IL TEMPO (L. PES) – Cercata, voluta, conquistata. La Champions League è realtà per la Roma e per Gasperini, che è stato tra gli unici a crederci dall’inizio e durante il percorso, spingendosi oltre le richieste del club. Non era tra gli obiettivi richiesti quello di terminare nelle prime quattro, ma l’allenatore di Grugliasco, e con lui la squadra, l’ha fortemente desiderato fino a toccarlo con mano nella notte magica di Verona. Terzo a settantatré punti, bottino che dalle parti della Capitale non si vedeva dal 2018, anno in cui i giallorossi chiusero proprio al terzo posto. In pochi pensavano che la filinia potesse scalzare una tra Inter, Napoli, Juve e Milan, e invece, passo dopo passo, a Trigoria si è costruito un campionato fatto di cadute ma, soprattutto, di un’ambizione presente e trainante sin dall’inizio. La partenza inaspettata ha permesso a Gasperini di conquistare la vetta dopo dodici giornate tra vittorie sofferte e i primi vagiti di un calcio totale che la sua squadra svilupperà in modo crescente. Poi le fatiche d’inverno tra alcuni scivoloni pesanti e un marzo da dimenticare tra Europa e Serie A. Dalla rimonta subita con la Juve all’eliminazione in coppa col Bologna. Poi il finale da specialisti, firmato proprio dal tecnico piemontese che in questi anni tra aprile e maggio spesso e volentieri è arrivato all’obiettivo. Sei vittorie nelle ultime sette partite, di cui cinque di fila nelle ultime giornate. Ruolino da altissima classifica che ha permesso ai giallorossi di scalare la classifica dal sesto al terzo posto, superando Juve, Como e Milan quando tutto sembrava perduto. La difesa, che comunque è stata battuta soltanto più volte di quella del Como, come arma per i primi mesi del campionato. Svilar paratutto e la capacità di vincere tante partite uno a zero. Poi è arrivato Malen e la squadra ha preso forma e sembianze del suo allenatore. Più gol e più uomini coinvolti nella fase offensiva. L’olandese è stato l’uomo della svolta dopo mesi difficili alle prese con i continui problemi fisici di Dovbyk, Ferguson, Bailey e Dybala. Quest’ultimo vittima, suo malgrado, di una gestione grottesca dell’infortunio al ginocchio che, oltre al mese abbondante di stop, gliene ha fatti perdere quasi altri due a causa di valutazioni sbagliate. L’argentino ha vissuto la sua stagione più negativa a livello di numeri con la maglia della Roma. Ma Gasperini ha sempre creduto in lui e nel finale si sono rivisti sprazzi di «Joya» pura. Un monito per il futuro per uno dei diamanti più luminosi di un gruppo che proprio l’allenatore ha difeso e condotto per la prima volta nell’Europa dei grandi.
Autore: FedericoL
Roma, pranzo a Trigoria. Gasp ringrazia la squadra
LEGGO (F. BALZANI) – Fuochi d’artificio, occhi lucidi e un’accoglienza da re a Fiumicino quando era quasi mattina. Il giorno dopo la conquista del terzo posto a Roma c’è aria di festa e di pacche sulle spalle. Gasperini, l’artefice massimo del ritorno in Champions, ha organizzato un brunch a Trigoria e tenuto un discorso alla squadra prima del rompete le righe. Il tecnico ha ringraziato Dybala e compagni per l’unione e la fedeltà dimostrata in un’annata che può rappresentare tanto per il club. E’ partito il lungo applauso mentre nelle auto e nelle case dei tifosi si sentiva a chiare note l’inno della Champions. Che porterà anche linfa vitale per il mercato. Perché Gasperini ha rinviato le ferie in attesa della nomina del nuovo direttore sportivo. A ore si potrebbe chiudere con D’Amico così come è attesa la fumata bianca per i rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik. Poi si darà il via alla campagna acquisti con due nomi cerchiati in rosso dal tecnico diventato ormai idolo della piazza: Greenwood e Nusa, leggermente dietro Summerville e Zirkzee. Niente rivoluzioni ma un piano di rafforzamento da 100 milioni, favorito ovviamente dalla Champions, che punterà soprattutto a completare l’attacco. A sinistra avanza Dodò della Fiorentina mentre a centrocampo tutto dipende dalla situazione legata a Koné. Il francese potrebbe essere il sacrificato in vista del 30 giugno, quando si concluderà finalmente l’accordo con l’Uefa mentre Svilar si toglie dal mercato. «Raggiungere la Champions così è un traguardo da brividi. Questa è una coppa dove la Roma dovrebbe giocare sempre e sono felice di farlo ora. Perché è certo, io resterò a Roma, non vado via. Il nostro segreto è stato Gasperini», ha detto ieri il portiere a Teladoiotokyo. A luglio i Friedkin avvieranno il piano centenario che punta a riportare la Roma in lotta per lo scudetto. Ovviamente con Gasperini al comando. Chi altrimenti?
Hellas Verona-Roma: Ludovica Pagani in lacrime dopo il gol di El Shaarawy. E anche il fratello del Faraone piange in tribuna (VIDEO)
Un finale perfetto e che ha emozionato tutti quello di Stephan El Shaarawy, autore del gol del 2-0 contro il Verona che ha sancito le definitiva qualificazione in Champions. Un gol con vissuto con particolare trasporto dalla futura moglie Ludovica Pagani, che dopo la rete è scoppiata in lacrime dall’emozione del momento.
Ludovica #Pagani scoppia in lacrime dopo il 2-0 di #ElShaarawy contro l'#HellasVerona 🥺🥺🥺 pic.twitter.com/HmAyDCpYtb
— laroma24.it (@LAROMA24) May 24, 2026
Stessa reazione anche per Manuel, il fratello di Stephan El Shaarawy. Presente sugli spalti dello Stadio Bentegodi, è scoppiato a piangere al momento della rete realizzata dal numero 92.
🥺 Tutta l'emozione di Manuel #ElShaarawy, fratello di Stephan, al momento della rete realizzata dal Faraone contro l'#HellasVerona ❤️#ASRoma pic.twitter.com/1HvdYXafQP
— laroma24.it (@LAROMA24) May 25, 2026
Hellas Verona-Roma, DYBALA: “Per una squadra e una tifoseria come questa dovrebbe essere normale giocare la Champions”
Al termine della sfida vinta contro il Verona, che ha sancito il ritorno dei giallorossi in Champions League, ha parlato Paulo Dybala. Le sue parole:
DYBALA A DAZN
La Roma è tornata in Champions dopo 7 anni…
“Per una squadra e una tifoseria come quella della Roma dovrebbe essere normale giocare la Champions. Nel calcio ci sono tante dinamiche, forse negli ultimi anni altre squadre lo avevano meritato più di noi. Quest’anno però ce lo siamo meritato tanto. Godiamoci questo uomo (El Shaarawy, ndr), è magico tornare a giocare la Champions”
Hellas Verona-Roma, EL SHAARAWY: “Il più bel finale che ci potesse essere. Ce lo meritiamo, abbiamo fatto un percorso incredibile”
Al termine della sfida vinta contro il Verona, che ha sancito il ritorno dei giallorossi in Champions League, ha parlato Stephan El Shaarawy, Le sue parole:
EL SHAARAWY A DAZN
Hai chiuso in questo modo…
“Penso che sia il più bel finale che ci poteva essere. Ce lo meritavamo, abbiamo fatto un percorso incredibile. Straordinario finire così. Io qui ho esordito in Serie A e terminare questo percorso così è magico. Sono contento per tutto ciò che ho fatto”
Hellas Verona-Roma, GASPERINI: “Il rapporto tra giocatori e tifosi ci ha portato a questo risultato, ora una Roma più competitiva. Dybala resta? Sono convinto di si, l’ho messo in contatto direttamente con la proprietà”
Al termine della sfida vinta contro il Verona, che ha sancito il ritorno dei giallorossi in Champions League, ha parlato il tecnico Gian Piero Gasperini. Le sue parole:
GASPERINI A DAZN
La festa?
“È stata una bellissima serata anche se difficile. Il Verona ha giocato come nelle ultime partite e noi abbiamo faticato stranamente quando siamo rimasti in superiorità numerica, forse per la tensione e la fretta di voler chiudere il match. Non abbiamo giocato bene e non abbiamo sfruttando le occasioni”.
La sliding door è stata la sconfitta di San Siro…
“Ho trovato sin da subito un gruppo che si è applicato e questo è stato molto gratificante. Siamo partiti bene, conquistando anche la credibilità dei tifosi. È stata un’annata difficile per altri aspetti e non per il rapporto con i giocatori e il pubblico. Questi aspetti sono stati la locomotiva che hanno portato al risultato”.
Lei ha alzato sin da subito le aspettative parlando di Champions League: perché lo ha fatto?
“Abbiamo avuto pochi momenti difficili, quello più difficile è stato il ko a San Siro contro l’Inter. Io ho alzato l’asticella perché vedevo come lavoravano questi ragazzi. Nel girone di andata abbiamo perso molti scontri diretti, ma al ritorno abbiamo sempre avuto la sensazione di essere cresciuti e di poterci giocare le nostre chance. Siamo cresciti anche sul piano del gioco e Malen ci ha fatto fare un salto di qualità incredibile in attacco, ma allo stesso tempo abbiamo perso una quantità incredibile di giocatori come Dybala, Soulé… In attacco eravamo pochi, ma chi ha giocato ha sempre dato il massimo. Aspettavo di fare il filotto, ce lo dicevamo sempre tra di noi. Noi non eravamo riusciti a farlo, ma alla fine lo abbiamo fatto nel momento giusto”.
Interviene Fabregas in collegamento: “Complimenti mister!”
“Complimenti! Sono veramente contento per il Como, perché quest’anno è stato una grande espressione di calcio. A parte quando si buttano per terra… (ride, ndr)”.
Risponde ironicamente Fabregas: A parte quando giochiamo con il portiere…
“Siete stati bravissimi, un grande esempio di calcio. Vedere giocare il Como è sempre stato un grande piacere”.
GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA
Terzo posto inimmaginabile.
«Diamine, non risco ad arrivare quarto (ride ndr)».
Qual è stato il segreto?
«I giocatori, l’ambiente sempre pieno che ha aiutato la squadra e me in particolare, la società che, pur avendo investito tanto, non aveva raggiunto questo traguardo e spero che questo risultato possa coinvolgere ancora di più la proprietà, che ha passione e vorrebbe forse anche partecipare di più e se riusciamo a unire queste componenti saremo ancora più forti».
Riesce a dirsi bravo?
«Siamo contenti. L’anno scorso ho lasciato la Champions e non è facile perché la competizione più prestigiosa, l’ho fatto perché ero convinto fare un buon lavoro a Roma. Non sapevo fosse così difficile ma è andata molto bene, con le componenti che mi hanno aiutato. La Champoins è bella ma competitiva quindi dobbiamo stare molto attenti, vogliamo fare squadre sempre più forti e competitive».
Terzo posto inimmaginabile.
«Diamine, non risco ad arrivare quarto (ride ndr)».
Qual è stato il segreto?
«I giocatori, l’ambiente sempre pieno che ha aiutato la squadra e me in particolare, la società che, pur avendo investito tanto, non aveva raggiunto questo traguardo e spero che questo risultato possa coinvolgere ancora di più la proprietà, che ha passione e vorrebbe forse anche partecipare di più e se riusciamo a unire queste componenti saremo ancora più forti».
Riesce a dirsi bravo?
«Siamo contenti. L’anno scorso ho lasciato la Champions e non è facile perché la competizione più prestigiosa, l’ho fatto perché ero convinto fare un buon lavoro a Roma. Non sapevo fosse così difficile ma è andata molto bene, con le componenti che mi hanno aiutato. La Champoins è bella ma competitiva quindi dobbiamo stare molto attenti, vogliamo fare squadre sempre più forti e competitive».
Il cambio di Ziolkowski?
«Temevo il secondo giallo, la partita era ancora aperta, lui è un ragazzo di prospettiva ma, al momento, incorre troppo spesso in queste ammonizioni ed eravamo quindi a rischio. Sarebbe uscito Hermoso, se non ci fosse stata l’ammonizione. Queste gare si decidono poi nei finali e potevamo chiudere la gara, senza riuscirci. Non abbiamo gestito bene la superiorità numerica, c’è stata un po’ di frenesia, lo vedremo il prossimo anno (ride ndr)».
Questo il primo tassello per lo scudetto?
«L’obiettivo è sempre crescere. Quando arrivi in Champions devi poi stabilizzarti, bisogna capire bene le dimensioni del FPP, pensavo che a giugno sarebbe finito e invece bisognerà capire questo. La Champions ti dà l’opportunità di prendere giocatori che non vorrebbero altrimenti, poi non sarà comunque facile sul mercato, bisognerà operare bene. C’è tanta concorrenza. Le italiane hanno preso delle belle scoppole. È una manifestazione che ti aiuta a crescere, non c’è dubbio. Giochi contro le migliori ma ne esci più forte».
Cosa chiedere alla lampada di Aladino per fare una Roma competitiva in Champions?
«Ci vuole un po’ di tempo, intanto la voglio rendere più competitiva in campionato, per arrivare a essere competitiva in Champions non è il momento, vogliamo fare bella figura, certo. Dalla Champions devono arrivare i mezzi per fare la Roma più forte».
Solo lei era riuscito a rimontare dal sesto posto, all’Atalanta.
«Siamo stati sempre alti nel girone di andata, poi siamo calati al sesto posto ma eravamo agganciati alla Champions. È stata una gara a eliminazione, c’è un momento del campionato dove il calcio cambia un po’, cambia il clima, si accumulano le fatiche, abbiamo centrato il filotto nel momento giusto. In precedenza, abbiamo avuto un periodo sfortunato per gli infortuni e questo ci ha penalizzato eccessivamente, tutti infortuni lunghi, tre mesi, 50 giorni, molti giocatori in attacco. Malen è stato straordinario, sempre con pericolosità e segnando gol».
Chiederebbe alla società uno sforzo per tenere Dybala?
«Non lo dico oggi, purtroppo Dybala è stato fuori 3 mesi, Koné è mancato per 12 partite. Dybala è straordinario, quando sta bene è forte. Il suo problema sono gli infortuni, lui sa stare in campo tranquillamente perché ha qualità fisico atletiche importanti, purtroppo ha infortuni che poi si rivelano essere più lunghi di quello che dovrebbero essere, non ci sono».
GASPERINI A SKY
Che emozioni ha?
“Abbiamo fatto filotto al momento giusto, lo abbiamo inseguito per tutto il campionato pur stando sempre in zone alte dopo un inizio buono. Nel momento peggiore eravamo quinti o sesti. Recuperati tutti i giocatori siamo ripartiti”
El Shaarawy lo ha fatto esordire lei in questo stadio…
“Lo ricordo benissimo, lo dicevamo anche prima. Ricordo bene quella gara, per molto tempo è stato il più giovane esordiente del Genoa. Questa sera ha chiuso con questo gol portando la Roma definitivamente in Champions”
Avete finito meglio delle altre, una questione fisica o mentale?
“La squadra ha sempre reagito anche alle sconfitte che non sono state poche, ma siamo ripartiti sempre più forte . I ragazzi hanno una grande appartenenza con la Roma e con l’amnbiente. Alcuni no erano mai riusciti a centrare questo obiettivo, qualcuno diceva che erano da sesto posto. Ero convinto che bastava migliorare un po la squadra intorno per essere ad alti livelli”
Dybala resta?
“Credo di si, per me mai stati dubbi, è stato fuori 3 mesi e questo ci ha portato difficoltà. Sono riuscito a mettere in contatto Dybala e la proprietà, se non rimane adesso…(ride, ndr). Sono convinto di si. Non dipende da me, devono trovare la quadra. Sono giorni che parlano, la smetteranno di parlare no”
Cosa per una Roma più competiva?
“Il FFP pesava, io speravo fosse solo nei rmercati precedenti ma non è così. La Champions aiuta e ci mette nella condizione di migliorare la squadra. Uno per un motivo economico, possono arrivare giocatori che altrimenti non vorrebbero. Poi giocare la Chapions a Roma è ambito. Giocando contro squadra forti rischi le scoppole come successo ad altre squadre ma la Champions ti migliora per forza”
Hellas Verona-Roma, MANCINI: “Una vittoria del gruppo. Noi senatori ne abbiamo sentite tante ma abbiamo sempre messo davanti a tutto l’amore per la maglia”
Al termine della sfida vinta contro il Verona, che ha sancito il ritorno dei giallorossi in Champions League dopo 7 anni, ha parlato Gianluca Mancini. Le sue parole:
MANCINI A DAZN
Pensavo fossi più sorridente…
“Ero attento, ti stavo ascoltando. Siamo in Champions e ora c’è il sorriso”.
Il clima dello spogliatoio?
“C’è tantissima euforia. Questa è una vittoria del gruppo. Dentro di noi ce lo siamo sempre detti anche quando ci davano per spacciati. Abbiamo fatto 5 vittorie consecutive, il mister ce l’ha detto: ‘Basta fare un filotto e ce la facviamo’. Stasera ci abbiamo creduto, anche se è stata una partita difficile contro un Verona tosto. Ce lo meritiamo”.
Mi ha impressionato come la squadra sia sempre riuscita a pensare solo al campo nonostante i problemi…
“Abbiamo passato un periodo brutto, ma è capitato a tutte le squadre. La nostra dedizione al lavoro e il fatto che abbiamo sempre seguito il mister ci ha portato lontano, abbiamo fatto 73 punti e siamo arrivati terzi. Siamo arrivati benissimo a questo rush finale, ci erano mancati giocatori forti. Questo è un gruppo bellissimo, sono arrivati dei ragazzi nuovi top. Noi senatori ne abbiamo sentite tante nei nostri confronti, ma abbiamo sempre messo davanti a tutto l’amore per questa maglia e per i tifosi. Abbiamo messo questo anche davanti a noi stessi, allenandoci anche se stavamo male. Dopo varie semifinali e finali europee non riusciamo ad arrivare in Champions, ma quest’anno abbiamo fatto qualcosa di unico e speciale. Sfido chi ci credeva oltre a noi, erano in pochi. Ora festeggiamo, ci meritiamo di stare nella competizione più bella”.
La tua stagione?
“Emozioni bellissime, ho il cuore che va a mille e vorrei piangere ma non lo faccio. Ho giocato 11 partite da diffidato, ma ogni gara era importante. Quando si alza il livello non volevo e potevo mancare. Abbiamo sentito l’etichetta della ‘banda del sesto posto’, ma abbiamo vinto un trofeo e siamo arrivati anche in finale di Europa League. Quest’anno le sensazioni sono sempre state super positive, abbiamo reagito da grande squadra anche alle sconfitte e alla lunga paga. La partita di Parma è stata la più bella dal punto di vista delle emozioni e quando vinci gare del genere a 3 giornate dalla fine scatta qualcosa dentro di te come a dire ‘Questo è l’anno giusto’. Siamo arrivati al derby in maniera eccezionale e la mia doppietta è stata assurda, ancora non me ne rendo conto. Sono felice soprattutto per i miei compagni e il mister. Finisce una stagione bella e importante con un grande traguardo”.
MANCINI A SKY
Le emozioni…
“Si avevo lasciato l’Atalanta al terzo posto e non ci siamo mai risuciti con la Roma. Abbiamo fatto un percorso importante negli anni. L’anno scorso ad un punto, quest’anno facendo 73 punti, ci meritiamo questo traguardo. Sono contento di giocare la Champions per la prima volta a 30 anni”
Come hai ritorvato Gasperini?
“Anche nelle sconfitte, ne abbiamo subite molte, però abbiamo vinto tanto e pareggiato poco. Il mister nelle ultime partite arriva bene, la storia lo insegna. Si devono incastrare un po di cose ma vale per tutti. Abbiamo ritrovato giocatori importanti, siamo felici”
Cosa è stato più importante: la difesa, l’arrivo di Malen o cosa?
“Non c’è una cosa. Nella prima parte facevamo fatica davanti ma eravamo solidi dietro, nella seconda abbiamo preso più gol ma segnavamo di più. Il mister ci disse che 15 punti nelle ultime 5 sono una marea e tante squadre che lottano potevano perdere ma noi non sbagliamo e ce la facciamo. A Parma è stata una grande svolta, non avevamo mai fatto una rimonta così, è stata la più importante ci ha dato slancio per il derby. Stasera siamo arrivati qui tesi, avevamo una forte responsabilità. Ma ce l’abbiamo afatta”
MANCINI IN CONFERENZA STAMPA
La banda del sesto posto diventa terza.
«Per voi sembrava difficile ma è giusto così, si guardano solo i risultati ma all’interno di Trigoria il nostro pensiero era molto diverso dal vostro, poi chiaramente dovevamo vincerle tutte alla fine e l’abbiamo fatto, poi qualcuno doveva perdere punti ed è successo. Quell’etichetta del sesto posto l’abbiamo sentitita ma non la sentivamo, abbiamo fatto tanti buoni risultati in questi anni la Conference, la finale di Europa League, l’anno scorso un punto dalla Champions. Abbiamo meritato questo risultato».
Il momento chiave di questa cavalcata?
«Per tutta la stagione, quando perdevamo non ci siamo mai arresi. A marzo momento difficile, ma il gruppo, come intensità e come voglia di crederci, ci è sempre stato, non ho mai visto una cosa del genere. Sicuramente la gara di Parma non capita tutte le volte, sul 2-1 del Parma ho pensato che l’avremmo vinta, era toccato a tuti recuperare partite così tranne a noi, doveva accaderci, quindi Parma ci ha dato la spinta anche per il derby».
A chi la dedichi la tua prima Champions?
«A mia moglie e alle mie bambine, mi vedono gioire e soffrire, emozioni, alti e bassi, e poi a mio padre che è in ospedale da una settimana e mezzo, ora sta meglio».
Gasperini cosa vi ha dato in più?
«Lo conosco da tanto, quando sono venuto a Roma ero giovane e l’ho lasciato facendo una finale di Coppa Italia e un terzo posto. Quando è arrivato qua, l’ho visto diverso, più maturo, dal primo giorno ci ha spiegato le sue idee e siamo stati bravi a seguirlo. Bravo a farti credere cose che sembrano impossibili. Ti fa faticare ma poi in campo sta bene, poi è sempre chiaro con tutti, non si nasconde. Vincere due anni e qualificarsi i Champions il primo anno se lo merita tanto».
A Parma si è vista proprio la Roma, una squadra che non molla mai
«Sì, ma abbiamo preso anche batoste forti come contro la Juve ma anche lì, tra di noi, siamo stati male ma credevamo che giocando così avremmo raggiunto qualcosa. Le ultime partite sono sempre le più importanti, dovevamo fare 15 punti e sapevamo che qualcuno avrebbe lasciato punti».
Malen, che impatto: nell’era dei 3 punti è tra i giocatori che ha segnato più gol in meno di 20 presenze. Come Ibra e Ronaldo
Impatto devastante per DOnyell Malen con la Serie A. L’olandese infatti, tra i giocatori che hanno chiuso una stagione di Serie A con meno di 20 presenze nell’era dei 3 punti a vittoria è, assieme a Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) e Ronaldo (14 in 19 nel 1998/99), uno dei 3 che ha segnato più gol.
14 – Tra i giocatori che hanno chiuso una stagione di Serie A con meno di 20 presenze nell'era dei 3 punti a vittoria, Donyell #Malen (14 reti in 18 presenze) è, assieme a Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) e Ronaldo (14 in 19 nel 1998/99), uno dei 3 che ha segnato più gol. Re.
— OptaPaolo (@OptaPaolo) May 24, 2026
Roma in partenza per Verona: anche Pellegrini e Ndicka viaggiano con la squadra (VIDEO)
Domani sera la Roma si giocherà gran parte del proprio futuro contro il Verona, dove in palio ci sarà l’accesso in Champions League. La squadra di Gasperini, dopo l’allenamento d rifinitura, è partita alla volta di Verona. Sono partiti con la squadra anche gli infortunati Pellegrini e Ndicka.
Hellas Verona-Roma, i convocati di Gasperini: c’è Konè, out Pellegrini, Ndicka e Tsimikas
Alla vigilia della sfida contro l’Hellas Verona, Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati. Torna Manu Konè, out invece Lorenzo Pellegrini, Evan Ndicka, Bryan Zaragoza, Kostas Tsimikas oltre allo squalificato Wesley. Ndicka e Pellegrini viaggeranno comunque con la squadra. Questi gli uomini a disposizione:
Portieri: Svilar, De Marzi, Zelezny, Gollini
Difensori: Rensch, Angelino, Celik, Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Seck, Ghilardi
Centrocampisti: Cristante, El Aynaoui, Kone, Pisilli
Attaccanti: Dovbyk, Malen, Soulé, Venturino, Dybala, Vaz, El Shaarawy
(asroma.com)