La Roma al Mondiale 2026: i sei giallorossi presenti, le speranze di Dybala e Soulé e il caso Svilar

LAROMA24.IT – Una è la certezza: nessun azzurro andrà al Mondiale 2026. Nella drammatica (calcisticamente parlando) serata di Zenica il sogno dell’Italia è svanito, e anche quello di tutti i romanisti in campo e non solo. Mancini, Cristante e Pisilli non hanno raggiunto l’obiettivo, e lo stesso destino nella serata di ieri è toccato a Ziolkowski, con la Polonia eliminata dalla Svezia. Chi ha sorriso, invece, è stato Celik, la Turchia ha superato il Kosovo. I romanisti che quindi andranno a giocarsi la Coppa del Mondo in Stati Uniti, Canada e Messico, non sono molti.

Le certezze, di fatto, sono 6: Wesley (Brasile), Koné (Francia), El Ayanoui (Marocco), Malen (Olanda), Celik (Turchia) e N’Dicka (Costa d’Avorio). Questi sono, chi più chi meno, dei pilastri della propria nazionale e dopo il rush finale in campionato con la Roma la loro attenzione sarà completamente sulla competizione più prestigiosa al mondo.

Speranze a dir poco nulle per i due argentini: Soulé non ha mai esordito con la prima squadra, il c.t Scaloni non lo ha mai preso in considerazione nonostante una buona prima parte di stagione con la Roma. Mentre Dybala sembra essere uscito fuori dal giro della Selección, inoltre il numero 21 giallorosso è out per l’operazione al menisco. Pochissime le possibilità anche per Rensch di vestire la maglia dell’Olanda. Poi c’è la questione Svilar, il portiere in esilio ancora senza nazionalità. Il portiere giallorosso non può essere convocato con il Belgio dopo aver giocato uno spezzone di partita nel 2021 con la nazionale serba.

Derrick Köhn: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Nato nel 1999 in Germania (Amburgo), Derrick Köhn, l’esterno sinistro proposto a Roma e Juve, cresce calcisticamente in contesti importanti come il settore giovanile dell’Amburgo e successivamente del Bayern Monaco, dove affina le sue qualità tecniche e atletiche. Fa esperienze nelle seconde squadre, trova continuità tra Olanda e Germania, passando dall’Bayern Monaco II fino al Willem II, dove inizia a mettersi in mostra con maggiore regolarità. La vera svolta arriva però con l’Hannover 96, in Zweite Bundesliga: qui diventa uno dei migliori interpreti del ruolo, collezionando 8 gol e 12 assist in 56 presenze tra il 2022 ed il 2024, con prestazioni convincenti e attirando l’interesse di club di livello superiore. Passa così ala Galatasary, dove però non convince (viene anche mandato in prestito al Werder Brema) fino ad arrivare all’all’approdo all’Union Berlino, sua squadra attuale (25 presenze, 1 gol, su calcio di rigore, e 1 assist). Köhn è uno di quei calciatori con due anime: nato ad Amburgo e cresciuto nel calcio tedesco, nel 2017 ha anche collezionato una presenza con la Germania U19. L’esterno, però, ha scelto il Ghana: decisivi i colloqui con il ct Otto Addo, altro profilo legato sia alla Germania che alle radici ghanesi. “Ho la mentalità tedesca in me, ma il Ghana è parte di me”, ha raccontato lo stesso esterno, che nel novembre 2025 ha debuttato con le Black Stars e pochi mesi dopo, più precisamente ieri, lunedì 30 marzo, si è ritrovato addirittura a sfidare la Germania. Il match, terminato con il risultato di 2-1 per la squadra europea, ha determinato, inoltre, l’esonero del ct Oddo Addo.

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Köhn è un terzino sinistro naturale, ma nel corso della carriera ha dimostrato di poter giocare anche più avanzato, come confermato anche dal mister, Ole Werner, adesso allenatore del Lipsia, ai tempi del Werder BremaDerrick può giocare diverse posizioni nella corsia esterna sinistra. Porta con sé un buon ritmo e una buona comprensione del gioco. Ad Hannover aveva un buon tasso di gol e assist come difensore. Siamo sicuri che arricchirà la nostra squadra con le sue qualità“. Ama accompagnare l’azione e arrivare sul fondo, ma deve ancora crescere dal punto di vista difensivo, soprattutto nelle letture e nella gestione delle marcature. Il suo profilo è quello del classico quinto di centrocampo perfetto per sistemi dinamici, con velocità, spinta, tanta corsa e una struttura fisica molto valida (in tutta la sua carriera ha avuto solo un infortunio “serio”, quallo all’articolazione della caviglia, che gli fece saltare 4 partite con il Bayern Monaco II nella stagione 19/20), dunque caratteristiche utili, che potrebbero fare al caso di Gasperini.

