Non è Manu Koné il principale indiziato a essere ceduto durante il Mondiale in casa Roma. Secondo quanto riferito da Matteo Moretto, infatti, la Roma sta cercando soluzioni più rapide per altri calciatori, come Soulé o Dovbyk. Il francese è potenzialmente in uscita, ma serve l’offerta giusta e un club che si faccia avanti almeno entro il 30 giugno. Se dopo questa data arriveranno proposte, i giallorossi valuteranno con più calma.
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Verre: “D’Amico vuole avere un rapporto con tutti i calciatori. È molto competente”
TRS – Valerio Verre, ex giocatore della Roma, ha rilasciato un’intervista all’emittente radiofonica. Ecco alcune delle dichiarazioni del centrocampista del Perugia su Tony D’Amico, nuovo direttore sportivo della Roma, e sulla sua esperienza in giallorosso:
Che ricordo ha di Tony D’Amico?
“Un grandissimo ricordo. Mi ha preso dal Perugia, dalla Serie B, e mi ha fatto fare la prima vera esperienza da protagonista. Quell’annata all’Hellas Verona andò molto bene. E’ un direttore molto competente, sa tanto di calcio e vive la squadra. Tutti i giorni è agli allenamenti e vuole avere un rapporto con tutti i calciatori. Questo è sicuramente un valore aggiunto. Magari sono cose che emergono poco, ma è sempre al 100% con squadra e allenatore“.
Quale può essere un suo difetto?
“Non saprei… Viveva al massimo la partita, urlava e incitava la squadra. Meno male che era seduto nella panchina aggiuntiva (ride, ndr). Fumava un sacco di sigarette e tutti noi giocatori gli dicevamo di smettere“.
Le è dispiaciuto fare un anno solo a Verona con lui?
“Sì, lui lo sa. Sapeva che a Verona mi trovavo benissimo, poi abbiamo fatto le nostre valutazioni. Sul campo, quando ci siamo visti, ci siamo comunque sempre salutati“.
Quanto le piacerebbe essere allenato da Gasperini?
“Tornare? Magari! (ride, ndr). A 32 non sono più un ragazzino. Da come ne sento parlare, con Gasperini si lavora tantissimo. Anche Juric è un altro che lavora tantissimo, anche se magari a Roma è andata in un modo diverso. Fisicamente anche lui era uno che ti portava al limite. So come è fatto Juric, lo ho avuto ma noi siamo stati al 100% con lui e siamo riusciti a fare una stagione importante. Altrimenti c’è il rischio di andare allo scontro, un po’ come accade con Gasperini. Questo alla fine porta risultati, lo abbiamo visto quest’anno: se lo segui, se la squadra lo segue, i risultati arrivano. Conosce tutti i giocatori e sa di che cosa ha bisogno per il suo gioco, va seguito. Ora torna il direttore con cui ha già lavorato insieme, hanno fatto cose grandiose all’Atalanta e da tifoso spero si possano ripetere a Roma“.
Vede la Roma pronta per giocarsi il campionato, magari già quest’anno?
“Quest’anno mi ha sorpreso in positivo quello che ha fatto Gasperini con la squadra. Ha sempre detto che il gruppo lo seguiva e la squadra era forte. Tanto dipenderà dagli acquisti. Con 3-4 giocatori di livello, conosciuti da Gasperini, perché no… Ovviamente con la Champions League si giocherà ogni tre giorni, ma con Gasperini sono fiducioso perché è un allenatore forte forte. Anche all’Atalanta giocava ogni tre giorni e ha vinto un’Europa League, qualificandosi sempre in Champions. Sono fiducioso“.
Che cosa manca a Gasperini?
“Con l’Atalanta ha fatto un percorso, crescendo tanto. Con la Roma è solo al primo anno, ovviamente Roma non è Bergamo e con un anno in più sulle spalle può conoscere ancora meglio la piazza e quelle accortezze in più per crescere. Sul gioco, Gasperini fa 1vs1 quasi a tutto campo quindi servono giocatori fisici e di gamba“.
