Capello ricorda lo scudetto con la Roma: “Nakata e Montella decisivi. Totti? Grande visione, ma non correva e non aveva dribbing”

Fabio Capello, ex allenatore della Roma, ha ripercorso la sua carriera in un’intervista a “Larmandillo” della RSI, soffermandosi anche sullo scudetto vinto con i giallorossi nel 2001.

Capello ha ricordato l’episodio chiave della sostituzione di Totti con Nakata nella sfida decisiva contro la Juventus: “Non era la sua giornata, mi serviva brio. Inserii anche Montella: fu un’intuizione, e i loro gol ci permisero di pareggiare“. E poi l’episodio dell’invasione di campo durante Roma-Parma: “Ero una belva, rischiavamo la sconfitta a tavolino“.

Infine ha espresso un giudizio tecnico su Totti, destinato a far discutere: “Era un centrocampista avanzato con una grande visione di gioco, ma non correva e non aveva dribbling“.

(rsi.ch)

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Ostiamare, De Rossi presenta il nuovo centro sportivo. Sulla Roma: “Con i Sensi rapporto incredibile, bene anche con i Friedkin” (VIDEO)

L’Ostiamare, club di Serie D di proprietà di Daniele De Rossi, ha presentato oggi i lavori di riqualificazione del proprio centro sportivo. Presso l’Anco Marzio, l’ex capitano e allenatore della Roma, insieme all’Assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto.

Un’occasione, per De Rossi, anche per parlare del suo rapporto con le proprietà che hanno segnato la sua carriera in giallorosso: “Con i Sensi ho avuto un grandissimo rapporto. E sono stato bene anche con i Friedkin“.

Questi gli argomenti toccati da De Rossi in questa occasione:

Come sta andando la nazionale dopo questo 3-3?

“È stata una bella partita, ho visto solo il secondo tempo quindi è stata una partita magica. La ripresa è stata incredibile. Poi ho visto e ho letto che non è andata benissimo nel primo tempo, ma può succedere contro una squadra come la Germania”.

Si è sentito con Ranieri?

“L’ho sentito la prima volta e ci siamo confrontati, abbiamo parlato con grande affetto e grande stima con disponibilità da parte di entrambi. Dopo no, sta lavorando e non lo disturbo. Oggi mi concentrerei di più sull’Ostia Mare e su Ostia. 

A noi servirebbe un allenatore al Pigneto. Accetterebbe?

“Spero di non essere libero per fare il mister e secondo me non lo sarò a breve. Devo declinare l’invito o magari anche li mi cacciano via abbastanza presto. Magari tornerò a disposizione”.

Come potrà conciliare il prossimo anno l’impegno da presidente dell’Ostiamare e allenare?

“Con grande semplicità, sto qui tanti giorni a settimana perché non ci sarò più avanti. Quello che facciamo oggi è tracciare una linea. Sarò sempre presente come figura. Il mio direttore generale deve gestire in autonomia e parliamo di come vorremmo vengano gestite le cose in futuro. Sarò altrove e se non sarò altrove verrò a Ostia e presenzierò con la stessa presenza di adesso. Per questo io delego, gli altri saranno presenti e faranno le mie veci. Ma non ci possiamo prendere giro, il mio lavoro è un altro. La mia passione è quella di allenare. Non avrò tempo per pensare a due squadre. Lo sto facendo adesso, ma in futuro non sarò capace di farlo. Quel lavoro lì ti leva ancora più energie”.

I colori dell’Ostia Mare sono un indizio sulla squadra futura?

“I colori dell’Ostiamare sono gli stessi da tanti anni. Non c’entra assolutamente nulla. Non si possono cambiare in base al mio futuro o al mio passato. Il 3 ottobre 2025 ci sarà il compleanno. Farò in modo di esserci. Faccio una battuta: quest’anno il 3 ottobre ero già libero. L’obiettivo è rimanere un po’ più impegnato. Purtroppo lo stadio non sarà pronto. Non posso parlare di date”.

Alla Nazionale mancano dei campioni. Perché?

