Conferenza stampa, GASPERINI: “Siamo concentrati sul Parma. Allenatore e Ds devono lavorare insieme per migliorare la squadra” (VIDEO)

Domani si gioca allo Stadio Ennio Tardini il match tra Parma e Roma, valido per il trentaseiesimo turno di Serie A. Oggi, giornata di vigilia della partita, Gian Piero Gasperini è intervenuto in conferenza direttamente dalla sala stampa del Centro Sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria alle ore 13:30. Come di consueto, LAROMA24 seguirà l’evento in diretta.

LIVE

In campo avete dimostrato grande reattività. Sul binario del futuro c’è reattività?
“Il primo binario è quello che conta. Domani siamo a Parma, a tre partite dalla fine. Per noi è decisiva, la concentrazione massima è su quello. Sul resto sono situazioni molto legate a quello che la società vuole fare, perciò bisogna rivolgersi a loro. Ritardo? Non mi sembra che nessuno viaggi veloce, sono tutti impegnati con il campionato. Le cose magari si evolvono più velocemente con la fine del campionato.”

Questa rosa, per essere competitiva ad alti livelli, di quante pedine ha bisogno?
“Che questa rosa sia un gruppo valido lo dimostrano i risultati di quest’anno, le reazioni che hanno avuto in tutto questo campionato. Nei momenti di difficoltà ha sempre reagito e fatto buoni risultati, si è tenuta in posizione alta di classifica. Per il resto si vedrà quest’estate, io sono dell’idea che bisogna sempre migliorarsi e mettere elementi che possono portare valore aggiunto quando si può.”

La Champions è determinante per fare una squadra più forte o ha avuto garanzie?
“La Champions ti porta più risorse, quindi tutti vogliono arrivare in Champions per quel motivo. Fino a qualche anno fa non fregava a nessuno del quarto posto. Se hai più risorse economiche hai più possibilità di operare sul mercato. Il mondo però è pieno di società che sanno operare bene sul mercato anche in assenza di risorse così importanti.”

A che punto è il casting per il ds? I Friedkin la stanno coinvolgendo?
“In questo momento siamo concentrati sul campionato e la partita di domani. Tutte le ipotesi riguardano varie squadre, quindi i casting si sprecano. In questo momento, personalmente sono concentrato sulla partita di domani.”

Ha detto che non vuole lavorare con idee di altri. Chi sono questi “altri”? Cosa ne pensa del ruolo di manager all’inglese?
“Secondo me allenatore e direttore sportivo devono lavorare insieme, non ognuno per strade diverse. Devono raccontarsi poche storie, parlarsi con sincerità e vedere quello che si può fare per il bene della società e della squadra, con un unico obiettivo: migliorare tecnicamente la propria squadra, andando a ricercare giocatori con le caratteriste necessarie all’allenatore per migliorare il proprio gioco, compatibilmente alle esigenze del direttore sportivo nello spendere certe cifre. Vedo due ruoli molto legati e vicini, sia come idee di calcio, sia come possibilità di potersi aiutare e sostenere, con la finalità di migliorare la squadra. Continuo a dire che parliamo troppo poco di calcio. Parliamo di tante cose, meno che di calcio. Gli unici argomenti sviluppati sono questi. È calcio anche quello? Ha ragione, ma a me non interessano. Il mio modo di giocare mi ha portato a dei risultati, quindi cerco di portare avanti i miei punti di forza. Vado alla ricerca di giocatori e situazioni che possono aiutarmi a sviluppare il gioco che voglio fare.”

Vuole puntare su Koné la prossima stagione? Lo ritiene incedibile? 
“Nel calcio moderno l’incedibile non esiste più da nessuna parte, forse nelle squadre top top top mondiali. La differenza la fa sempre l’aspetto economico. Di fronte a offerte irrinunciabili tutti, tolti pochissimi, sono rinunciabili. Ma queste offerte irrinunciabili sono pochissime e rarissime. Koné è un giocatore forte, mi piacerebbe averlo anche la prossima stagione. Spero continui a giocare per la Roma. Poi di fronte a un’offerta irrinunciabile forse ti può consentire di fare altre cose. Mi sembra un discorso che fila, e che vale per tutti”.

