Roma-Lazio, Pellegrini torna a disposizione di Gasperini

Buone notizie in casa Roma in vista del derby contro la Lazio. Secondo quanto riportato da Sky Sport, Lorenzo Pellegrini sarà a disposizione di Gian Piero Gasperini per la stracittadina. Il capitano giallorosso, reduce dai problemi fisici che ne avevano messo in dubbio la presenza, ha recuperato e potrà quindi rientrare tra le opzioni dell’allenatore per una delle sfide più attese della stagione. Resta ora da capire quale sarà il suo impiego e se partirà dal primo minuto o rappresenterà una soluzione a gara in corso.

Dall’amore nato fuori dall’Olimpico alla battaglia per Enea: a due anni il più giovane abbonato della Roma

Una storia d’amore nata fuori dallo stadio Olimpico, poi la battaglia più difficile e infine il legame indissolubile con la Roma. Nel corso della trasmissione di Rai2, La Porta Magica, andata in onda lunedì 11 maggio 2026, Matteo e Valeria hanno raccontato la loro storia e quella del piccolo Enea, oggi due anni, il più giovane abbonato giallorosso.

La coppia ha raccontato anche alcuni retroscena del proprio rapporto. “Insieme da quattro anni, ce lo siamo ricordati prima di entrare in puntata. In realtà non abbiamo neanche una data ufficiale di fidanzamento“, dice lei. “Vabbè, il 16 giugno per De Rossi“, replica lui tra le risate. Matteo, infatti, per uscire con lei, le aveva mandato una mail formale fingendosi la Roma, invitandola allo stadio Olimpico per la finale di Conference League, serata in cui, almeno secondo lui, sarebbe arrivato il primo bacio: “Io ricordo così, ma lei dice di no“. Poi il momento più difficile. Un giorno Valeria non aveva sentito il piccolo muoversi nella pancia per tutta la giornata, così si recò al San Camillo, dove, dopo un’ecografia, i medici le comunicarono che il bambino aveva l’intestino completamente rigirato. A Matteo venne spiegato che il piccolo avrebbe dovuto affrontare un intervento d’urgenza per un volvolo intestinale. Per tutto quel tempo, i genitori furono preparati al peggio, perché sembrava che il bambino potesse non superare la notte. In quel momento, però, l’incontro con un’infermiera, Lucia (entrata a sorpresa anche in puntata) che lasciò loro un messaggio di speranza: “Mamma tranquilla, non è detto che non ci rivediamo, qui succedono i miracoli, i bambini sono magici“. E così fu, finalmente, una bella notizia: Enea respira da solo. Dopo tre giorni viene dichiarato fuori pericolo e affronta anche un secondo intervento, ancora una volta con esito positivo. Oggi il piccolo sta meglio, anche se la gestione quotidiana resta delicata. La storia di Enea, diventato il più giovane abbonato della Roma, è stata raccontata anche sul sito ufficiale del club. E attorno alla famiglia non è mai mancato l’affetto del popolo giallorosso: “Gli hanno già dedicato tre striscioni in Curva Sud“, racconta la mamma. Nel corso della trasmissione non sono mancate le sorprese, a partire dal videomessaggio di Vincent Candela: “Volevo fare i complimenti a Valeria e Matteo, un abbraccio forte al più giovane romanista Enea“. Fino ad arrivare all’ultima sorpresa, direttamente dalla Roma: un invito a Trigoria per assistere a un allenamento dei giallorossi, naturalmente insieme al piccolo Enea.

Post Match – Alta risoluzione

LR24 (MIRKO BUSSI) – Non serviva Parma, 368ª presenza in Serie A, a spiegare perché Dybala fosse riconosciuto tra i talenti residuali del calcio italiano. Ha aiutato, però, la partita di Parma a ricordare perché Gasperini fatichi così a farne a meno. Anche immaginandosi un domani. Fin dal principio, in estate, nella continua richiesta di giocatori offensivi da aggiungere in rosa, alle domande su quale caratteristiche dovessero avere per soddisfare i requisiti, l’allenatore della Roma era estremamente prosaico: “Deve creare pericolo”. Quello che Dybala ha tenuto acceso per lunghi tratti della gara di domenica. Pur senza tirare in porta, l’argentino, reduce dalla lunga assenza per infortunio, ha toccato più palloni tutti i romanisti, è quello ad averne giocati di più in avanti nell’ultimo terzo di campo, ha prodotto 6 passaggi chiave e generato 3 “big chances” come vengono categorizzate ormai nei principali database statistici.

