Sono state presentate ufficialmente le candidature per la presidenza della FIGC. A contendersi la guida della Federazione saranno Giancarlo Abete e Giovanni Malagò. L’ufficialità dei nomi giunge a ridosso della scadenza dei termini previsti per il deposito delle liste. L’assemblea elettiva, che stabilirà il nuovo vertice del calcio italiano, si terrà il prossimo 22 giugno. La sfida vedrà contrapposti l’attuale presidente della LND Abete, sostenuto dalle componenti tecniche e dilettantistiche, e l’ex presidente del CONI Malagò, che ha incassato il supporto dei club di Serie A, di Serie B e delle associazioni calciatori e allenatori.
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Totti: “Corsa Champions? Chiunque può inciampare. Ritorno in società? Pensiamo alla Roma” (VIDEO)
Francesco Totti ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sportmediaset per analizzare il finale di stagione della Roma, la corsa Champions e il suo possibile ritorno in società.
Inter favorita contro la Lazio, ma i biancocelesti che chance hanno?
“Parliamo sempre di una finale, si affrontano due belle squadre. L’Inter è la strafavorita perché ha distrutto il campionato. Arriva in un momento di forma strepitosa, ma nel calcio non si sa mai”.
Corsa Champions aperta: quanto deve crederci la Roma?
“Le ultime due partite sono un campionato a parte. Tante squadre lottano per un posto. Chiunque può inciampare, l’importante è che la Roma riesca a vincere queste due partite”.
Gasperini è l’uomo giusto per continuare?
“Ha fatto un buon percorso, il primo anno è stato positivo. Tutto quello che è successo lo mettiamo da parte, pensiamo a queste ultime due partite che sono fondamentali. Poi la società e il Mister si metteranno seduti e valuteranno la cosa migliore da decidere”.
L’anno prossimo la Roma festeggia il centenario. C’è la possibilità di vederti nel club?
“In questo momento non ci pensiamo. Come ho sempre detto, pensiamo alla Roma e basta, che è la priorità. Poi tutto quello che verrà sarà di conseguenza”.
Ranieri come possibile CT della Nazionale: è l’uomo giusto?
“Se il Mister Ranieri ha la voglia e la possibilità di arrivare in Nazionale, ben venga. Potrebbe essere l’uomo giusto, perché no?”.
Pronostico sulla finale?
“Non lo so, vinca il migliore. Non posso dire altro”.
FIGC, Malagò: “Domani depositerò la mia candidatura”. Anche la Serie B orientata sull’ex presidente del Coni (COMUNICATO)
La Federazione Italiana Giuoco Calcio è in attesa di un nuovo Presidente dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. Giovanni Malagò ha confermato all’Ansa che domani mattina depositerà ufficialmente la sua candidatura: “Lo avevo detto e sono stato di parola, per rispetto istituzionale della presidente Cio Coventry che era qui a Roma e delle componenti ho sempre ribadito che avrei sciolto le riserve subito dopo. Confermo che domani mattina depositerò in Federcalcio la mia candidatura alla presidenza”.
L’ex presidente del Coni ha preso la maggioranza delle preferenza dai club di Serie A ed è pronto a candidarsi. Le elezioni per la presidenza sono fissate per il prossimo 22 giugno.
Malagò, oltre a godere della preferenza della Lega Serie A, delle associazioni allenatori e calciatori, può contare anche sull’appoggio della Serie B che tramite un comunicato ha espresso il proprio orientamento in vista delle elezioni. Di seguito il comunicato:
“La LNPB comunica il completamento del percorso intrapreso nelle scorse settimane sul tema dell’Assemblea Elettiva Federale del prossimo 22 giugno, incentrato sul metodo e sui contenuti, concretizzatosi con la stesura di un documento programmatico. L’esito della consultazione che il Presidente Paolo Bedin ha svolto in questi giorni con le singole società, a valle dell’incontro tenutosi la scorsa settimana in FIGC con i potenziali candidati, ha registrato un deciso orientamento sulla figura di Giovanni Malagò, sul quale quindi si intende convergere. Si entrerà ora, all’avvenuta formalizzazione della candidatura, nell’analisi del relativo programma
elettorale”.