“Abbiamo vinto un Europeo pochi anni fa. Sono ragazzi contemporanei che hanno dato vita a un’esperienza incredibile. Forse le altre squadre hanno dei fenomeni come Mbappé, Sané, Adeyemi o Foden. La nostra natura ci ha portato a diventare più bravi tra i difensori e tra i portieri, magari tra qualche anno torneranno i Totti e Del Piero. Sono cose anche molto cicliche. Per sviluppare i ragazzi come siamo stati cresciuto noi mancano ore di calcio a settimana per strada. Una volta si giocava sul cemento, o qui sulla spiaggia, anche in inverno. Ma non sono usciti perché giocavamo sulla sabbia, ma ti aiuta anche nel controllare meglio la palla. Se guardiamo Argentina e Brasile la sensazione è che loro continuino a giocare tanto per strada”.

Un’amichevole con la Roma?

“L’abbiamo fatta anche quest’anno, l’ho organizzata io. È la squadra più grande che c’è qui vicino, oltre alla Lazio. Ci sarà collaborazione con le due squadre di Roma, è un dare e avere. Vogliamo cercare di andare avanti per creare una nostra identità”.

C’è un presidente a cui ti ispiri?

Non lo so, ognuno è diverso. Ho avuto un rapporto incredibile con Franco Sensi, anche con la figlia. Abbiamo vissuto anni pazzeschi. Non so cosa vi aspettate che vi dica, ma sono stato bene anche con i Friedkin in quel periodo. Non ho avuto grandi problemi. Penso che sia giusto che ognuno ricopra questo ruolo con le conoscenze che ha. Un pochino più sul tecnico posso spingermi per le idee da proporre. Loro venendo da un altro mondo hanno portato l’organizzazione e anche il bello che vediamo a Trigoria”.

Fifa-gate, Blatter e Platini assolti anche in appello. L’ex presidente UEFA: “È finita una persecuzione di 10 anni”

Si chiude, dopo dieci anni, il “Fifa-gate”. La Corte d’appello di Muttenz (Svizzera) ha assolto nuovamente Sepp Blatter, ex presidente della FIFA, e Michel Platini, ex presidente dell’UEFA, dalle accuse che nel 2015 avevano travolto i vertici del calcio mondiale. Blatter e Platini erano accusati di truffa, falso in documenti e gestione infedele in relazione a un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri (circa 1,83 milioni di euro) effettuato nel 2011 dalla FIFA a Platini, ufficialmente per una consulenza svolta tra il 1999 e il 2002. La Procura federale aveva chiesto una condanna a 20 mesi con la condizionale per entrambi. La Procura elvetica aveva chiesto, a inizio marzo, una pena detentiva di un anno e otto mesi con la condizionale. Per la difesa si trattava, invece, di un accordo verbale per un compenso differito, giustificato dalle difficoltà finanziarie della FIFA all’epoca.

Il mio onore è tornato – ha dichiarato Michel Platinima ora sono troppo vecchio per nuove responsabilità. I dieci anni di persecuzioni nei confronti della Fifa e di alcuni procuratori federali svizzeri sono ormai finiti. Nessuno in Francia credeva che fossi responsabile di nulla. Conosco la storia fin dall’inizio e so che si trattava di un complotto per impedirmi di diventare presidente della Fifa. So che per i miei nemici il tempo era importante. Non gli importa dei 2 milioni: è il tempo. Mi hanno messo da parte per 10 anni. Sanno benissimo di aver vinto. Lo sappiamo noi”.

Il “Fifa-gate” scoppiò nel 2015, con la sospensione di Platini da parte del Comitato Etico della FIFA per 90 giorni, poi diventati 8 anni (ridotti a 4 dal TAS), a causa del controverso pagamento. Questo impedì a “Le Roi” di candidarsi alla presidenza della FIFA, ponendo fine alla sua carriera dirigenziale. Sebbene Platini sia stato scagionato da ogni accusa già nel 2018, e sia stato assolto insieme a Blatter nel 2022 (con tanto di risarcimento, a cui Platini ha rinunciato), l’assoluzione odierna in appello chiude definitivamente, a livello penale, la vicenda. Resta la possibilità per la Procura di un ultimo ricorso in Cassazione, ma solo per motivi giuridici limitati.

Capozucca: “Gasperini andrebbe bene alla Roma e in tutte le squadre. Petrachi già lo aveva contattato…”

TELE RADIO STEREO – Negli ultimi giorni il nome di Gasperini è stato nuovamente accostato alla Roma con insistenza. A parlare dell’allenatore dell’Atalanta, questa mattina, è stato il direttore sportivo Stefano Capozucca, che insieme a Gasperini ha condiviso l’esperienza al Genoa.

