Lazio: Zaccagni e Patric saltano il derby per problemi muscolari. Cataldi a rischio a causa della pubalgia, oggi l’ultimo provino

Brutta tegola per la Lazio in vista del derby di domani. Come scrive quotidiano sportivo, infatti, Mattia Zaccagni salterà la stracittadina. L’attaccante biancoceleste ha accusato un problema muscolare e contro la Roma non ci sarà.

(corsport)


La Lazio continua a perdere pezzi e, oltre allo squalificato Alessio Romagnoli e all’infortunato Mattia Zaccagni, anche Patric sarà costretto a saltare il Derby della Capitale. Il difensore spagnolo si è fermato nella seduta di rifinitura per un problema muscolare e non scenderà in campo. Da valutare anche la situazione di Danilo Cataldi, il quale sta lottando contro la pubalgia: il centrocampista sosterrà un ultimo provino nel pomeriggio e, in caso di ok dello staff medico, si accomoderà inizialmente in panchina contro la Roma.

(pazzidifanta.com)

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Settore giovanile: ipotesi Margiotta come responsabile se D’Amico dovessere essere il nuovo ds

Dalla scelta del nuovo direttore sportivo dipenderà anche il prossimo responsabile el settore giovanile. Come scrive il giornalista Flavio Maria Tassotti, infatti, se D’Amico dovesse essere il nuovo ds giallorosso potrebbe portare con se una serie di collaboratori. Uno di questi potrebbe essere Massimo Margiotta, attuale responsabile del settore giovanile del Verona.

Zaniolo: “Se potessi tornare indietro mi lascerei in maniera meno brusca con la Roma”

SPORTWEEK – Nicolò Zaniolo ha rilasciato una lunga intervista all’inserto de La Gazzetta dello Sport, tornando anche sul suo periodo giallorosso. Le sue parole: “Se tornassi indietro mi lascerei in maniera meno brusca, meno violenta, con Roma. Intesa come società. ambiente, tifosi. Roma e la Roma mi hanno accolto quando non ero nessu-no e mi hanno cresciuto. Roma mi ha fatto esordire in Champions. Roma città mi ha dato mia moglie Sara e il primo figlio. insieme ci siamo divertiti. Abbiamo esultato per la vittoria in Conference League, conquistata con un mio gol. Mi dispiace per come è finita. Se tornassi indietro. sarebbe la scelta che non rifarei”.

(…)

A Roma hai avuto Di Francesco, Ranieri e Mourinho: una parola sola per definire dascuno dei tre.

«Di Francesco: visionario, perché mi ha fatto esordire giovanissimo in Champlons contro il Real. Visionario fu anche Roberto Mancini, che mi portò in Nazionale quando ancora non avevoesordito in A. Ranieri: leggenda. Mourinho è il maestro. Con lui m i sento ancora adesso. Sembra sapere ancor prima della partita quello che potrebbe succedere e tante volte le sue previsioni si rivelano esatte. E poi è umile, incredibile se si pensa alla sua fama».

Altra parola: paura.

«É uno stato d’animo, un sentimento a me sconosciuto. Sono sincero. Peggio dei due crociati rotti, nel calcio non può succedermi nulla».

Neanche in quei momenti hai avuto paura?

«Ho temuto di non tornare quello di prima, magli infortuni vanno messi in preventivo. Se in 15-20 anni di carriera non ti capita niente, vuoi dire che sei baciato dal Signore. All’inizio, però, è stata dura accettarli. il primo l’ho preso come una sfida: ritornerò più forte di prima, mi dicevo. Il secondo, invece, me l’ha fatta venire, la paura di non riprendermi completamente. Sono stato bravo a lavorare tantissimo aspettando il momento giusto per rientrare in campo».

Derby, Serra (ex prefetto Roma): “La Lega ha sbagliato in maniera clamorosa a non prevedere la convergenza dei due eventi”

TRS – Il dottor Achille Serra, ex prefetto di Roma, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Tele Radio Stereo 92.7 per commentare il caos derby dei giorni scorsi. Di seguito le sue dichiarazioni:

Che idea si è fatto di questa situazione?