Le dà fastidio che il suo ricordo sia associato allo sfogo di quel tifoso contro lo Slovan Bratislava? Tra l’altro voi in Primavera eravate fortissimi…
“Sì, da quella Primavera del ’93 ne sono usciti parecchi. Mi dispiace aver fatto una sola presenza in Europa League e neanche una in campionato, ma il ricordo dei ’26 euro per vedere Verre’ mi fa ancora ridere. Era nata anche la questione nel post-partita e il giorno dopo in allenamento, ci rido su ancora oggi. Purtroppo è una cosa che ricordo più per l’eliminazione della squadra che per me“.
Che sensazioni avevate con il Luis Enrique dell’epoca?
“Io pensavo a giocare, avevo 17 anni ed ero in prima squadra con la Roma, la squadra di cui sono tifoso. Andavo a 2000, ero sulle nuvole. Era un sogno, neanche mi permettevo di alzare il braccio. Mi allenavo forte e giocavo forte, questo era l’unico pensiero. Ricordo gli allenamenti di Luis Enrique, erano basati su un rombo e sul creare rombi in mezzo al campo in modo che ogni giocatore che avesse la palla potesse avere tre soluzioni di passaggio davanti a lui. Era sempre un dare e muoversi per creare la superiorità numerica. A livello umano non guardava in faccia a nessuno, aiutava e parlava tanto soprattutto con noi giovani. Mi fece entrare in un’amichevole a Valencia, si fece male Perrotta e in panchina c’erano anche Brighi e Simplicio ma mi disse ‘scaldati che entri subito’. Mi ha fatto esordire, posso solo dire che mi fa piacere vederlo adesso alzare la Coppa dei Campioni“.
La noia
LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Uno dei mali del terzo millennio. La noia. Non bastavano le tarantelle tutte mediatiche su D’Amico, il cui arrivo, mai in discussione, è stato certificato dal comunicato della Roma. Ora riparte la noiosa tarantella, sempre tutta mediatica, suPaulo Dybala. Basterebbe fare semplici ragionamenti per non sentire più caldo di quello che fa. Fateci caso. Passa il tempo non cambia la gente che gioca a pallone. Ogni volta che uno straniero torna in patria, manda in tilt il Paese che lo ospita, o quantomeno i tifosi della società che lo paga. Con dichiarazioni da figliol prodigo che non chiude la porta al ritorno a casa. Ci sono poi gli accolli di professione. Fra questi, spiccano i comunicatori argentini, specialmente quelli legati al Boca (leggi Voca). Che hanno una passione smodata per i connazionali ultratrentenni che giocano in Europa da almeno dieci anni. E che ogni volta che tornano in Sudamerica vengono accerchiati da cronisti, insider e streamer che gli infilano il microfono anche nel naso pur di fargli dichiarare che prima o poi torneranno in patria e magari lo faranno per giocare nel Voca. È una tradizione. A cui non si sottrae Dybala. Con un particolare. Che non si può sottovalutare. Fra il Ventuno e la Roma c’è una trattativa avviatissima, con reciproca volontà, benedetta da Gasperini, per rinnovare il matrimonio di almeno un altro anno. Non siamo all’ABC della negoziazione. Siamo alla R, alla S, probabilmente alla U. Dybala, che non resterà alla Roma alle condizioni finanziarie di Tommasi quando si ruppe i legamenti, guadagnerà, ovvio, meno rispetto all’ultima stagione, e potra tornare dopo una vita in Champions League. Avendo anche un ruolo mediatico legato al centenario. Cifre superiori le guadagnerebbe in Arabia, ma il suo treno per quel Paese ha deciso di non prenderlo due anni fa, perché non voleva sparire dal calcio che conta. Non siamo all’annuncio del rinnovo, ma manco alla rottura. O meglio. C’è una rottura, ma di genitali. Una noia nella quale soprattutto a Roma si sguazza. Si sguazza in una bacinella di acqua torbida, anche un po’ puzzolente. Stagnante. Una noia. I calciatori stranieri che tornano in patria per le vacanze o per giocare in Nazionale e si fanno rapire da cronisti locali che cercano il titolone sul possibile ritorno. Soprattutto in Argentina. Soprattutto se c’è di mezzo El Voca. ‘na noia. Se poi decidesse, rompendo una trattativa in stato avanzato, di tornare in Argentina, la Roma perderebbe un patrimonio tecnico. Ma in termini di visibilità, di soldi e di competitività, ci rimetterebbe soltanto lui.