Gian Piero Gasperini verrà alla Roma?
“Bisogna chiederlo a lui. L’ho sentito che era contento per il premio che ha ricevuto a Roma, gli hanno chiesto tutti della Roma. Poi è andato a Firenze, dove è arrivato secondo visto che ha vinto l’Europa League e ha fatto bene anche in campionato”

Sarebbe il tecnico giusto per la panchina giallorossa?
“Io ho due fratelli, ma Gasperini per me è più di un fratello. Siamo molto legati, siamo stati molti anni insieme. Abbiamo cominciato l’avventura insieme al Genoa, per me Gasperini andrebbe bene alla Roma così come in tutte le squadre. Lo ritengo tra i 5-6 allenatori in Europa. Continuo a dire che sia pronto per una big. L’esperienza all’Inter non si può neanche chiamare esperienza, è durata 5-6 partite ed è cominciata male per finire peggio. E’ arrivato a Milano dopo il triplete dell’Inter, non si ha avuta la pazienza di aspettarlo. Per lui parlano i fatti a Bergamo, dove ha fatto un capolavoro”

Conoscendo l’ambiente e la piazza di Roma, Gasperini realmente sarebbe un profilo giusto?
“Roma è una grandissima piazza, il pubblico è qualcosa di straordinario. C’è un entusiasmo eccezionale, ma chiunque arrivi a Roma non può vincere subito. Bisognerebbe fare una programmazione e vedere la proprietà che cosa mette a disposizione per costruire la squadra. La Roma è una buona squadra, ma va migliorata. La Juventus per me non poteva competere con Napoli e Inter, che hanno organici differenti, e così la Roma. Come allenatore Gasperini secondo me ha un grande pregio: arriverebbe in una piazza che ha bisogno di risultati importanti e soprattutto lui i giocatori li migliora. Questo è indiscutibile”

Quanto lavora sotto il profilo atletico Gasperini e come fa rendere così bene i giocatori?
“Li fa Gasperini i programmi, fa allenamenti diversi da tutti. Qualche giocatore ha abbandonato l’Atalanta perché non riusciva a tenere i ritmi. Con Gasperini si lavora molto, lui e Conte sono i due allenatori che lavorano di più in Italia. Gasperini è una persona di un certo tipo sul campo, e un’altra persona fuori dal campo. Lui non guarda in faccia a nessuno. Alla fine però i giocatori con lui si migliorano. Lookman all’Atalanta è esploso, aveva qualità ma Gasperini lo ha fatto diventare un giocatore di livello internazionale. Anche Retegui, al Genoa ha fatto bene ma poi… lui ha il grande merito che migliora tantissimo i giocatori, per me è un allenatore importante. Con lui devi essere sempre al top, non ammette pause”

Quali possono invece essere le cose da migliorare da Gasperini?
“Probabilmente la sua sincerità nelle interviste, a volte bisogna essere più diplomatici. Glielo dico, ovviamente. A Roma specialmente, dove ci sono radio e stampa: ogni taxi ha la radio accesa sulla Roma. E’ normale che se uno dice delle cose viene amplificato. A Bergamo le cose che vengono dette non vengono amplificate, a Roma invece sì” 

Gasperini era stato vicino ad allenare la Roma in passato?
“Sì, già in passato era stato vicino alla Roma. Ai tempi Petrachi lo aveva contattato ma poi c’è stato qualcosa all’interno”

Che idea ha di Ranieri e della società giallorossa?
“Ranieri vuol dire fiducia, per parafrasare una pubblicità. E’ romanista e già quello è molto importante per tifosi e piazza. La società è un po’ assente. Oggi alla fine vedo che le società che hanno qualche problema sono tutte quelle che hanno qualche problematica di gestione societaria. Marotta alla Juve era una macchina perfetta, va all’Inter e ora l’Inter funziona. Il Milan con Galliani era una società vincente, ora non si sa neanche chi comanda”

