DE SANTIS: “Credo che D’Amico abbia già un’idea di cosa bisogna fare” – PES: “In base all’esito del colpo Greenwood, la Roma capirà come muoversi sul resto del mercato”

Si parla di mercato, in attesa di D’Amico, nell’etere romano. “Credo che D’Amico abbia già un’idea di cosa bisogna fare e ovviamente si interfaccerà con Morrow. Ci sono tanti nodi da sbrogliare in pochissimi giorni, il tempo stringe e l’allenatore giustamente scalpita”, il pensiero di Matteo De Santis. Così invece Lorenzo Pes:Non siamo in una situazione in cui Greenwood vuole solo la Roma. Siamo di fronte a una possibilità importante per la Roma, ma non c’è un desiderio esclusivo da parte del giocatore. C’è un’intesa, ma non un accordo blindato. La Roma ha fiducia nell’operazione e, in base al suo esito, capirà come muoversi sul resto del mercato.”


Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.


Situazione D’Amico? Sta succedendo come la questione Petrachi, che la Roma annunciò l’1 luglio perché Cairo si era messo di traverso. La Roma per esempio ha fatto un contratto intelligente a Massara, nonostante i 3 anni di contratto, ha aggiunto nel contratto la possibilità di potersi separare a giugno senza clausole economiche o problemi legali. Ora i giallorossi devono aspettare prima la rescissione di D’Amico con l’Atalanta (FRANCESCO ODDO CASANO, Retesport, 104.2)

Il fatto che Greenwood sia cercato solo in Turchia un po’ mi preoccupa, però, effettivamente, se togli la Premier per i problemi che ci sono stati, ci può anche stare. Ho paura si stia creando situazione per cui sembra che sia tutto fatto, e poi se il giocatore non dovesse arrivare diventerebbe una tragedia (GIANLUCA PIACENTINI, Retesport, 104.2)

Credo che D’Amico abbia già un’idea di cosa bisogna fare e ovviamente si interfaccerà con Morrow. Ci sono tanti nodi da sbrogliare in pochissimi giorni, il tempo stringe e l’allenatore giustamente scalpita (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Nel caso non dovessero arrivare le plusvalenze, la Roma sarebbe obbligata a prolungare di un anno l’accordo con l’Uefa. Ad oggi non ci sono trattative ben avviate per le cessioni dei calciatori e quindi è deducibile che si allunghi il settlement agreement. Ndicka? Ad oggi non ci sono offerte (MARCO JURIC, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Non siamo in una situazione in cui Greenwood vuole solo la Roma. Siamo di fronte a una possibilità importante per la Roma, ma non c’è un desiderio esclusivo da parte del giocatore. C’è un’intesa, ma non un accordo blindato. La Roma ha fiducia nell’operazione e, in base al suo esito, capirà come muoversi sul resto del mercato. (LORENZO PES, Tele Radio Stereo 92.7)

La scelta di Pellegrini di rimanere a Roma mi sembra una scelta di comodo, fossi in lui farei un’altra scelta rilanciando la sua carriera (ALESSANDRO VOCALELLI, Radio Radio 104.5)

Gasperini ha migliorato del 100% Wesley, perché è un giocatore che non ha i piedi da brasiliano, non c’entra niente col Brasile. Infatti le sue doti sono il salto di testa, la voglia, la corsa, mentre il brasiliano è indolente per natura, l’opposto di Wesley.  (UGO TRANI, Te la do io Tokyo)

Everton, grana per il club dei Friedkin: dovrà pagare un risarcimento di 40 milioni di sterline al Burnley. I toffees: “Sorpresi e irritati dalla decisione, presenteremo ricorso”

Grana per l’Everton. Il club dei Friedkin, infatti, è stato condannato a pagare al Burnley un risarcimento per quasi 40 milioni di sterline. Il Burnley, infatti, ha citato in giudizio l’Everton dopo la retrocessione in Championship nel 2022, lo stesso anno in cui l’Everton ha violato il FFP. Il regolamento della Premier League consente ai club di chiedere un risarcimento ad altri club per violazioni del regolamento che causino loro un danno economico.

