Falcao: “I Friedkin devono scegliere la persona giusta per seguire la società ed essere più vicini ai tifosi”

ANSA – Paulo Roberto Falcao ha parlato del difficile momento che sta vivendo la società giallorossa: “Chi vive lontano da Roma ha il compito di scegliere la persona più adeguata per seguire la società, ma non basta. Deve anche andare allo stadio: se i tifosi lo vedono lo sentiranno più vicino a loro“. Infine ha anche regalato un aneddoto sull’ex compagno di squadra e attuale ct del Brasile, Carlo Ancelotti: “Quando sono arrivato in Italia, Carlo giocava davanti: il nostro attacco, era Bruno Conti a destra, Pruzzo al centro e Ancelotti sulla sinistra. Un giorno il mister Liedholm, dopo 6, 8 partite, mi chiese un’opinione sulla squadra. Un fatto che mi onorò molto. lo proposi un cambio per dare più forza al nostro contropiede. Bruno Conti era spesso un quarto a centrocampo. Pruzzo era fortissimo in area di rigore, era fantastico, uno dei migliori attaccanti che abbia mai visto. Ma non era velocissimo. Lo stesso Ancelotti. Allora proposi al mister di mettere Carlo a centrocampo con me e Agostino e davanti sulla fascia Roberto Scarnecchia, fortissimo fisicamente, con una grande falcata. Liedholm accettò, e poi sapete tutti com’è finita“.

Pisilli va verso il forfait, Wesley ci prova

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Emergenza Champions. Il momento è delicato e c’è bisogno di tutta la leadership di Mancini. Dopo aver saltato la sfida con il Pisa per una leggera lesione all’adduttore, il numero ventitré della Roma sarà di nuovo a disposizione di Gasperini per il match con l’Atalanta. Martedì si era allenato parzialmente in gruppo, mentre ieri ha svolto l’intera seduta con i compagni. Il tecnico di Grugliasco, dunque, potrà contare sul terzetto – Mancini, N’Dicka ed Hermoso – che, per la prima parte di stagione, ha rappresentato la miglior difesa d’Italia e d’Europa. Anche se negli ultimi due giorni l’ex difensore dell’Atletico Madrid non si è allenato con il resto della squadra. Semplice gestione per non aggravare la situazione fisica dello spagnolo, che è atteso in gruppo nella giornata odierna.

Wesley, seguito anche da un medico della federazione brasiliana, continua ad allenarsi a parte. Oggi sarà il giorno decisivo per capire se potrà essere convocato sabato, ma il suo recupero appare piuttosto complicato. Gasperini vorrebbe averlo a disposizione con l’Atalanta, mentre lo staff medico preterirebbe seguire la via della prudenza e rimandare il ritorno in gruppo alla prossima settimana. Da valutare, poi, le condizioni di Pisilli, fermato dal colpo subito lunedì in allenamento e quasi sicuramente out anche se il problema non è grave. Un piccolo spiraglio c’è, anche se in questo momento è più probabile che Gasperini dovrà farne a meno. La scelta in mezzo al campo, dunque, dovrebbe ricadere su Cristante ed El Aynaoui, unici centrocampisti a disposizione del piemontese. Koné, infatti, sarà assente sabato e rischia di saltare anche il match con il Bologna. Nel frattempo, ha rinnovato fino al 2028 – con opzione di prolungamento di due anni a favore del club il giovane Bah, centrocampista classe 2007 assistito dalla Dream and Goal, la stessa agenzia di Pisilli e dell’ex giallorosso Darboe.

Aston Villa, Emery: “Bologna? Contro la Roma erano sfavoriti e li hanno eliminati. Massimo rispetto per loro”

Domani il Bologna di Vincenzo Italiano sarà chiamato alla grande impresa contro l’Aston Villa in Europa League. Il club emiliano dovrà affrontare il ritorno in casa dei Villains partendo dal risultato sfavorevole di 1-3. Alla vigilia del match, il tecnico della squadra di Birmingham, Unai Emery, ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue parole.

Sente di aver quasi archiviato la pratica Bologna?
“Siamo nel ritorno di un quarto di finale… Sicuramente partiamo da un buon risultato, ma considerando la mia esperienza e visto che affrontiamo un allenatore che ha disputato 3 finali negli ultimi 3 anni il rispetto è massimo. Quando hanno giocato contro la Roma, in molti pensavano che i giallorossi fossero favoriti. Quindi il Bologna ha battuto una delle favorite. Il modo in cui competono, il modo in cui sono squadra, il modo in cui spingono in ogni partita… Tutto questo ci impone il massimo rispetto”.