Raccogliamo testimonianze di un suo iper-attivismo nelle vicende extra-calcio. Cosa c’è di vero?
“In questo momento sto lavorando solo ed esclusivamente sulla squadra per vincere la partita di domani. Tutte le altre questioni saranno discusse con la società se sarò coinvolto. In questo momento la proprietà è impegnatissima, quando riterrà opportuno di poterlo fare accelererà su questo. Però la società si muove, probabilmente non è ancora il momento giusto.”

Questa Roma perché dovrebbe andare in Champions?
“La Roma potrebbe andare in Champions, ma la differenze è minima, lo meritano anche le altre. È sempre stata lì per tutto il campionato, a battagliare. A eliminazione sono andate via Lazio, Atalanta, Bologna, noi siamo rimaste lì e si gioca tutto sul filo di un punto. Per me è stata soddisfacente. Se andassimo in Champions sarebbe un risultato che ci darebbe grande soddisfazione.”

Confermerà l’undici titolare visto contro la Fiorentina o aggiungerà qualcosa davanti?
“La Roma sta facendo bene, siamo in un momento di fiducia. Ogni partita è diversa e incontriamo una squadra che ha fatto bene, si è tolta dalla lotta per non retrocedere. È una squadra tranquilla, ma abbiamo visto la scorsa settimana che il campionato italiano è diventato bello fino alla fine. Anche squadre che non hanno obiettivi chiari giocano al meglio. È molto positivo. Domani per vincere col Parma dovremo fare molto bene.”

Ha detto “se sarò coinvolto”. Ancora non è sicuro?
“Non soffermiamoci sulle parole, andiamo sul succo del discorso. Arriverà il momento in cui dovremo essere una squadra forte, in cui c’è convinzione da parte di tutti di quello che andremo a fare. Su questo non possiamo permetterci dubbi o incertezze.”

È soddisfatto di Soulé?
“Soulé ha fatto bene, poi ha avuto questo periodo molto lungo e sofferto di pubalgia. Questo gli ha lasciato qualche strascico che sta superando. Non è al meglio sicuramente dal punto di vista fisico, però il suo contributo è sempre molto importante. Leader tecnico? È un giocatore importante.”

Cuesta non ha vissuto le dinamiche di campo prima di diventare allenatore, che ne pesa?
“Ho avuto modo di conoscerlo l’estate scorsa. È un ragazzo molto preparato. Effettivamente ha saltato molti ostacoli ed è arrivato direttamente in alto. Alcuni devono fare una strada tortuosa, altri prendono la direttissima e lui è tra questi. A volte è più rischioso in questo modo, però lui ha dimostrato di acquisire sempre più fiducia. La sua squadra è solida e ha fatto risultati importanti. Ha salvato il Parma con diverse giocate d’anticipo. È stata una squadra concreta. Per un allenatore così giovane è un traguardo importante.”

Come stanno Angelino e Dybala?
“Dybala si sta allenando regolarmente da un paio di settimane, quindi sta migliorando. Non è tanto una condizione per lui, quanto di forza in quella gamba, di recuperare la forza di tiro. Angelino ha avuto una stagione inaspettata da parte di tutti, difficilissima. In questi ultimi giorni, per la. Prima volta stiamo vedendo il giocatore che è stato l’anno scorso, e questo ben sperare soprattutto per la prossima stagione. È un giocatore forte che purtroppo è mancato tutto l’anno.”

Le operazioni di Wesley e Bailey risultano intercediate da Pietro Scala, amico di Ryan Friedkin, che non ha un ruolo nella Roma ufficiale, ma di fatto. Questo rapporto particolare è la ragione per cui è stato l’intermediario?
“Sono la persona meno indicata per spiegarglielo. So parlare dell’aspetto tecnico. Sotto l’aspetto contrattuale io non partecipo mai alle trattative.”

Non conosce chi tutela questi giocatori?
“Posso anche conoscerli, alcuni più, alcuni meno. Per esempio non conosco il procuratore di Bailey. Non partecipo alla stesura dei contratti e neanche alla trattative. Non credo ci siano allenatori che possono aiutarla in questo senso.”