(legab.it)
Presidente della Federcalcio Turca: “Montella rimarrà con noi. C’era un’offerta per allenare anche la Roma ma non abbiamo accettato” (VIDEO)
Il presidente della Federazione Calcistica Turca, Ibrahim Hacıosmanoğlu, ha parlato del commissario tecnico della Nazionale turca Vincenzo Montella raccontando anche un retroscena del passato. Hacıosmanoğlu ha voluto chiarire che la posizione di Montella, ad oggi, è ben salda sulla panchina della Turchia: “Montella non riceverà un’offerta e non andrà da nessuna parte. Se arriva un’offerta, non la prenderemo in considerazione. Nemmeno l’allenatore”.
Il presidente della Federcalcio Turca ha spiegato a AA SPOR, come in passato Montella gli abbia riferito di avere un’offerta dalla Roma: “Ci sono state due partite contro l’Ungheria per la Nations League. È venuto da me e ha detto: ‘C’è un’offerta da Roma, ho questa opportunità, la vorrei valutare’. Disse: ‘Sei appena stato scelto, se pensi che otterrò brutti risultati in due partite, se vuoi mandarmi, lasciami cogliere questa opportunità’. Non abbiamo un piano del genere in mente. Continueremo così finché saremo qui”.
Per Montella, come raccontato da Ibrahim Hacıosmanoğlu, si era prospettata la possibilità di un doppio incarico tra Roma e Nazionale turca. La federazione turca non ha accettato.
Le partite in questione, quelle della Turchia contro l’Ungheria in Nations League, si sono giocate a marzo 2025. Si ipotizza, quindi, che Montella era uno dei nomi presi in considerazione per sostituire sulla panchina giallorossa Claudio Ranieri.
🎙️ İbrahim Hacıosmanoğlu:
— AA SPOR (@aa_spor) May 12, 2026
💬"Montella'ya teklif gelmez, hoca da bir yere gitmez. Teklif gelirse müsaade etmeyiz. Hoca da gitmez."
💬"Roma'ya gitmeyen hoca hiçbir yere gitmez. Çift takım çalıştırsın teklifi vardı ama biz onu da kabul etmedik." pic.twitter.com/35hUh07FHN
Dall’amore nato fuori dall’Olimpico alla battaglia per Enea: a due anni il più giovane abbonato della Roma
Una storia d’amore nata fuori dallo stadio Olimpico, poi la battaglia più difficile e infine il legame indissolubile con la Roma. Nel corso della trasmissione di Rai2, La Porta Magica, andata in onda lunedì 11 maggio 2026, Matteo e Valeria hanno raccontato la loro storia e quella del piccolo Enea, oggi due anni, il più giovane abbonato giallorosso.
La coppia ha raccontato anche alcuni retroscena del proprio rapporto. “Insieme da quattro anni, ce lo siamo ricordati prima di entrare in puntata. In realtà non abbiamo neanche una data ufficiale di fidanzamento“, dice lei. “Vabbè, il 16 giugno per De Rossi“, replica lui tra le risate. Matteo, infatti, per uscire con lei, le aveva mandato una mail formale fingendosi la Roma, invitandola allo stadio Olimpico per la finale di Conference League, serata in cui, almeno secondo lui, sarebbe arrivato il primo bacio: “Io ricordo così, ma lei dice di no“. Poi il momento più difficile. Un giorno Valeria non aveva sentito il piccolo muoversi nella pancia per tutta la giornata, così si recò al San Camillo, dove, dopo un’ecografia, i medici le comunicarono che il bambino aveva l’intestino completamente rigirato. A Matteo venne spiegato che il piccolo avrebbe dovuto affrontare un intervento d’urgenza per un volvolo intestinale. Per tutto quel tempo, i genitori furono preparati al peggio, perché sembrava che il bambino potesse non superare la notte. In quel momento, però, l’incontro con un’infermiera, Lucia (entrata a sorpresa anche in puntata) che lasciò loro un messaggio di speranza: “Mamma tranquilla, non è detto che non ci rivediamo, qui succedono i miracoli, i bambini sono magici“. E così fu, finalmente, una bella notizia: Enea respira da solo. Dopo tre giorni viene dichiarato fuori pericolo e affronta anche un secondo intervento, ancora una volta con esito positivo. Oggi il piccolo sta meglio, anche se la gestione quotidiana resta delicata. La storia di Enea, diventato il più giovane abbonato della Roma, è stata raccontata anche sul sito ufficiale del club. E attorno alla famiglia non è mai mancato l’affetto del popolo giallorosso: “Gli hanno già dedicato tre striscioni in Curva Sud“, racconta la mamma. Nel corso della trasmissione non sono mancate le sorprese, a partire dal videomessaggio di Vincent Candela: “Volevo fare i complimenti a Valeria e Matteo, un abbraccio forte al più giovane romanista Enea“. Fino ad arrivare all’ultima sorpresa, direttamente dalla Roma: un invito a Trigoria per assistere a un allenamento dei giallorossi, naturalmente insieme al piccolo Enea.