“Mi sono fatto diverse idee. Innanzitutto la Lega ha sbagliato in maniera clamorosa a non prevedere la convergenza dei due eventi. Che la finale degli Internazionali si sarebbe giocata il 17 maggio lo si sapeva da mesi e mesi, forse da un anno. Ha indovinato la scelta il prefetto Giannini, e lo avrei fatto anche io, perché l’ordine pubblico deve essere avanti a tutti. Quando puoi succedono fatti, di chi è la colpa? Del prefetto e del questore, tutti si lavano le mani. Quando la Roma vinse lo Scudetto ero prefetto di Firenze e dalla Capitale arrivarono 15mila persone. Parlai con i responsabili delle curve fiorentini e mi dissero che più di 2 mila posti non avrebbero concesso, quindi ci sarebbero state 13 mila persone in giro per Firenze. Rinviai la partita all’indomani, ebbi le critiche del grande presidente Sensi che ho sempre amato ma si gioco di lunedì. Non so questo tornare indietro quanto convenga, francamente: ci sarà una grande confusione e se ci dovessero essere incidenti ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità. Quello che mi dispiace è che le televisioni hanno grande influenza sul calcio, questo condiziona un po’ tutti dalla Lega alle Istituzioni. Bisogna tener presente anche questo aspetto”.

Ha parlato di ordine pubblico, lodando la scelta del prefetto Giannini: ma è davvero così difficile gestire l’ordine pubblico durante il derby di Roma? Non crede che la litania sulla pericolosità stia diventando qualcosa di romanzato che va a influire sui comportamenti delle tifoserie?

“Sono d’accordo, anche perché sono convinto che gli incidenti se vogliono farli li fanno la sera come anche il pomeriggio. Gli incidenti si prevedono prima, le tifoserie si mettono d’accordo. Mattina, pomeriggio o sera diventa la stessa cosa. All’interno dello stadio ormai quasi mai succedono incidenti, fuori sì. Non è una condizione indispensabile. Credo che adesso i tifosi abbiano capito e sono convinto che questi incidenti si possano prevenire. Ma quando si mettono in un cerchio di un chilometro 100 mila persone, chi deve andare da una parte e chi dall’altra, diventa difficile. Mi auguro che tutto vada bene con queste scelte”.

Il rinvio della stracittadina a lunedì alle 20:45, nonostante la prefettura abbia più volte ribadito che il derby non si possa giocare la sera perché pericoloso, è una perdita di coerenza che conviene allo Stato nel raccontare una certa verità?

“Capisco perfettamente, ma su questo posso rispondere solamente dopo. Non so quali notizie siano arrivate alla questura, se sono arrivate notizie di probabili incidenti è giusto spostarla al giorno dopo. Se queste notizie si sono rasserenate è giusto tornare a marcia indietro per accontentare Lega e televisioni. Nella speranza che non succeda niente, altrimenti prefetto e questore diventano gli obiettivi di tutti. E questo non sarebbe neanche giusto”.

Un pronostico sull’orario: prima o poi si potrà tornare a giocare il derby la sera?

“Sono decisioni che prendono il prefetto e il questore, non sono nelle loro teste. Io le facevo giocare di sera e me ne assumevo le responsabilità. Credo che adesso il tutto si sia rasserenato. La mia speranza, parlando della partita, è vedere la Roma andare in Coppa dei Campioni: sarebbe una gioia immensa”.

Cicinho: “Distrutto dall’alcol: in un giorno 70 birre e 15 caipirinhe. Oggi sono un pastore”

GASPORT – Per lui il calcio è stato un mezzo per un fine molto chiaro: bere. A 13 anni Cicinho si è avvicinato alle birre durante un festino con gli amici e da lì non si è più fermato fino ai 32. “Più crescevo e guadagnavo, più bevevo. A Roma ho fatto il record in un giorno: 70 birre, 15 caipirinha e due pacchetti di sigarette”. Oggi lo racconta con il sorriso di chi non ha più conti in sospeso col passato. (…) A Casal Palocco la sua villa diventa presto teatro di festini fino alle quattro di mattina: “Alle otto mi alzavo e andavo ad allenarmi”. Anni dopo scoprirà anche una forma di depressione, curata grazie all’aiuto della moglie. Oggi Cicinho vive a San Paolo, fa l’opinionista tv, non beve da 14 anni e da dieci mesi ha intrapreso anche un percorso come pastore evangelico.

