Preston-Watford: Bove torna in campo a distanza di un anno e mezzo (FOTO)

Bellissima notizia per quanto riguarda Edoardo Bove. Il centrocampista classe 2002 è entrato al minuto 86 della sfida tra Preston e Watford, sancendo il suo ritorno in campo a distanza di circa un anno e mezzo dal malore che lo aveva colpito durante il match tra Fiorentina ed Inter. L’ex Roma è stato celebrato dalla pagina degli Hornets.

Carnevale: «Gasp ha più fisicità, Conte ha troppi assenti. Ma sarà uno show»

GASPORT – Quattro anni a Napoli e tre a Roma. Tanti trofei in azzurro, tra cui i due scudetti e la Coppa Uefa e “solo” una Coppa Italia in giallorosso (peraltro vinta anche a Napoli). Il tutto seminando gol con entrambi le maglie. Insoma, se c’è uno che si intende nella lettura di Napoli-Roma quello è proprio Andrea Carnevale, da anni responsabile scouting dell’Udinese.

Carnevale, che partita si aspetta all’Olimpico?

«Sicuramente bella: il Napoli in questi anni ci ha fatto vedere grandi cose, è una squadra diventata di un’altra categoria tra scudetti e Champions. La Roma invece sta per nascere, ma punta a guardare in alto, anche grazie a un allenatore davvero bravo come Gasperini che le ha dato qualcosa in più. Nonostante le tante assenze il Napoli sta ancora lassù e non è poco, avendo i giocatori contati. La Roma invece mi sembra più in salute. E poi mi piace molto: ti pressa, non ti lascia respirare, è armoniosa nello sviluppo del gioco. Sarà una gara dove potranno vincere entrambi le squadre. Alla fine penso che possa contare molto la fisicità, dove la Roma però in questo momento è avvantaggiata. Ma il Napoli è maestro nel saper palleggiare».

Davanti la sfida sarà tra due attaccanti top come Malen e Hojlund…

«Malen è bravo: fa giocare la squadra, sa fare la sponda e attacca la profondità. A me piace anche Ferguson e faccio una battuta: fosse stato all’Udinese probabilmente sarebbe esploso… Ma con Malen mi sembra che Gasperini abbia risolto il problema del gol. Molto bene anche Hojlund, che sta tenendo in piedi la squadra, è il terminale che serve a Conte. Con le assenze dei vari Anguissa, Neres, McTominay, Lukaku e Di Lorenzo, è toccato a lui tenere a galla gli azzurri. Se poi domani giocherà McTominay, allora sarà tutto diverso. Lui, di fatto, è un attaccante aggiunto. Giocatore forte, che sa far gol di testa, da fuori. E determinante».

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Nella Roma è arrivato un calciatore tascabile come Zaragoza. Questo vuol dire che nel calcio c’è ancora spazio anche per i piccoletti?

«Ma lui è piccolo, ma forzuto e scattante. Giocatore imprevedibile, che ha velocità e anche dei bei colpi e che sa giocare sia tra le linee, sia esterno. Con lui la Roma ha aggiunto qualcosa in attacco, dove ha già giocatori molto forti come Dybala e Soulé».

Sorpreso invece del momento attuale di Vergara e Pisilli?

«Di Vergara sì, era quasi uno sconosciuto in Serie A e sembrava rimasto solo per fare numero. Fa parte di quelli che io chiamo *i ritardatari”: non so dove abbia trovato la forza per mettersi così in vedere. Pisilli invece sembra già un ometto, si vedeva che poteva arrivare al calcio che conta. Sta crescendo bene anche lui e oggi è anche un giocatore di personalità».

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De Rossi: “A Trigoria un giovane non riconobbe Losi. Serve memoria, bisogna portare i campioni dentro le società”

Daniele De Rossi, attuale tecnico del Genoa, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida con la Cremonese. Prendendo spunto dalla visita degli ex giocatori rossoblù Branco e Bortolazzi al centro sportivo, l’ex capitano della Roma ha sottolineato la necessità di tramandare la memoria sportiva ai calciatori del club: “Branco e Bortolazzi hanno fatto visita al Genoa. Al di là del fascino di rivedere questi giocatori, penso che ci sia bisogno di memoria. Alcuni ragazzi talvolta non sanno nemmeno chi siano Bortolazzi e Branco“. A sostegno della sua tesi, De Rossi ha raccontato un episodio avvenuto durante la sua carriera in giallorosso, coinvolgendo lo storico capitano Giacomo Losi. “Una volta a Roma, nello spogliatoio, da giocatore ho sentito un nostro ragazzo giovane che diceva ad un signore di allontanarsi”, ha riferito il tecnico.“Ho messo fuori il muso ed era Giacomo Losi. Quel ragazzo non poteva sapere chi era”. Poi il tecnico ha aggiunto: “Forse era la società che doveva spiegarglielo e portare dentro Trigoria uno come Giacomo Losi tutti i giorni. Così anche il Genoa deve riportare i campioni alle nuove generazioni“.

