ORSI: “Il rinnovo di Dybala a 2.5 milioni di ingaggio? Se gioca 15 partite e ne risolve la metà è un buon investimento” – TORRI: “La Champions un punto di partenza per tornare a vincere”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale in casa Roma è sicuramente il futuro di Paulo Dybala, il quale ha il contratto in scadenza il 30 giugno e sta trattando il rinnovo con il club giallorosso. “Se a 2.5 milioni di euro di ingaggio gioca 15 partite e te ne risolve la metà è un buon investimento”, afferma Fernando Orsi. Piero Torri, invece, si sofferma sul percorso della squadra: “La qualificazione in Champions League deve essere un punto di partenza per tornare a vincere”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Dybala è l’uomo in più che una squadra forte come la Roma si può permettere (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Se Dybala, a 2.5 milioni di euro di ingaggio, gioca 15 partite e te ne risolve la metà è un buon investimento (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Un finale di campionato più bello di così era difficile da immaginare. Da romanisti, vedere i giallorossi in Champions League e la Juventus e il Milan fuori è stato un godimento (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport, 90.9)

Dopo Ranieri, la Roma si è compattata ed è ripartita. Questo traguardo deve essere un punto di partenza per tornare a vincere (PIERO TORRIManà Manà Sport, 90.9)

La Roma è arrivata a dama un anno prima di quello che aveva preventivato (MATTEO DE SANTISManà Manà Sport, 90.9)

Ora la Roma deve sbrigarsi a trovare il nuovo direttore sportivo, ma io proverei a concludere le operazioni di giugno con Massara (MARCO JURICManà Manà Sport, 90.9)

Gasperini è riuscito a raggiungere un obiettivo al quale a inizio anno credeva soltanto lui e lo ha fatto con un contorno che non remava nella sua stessa direzione (RICCARDO TREVISANIManà Manà Sport, 90.9)

Totti in compagnia di Toni e Fiore alle Maldive: il Capitano protagonista del “balletto dell’estate” (VIDEO)

In attesa di definire il suo futuro legato a un possibile rientro nella Roma da dirigente, Francesco Totti si sta godendo alcuni giorni di vacanza alle Maldive in compagnia di Stefano Fiore e Luca Toni. L’ex centravanti giallorosso ha invitato il Capitano e l’ex centrocampista della Lazio per il suo compleanno e i tre hanno dato vita al divertente “balletto dell’estate”.

Post Match – Giocare con le emozioni

LR24 (MIRKO BUSSI) – La crescita e la conseguente diffusione di analisi più approfondite nel racconto del calcio ha permesso di spostare gli elementi di discussione da una botola di luoghi comuni. Il discorso, andando nel profondo, a volte però rischia di perdere la natura primitiva del calcio. L’essenza più pura, quella umana, trattandosi di un gioco condotto, diretto ed espresso da uomini. Con tutto ciò che ne consegue, immersi nelle loro emozioni, percezioni e relazioni che inevitabilmente contaminano la partita. Il rischio dell’analisi, queste comprese, è di rendere il campo da calcio un ambiente asettico. Al contrario, come si è visto domenica sera in Verona-Roma, le emozioni sono ancora una sfera determinante, in grado di influenzare i comportamenti, anche tattici, di una squadra.

Tant’è che domenica sera la Roma ha chiuso il primo tempo con il 74% di possesso e 8,2 come indice di PPDA, entrambi i dati nettamente superiori alla media stagionale, riassumendo così una partita che vedeva una disparità di valore estrema per le squadre in campo. Per la Roma l’ultima giornata di campionato, al di là degli effetti economici, significava raggiungere un obiettivo ripetutamente mancato negli ultimi anni. Per il Verona serviva a salutare degnamente Serie A e tifosi in casa. Il verso della partita lo rispecchiava nel suo sviluppo, seppur fosse di Bowie il maggior rimpianto dei primi 45′.

Poi, un doppio snodo cruciale: Verona che rimane in 10 al 50′, Roma che passa in vantaggio al 56′. La logica farebbe pensare ad una pendenza definitiva della partita. Se il calcio, appunto, fosse un ambiente asettico, un calcolo matematico. In realtà, dal vantaggio in poi la Roma perderà progressivamente sempre più possesso, e così controllo sugli eventi, e non riuscirà a mostrarsi aggressiva nelle riconquiste del pallone come le era venuto facile per un tempo. 43% a 57% il calcolo percentuale del possesso del pallone nell’ultimo quarto d’ora, 13.5 il valore di PPDA (passaggi concessi all’avversario prima di un’azione difensiva) registrato nella ripresa dalla Roma, 5 punti sopra quello del primo tempo. La Roma, in sostanza, col passare del tempo e col peso crescente del risultato aveva perso controllo del pallone e aderenza sull’avversario.