Che cosa ne pensa dei direttori sportivi italiani?
“Per me in Italia ci sono dei bravi direttori sportivi, abbiamo conoscenze dappertutto. Monchi per esempio è considerato un direttore sportivo bravo, ma è arrivato a Roma ed è fallito: la Roma è sempre la Roma. Lo straniero ha sempre qualche difficoltà caratteriale, di convivenza anche con la stampa. Sabatini invece è stato diverso, è un italiano e conosce il calcio italiano. Sono per i direttori italiani”

Stadio Roma: ieri rilievi topografici dell’area con droni

Continuano i lavori preparatori per la presentazione del progetto definitivo della Roma per il nuovo stadio che dovrà sorgere a Pietralata. Come fa sapere su X il giornalista Alessio Di Francesco, in attesa che riprendano gli scavi archeologici, ieri sono state svolte attività di sorvolo con droni per rilievi topografici nell’area interessata del progetto.

 

Con LaRoma24.it vivi l’esperienza live della Virtus Gvm Roma 1960!

Dopo l’importante vittoria contro la capolista Roseto, la Virtus Gvm Roma 1960 torna al PalaTiziano nell’atteso derby contro la Luiss. Un’altra gara di alta classifica e l’obiettivo di non fermarsi nella lunga e avvincente corsa ai playoff.

Grazie alla partnership con LaRoma24.it, adesso hai l’opportunità di seguire e sostenere dal vivo la Virtus Gvm Roma 1960!

Manda una mail a marketing@virtusroma1960.it e inserisci nell’oggetto LaRoma24.it per ricevere due biglietti omaggio per la sfida contro la Luiss in programma sabato 26 marzo alle 20.30 al Palazzetto dello Sport di piazza Apollodoro 10.  L’offerta è valida soltanto per le prime cinque mail che verranno ricevute.

Everton: vietato il ‘rosso’ nel nuovo stadio. Anche il ketchup diventa blu (FOTO)

L’Everton non prevederà il rosso, colore tipico dei rivali del Liverpool, nel nuovo stadio. Tutto deve richiamare al “blu” sociale, ketchup compreso. In una foto pubblicata dalla pagina ‘Il calcio inglese’, infatti, si vede come il tipico hot dog abbia sopra il ‘giallo’ della maionese ma con sopra un ketchup di colore blu.

L’Everton si trasferirà nel nuovo impianto da 52.888 posti dalla prossima stagione, nel frattempo sta svolgendo ‘prove tecniche’ con gare giovanili.

 

Aldair: “Serve una Roma forte per il centenario. Falcao sarebbe perfetto come dirigente” (VIDEO)

Nella rubrica “Area Lounge” di Roma Tg, canale YouTube e Twitch dedicato alla Roma, Giuseppe Falcao, Valentina Catoni, Simone Lp e Alessio Cipriani hanno intervistato l’ex calciatore della Roma e Campione del Mondo con il Brasile Aldair. Queste le sue dichiarazioni.

Perché hai deciso di rimanere qui da noi? Qual è stato il motivo che ti ha fatto innamorare di Roma?

“Guarda, veramente tutti gli anni sarei dovuto andare via. A fine stagione ‘Alda va via, va via’ ma alla fine sono rimasto tutti questi anni. La ragione maggiore del perché rimanere tutti questi anni è che stavo bene a Roma. Mi sono innamorato della squadra, della tifoseria. Mano a mano che passava il tempo mi veniva la voglia di restare. Tutti quanti mi dicevano che ero pazzo perché volevo vincere lo scudetto. Alla fine ci siamo riusciti. Ma il motivo è che stavo bene con la città, con la tifoseria”.

Qual è il giocatore più forte con cui hai giocato nella tua carriera?

“Con la Roma sappiamo chi era il più forte, non abbiamo dubbio (Totti, ndr). Però se devo dire in generale tutti tutti sai, anche se a fine carriera, ho giocato con Zico, giocatore spettacolare. Andando avanti con Ronaldo, Francesco (Totti). Loro.sono i giocatori più forti con cui ho giocato in quei 17-18 anni di carriera.

Il difensore più forte della Serie A?

“Non ti so rispondere perché io seguo più la Roma che il campionato italiano in generale. Vedo qualche partita dell’Inter, della Juve, ma non seguo costantemente il campionato italiano quindi è difficile rispondere se non vedi tutte le partite”.

Invece tra i difensori della Roma c’è qualcuno che ti ha colpito?