Friedkin: possibile arrivo a Roma entro domenica
Potrebbero essere giorni importanti in casa Roma. Secondo quanto riferito dal giornalista Francesco Oddo Casano su X, i Friedkin sarebbero attesi nella Capitale entro domenica, indiscrezione che si intreccia inevitabilmente con le valutazioni sul futuro del club e con alcuni dossier ancora aperti, tra cui quello legato a Paulo Dybala. Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma le voci circolate nelle ultime ore parlano di un possibile arrivo della proprietà americana a Roma in un momento particolarmente delicato della stagione, tra questioni tecniche e decisioni strategiche da prendere.
L'agente di #Dybala è a Roma e rimarrà qui anche dopo il #derby. Disponibilità totale e priorità ai giallorossi. Ad oggi nessun incontro ufficiale fissato con il club. Dipende tutto dai #Friedkin (che si ventila possano sbarcare entro domenica). Deciderà la proprietà.
— Checco Oddo Casano (@CheccoCasano) May 12, 2026
Inchiesta arbitri: Zazzaroni ascoltato come testimone dal pm Ascione
Il pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione sta ascoltando come testimone il giornalista e direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni. Si tratta dell’unica audizione prevista nell’inchiesta con al centro il reato di frode sportiva cinque indagati tra i quali l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
(Adnkronos)
Sabatini ricorda la Roma e Luis Enrique: “Era un grande, con lui dominavamo le partite. Per Totti pagò un prezzo altissimo”
Un passato giallorosso che torna nei ricordi di Walter Sabatini. L’ex direttore sportivo della Roma, intervistato da AS, ha ripercorso l’esperienza nella Capitale soffermandosi sul rapporto con Luis Enrique e sulle difficoltà incontrate durante quella stagione, segnata anche dalla delicata gestione di Francesco Totti.
Come le viene in mente, per la sua Roma, di andare a Barcellona per firmare l’allenatore della filiale?
“Me lo ha suggerito il mitico Dario Canovi (considerato il primo rappresentante italiano di calciatori). È venuto a Roma per parlarmi di lui. Mi ha detto qualcosa del tipo che Luis Enrique voleva tentare la fortuna all’estero, lasciare la filiale blaugrana. Ha sottolineato che emotivamente era molto legato al Barça, ma l’Italia lo attraeva per iniziare nella massima serie. Ho mandato lì i miei collaboratori. Frederic Massara e Pasquale Sensibile. Tornarono sorpresi ed entusiasti di come giocavano quei ragazzi“.
Qual è stato il passo seguente?
“Ho chiamato un’amica giornalista per farmi fare un dossier con tutte le sue dichiarazioni in conferenze stampa o qualche intervista che avrebbe rilasciato. Dirigeva il Barça B, e non è che avesse molta visibilità mediatica, ma ci siamo tuffati e abbiamo preso il succo. Ho letto tutto e sono rimasto scioccato da qualcosa. “L’importante non è l’obiettivo, ma il percorso per raggiungerlo”. Può sembrare una frase ricorrente, smallata, usata superficialmente da molti. Uno stereotipo che però non è normale nel calcio che avevo vissuto in Italia. Ero curioso di questo modo di pensare. Poi sono andato a Barcellona, dove un paio di giorni prima avevo mandato Franco Baldini (il suo braccio destro nel club). Ci incontriamo con Luis a casa sua. Non ho esitato. In effetti, le aspettative che avevo in questo magnifico allenatore sono state confermate. Sono tornato a Roma, e l’ho chiamato offrendogli un contratto formale. Ha accettato, per fortuna. In pochi giorni è arrivato nella capitale. Sono orgoglioso, perché ha significato una scelta rivoluzionaria. Tutti, in Italia, lo ricordavano come allenatore… Nessuno, però, era caduto in lui come allenatore per la Serie A. Ha significato qualcosa di unico nel Calcio. Non classificabile“.