Wesley che non c’è: 2 sconfitte su 4 gare senza il brasiliano. Tutti i “numeri” che perde la Roma

LAROMA24.IT – Ad appesantire le ripetute assenze offensive della Roma, da ormai un mese senza Dybala, Soulé, Ferguson e Dovbyk, è arrivato anche l’infortunio di Wesley, che ha riportato una lesione muscolare in Brasile. Sì perché nonostante arrivi come un terzino, poi rielaborato in quinto secondo la metrica di Gasperini, Wesley è stato fin qui un elemento chiave nella produttività offensiva della Roma.

Quella contro l’Inter, alla ripresa, sarà la 5a partita di Serie A senza il brasiliano in campo: 2 sconfitte, contro Genoa e Cagliari, e due vittorie, nel derby d’andata e l’ultima col Lecce, si legge a bilancio. Quando ha potuto, infatti, Gasperini l’ha sempre schierato tanto che, nel conteggio relativo al campionato, Wesley è dietro nei minutaggi solo a Svilar, Mancini, Cristante e Koné. Soltanto due volte, in Serie A, l’allenatore ha scelto di farlo partire in panchina: contro l’Atalanta (sconfitta per 1-0) e col Sassuolo in casa (vittoria per 2-0). Un altro punto in comune è in chi l’ha sostituito: tranne per il derby di settembre, quando Angelino era ancora proprietario legittimo della corsia sinistra e fu Rensch ad occuparsi del settore di destra, nelle altre tre occasioni è stato sempre Tsimikas a sostituirlo, visto il trasferimento praticamente definitivo a sinistra dell’ex laterale del Flamengo.

Oltre ai 4 gol, che ne fanno il 3° marcatore romanista della stagione, senza Wesley la Roma perde ulteriore tasso di pericolosità offensiva. Il classe 2003 è infatti il giallorosso con la miglior percentuale di realizzazione, nel rapporto tra tiri e gol, con il 18%. La capacità che ha di determinare si ritrova anche nel dato di xG assisted, quello che misura i passaggi decisivi attesi, in cui Wesley è secondo solo a Dybala, e a parimerito con Soulé, con un dato di 0,13 xG assisted “open play”, dunque escludendo quelli scaturiti da palla inattiva. Anche nei “passaggi chiave” si conferma come strumento offensivo importante: in questa classifica, dov’è quarto in generale nella Roma, si posiziona dietro soltanto a chi per mestiere deve “offendere”, come Dybala, Soulé e Ferguson, escludendo, anche qui, quelli da calcio piazzato. Una delle lacune più evidenti della Roma, acuita anche dalle assenze, è certamente quella dei dribbling: Wesley ne tenta 1,36 a partita, praticamente lo stesso dato di Malen, dietro solo a giocatori d’attacco come Ferguson, Dybala e Soulé, tutti indisponibili, chi più e chi meno. L’elettricità del brasiliano si traduce anche in un alto numero di falli guadagnati, 2,23 a partita, come nessun altro nella rosa di Gasperini.

Oltre ad essere 3° per passaggi in area “open play”, dunque escludendo quelli da palla inattiva, dietro a Dybala e Rensch (sì, proprio lui…), Wesley è anche il maggior rifornitore di cross riusciti in area e il 2° per precisione, dietro a Tsimikas che può poggiarsi però su un minutaggio più ristretto che restringe il valore della statistica. In generale, Wesley sa “rischiare” le giocate, aspetto cruciale nell’ultimo terzo di campo: nei valori OBV (Statsbomb) di passaggi, dribbling e conduzioni è davanti a tutti nella Roma, anche a Soulé e Dybala che, intuitivamente, parrebbero i maggiori indiziati. Non solo col pallone, però, perché una delle caratteristiche di Wesley è quella di saper attaccare gli spazi, tanto che è 1° per palloni ricevuti in corsa nell’ultimo terzo di campo. Di tutto questo la Roma dovrà riuscire a farne a meno per il prossimo segmento di stagione.