Nella ripresa, più volte, verrà inquadrato Gasperini mentre chiedeva ai suoi, con toni più o meno accesi, di sfruttare quella superiorità numerica per uscire con costruzioni più pazienti. La tensione, però, faceva tendere la Roma sempre di più verso giocate dirette, nell’illusorio tentativo di allontanare il pericolo. In realtà, come da assioma, più velocemente tenti di avanzare col pallone e più velocemente questo potrà tornarti indietro come contrattacco avversario.

L’episodio scelto all’89’ ne fornisce un esempio pratico: su una punizione a ridosso della propria area di rigore, Svilar sceglie il rinvio lungo. 5 secondi dopo, sul duello aereo vinto dal Verona, la squadra di Sammarco riesce a verticalizzare su Bowie che guadagna una punizione all’altezza della metà campo e consentirà al Verona di riversarsi tutto nell’area romanista. Dopo 30 secondi, in pratica, considerando il tempo lordo della preparazione, Svilar si ritroverà l’area invasa da 5 avversari pronti a contendere una punizione lunga.

Allo stesso modo l’aggressività della Roma senza palla diminuirà per un ritardo nella riorganizzazione dei riferimenti dopo l’espulsione di Valentini e la scelta del Verona di riconvertirsi in un 4-3-1. Nel post sopra, al 67′, si nota come Hermoso si rivolga in direzione di Gasperini per capire come scalare sui riferimenti visto che la Roma, nonostante la superiorità numerica, ora rischiava di approcciarsi in inferiorità sulla costruzione del Verona. Soulé, infatti, finiva per prendere in consegna Akpa Akpro, mezzala di parte, costringendo così Rensch ad uscire sul terzino avversario. Gasperini, più volte, chiedeva invece una gestione differente: Soulé si sarebbe dovuto occupare del riferimento in ampiezza, Nelsson, con Hermoso che avrebbe a quel punto rotto in avanti per assorbire la mezzala. Servirà del tempo, e un paio di sostituzioni, per riequilibrare il tutto. In un ambiente emotivo che intanto continuava a surriscaldarsi.

Uno dei grafici più chiari per misurare la pressione emotiva di una squadra lo si vede, poi, sull’altezza della linea su punizioni distanti, dove solitamente, nei minuti finali, gli avversari finiscono in mucchio a ridosso dell’area avversaria. Su due punizioni, tra l’87’ e l’88’, si vede come la Roma collassi facilmente verso o all’interno della propria area di rigore quasi in un istinto di protezione. Due fotogrammi presi a caso da finali di altre partite, contro l’Udinese all’Olimpico e col Milan a San Siro, spiegano invece i comportamenti più razionali in situazioni simili. D’altronde vale la pena di ricordare che i giocatori, mediamente, prendono le loro decisioni all’85% della frequenza cardiaca massima.

X, la Roma celebra Piovani nel giorno del suo 80esimo compleanno: “Tanti auguri, Maestro!” (FOTO)

La Roma celebra Nicola Piovani, noto compositore (premio Oscar nel 1999 per la colonna sonora del film La vita è bella) e tifoso giallorosso, nel giorno del suo ottantesimo compleanno. “Oggi compie 80 anni Nicola Piovani. Autore di colonne sonore da Oscar e giurato della nostra Hall of Fame – scrive il club capitolino su X –. Tanti auguri, Maestro!”.

El Shaarawy in gol all’esordio e all’ultima partita con la Roma: come lui solo Michelini, Nordahl, Tasso e Manfredini

Stephan El Shaarawy ha chiuso la sua esperienza alla Roma nello stesso modo in cui l’aveva aperta, ovvero con una rete. Nel match d’esordio, avvenuto 10 anni fa, il Faraone segnò di tacco contro il Frosinone e domenica ha realizzato la rete dello 0-2 contro l’Hellas Verona che ha spedito i giallorossi in Champions League dopo 7 anni di assenza. Il numero 92 non è il primo giocatore nella storia del club capitolino a segnare alla prima e all’ultima partita con questa maglia, ma è un traguardo che è stato tagliato soltanto da altri quattro giocatori e si tratta di Danilo Michelini, Gunnar Nordahl, Filippo Tasso e Pedro Manfredini.

“Andare in gol alla prima e all’ultima partita ufficiale con la Roma. Non è statistica da tutti, ma di soli cinque giocatori dal 1927.