Cosa si aspetta dall’avversario?
“Giocheranno come hanno sempre fatto. Con aggressività, con intensità, con duelli uomo su uomo e attaccando. Rispetto molto il loro modo di giocare. Noi però abbiamo una buona squadra, quando l’arbitro fischierà e la partita inizierà saremo concentrati al 100% perché sappiamo che ci sarà da combattere più di quanto abbiamo fatto all’andata”.

Gasperini: fiducia totale da parte dei Friedkin. Il tecnico ha chiesto garanzie

Nonostante le voci degli ultimi giorni, ad oggi il futuro di Gian Piero Gasperini sembra ancora sulla panchina della Roma. Come riporta Filippo Biafora nel corso del collegamento con l’emittente radiofonica, infatti, i Friedkin hanno piena fiducia nel tecnico e non vorrebbero separarsi da lui. Gasperini, però, si aspetta garanzie da parte della società su molti aspetti: dalla questione dirigenziale alla programmazione del futuro. I Friedkin, dal canto loro, vorrebbero proseguire con tutte le parti, quindi confermando anche Ranieri e Massara.

(Manà Manà Sport)

Tommasi: “Io presidente FIGC e sindaco di Verona? Ci sono presidenti che sono anche senatori…”

RAI RADIO 1 – Damiano Tommasi, sindaco di Verona ed ex centrocampista della Roma, è intervenuto ai microfoni di Un giorno da pecora in merito alle indiscrezioni su una sua possibile candidatura alla presidenza della FIGC. Le sue parole: “L’ho letto solo sui giornali, non ho avuto sentore: a differenza delle politiche è il candidato che dovrebbe candidarsi, accreditato da qualcuno. Nel 2018 abbiamo provato a proporre un modello che non è andato a buon fine, non so se oggi è il momento di proporre un modello diverso rispetto all’attuale, ma sicuramente qualcosa bisogna fare. Servono scelte condivise ma anche impopolari, come capire se il mondo professionistico è sostenibile oppure no, sia dal punto di vista sportivo che numerico. Il problema non è il numero di campionati, ma quello degli impegni: FIFA e UEFA fagocitano spazi di gioco e televisivi, bisogna fare una riflessione seria a riguardo. Se per farlo dovrei dimettermi da sindaco? Non so, ci sono presidenti federali che sono senatori o hanno incarichi pubblici”

Marquinhos: “Devo tanto alla scuola italiana. Zeman mi ha fatto uscire dalla mia zona di comfort” (VIDEO)

Ormai da anni è uno dei difensori centrali migliori al mondo. Lettura di gioco, capacità di marcatura, tecnica e leadership: tutte qualità che Marquinhos, campione d’Europa in carica, aveva già fatto intravedere nella sua breve esperienza alla Roma. Arrivato nell’estate del 2012, a soli diciannove anni, il brasiliano è riuscito da subito a mettersi in mostra. Una sola stagione nella Capitale, ma tanto è bastato per far vedere il suo talento al resto d’Europa. Nell’estate del 2013 arriva l’offerta del PSG e Marquinhos viene ceduto per ben 35 milioni di euro. Da quel momento è diventato capitano e bandiera del club francese, oltre che leader della nazionale brasiliana.

Ieri, al termine della vittoria sul Liverpool che è valsa la qualificazione alla semifinale di Champions League, il difensore ha parlato ai microfoni di Sky Sport, facendo riferimento anche alla sua breve ma intensa esperienza in Italia: “Penso che la scuola italiana, anche se sono stato solo un anno, mi abbia aperto le porte in Europa. Ho avuto un allenatore come Zeman a cui piacciono tanto i difensori veloci che devono pensare e capire il tempo di gioco, fuorigioco, palla coperta, palla scoperta. Mi ha fatto uscire dalla mia zona di comfort. In Brasile avevo vissuto altre cose, Zeman mi ha fatto imparare tanto. Poi ho avuto tanti giocatori, come Thiago Silva, Maxwell e Motta, che sono stati in Italia che mi hanno fatto capire ancora di più la tattica. Sono grato all’Italia”.

L’allenatore marocchino Sektioui su El Aynaoui: “Giocatore completo, ma usato in modo sporadico. Serve pazienza: l’oro non arruginisce”

Il futuro di Neil El Aynaoui alla Roma non è del tutto certo nonostante il lungo contratto in essere. Lo scarso impiego del centrocampista sotto la gestione di Gian Piero Gasperini ha alimentato voci di mercato che vedono Real MadridBarcellona e Lipsia interessate al calciatore. Sulla situazione del marocchino è intervenuto ai microfoni di AfricaFoot l’allenatore Abdelhadi Sektioui.