Roma-Everton e l’Europa a rischio causa multiproprietà dei Friedkin: il caso Red Bull, la strategia del City e la retrocessione del Palace

LAROMA24.IT – La Roma è in piena lotta per un piazzamento europeo, attualmente al sesto posto la squadra di Gasperini si trova nel bel mezzo di una lotta che la potrebbe portare a giocare la Champions League il prossimo anno, con il quarto posto lontano tre lunghezze, ma uno scenario certamente possibile la potrebbe far tornare in Conference. Di mezzo c’è la competizione con cui i giallorossi continuano ad avere un conto in sospeso, l’Europa League. Una vera e propria lotta per l’Europa a otto giornate dal termine della stagione. Situazione analoga è quella dell’Everton, dopo annate con più bassi e alti, l’altro club guidato da Dan Friedkin sta vivendo un’ottima stagione in Premier League. Attualmente l’Everton è ottavo, a pari punti con il Brentford settimo e in zona Conference. Il quinto posto, valido per la Champions League è lontano tre punti. Uno scenario in cui la Roma, per forza di cose, guarda interessata. La Uefa non transige: squadre con la stessa proprietà non possono rischiare di affrontarsi nelle competizioni, una delle due deve rinunciare. Ci sono dei precedenti che testimoniano come la Uefa sia inflessibile in merito.

Proprio nella passata stagione, infatti, Crystal Palace e Lione, entrambe di proprietà di John Textor si sono qualificate in Europa League. La Uefa è immediatamente intervenuta, il regolamento e precisamente l’Articolo 5, comma 1 è chiaro: «Nessuno può essere contemporaneamente coinvolto, direttamente o indirettamente, nella gestione, nell’amministrazione e/o nel rendimento sportivo di più di un club che partecipi al club». Nonostante Textor avesse venduto le quote del club non è stato possibile far giocare ad entrambe le squadre l’Europa League, questo perché le norme Uefa non prevedono eccezioni per le cessioni effettuate dopo il 1° marzo. A farne le spese è stato il club inglese, retrocesso in Conference League. Il Lione, invece, ha raggiunto l’Europa League per aver ottenuto una posizione in classifica più alta. Uno scenario che, per forza di cose, fa paura alla Roma.

Un altro esempio in cui c’è stato un cambio consistente del Cda è quello che ha riguardato il City Football Group. Nel 2024-2025, Manchester City e Girona si sono entrambe qualificate per la Champions League. Nessuna delle due formazioni, però, è stata esclusa dalla massima competizione per club. Questo a causa di un cambio all’interno del Cda. I nomi presenti in entrambi i Cda sono stati esclusi per evitare la retrocessione in Europa League in questo caso del Girona. Una mossa che, però, non è più concessa dalla Uefa non oltre il 1° marzo. Motivo per cui, come detto, il Crystal Palace ha dovuto rinunciare all’Europa League.

La Roma attualmente è sesta in campionato, quindi più in alto dell’Everton. Ma nel caso le due squadre dovessero qualificarsi per la stessa competizione ottenendo lo stesso piazzamento, ad avere la precedenza sarà l’Everton, perché a fare fede è il ranking del campionato. Con la Premier League in netto vantaggio sulla Serie A.

Tornando indietro nel tempo, un altro caso che ha fatto discutere è quello che riguarda Lipsia e Salisburgo. I club guidati dal “modello” Red Bull, nel 2018 si sono qualificate entrambe per la Champions League, ma l’Uefa dopo diversi controlli ha dato il via libera ritenendo come la relazione tra Red Bull e il Salisburgo, in seguito alle modifiche, è diventata una relazione di sponsorizzazione standard. Infatti, ci sono state molte modiche nel Cda di Red Bull ed è stato ridotto l’accordo di sponsorizzazione tra i due club.

