La cronistoria di Ranieri nel ruolo di Senior Advisor: da “amico al lato di Gasperini” alla rottura del rapporto tra mercato e frecciatine

LAROMA24. IT (FABIO D’ASCANIO) – “Io sarò senior advisor, e mo’ traducetelo come ve pare. So che sarò un punto di riferimento per la società, consiglierò cosa è giusto e cosa non lo è, ma poi a decidere è la proprietà. Credo sia per tutti così. Se arriva un dirigente sopra di me, io che ci sto a fare? I tifosi devono stare tranquilli,io non scappo. Scappo solo se non conto. Non farò il parafulmine di nessuno. Se non decido e non mi sento importante, io non faccio il parafulmine, me ne vado. Oggi mi sento al centro del progetto. Nel momento in cui mi sentissi al lato di questo, arrivederci e grazie”. Era il 10 aprile 2025, è passato solamente un anno, quando in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, Claudio Ranieri annunciava il suo nuovo ruolo da consigliere dei Friedkin.

Un ruolo, quindi, che serve da bussola per orientare la proprietà nelle dinamiche sportive. Un uomo che conosce tutto di Roma e della Roma, un collante tra la proprietà, la squadra e la tifoseria. E l’allenatore soprattutto. “Sarò senior advisor, ma non so neppure bene cosa sia”, disse Ranieri il 28 aprile 2025. Dichiarazioni dal tono ironico, ma non troppo, perché tutte le parole, a un anno di distanza, pesano.

Poi, è partita la telenovela sul nuovo allenatore che avrebbe sostituito proprio Ranieri. “L’allenatore non è scelto da me, non funziona così. Se ho fatto una lista di nomi, con pregi e difetti, sta anche ai Friedkin deciderlo. Ghisolfi e io abbiamo seguito il modello inglese. Siamo partiti da 7-8 nomi per arrivare a 3-4. Siamo vicini, molto vicini. Sono convinto che arriverà un buon allenatore” disse sempre Ranieri il 10 aprile. Un ruolo sicuramente influente sulla scelta, ma non esclusivo: l’ultima parola è sempre della proprietà.

Poi, la virata, con tanto di incontro a Firenze insieme all’allora direttore sportivo Ghisolfi e il nuovo allenatore scelto: Gian Piero Gasperini. Il 17 giugno 2025 arriva la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore, vicino a lui proprio Claudio Ranieri. Un binomio che fin da subito i tifosi giallorossi hanno preso come punto di riferimento. “Gasperini stava antipatico anche a me. Io sarò un amico che sta a lato e, se serve, gli viene in aiuto. Gli diamo un anno di tempo per creare un gruppo e per iniziare il suo progetto”. Disse Ranieri per difendere il nuovo tecnico dallo scettiscismo iniziale della piazza con cui Gasperini, in passato, non aveva mai avuto un ottimo rapporto. “È un allenatore che riesce a cambiare la fisionomia di un atleta. Sa delle difficoltà che incontrerà in questi due mercati ma è stato chiamato per cominciare a costruire qualcosa che speriamo dia frutti rigogliosi. Personalità, schietto, parla in faccia, a volte anche a brutto muso, con me poche volte è successo perché fa parte del mio carattere, anche se a volte ero un po’ risentito. Voi siete bravi a trovare sempre le notizie, ora ci direte anche chi sarà il nuovo direttore sportivo. Lo conoscete tutti per quello che ha fatto, Gian Piero è qui con noi, grazie per essere venuto”. E qui si arriva a un punto cruciale, che in questi giorni ha certificato le forti tensioni tra i due: la composizione della rosa in sede di calciomercato.

