LAROMA24.IT – Tra i profili seguiti dalla Roma per rinforzare il reparto offensivo c’è anche quello diNoah José Saviolo, esterno offensivo del Vitória Guimarães che negli ultimi mesi si è ritagliato spazio nel massimo campionato portoghese. Nato a Bruxelles il 7 marzo 2004, Saviolo è cresciuto calcisticamente in contesti di alto livello. I primi passi li ha mossi nel settore giovanile dell’Anderlecht, una delle academy più prestigiose del Belgio, prima del trasferimento in Francia al Lille, altra tappa importante nella sua formazione. Nel 2022 la scelta del Portogallo, con l’approdo al Vitória Guimarães, club che ne ha completato la crescita tecnica e tattica.
Con il Vitória Guimarães B ha iniziato a confrontarsi con il calcio senior mettendo in mostra buoni numeri in rapporto al minutaggio. Le prestazioni gli sono valse la chiamata in prima squadra, con cui in questa stagione ha trovato continuità, accumulando presenze tra campionato e coppe, con 2 gol e 5 assist in 29 partite (Transfermarkt), oltre a minutaggi sempre più importanti. Nell’estate del 2025 il club ha blindato il giocatore con un contratto fino al 2028, segnale evidente della fiducia riposta nel suo percorso.
Caratteristiche tecnico-tattiche Dal punto di vista tecnico, Saviolo è un classico esterno offensivo moderno, capace di partire prevalentemente da sinistra per poi accentrarsi sul piede destro, ma utilizzabile anche sull’altra corsia. Ha gamba, cambio di passo e una discreta sensibilità tecnica nello stretto, caratteristiche che lo rendono particolarmente interessante in campo aperto.
Anche il suo percorso internazionale racconta una storia particolare. Nato in Belgio, con origini africane e formazione distribuita tra Belgio, Francia e Portogallo, Saviolo ha vissuto un tragitto calcistico multiculturale. Ha indossato la maglia del Belgio Under 15, è transitato anche nel giro delle selezioni giovanili congolesi, prima di approdare nel percorso del Portogallo Under 21, a conferma di un profilo seguito anche a livello internazionale. In Portogallo è stato anche nominato giovane del mese dal Vitória, riconoscimento che racconta bene quanto il club creda nella sua crescita.
La Roma supera in extremis il Parma e si prende una vittoria vitale per le speranze Champions League. Gli uomini di Gasperini si portano così a quota 67 punti in classifica ottenuti dopo 36 giornate di campionato. Per i giallorossi si tratta del miglior punteggio ottenuto nelle ultime stagioni.
Per un bottino maggiore, infatti, bisogna tornare alla stagione 2017-2018, quando la Roma targata Eusebio Di Francesco aveva ottenuto, a due giornate dal termine 73 punti, per poi chiudere il campionato a quota 77. Dalla stagione 2017-2018, la Roma non ha mai centrato la qualificazione in Champions League e alla 36esima giornata ha sempre avuto un rendimento peggiore rispetto all’annata in corso. L’obiettivo di Gian Piero Gasperini è sicuramente quello di ottenere il massimo in queste ultime due partite contro Lazio e Verona per poi tirare le somma. Lo scorso anno erano 63 i punti, mentre nel 2023-204 e nel 2022-2023 ancora meno, 60. Nel 2021-2022, la prima stagione di Mourinho, uno di meno, e quindi 59. 58 nel 2020-2021, 64 nel 2019-2020, con Fonseca in panchina e infine 62 nel 2018-2019 nella stagione dell’esonero di Di Francesco e il ritorno di Claudio Ranieri.
Donyell Malen non si ferma più. L’attaccante ex Aston Villa, arrivato a gennaio, sta trascinando a suon di gol e ottime prestazioni la Roma di Gian Piero Gasperini. Contro il Parma è arrivata un’altra doppietta decisiva, che permette a Malen di arrivare a quota 14 reti in giallorosso, 13 in Serie A e una in Europa League. Un bottino pazzesco che vale un altro record: con 14 reti, Malen è diventato il miglior marcatore olandese nella storia della Roma. Superato, quindi, Kevin Strootman che ha messo a segno 13 gol in giallorosso.