Nulla (e nessuno) tira più di Malen: 3,3 tentativi a partita in area, più di tutti nei top5 campionati

LAROMA24.IT – Donyell Malen è arrivato sbattendo la porta della Serie A: 7 gol in 10 partite, più un altro in Europa League, diventando il miglior marcatore romanista in poco più di due mesi. Più della sua capacità realizzativa, forse, ad impressionare è la voracità con cui sa ricavarsi opportunità di tiro. Di base, infatti, l’attaccante che la Roma dovrà riscattare a fine stagione per 25 milioni di euro è un tiratore seriale. Al punto da mettere in fila tutti i principali attaccanti europei: Malen calcia 3,3 a partita dall’interno dell’area di rigore, un dato da primato tra i principali 5 campionati d’Europa. Alle sue spalle, con 3 tiri a partita dalla zona più calda del campo, ci sono Mbappè e Deniz Undav, secondo marcatore della Bundesliga con 18 reti fin qui con la maglia dello Stoccarda.

Più indietro, nella top 10, compaiono altri nomi illustri come Haaland, al 4° posto con 2,8 tiri a partita in area di rigore, seguito da Kane (2,7) e Kean (2,6), altro rappresentante della Serie A insieme a Lautaro Martinez, settimo e a pari merito con una vecchia conoscenza italiana, Muriqi, capace di segnare 18 gol fin qui col Maiorca. Completano la lista dei primi 10 tiratori d’Europa Lamine Yamal, per il quale servono poche spiegazioni, e Ante Budimir, sul quale, invece, è il caso di sottolineare le evidenti proprietà rigenerative della Liga visti i 14 gol (dopo i 21 dello scorso anno e i 17 di due stagioni fa…) dell’ex attaccante del Crotone.

I 10 CALCIATORI CHE TIRANO DI PIU’ DALL’INTERNO DELL’AREA DI RIGORE TRA I TOP5 CAMPIONATI D’EUROPA:

1 – Malen (3,3 tiri a partita dall’interno dell’area di rigore)

2 – Mbappé (3)

3 – Undav (3)

4 – Haaland (2,8)

5 – Kane (2,7)

6 – Kean (2,6)

7 – Muriqi (2,5)

8 – Lautaro Martinez (2,5)

9 – Lamine Yamal (2,4)

10 – Budimir (2,3)

ALAJBEGOVIC: chi è? (VIDEO)

La Roma continua a guardare al futuro. Il direttore sportivo Frederic Massara lavora in vista della prossima sessione di calciomercato e tra i nomi attenzionati c’è quello del classe 2007 Kerim Alajbegovic. Il giovane talento bosniaco, di proprietà del Bayer Leverkusen e in prestito al Salisburgo si sta mettendo decisamente in mostra in questa stagione avendo messo a referto7 gol e 2 assist con la squadra austriaca. Un esterno offensivo capace di svariare su tutto il fronte offensivo, qualità tecniche notevoli ma anche fisiche visto i suoi 186 centimetri di altezza. In molti lo definiscono come il nuovo Yildiz.

Nato il 21 settembre 2007 a Colonia, in Germania, ma di nazionalità bosniaca. La sua avventura tra i professionisti arriva proprio nelle giovanili del Colonia, poi il passaggio nel 2022 al Bayer Leverkusen. Negli anni si mette in mostra nelle giovanili del club tedesco. Nell’estate del 2025 passa in prestito al Salisburgo, dove la sua luce si sta accendendo. È un ambidestro, infatti Kerim Alajbegovic usa entrambi i piedi con disinvoltura e ciò gli permette di essere sempre un pericolo per i difensori avversari. Visione di gioco, dribbling e un grande tiro dalla distanza, un talento cristallino che sta sbocciando.

Il Bayer Leverkusen dal canto suo è già pronto ad esercitare l’opzione di recompra a 8 milioni di euro dal Salisburgo. L’attaccante, in procinto di affidarsi all’agente Ramadani, è seguito attentamente dal Napoli. Il direttore sportivo dei partenopei Manna, infatti, lo segue da tempo e vorrebbe portarlo sotto il Vesuvio. Anche la Roma, però, punta il calciatore in vista della prossima stagione per rinforzare un reparto, ovvero quello offensivo, che molto probabilmente verrà rivoluzionato.