Roma, la Roma, è molto tradizionale. Inoltre, una piazza molto complicata e impegnativa. L’ultimo a vincere un campionato qui è stato Fabio Capello. Si aspettavano un tecnico affermato, e sicuramente lei aveva una lista di pretendenti… Tuttavia, è arrivato lui, molto giovane. Aveva 41 anni
“Il suo arrivo è stato una benedizione, e non mi riferisco al tema dei risultati. Lì non ha avuto fortuna (la Roma è arrivata settima, fuori dall’Europa). Ciò che ha portato è stata una cultura del lavoro, nuova, rivoluzionaria. Sai una cosa? I calciatori più importanti… Di Rossi, per esempio… Venivano e mi dicevano questo: “Ci sono così tanti concetti che sviluppa in allenamento, che ho la sensazione di non aver mai giocato a calcio prima”. Attenzione, perché Daniele era un campione del mondo, non uno qualsiasi. Sentivo che stavo imparando a giocare, ed ero felice, innamorato di quel calcio. De Rossi era intelligente e sensibile. Mi rassicurava e mi riempiva di orgoglio ogni volta che veniva nel mio ufficio per dirmi questo“.
Una volta ho letto un’intervista di DDR in cui nominava i due tecnici che lo hanno segnato di più nella sua carriera: Antonio Conte e Luis Enrique, che tra l’altro lo ha lasciato in tribuna per una partita per essere arrivato in ritardo. Era il secondo capitano. Un altro calciatore che ha sempre parlato molto bene dell’attuale capo del PSG è stato Nicolás Burdisso. Ha allenato anche lui a Roma
“Quello che ti dico. Burdisso era un altro peso massimo. Un ragazzo intelligente, in tutti i sensi. Vedrai… Amo molto Luis Enrique. Lo seguo, guardo le sue partite. È un orgoglio per me tutto ciò che sta ottenendo“
Di lui ho sempre apprezzato l’andare dritto. Un tipo di parola; non un baro. Saprà che, dopo l’accordo con lei, ha rifiutato l’Atlético de Madrid.
“L’ho scoperto poco dopo, sì. Luis Enrique è un uomo verticale. Una persona coerente. Non accetta impegni. È un tipo straordinario, qualcosa di indispensabile per essere un buon allenatore. Questo coincide sempre. Non ci sono tecnici asini che poi sono uomini meravigliosi. No, non quello. Queste cose vanno di pari passo“.
Per sceglierlo, chi ha dovuto scartare in panchina?
“Molti, ma preferisco risparmiarmi dei nomi. Praticamente tutti gli italiani si erano offerti, perché questo club seduce, è molto amato, desiderato. In Italia, la Roma, è fondamentale come squadra, modello e città. Tutti volevano venire. Tutti di quel tempo, ovviamente. C’era molto livello“.
Ricordo che una volta ho intervistato Burdisso, oggi direttore sportivo del Brescia. “Era troppo avanzato per il nostro calcio. Un prescelto”, ha detto
“Certo che sì. Sono d’accordo con lui. Nicolas deve essere sempre ascoltato. Facevamo cose uniche, eravamo un po’ avanti. Ho sentito di tiki-taka, ma non mi piace questo termine. È un cliché. Noi dominavamo le partite, dominavamo l’avversario. Mi sono sentito orgoglioso”.
Sì, ma i risultati non sono arrivati. Cosa è fallito? Tempo, pazienza…
“No. Luis Enrique aveva la sua ideologia, è un uomo coerente con le sue idee. Ha preso decisioni potenti e radicali, in particolare una partita di Europa League con Francesco Totti e altri teorici titolari. Li ha lasciati fuori a beneficio di altri ragazzi che gli erano piaciuti durante il raduno estivo“.
Erano i preliminari di Europa League contro lo Slavia. Fuori il capitano; dentro Okaka. L’Olimpico fischiò. La Roma era fuori. Per lui tutti partivano da zero, senza eccezioni. La gente non l’ha capito.