Giuntoli sarà il nuovo DS dell’Atalanta. Si libera D’Amico, su di lui il Milan

Cristiano Giuntoli ricoprirà il ruolo di nuovo direttore sportivo dell’Atalanta a partire dalla prossima stagione. Secondo quanto riferito da Matteo Moretto, l’accordo tra le parti è stato chiuso nelle ultime ore dopo la definizione di tutti i dettagli contrattuali. Si attende ora soltanto l’ufficialità da parte del club bergamasco.

L’arrivo di Giuntoli a Bergamo libera di fatto Tony D’Amico, attuale responsabile dell’area sportiva nerazzurra. Il profilo di D’Amico è stato accostato in più occasioni alla Roma come possibile successore di Frederic Massara.


Secondo quanto riportato da Eleonora TrottaD’Amico è sempre più lontano da Bergamo. Il dirigente continua a essere molto stimato dal Milan, che segue con attenzione l’evolversi della sua situazione. Nel frattempo, la posizione di Giuntoli in pole position per il ruolo di direttore sportivo della Dea appare ormai consolidata, restringendo il campo dei candidati per la scrivania giallorossa.

Calciomercato Roma, dall’Argentina: ancora nessuna offerta per Lautaro Rivero, affare da 15-20 milioni

La Roma è sulle tracce di Lautaro Rivero. Secondo quanto riportato da TyC Sports, a conferma delle indiscrezioni di ieri, la società giallorossa ha inviato due osservatori in Argentina per monitorare da vicino le prestazioni del difensore centrale del River Plate. L’interesse del club capitolino potrebbe tradursi in un’offerta ufficiale oscillante tra i 15 e i 20 milioni di euro in vista della prossima sessione di mercato. Al momento però non sono ancora pervenute proposte formali alla dirigenza del Monumental, che però considera il calciatore uno dei pezzi pregiati in uscita per l’estate.

L’eventuale innesto di Rivero, 22 anni e recentemente debuttante con la nazionale argentina, sarebbe legato alle possibili partenze di Evan Ndicka o Jan Ziolkowski. Il centrale, punto fermo della squadra di Eduardo Coudet, è legato ai “Millonarios” fino a dicembre 2029. La società argentina, prevedendo una possibile cessione, ha già cautelato il reparto con l’acquisto di Tobías Ramírez.

(tycsports.com)

VAI ALL’ARTICOLO

Primavera Femminile, il 9 maggio le semifinali della final four: la Roma affronta il Sassuolo

Sono in programma sabato 9 maggio le semifinali della final four scudetto Primavera. Le giallorosse, dopo aver sorpassato in vetta la Juventus nell’ultima giornata della stagione regolare, saranno impegnate al “Mapei Football Center” contro il Sassuolo nella semifinale unica (calcio d’inizio alle 17:30). L’altra semifinale in programma è Juventus-Milan (ore 11:30), rispettivamente seconda e terza classificata in campionato. La finale scudetto si disputerà lunedì 11 maggio alle 18:00 allo stadio “Enzo Ricci”.

Tutte le gare saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube della Serie A Women.

Come detto, le giallorosse hanno chiuso al primo posto in classifica la regular season con 15 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, vantando inoltre l’imbattibilità nelle partite in casa.Non solo, la squadra ha il miglior attacco del torneo con 75 gol segnati. E 20 di questi li ha realizzati Rosanna Ventriglia (miglior marcatrice del campionato).

(asroma.com)

VAI ALLA NEWS ORIGINALE

Andrea Morricone: “Papà gridava solo quando la Roma vinceva”

LA STAMPA – Andrea Morricone, figlio del maestro Ennio, ha raccontato suo padre ai microfoni del quotidiano. Tanti spunti e aneddoti, in particolare quelli legati all’amore di Ennio Morricone per la Roma. Ecco alcuni passaggi.

Cosa era il silenzio per Ennio Morricone?
«Papà era l’uomo dei silenzi, nella sua musica sono le pause a fare la differenza. Lo ha dimostrato con Voci dal silenzio, sulla tragedia delle Torri Gemelle. Tutta la forza tellurica della composizione si sprigiona quando la musica si ferma. Lui diceva: “Se vuoi capire la mia musica, devi cercare tra i vuoti”. Nel silenzio c’è l’odio, la gelosia, la violenza, l’ira, l’amore, la passione».