Pellegrini: “Indosso la mia maglia preferita ogni giorno. Champions? Non giocarla da anni non va bene per la Roma. Gasperini ti migliora” (VIDEO)

A pochi giorni dalla sfida cruciale contro il Napoli, il centrocampista della Roma Lorenzo Pellegrini è intervenuto come ospite nel programma “Morning Footy”, in onda sull’emittente statunitense CBS Sports (Paramount+). Il numero 7 giallorosso ha toccato vari temi, dal suo rapporto con la maglia e la città, agli obiettivi stagionali legati al ritorno in Champions League, fino al lavoro con l’allenatore. Di seguito l’intervista completa.

Oggi è il “Footy Kit Friday”, dove mostriamo le nostre maglie preferite. Qual è la maglia preferita che hai scambiato con un altro giocatore?
“Ok, ma io sono un ragazzo fortunato, perché indosso già la mia maglia preferita, sai? Quindi di solito non scambio la maglia ogni volta con gli altri giocatori, ma sicuramente una delle maglie che custodisco con più cura è quella di Messi. L’ho presa quando abbiamo giocato contro l’Argentina con la Nazionale, perché mi piace davvero molto”.

Sull’impatto del nuovo allenatore e il lavoro svolto…
“Ci sono molte cose. Perché sai, quando cambi l’allenatore, è importante per me farlo all’inizio della stagione. Perché almeno hai il pre-campionato per capire cosa ti chiede. Ma sono molto felice di essere allenato da lui. Penso che sia un allenatore che ti migliora molto, anche tecnicamente. Per quello che chiede in campo, la posizione del corpo, il cercare di andare sempre in verticale, provando sempre ad essere molto offensivi. Mi piacciono molto queste cose. Quindi alla fine migliori anche fisicamente, ma penso che lui sia molto, molto bravo anche tecnicamente. Posso dire solo cose positive su di lui”.

Guardando alla vostra stagione, è una stagione molto buona finora, ma la Roma non è in Champions League dal 2018. Quant’è la motivazione a tornarci? Sappiamo che tu come tifoso della Roma lo vuoi, ma quanta pressione in più comporta?
“Sì, ci mette un po’ più di pressione addosso ma alla fine è quello che vogliamo, quello per cui lavoriamo. Per quanto mi riguarda, penso che siano molti anni che non giochiamo la Champions League e questo non va bene per un club come la Roma, secondo me. Questo è quello che penso, ma sapete che amo la Roma. Non posso dire nulla di diverso ora. Ma penso che siamo sulla buona strada perché all’inizio della stagione abbiamo iniziato un nuovo progetto. E sapete, è sempre difficile perché quando arrivi vicino alla fine, anche un punto fa la differenza. E lo abbiamo visto l’anno scorso. L’anno scorso abbiamo mancato la Champions League per un punto. Siamo arrivati quinti a un punto dalla Juventus. Quindi stiamo cercando di guardare ogni dettaglio, ogni cosa che abbiamo per fare del nostro meglio per vincere la partita”.

Sei in una situazione unica: nato in città, ami il club, ci giochi e ne sei il capitano. Parliamo di te come tifoso della Roma.
“È una sensazione incredibile perché quando sei un bambino, un bambino normale, non te lo aspetti. Quindi nasci qui, vivi qui e sai, sogni di essere un calciatore. Ma se parli con ogni bambino qui a Roma, ti diranno: ‘Voglio essere un giocatore della Roma’. Al 100%. Perché abbiamo questa tradizione qui, abbiamo sempre avuto qualche capitano romano, giocatori romani. E penso che questo sia bellissimo perché alla fine il calcio è passione, è amore, è tutte queste cose. Sono un ragazzo molto fortunato perché ho quello che volevo davvero. Ho potuto vincere con questa maglia e questo era il mio vero grande sogno quando ero bambino. La sensazione è incredibile ogni giorno, anche adesso che sono qui. Ho iniziato a giocare nella Roma quando venivo qui a Trigoria a 9 anni e ho fatto la mia prima partita quando avevo 18 anni. Ma proprio ora, anche stamattina, quando indosso la maglia, ho quella sensazione di dire: ‘Ok, sei un ragazzo molto fortunato’. Hai una buona responsabilità da prenderti”.