Questa “autonomia” nel generare pericoli è essenziale in una struttura di squadra come quella di Gasperini. Le squadre dell’allenatore 68enne, compresa la Roma attuale, portano caterve di palloni nell’area avversaria o in generale nell’ultimo terzo di campo. A volte anche in maniera caotica, con giocate dirette o transizioni vorticose, per questo necessitano di giocatori che sappiano tradurre, anche autonomamente, questa mole di palloni. Quindi calciatori di iniziativa, tendenti all’uno contro uno, altamente imprevedibili e non necessariamente legati a tessuti associativi.

L’arrivo di Malen, e il suo incastro deflagrante, ne è stata ulteriore conferma. Non un attaccante da servire in determinate zone o contesti ma un dinamitardo che guarda sempre alla porta avversaria, che sia con attacchi alla profondità o conduzioni vertiginose.

Per questo Dybala, allo stato attuale, gli risulta ancora necessario. Perché con un paio di palloni ricevuti nel mezzo spazio di sinistra, approfittando della libertà di ricezione che gli garantivano i riferimenti zonali del blocco difensivo del Parma, ha potuto mettere i piedi sull’uscio dell’area di rigore. Da lì, al 26′, ha trovato lo scorcio per sottolineare uno dei tipici pattern offensivi di Gasperini, con l’inserimento del terzo di difesa, qui Hermoso, arrivato in una zona-assist particolarmente prelibata. Sempre dalle stesse zolle, due minuti più tardi, in completa autonomia ha raggiunto la stessa zona di rifinitura precedentemente affidata ad Hermoso per scavare il pallone fino alla testa di Soulé, che lo spedirà sul palo. Una volta poggiandosi su concetti collettivi, un’altra affidandosi alla sua iniziativa personale, quella su cui Gasperini, come molti altri allenatori, conta particolarmente per risolvere le situazioni nei metri più caldi del campo.

Se nelle due situazioni precedenti, Dybala doveva dimostrare le sue abilità “nell’angusto”, prendendo spunto dalla definizione di Spalletti sulla dichiarata mancanza di un giocatore con quelle specifiche qualità, vista la densità difensiva avversaria, in altri momenti l’argentino ha saputo assecondare le richieste più frequenti nei momenti di transizione, un aspetto ricorrente nelle partite romaniste. Sulla riconquista che poi porterà al gol di Malen, l’assist di Dybala arriva con un solo tocco, mantenendo così adeguata velocità allo sviluppo offensivo. E ancora più tardi, al 73′, Dybala metteva in pratica uno dei concetti principali per scatenare transizioni efficaci: uscire il più velocemente possibile dalla “zona di conflitto”, dove si è riconquistato. Nell’occasione generata, infatti, quasi più del cut-back finale con cui apparecchierà il tiro di Malen, appare risolutivo l’unico tocco con cui abbina, in un colpo solo, riconquista del pallone e uscita dalla possibile contro-pressione avversaria. Da lì, poi, tutto il resto.

Ecco perché Gasperini continua ad aver bisogno di Dybala. O se non sarà Dybala, di un altro che possa avere un’alta risoluzione simile.

LIVE – Ufficiale: la Prefettura sposta il derby a lunedì alle 20:45. Il comunicato della Lega Serie A: “Decisione incomprensibile”. Domani interrogazione parlamentare (VIDEO E COMUNICATO)

Tiene banco il tema legato alla contemporaneità delle partite della trentasettesima giornata di Serie A. Con diverse squadre ancora in corsa per gli stessi obiettivi di classifica, dalla Champions League alla salvezza, il calendario e l’eventuale collocazione delle partite sono diventati argomento di discussione. In particolare, si attende l’ufficialità della data del Derby della Capitale tra Roma e Lazio, snodo che potrebbe incidere in maniera significativa sulla programmazione delle altre sfide che coinvolgono le dirette concorrenti nella corsa europea. Nella giornata di ieri la Lega Serie A ha comunicato che la stracittadina si disputerà domenica 17 maggio alle ore 12:30, ma il Prefetto di Roma non sembra dello stesso parere. Ecco tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