Ranieri, anche prima di annunciare il suo nuovo ruolo, aveva parlato di “lacrime e sangue” per almeno due sessioni di mercato. Proprio quelle che, ad oggi, ha vissuto Gasperini nella Capitale. Nella conferenza stampa il Senior Advisor aveva parlato anche delle ambizioni della Roma, la Champions League veniva descritto come un obiettivo da centrare al termine del progetto: “Per il momento sono soddisfatto, poi bisogna lavorare, i ragazzi devono capire che c’è un cambio di mentalità. Quando sono arrivato il morale era sotto terra, sono stato più un fratello maggiore che li ha stimolati in ogni verso. Se dovevo riprendere qualcuno lo riprendevo in modo costruttivo, sono fatto così, non ho mai accusato nessuno, nella mia carriera con alcuni ci sono riuscito e con altri meno. È la qualità di ogni allenatore, arrivare ai giocatori che ti analizzano in ogni discorso. Vogliono persone leali e schiette. La Roma dove può arrivare? Alla fine del triennio stabilmente in Champions e quando si può vincere il campionato. Siamo orgogliosi di essere parte di questa nuova nascita. I Friedkin hanno speso tanto, vogliono ancora investire, sono bloccati ma stanno andando avanti sullo stadio. Vogliono il massimo, vogliono portare Roma a livello calcistico allo stesso livello del brand turistico”.

Finita l’estate, terminato il mercato, è stato proprio Claudio Ranieri a tirare le somma pubblicamente in un’intervista rilasciata a settembre ai microfoni di Sky Sport. “Dovremo stare in regola con i conti. Al limite ci sarà da vendere qualcosa, non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso dalla UEFA. Dobbiamo tenere i conti a posto”. La Roma di Gasp, intanto, era partita con il piede giusto in campionato, ma all’allenatore non era stato consegnato il tanto agognato esterno offensivo con la trattativa Sancho sfumata ad agosto: “Era economicamente molto pesante, ma i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. C’era da vendere qualcuno, un pezzo pregiato, altrimenti non potevamo farlo. Ma quel pezzo pregiato non credo si sarebbe mai venduto, perché i pezzi pregiati vogliamo tenerli. Dovevamo inserire dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo per poi poterli rivendere e rientrare con il fair play finanziario”. Lavorare con i giovani e valorizzarli, ed è questo uno dei punti di scontro. Gasperini avrebbe voluto giocatori pronti, soprattutto in attacco, giovani ma già con una base importante per poter essere competitivi. Il ruolo dell’esterno offensivo di sinistra non è stato mai coperto: Bailey è stata una comparsa, e a gennaio è arrivato in prestito l’oggetto misterioso Zaragoza.

Inizia la stagione e l’ambiente Roma si gode la presenza di Claudio Ranieri a Trigoria. Il Senior Advisor non è sempre presente, ma non manca il suo appoggio alla squadra e al tecnico. Basti pensare alla settimana del derby, in cui ha voluto vedere da vicino la squadra, lui che nei derby da allenatore è imbattuto. La stagione scorre, Ranieri afferma di non entrare ovviamente nelle questioni tecniche e non manca chiaramente l’appoggio a Gasperini. A gennaio, però, arriva un’altra sessione di calciomercato. Al termine di essa, è ancora una volta Ranieri ad esporsi. Il 5 febbraio Ranieri ha parlato così: ” Gasperini è stato scelto insieme alla società. La voglia è quella di andare il più alto possibile, ma sappiamo che stiamo costruendo”, in un’intervista in cui l’attenzione è stata spostata su un possibile ritorno di Totti in società.

Ad aprile, precisamente nel prepartita di Roma-Pisa, tutto o quasi è venuto a galla: “Tutti i giocatori arrivati sono stati visionati e approvati da me e Gasperini. Vero che abbiamo preso Malen e Wesley, ma anche gli altri. Troppo facile dire solo Malen e Wesley, avevamo preso anche Ferguson… Si è perso del tempo dietro a Sancho, ci abbiamo provato fino all’ultimo ma lui non è voluto venire. Abbiamo perso occasioni importanti, alcuni giocatori non piacevano a Gasperini e non li abbiamo presi. A causa del FPF abbiamo preso giocatori in prestito e alcuni si sono rivelati da Roma come Malen, mentre altri non sono a quel livello tra infortuni e difficoltà nell’ambientamento. Li cambieremo…”. Le parole di Ranieri sono state una risposta a dir poco rumorosa a quelle di Gasperini, che in conferenza stampa aveva identificato il “target” degli acquisti che avrebbe voluto e che vorrà nella sua avventura alla Roma.