LAROMA24. IT – La Roma rimonta il Parma al fotofinish. Gli uomini di Gasperini non mollano il treno per la Champions League con una vittoria arrivata in rimonta nei minuti finali di partita. Dopo il vantaggio firmato da Malen nel primo tempo, i giallorossi sono calati nella ripresa e il Parma di Cuesta ne ha approfittato portandosi addirittura in vantaggio con le reti di Strefezza e Keita. Quando tutto sembrava perso, la Roma ha trovato la forza di reagire in un modo che non le è mai riuscito in questo campionato: segnando oltre il novantesimo. Una Roma che, quindi, non molla.
Prima del match del Tardini i giallorossi, infatti, erano ultimi a quota zero insieme al Pisa nella classifica dei gol segnati nei minuti di recupero. La rete di Rensch al 94′ e il rigore trasformato da Malen addirittura al 100′, tengono in vita la Roma nella corsa all’Europa che conta. 3 punti pesanti che certificano come la Roma, ora, sappia reagire e incidere anche nei minuti finali di partita. Una qualità certamente da non sottovalutare per cercare di agguantare il quarto posto.
LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – La Roma sta iniziando a pianificare la prossima stagione e vuole accontentare le richieste di Gian Piero Gasperini con l’obiettivo di rendere la squadra ancora più competitiva. Il club giallorosso sta monitorando diversi profili e nella lista dei desideri c’è anche Lautaro Rivero, difensore centrale del River Plate. La società capitolina ha inviato due scout in Argentina per osservarlo da vicino e ha già avviato i primi contatti con Los Millonarios: nel contratto del classe 2003 c’è una clausola rescissoria da 100 milioni di euro, ma la Roma é pronta a metterne 20 sul piatto per assicurarsi uno dei migliori prospetti del calcio sudamericano.
La carriera
Nato il 1° novembre 2003 a Moreno (36 km a ovest di Buenos Aires), Lautaro Rubén Rivero Cruz ha cinque fratelli e inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio nella squadra Los Halcones, per poi passare al Villa Luro Norte e a La Victoria.
All’età di 14 anni entra nel settore giovanile del River Plate, ma per aiutare economicamente la famiglia svolge diversi lavori e vende quaderni, fiori e alfajores (tipici biscotti ripieni argentini) al mercato centrale o ai semafori: “Vendevo alfajores, fiori e quaderni al mercato centrale – rivela lui stesso nel corso di un’intervista –. Lavoravo durante il periodo di vacanze concesso dal River Plate, ma non ho mai smesso di allenarmi. Mi alzavo alle cinque e mezza, prendevo l’autobus e dopo l’allenamento andavo a vendere fino al tramonto”. Il ragazzo, molto legato alla famiglia, è l’esempio perfetto di umiltà, passione, sacrificio e dedizione: “La prima cosa che voglio è che la mia famiglia stia meglio e possa avere tutto ciò che merita. Voglio vedere mia madre, mio padre e i miei fratelli stare bene. Se sono qui è grazie a loro. Ho dovuto superare molte difficoltà e per loro do il massimo”.
De vender alfajores en los semaforos a estar en la lista de convocados de la selección Argentina. Todo eso en un lapso de dos años. 2023 y 2025.
Questa routine continua fino al 2023, quando firma il suo primo contratto da professionista dopo aver indossato la fascia da capitano nelle varie selezioni Under. Nell’estate del 2024 arriva la svolta con il prestito al Club Atlético Central Córdoba della città di Santiago del Estero e vince a sorpresa la Copa Argentina, anche se gioca soltanto 30 minuti nel secondo turno contro il Club Estudiantes de La Plata e 9 ai quarti contro Temperley.