Partiamo da qui. Come si è avvicinato alla religione? 

L’ex giocatore del Real e della Roma si racconta senza filtri: “Iniziai a bere a 13 anni a una festa, me ne sono innamorato. Vivevo il calcio così: guadagnare soldi per divertirmi. Ho 33 tatuaggi, ma soltanto otto li ho fatti da sobrio”

Come si è avvicinato alla religione?

“Grazie a mia moglie Marry. A Roma mi portò per la prima volta in chiesa. Oggi faccio i culti, parlo della storia di Gesù e l’anno prossimo celebrerò anche il matrimonio di due amici brasiliani in Italia. Credo molto in Dio: ti aiuta a purificarti dal male”.

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Quand’è che ha perso il controllo? 

“Quando andai al Botafogo, nel 2001. Lì bevevo venti birre e dieci caipirinha al giorno. A 17 anni iniziai anche a fumare sigarette. Ma io il calcio lo vivevo così: volevo arrivare in alto, guadagnare tanti soldi e divertirmi. Quando sono arrivato al San Paolo e poi in nazionale pensavo di aver già ottenuto tutto”. 

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Nessuno si accorse di questa sua dipendenza? 

“Stavo sempre a casa. Andavo a letto alle quattro del mattino e alle otto ero all’allenamento ubriaco. Prima di uscire bevevo tre o quattro caffè e mangiavo un pacchetto di cicche per coprire l’odore dell’alcol. E in campo andavo pure forte. Nemmeno Capello sospettava qualcosa”. 

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Come nasce invece il trasferimento alla Roma nel 2007? 

“Grazie a Doni. Fece una videochiamata Skype con Totti che mi disse: “Guarda che i Galacticos siamo noi”. Mi convinse subito. E poi Roma aveva già avuto tanti brasiliani importanti come Cafu, Aldair e Zago”. 

Nella Capitale si è dato una regolata? 

“All’inizio sì. Con Spalletti mi trovavo benissimo e giocavo tanto. Poi nel 2009 mi ruppi di nuovo il ginocchio e ricominciai a esagerare. Lì ho capito che soffrivo di depressione, anche se all’epoca non volevo ammetterllo”

(…)

Però qualcuno cercò di darle una mano. 

“Bruno Conti soprattutto. Mi parlava sempre con affetto: ‘Cicinho, meno feste e più allenamento’. Anche Pradè mi stava addosso. A Roma sono legatissimo. Spero che un giorno mio figlio Emanuel ci possa giocare. Ha 5 anni e vuole diventare professionista”. 

Un segreto da rivelare negli anni di Roma? 

“Una volta Rosella Sensi entrò furiosa nello spogliatoio dopo una sconfitta e disse che non avevamo carattere. Heinze voleva che Totti reagisse, ma Francesco gli disse: ‘Aò, stai sereno, lo stipendio arriva lo stesso’. Heinze rispose: ‘Tu non puoi fare il capitano’. Da quel momento l’argentino non vide più il campo”.