“A Roma funziona così: chi tocca Totti commette un peccato capitale. È morto. Francesco Totti è, ancora oggi, un idolo eterno. Quello che ha fatto nel calcio è all’altezza dei prescelti. Luis Enrique sapeva perfettamente che metterlo in discussione significava scavare la propria fossa. Nonostante tutto, non voleva tradire i suoi ideali per un interesse personale o umano. È un uomo di una coerenza brutale. Qualcosa di unico. Incredibile. Mi piace“.
Con Totti non ha avuto un buon rapporto?
“No, per niente. Si stimavano a vicenda. Luis Enrique, inoltre, lo apprezzava come giocatore, ma… Non lo so. Forse il problema era con i tifosi, i romanisti… Vedevano Francesco Totti come un semidio. Nessuno poteva toccarlo. È sempre stato così. Luis, questo, non l’ho preso in considerazione. Inoltre, non gli importava cosa pensasse la gente. Cercava il suo calcio e accettava il prezzo da pagare“.
Perché se n’è andato?
“Quando la stagione finì, andammo a parlare con lui. Volevamo anche rinnovarlo più a lungo, ma lui ha rifiutato. Penso che si sia offeso, perché a quanto pare alcuni tifosi hanno insultato la sua famiglia o qualcosa del genere. Vicino a casa sua, inoltre. Questo non lo tollerò. Ci ha lasciato. Poi, forse molto stanco e bruciato, ha dovuto riposare un anno prima che andasse al Celta. Quello che è successo non lo ha mai perdonato“.
La gente lo ha sottovalutato. Anche alcuni calciatori. Lo stesso Totti, ironico come nessun altro, una volta lo chiamava Zichichi, il cognome di uno dei più importanti scienziati italiani. Gli hanno anche detto Demental Coach, in riferimento alla figura dello psicologo che ha sempre rivendicato a Roma. Per finire, volevo chiederle due cose che non so molto bene senza leggende metropolitane: l’addio prematuro di Iván de la Peña e i settanta chilometri in bicicletta che Lucho percorreva ogni giorno quando andava a Trigoria per dirigere l’allenamento
“Niente leggende. Luis Enrique si sentiva attaccato allo sforzo. Nuotava, correva, andava in bicicletta… Da casa sua (Olgiata, un quartiere di Roma vicino alla città etrusca Veio) andava e veniva quasi sempre in bicicletta per allenare la prima squadra. Un grande“
L’altra riguarda De la Peña, che a quanto pare gli ha raccomandato quella zona per vivere. Stranamente, era più vicino al quartier generale della Lazio che a quello del suo stesso club. Era un vicino di casa di Klose. Perché è durato solo due settimane? Anche problemi con gli ultras?
“Durò quindici o venti giorni a Roma. Non lo so, forse non aveva finito di incontrarsi… Sapevo che aveva giocato nella Lazio… Ma non so se fosse questo. Penso che abbia riflettuto sulla sua vita, su cosa voleva fare con lui e la sua famiglia. È venuto nel mio ufficio per dire che se ne stava andando, e che nemmeno Luis Enrique si sarebbe opposto a questo. È stato onesto“.
Il trapianto capelli di Totti e gli investimenti
Nell’ambito del trapianto capelli Totti, storico capitano della Roma, continua a far parlare della sua scelta di investire in Turchia, diventando un partner strategico di una famosa clinica. Andiamo a scoprire per quali motivi l’ex capitano della Roma avrebbe deciso di investire in un comparto considerato oggi uno dei settori in grande crescita. La scelta di investire in una struttura specializzata e con uno storico alle spalle come Cosmedica, clinica di fama a livello mondiale nei trapianti, presente sul mercato da oltre 16 anni con testimonianze di successo oltre 20.000 procedure alle spalle, ha dato il via a questa collaborazione.
A fronte dell’interesse nel business trapianto capelli Totti afferma la sua volontà di investire in un settore diverso dal suo e ha trovato in Turchia la soluzione che ritiene essere più affidabile e concreta.