In the box – @augustociardi
D’Amico ufficiale. Offerto Pulisic. A centrocampo c’è la pista Musah
Più 5o (milioni) in 17 giorni, la missione di Tony D’Amico innanzitutto è ufficiale — pure se a decorrere dal primo luglio, ma in realtà il ds è già al lavoro da settimane e non da giorni —, poi non è impossibile ma certamente è complicata. Ad aiutarla tante operazioni minori già completate: l’ultima, il riscatto di Baldanzi da parte del Genoa. La prossima, in via di definizione, è quella di Alessandro Romano, reduce dal prestito allo Spezia, che potrebbe fruttare più del previsto. Ecco perché in casa Roma ora sono fiduciosi sia di riuscire a centrare l’obiettivo entro il 30 giugno. (…) Su Koné si è mosso l’Atletico Madrid per primo, ma il francese ha rifiutato la destinazione. Lui continua a sognare il Psg, ma chi si è mosso concretamente con il suo agente è l’Arsenal. E la destinazione — questa sì — è gradita al centrocampista. Va tenuta alta l’attenzione su questa pista, allora. Ed è chiaro che, in caso di uscita di Koné, il centrocampo diventi un reparto al quale metter mano. C’è un nome, in tal senso, che andrebbe tenuto in considerazione: Yunus Musah, classe 2002, statunitense che l’Atalanta non ha riscattato dal Milan e che i rossoneri dovranno nuovamente piazzare. È uno scenario, non ancora una trattativa. (…)
(corsera)
Le sneakers conquistano le star del calcio, tra outfit alla moda e collaborazioni milionarie
Con il Mondiale appena iniziato, il calcio si riprende la scena ben oltre il rettangolo verde. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato: la cultura del pallone e quella dello street style si sono saldate fino a confondersi. Quella che era partita come una moda di nicchia – la riscoperta delle silhouette “terrace” amate dalle tifoserie inglesi – è diventata un fenomeno globale, e oggi le scarpe che i campioni indossano fuori dal campo fanno tendenza quanto i loro gol. Anche a Roma, dove i giallorossi sono osservati speciali tanto all’Olimpico quanto sui social.
Dal campo alla strada: perché la sneaker ha vinto
Per capire il fenomeno basta guardare come è cambiato il modo di vestirsi dei calciatori. Fino a non molti anni fa, l’uscita dal pullman in giacca e mocassino era quasi un obbligo. Oggi la sneaker ha preso il posto della scarpa classica anche negli arrivi allo stadio, nelle conferenze, nelle apparizioni pubbliche. Il motivo è semplice: unisce due cose che prima sembravano incompatibili, il comfort e lo status. Un paio di sneakers ricercate racconta gusto, appartenenza a una sottocultura e capacità di stare sul pezzo, esattamente ciò che un atleta-personaggio vuole comunicare.
Non è un caso che il mercato premi proprio i modelli più legati all’estetica da stadio. Le silhouette basse e rétro, dalle Adidas SL 72 alle Puma Palermo, fino alle Nike dal sapore vintage, sono tornate a essere oggetto del desiderio, segno di un gusto che pesca a piene mani nell’immaginario del calcio europeo. È la prova che il legame tra pallone e scarpe non è una trovata di marketing, ma una corrente culturale vera.
I giallorossi e lo stile sneakers
Se c’è un giocatore della Roma che ha fatto dello stile un tratto distintivo, è Paulo Dybala. La Joya cura ogni dettaglio del proprio look, dentro e fuori dal campo, e le sneakers sono spesso il punto d’appoggio dei suoi outfit: un equilibrio tra capi sartoriali e tocchi street che lo ha reso uno dei volti più fotografati del costume calcistico italiano. Un’eleganza mai sopra le righe, che parte letteralmente dai piedi.
Ma il discorso non si esaurisce con l’argentino. Matías Soulé porta nello spogliatoio giallorosso la sensibilità streetwear della sua generazione, fatta di felpe oversize e modelli ricercati.