Derby e tennis: il maxipiano

Fatto l’accordo, non senza fatica e con sollecitazioni giunte da più dir-zioni – dalla politica ai club, con il sospetto che anche lo spauracchio degli ultras possa aver in qualche modo influito – è partita la rincorsa alle contromisure per fare in modo che il derby di domani fili liscio. La decisione di farlo giocare alle ore 12 è figlia, come è noto, di un patto tra Lega Calcio e Prefettura, dopo che quest’ultima aveva disposto il posticipo a lunedì sera a causa della contemporanea finale degli Internazionali di tennis e gli organizzatori del campionato avevano deciso di portare il responsabile dell’ordine pubblico in tribunale. La palla che il Tar ha passato all’Avvocatura dello Stato, giovedì pomeriggio, è diventata una patata bollente tale da indurre le partì a rivedersi, mettendo a punto un piano condivisione dei rischì. (…) Sono stati previsti dei corridoi di avvicinamento differenziati per l’afflusso dei tifosi del calcio e degli spettatori del tennis, favorendo modalità di animo e di esodo idonee. (…) I romanisti raggiungeranno l’Olimpico dal lungotevere Tahon de Revel e, quindi, dal Ponte Duca d’Aosta, con indirizzamento verso i varchi diPiazza Lauro de Rosis. Chi ha un biglietto in MonteMario invece transitare da Ponte della Musica, Lunga-tevere della Vittoria e Viale Angelico, per poi intraprendere Via del Gladiatori. Saranno 49.000 i supporters giallorossi. La medesima direttrice di avvicinamento sarà destinata ai fan del tennis (oltre 10330) che potranno raggiungere l’area del Foro attraverso l’accesso di Viale delle Olimpiadi e di Via Canevaro. (…) La supervisione aerea sarà affidata ai piloti del Reparto Volo e garantita da decine di droni, con il collegamento live delle immagini gestito dal centro che si trova nella sala operativa della Questura . (…)

(corsport)

Gasp e medici: un rapporto mai decollato

Dybala operato 40 giorni dopo l’infortunio, Ferguson finito sotto i ferri per sistemare la caviglia malconcia a 50 giorni di distanza dall’ultima partita giocata, il 22 gennaio contro lo Stoccarda. E poi c’è Dovbyk, che ha saltato 30 partite per infortunio nel corso di questa stagione a causa di un infortunio. (…) Sono queste le tre storie più clamorose relative all’Infermeria, vicende che possono aver compromesso il rapporto di fiducia – necessario a questo – tra lu staff tecnico e quello medico. Qualche incomprensione è sorta pure sui tempi di recupero. Valga per tutti l’esempio di Wesley: Gasp voleva schierarlo contro l’Atalanta, il 18 aprile, perché il ragazzo diceva di stare bene, l’ok dei medici però non è mai arrivato e cosi il brasiliano è rimasto fuori dai convocati. (…)

(corsport)

Gasp non può fallire. Un solo dubbio: Pisilli o Pellegrini

Gasperini ha mantenuto la promessa. «Si deciderà in volata», aveva detto in tempi non sospetti sulla qualificazione Champions. Alla volata la Roma è arrivata. E basta già per non catalogare il campionato giallorosso come negativo. Perché questo, in fondo, veniva chiesto all’allenatore nei giorni più bui, quelli della doppia sconfitta Genoa-Como e dell’eliminazione dall’Europa League: restare in corsa fino all’ultima giornata, a prescindere da come sarebbe andata a finire. (…) Anche ieri Gasperini ha fatto allenare la squadra alla mattina, più o meno lo stesso orario in cui si scenderà in campo domani. Contano anche i dettagli. Conta, chissà, pure l’occhio di Ryan Friedkin: il vicepresidente dorme a Trigoria, i colloqui con Gasp in questi giorni sono quotidiani. Ma il futuro adesso può attendere. (…) Il dubbio di formazione è uno solo. Gasp con ogni pro-babilità sceglierà il trequartista centrale, come praticamente sempre ha fatto lungo la stagione contro le squadre che giocano col play basso. All’andata il compito fu dato a Pellegrini, prima su Rovella e poi su Cataldi. Adesso il numero 7 è in ballottaggio con Pisilli, che va considerato in leggero vantaggio. Ipotesi numero tre: Pisilli più basso in coppia con Koné e Cristante sulla trequarti. (…)

(corsera)

Lamberto Giannini (prefetto Roma): “Derby e Internazionali un’occasione per la città. Aumentata la sicurezza”

IL MESSAGGERO – Il Prefetto di Roma Lamberto Giannini ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano romano, parlando delle sfide in termini di sicurezza in vista del derby e degli Internazionale nella giornata di domenica. (…)

Premesso che le forze dell’ordine, come già è successo in altre occasioni, gestiranno l’ordine pubblico al meglio, non crede che concentrare decine di migliaia di persone in uno stesso posto sia un rischio che forse si poteva evitare?