LIVE

19:40 – La Lega Serie A è intervenuta con un lungo comunicato ufficiale: “La Lega Serie A, quale soggetto delegato dalla FIGC all’organizzazione del campionato di competenza, ha il compito primario e indefettibile di tutelare la regolarità del campionato stesso, che ha il suo caposaldo nella contemporaneità della disputa delle gare delle ultime due giornate agonistiche. Caposaldo al quale la Lega Serie A non può certo abdicare, a garanzia del regolare svolgimento della competizione. Il provvedimento del Signor Prefetto di Roma, che ha rinviato d’autorità il derby capitolino a lunedì 18 maggio alle ore 20:45, oltre a porsi in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione — espressa a inizio stagione sportiva — di non disputare la stracittadina di notte, non tiene in alcun conto che il differimento della gara Roma-Lazio — in una giornata di gare sottoposta al regime della contemporaneità obbligatoria — determina inevitabilmente il differimento di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300.000 tifosi i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche di questa decisione. Il provvedimento prefettizio, fa riferimento in fatto alla contemporaneità della finale di Coppa Italia con gli Internazionali di tennis, e lasciando intravedere il timore dell’Autorità di ordine pubblico di non essere in condizioni di poter gestire nel medesimo tempo le due manifestazioni, che peraltro si svolgono nello stesso sito del Foro Italico a poche centinaia di metri, senza tensioni tra i tifosi di due sport diversi — come dimostrato sabato scorso nella contemporaneità tra gli Internazionali e la gara di campionato Lazio-Inter — e comunque ad orari distanziati proprio grazie allo sforzo della Lega Serie A, che aveva fissato il derby e le gare contemporanee alle ore 12:30 di domenica 17 maggio (orario, quello delle 12:30, non usuale, atteso che impatta sui costi organizzativi in termini di personale che deve essere al lavoro dal giorno prima e in termini di audience del prodotto).

Peraltro, la finale degli Internazionali coinvolge un numero circoscritto di spettatori, non più di 10.000, perché sarà l’unica partita disputata nella giornata, mentre questo problema non era mai emerso in occasione delle diverse gare di Campionato e Coppa Italia giocate negli anni durante gli Internazionali di tennis con oltre 50.000 persone presenti nell’intero parco del Foro Italico. Questa tendenza interventista delle Prefetture e delle Questure, che modificano i calendari delle partite a proprio piacimento disinteressandosi dei problemi generati ai tifosi di casa e a quelli che viaggiano in trasferta, ai Club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali che hanno già programmato la messa in onda delle gare, rappresenta un precedente estremamente pericoloso per la credibilità del sistema italiano nel gestire l’organizzazione di eventi nel nostro Paese.

La Lega Serie A, per quanto evidenziato, invita con forza le Autorità di ordine pubblico a revocare il provvedimento di rinvio che, se anche risolve le presunte criticità romane (ma non è così, quanto meno perché è già noto che per lunedì 18 maggio è stata dichiarata una giornata di sciopero dei trasporti), lo fa al prezzo di nuove tensioni connesse alle altre quattro gare rinviate, che di fatto impongono la decisione del Prefetto di Roma ai Prefetti delle quattro città ospitanti — Genova, Torino, Como e Pisa — e delle altre quattro città in trasferta — Napoli, Firenze, Milano e Parma. Diversamente, la Lega sarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione, degli interessi dei tifosi romani e del nostro campionato, nonché del nostro prodotto che, attraverso la mutualità, genera le risorse per il sostegno a tutti i livelli del calcio”.

19:00 – Il ministro dello Sport Andrea Abodi è intervenuto per esprimersi sul tema anche ai microfoni di RTL. Ecco le sue parole: “Ho sempre presente qual è l’obiettivo di tutto questo impegno complessivo, cioè il tifoso, chi va allo stadio, tenendo conto anche del contesto. Peraltro, questo contesto straordinario del parco del Foro Italico con i suoi appuntamenti che non sono degli agguati, ma hanno una loro programmazione che si conosce da anni. Mettere insieme questi due grandi avvenimenti ha creato obiettivamente delle grandi difficoltà. La decisione è stata presa dalla Lega, è stata corretta dalla Questura di Roma, la Lega resiste. Io resto dell’idea che queste scelte vanno fatte a monte, perché ogni tentativo di risolverle a valle crea degli imbarazzi e soprattutto fa capire che non ci sia armonia nei portatori di interessi, in quelli istituzionali ai vari livelli. Il calendario del campionato è pieno di condizionalità, purtroppo si vede che per un errore che può succedere è sfuggita la condizionalità degli Internazionali di tennis”.

17:20 -Queste le parole in merito del Ministro dello Sport, Andrea Abodi, a margine della conferenza stampa di Sport e Salute al Foro Italico: “Capisco il presupposto della contemporaneità con altre partite che concorrono al raggiungimento di un obiettivo e l’esigenza della Lega serie A di mettere tutti insieme ma si doveva immaginare prima di non fare il derby in questa giornata. Però ormai le cose sono fatte. E’ brutto per l’opinione pubblica che ci si trovi davanti ad un giudice. Queste scelte vanno fatte a monte, ogni tentativo di risolverle a valle crea degli imbarazzi e soprattutto fa capire come non ci sia armonia. Il calendario del campionato è pieno di condizionalità, purtroppo si vede che è sfuggita quella della finale degli Internazionali di tennis”.