Un anno fa Ranieri parlava di una lista di nomi per la panchina giallorossa da presentare ai Friedkin e così è stato, ma sempre nel prepartita di Roma-Pisa Ranieri ha svelato un dettaglio molto rilevante: “Avevamo stilato una lista di 5/6 allenatori, tre non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta, cioè partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Abbiamo preso dei giovani e parlo al plurale perché li abbiamo scelti insieme, Gasperini compreso. Non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse o lui non l’approvasse. Abbiamo preso Ziolkowski, Ghilardi, Venturino e Zaragoza. Non potevamo prendere Rowe, ci sono state tante combinazioni di mercato. Abbiamo cercato di fare tutto questo per dare all’allenatore una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions League e dei giovani da poter far crescere. Se mi continuerà a piacere questo ruolo, io sarò qui. Se non sarò interpellato me ne andrò, perché non sono qui a fare il garante di nessuno. Io amo la Roma, mi son fatto da parte come allenatore e sarò pronto a farmi da parte anche come Senior Advisor”.

E le parole di Gasperini dopo la vittoria contro i toscani hanno chiaramente certificato la tensione. Il tecnico ha provato a fungere da pompiere con una battuta quando gli è stato chiesto che effetto hanno fatto le parole di Ranieri: “Sono molto contento del 3-0 di stasera, la classifica è bella. Domani e dopodomani tiferemo Atalanta e Inter”. E sul riferimento fatto dal Senior Advisor sulla lunga esperienza del tecnico all’Atalanta, Gasp ha voluto chiarire come la struttura della rosa che aveva a Bergamo era ben diversa rispetto alla Capitale: “Sull’Atalanta sarebbe meglio non pronunciarsi. Lì sono stati ottenuti dei risultati con i giovani e anche con altri calciatori, è stato fatto qualcosa di straordinario. La squadra era molto competitiva sin da subito. Con Ranieri ci si vedrà la prossima settimana, non ci sono mai stati screzi con lui”. Ma non solo, perché in conferenza stampa l’allenatore si è espresso sul mercato e sulle scelte che a detta di Ranieri sono state condivise: “Ho lasciato libera scelta per quanto riguarda i giocatori che non conoscevo, ho indicato solo due giocatori importanti e ne è arrivato uno. All’inizio era determinante per me lavorare con gli attaccanti, perché perdevamo Shomurodov e non pensavamo di perdere Saelemaekers. La mia priorità era questa. Ho sempre battuto il chiodo su questo, poi purtroppo ci sono state difficoltà enormi quest’estate. Poi con Ranieri non ci è mai stato uno screzio, anzi condividevamo questa necessità”.

Una frattura tra le parti difficilmente risanabile. Ranieri non ha mai gradito gli attacchi ripetuti di Gasperini sul mercato, compresa la linea giovani, ma anche il contestare l’operato dello staff medico e in generale cercare di dare sistematicamente la colpa agli altri. Sul banco anche la questione legata a Pietro Leonardi, amico personale di Gasperini, che funge da consigliere. Leonardi è fuori dal calcio da 11 anni dopo la radiazione ma in attesa delle motivazioni della Cassazione che lo ha assolto da tutti i reati contestatigli. Leonardi, inoltre, avrebbe consigliato gli acquisti di Malen e Wesley.