I motivi del successo del turismo medico in Turchia sono le sue cliniche in grado di ospitare pazienti internazionali, con staff medici che parlano la lingua inglese. Se il paziente avesse difficoltà in inglese, viene affiancato da un interprete. Non solo, ci sono anche altri vantaggi, uno fra tutti il costo trapianto capelli Turchia. Questo ha un’incidenza del 70% in meno rispetto a preventivi di pari prestazioni in paesi come Italia e Stati Uniti. La Turchia, infatti, può proporre prezzi calmierati a qualità elevata. Il motivo per cui può avere prezzi vantaggiosi è dovuto al fatto che in Turchia il costo della vita è più basso rispetto ad altri paesi e si va a sommare il vantaggio per chi viene da paesi con euro/dollaro, che hanno un cambio favorevole rispetto alla lira turca.
L’interesse dell’ex calciatore in questo settore in grande crescita non è del tutto casuale. Infatti, negli ultimi anni il mondo della medicina estetica ha registrato un incremento, soprattutto in tricologia, e rappresenta una grande eccellenza nelle cliniche turche: sempre più uomini, ma anche donne ritengono fondamentale sentirsi bene e migliorare la propria immagine personale. L’aspetto estetico ha un ruolo preponderante soprattutto per chi soffre di alopecia androgenetica o calvizie, una situazione che può portare a una distorta percezione del sé e a una diminuzione di autostima.
In questo profuso interesse, soprattutto verso l’ambito tricologico, Istanbul ha avuto una crescita esponenziale per la presenza di cliniche, creando un vero e proprio bacino di turismo medico, che il governo turco appoggia, affinché rimanga una voce in attivo nel bilancio statale. Ogni clinica turca di trapianto deve oggi avere standard elevati ed è volontà degli staff medici che rappresentino il massimo possibile del comfort e dell’affidabilità per i pazienti.
Perché sempre più persone scelgono la Turchia
Il trapianto capelli Turchia è una scelta oggi gettonata per chi cerca una soluzione. Tutto questo grazie al fatto che oltre ad avere dei prezzi vantaggiosi, la città di Istanbul è ricca di cliniche moderne, che offrono tecniche avanzate e moderne, quali la DHI e la FUE. Infatti, gli interventi vengono svolti con queste metodologie che hanno il denominatore comune di estrarre uno a uno i follicoli piliferi: per questo è fondamentale affidarsi a professionisti.
La differenza tra la FUE e la DHI è il fatto che la FUE avviene in due passaggi, mentre la DHI avviene in un unico passaggio. Questo è possibile utilizzando un implanter pen con guaina, che protegge il follicolo durante lo spostamento dall’area donatrice all’area da trattare. Questo preserverà la salute del bulbo pilifero stesso.
La clinica Cosmedica rappresenta un grande traguardo in ambito tricologico turco ed è andata oltre, apportando un miglioramento e creando la DHI Sapphire. Partendo dal procedimento della DHI il dr Levent Acar, professionista di livello mondiale, ha aggiunto l’utilizzo di una lama in zaffiro: questa viene utilizzata quando vengono creati i micro canali nell’area da trattare, per inserire i bulbi piliferi. Questo strumento di precisione permette di creare delle micro incisioni molto meno invasive e, quindi, queste implicano una guarigione più veloce e meno dolorosa con un risultato potenzialmente migliore. Ogni trapianto eseguito con successo, oltre a rendere felice il paziente, aumenta la reputazione della clinica.
Tutte queste nuove tecniche, rispetto alle vecchie, permettono al chirurgo di creare un effetto molto più dinamico e armonioso, dando la direzionalità a ogni singolo bulbo pilifero. Essendo un lavoro che richiede attenzione, è fondamentale affidarsi a professionisti che abbiano un’esperienza comprovata.
Grazie alla diffusione di informazioni e testimonianze, sulle gallerie delle varie cliniche turche si possono vedere i risultati del trapianto di capelli prima e dopo, tenendo però in considerazione che ogni caso fa per sé.
La scelta di Totti e la clinica Cosmedica
Capiamo insieme il motivo per cui l’ex capitano della Roma Totti ha scelto la clinica Cosmedica del dottor Levent Acar per entrare in questo business. Grazie all’operato del dottore Levent Acar la fama di Cosmedica è nota. La scelta non è stata casuale da parte dell’ex capitano della Roma in quanto la clinica Cosmedica rappresenta una struttura internazionale nel settore della tricologia ed è in continua crescita. Dopo l’interessamento nel settore del trapianto capelli Totti ha deciso che Cosmedica fosse la clinica giusta con cui collaborare.