Il caso nasce nel novembre ’23, quando l’Everton è stato sanzionato dalla Premier League con una penalizzazione di 10 punti (ridotta poi a sei punti in appello e applicata alla classifica del campionato successivo 2023-24) per le violazioni del FFP. Si ritiene che parte della richiesta di risarcimento del Burnley si basi sul fatto che, se la penalizzazione di sei punti fosse stata applicata nel 2022, l’Everton sarebbe retrocesso e il Burnley sarebbe rimasto in Premier League. L’Everton infatti ha concluso la stagione 2021-22 al 16° posto con 39 punti, seguito dal Leeds al 17° posto con 38 punti e dal Burnley al 18° con 35 punti. In tal senso, il regolamento della Premier League consente ai club di chiedere un risarcimento ad altri club per violazioni del regolamento che causino loro un danno economico.

Secondo quanto appreso dal portale specializzato inglese, l’Everton intende presentare ricorso e spera che l’udienza venga fissata entro la fine dell’anno.

Si ritiene che la decisione avrà probabilmente un impatto significativo sulle future controversie relative al fair play finanziario, poiché i club che violano le regole rischiano non solo una sanzione sportiva, ma anche la possibilità di richieste di risarcimento da parte di altri club.

(thelawyer.com)

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Non si è fatta attendere la risposta dell’Everton tramite un comunicato: “L’Everton Football Club è sorpreso e irritato dalla decisione di una commissione disciplinare indipendente della Premier League di ordinare un pagamento di risarcimento al Burnley Football Club in relazione alla violazione del PSR dell’Everton nel giugno 2022. L’Everton ha presentato ricorso contro la decisione ed è chiaro nella sua convinzione che la sentenza sia fondamentalmente viziata sia in diritto che in fatto. Il Club non riconosce i risultati della commissione nel determinare che la retrocessione di Burnley dalla Premier League nel maggio 2022 è stata causata da un vantaggio sportivo ottenuto dall’Everton a causa di una violazione delle regole sul profitto e sulla sostenibilità, per il quale è già stata ricevuta una sanzione sportiva sostanziale. Questa sentenza costituisce un precedente pericoloso e impraticabile per il calcio inglese, dato che è costruita sul principio secondo cui un club può violare le regole finanziarie in qualsiasi momento dell’anno finanziario. Everton ritiene che la sentenza del collegio travisa le prove evidenti presentate dai suoi rappresentanti legali e che un appello avrà successo. Il Club è fiducioso nel rispetto costante del PSR e ha anche ottenuto la conferma dalla Premier League della sua chiara posizione secondo cui questa sentenza non dovrebbe essere causa di alcuna futura sanzione del PSR. I tifosi possono essere certi che la proprietà si concentrerà, con maggiore determinazione, nel realizzare la loro visione di riportare l’Everton ai vertici del calcio inglese. Non verranno rilasciati ulteriori commenti sull’argomento finché il processo di appello non sarà concluso positivamente.”

(evertonfc.com)

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Stadio Roma, Bernabè: “Auspichiamo che il processo della conferenza di servizi decisoria possa iniziare questa settimana o la prossima”

Oggi, nel corso della seconda giornata nazionale dell’impiantistica sportiva al CONI, è intervenuta Lucia Bernabé, responsabile delle relazioni istituzionali del club giallorosso, parlando del nuovo Stadio. Le sue parole: “Il filo conduttore di questa giornata è estremamente importante. Si parla di come lo stadio potrà migliorare la città. Quando si parla di stadio ci si concentra solamente sull’aspetto sportivo. Questo investimento rappresenta soprattutto l’opportunità di sviluppo per Roma e occorre guardare oltre il semplice disputare le partite e utilizzarlo due ore a settimane. In Europa gli stadi sono diventati dei poli multifunzionali, hanno migliorato la vita nei quartieri. Per decenni Pietralata è rimasta incompiuta. La zona è stata scelta per la vicinanza alla stazione Tiburtina e alla metro, finalmente c’è un progetto vero. Verranno valorizzati gli spazi pubblici, il verde, verrà migliorata la viabilità. Non potevamo ricadere negli stessi errori che ci sono nella zona dello stadio Olimpico e l’attenzione per la viabilità è sempre stata alta. L’investimento non darà benefici per quelle poche ore a settimana ma si è studiato un progetto per far diventare lo stadio un patrimonio per la città. Le strade, le piste ciclabili saranno sempre a disposizione. Il progetto di Pietralata non è un progetto di speculazione edilizia, ci sarà lo stadio, un parco centrale, le vie di collegamento tra quartieri che oggi non ci sono. Il secondo elemento è il fatto economico, verrà costruito in tre anni. Durante la fase di costruzione si creeranno posti di lavoro, sarà uno stadio moderno, non ospiterà solamente le partite di calcio ma sarà luogo di eventi e concerti internazionali. È importante non sottovalutare il valore simbolico dell’opera. In giro per l’Europa i nuovi stadi diventano elementi di prestigio che attraggono i turisti. Le città che hanno avuto l’opportunità di sviluppare nuovi impianti ne hanno tratto beneficio. A Torino, per esempio, dopo le Olimpiadi ha avuto una rinascita. Sarà fondamentale migliorare la vita degli abitanti di Pietralata e spero che l’investimenti sia apprezzato da tutti”.