Lorenzo Pellegrini, capitano e romano, incarna uno stile più sobrio e riconoscibile, quello in cui i tifosi si ritrovano.
Oltre la Capitale: i nomi della Serie A che dettano tendenza
Il fenomeno attraversa tutto il campionato. Rafael Leão, al Milan, è probabilmente il calciatore più immerso nella cultura sneaker e streetwear della Serie A: musica, collaborazioni e un guardaroba che parla la lingua delle nuove generazioni. Lautaro Martínez, capitano dell’Inter, predilige un’eleganza più misurata ma sempre curata. Dušan Vlahović ha l’allure da copertina, mentre Romelu Lukaku è uno dei pochi che si può definire un vero collezionista, capace di sfoggiare pezzi rari. A chiudere, Nico Paz, tra i giovani più seguiti, porta una freschezza che rispecchia perfettamente il gusto del momento.
Un fenomeno globale
Che non si tratti di una moda solo italiana lo dimostrano i nomi che, all’estero, hanno fatto dello stile un secondo mestiere. Achraf Hakimi alterna jogger su misura e sneakers alla moda con naturalezza; Florian Wirtz costruisce look giovani a base di felpe oversize e modelli classici; Trent Alexander-Arnold è considerato uno degli inglesi più eleganti in circolazione; e Kylian Mbappé, legato all’universo Jordan, raramente si fa vedere senza un paio ai piedi. Segnali diversi che raccontano la stessa storia: la sneaker è diventata il linguaggio comune del calcio contemporaneo.
I modelli che ricorrono ai piedi dei calciatori
Al di là dei nomi, sono sempre le stesse famiglie di scarpe a tornare negli outfit dei calciatori. Le Nike Air Max 97, con la loro linea inconfondibile, restano un evergreen; le New Balance 9060 hanno conquistato chi cerca un mix di comfort e gusto rétro-futurista; le Air Jordan 1 Low sono ormai un classico trasversale; mentre le Adidas dall’anima “terrace” e le Onitsuka Tiger intercettano chi preferisce volumi più puliti e minimali. Il bello è che non sono pezzi irraggiungibili da passerella: sono modelli reali, gli stessi che chiunque può infilare per dare carattere al proprio look.
Dove trovare sneakers originali a Roma
La buona notizia, per chi vive la Capitale e non solo, è che non serve guardare oltralpe per togliersi lo sfizio. A Roma c’è My Place Roma, realtà specializzata in sneakers originali con negozio fisico e store online: dai grandi classici Nike, Air Jordan e Adidas fino alle New Balance più ricercate, con la garanzia di prodotti autentici, la possibilità di pagamento rateale e un servizio clienti attivo sette giorni su sette. Un punto di riferimento in Via Elio Vittorini, 39 (quartiere EUR) per chi vuole portare ai propri piedi lo stesso gusto che, ogni settimana, vediamo sfilare fuori dal campo.
Mondiali, pareggio nell’esordio di Canada e Bosnia: a Toronto finisce 1-1
Si apre con un pareggio l’avventura della Coppa del Mondo 2026 per Canada e Bosnia ed Erzegovina. Nella sfida valevole per la prima giornata della fase a gironi, disputata al Toronto Stadium, le due nazionali hanno chiuso sul punteggio di 1-1.
La formazione bosniaca ha sbloccato l’incontro al 21′ del primo tempo grazie alla marcatura di Lukic. La reazione dei padroni di casa si è concretizzata nella ripresa: al 78′ è stato l’attaccante Larin a siglare la rete del pareggio definitivo. Con questo risultato entrambe le squadre conquistano il primo punto nel torneo.
Lazio, ufficiale: mercato obbligato a “saldo zero” (COMUNICATO)
La Lazio ha ricevuto ufficialmente il responso in merito all’indice del costo del lavoro allargato da parte degli organi di controllo. Il club biancoceleste sarà obbligato a condurre una sessione di trasferimenti a “saldo zero”, dovendo necessariamente cedere alcuni calciatori prima di poter registrare nuovi acquisti.