“Rispetto all’anno scorso è cambiato un po’ il modo di giocare, gli allenatori. Ranieri ora, prima Daniele, però i giocatori sono quelli. Penso che Mancini sia un difensore bello tosto, penso che la Roma sia messa bene in difesa. Hanno iniziato a giocare bene anche i terzini, quindi bene”.

Uno come te sarebbe forte in tutte le epoche, però come è cambiato il modo di giocare oggi, come si è trasformato?

“Il calcio diventa sempre più veloce. Forse è cambiato quello. I difensori devono abituarsi a giocare sempre uno contro uno a metà campo. Ma direi che questa cosa si faceva anche un po’ di anni fa. Si giocava a zona, si giocava alto”.

Chi vorresti sulla panchina della Roma il prossimo anno? Si parla anche del tuo amico Montella.

“Questa è una bella domanda eh (ride, ndr). In questo periodo si parla di tante cose. Ho sentito anche l’allenatore attuale parlare di questo. Penso che la Roma abbia bisogno di prepararsi per il centenario. Penso che bisogna fare una squadra forte per il prossimo anno, per la mentalità, per riuscire ad arrivare il più in alto possibile. Per il 2027… La società deve avere questa mentalità: è un anno importante, la tifoseria merita, c’è bisogno di portare subito a vedere quello che capiterà in quell’anno. Adesso, subito, non bisogna aspettare.

Facci un nome, schierati! Ancelotti, Allegri, il tuo amico Montella…

“Ancelotti è un bellissimo nome, un allenatore che ha fatto benissimo in tante squadre, che ha iniziato qui a Roma a giocare. Magari dopo Madrid lui può fare questa scelta, anche se è ancora abbastanza giovane, penso che possa allenare ancora parecchio. Ma penso che l’importante sia fare bene per il prossimo anno e per il 2027, serve un nome bello forte”.

Pluto nel 1998 tu hai deciso di lasciare la fascia da capitano a Francesco Totti. È stata una scelta proprio tua, o altro?

“No, è stata una scelta mia. Ho deciso di lasciare la fascia a Francesco. Era un ragazzo che stava crescendo, era il ragazzo del momento e alla fine ho avuto ragione. Non c’era un altro motivo. Avevamo una squadra con giocatori importanti, c’era anche Abel (Balbo, ndr). Però la scelta è stata giusta e accettata da parte di tutti quanti”.

Quando tu hai lasciato, la tua maglia è stata ritirata e il tuo numero 6 per tanti anni non lo ha più indossato nessuno. Quando è stata ritirata fuori ti hanno chiesto cosa ne pensavi, quando è stata data a Strootman, che impressione ti ha fatto quel giocatore lì?

“Prima la società mi aveva già chiamato un po’ di tempo fa, mi cercavano per far tornare questa maglia. Non ricordo chi fosse il presidente. Mi hanno chiamato più volte e io avevo deciso di farlo anche perché pensavo che la maglia essendo in mezzo al campo sarebbe stato carino anche per la tifoseria dopo tanti anni vederla. È chiaro che un po’ della tifoseria è stata contenta, l’altra metà no perché alcuni di loro pensavano che la maglia dovesse rimanere dentro Trigoria. Però penso.di aver fatto una scelta giusta. Penso che sia importante quello che ho fatto nella società, nel club e anche con la tifoseria. Il fatto che la maglia è stata dieci anni fuori non vuol dire che tornando ad essere indossata sarebbe cambiato quello che ho fatto”.

Daresti la 10 a Paulo Dybala?

“Lui già è un 10 in mezzo al campo. Però penso che come tutte le squadre, o quasi tutte le squadre del mondo o in Europa, hanno levato una maglia o due maglie di un calciatore importante. Penso che la società possa non far tornare quella maglia. È stata portata da un giocatore importantissimo. Non possiamo avere un giocatore come quello che ha portato quella maglia per tanti anni, quindi secondo me deve rimanere dove sta perché Francesco ha fatto di tutto e di più per questa maglia.

Rientra in società Francesco secondo te?”

“Ma, non lo so. Penso che non dipenda da lui ma dalla società. Lo sai quello che pensa lui. È il suo amore, la sua vita: il calcio e la Roma. Bisogna vedere cosa possa essere importante per la società. Lui sta lì, vive lì, un po’ a Roma un po’ a Dubai, però secondo me sarebbe importante per la società”.