Ci sono notizie in merito sulla conferenza dei servizi decisoria?
“Siamo in attesa di comunicazioni da parte del Commissario e speriamo che sia la settimana giusta o al massimo ad inizio della prossima, sono i giorni nei quali dovrebbe partire”

World Cup 2026: dove si sposterà il tifo degli italiani? Le preferenze dei tifosi raccontate dai dati SNAI

Dopo la mancata qualificazione dell’Italia alla World Cup – mondiali 2026, i tifosi italiani hanno spostato la loro attenzione verso le squadre che, a differenza della Nazionale italiana, sono riuscite ad approdare alla fase finale della manifestazione sportiva. È ovvio che, per raccontare il tifo, le logiche razionali non siano sufficienti, tuttavia con l’ausilio dei preziosi dati antepost sui mondiali raccolti da SNAI è possibile ricostruire una fotografia delle squadre verso le quali i tifosi del Belpaese stanno mostrando maggior interesse.

Facendo riferimento alle statistiche dei quotisti, le selezioni più giocate in Italia dagli utenti si dispongono nell’ordine seguente:

  1. Francia – 21,59%
  2. Brasile – 20,77%
  3. Portogallo – 16,51%
  4. Spagna – 14,70%
  5. Argentina – 5,88%
  6. Inghilterra – 5,00%
  7. Germania – 2,84%
  8. Norvegia – 2,80%
  9. Messico – 2,38%
  10.  Olanda – 2,08%
  11.  Marocco – 1,41%

La “classifica” fornita vede un interessante miscellanea di storiche big del calcio, outsider in  affermazione e squadre trainate da giocatori top player in grado di spostare l’interesse mediatico e smuovere l’emotività del pubblico. L’elenco fornito rappresenta più di un dato tecnico, prestando il fianco a un’interpretazione che indichi le formazioni catalizzatrici del sentiment positivo in vista della World Cup 2026. E’ interessante notare che le prime cinque squadre coprano i 2/3 circa delle preferenze.

Il quadro si arricchirà una volta che saranno acquisiti anche i dati dalle nuove opzioni di gioco MyCombo grazie alle quali gli utenti possono combinare diversi pronostici per uno stesso evento, restituendo una visione ancora più dettagliata dei dati raccolti dal portale di gioco SNAI, recentemente rinnovato sia nelle sue funzionalità che nell’esperienza utente, posizionando il brand al top dell’offerta.

L’evoluzione stessa della World Cup potrà determinare uno spostamento degli equilibri statistici, e sarà di estremo interesse osservare e misurare l’evolversi delle preferenze via via che il nucleo delle squadre in gara si ridurrà a seguito delle prime eliminazioni.

Il dominio UEFA nelle preferenze di tifo degli italiani

La Confederazione Europea detiene il dominio netto della graduatoria fornita dai quotisti SNAI.  Francia, Portogallo, Spagna, Inghilterra, Germania, Norvegia e Olanda sono il blocco continentale più consistente tra le Nazionali a cui gli italiani stanno dando la loro fiducia.

Con il 21,59% di share, la Francia è prima nella classifica delle squadre con maggior seguito in Italia, e questo dato è in linea con il valore della rosa dei francesi. I Blues si distinguono infatti per qualità dei singoli calciatori, profondità tecnica, continuità internazionale e il forte appeal di alcune punte di diamante del reparto offensivo. Mbappé, ambito anche dalle squadre più blasonate della Serie A, è uno dei giocatori più seguiti al mondo, e questo potrebbe contribuire a rendere la Francia una delle squadre a cui gli italiani stanno guardando con maggiore interesse in occasione della World Cup 2026.