Come analizza la situazione attuale di El Aynaoui alla Roma?
“La situazione di Neil è particolare. Parliamo di un giocatore completo, capace di collegare i reparti, ma a Roma è utilizzato in maniera sporadica. Non è una questione di livello, ma di sintonia con le scelte dello staff”.

Il minutaggio ridotto (1387 minuti) può frenare la sua progressione?
“Non è una situazione ideale. Avere spazio regolarmente è essenziale per trovare continuità. Alcuni allenatori preferiscono la stabilità e riferimenti collettivi consolidati; in questo contesto un giocatore può impiegare tempo a trovare il proprio posto”.

Il contratto fino al 2030 può essere un limite?
“È un’arma a doppio taglio. Protegge il club, ma per il giocatore può diventare un vincolo se non riesce a imporsi. Ha bisogno di fiducia”.

Real Madrid, Barcellona e Lipsia seguono il giocatore. Come spiega questo interesse?
“I grandi club non guardano solo al minutaggio. Analizzano la qualità dei passaggi, la capacità di rompere le linee e l’intelligenza tattica. Questo interesse dimostra che Neil è molto apprezzato a livello europeo”.

In nazionale sembra più a suo agio. Perché?
“Perché ha maggiori responsabilità nell’animazione del gioco. Si sente coinvolto e questo si riflette sul suo rendimento. È un punto fondamentale per la sua crescita”.

Il Mondiale 2026 può essere un punto di svolta?
“Certo. Sarà un’opportunità per confermare tutto il suo potenziale al massimo livello”.

Un messaggio per i tifosi?
El Aynaoui è il futuro del centrocampo della nazionale. Bisogna avere pazienza: l’oro non arrugginisce nel suo scrigno. Ha le qualità per raggiungere un livello altissimo”.

(africafoot.com)

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Totti: “Gasp-Ranieri? Devono unire le forze fino a fine campionato. Esporre i problemi ora non è giusto”

Francesco Totti è stato ospite insieme a Pierluigi Pardo di un evento su eBay Live in cui vengono messi all’asta diversi cimeli sportivi. La leggenda giallorossa ha parlato anche della situazione che riguarda le forti tensioni tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini: “Non vorrei entrare in questa “dinamica”, però da tifoso della Roma l’obiettivo è rimanere uniti. In questo momento Gasperini e Ranieri devono avere rispetto per i tifosi. Bisogna unire le forze fino a fine campionato per la Champions, a giugno si tireranno le somme. L’unico obiettivo è la Roma in questo momento. Tutti noi romanisti ci auguriamo che si possa andare verso la stessa direzione. Esporre i problemi in questo momento non mi sembra giusto”.

Poi, non è mancato anche un riferimento a un possibile rientro del Capitano in società. Totti, come spesso accade, ha usato toni scherzosi: “Diamolo ora lo scoop, a 50 anni rientro. È il centenario della Roma e i miei 50 anni, vinciamo lo Scudetto!”

Sabatini su Gasp-Ranieri: “Credo sia un problema di qualità della rosa, ma la Roma ha i vincoli del FPF” (VIDEO)

L’ex direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini, si è espresso ieri a Sky Sport durante la trasmissione “L’Originale del Lunedì” sulla situazione che maggiormente tiene banco in casa Roma: le tensioni, diventate pubbliche, tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini.

Sabatini si è esposto così, parlando anche dei vincoli dovuti al Fair play finanziario: “La questione è veramente molto pigra. Ha parlato Ranieri e ha parlato Gasperini, quindi ognuno ha detto la sua, in maniera un po’ sfumata però l’hanno detta. Credo che sia un problema di identificazione del talento o della qualità dei giocatori, però bisogna tenere conto che la Roma ha dei vincoli molto importanti. Quindi non si può avvicinare a dei calciatori di primissima fascia perché gli viene negato dalle norme Uefa. È una questione della valutazione della qualità della rosa. Non ho mai sentito dire da Massara, che è un mio allievo e non lo farebbe mai, al pronti e via di avere una rosa formidabile. Io non l’ho mai fatto, sarebbe una maniera diretta e sbagliata di mettere in difficoltà l’allenatore. Ho sempre tenuto bassi i toni e parlato di squadra plausibile e ragazzi che andavano migliorati”.