17:06“La decisione del Prefetto di Roma è di buon senso in una vicenda gestita in modo incomprensibile dalla Lega Calcio e che comunque penalizza i tifosi costretti a pochi giorni dal derby a cambiare programmi e organizzazione delle proprie giornate lavorative per seguire una passione”. Lo ha dichiarato Paolo Cento, presidente del Roma Club Montecitorio. “La Lega Calcio rinunci al ricorso al Tar anche per evitare che i tifosi siano lasciati nell incertezza per altre 48 ore . Per la programmazione del prossimo calendario di serie A piuttosto si eviti di ripetere questo errore clamoroso di mettere eventi di grande rilevanza sportiva nella Capitale lo stesso giorno”, ha concluso Cento.

16:45 – Secondo quanto riferito da Nicolò Schira, è in arrivo un comunicato ufficiale della Lega Serie A dai toni duri contro la Prefettura di Roma. La nota contesterà lo spostamento del derby tra Roma e Lazio a lunedì e il conseguente slittamento delle altre gare decisive per la zona Champions.

16:20 – Maurizio Sarri sulla data del derby: “È meglio giocare lunedì sera, è meglio per tutti. È meglio per il Calcio, per noi che abbiamo un giorno di riposo in più ma anche perché trovo che quattro squadre che si stanno giocando 80 milioni di Champions non lo debbano fare alle 12.30 di maggio”.

15:37 – Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario del PD RomaEnzo Foschi, che ha criticato duramente la gestione della Lega Serie A. “La Lega sapeva da mesi che la finale del tennis sarebbe stata il 17 maggio e che lo stadio Olimpico e il Centrale sono nello stesso luogo”, ha scritto Foschi sui social, parlando di una scelta che mette a rischio la sicurezza urbana. Il segretario ha definito “ridicolo” il ricorso al TAR contro la decisione del Prefetto, concludendo: “Ancora non si è certi di quando si giocherà il derby, ma siamo tutti certi di vivere in un paese ridicolo”.

(Dire)

15:20 – Il caso legato allo spostamento del derby di Roma approda in Parlamento. Filiberto Zaratti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato un’interrogazione alla quale il ministero dell’Interno risponderà domani durante il question time. “Chiediamo che il Viminale domani spieghi questo corto circuito”, ha dichiarato Zaratti, sottolineando come il Paese non sembri in grado di gestire due eventi sportivi concomitanti nonostante i decreti sicurezza. Il parlamentare ha definito “una follia” la proposta iniziale della Lega Serie A di giocare domenica a mezzogiorno, evidenziando il rischio legato al ricorso al TAR per i diritti televisivi e la contemporaneità delle gare.

(LaPresse)

14:50 – Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, ha commentato all’AGI lo slittamento del derby a lunedì: “Derby di Roma ormai è deciso che si gioca lunedì? Non credo proprio”. Il dirigente ha poi annunciato passi ufficiali: “Arriverà una nota formale ragionata, pesata misurando le parole. Per forza di cose sarà garantita la contemporaneità”.

14:21 – Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha rilasciato nuove dichiarazioni sulla vicenda: “Sono molto contento della decisione della Prefettura di posticipare il derby Roma-Lazio a lunedì 18 alle 20.45. Ringrazio il prefetto Giannini per aver prontamente corretto questa superficiale presa di posizione della Lega Calcio che mi auguro in futuro sappia pianificare meglio il proprio calendario”.

14:15 – La Lega Serie A preannuncia il ricorso al TAR per impugnare la decisione della Prefettura di Roma sullo spostamento del derby tra Roma e Lazio da domenica a lunedì. Lo slittamento coinvolgerebbe anche le gare PisaNapoliJuventusFiorentinaGenoaMilan e ComoParma.

13:45 – Ufficiale: la Prefettura di Roma sposta il Derby della Capitale a lunedì 18 maggio alle ore 20:45. Ecco la nota: “Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma-Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45”. In attesa della Lega Serie A, anche Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina, Pisa-Napoli e Como-Parma saranno spostate da domenica alle ore 12:30 a lunedì alle ore 20:45.

12:05 – Interviene sul tema anche il Prefetto di Roma Lamberto Giannini nel corso del convegno ‘Nazione Sicura’: Ho serie perplessità che il derby Roma-Lazio possa giocarsi domenica. A breve faremo l’ultima consultazione con tutte le istituzioni. Devo però dire che ci sono molte controindicazioni per far giocare il derby la stessa giornata (della finale degli Internazionali di Tennis, ndr), anche perché gli Internazionali hanno assunto un’importanza sempre maggiore, ed è previsto l’arrivo di migliaia di persone. Non ci dobbiamo scordare che andremo in mondovisione, non dobbiamo scordare poi che la data della finale di tennis è nota da tempo. Verrà presa questa decisione, vogliamo sentire tutti. Sarà importante anche cosa diranno il Sindaco e il Ministero, ma ho serie perplessità che possa esserci questa concentrazione di persone e interessi. Conosciamo bene anche le tempistiche di afflusso e deflusso”.