Volevo chiederti del tuo percorso, hai avuto delle difficoltà. Hai lasciato la Roma presto nella tua carriera per andare al Sassuolo e sei tornato. Cosa ti ha fatto superare quelle cose, il percorso?
“Sì, ma penso che questo sia importante anche per te. Quando ho deciso di andare al Sassuolo, quando avevo 19 anni, ho deciso così perché volevo migliorare e pensavo: ‘Ok, probabilmente proprio ora a 18 anni non sono pronto per realizzare il mio sogno’. Così ho deciso di andare lì. Sono stati due anni molto speciali perché a Sassuolo puoi vivere molto bene. Puoi giocare. Non hai la pressione che hai qui, specialmente se sei nato qui. E dopo conoscete la storia, no? La sensazione è incredibile perché, ovviamente, come hai detto tu, tutti cercano di capire… Probabilmente non sanno cosa hai fatto prima. Ma ogni anno, ogni passo è importante per essere quello che siamo. Quindi penso di essere molto orgoglioso ed è un vero onore per me avere la possibilità di indossare questa maglia ogni giorno”.

(247sports.com)

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L’EFC riaccoglie il Barcellona: approvata la domanda all’unanimità, il club rientra come membro ordinario

Dopo la svolta di mercoledì scorso, che ha visto il Real Madrid siglare l’accordo di principi con UEFA ed EFC sancendo di fatto la fine del progetto Superlega, anche l’ultimo tassello del mosaico è andato al suo posto. L’European Football Clubs (EFC) ha annunciato di aver approvato all’unanimità la richiesta del Barcellona di rientrare nell’associazione. Il Board dell’EFC si è riunito questa settimana per valutare la domanda del club blaugrana, che era stato uno dei membri fondatori dell’organizzazione (all’epoca denominata ECA) prima dello strappo avvenuto con il tentativo di scissione. Nel comunicato ufficiale, l’EFC ha preso atto dell’impegno del Barcellona nel “far crescere insieme il calcio europeo per club”, riaccogliendo la società catalana come Membro Ordinario.

Una menzione particolare è stata riservata al presidente Joan Laporta, ringraziato esplicitamente per lo spirito con cui ha affrontato i dialoghi necessari a riportare l’unità nel calcio continentale. Con il rientro del Barcellona, che segue a ruota l’intesa raggiunta due giorni fa con i Blancos, si chiude definitivamente la frattura istituzionale, con l’EFC che ribadisce la volontà di lavorare in partnership strategica con UEFA e FIFA per tutelare gli interessi dei club.

(efcfootball.com)

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Batistuta torna a Trigoria dopo 23 anni: “Fa sempre piacere tornare dove si è stati bene. Contento di rivedere vecchi amici”

ASROMA.COM – Gabriel Omar Batistuta è tornato a Trigoria, nella casa della Roma, dopo oltre 20 anni. IL Re Leone ha anche parlato al sito del club. Le sue parole.

Da quanto non tornavi?

“A Trigoria non venivo da quando andai via nel gennaio 2003, passando all’Inter. Sono 23 anni. Tanto tempo. Ma fa sempre piacere tornare dove si è stato bene. E sono contento di rivedere vecchi amici”.

Tra questi c’è anche mister Ranieri, con cui hai vinto la Supercoppa Italiana del 1996.

“Milan-Fiorentina a San Siro, feci doppietta e alzammo il trofeo. Era la partita in cui dissi alla telecamera: “Irina, te amo””.

E poi la Supercoppa Italiana l’hai vinta anche con la Roma, nel 2001.

“Proprio contro la Fiorentina in finale, ma eravamo più forti. Vincemmo 3-0 e il primo gol lo segnò Vincent con un gran tiro da fuori area”.

Roma, la Roma, cosa sono state per te?