Dopo il Brasile, di cui parleremo tra poco, troviamo al terzo posto il Portogallo (16,51% di share), che può contare sull’attenzione mediatica da sempre rivolta in Italia a Cristiano Ronaldo, soprattutto dopo gli anni di presenza nella Juventus. Ma il Portogallo si caratterizza anche per l’intero gruppo ricco di intensità offensiva, talento e qualità, e la percezione della Seleção das Quinas più diffusa oggi in Italia è quella di una formazione che unisce leadership, esperienza internazionale e nuove soluzioni offensive.

La Nazionale iberica conquista un 14,70% di preferenze. Le Furie Rosse sono note anche in Italia per la qualità tecnica, la gestione del ritmo partita e un’identità tattica ben delineata, senza contare che i club spagnoli più titolati competono stabilmente nelle competizioni europee, aumentando la familiarità del pubblico italiano con il calcio iberico e, di riflesso, con le imprese della Roja.

Inghilterra e Germania sono presenti, ma non mostrano numeri altrettanto consistenti di Francia, Portogallo e Spagna. Guardando solo al caso dell’Inghilterra, la fama e il seguito della Premier League in Italia non si traducono immediatamente in un alto piazzamento nel ranking SNAI.

Sorprende invece la presenza della Norvegia, con percentuali basse ma comunque inaspettate. È possibile che ciò dipenda dalla presenza nella rosa di Erling Haaland, l’attaccante del Manchester City oggi considerato uno dei volti dominanti del calcio a livello non solo locale ma internazionale.

Arriva poi l’Olanda, con il 2,08% di preferenze per gli Oranje, che evidentemente continuano ad attrarre e ad essere accreditati presso i tifosi italiani in virtù della loro ricca storia di calcio tecnico e spettacolare. Anche se non primeggia tra le squadre preferite dagli italiani nella classifica SNAI, quella olandese resta pur sempre una Nazionale con una forte credibilità e in grado di attirare le simpatie del pubblico nostrano.

Il Messico nel ranking SNAI come rappresentante unico della CONCACAF

Anche grazie al fatto che parte dei match si giocheranno sul suolo messicano, El Tri è riuscito ad attirare l’attenzione del pubblico, posizionandosi nel ranking SNAI al nono posto, con uno share del 2,38%.

Ma il Messico è sempre stato tra le squadre più seguite in vista delle competizioni di livello mondiale, ed è perciò quasi scontato che i tifosi italiani lo stiano prendendo in considerazione per le proprie giocate, anche in virtù del fatto che la nazionale centroamericana è spesso imprevedibile e sa come regalare sorprese ai suoi ammiratori.

Confederazione sudamericana: l’intramontabile attrazione dei tifosi italiani per le squadre del CONMEBOL

Due formazioni corazzate come Argentina e Brasile non potevano mancare nella classifica delle preferenze degli italiani elaborata da SNAI a partire dai suoi dati.

Il Brasile colleziona il 20,77% delle giocate e continua ad essere per i tifosi italiani l’emblema del calcio funambolico e spettacolare. Se per il pubblico italiano la Seleção è una delle squadre più affascinanti, lo si deve sia alla sua qualità tecnica che al legame emotivo che storicamente unisce Italia e Brasile grazie all’adozione da parte della Serie A di numerosi fuoriclasse brasiliani, tra cui spiccano i nomi di Ronaldo, Kaká, Ronaldinho, Cafu e Thiago Silva.

L’Argentina vanta una storica connessione culturale con l’Italia, e questo si riflette anche nel sostegno dei tifosi nostrani alla Nazionale di calcio. Al contempo, la presenza nella formazione albiceleste di un campione del calibro di Lionel Messi non può che aumentare il fascino dell’Argentina agli occhi del pubblico calcistico del Belpaese.

Confederazione Africana di Calcio: il Marocco emerge e si afferma nelle competizioni internazionali

Cresciuto grazie alle prestazioni ottenute nella World Cup 2022 e alla vittoria della Coppa delle Nazioni Africane (2025), la formazione marocchina ha fatto il suo ingresso in una nuova dimensione internazionale, dove sono venute fuori la sua solidità difensiva, la qualità tecnica e l’organizzazione tattica di cui è capace. Gli italiani hanno perciò modificato la propria percezione della squadra nordafricana, che oggi viene considerata una possibile outsider in grado di sorprendere anche in una manifestazione sportiva come la World Cup.