Cosmedica, come abbiamo detto, è specializzata in trapianti, ma anche in percorsi strutturati alternativi o coadiuvanti. Tali percorsi prevedono l’utilizzo di PRP, di esosomi e cellule staminali. Un altro vantaggio della clinica è che organizza pacchetti all inclusive per chi si sposta dall’Italia. Se il cliente lo richiede, la clinica gestirà l’organizzazione completa del viaggio del soggiorno e dei trasferimenti, sgravando il cliente stesso da questa incombenza.
Prima e dopo: cosa cercano i pazienti
Il paziente che vuole risolvere efficacemente la sua calvizie deve essere conscio del fatto che il trapianto non è solo un intervento, ma un percorso in cui la parte postoperatoria è importante e ha una durata dai 12 ai 18 mesi. La clinica Cosmedica accompagna il paziente fino alla fine di questo percorso. L’importanza della presenza dello staff medico nella fase postoperatoria è rilevante: il ripristino della chioma è aiutato anche dalle routine, che vanno cambiate in corso d’essere in base a quello che è lo sviluppo della guarigione.
Un settore in continua crescita
Francesco Totti ha capito quanto sia in crescita il settore del trapianto di capelli, per questo motivo ha deciso di entrare nel business, dimostrando, comunque, come il benessere personale sia oramai parte integrante della vita quotidiana. Ottenere il risultato che rappresenti il massimo possibile in termini di naturalezza estetica, è oggi una delle richieste importanti per i pazienti stessi. La scelta di Totti di essere parte attiva del successo di Cosmedica è sicuramente vincente da entrambe le parti.
AS Roma: guida completa per vedere una partita dal vivo
L’AS Roma è molto più di una squadra di calcio. Per milioni di tifosi in Italia e nel mondo, la Roma rappresenta un’identità, una passione viscerale che si tramanda di generazione in generazione. Fondata nel 1927 dalla fusione di tre club romani, la società giallorossa ha conquistato tre scudetti, nove Coppe Italia e una Coppa UEFA, costruendo nel tempo una delle tifoserie più calde e appassionate d’Europa. Se sei un tifoso o semplicemente vuoi vivere l’emozione di una partita allo Stadio Olimpico, questa guida ti dice tutto quello che devi sapere.
La Roma oggi: rosa, allenatore e stagione in corso
La Roma milita in Serie A e compete regolarmente nelle competizioni europee. Il club ha attraversato anni di transizione tecnica e societaria, con la proprietà americana dei Friedkin che dal 2020 ha investito significativamente nella rosa e nell’infrastruttura del club. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare la Roma stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.
La rosa giallorossa combina esperienza internazionale e talenti emergenti, con un’identità di gioco che punta al possesso palla e all’intensità del pressing. Il settore giovanile della Roma, tra i più rinomati d’Italia, continua a sfornare talenti che si affacciano alla prima squadra con regolarità.
Per seguire gli aggiornamenti più recenti su formazioni, infortuni, mercato e risultati, la redazione di laroma24.it copre il club in tempo reale con news, approfondimenti e commenti tattici.
Vedere una partita della Roma allo Stadio Olimpico
Lo Stadio Olimpico di Roma, con una capienza di circa 70.000 posti, è uno degli impianti più iconici d’Europa. Ospita le gare casalinghe della Roma dal 1953, condividendo la struttura con la Lazio. L’atmosfera della Curva Sud, il settore più caldo del tifo giallorosso, è un’esperienza che ogni appassionato di calcio dovrebbe vivere almeno una volta nella vita.
Come acquistare i biglietti
I biglietti per le partite della Roma si acquistano principalmente attraverso il sito ufficiale del club su asroma.com o presso i punti vendita autorizzati in città. Per le partite di Serie A contro squadre di media classifica, i biglietti sono generalmente disponibili fino a pochi giorni prima della gara. Per i derby contro la Lazio e le sfide contro Juventus, Inter e Milan, i tagliandi vanno a esaurimento in poche ore dall’apertura delle vendite: in questi casi è fondamentale monitorare le date di apertura del botteghino con settimane di anticipo.