Nel 2025, invece, diventa un titolare inamovibile: 14 partite (sempre da titolare e in campo per 90′) su 16 nel Torneo Apertura e tutte le gare della fase a gironi della Copa Libertadores prima della conclusione del prestito e del conseguente ritorno al River Plate, con cui parte per gli Stati Uniti in occasione del Mondiale per Club (senza scendere in campo). “Ero convinto che il trasferimento al Club Atlético Central Córdoba fosse la scelta migliore per me – le sue parole -. Il mio obiettivo era giocare le partite necessarie per poter tornare al River”.
L’allenatore dei biancorossi, Marcelo Gallardo, gli dà fiducia e lo fa esordire il 9 agosto 2025 in casa dell’Independiente in occasione della quarta giornata del Torneo Clausura: Rivero resta in campo per tutto il match (0-0) e contribuisce al clean sheet. Da quel momento gioca con maggiore regolarità, fino a diventare un pilastro della squadra. Le ottime prestazioni attirano l’interesse del commissario tecnico dell’Argentina Lionel Scaloni, il quale decide di convocarlo per le amichevoli con Venezuela e Porto Rico nella sosta di ottobre: dopo essere rimasto in panchina nel primo test, Rivero entra all’intervallo del match con il Porto Rico al posto di Nicolas Otamendi e l’Albiceleste vince con un netto 0-6.
All’età di 22 anni sogna la convocazione in vista del Mondiale e la chiamata passa attraverso il rendimento con il River Plate: quest’anno è a quota 17 presenze tra tutte le competizioni (rimasto fuori in sole 4 occasioni) e, oltre ad aver trovato il suo primo gol con la maglia de Los Millonarios a febbraio, nel mese di aprile ha firmato il rinnovo del contratto fino al 30 giugno 2029 con una clausola rescissoria da 100 milioni.
Le caratteristiche tecnico-tattiche
Lautaro Rivero inizia la sua carriera da calciatore in un ruolo differente: nel corso del provino con il River Plate viene provato inizialmente come esterno, poi come centrocampista centrale e infine arretra in difesa per il suo fisico (è alto 185 centimetri). Si tratta di un centrale roccioso e particolarmente aggressivo, che ama fare contrasti e cercare di anticipare l’avversario. A causa del suo stile di gioco (simile a quello dei suoi punti di riferimento Lisandro Martinez e Cristian Romero) riceve molti cartellini gialli, motivo per cui deve sicuramente migliorare nella pulizia dell’intervento: con il River Plate ha rimediato 13 ammonizioni in 33 partite, un numero davvero elevatissimo.
Nella squadra argentina gioca da centrale di sinistra in una difesa a quattro, ma può ricoprire anche il ruolo di braccetto in un reparto a tre. È dotato di un buon piede sinistro e sa gestire il pallone con lucidità, fornendo così un’ulteriore opzione nella costruzione dal basso. Inoltre ha grande senso della posizione e guida il reparto arretrato con autorevolezza. “Ha fame di gloria e voglia di continuare a crescere – le parole di Lucas Abascia, suo ex compagno al Club Atlético Central Córdoba –. Se gli daranno spazio, farà faville”.
Nel suo futuro potrebbe esserci la Roma, che lo ha già visionato dal vivo e potrebbe decidere di affondare il colpo in estate in caso di una cessione di un difensore.
Sarà Daniele Chiffi l’arbitro della sfida tra Parma e Roma, valida per la trentaseiesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 18 allo Stadio Tardini. Il fischietto della sezione di Padova incontrerà la formazione giallorossa per la quattordicesima volta in carriera e il bilancio recita 8 vittorie (di cui quattro consecutive), un pareggio e 4 sconfitte. L’unico incrocio in questa stagione risale al 18 gennaio 2026, quando la Roma vinse 0-2 contro il Torino grazie alle reti di Donyell Malen (primo gol con la maglia dei capitolini) e Paulo Dybala. Chiffi arbitrò anche Parma-Roma dello scorso campionato e in quell’occasione i giallorossi trionfarono per 0-1 con la perla su punizione di Matias Soulé.
Sono dieci, invece, i precedenti tra il direttore di gara e il Parma e il bilancio per i crociati è di 3 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte. L’unica partita degli emiliani arbitrata in questa stagione è il pareggio casalingo per 0-0 contro il Como.