L’ultimo è stato Stephan El Shaarawy al Marcatonio Bentegodi di Verona, chiudendo a chiave il risultato e la qualificazione in Champions League per la squadra di Gasperini.

Una rete importantissima al termine di una partita estenuante, sofferta, decisa proprio negli ultimi istanti. Un tocco sotto imprendibile per Montipò, nato da un assist delizioso (di tacco) di Paulo Dybala. Palla all’angolino opposto del portiere e rete. Tre punti non più in discussione. La chiusura ideale di una storia bellissima tra il Faraone e la maglia giallorossa.

Tutto inizia dieci anni prima, in casa contro il Frosinone. Un debutto da sogno, con un gol di tacco sotto la Curva Sud. Arrivato da pochi giorni nella Capitale, il “Faraone” pone subito il timbro con una giocata meravigliosa, facendo capire che non sarebbe stato uno di passaggio, ma che Roma sarebbe diventata casa.

Da quel momento, Elsha ha fatto la storia del Club con 348 partite e 66 gol, diventando uno dei quindici romanisti più presenti e prolifici di sempre, in quasi 99 anni. E, come detto, tra i cinque ad aver aperto e chiuso la sua esperienza con una marcatura.

Il primo di questa serie è Danilo Michelini, tra il 1937 e il 1939. Centravanti toscano con una media gol non banale, 58 presenze e 31 reti in due stagioni. Al debutto, contro la Fiorentina, segna una tripletta. E nell’ultima presenza va in rete in Roma-Novara 3-0.

Tra il 1956 e il 1958 tocca a Gunnar Nordahl, cinque volte capocannoniere della Serie A con il Milan. La Roma la tocca a 35 anni, ma sempre con quel tocco lì, il gol. Ne fa 15 in 34 partite. Il primo al Genoa e l’ultimo sempre al Genoa.

Subito dopo Nordhahl, che nel frattempo passa dal campo alla panchina proprio giallorossa, nel 1958-59 dal Fanfulla arriva Filippo Tasso. Diciottenne lombardo di buone speranze, colleziona cinque partite. La prima in gol contro l’Hannover in Coppa delle Fiere, la quinta in campionato con il Torino. 

Tra i bomber giallorossi più forti di sempre c’è l’argentino Pedro Manfredini. “Piedone”, che in realtà portava 42 di piede, di gol ne realizza 104 in 164 partite. Ne realizza uno subito al Cagliari in Coppa Italia nel 1959, si conferma cannoniere implacabile per sei anni fino all’ultima gara contro l’Inter sempre in Coppa Italia. E dopo Manfredini? El Shaarawy, appunto. Stephan El Shaarawy da Savona”.

(asroma.com)

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Hellas Verona-Roma, Svilar e il siparietto con Ndicka: “18 clean sheet? Merito dei difensori”. Il difensore controbatte: “Solo grazie a te!” (VIDEO)

Stagione da ricordare per la Roma di Gian Piero Gasperini, piazzatasi al terzo posto in classifica in Serie A con 73 punti e tornata in Champions League dopo 7 anni di assenza. Inoltre i giallorossi hanno registrato ottimi numeri difensivi, chiudendo con la seconda miglior difesa del campionato (31 reti subite in 38 giornate, meglio solo il Como a quota 29) e il secondo maggior numero di clean sheet (Mile Svilar a 18 e primo Jean Butez del Como a 19). Il merito è sicuramente del pacchetto arretrato e proprio su questo tema hanno scherzato Evan Ndicka e Mile Svilar al termine di Hellas Verona-Roma: “18 clean sheet? Il merito è di Evan, Mancio, Mario, Ghila, Zio… Sono loro!”, dice il portiere giallorosso. Il difensore ivoriano controbatte: “Il merito è solo suo”, indicando l’estremo difensore.

Coppa Italia 2026/27, il tabellone: le squadre e i possibili incroci. Ipotesi Juventus ai quarti e derby in finale (FOTO)

Terminata la Serie A 2025/26, si è delineato il tabellone della Coppa Italia 2026/27 e la Roma – grazie al terzo posto in classifica in campionato – partirà dagli ottavi di finale: la squadra giallorossa affronterà allo Stadio Olimpico una tra Cagliari, Arezzo, Hellas Verona, Entella e una squadra ancora da stabilire. Ai quarti, invece, potrebbe esserci un incrocio con la Juventus e anche in questo caso la partita si disputerebbe a Roma. Nella parte destra del tabellone – la stessa dei capitolini – sono presenti Juventus, Atalanta e Napoli come teste di serie. A sinistra, invece, Inter, Bologna, Milan e Como. La Lazio, a causa del nono posto in campionato, sarà costretta a partire dai trentaduesimi di finale e affronterà il Mantova: partendo dalla parte sinistra del tabellone, il Derby della Capitale sarà possibile soltanto in finale.