11:34 – Arriva anche la presa di posizione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che contesta apertamente l’ipotesi relativa all’orario del derby. “L’annuncio di De Siervo sull’orario di gioco del derby mi lascia perplesso, per usare un eufemismo”, ha dichiarato Rocca. “Questa scelta, oltre a essere poco lungimirante, non tiene in minima considerazione le analisi fatte dagli organi di pubblica sicurezza. Più saggio far giocare il derby lunedì. Trovo brutto demonizzare i tifosi per non aver saputo pianificare prima. Mi auguro che il ministro Piantedosi e il prefetto Giannini intervengano per correggere questa superficiale ed egoistica presa di posizione della Lega Calcio“.

11:01 – La Lega Serie A, in un comunicato stampa, ricorda l’esigenza di garantire che “nelle ultime due giornate del Campionato 2025/2026 venga rispettata la contemporaneità delle gare tra squadre con il medesimo interesse di classifica” e dunque fa riferimento a due blocchi, quello delle 12.30 (in attesa che il Viminale faccia le sue determinazione per il derby romano) e l’altro delle 20.45. Domenica 17 maggio 2026 ore 12.30: Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina, Pisa-Napoli e Roma-Lazio. Domenica 17 maggio 2026 ore 20.45: Cagliari-Torino, Sassuolo-Lecce e Udinese-Cremonese. La Lega Serie A, inoltre, dispone “che il termine di tolleranza per l’attesa della presentazione delle squadre in campo, sia ridotto a 5 minuti per le sopra elencate gare”.

(Italpress)

Gasperini, autostrade contromano e permalosi

LR24.IT (A. CIARDI) –  Centottanta minuti alla fine del campionato. La Roma è a tre punti dal secondo posto, al netto della classifica avulsa. A un punto dal terzo posto. A pari punti con la quarta che sta davanti per gli scontri diretti, perché la Roma contro il Milan decise nei due match di vincere il premio degli errori sotto porta. La Roma a contatto con l’elite della Serie A 2025-26, con le squadre esaltate dalla stampa nazionale, quelle che eccitano direttori ed editorialisti quando c’è da scrivere un corsivo. Quelle che rubano le prime pagine il lunedì mattina pure se hanno giocato di venerdì.

La Roma. Di Gasperini. Quello che ha dovuto affrontare mezzo campionato praticamente senza centravanti. Che chiedeva esterni ma gli portavano Bailey e Zaragoza. E che se provava a dirlo, c’era qualcuno dentro Trigoria che si faceva persino girare le palle. La Roma. Sì, quella che nelle coppe ha deluso, profondamente, nonostante l’alibi di una rosa costruita coi piedi dai permalosi di cui sopra. La Roma di Gasperini, che nonostante stia a tre punti dal secondo posto, potrebbe addirittura finire sesta in classifica, perché quest’anno va così, una roulette russa. Ma che a centottanta minuti dalla fine del campionato, sta lì, a tre punti dal secondo posto.

La Roma di Gasperini. Quello che andrebbe conservato sotto formalina per il lavoro che sta portando avanti in un club che ha un capo che sembra non esserci così come non c’è la coda. Senza capo né coda, ma spesso pieno di codazzi. Quello che dovrebbe essere protetto, seguito e accompagnato in un percorso teoricamente triennale, e che invece viene parzialmente osteggiato. Materia strana, il calcio. Nega l’evidenza, mistifica la realtà. In nome di non si sa cosa. Osteggiare la logica non è sintomo di coraggio, ma banale ricerca di visibilità. Se si imbocca volutamente l’autostrada contromano non si è coraggiosi. Ma semplicemente stolti.

In the box – @augustociardi75

Friedkin: possibile arrivo a Roma entro domenica

Potrebbero essere giorni importanti in casa Roma. Secondo quanto riferito dal giornalista Francesco Oddo Casano su X, i Friedkin sarebbero attesi nella Capitale entro domenica, indiscrezione che si intreccia inevitabilmente con le valutazioni sul futuro del club e con alcuni dossier ancora aperti, tra cui quello legato a Paulo Dybala. Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma le voci circolate nelle ultime ore parlano di un possibile arrivo della proprietà americana a Roma in un momento particolarmente delicato della stagione, tra questioni tecniche e decisioni strategiche da prendere.