Pluto, tra tutti gli allenatori che hai avuto a Roma, qual è quello che hai preferito?

“Ma, parecchi. Ho litigato un po’ con tutti loro (ride, ndr), ma sono stati tanti. Però penso che con Carletto (Mazzone, ndr) sono stato bene. Penso che l’allenatore più importante per me nei tanti anni in cui ho giocato alla Roma sia stato Ottavio Bianchi perché mi ha sostenuto bene nei primi mesi. Venivo a giocare un calcio molto diverso, si giocava a uomo in quel periodo quindi ho avuto difficoltà, ho chiesto di andare via dopo 6 mesi e lui ha detto ‘No, devi stare qua, fino a che ci sto io tu stai qua e gioca’. Quindi mi ha dato tutta la forza di rimanere per tutti gli altri anni. Quindi quelli con lui sono stati gli anni più importanti”.

Rigiocheresti Francia-Brasile del ‘98 o Roma-Inter Finale di Coppa UEFA del ‘91?

“Mi metti in difficoltà, sono un Nazionale ma tengo anche alla Finale con la Roma. Scelgo la Coppa Uefa”.

Se ti chiamassero alla Roma adesso, in questa nuova società, torneresti?”

“Ma guarda, io penso che ci siano degli ex calciatori davanti a me. Penso che sia chiaro che possa fare qualcosa per la società, bisogna vedere che cosa possa fare, però ho sempre detto che un uomo giusto per la Roma, per la società, che nessuno ha mai preso in considerazione, con tutti i problemi che ha avuto questa società, è Paulo Roberto Falcao. Non è solo un giocatore forte ma una persona che ha voluto bene alla Roma e a cui tutte le tifoserie vogliono bene quindi questo è quel che ho pensato sempre.

Con Carlo Ancelotti magari?

“Magari, come allenatore e direttore non sarebbe male”

Che poi Carlo Ancelotti sarebbe dovuto diventare allenatore del Brasile.

“Ne hanno parlato tantissimo, e credo che veramente lui sia stato vicino. Forse una mancanza di fiducia nella nostra federazione non gli ha dato tanta sicurezza. Per questo avrà deciso di rimanere lì a Madrid”.

Pluto qual è la partita più bella che hai giocato con la maglietta della Roma, quella che ricordi con più gioia?

“Forse la partita con più gioia è quella che non ho giocato, stavo in panchina perché mi ero fatto male, quella è stata una gioia immensa, quella col Parma a casa (Roma-Parma 2001, ndr). Però direi che anche l’altra partita che abbiamo giocato con il Parma a casa loro è stata una delle partite più belle”

Io ho pensato quella, con il tuo assist a Batistuta.

“Si si, quella”

Konè sbarca nella Kings League francese: sarà tra i presidenti della “360 Nation”

Manu Konè sbarca nella Kings League francese. Il centrocampista della Roma, infatti, sarà tra i presidenti della squadra “360 Nation”. Insieme a lui, in questa nuova avventura, ci saranno anche i calciatori Maignan, Tchouameni, Koundè e Mbeumo. Un fenomeno che continua a crescere, dunque, quello della Kings League, che vede sempre più calciatori professionisti coinvolti.

 

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Kluivert elogia De Rossi: “Una leggenda. La sua aura da uno a dieci? Undici” (VIDEO)

RISING BALLERS – L’ex giocatore della Roma Justin Kluivert ha parlato di Daniele De Rossi. L’ex giallorosso ha parlato ai microfoni di un podcast e si è soffermato in particolare sull’ex tecnico giallorosso: “È il contatto più importante e famoso in rubrica. De Rossi è una leggenda. I tifosi italiani ora staranno urlando, è un nome grande. Ci ho giocato a Roma, è un bravissimo ragazzo. A volte mi risponde alle storie su Instagram, un bravissimo ragazzo. Mi ha mandato un messaggio complimentandosi per quello che sto facendo. È una cosa bella che apprezzo, perché è una leggenda ma anche un bravissimo ragazzo. È bellissimo averlo tra i miei contatti. La sua aura in una scala da 1 a 10? Undici. Sono giocatori di un altro livello“.

 

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