LAROMA24.IT – Il 4-0 alla Fiorentina è servito a rigonfiare le speranze di un piazzamento in zona Champions a 3 giornate dalla fine. Non solo, con la vittoria di ieri la Roma è salita a 64 punti in 35 giornate che rappresentano il punto più alto toccato negli ultimi 8 campionati: dal 2017/18, infatti, i giallorossi non avevano un punteggio più alto dell’attuale arrivati a questo punto. Erano 70 in quell’anno, saranno 77 a fine corsa, l’ultima che regalò una classifica valida per la partecipazione alla Champions League successiva.
63 i punti che aveva registrato Ranieri allo stesso punto della scorsa stagione, uno in meno dell’attuale campionato, nonostante una classifica a quel punto migliore: la Roma, infatti, a 3 giornate dal termine era 4ª insieme a Juventus e Lazio. Fu il turno seguente a far finire fuori strada i giallorossi, sconfitti a Bergamo dall’Atalanta (di Gasperini…), con il pareggio nello scontro diretto tra Lazio e Juventus.
In tutte le altre stagioni recenti il 4° posto non era mai stato così vicino a questo punto: 6 punti dal Bologna nel 2023/24, 2 dal Milan nel 2022/23, addirittura 10, 12 e 11 da Juventus, Napoli e Lazio nei 3 anni precedenti. Solo il quinquennio vissuto tra Garcia, Spalletti e Di Francesco, condito da altrettanti qualificazioni almeno ai preliminari, rompe una sequenza di piazzamenti tra il 5° e il 7° posto che si protrae dal 2010/11. Il punteggio più alto raggiunto dalla Roma alla 35a giornata, negli ultimi tre lustri, sono gli 85 punti del 2013/14. Saranno appena uno in più, però, a fine stagione per via di un finale negativo ma che portò la prima stagione di Garcia a chiudersi al 2° posto.
LA SITUAZIONE DI CLASSIFICA ALLA 35ª GIORNATA DAL 2010/11 A OGGI:
2025/26 64 punti – 5ª a -1 dal 4° posto
2024/25 63 punti – 5ª parimerito con Juve 4ª e Lazio
2023/24 60 punti – 6ª a -4 dal Bologna 4°
2022/23 59 punti – 5ª a -2 dal Milan
2021/22 59 punti – 5ª a -10 dalla Juventus 4ª
2020/21 58 punti – 7ª a -12 dal Napoli 4°
2019/20 61 punti – 5ª a -11 dalla Lazio 4ª
2018/19 59 punti – 6ª a -3 dall’Atalanta 4ª
+ 2017/18 70 punti – 3ª a parimerito con la Lazio 4ª
LAROMA24.IT – Il nome di Israel Reyes torna fortemente in orbita Roma. Il club giallorosso sembrerebbe vicino all’acquisto del difensore classe 2000. Nato il 23 maggio 2000 a Autlán de Navarro, in Messico, Reyes è un calciatore molto duttile. Nasce come difensore centrale, negli ultimi anni invece ha ricoperto maggiormente la posizione di terzino dentro, ma può agire mediano di centrocampo davanti alla difesa. Un calciatore intelligente, dotato di una buonissima tecnica che gli permette di impostare bene il gioco in avvio di azione. Alto 180 centimetri per 73 kg, il messicano è un difensore moderno che sa adattarsi a più ruolo e sistemi, giocando abilmente sia in una linea difensiva a 3 che a 4.
Dal gennaio del 2023 è in forza al Club America, mentre in precedenza ha militato per due stagioni al Puebla. Reyes è pronto a fare il grande salto nel calcio europeo, dopo essersi messo decisamente in mostra in patria. In questa stagione ha collezionato 38 presenze complessive, condite da due assist. Il contratto con il Club America scade il prossimo 30 giugno e questo lo rende appetibile per un acquisto a parametro zero.