Calciomercato Roma, retroscena sul rinnovo di Dybala: un mese fa l’incontro tra Massara e l’agente. Stop alla trattativa anche a causa della situazione del ds

Il futuro di Paulo Dybala è ancora da decifrare, ma la scadenza del contratto fissata al 30 giugno si avvicina sempre di più. L’attaccante argentino è uscito allo scoperto nel post partita di Parma-Roma e ha confermato che la società giallorossa non lo ha mai contattato. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, un mese fa il direttore sportivo Frederic Massara aveva incontrato l’agente Carlos Novel per iniziare a parlare di una possibile proposta di rinnovo. La trattativa però non è mai entrata nel vivo e la Roma non ha presentato alcuna offerta. Lo stupore dell’entourage della Joya è diventato inevitabile, ma lo standby è legato anche alla situazione del ds. Intanto il calciatore ha già fatto la sua scelta e vuole restare nella Capitale.

(corsport)

Sabatini ricorda la Roma e Luis Enrique: “Era un grande, con lui dominavamo le partite. Per Totti pagò un prezzo altissimo”

Un passato giallorosso che torna nei ricordi di Walter Sabatini. L’ex direttore sportivo della Roma, intervistato da AS, ha ripercorso l’esperienza nella Capitale soffermandosi sul rapporto con Luis Enrique e sulle difficoltà incontrate durante quella stagione, segnata anche dalla delicata gestione di Francesco Totti.

Come le viene in mente, per la sua Roma, di andare a Barcellona per firmare l’allenatore della filiale?

Me lo ha suggerito il mitico Dario Canovi (considerato il primo rappresentante italiano di calciatori). È venuto a Roma per parlarmi di lui. Mi ha detto qualcosa del tipo che Luis Enrique voleva tentare la fortuna all’estero, lasciare la filiale blaugrana. Ha sottolineato che emotivamente era molto legato al Barça, ma l’Italia lo attraeva per iniziare nella massima serie. Ho mandato lì i miei collaboratori. Frederic Massara e Pasquale Sensibile. Tornarono sorpresi ed entusiasti di come giocavano quei ragazzi“.

Qual è stato il passo seguente?
Ho chiamato un’amica giornalista per farmi fare un dossier con tutte le sue dichiarazioni in conferenze stampa o qualche intervista che avrebbe rilasciato. Dirigeva il Barça B, e non è che avesse molta visibilità mediatica, ma ci siamo tuffati e abbiamo preso il succo. Ho letto tutto e sono rimasto scioccato da qualcosa. “L’importante non è l’obiettivo, ma il percorso per raggiungerlo”. Può sembrare una frase ricorrente, smallata, usata superficialmente da molti. Uno stereotipo che però non è normale nel calcio che avevo vissuto in Italia. Ero curioso di questo modo di pensare. Poi sono andato a Barcellona, dove un paio di giorni prima avevo mandato Franco Baldini (il suo braccio destro nel club). Ci incontriamo con Luis a casa sua. Non ho esitato. In effetti, le aspettative che avevo in questo magnifico allenatore sono state confermate. Sono tornato a Roma, e l’ho chiamato offrendogli un contratto formale. Ha accettato, per fortuna. In pochi giorni è arrivato nella capitale. Sono orgoglioso, perché ha significato una scelta rivoluzionaria. Tutti, in Italia, lo ricordavano come allenatore… Nessuno, però, era caduto in lui come allenatore per la Serie A. Ha significato qualcosa di unico nel Calcio. Non classificabile“.

Roma, la Roma, è molto tradizionale. Inoltre, una piazza molto complicata e impegnativa. L’ultimo a vincere un campionato qui è stato Fabio Capello. Si aspettavano un tecnico affermato, e sicuramente lei aveva una lista di pretendenti… Tuttavia, è arrivato lui, molto giovane. Aveva 41 anni
Il suo arrivo è stato una benedizione, e non mi riferisco al tema dei risultati. Lì non ha avuto fortuna (la Roma è arrivata settima, fuori dall’Europa). Ciò che ha portato è stata una cultura del lavoro, nuova, rivoluzionaria. Sai una cosa? I calciatori più importanti… Di Rossi, per esempio… Venivano e mi dicevano questo: “Ci sono così tanti concetti che sviluppa in allenamento, che ho la sensazione di non aver mai giocato a calcio prima”. Attenzione, perché Daniele era un campione del mondo, non uno qualsiasi. Sentivo che stavo imparando a giocare, ed ero felice, innamorato di quel calcio. De Rossi era intelligente e sensibile. Mi rassicurava e mi riempiva di orgoglio ogni volta che veniva nel mio ufficio per dirmi questo“.