I tifosi italiani fotografati nelle loro preferenze: un viaggio tra dati statistici, narrativa e sentiment

Le scelte antepost riassunte dalle statistiche appena descritte non possono tradursi in modo meccanico in una dimensione matematica che descriva compiutamente la composizione del tifo italiano, tuttavia offrono importanti spunti di riflessione per avanzare i primi ragionamenti, con l’obiettivo di individuare le Nazionali verso cui si sta polarizzando l’interesse del pubblico italiano alla vigilia della World Cup.

Esiste di sicuro una chiara predominanza delle big europee e sudamericane, anche se non mancano le squadre emergenti come il Marocco o le outsider trascinate dalle punte di diamante come la Norvegia.

Gli aggiornamenti che si acquisiranno attraverso le opzioni MyCombo metteranno a nostra disposizione un quadro ancora più dettagliato, e consentiranno non solo di analizzare le squadre più sostenute, ma anche di evidenziare i giocatori o le dinamiche tattiche che susciteranno maggiore interesse durante la World Cup 2026.

Come si calcolano le quote per le scommesse online sui portali: i criteri, i numeri e le scelte

Le quote pubblicate dai portali online di scommesse non sono numeri casuali né semplici intuizioni di un esperto sportivo. Sono il risultato di un processo industriale in cui statistica, gestione del rischio, dati in tempo reale, margine commerciale e vincoli regolatori si combinano in pochi decimali. Dietro una quota su una partita di calcio, su un match di tennis o su un evento live c’è un sistema che trasforma una probabilità stimata in un prezzo di mercato. Quel prezzo deve essere competitivo, comprensibile per l’utente e sostenibile per l’operatore.

Nel linguaggio comune la quota viene spesso letta come “quanto si può vincere”. Per i bookmaker, invece, è prima di tutto una traduzione matematica della probabilità. Una quota bassa indica un evento ritenuto più probabile; una quota alta segnala un esito meno atteso e quindi più remunerativo in caso di successo. Ma tra la probabilità reale stimata e la quota visibile al pubblico c’è uno spazio decisivo: il margine del bookmaker.

Dalla probabilità alla quota: il punto di partenza

Il primo passaggio nella costruzione di una quota è la stima della probabilità di ciascun esito. Nel caso più semplice, una partita di tennis ha due risultati possibili: vittoria del giocatore A o vittoria del giocatore B. Una partita di calcio tradizionale, invece, presenta tre esiti principali: vittoria della squadra di casa, pareggio, vittoria della squadra ospite.

Gli analisti e i modelli previsionali per le scommesse online partono da una base di dati. Nel calcio, per esempio, possono entrare nel calcolo la forma recente delle squadre, il rendimento in casa e in trasferta, gli infortuni, le squalifiche, la densità del calendario, i precedenti, gli indicatori avanzati come expected goals e tiri concessi, oltre a variabili meno stabili come motivazioni, condizioni meteo o turnover. Nel tennis pesano superficie, stato fisico, ranking, rendimento al servizio, precedenti diretti e adattabilità al contesto.

Il risultato di questa analisi è una probabilità “fair”, cioè teoricamente equa. Se una squadra viene stimata al 50% di probabilità di vincere, la quota equa in formato decimale sarebbe 2,00. Se un esito è stimato al 25%, la quota equa sarebbe 4,00. Il principio è semplice: quota decimale e probabilità implicita sono grandezze inverse. Una quota 2,00 equivale a una probabilità implicita del 50%; una quota 1,50 a circa il 66,7%; una quota 3,00 a circa il 33,3%.

Il margine del bookmaker: perché le probabilità superano il 100%

La quota offerta all’utente, però, non coincide quasi mai con la quota equa. Il bookmaker inserisce un margine, spesso chiamato overround o lavagna, che rappresenta il vantaggio economico dell’operatore nel lungo periodo. È qui che la matematica delle scommesse si distingue da una previsione sportiva pura.

In un mercato equo a tre esiti, la somma delle probabilità implicite dovrebbe essere pari al 100%. Se una partita di calcio fosse prezzata con probabilità del 45% per la squadra di casa, 30% per il pareggio e 25% per la squadra ospite, il totale sarebbe esattamente 100%. Ma un portale di scommesse può trasformare quelle stime in quote che, una volta riconvertite in probabilità implicite, sommano per esempio 106% o 108%. La differenza oltre il 100% costituisce il margine lordo incorporato nel mercato.