Ora la decisione finale spetta ai Friedkin. Da una parte c’è l’uomo che hanno scelto come consigliere, che conosce come nessuno Roma e la Roma, dall’altra il tecnico che ha iniziato l’ennesimo progetto a medio-lungo termine e che dopo nemmeno una stagione potrebbe lasciare la Capitale. Gasperini, però, si auspica un incontro, anche da remoto, con la proprietà, per cercare un confronto diretto e mettere sul tavolo, una volta su tutte, le questioni aperte per tentare di programmare il futuro insieme.

Montassar Talbi: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – La Roma ha messo gli occhi sul difensore centrale Montassar Talbi. Nato il 26 maggio 1998 a Parigi, ma di nazionalità tunisina, è un difensore centrale di piede destro di proprietà del Lorient. Il calciatore, in passato, è approdato in un club italiano, senza però mai debuttare. A gennaio 2021, infatti, il Benevento aveva acquistato il calciatore a parametro zero. Il tunisino avrebbe dovuto vestire la maglia dei campani la stagione successiva, nel mentre è rimasto fino al termine del campionato con i turchi del Caykur Rizespor con cui il suo contratto è scaduto. La retrocessione del Benevento, però, ha stravolto i piani. Al termine della stagione Talbi ha deciso di non giocare la Serie B, e il Benevento lo ha ceduto al Rubin Kazan.

Dal 2022 è in forza al Lorient e si sta mettendo in mostra nel campionato francese con buone prestazioni. Alto 190 centimetri è un centrale di difesa dotato di un’ottima struttura fisica e abile nella marcatura. In questa stagione ha collezionato, fino ad ora, 26 presenze in Ligue 1. Il suo contratto con il Lorient scade il 30 giugno 2027.

Talbi, inoltre, è un pilastro della nazionale tunisina con cui ha collezionato 62 partite mettendo a referto anche 4 reti.

La Roma e il mal di attacco: mai così pochi gol alla 31esima giornata di A dal 1994-1995. Per Gasp dato peggiore negli ultimi dieci anni

LAROMA24.IT – (FABIO D’ASCANIO) La stagione della Roma sta scivolando via. Dopo la batosta di San Siro, la formazione di Gasperini è entrata, per forza di cose, in un periodo di crisi. Nell’ultimo mese, tra la corsa Champions divenuta molto complessa e l’addio doloroso all’Europa League, i giallorossi si sono persi. E il punto di forza della prima metà di stagione, ovvero la difesa, non è più una certezza. La porta di Svilar viene violata più volte, numeri completamente opposti per quella che per mesi è stata la migliore difesa d’Europa. Nel mentre, i numeri del reparto offensivo sono migliorati, complice soprattutto l’arrivo a gennaio di Malen, che si è preso sulle spalle l’attacco. Ma l’olandese, da solo, non basta. Alla 31esima giornata di campionato,la Roma ha prodotto 42 reti. Un dato che segna un record negativo per i giallorossi. Mai così pochi gol a questo punto del campionato negli ultimi 30 anni.

Questa mancanza di gol, inoltre, arriva con un uomo in panchina che nel recente passato è stato capace di guidare l’Atalanta per ben due volte a realizzare più di 100 gol complessivi in stagione: 103 reti nel 2018-2019, e 116 nel 2019-2020. Con la Roma per Gasperini si tratta di un trend completamente opposto. D’altronde il tecnico non ha mai nascosto il suo malcontento e le sue esigenze (mancate) per il reparto offensivo. L’estate scorsa in pochi si sarebbero aspettati una vena realizzativa così povera della Roma targata Gasperini .

Tornando indietro nel tempo, per trovare una stagione meno prolifica della Roma a questo punto del campionato bisogna tornare alla stagione 1994-1995, con soli 36 gol realizzati.

Per quanto concerne, invece l’attuale tecnico giallorosso, per trovare un campionato meno prolifico alla 31esima giornata bisognare tornare alla sua esperienza al Genoa, nello specifico alla stagione 2015-2016, con 36 reti.