4 partite senza vittoria: è la striscia negativa più lunga da fine 2024

LAROMA24.IT – La Roma ha incontrato il primo tunnel stagionale in uno degli snodi decisivi. Nelle ultime 10 partite, i giallorossi hanno raccolto solo due vittorie, contro Cagliari e Cremonese in casa, inanellato tutti i 5 pareggi dell’annata e rimediato 3 sconfitte nelle trasferte di Udine, Genova e Como. Un tratto, quello da fine gennaio a oggi, che se ha rimandato i discorsi europei alla sfida di ritorno di giovedì contro il Bologna, ha modificato di netto la visuale in campionato: alla 21a giornata la Roma, battendo il Torino, staccava la Juventus di 3 punti, caduta a Cagliari. 8 gare dopo è stata la squadra di Spalletti a passare davanti a quella di Gasperini nell’ultimo turno, in più c’è il Como che in questo tratto di stagione ha mangiato 8 punti sulla Roma: dal -5 di fine gennaio al +3 grazie al successo di domenica.

Per la prima volta in stagione, poi, la Roma ha infilato la quarta gara consecutiva senza vittorie, tra campionato ed andata degli ottavi di Europa League. Una serie così non capitava da 16 mesi, dal novembre del 2024: 6 gare consecutive senza vincere che portarono all’avvicendamento tra Juric e Ranieri. Dalla sconfitta per 3-2 in casa del Verona, il pareggio in Europa League con l’Union SG (1-1) e il ko con il Bologna che fu fatale all’ex allenatore poi anche di Southampton e quest’anno Atalanta. Da lì Ranieri che non riuscì immediatamente a sterzare: altre tre partite, con Napoli, Tottenham e l’Atalanta di Gasperini che portarono la serie negativa a 6 partite. Interrotta, poi, col 4-1 sul Lecce all’Olimpico, atteso nuovamente a domicilio proprio domenica prossima. Stavolta, però, sarebbe meglio anticipare il lavoro al giovedì.

Alla scoperta di Chiara Gentile: la carriera e i compiti della nuova Legal and Compliance Director della Roma

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – La Roma continua a inserire innesti all’interno dell’organigramma societario e rafforza la struttura manageriale con Chiara Gentile, nominata Legal & Compliance Director del club giallorosso. La dirigente prende il posto di Lorenzo Vitali, il quale decise di lasciare in estate il ruolo di Chief Administrative Officer & General Counsel per intraprendere una nuova avventura professionale e da dicembre è entrato a far parte dello studio legale internazionale DLA Piper nel ruolo di Co-Head del Sector Media, Sport and Entertainment.

La carriera di Chiara Gentile

Chiara Gentile ha ricoperto diverse posizioni nel corso della sua carriera e inizia nel 1999 con SACE in qualità di Counsel inserito nel “Dipartimento Affari Legali dell’Export Credit Agency Italiana”. Dal 2002 al 2005, invece, è Legal Manager di Bristol Myers Squibb e svolge consulenza legale strategica con specifico riferimento a campagne di informazione scientifica, operazioni di lancio di nuovi farmaci e dispositivi medici e operazioni di market access.

Dal 2005 al 2007 è Legal Affairs Department Manager di Hertz Italia e si occupa di consulenza legale strategica per le attività commerciali e di marketing, gestione legale del network degli agenti e dei franchisees, negoziazione e stesura di contratti e principali attività di compliance.

Per dodici anni, dal 2007 al 2019, ricopre il ruolo di Head of Legal Department di Birra Peroni e il focus è incentrato su consulenza legale strategica, partnership legale sulle campagne di marketing, lancio di nuovi prodotti, acquisizione di nuovi marchi, negoziazione e stesura di contratti e attività di compliance. Dal 2019 al 2022, invece, è General Counsel di F.lli De Cecco di Filippo – Fara San Martino S.p.A. e si occupa di gestione delle attività legali a livello nazionale e internazionale legate a consulenza strategica commerciale e di marketing, gestione del Portfolio IP e negoziazione e redazione di contratti.

L’ultima esperienza prima di entrare alla Roma è in qualità di Chief Legal & Compliance Officer e Head of Legal del Multiversity Group, il gruppo controllato da CVC Capital Partners. Qui gestisce governance e innovazioni regolatorie, negoziazione e redazione di contratti di natura strategica, supporto alle strategie commerciali e ai progetti di business development, compliance del Gruppo e del sistema di compliance ESG.