Di seguito il comunicato integrale emesso dalla società:
“La S.S. Lazio comunica di aver ricevuto in data odierna la comunicazione della Commissione indipendente incaricata della verifica dell’indice del costo del lavoro allargato.
Dalle risultanze trasmesse emerge che la Società potrà procedere alle operazioni di tesseramento dei calciatori nel rispetto di quanto previsto dall’art. 90, comma 4, lettera A), delle N.O.I.F.”
La decisione impone di fatto un blocco preventivo alle operazioni in entrata del club, che dovrà prima sbloccare l’indice attraverso le cessioni dei propri tesserati.
(sslazio.it)
Dovbyk diventa opinionista in Ucraina: scelto come commentatore del Mondiale (FOTO)
Artem Dovbyk “cambia” mestiere. Dopo aver chiuso in anticipo la sua stagione per infortunio (su di lui ci sarebbe anche l’interesse dell’Atletico Madrid), l’attaccante di proprietà della Roma è in Ucraina per commentare il Mondiale.
Sì, è stato chiamato da due conduttori del suo Paese per discutere della prima partita della manifestazione iniziata ieri sera in Messico. Lo stesso Artem sul suo profilo Instagram ha pubblicato delle storie della serata che ha passato in diretta.
Calciomercato Roma: prosegue la trattativa per il rinnovo di Dybala. Attese novità la prossima settimana
La Roma continua a lavorare al rinnovo di Paulo Dybala. Come scrive Gianluca Di Marzio, nonostante i tempi si siano allungati più del previsto, la volontà del calciatore è sempre stata quella di dare precedenza ai giallorossi. Le parti restano quindi in contatto e la prossima settimana potrebbe portare novità importanti, con l’entourage dellla Joya in attesa di una risposta per provare a chiudere definitivamente la questione rinnovo.
(gianlucadimarzio.com)
Juventus, ufficiale: Carnevali nuovo amministratore delegato e dg del club bianconero
Giovanni Carnevali lascia il Sassuolo per diventare ufficialmene il nuovo amministratore delegato oltre che direttore generale della Juventus. Lo ha comunicato la stessa società bianconera con un comunicato:
‘Il Consiglio di Amministrazione di Juventus FC ha deliberato oggi la nomina di Giovanni Carnevali ad Amministratore Delegato e Direttore Generale del Club, affidandogli la guida manageriale della Società con l’obiettivo di rafforzare il progetto sportivo e industriale bianconero. Dirigente tra i più apprezzati del panorama sportivo, Giovanni porta in Juventus un patrimonio di rilevante capacità manageriale. Uomo di calcio per vocazione e passione, Giovanni ha dedicato la sua vita professionale a questo settore, maturando esperienze e acquisendo responsabilità sempre più rilevanti, che gli hanno consentito di sviluppare una conoscenza completa delle dinamiche che governano il calcio moderno e delle prospettive di evoluzione. In particolare, nel corso della sua carriera, ha contribuito in modo determinante alla crescita e all’affermazione del Sassuolo Calcio, diventato nel tempo un esempio riconosciuto per sostenibilità, innovazione, valorizzazione dei talenti e capacità di creare valore, dentro e fuori dal campo. In qualità di Consigliere di Lega Serie A ha inoltre contribuito ai principali tavoli di confronto dedicati all’evoluzione e alla crescita del calcio professionistico italiano. “Sono orgoglioso e onorato di entrare a far parte di questo Club ricco di storia e identità – ha sottolineato Carnevali – Ringrazio la Società, l’azionista di maggioranza e John Elkann, per la fiducia che mi è stata accordata. Affronto questa nuova sfida con grande senso di responsabilità e con la convinzione che, attraverso l’impegno quotidiano, sia possibile costruire un percorso di crescita duraturo e un futuro di successi. Insieme a tutte le componenti della Società lavoreremo per rendere la Juventus sempre più protagonista in ambito nazionale e internazionale nel rispetto della storia del Club e delle ambizioni dei tifosi bianconeri” – ha voluto concludere così il nuovo AD bianconero. A Giovanni il caloroso benvenuto di tutta la famiglia bianconera e i migliori auguri di buon lavoro.’
(juventus.com)