Però gridava, almeno quando tifava Roma.
«Per lui essere romano e non tifare Roma era inconcepibile. Quando Spalletti, che abitava nel nostro stesso palazzo, annunciò che voleva lasciare la Roma, mio padre suonò al suo campanello e lo pregò di non dimettersi. “Lei non deve andarsene, la Roma è più importante e lei è l’unico bravo”».

Lei gli dava i risultati mentre lui dirigeva. Come faceva?
«Stavo dietro l’orchestra, ci lanciavamo occhiate e avevamo i nostri codici. Mi ricordo il derby del 2010: la Roma stava perdendo 1 a 0 e Ranieri sostituì Totti e De Rossi. Vinse 2 a 1, feci una V con le dita per due volte. Significava doppietta di Vucinic».

Assi da Champions

IL TEMPO (L. PES) – Non solo Malen. Tra Bologna e Fiorentina si è rivista la Roma dei tempi migliori e, al netto delle motivazioni degli avversari, la differenza con i mesi passati è sembrata evidente. E non è un caso che tra le due sfide Gasperini abbia recuperato i suoi assi che potrebbero essere decisivi nella corsa alla Champions. Due su tutti: Wesley e Koné. Il brasiliano aveva saltato le sfide contro Inter, Pisa e Atalanta e al Dall’Ara si era già fatto rivedere tirato a lucido tornando poi a segnare lunedì all’Olimpico nel match contro la Fiorentina. Cinque gol in campionato e tanta corsa per uno degli uomini di maggior incidenza della rosa giallorossa. Ha ripreso al massimo dei giri anche Koné. Il francese è tornato dopo quasi due mesi contro i viola e ha subito rimesso in campo intensità e dinamismo che ne fanno uno dei centrocampisti più determinanti del campionato. Un assist per il gol di Hermoso e la capacità di interpretare al meglio sia la fase di contenimento e recupero sia quella propositiva. L’ex Gladbach è stata tra le assenze senza dubbio più pesanti per il 2026 giallorosso con due infortuni che lo hanno tenuto fuori nei momenti chiave della stagione. Ma ora Gasperini può davvero, e finalmente, contare su diverse risorse che per troppo tempo sono rimaste a guardare. Basti pensare alla pericolosità offensiva di Hermoso che lunedì ha messo a segno il suo quarto gol stagionale nonostante i tanti guai muscolari. Lo spagnolo è un leader assoluto per la difesa della Roma e il tecnico dall’inizio della stagione ha puntato sul suo recupero dopo una prima annata negativa tra la Capitale e Leverkusen. Missione pienamente riuscita tanto che l’attivazione della clausola per un altro anno di contratto non è minimamente in dubbio. Impossibile dimenticare Pisilli, anche lui in gol nel posticipo dello scorso turno e tra i più in forma del girone di ritorno giallorosso. Partito in sordina e nelle retrovie tra le gerarchie dei centrocampisti, il gioiello del settore giovanile di Trigoria si sta dimostrando un tuttofare affidabile e, spesso, una vera e propria arma in più. Quattro gol stagionali e la capacità di giocare in tutti i ruoli in mezzo al campo: mezzala, trequartista e anche regista, come nel match contro la Fiorentina dove ha dettato i tempi della squadra dalla mediana. Di certo Malen resta il trascinatore assoluto della squadra ma ora il tecnico, Pellegrini e Dybala a parte, uno ancora ai box, l’altro lontano dalla forma migliore, ha tante frecce nel proprio arco per insidiare Juve e Milan e tornare a riveder la Champions. A proposito di campo, però, proprio ieri si è fermato El Shaarawy a causa di un affaticamento all’adduttore che potrebbe tenerlo fuori dal match di domani a Parma. Out anche Gollini (distrazione all’iliaco sinistro), Pellegrini e Zaragoza. Gasperini va verso la conferma dell’undici che ha battuto la Fiorentina con l’unico dubbio legato a Dybala. Anche se al momento la Joya può essere più una carta da ultimo spezzone di gara.