«Intanto, questa è ancora una volta l’occasione per dire che le forze dell’ordine qui a Roma sono veramente un’eccellenza e d si può contare in maniera assoluta. Per quanto riguarda la concentrazione di decine di migliaia di persone, ecco, qui si è intervenuti: il piano di “safety” significa avere la certezza di un piano strutturato, fatto con percorsi presidiati da tanti uomini che si adopereranno proprio per agevolare l’afflusso e il deflusso delle persone e per evitare assembramenti pe-ricolosi. Devo comunque dire che si tratta di un’area molto vasta e comunque abbiamo valutato anche che tra la fine del derby e l’inizio della finale del singolare maschile ci sono tre ore. E questo può essere un tempo che con un’organizzazione adeguata può essere assolutamente sufficiente per gestire questa quantità di persone».

Al di là della sicurezza, c’è in ballo anche il tema dell’immagine della città, che in caso di incidenti rischia di essere macchiata proprio nel momento in cui sta esprimendo il meglio di sé. E questo per la mancata programmazione da parte della Lega Calcio, che evidentemente ha a cuore tutto tranne che la Capitale. Come giudica questa mancanza di programmazione?

«Sicuramente c’è stato un problema, però sono altrettanto certo che non si ripeterà più. Per quanto riguarda il rischio, sicuramente c’è un rischio, come per tutti gli eventi di questo calibro, ma ritengo possano esserci le condizioni per gestire tutto al meglio delle concrete possibilità. Allo stesso tempo c’è anche l’opportunità di dimostrare ancora una volta che Roma è in grado di gestire eventi importanti, facendolo insieme, Voglio ringraziare per tutto il sostegno che c’è stato in questo percorso, non sempre facilissimo, da parte del sindaco e da parte del presidente della Regione che hanno sempre chiaramente a cuore le ragioni della città e che si sono molto adoperati in queste fasi, dan-do un grande sostegno alle decisio-ni che sono state prese».

Se guardiamo come è andata a finire lei è l’unico che si è preso la responsabilità di decidere. Cosa che non ha fatto il Tar e che non ha fatto nemmeno la Lega calcio, arroccata su posizioni di assoluta chiusura a qualsiasi cambiamento. E forse anche i club avrebbero potuto fare qualcosa di più, non crede?

«Le decisioni che sono state prese sono arrivate dopo delle elaborazioni fatte in comitato per l’ordine e la sicurezza. È nostro compito prendere delle decisioni così come è nostro dovere mutarle se ci convinciamo che stanno cambiando le condizioni oppure se ci sono maggiori garanzie di sicurezza da parte di chi organizza gli eventi. In questo caso devo dire che ha influito anche il fatto che si andava ad impanare su eventi previsti in altre città italiane. Voglio aggiungere che noi abbiamo un grandissimo rispetto per le tifoserie, e per il mondo del calcio. Sappiamo quanto sia importante dal punto di vista economico. E mi faccia dire che ricordo anche quanto il mondo del calcio, ricominciando a giocare nel periodo del Covid, ci abbia aiutato a venire fuori da una crisi nera. Quindi nessuna polemica con il mondo del calcio, solo la necessità di avere delle garanzie per gestire in sicurezza eventi importantissimi. Aggiungo poi che anche l’esplosione del tennis, che ha ritrovato grandi campioni e entusiasmo, chiaramente porta tantissimo pub-blico; e questo aumenta il nostro impegno ma ci fa piacere perché si-gnifica sostenere uno sport di ec-cellenza dove l’Italia sta veramente ottenendo dei grandissimi risultati».

(…)

Può dire qualcosa sul sistema di sicurezza che verrà adottato domenica? Cosa metterete in campo?

«Il sistema di sicurezza messo a punto in Questura è importante e innovativo. Si tratta di un sistema integrato tra l’evento calcio e l’evento di tennis che saranno studiati per la gestione come un unico evento, con un responsabile che si interfaccerà coni responsabili delle forze di polizia e soprattutto con un numero molto aumentato di steward e professionisti che potranno gestire le fasi dell’accesso e del deflusso. Chiaramente anche l’impegno delle forze dell’ordine sarà massimo, così come sarà massimo anche l’impegno della polizia locale».