Settore giovanile, scatto di Frara come nuovo responsabile: contatti intensificati

Terminata ufficialmente la stagione al terzo posto in classifica in Serie A e con la qualificazione alla prossima edizione della Champions League dopo 7 anni di assenza, ora la Roma può iniziare a programmare il futuro. Tra i tanti cambiamenti attesi ci sarà anche una rivoluzione del settore giovanile e da diverse settimane la società giallorossa è alla ricerca di un nuovo responsabile. Come rivelato dal portale, nelle ultime ore ci sarebbe stato uno scatto di Alessandro Frara, il quale è pronto a lasciare il Frosinone. I contatti tra le parti si sono intensificati e il dirigente dei ciociari sembra aver sorpassato la candidatura di Massimo Margiotta dell’Hellas Verona.

(tuttomercatoweb.com)

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PISILLI: “Voto come giocatore? 7.5, posso ancora migliorare molto. Nel calcio di oggi devi saper fare tutto e adattarti alle richieste del mister” (VIDEO)

SKECHERS ITALY – Torna a parlare Niccolò Pisilli e lo fa in un modo davvero unico. Il centrocampista della Roma ha infatti risposto a diverse domande della content creator Lisa Offside mentre palleggiava rispettando due condizioni: non rispondere con “sì” o “no” e non far cadere il pallone. Ecco le sue parole.

Come ti chiamano nello spogliatoio?
“Piso”.

Tifavi Roma anche da bambino?
“Ho sempre tifato la Roma”.

Cantaci un pezzo dell’inno…
“Roma, Roma, Roma, core de sta città…”.

Prossimo anno Sanremo?
“Prossimo anno Olimpico ancora”.

Ci va la panna nella carbonara?
“Sarebbe un insulto alla tradizione romana”.

Che voto ti dai come calciatore?
“Che domandona… 7.5, posso migliorare ancora tante cose”.

Questa è stata l’intervista più bella che hai fatto?
“Molto difficile sicuramente…”.

Dalla Primavera a oggi il tuo stile di gioco si è evoluto: ti senti un centrocampista più completo?
“Sicuramente è stato un passaggio molto importante per poter giocare con i grandi. In Primavera segnavo spesso, ci tenevo molto e attaccavo tanto l’area per il modo di giocare che avevamo. Con i grandi, invece, devi essere un giocatore più completo e ti devi adattare alle richieste di mister. Cerco di fare questo ogni giorno per diventare un giocatore a tutto tondo, soprattutto nel calcio di oggi devi saper fare tutto”.

Chi era il tuo idolo?
“Difficile dire un solo giocatore. Io vedevo tutte le partite di calcio e non solo la Roma, mi è sempre piaciuto. Sono cresciuto negli anni in cui il Barcellona giocava in modo spettacolare, vedevo Iniesta e Messi che giocavano e allo stesso tempo si divertivano. Questa cosa mi ha fatto innamorare del calcio. Ti dico comunque Iniesta e Messi, mentre in Italia c’era Marchisio che mi piaceva molto”.

El Shaarawy-Dybala, il siparietto social fa sorridere: il Faraone “riscrive” il suo gol Champions (VIDEO)

Stephan El Shaarawy ha voluto celebrare con ironia il gol che ha chiuso Hellas Verona-Roma sullo 0-2, rete che ha messo il sigillo definitivo sulla vittoria giallorossa e sulla conseguente qualificazione alla prossima Champions League. Il Faraone, attraverso una storia pubblicata su Instagram e taggando Paulo Dybala, ha condiviso un divertente montaggio del gol segnato su assist della Joya, accompagnandolo con una frase eloquente: “Ecco la sensazione di Dejavu che avevo“. Il riferimento è all’audio iconico della telecronaca di Fabio Caressa durante Germania-Italia del Mondiale 2006, quello diventato celebre con il racconto dell’azione del raddoppio azzurro: “Gilardino, Gilardino… ancora dentro, Del Piero… goooooool!“. Un parallelismo volutamente esagerato e scherzoso, ma che racconta bene l’entusiasmo del momento vissuto dal numero 92 giallorosso. Del resto, il suo gol nei minuti finali ha avuto un peso enorme, sia per lui che per i giallorossi