La “banda del sesto posto” da Di Francesco a Gasperini: classifica, punti e campionato fotocopia alla 31esima giornata da 8 anni

LAROMA24.IT – La Roma di Gian Piero Gasperini continua a faticare e, al ritorno dalla sosta per le nazionali, subisce una pesante sconfitta per 5-2 in casa dell’Inter. La rete segnata da Federico Gatti al minuto 93 nel delicatissimo big match con la Juventus per la Champions League sembra aver fatto crollare le certezze dei giallorossi, che sono passati in un mese dal momentaneo +7 sul quinto posto (prima del 3-3 dei bianconeri) a -4 dal Como quarto in classifica. Il campionato dei capitolini ha preso una piega negativa e da quella sfida sono arrivate tre sconfitte in quattro partite (unica vittoria l’1-0 contro il Lecce), oltre all’eliminazione agli ottavi di Europa League per mano del Bologna. Ora la Roma è sesta in Serie A e l’Atalanta settima ha un solo punto in meno a due giornate dallo scontro diretto.

Il crollo dei giallorossi però non è casuale, dato che il rendimento nelle ultime otto stagioni è pressoché identico nonostante siano cambiati nove allenatori: la qualificazione in Champions manca dall’annata 2017/2018 e da quel momento la squadra ha sempre navigato tra il settimo e il quinto posto in campionato, arrivando tre volte sesta negli ultimi quattro anni. Soffermandoci sulla classifica a questo punto del campionato, la Roma galleggia in media proprio intorno alla sesta posizione (tanto da meritarsi l’appellativo di “banda del sesto posto”, riferito soprattutto ai calciatori che si trovano in rosa dall’inizio del percorso): il piazzamento peggiore fu nelle annate 2018/19, 2020/21 e 2024/25 con i giallorossi settimi, mentre il migliore fu nel 2022/23 con la squadra capitolina quarta e con il numero di punti più alto nelle otto stagioni prese in esame.

Oltre alla classifica, anche i punti totali sono simili dopo 31 giornate: la Roma ne fece 51 nel 2018/19 con la coppia Eusebio Di Francesco (esonerato dopo la 26esima giornata con la Roma quinta)-Claudio Ranieri e nel 2019/20 con Paulo Fonseca, mentre il picco fu raggiunto dai 56 ottenuti da José Mourinho nel 2022/23. Nelle altre stagioni i due portoghesi ne racimolarono 54 nel 2020/21 e nel 2021/22, mentre Mou e Daniele De Rossi arrivarono a 55 nel 2023/24. L’anno scorso, invece, alla guida della Roma ci furono Ivan Juric, De Rossi e Ranieri e al 31esimo turno di Serie A venne toccata quota 53. Ora Gasperini ne ha 54, motivo per cui la media in queste otto stagioni è di 53.5 punti.

I punti e la classifica della Roma alla 31esima giornata di Serie A dalla stagione 2018/19

  • Stagione 2025/2026, allenatore Gasperini: 54 punti (sesto posto in classifica)
  • Stagione 2024/2025, allenatori De Rossi-Juric-Ranieri: 53 punti (settimo posto in classifica)
  • Stagione 2023/2024, allenatori Mourinho-De Rossi: 55 punti (quinto posto in classifica)
  • Stagione 2022/2023, allenatore Mourinho: 56 punti (quarto posto in classifica)
  • Stagione 2021/2022, allenatore Mourinho: 54 punti (quinto posto in classifica)
  • Stagione 2020/2021, allenatore Fonseca: 54 punti (settimo posto in classifica)
  • Stagione 2019/2020, allenatore Fonseca: 51 punti (quinto posto in classifica)
  • Stagione 2018/2019, allenatori Di Francesco (esonerato dopo la 26esima giornata con la Roma quinta)-Ranieri: 51 punti (settimo posto in classifica)