“Come General Counsel e Legal Affairs Director, il mio focus attuale è sulla Corporate Governance, consulenza legale in materia commerciale e marketing, tematiche di Compliance (membro dell’Organismo di Vigilanza D.lgs 231/01, GDPR Champion, Antitrust Compliance), Corporate Secretary ed operazioni straordinarie – scrive su LinkedIn -. Mi occupo della costruzione di sistemi di Compliance ESG, Rendicontazione (CSRD) e Due Diligence ESG (CSDDD), e dell’ottenimento del Sustainability Rating. La mia nuova frontiera è la gestione efficace e tecnologicamente avanzata di un team in-house, la sostenibilità e la digitalizzazione dei processi legali e di compliance”.

La Roma, quindi, si è assicurata una dirigente di grandissima esperienza, la quale durante la carriera ha lavorato in diversi settori (passando dall’Export Credit Agency Italiana all’industria farmaceutica e alimentare) “con il comune denominatore della gestione manageriale dei profili legali degli obiettivi aziendali in un contesto internazionale”.

Torna Kovacs dopo Celtic-Roma: 4 vittorie e il pareggio in casa della Real Sociedad con l’arbitro della finale di Conference

Sarà István Kovács l’arbitro del derby italiano tra Roma e Bologna, valido per il ritorno degli ottavi di finale di Europa League (andata terminata 1-1) e in programma giovedì alle ore 21 allo Stadio Olimpico. 

I precedenti tra il club giallorosso e il classe 84′ della sezione di Carei sono davvero positivi e fu proprio lui a dirigere la storica finale di Conference League 2021/22 contro il Feyenoord, vinta 1-0 grazie alla rete di Nicolò Zaniolo. Si tratta di uno dei migliori al mondo e ha arbitrato sia la finale di Europa League 2023/24 tra l’Atalanta di Gian Piero Gasperini e il Bayer Leverkusen (vinta 3-0 dalla Dea) sia l’ultimo atto della Champions League della passata stagione tra PSG Inter (5-0 per i francesi).

Il bilancio generale recita 4 vittorie e un pareggio per i capitolini negli incroci con Kovacs e l’ultimo precedente risale al successo per 0-3 contro il Celtic (sesta giornata della fase campionato di Europa League) grazie all’autorete di Liam Scales e alla doppietta di Evan Ferguson. Nelle altre sfide la Roma vinse 0-2 in casa del Braga (andata playoff di Europa League 2020/21) e 4-0 contro lo Zorya Lugansk (fase a gironi Conference League 2021/22). L’unico pareggio, invece, fu lo 0-0 contro la Real Sociedad nel ritorno degli ottavi di Europa League 22/23 e quel risultato valse l’accesso ai quarti dopo il 2-0 dell’andata.

Nessun precedente con il Bologna, che incontrerà Kovacs per la prima volta in carriera.

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La Roma ritrova Massa: con lui striscia di 5 sconfitte consecutive, l’ultima vittoria nel 2022

Sono state rese pubbliche le designazioni arbitrali per la 29esima giornata di Serie A. Per Como-Roma, in programma domenica 15 marzo alle ore 18, è stato scelto Davide Massa della sezione di Imperia. Il direttore di gara si appresta a dirigere i giallorossi per la 34esima volta in carriera.

Il bilancio complessivo dei 33 precedenti è di 10 successi per i giallorossi, 12 pareggi e 11 sconfitte. Il trend recente è però fortemente negativo: la Roma non vince con Massa da ben 9 partite (3 pareggi e 6 sconfitte) e il successo più recente risale al 1° ottobre 2022 (Inter-Roma 1-2). Inoltre, gli ultimi 5 incroci sono terminati tutti con una sconfitta per i giallorossi. Nelle ultime venti partite dirette da Massa la Roma ha ottenuto soltanto 3 vittorie.

L’ultimo di questi precedenti è la sconfitta per 0-1 nel big match contro il Napoli, gara caratterizzata da polemiche per la gestione del fischietto di Imperia. In quell’occasione, la rete decisiva di David Neres nacque da un contatto dubbio tra Rrahmani e Koné, giudicato regolare sia dall’arbitro sia dal VAR. La prestazione di Massa fu ritenuta insufficiente, con errori nella gestione dei cartellini.

Per quanto riguarda il Como, si tratterà del quinto incrocio tra l’arbitro ligure e la squadra lariana. I lariani, arbitrati da Massa, hanno collezionato una vittoria, un pareggio e due sconfitte.

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