I prezzi variano dai 20 euro per i settori più distanti al campo fino a oltre 100 euro per le tribune centrali. I settori ospiti sono riservati ai tifosi avversari e richiedono procedure di acquisto separate.
Come arrivare allo Stadio Olimpico
Lo Stadio Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord del centro storico. Le opzioni di trasporto più pratiche per chi arriva da fuori Roma sono:
Tram linea 2 da Piazzale Flaminio (capolinea metro A, fermata Flaminio) direttamente fino allo stadio. È l’opzione più rapida e conveniente nelle due ore precedenti il fischio d’inizio. Metro linea A fino a Ottaviano, poi bus o a piedi attraverso il Ponte Duca d’Aosta. I bus speciali attivati dal comune nelle serate di partita partono da vari punti del centro. L’auto è sconsigliata per le difficoltà di parcheggio nelle ore di punta pre-partita.
Dove mangiare e bere prima della partita
Il quartiere Prati, vicino allo stadio, e Trastevere, nel cuore della Roma popolare, sono le zone migliori per immergersi nell’atmosfera pre-partita tra i tifosi locali.
A Trastevere, la Trattoria Da Enzo in Via dei Vascellari 29 è una delle trattorie romane più autentiche della città, con una valutazione di 4,3 su quasi 10.000 recensioni. Carbonara, cacio e pepe e polpette sono i piatti più apprezzati. Aperta a pranzo e cena dal lunedì al sabato, chiusa la domenica. Prenotazione fortemente consigliata.
Per un’atmosfera più informale con birre alla spina e schermi per seguire le partite, il Baccanale Trastevere in Via della Lungaretta 81 è un pub con cucina aperto dal pomeriggio fino a notte fonda, con valutazione di 4,4 su 1.230 recensioni.
Consigli pratici per i tifosi in trasferta
Portare con sé la sciarpa giallorossa non è solo una questione di tifo: in Curva Sud e nei settori più caldi è parte integrante dell’esperienza. Il dress code non ufficiale è la maglia della Roma, e indossarla in città nei giorni di gara crea immediatamente connessioni con i tifosi locali.
I tornelli aprono generalmente 90 minuti prima del fischio d’inizio. Arrivare in anticipo permette di evitare le code e di godersi il riscaldamento delle squadre e l’atmosfera che si costruisce gradualmente nel pre-partita.
Connettività allo Stadio e in città
Seguire le formazioni ufficiali, controllare gli aggiornamenti in tempo reale su laroma24.it, condividere foto e video dalla Curva Sud o semplicemente navigare tra le strade di Roma richiede una connessione dati affidabile. Per i tifosi che arrivano dall’estero, i costi di roaming possono essere significativi. Chi cerca una soluzione pratica e conveniente può affidarsi all’eSIM di Holafly per i viaggiatori, attivabile direttamente dallo smartphone prima della partenza senza bisogno di cambiare la SIM fisica.
Domande frequenti su AS Roma e Stadio Olimpico
Dove si comprano i biglietti per le partite della Roma? Sul sito ufficiale asroma.com e nei punti vendita autorizzati in città. Per le partite di cartello è consigliabile acquistare non appena aprono le vendite.
Qual è il settore più caldo dello Stadio Olimpico? La Curva Sud è il cuore del tifo romanista. Per un’esperienza più tranquilla ma comunque coinvolgente, le Tribune Laterali offrono una buona visuale e un’atmosfera più familiare.
Come si arriva allo Stadio Olimpico con i mezzi pubblici? Il tram 2 da Piazzale Flaminio è l’opzione più diretta. In alternativa, metro A fino a Ottaviano e poi bus o a piedi.
Quante partite gioca la Roma in casa in una stagione? In Serie A la Roma disputa 19 partite casalinghe. Aggiungendo le coppe nazionali ed europee, il numero di gare all’Olimpico può arrivare a 25-30 per stagione.Qual è la storia più importante della Roma in Europa? La finale di Coppa dei Campioni 1984, persa ai rigori contro il Liverpool proprio all’Olimpico di fronte al proprio pubblico, rimane la ferita più profonda della storia giallorossa. La vittoria della Conference League nel 2022 sotto José Mourinho ha rappresentato il primo trofeo europeo della storia del club.