Reyes è un pilastro della nazionale messicana avendo collezionato fino ad oggi 31 presenze. Nel 2022, però, non è stato convocato dal Messico per il Mondiale in Qatar. Quest’anno, invece, Reyes sarà protagonista con la sua nazionale al Mondiale che giocherà, in parte, anche in patria. Una vetrina importante che potrebbe aumentare di molto la concorrenza per la Roma nel caso non dovesse arrivare prima dell’inizio della competizione l’accordo per il suo ingaggio.
Il difensore, in queste ore, si trova nella Capitale. Un segnale che potrebbe essere decisivo per il suo approdo alla Roma.
LAROMA24.IT – La Roma è riuscita a chiudere di nuovo la porta in trasferta come non le accadeva da oltre 3 mesi, dalla vittoria a Torino, contro i granata, del 18 gennaio. Da lì 7 gare giocate lontano dall’Olimpico, tra campionato ed Europa League, tutte con almeno un gol subito. Più volte, Gasperini, nel racconto della stagione ha rimarcato quell’impermeabilità decisamente sopra la media, generale e ancor più per le abitudini dell’ex allenatore dell’Atalanta, che aveva sospinto la Roma nella prima parte di stagione.
12 i gol subiti alla fine del girone d’andata dai giallorossi, 17 quelli già incassati dalla 20a alla 34a giornata di ritorno: un cambio di rotta che, probabilmente, ha svelato come fossero “irripetibili” i numeri iniziali, legati anche, se non soprattutto, a un rendimento di Svilar sovrannaturale. La Roma ha comunque mantenuto la propria zona più calda, quella dell’area di rigore, al riparo: soltanto Inter e Napoli concedono, infatti, meno tocchi all’interno degli ultimi 16,5 di campo agli avversari.
La Roma, in più, è la squadra che che concede meno gol dall’interno dell’area di rigore: soltanto il 72,41% delle reti subite arriva dalla parte più intima del campo romanista. Dietro la squadra di Gasperini, in questa classifica, ci sono Juventus e Fiorentina. La peggiore, paradossalmente, è il Napoli con addirittura il 93,94% dei gol subiti dall’interno dell’area di rigore, nonostante sia la squadra che offre meno tiri (solo il 56,45%, la Roma è terza qui) dagli ultimi metri. Stupisce meno, invece, che tra le prime 4 ci siano altre squadre di media o alta classifica come Lazio e Milan. La tendenza delle formazioni di Sarri e Allegri ad abbassarsi e difendere a ridosso dell’area, inevitabilmente, porta più facilmente gli avversari ad accedervi. Al contrario, invece, seppur Gasperini conceda mediamente occasioni ad alto rischio (0,11xG medi per tiro avversario, dietro solo a Bologna e Lecce), la continua pressione romanista permette di limitare gli accessi avversari all’area di rigore di Svilar.
LA CLASSIFICA, IN PERCENTUALE, DI GOL SUBITI ALL’INTERNO DELL’AREA DI RIGORE:
Napoli 93,94% dei gol subiti all’interno dell’area di rigore
Sarà Luca Zufferli della sezione di Udine a dirigere il match tra Roma e Fiorentina, in programma all’Olimpico lunedì 4 maggio alle 20:45. Per Zufferli si tratterà del sesto incrocio in carriera contro i giallorossi. In questa stagione ha arbitrato la Roma nella prima giornata di campionato, il successo per 1-0 contro il Bologna e nel ko di Cagliari arrivato il 7 dicembre 2025 con l’espulsione di Celik. Proprio a Cagliari la direzione di gara è sembrata abbastanza incerta: Zufferli non ha punito Folorunsho dopo aver avuto un comportamento nettamente antisportivo in una discussione nata con Hermoso.
La Roma all’Olimpico con Zufferli ha vinto due volte su tre precedenti: contro il Bologna a inizio stagione come detto, e contro il Genoa nella passata stagione. L’unico ko casalingo risale all’inizio della scorsa stagione, quando l’Empoli si impose all’Olimpico per 1-2 il 25 agosto 2024.
Per la Fiorentina il bilancio con Zufferli è senza dubbio positivo: i toscani in 6 match con il fischietto di Udine hanno ottenuto 4 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta.