Al termine della sfida vinta contro il Verona, che ha sancito il ritorno dei giallorossi in Champions League dopo 7 anni, ha parlato Gianluca Mancini. Le sue parole:
MANCINI A DAZN
Pensavo fossi più sorridente…
“Ero attento, ti stavo ascoltando. Siamo in Champions e ora c’è il sorriso”.
Il clima dello spogliatoio?
“C’è tantissima euforia. Questa è una vittoria del gruppo. Dentro di noi ce lo siamo sempre detti anche quando ci davano per spacciati. Abbiamo fatto 5 vittorie consecutive, il mister ce l’ha detto: ‘Basta fare un filotto e ce la facviamo’. Stasera ci abbiamo creduto, anche se è stata una partita difficile contro un Verona tosto. Ce lo meritiamo”.
Mi ha impressionato come la squadra sia sempre riuscita a pensare solo al campo nonostante i problemi…
“Abbiamo passato un periodo brutto, ma è capitato a tutte le squadre. La nostra dedizione al lavoro e il fatto che abbiamo sempre seguito il mister ci ha portato lontano, abbiamo fatto 73 punti e siamo arrivati terzi. Siamo arrivati benissimo a questo rush finale, ci erano mancati giocatori forti. Questo è un gruppo bellissimo, sono arrivati dei ragazzi nuovi top. Noi senatori ne abbiamo sentite tante nei nostri confronti, ma abbiamo sempre messo davanti a tutto l’amore per questa maglia e per i tifosi. Abbiamo messo questo anche davanti a noi stessi, allenandoci anche se stavamo male. Dopo varie semifinali e finali europee non riusciamo ad arrivare in Champions, ma quest’anno abbiamo fatto qualcosa di unico e speciale. Sfido chi ci credeva oltre a noi, erano in pochi. Ora festeggiamo, ci meritiamo di stare nella competizione più bella”.
La tua stagione?
“Emozioni bellissime, ho il cuore che va a mille e vorrei piangere ma non lo faccio. Ho giocato 11 partite da diffidato, ma ogni gara era importante. Quando si alza il livello non volevo e potevo mancare. Abbiamo sentito l’etichetta della ‘banda del sesto posto’, ma abbiamo vinto un trofeo e siamo arrivati anche in finale di Europa League. Quest’anno le sensazioni sono sempre state super positive, abbiamo reagito da grande squadra anche alle sconfitte e alla lunga paga. La partita di Parma è stata la più bella dal punto di vista delle emozioni e quando vinci gare del genere a 3 giornate dalla fine scatta qualcosa dentro di te come a dire ‘Questo è l’anno giusto’. Siamo arrivati al derby in maniera eccezionale e la mia doppietta è stata assurda, ancora non me ne rendo conto. Sono felice soprattutto per i miei compagni e il mister. Finisce una stagione bella e importante con un grande traguardo”.
MANCINI A SKY
Le emozioni…
“Si avevo lasciato l’Atalanta al terzo posto e non ci siamo mai risuciti con la Roma. Abbiamo fatto un percorso importante negli anni. L’anno scorso ad un punto, quest’anno facendo 73 punti, ci meritiamo questo traguardo. Sono contento di giocare la Champions per la prima volta a 30 anni”
Come hai ritorvato Gasperini?
“Anche nelle sconfitte, ne abbiamo subite molte, però abbiamo vinto tanto e pareggiato poco. Il mister nelle ultime partite arriva bene, la storia lo insegna. Si devono incastrare un po di cose ma vale per tutti. Abbiamo ritrovato giocatori importanti, siamo felici”
Cosa è stato più importante: la difesa, l’arrivo di Malen o cosa?
“Non c’è una cosa. Nella prima parte facevamo fatica davanti ma eravamo solidi dietro, nella seconda abbiamo preso più gol ma segnavamo di più. Il mister ci disse che 15 punti nelle ultime 5 sono una marea e tante squadre che lottano potevano perdere ma noi non sbagliamo e ce la facciamo. A Parma è stata una grande svolta, non avevamo mai fatto una rimonta così, è stata la più importante ci ha dato slancio per il derby. Stasera siamo arrivati qui tesi, avevamo una forte responsabilità. Ma ce l’abbiamo afatta”
MANCINI IN CONFERENZA STAMPA
La banda del sesto posto diventa terza.
«Per voi sembrava difficile ma è giusto così, si guardano solo i risultati ma all’interno di Trigoria il nostro pensiero era molto diverso dal vostro, poi chiaramente dovevamo vincerle tutte alla fine e l’abbiamo fatto, poi qualcuno doveva perdere punti ed è successo. Quell’etichetta del sesto posto l’abbiamo sentitita ma non la sentivamo, abbiamo fatto tanti buoni risultati in questi anni la Conference, la finale di Europa League, l’anno scorso un punto dalla Champions. Abbiamo meritato questo risultato».
Il momento chiave di questa cavalcata?
«Per tutta la stagione, quando perdevamo non ci siamo mai arresi. A marzo momento difficile, ma il gruppo, come intensità e come voglia di crederci, ci è sempre stato, non ho mai visto una cosa del genere. Sicuramente la gara di Parma non capita tutte le volte, sul 2-1 del Parma ho pensato che l’avremmo vinta, era toccato a tuti recuperare partite così tranne a noi, doveva accaderci, quindi Parma ci ha dato la spinta anche per il derby».
A chi la dedichi la tua prima Champions?
«A mia moglie e alle mie bambine, mi vedono gioire e soffrire, emozioni, alti e bassi, e poi a mio padre che è in ospedale da una settimana e mezzo, ora sta meglio».
Gasperini cosa vi ha dato in più?
«Lo conosco da tanto, quando sono venuto a Roma ero giovane e l’ho lasciato facendo una finale di Coppa Italia e un terzo posto. Quando è arrivato qua, l’ho visto diverso, più maturo, dal primo giorno ci ha spiegato le sue idee e siamo stati bravi a seguirlo. Bravo a farti credere cose che sembrano impossibili. Ti fa faticare ma poi in campo sta bene, poi è sempre chiaro con tutti, non si nasconde. Vincere due anni e qualificarsi i Champions il primo anno se lo merita tanto».
A Parma si è vista proprio la Roma, una squadra che non molla mai
«Sì, ma abbiamo preso anche batoste forti come contro la Juve ma anche lì, tra di noi, siamo stati male ma credevamo che giocando così avremmo raggiunto qualcosa. Le ultime partite sono sempre le più importanti, dovevamo fare 15 punti e sapevamo che qualcuno avrebbe lasciato punti».