Gasperini, l’Inter è un incubo: decimo ko consecutivo e solo 5 vittorie in 36 partite

LAROMA24.IT – La Roma cade inesorabilmente a Milano. L’Inter si impone con un netto e perentorio 5-2. Un altro big match perso, l’ennesimo. E anche per Gian Piero Gasperini si tratta di un ko che alimenta una striscia negativa: il tecnico giallorosso ha rimediato la decima sconfitta consecutiva contro i nerazzurri. Per Gasperini, l’Inter è un vero e proprio incubo. Da considerare, infatti, non ci sono solamente gli scontri da avversario, ma anche la sua breve e negativa esperienza sulla panchina nerazzurra, quando nella stagione 2011-2012 venne esonerato dopo appena cinque partite ufficiali, con un bilancio di 4 sconfitte e un pareggio.

L’allenatore della Roma, come detto, ha subito la decima sconfitta consecutiva contro i lombardi. Una striscia che è iniziata, ovviamente, durante la sua lunga avventura all’Atalanta. Anche sulla panchina giallorossa il tecnico di Grugliasco non è riuscito ad invertire il trend: dopo il ko casalingo per 0-1 dell’andata, è arrivata una cinquina dolorosissima. La più dura in termini di punteggio nella sua prima stagione alla guida della Roma.

L’ultimo punto raccolto da Gasp contro i nerazzurri risale addirittura al gennaio 2022, in un Atalanta-Inter a reti bianche. Per tornare all’ultimo successo, invece, bisogna andare indietro fino al 2018, con un 4-1 a favore dei bergamaschi.

Nel complesso, il bilancio di Gasperini contro l’Inter è a dir poco pessimo: 5 vittorie, 9 pareggi, e ben 22 sconfitte.

Darío Osorio: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT – Nato il 24 gennaio del 2004 (22 anni) in Hijuelas (Cile), Darío Osorio, ala destra di piede sinistro è stato osservato da uno scout della Roma ieri, sabato 4 aprile, nella partita di Danish Superliga tra il Midtjylland e il Sønderjyske. Il talentino cileno cresce sportivamente nel Club Universidad de Chile dove registra 51 presenze, 11 gol e 1 assist (Transfermarkt), da qui viene prelevato nel 2023 dal Midtjylland, suo club attuale, dove mette a segno 22 gol e 15 assist in 103 presenze, iniziando a brillare e a ricevere apprezzamenti dalle squadre europee: su di lui ci sono diversi club della Premier, dal West Ham all’Arsenal. dal 2025 inizia a giocare con più continuità, giocando anche contro la Roma, subentrando al 46′, nella fase a gironi dell’Europa League il 27 novembre del 2025, nel match vinto 2-1 dai giallorossi. In passato è stato accostato a diverse squadre italiane, nel 2023 il Milan sembrava molto interessato, più recentemente, a gennaio, era finito nel mirino del Bologna. Il ragazzo cileno, oltre ad aver già esordito in nazionale (frequenta l’orbita della Roja da quando aveva 18 anni, 21 presenze e due gol per lui) fu tra i 100 candidati per il premio Golden Boy 2024, poi vinto da Yamal

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Osorio è un esterno offensivo naturale, alto (1,84 cm), atletico e con una grande visione di gioco, impiegato prevalentemente a destra ma capace di giocare su entrambe le fasce. Le sue qualità principali sono: il dribbling e l’uno contro uno, dove riesce spesso a creare superiorità; il tiro dalla distanza, uno dei suoi punti di forza; e la rapidità e il cambio di passo. È un giocatore moderno, adatto a sistemi offensivi dinamici, che può agire sia da ala pura che da esterno in un tridente, con la tendenza ad accentrarsi per cercare la conclusione

Roma, un solo scontro diretto vinto contro le prime sette. A San Siro urge invertire la rotta

LAROMA24.IT – Il bilancio della Roma negli scontri diretti in questa stagione è a dir poco negativo. Un trend certamente non isolato, nelle ultime stagioni i giallorossi hanno sempre raccolto poco o nulla nei big match. Con Gasperini in panchina l’andamento non è cambiato. È arrivata, infatti, una sola vittoria contro le squadre che si trovano nelle prime sette posizioni, quella firmata da Wesley nella gara d’andata giocata all’Olimpico contro il Como. Per il resto, i punti raccolti sono solamente tre: frutto dei pareggi contro Milan, Napoli e Juventus. Poi, solo sconfitte.