Questo non significa che il bookmaker guadagni su ogni singolo evento. Il risultato di una partita può produrre perdite anche rilevanti. Il margine funziona su grandi numeri: distribuito su migliaia di mercati, consente all’operatore di avere un vantaggio statistico, purché le quote siano costruite correttamente e il rischio sia gestito con disciplina.

Modelli statistici, trader e fornitori di dati

La formazione delle quote non è affidata solo a un algoritmo né solo a un team umano. Nei principali mercati online convivono modelli automatici, trader specializzati e feed di dati forniti da società esterne. I modelli calcolano probabilità iniziali e aggiornamenti rapidi; i trader intervengono per correggere, sospendere, riaprire o ribilanciare mercati quando emergono informazioni nuove.

Nei mercati pre-match il tempo di analisi è maggiore. L’operatore può preparare le quote con anticipo, confrontarle con il mercato e correggerle in base alle notizie. Nel live betting, invece, tutto avviene in modo molto più rapido. Un gol, un cartellino rosso, un break nel tennis o un infortunio modificano immediatamente la probabilità degli esiti. I sistemi devono aggiornare le quote quasi in tempo reale, spesso sospendendo temporaneamente il mercato per evitare che l’utente scommetta su un prezzo non più coerente con ciò che sta accadendo.

Il ruolo del mercato: le quote cambiano anche per le puntate

Una volta pubblicata, una quota entra in un mercato. Da quel momento non conta più soltanto la previsione iniziale del bookmaker, ma anche il comportamento degli scommettitori. Se molte puntate arrivano su un determinato esito, l’operatore può abbassarne la quota e alzare quelle degli esiti opposti. Questo movimento serve a contenere l’esposizione, cioè il rischio di dover pagare vincite elevate se quell’esito si verifica.

Non tutte le puntate, però, hanno lo stesso peso informativo. I bookmaker osservano con particolare attenzione gli scommettitori considerati più competenti, spesso definiti “sharp”. Una puntata importante proveniente da un profilo ritenuto esperto può spostare una quota più di una massa di piccole giocate casuali. In questo senso, la quota non è solo una previsione: è anche un prezzo che incorpora informazioni diffuse nel mercato.

Competizione tra operatori e confronto delle lavagne

I portali online non vivono isolati. Ogni operatore osserva il mercato, confronta le proprie quote con quelle dei concorrenti e decide quanto essere aggressivo. Su eventi molto popolari, come la Champions League o i tornei principali di tennis, i margini tendono spesso a essere più contenuti perché la concorrenza è forte e le informazioni disponibili sono abbondanti. Su sport minori, campionati meno liquidi o mercati speciali, il margine può essere più alto perché l’incertezza è maggiore e il volume di gioco più ridotto.

La liquidità è un fattore decisivo. Un mercato con molte puntate consente all’operatore di correggere più facilmente gli errori e distribuire il rischio. Un mercato sottile, invece, può essere più vulnerabile a informazioni asimmetriche, puntate anomale o manipolazioni. Per questo gli operatori tendono a offrire limiti di puntata diversi a seconda dello sport, della competizione e del tipo di mercato.

Quote fisse, responsabilità regolatoria e trasparenza

Nei sistemi regolamentati, le scommesse online devono rispettare norme tecniche e autorizzazioni precise. In Italia il gioco a distanza e le scommesse a quota fissa rientrano nel perimetro controllato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Questo non significa che l’autorità calcoli le quote al posto degli operatori, ma che l’offerta debba avvenire all’interno di un quadro autorizzato, con regole su raccolta, sistemi tecnici, comunicazioni e presidio del gioco legale.

La distinzione è importante: il bookmaker costruisce il prezzo, ma lo fa in un ambiente regolato. Le piattaforme autorizzate devono garantire tracciabilità, correttezza operativa e rispetto delle regole sul gioco responsabile. Anche il monitoraggio dell’integrità sportiva è diventato un tema centrale: flussi anomali di puntate, movimenti improvvisi delle quote o comportamenti sospetti possono attivare segnalazioni e verifiche, soprattutto quando riguardano eventi minori o mercati vulnerabili.

Perché una quota non è una previsione neutrale

L’errore più comune è pensare che la quota dica semplicemente “cosa accadrà”. In realtà, la quota dice qualcosa di più complesso: mostra la probabilità stimata dall’operatore, corretta dal margine, influenzata dal mercato e adattata al rischio commerciale. È una previsione, ma anche un prezzo. È informazione, ma anche prodotto.