La Roma a caccia del nuovo ds scommette tutto su Manna

La Roma continua a spingere per Giovanni Manna. E, almeno in questo momento, non esiste un vero piano B. Il direttore sportivo del Napoli resta l’obiettivo primario e unico dei Friedkin per rifondare l’area tecnica giallorossa accanto a Gasperini. I contatti delle ultime settimane non hanno cambiato il quadro: anzi, lo hanno rafforzato. Sul tavolo del dirigente azzurro c’è la proposta romanista, superiore al milione di euro a stagione, presentata dopo il faccia a faccia avuto con la proprietà americana e con lo stesso Gasperini. Il vero nodo, però, continua a chiamarsi Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli, almeno ufficialmente, non si è ancora espresso pubblicamente sull’assalto della Roma al suo dirigente. […] La valutazione fissata dal club campione d’Italia è altissima: circa 10 milioni di euro per liberarlo. Una cifra enorme per un direttore sportivo, che obbliga adesso i Friedkin a capire fino a che punto intendano spingersi pur di consegnare a Gasperini il profilo scelto
per guidare il mercato romanista. […] Tony D’Amico attuale ds dell’Atalanta non ha avuto contatti recenti con la Roma. Sullo sfondo resta invece Cristiano Giuntoli, ancora senza contratto dopo l’addio alla Juventus. Lo status di svincolato resta il grande jolly del dirigente toscano: in caso fallisca l’assalto a Manna, potrebbe essere lui il prescelto. […]

(la Repubblica)

Oggi e domani Koné-Pisilli. Gasp ha scelto il centrocampo

Tre top player. Che oggi mancano nel 3-4-2-1 di Gasperini. Non è un caso che Gian Piero – ha le idee chiarissime, lui sì, sul futuro – abbia già indicato in quali zone del campo la Roma abbia la necessità di essere migliorata per il salto di qualità nella
nuova stagione. Tre titolari per competere con le big del campionato da schierare in
avanti, come del resto va ripetendo dall’estate scorsa, e sulla fascia: gli esterni alti, a destra e sinistra, e quello basso mancino. Nessuna richiesta, al momento, per il centrocampo. Dove pensa di aver individuato il tandem ideale. Sono Koné e Pisilli. […] Gasperini li ha promossi. […] Sono due nazionali, francese ed italiano. Giovani e di prospettiva. Così Gian Piero è pronto a confermarli in coppia pure l’anno prossimo, a prescindere dalla permanenza di Cristante, El Aynaoui e Pellegrini che restano comunque alternative affidabili. Solo il mercato può cambiare la situazione: Koné e Pisilli, insieme con Svilar, sono i giocatori giallorossi più richiesti. Con entrambi la plusvalenza è assicurata. Robusta per Manu, totale per Niccolò. L’allenatore, però, chiederà al nuovo ds di sacrificare altri titolari e non loro due. […] Gasperini, comportandosi come fa il giorno dopo le partite ufficiali, ha diviso la squadra in due gruppi. L’addestramento più impegnativo in campo è stato dedicato ai giocatori che non dovrebbero partire dall’inizio, domani pomeriggio al Tardini: da Dybala, ancora in ballo con Soulé per giocare alle spalle di Malen, a Ziolkowski. […] Gian Piero ha quindi voluto preservare i giocatori su cui punterà nella volata Champions che prevede tre partite, in cui l’obiettivo è l’en plein (sono necessari 9 punti per sperare fino all’ultimo nel quarto posti): oltre a quella di Parma, il derby e il viaggio a Verona in chiusura di campionato. […]

(Corsera)

Prima Malen, poi tutti gli altri titolari. Il tecnico prova il riposo intermittente