Nel girone d’andata è arrivato l’unico squillo, l’1-0 già citato contro il Como. Poi, solo sconfitte e quasi sempre senza gol fatti. Le sconfitte contro Inter, Napoli, Milan, Juventus e Atalanta, hanno messo la Roma di fronte alla realtà dei fatti: nei big match, c’è sempre qualcosa che manca. E Gasperini non sembra aver trovato ancora la soluzione definitiva. Nel girone di ritorno fino ad ora, complice la capacità di realizzazione arrivata dai gol di Malen, c’è stato un andamento nel complesso migliore, ma non in termini di punti: tre pareggi, contro Napoli, Milan e Juventus, in cui in due occasioni su tre il successo è svanito nel finale di partita. Poi la tanto discussa sconfitta di Como.

Nella domenica di Pasqua, il gruppo di Gasperini se la vedrà a San Siro contro l’Inter. E si tratta, di fatto, della penultima occasione per cercare di invertire un trend assolutamente negativo. L’ultimo impegno contro le prime sette della classe sarà quello in casa contro l’Atalanta. Due sfide in cui servono punti necessari per sperare nella qualificazione alla prossima Champions League.

La Roma di Gasp e il bilancio dopo la sosta: dalle prime due sconfitte in A all’1-3 contro la Cremonese. E ora la “rivincita” con l’Inter

LAROMA24.IT (FABIO D’ASCANIO) Torna il campionato. Archiviata l’ultima sosta per le nazionali della stagione, la Roma guidata da Gian Piero Gasperini si prepara al rush finale. Otto partite per una lotta agguerrita alle posizioni europee. Con la Champions League che dista tre lunghezze. La 32° giornata metterà i giallorossi di fronte alla capolista Inter, nella cornice di San Siro. La Roma, dunque, affronterà di nuovo i nerazzurri nel match dopo la sosta, come successo nel mese di ottobre. Ecco il bilancio stagionale dei giallorossi alla ripresa del campionato.

Al rientro dalla prima pausa nazionali, quella di settembre, la Roma ha rimediato la prima sconfitta della gestione Gasperini. Lo 0-1 interno maturato contro il Torino con la rete di Simeone. Una prestazione decisamente incolore dei giallorossi, in un Olimpico bollente a causa delle temperature estive. Un passo indietro consistente rispetto alle prime due uscite vittoriose contro Bologna e Pisa, in cui la Roma non si è mai resa realmente pericolosa dalle parti della porta granata.

Dopo la seconda sosta è arrivata un’altra sconfitta. I primi due ko in campionato, infatti, combaciano proprio con la partita che arriva dopo gli impegni delle nazionali. Il 18 ottobre la Roma cade nuovamente all’Olimpico, contro l’Inter. Il gol di Bonny dopo pochi minuti dall’inizio ha deciso la contesa. Il primo di tanti big match persi.

L’unica vittoria al rientro dalla sosta è arrivata a novembre, in trasferta contro la Cremonese. Il 23 novembre la Roma sbanca lo Zini con un 1-3 convincente e mai in discussione. Con il secondo e terzo gol, arrivati subito dopo l’espulsione di Gasperini.