Per l’utente questo significa che leggere una quota richiede prudenza. Una quota bassa non garantisce un esito; una quota alta non è automaticamente conveniente. Il concetto chiave è il valore: una scommessa avrebbe valore solo se la probabilità reale di un evento fosse superiore a quella implicita nella quota offerta. Stabilire questo, però, è molto difficile, perché il bookmaker dispone di modelli, dati e meccanismi di correzione sofisticati.

Younes El Aynaoui, padre di Neil: “Sono orgoglioso di lui, è molto competitivo. Ci teneva a trovare spazio in un grande club”

Younès El Aynaoui, ex tennista professionista, ha rilasciato un’intervista all’emittente belga RTBF per parlare della crescita e della carriera di suo figlio, il centrocampista della Roma Neil El Aynaoui.

Younès, c’è un grande sorriso sul suo volto quando si parla di suo figlio Neil. È l’orgoglio di un papà…
“Sono molto orgoglioso di quello che sta facendo per il momento. Conosco il rovescio della medaglia del professionismo, gli infortuni, i momenti in cui si resta in panchina. Onestamente, abbiamo sempre un po’ il cuore stretto quando siamo allo stadio, sperando non gli succeda nulla”.

Lei conosce lo sport dall’interno. Quali valori ha voluto trasmettergli fin da piccolo?
“Ho iniziato con la nutrizione. Gli ho spiegato che per essere un atleta serve un’alimentazione particolare per evitare infortuni e progredire. Sul sonno e sullo stile di vita posso aiutarlo, sulla tecnica del calcio invece preferisco lasciare fare agli allenatori”.

Ha mai esitato tra il tennis e il calcio?
“No. Quando è nato vivevamo a Barcellona e a scuola tutti i bambini tifavano per il club blaugrana. È cresciuto in quell’atmosfera. A 11-12 anni ci siamo trasferiti e si è iscritto al settore giovanile del Nancy. Poi ha giocato con i professionisti, si è trasferito al Lens e attualmente gioca alla Roma”.

Neil gioca per la nazionale del Marocco ed è già indispensabile in vista del Mondiale. Inoltre, la Roma giocherà la Champions League…
“Ci teneva a giocare per la nazionale del Marocco arrivando però dalla porta principale, ovvero trovando spazio in un grande club. Ci è riuscito. Ora c’è il Mondiale alle porte con la prima sfida contro il Brasile. Inoltre, la Roma ha chiuso al terzo posto in campionato e parteciperà alla Champions League la prossima stagione. Tutti i semafori sono verdi, speriamo continui così”.

Suo figlio ha un carattere molto combattivo in campo. Pensa che derivi da lei?
“Lui è peggio di me. Se fa un errore diventa subito aggressivo sul terreno di gioco perché è deluso. È competitivo in tutto, anche alla PlayStation. Sulla scelta di calciare il rigore decisivo alla Coppa d’Africa, io trovo sia una questione di fortuna, ma lui si è proposto quando ha visto gli altri compagni restii. È andata bene, perché sbagliare un penalty può lasciare ferite psicologiche importanti, specialmente in un giovane”.

In passato lei era Younès El Aynaoui, ora è diventato “il padre di Neil”. È il massimo per un genitore?
“Sì, è vero, si parla molto di me per via dei suoi successi. In Marocco dicono ancora ‘è il figlio del tennista’, ma all’estero, specialmente in Italia, ormai sono io il papà del calciatore”.

Il nuovo ct del Marocco, Mohamed Ouahbi, è belga-marocchino. Cosa ne pensate?
“Sì, è una novità. Sembra molto contento di Neil, e mio figlio è felice del rapporto con il mister. Auguriamo loro il meglio per il Mondiale. Il precedente ct, Walid Regragui, ha alzato molto l’asticella con la semifinale di quattro anni fa, speriamo di poter arrivare in finale stavolta”.

(rtbf.be)

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Social, messaggio della Roma per i propri calciatori impegnati ai Mondiali: “Buona fortuna” (FOTO)

Buona fortuna, ragazzi“. Questo il messaggio social che la Roma ha dedicato ai propri calciatori impegnati ai Mondiali, mettendo le foto di Celik, Koné, Malen, Ndicka ed El Aynaoui. “Buona fortuna, ragazzi. Ci vediamo al Mondiale! I nostri giocatori. Il palcoscenico mondiale“.