Una volta ho letto un’intervista di DDR in cui nominava i due tecnici che lo hanno segnato di più nella sua carriera: Antonio Conte e Luis Enrique, che tra l’altro lo ha lasciato in tribuna per una partita per essere arrivato in ritardo. Era il secondo capitano. Un altro calciatore che ha sempre parlato molto bene dell’attuale capo del PSG è stato Nicolás Burdisso. Ha allenato anche lui a Roma
Quello che ti dico. Burdisso era un altro peso massimo. Un ragazzo intelligente, in tutti i sensi. Vedrai… Amo molto Luis Enrique. Lo seguo, guardo le sue partite. È un orgoglio per me tutto ciò che sta ottenendo

Di lui ho sempre apprezzato l’andare dritto. Un tipo di parola; non un baro. Saprà che, dopo l’accordo con lei, ha rifiutato l’Atlético de Madrid.
L’ho scoperto poco dopo, sì. Luis Enrique è un uomo verticale. Una persona coerente. Non accetta impegni. È un tipo straordinario, qualcosa di indispensabile per essere un buon allenatore. Questo coincide sempre. Non ci sono tecnici asini che poi sono uomini meravigliosi. No, non quello. Queste cose vanno di pari passo“.

Per sceglierlo, chi ha dovuto scartare in panchina?
Molti, ma preferisco risparmiarmi dei nomi. Praticamente tutti gli italiani si erano offerti, perché questo club seduce, è molto amato, desiderato. In Italia, la Roma, è fondamentale come squadra, modello e città. Tutti volevano venire. Tutti di quel tempo, ovviamente. C’era molto livello“.

Ricordo che una volta ho intervistato Burdisso, oggi direttore sportivo del Brescia. “Era troppo avanzato per il nostro calcio. Un prescelto”, ha detto
“Certo che sì. Sono d’accordo con lui. Nicolas deve essere sempre ascoltato. Facevamo cose uniche, eravamo un po’ avanti. Ho sentito di tiki-taka, ma non mi piace questo termine. È un cliché. Noi dominavamo le partite, dominavamo l’avversario. Mi sono sentito orgoglioso”.

Sì, ma i risultati non sono arrivati. Cosa è fallito? Tempo, pazienza…
No. Luis Enrique aveva la sua ideologia, è un uomo coerente con le sue idee. Ha preso decisioni potenti e radicali, in particolare una partita di Europa League con Francesco Totti e altri teorici titolari. Li ha lasciati fuori a beneficio di altri ragazzi che gli erano piaciuti durante il raduno estivo“.

Erano i preliminari di Europa League contro lo Slavia. Fuori il capitano; dentro Okaka. L’Olimpico fischiò. La Roma era fuori. Per lui tutti partivano da zero, senza eccezioni. La gente non l’ha capito.
A Roma funziona così: chi tocca Totti commette un peccato capitale. È morto. Francesco Totti è, ancora oggi, un idolo eterno. Quello che ha fatto nel calcio è all’altezza dei prescelti. Luis Enrique sapeva perfettamente che metterlo in discussione significava scavare la propria fossa. Nonostante tutto, non voleva tradire i suoi ideali per un interesse personale o umano. È un uomo di una coerenza brutale. Qualcosa di unico. Incredibile. Mi piace“.

Con Totti non ha avuto un buon rapporto?
No, per niente. Si stimavano a vicenda. Luis Enrique, inoltre, lo apprezzava come giocatore, ma… Non lo so. Forse il problema era con i tifosi, i romanisti… Vedevano Francesco Totti come un semidio. Nessuno poteva toccarlo. È sempre stato così. Luis, questo, non l’ho preso in considerazione. Inoltre, non gli importava cosa pensasse la gente. Cercava il suo calcio e accettava il prezzo da pagare“.

Perché se n’è andato?
Quando la stagione finì, andammo a parlare con lui. Volevamo anche rinnovarlo più a lungo, ma lui ha rifiutato. Penso che si sia offeso, perché a quanto pare alcuni tifosi hanno insultato la sua famiglia o qualcosa del genere. Vicino a casa sua, inoltre. Questo non lo tollerò. Ci ha lasciato. Poi, forse molto stanco e bruciato, ha dovuto riposare un anno prima che andasse al Celta. Quello che è successo non lo ha mai perdonato“.