Mondiale 2026, l’Italia spera nel ripescaggio in caso di ritiro dell’Iran: il regolamento e la decisione della FIFA

La Bosnia supera l’Italia ai calci di rigore e fa cadere, per la terza volta consecutiva, la nazionale italiana nell’abisso. In America, Canada e Messico, la spedizione azzurra non ci sarà. Nelle ultime ore sta circolando, anche per cercare una speranza di fatto irreale, la possibilità di unripescaggio per gli azzurri. La questione aperta è quella che riguarda l’Iran, che potrebbe ritirarsi dalla competizione a causa della guerra con gli Stati Uniti. Il presidente della FIFA Infantino ha dichiarato che l’Iran ci sarà, ma nel caso di ritiro l’articolo 6 comma 7 lascia spazio ad interpretazioni.

L’articolo 6.7 del regolamento FIFA recita infatti: “Se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra federazione”. Non esiste, quindi, un ripescaggio diretto, la scelta è della FIFA a “propria esclusiva discrezione“.

Uno scenario che lascia spazio a interpretazioni e a possibilità per l’Italia, che tra le non qualificate è la prima nel ranking mondiale, occupando la dodicesima posizione. A ridurre notevolmente le speranze degli azzurri è che in caso di ritiro dell’Iran, la FIFA con altissima probabilità effettuerà il ripescaggio con un’altra squadra asiatica, quindi della stessa federazione. In questo caso ad accedere al Mondiale sarebbe la nazionale degli Emirati Arabi Uniti.

Il regolamento non mette, di fatto, nessun paletto, con la FIFA libera di scegliere, ma il ripescaggio dell’Italia resta comunque un’opzione remota, di fatto quasi impossibile.

(fanpage.it)

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Inter-Roma al milanese Sozza: dal derby al 3-3 con la Juventus, è il quarto big match stagionale

A distanza di poco più di un mese, la Roma ritrova Simone Sozza. Il direttore di gara aveva arbitrato la gara del primo marzo, il rocambolesco 3-3 contro la Juventus dopo il quale i giallorossi hanno faticato e non poco. Nella domenica di Pasqua, 5 aprile, Sozza arbitrerà nuovamente la Roma, ancora in un big match: Inter-Roma. Il fischietto della sezione di Seregno è al quarto incrocio con la squadra di Gasperini in questa stagione, oltre al già citato 3-3 contro la Juventus, Sozza ha diretto anche la gara d’andata contro i bianconeri, mentre a inizio stagione c’è stato il derby vinto per 0-1 con la rete di Pellegrini.

La Roma è la squadra maggiormente arbitrata da Sozza in Serie A, sono 17 i precedenti: il bilancio per la Roma è di 8 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte. Il classe 1987, invece, ha arbitrato 8 volte i nerazzurri, con un bilancio di 6 vittorie e 2 sconfitte. L’unico precedente che ha visto Sozza arbitrare Inter-Roma è quello del 23 aprile 2022, match terminato con il punteggio di 3-1 a favore dei padroni di casa.

Nell’ultimo precedente contro i bianconeri, da segnalare un episodio fortemente dubbio non punito, ovvero la vistosa trattenuta di Bremer su Malen in area di rigore. Passando alla scorsa stagione, è impossibile non ricordare l’episodio che ha deciso uno scontro diretto per la qualificazione in Champions League. Il mancato rigore per fallo di Pasalic su Koné in Atalanta-Roma. Episodio che ha scatenato una furiosa reazione dell’allora tecnico giallorosso Claudio Ranieri: “Ci hanno sempre detto che il VAR interviene solo se c’è un evidente errore, ma qui si vede Pasalic sbagliare l’intervento e toccare il ginocchio del mio giocatore. L’arbitro aveva fischiato il penalty e doveva rimanere tale! Sul rigore possiamo discutere, ma spiegateci per giustizia sportiva perché il VAR è intervenuto. Sozza non mi ha dato spiegazioni, non ero degno di riceverle…” aveva detto nel postpartita Ranieri. In panchina, con i bergamaschi, c’era chiaramente Gian Piero Gasperini.

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