“Qui mi sono divertito tanto e ho raccolto i frutti di una carriera lunga, riuscendo a vincere uno scudetto storico per me e per la Roma. Facemmo 75 punti e io segnai 20 gol. La città esplose di gioia, una soddisfazione enorme”.

Che ricordi hai di quella squadra e dei tuoi compagni?

“Eravamo un gruppo fortissimo. Io, Totti, Cafu, Samuel, Emerson, Montella, questo signore qui vicino a me (Candela, ndr), Delvecchio. Fummo in testa praticamente per tutto il campionato e vincemmo in casa, davanti ai nostri tifosi, in una giornata indimenticabile”.

Un momento di quel campionato?

“Ce ne sono tanti, ma sicuramente la doppietta segnata al Parma nell’ultima partita del girone di andata. Vincemmo in rimonta una partita dominata, ma sfortunata negli episodi. Lì capimmo che potevamo farcela”.

Portavi il numero 18, allora. Come la maglia che hai ricevuto oggi dal Club.

“Beh, è stata quella del mio primo anno qui a Roma, ma soprattutto quella che per me, per noi, ha significato scudetto”.

La Roma di oggi?

“Gioca bene, Gasperini ha dato un’impronta alla squadra e anche una mentalità offensiva. Verrò a vedere una partita all’Olimpico, appena possibile”.

Quindi ci rivediamo?

“Dovrei tornare a Roma a maggio, magari in tempo per il derby di ritorno. Vediamo. Intanto, mi fa piacere essere qui oggi. Mando un saluto a tutti i tifosi romanisti, che sono sempre stati affettuosi con me”.

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Lazio: consegnato il progetto per lo Stadio Flaminio. Martedì la presentazione

Con un comunicato ufficiale, la Lazio ha reso noto di aver consegnato il progetto al Comune di Roma per lo Stadio Flaminio. Ecco quanto si legge:

“La S.S. Lazio comunica che martedì 17 febbraio alle ore 10:30, presso il Training Center di Formello, si terrà la conferenza stampa di presentazione ufficiale del progetto dello Stadio Flaminio, già consegnato al Comune di Roma. Nel corso dell’incontro verranno illustrati in modo organico e approfondito tutti i contenuti della proposta progettuale. Saranno presenti i professionisti, gli ingegneri, gli architetti e i consulenti che hanno contribuito alla sua elaborazione, al fine di entrare nel merito tecnico di ogni aspetto. Il progetto verrà presentato anche attraverso un supporto video dedicato, che accompagnerà l’esposizione tecnica illustrandone la visione, le caratteristiche architettoniche e lo sviluppo funzionale.”

(sslazio.com)

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Calciomercato Roma: Celik dice no a 2,8 mln annui. Juventus in pole

Secondo quanto svelato dall’esperto di mercato Ekrem Konur, Zeki Celik avrebbe rifiutato un’offerta di rinnovo di contratto da parte della Roma pari a circa 2,8 milioni di euro all’anno. Sul giocatore da tempo è in pole position la Juventus di Luciano Spalletti, ma anche l’Inter sta monitorando la situazione. Ad oggi sono molto alte le chances che il terzino turco rimanga in serie A anche nella prossima stagione.

Olimpiadi, medaglia d’oro per la giallorossa Lollobrigida: i complimenti della Roma su X (FOTO)

Altra medaglia d’oro per Francesca Lollobrigida, pattinatrice e nota tifosa della Roma. Il club giallorosso su X si è complimentato con l’atleta per la vittoria con il seguente messaggio: “Ancora Francesca Lollobrigida, un’altra fantastica medaglia d’oro, questa volta nei 5000m. Congratulazioni!“.

D’Agostino: “I giovani della Roma sono impressionati da Malen. È un giocatore forte” (VIDEO)

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Gaetano D’Agostino, ex giocatore della Roma, ha parlato ai microfoni del programma sportivo. Le sue parole: “Tutti i giovani della Roma quando gli chiedo come sia andato il loro allenamento con la prima squadra, rispondono di essere rimasti impressionati da Malen, tutti all’unisono. Dicono ‘è di un’altra categoria’. Malen fa dei movimenti, come tocca palla, quando e come si smarca. Soprattutto i ragazzi che giocano in attacco rimangono estasiati dai movimenti di Malen. La mia contro-risposta: hai imparato qualcosa da lui? Quando hai qualcuno così, ispira anche i giovani, significa che è un giocatore forte.