La gente lo ha sottovalutato. Anche alcuni calciatori. Lo stesso Totti, ironico come nessun altro, una volta lo chiamava Zichichi, il cognome di uno dei più importanti scienziati italiani. Gli hanno anche detto Demental Coach, in riferimento alla figura dello psicologo che ha sempre rivendicato a Roma. Per finire, volevo chiederle due cose che non so molto bene senza leggende metropolitane: l’addio prematuro di Iván de la Peña e i settanta chilometri in bicicletta che Lucho percorreva ogni giorno quando andava a Trigoria per dirigere l’allenamento
Niente leggende. Luis Enrique si sentiva attaccato allo sforzo. Nuotava, correva, andava in bicicletta… Da casa sua (Olgiata, un quartiere di Roma vicino alla città etrusca Veio) andava e veniva quasi sempre in bicicletta per allenare la prima squadra. Un grande

L’altra riguarda De la Peña, che a quanto pare gli ha raccomandato quella zona per vivere. Stranamente, era più vicino al quartier generale della Lazio che a quello del suo stesso club. Era un vicino di casa di Klose. Perché è durato solo due settimane? Anche problemi con gli ultras?
Durò quindici o venti giorni a Roma. Non lo so, forse non aveva finito di incontrarsi… Sapevo che aveva giocato nella Lazio… Ma non so se fosse questo. Penso che abbia riflettuto sulla sua vita, su cosa voleva fare con lui e la sua famiglia. È venuto nel mio ufficio per dire che se ne stava andando, e che nemmeno Luis Enrique si sarebbe opposto a questo. È stato onesto“.

LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE

Derby, il Codacons diffida la Lega e i due club per lo spostamento della data: “Rimborsate i tifosi” (COMUNICATO)

Il Codacons si scaglia contro la Lega Serie A e ha già inviato una diffida anche a Roma, Lazio e FIGC in seguito alla decisione di spostare il Derby della Capitale a domenica 17 maggio alle ore 12:30. Tramite un comunicato ha annunciato di aver inviato una segnalazione all’Antitrust con l’obiettivo di tutelare i tifosi, garantendo loro il rimborso dei biglietti in caso di slittamento della partita.

Ecco la nota: “Sul pasticcio del derby Roma-Lazio del 17 maggio il Codacons ha presentato oggi una segnalazione all’Antitrust e una formale diffida a Lega Serie A, AS Roma, SS Lazio e Figc allo scopo di tutelare utenti e tifosi coinvolti nella vicenda e far ottenere loro il rimborso dei biglietti in caso di spostamento della partita.
“Nelle ultime ore sembra possibile il rinvio del derby calcistico tra S.S. Lazio e A.S. Roma, originariamente previsto per domenica 17 maggio, con ipotesi di spostamento alla giornata di lunedì 18 maggio, in ragione della concomitanza con gli Internazionali d’Italia e delle correlate esigenze di ordine pubblico e sicurezza – scrive il Codacons nell’istanza – La vicenda genera forte preoccupazione e disorientamento tra migliaia di tifosi-consumatori che avrebbero già provveduto all’acquisto dei titoli di accesso all’evento sportivo, sostenendo altresì ulteriori spese connesse alla partecipazione alla gara, tra cui acquisto di titoli di viaggio, organizzazione di trasferte, richiesta di permessi lavorativi e pianificazione di impegni familiari e personali. È evidente come, nel caso di specie, la data e l’orario di svolgimento dell’evento non rappresenterebbero elementi secondari o marginali del rapporto contrattuale instaurato con il consumatore, bensì componenti essenziali della scelta economica effettuata dall’utente al momento dell’acquisto del biglietto”.

Ciò che apparirebbe ancor più grave – evidenzia il Codacons – è che le criticità organizzative non possono certo qualificarsi come imprevedibili o eccezionali: la concomitanza tra il derby capitolino e gli Internazionali d’Italia era infatti circostanza nota da mesi, essendo da tempo pubblicamente conosciuti tanto il calendario della Serie A quanto quello del torneo tennistico internazionale.

“Ne consegue che eventuali ritardi nella programmazione definitiva dell’incontro o nell’adozione delle necessarie misure organizzative non potrebbero ricadere sui tifosi-consumatori, i quali rischierebbero oggi di subire conseguenze economiche dirette derivanti da scelte tardive imputabili al sistema organizzativo del calcio professionistico e agli organismi coinvolti nella gestione dell’evento” – si legge ancora nell’atto.

Per tali motivi il Codacons ha diffidato Lega Serie A, AS Roma, SS Lazio e Figc a garantire, in caso di conferma dello spostamento della gara, il rimborso integrale dei titoli di accesso in favore di tutti i consumatori che ne facciano richiesta, e di predisporre procedure rapide, semplici, gratuite ed accessibili per l’ottenimento del rimborso, senza imposizione di voucher, crediti o altre forme compensative non liberamente accettate dall’utente. Istanza che è stata inviata anche all’Antitrust in attesa degli sviluppi della situazione”.

(codacons.it)

VAI AL COMUNICATO UFFICIALE