Meno uno a Parma-Roma. I giallorossi non possono permettersi passi falsi (in attesa di un regalo dell’ex Di Francesco questa sera) e per rendere ancora più ricco di significati il derby l’unico obiettivo sono i tre punti. Gasperini per il rush finale si affiderà ai fedelissimi e per questo durante la settimana ha cambiato il metodo di allenamento.[…] Gestione per gli undici che hanno battuto la Fiorentina lunedì che saranno gli stessi che scenderanno in campo al Tardini. Malen aveva già avuto un turno di riposo un paio di giorni fa. Il tecnico lo aveva visto un po’ affaticato, e da quando è arrivato non ha saltato neanche una gara. […] Fuori per infortunio ci sono ancora Pellegrini, Dovbyk e Zaragoza. Il primo punta il derby. Lorenzo non vuole perdere la stracittadina che negli ultimi anni gli ha dato più di una gioia. […] Meglio prevenire che curare in questi casi e Gasperini ha scelto la strada della gestione. Nessun allenamento pesante per chi ha tirato il carro fino ad oggi. Sono ben sei i giocatori di movimento ad aver collezionato più di 2300
minuti in Serie A: Wesley (2300), Koné (2363), Celik (2469), Ndicka (2554), Mancini (2797) e Cristante (2856). […] Il rischio di arrivare con la lingua di fuori a fine campionato è alto, la panchina rimane corta soprattutto in avanti e il tecnico non ha
intenzione di mollare proprio ora che l’obiettivo si è avvicinato ancora di più. Contro il Parma spazio alla formazione migliore. L’unico dubbio è tra Dybala e Soulé, mentre Pisilli è sicuro del posto. […]Pochi cambi e nessun esperimento, è vietato sbagliare.

(Il Messaggero)

Dybala e Soulé, il tango finale

«A uno come Dybala, posso solo pulire gli scarpini», lo disse Mati Soulè, qualche mese fa, in un’intervista a Il Messaggero. Facendo capire, nel suo momento migliore, cioè quando stava trascinando la Roma nelle zone top della classifica, che per lui Paulo era comunque Paulo. Era il periodo in cui si andava avanti a dogmi, «0 l’uno o l’altro», cioè due mancini che non potevano giocare insieme, ma non in quanto mancini, ma in quanto due abituati ad agire su un lato del campo, il sinistro. […] Soulé voleva essere come Paulo e questo lo penserà anche oggi, periodo in cui entrambi sono tornati a competere per una maglia dopo lunghe settimane di stop. E per un futuro insieme? Nulla certo, ad oggi. Già, perché Dybala – classe ’93 – è a scadenza di contratto, guadagna molto e ha davanti un muro prima dell’eventuale rinnovo; Soulé – classe 2003 – ha una carriera davanti, ha uno stipendio gestibile ma, essendo alla Roma da due stagioni, ed essendo stato pagato circa trenta milioni, può essere ceduto in nome delle famigerate plusvalenze. […] Discorsi che si riapriranno a breve, mancano solo tre giornate e poi si avrà più chiaro il destino di entrambi. Sono due attaccanti che dovevano fare la fortuna di Gasperini, e della Roma, ma in questa stagione è successo in parte per l’ex Frosinone, meno di quanto ci si aspettasse per la Joya. Soulè il meglio di sé lo ha dato nella prima parte abbondante della stagione, contribuendo con sette gol (di cui sei in campionato) e quattro assist, per poi arrendersi alla giornata numero 25, a Napoli, giocando solo un tempo, cedendo alla pubalgia, che lo ha tenuto fuori sul più bello: ha saltato cinque gare di fila (Cremonese, Juve, Genoa, Como e Lecce) di campionato e le due di Coppa contro il Bologna. […] Ecco, Dybala ha smesso da un po’ – complici gli infortuni e gli interventi – di esserlo. Paulo è stato fermo dal 25 gennaio fino al 18 aprile, ha giocato 31 minuti tra Bologna e Fiorentina e prima dello stop tra un infortunio e un altro, aveva messo a segno solo due gol, uno con il Sassuolo (su azione) e uno col Torino (più tre assist, uno a Malen per la sua prima rete in A). Ce li ricordiamo insieme in undici occasioni dal primo minuto, più quattro spezzoni sparsi qua e là (Matias con Dybala non ha mai segnato): 15 volte su 46 disponibili. […] Forse, almeno a Roma, siamo all’ultimo tango. In un modo o nell’altro. Certo, se fosse per Gasp, non si priverebbe di nessuno: più attaccanti ha a disposizione e meglio è. Lui ha bisogno di calciatori tecnici, efficaci e loro due lo sono. In attesa di altri.

(Il Messaggero)