare e potrebbe non recuperare in tempo per una sfida che richiederà polmoni e corse. Le condizioni del turco terranno banco oggi e domani, le uniche due giornate in cui Gasp potrà allenare la squadra e testare lo stato di forma dei suoi. L’incastro andrà trovato anche a centrocampo, dove Koné e Cristante sembrano in riserva. Uno dei due dovrebbe riposare per fare largo a Pisilli. Il francese è l’indiziato numero uno. Anche El Aynaoui scalpita. Andranno trovati, infine, i partner di Malen, il centravanti che predica nel deserto offensivo.
    Pellegrini avrà molto probabilmente una maglia, al suo fianco El Shaarawy e Zaragoza si contendono l’ultimo posto con Vaz alternativa. L’ingresso del francese potrebbe anche consentire a Gasp di passare a un più classico 3-5-2. A quel punto Pisilli e Koné potrebbero essere le mezzali e Cristante il centrale con licenza di avanzare sulla trequarti per passare al 3-4-1-2.

    (corsport)