Off-Season 2026: la “pausa estiva” come opportunità per reimpostare mente e corpo

La stagione sportiva è terminata, ma è già tempo di proiettarsi alla prossima. La “pausa estiva” serve come momento per l’atleta per resettare e reimpostare mente e corpo. È un’opportunità d’oro per costruire solide basi per la nuova stagione e partire un passo avanti rispetto gli altri. La migliore soluzione la offre Off-Season 2026: preparazione atletica specifica nel calcio e recupero da infortuni e prevenzione dalle ricadute per arrivare pronti alla prossima stagione. Il percorso personalizzato è organizzato da Dario Maggesi.

Dall’8 giugno fino al 20 luglio, presso il centro sportivo Francesca Gianni, a Roma, arriva l’opportunità perfetta per tornare in campo più forti di prima. Tecnica, forza, velocità e mente: tutti ingredienti che permettono di fare la differenza.

CONTATTI: 339 438 9322

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Monza, il ds Burdisso lascia i brianzoli. Il saluto: “Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, vado via per una scelta di vita” (COMUNICATO)

Nonostante la conferma del tecnico Bianco, cambiamento dirigenziale in casa Monza. Come scrive Gianluca Di Marzio, infatti, il ds Nicolas Burdisso lascerà il club brianzolo e tornerà in Argentina per una scelta personale. Si attende soltanto l’ufficialità.

(gianlucadimarzio.com)

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L’ex dirigente dei brianzoli ha scritto una lettera ai tifosi, pubblicata sul sito del club:

Cara comunità di AC Monza,

abbiamo vissuto un anno fantastico. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di tornare in Serie A con una stagione storica. È davvero difficile salutarvi. Lasciare il ruolo di direttore sportivo del Club è una delle decisioni più difficili della mia carriera. Me ne vado per una scelta professionale e di vita: tornare a vivere in Argentina, il mio Paese.

A Monza ho trovato uno straordinario gruppo umano con cui lavorare. Voglio ringraziare Beckett Layne Ventures, la presidente di AC Monza Lauren Crampsie e Mauro Baldissoni per l’opportunità e la fiducia che mi hanno accordato fin dal mio arrivo al Club.

Il mio collega Francesco Vallone per i suoi insegnamenti e la sua passione.

Paolo Bianco e tutto lo staff di professionisti per aver lavorato con un solo obiettivo in mente: migliorare ogni giorno e dare tutto per questo Club.

I giocatori della rosa per aver raggiunto il nostro obiettivo e trasformato il nostro sogno in realtà. La loro dedizione e il loro impegno hanno reso possibile tutto questo.

Tutti i collaboratori di Monzello e dell’U-Power Stadium, che hanno compreso fin da subito la nostra visione e il nostro progetto, trasmettendone i valori.

E infine i tifosi, unici e appassionati, leali e instancabili. Il sostegno della squadra. Sempre al nostro fianco. Grazie, grazie, grazie.

Me ne vado con il dolore dei saluti, ma con la dolcezza di aver vissuto un anno meraviglioso, concluso come tutti noi desideravamo. Ora inizia un periodo molto importante per questo Club e vi auguro che sia ricco di successi.

Vi saluto con grande stima.

Nicolás Burdisso“.

(acmonza.com)

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Atalanta, Scamacca: “Da bambino guardavo le partite della Roma e sognavo di arrivare in Serie A”

RADIO TV SERIE A – Gianluca Scamacca ha rilasciato un’intervista al canale della Serie A, commentando la sua carriera ma anche i primi passi mossi a Roma: “Da quando ero bambino sognavo e desideravo di giocare con i grandi in Serie A. Guardavo da piccolo le partite della Roma e dicevo che sarei arrivato in Serie A, lo sapevo dentro di me”.

Sull’infortunio…

“È stato un percorso di conoscenza e maturità. Bisogna andare oltre questi momenti, altrimenti diventa un problema e non riesci. Idoli? Ne ho tanti. Da piccolo ero bello agitato perché non stavo mai fermo, ma sempre nei limiti: mi sono calmato. Con mia mamma ho un rapporto speciale, poi lei mi ha seguito ovunque e mi ha sempre sostenuto. Sogno nel cassetto? Vincere uno scudetto”.