La Roma ha messo gli occhi su Montassar Talbi, difensore tunisino del Lorient, di 27 anni. Il centrale di piede destro si è messo in mostra in Ligue 1 e ha attirato l’interesse di diversi club europei, tra questi ci sarebbe la Roma, che ne apprezza l’adattabilità e l’esperienza internazionale. Ancora non ci sono accordi definitivi: saranno decisive le prossime settimane.
Federico Nardin è il nuovo volto di Dreaming Roma, la rubrica dedicata ai talenti del settore giovanile giallorosso. Difensore centrale classe 2007, Nardin rappresenta l’essenza del vivaio di Trigoria: dieci anni di militanza, dai primi calci nell’Under 10 fino alla consacrazione con la Primavera e la Nazionale. Durante l’intervista, il giovane talento ha sottolineato il suo profondo legame con la maglia, definendola una “seconda pelle” e ammettendo che giocare per la Roma comporta una responsabilità speciale che solo un vero tifoso può sentire.
Sei nato nel 2007, ma fisicamente e per la tua storia qui sembri un veterano. Diresti di aver bruciato le tappe a Trigoria? Sei qui da dieci anni, giusto? “Sì, il mio primo anno è stato nell’Under 10. Non credo di aver bruciato le tappe, ho fatto tutti i passaggi necessari. Sono arrivato a quest’anno, che potrebbe essere l’ultimo o il penultimo con l’Under 20. Il mio sogno è arrivare fino alla prima squadra.”
Siamo abituati a giocatori che vengono da tutta Italia, ma tu sei il tipico tifoso della Roma che realizza un sogno. Dove è iniziata questa passione? In famiglia? “Questa passione viene da mio papà. È sempre stato romanista. Mi ha portato allo stadio per la prima volta quando avevo tre anni. E fuori da Trigoria per la prima volta… ora sembra strano perché è normale passare per quei cancelli, ma prima ero un tifoso che aspettava i giocatori fuori per un autografo.
A molti di noi è capitato di aspettare fuori, magari saltando scuola. Se sei un vero tifoso, non diventa mai normale al 100% stare qui dentro. “Esatto. Allenarsi con De Rossi l’anno scorso è stato incredibile. Non è mai stata routine per me. Era un sogno scendere in campo con lui, pensando alla foto che ho con lui qui fuori di quando avevo tre anni.”
Passare da avere la foto con il tuo eroe a tre anni ad averlo come allenatore deve essere travolgente. “Sì, non è facile all’inizio. Forse non te ne rendi conto subito, provi emozioni completamente nuove. Come hai detto, è stato travolgente. Lo chiamavo mister, ma per me era sempre DDR. Mister DDR.”
Facciamo un passo indietro. Sei nato a Latina. Dove hai iniziato a giocare? “Ho iniziato al San Michele. Giocavo con i più grandi perché a tre anni c’erano solo bambini più grandi. All’inizio mio papà non era convinto. Al primo allenamento c’era un campo di terra e io facevo i castelli di sabbia. Mi disse: “Forse non fa per te”. Ma poi ho imparato le regole. Sono passato alla Pro Latina e abbiamo fatto un torneo qui a Trigoria.”
E lì ti hanno notato. “Sì, mi hanno contattato per un provino all’Acquacetosa. Sbagliarono a dirmi il giorno e feci il provino con i 2006. Chi mi ha detto che la Roma mi aveva scelto? Mio papà. Era un momento difficile per lui perché si era appena rotto il crociato, ma mi diede la notizia. All’inizio era preoccupato per i viaggi avanti e indietro, ma fortunatamente dopo due anni mi sono spostato qui a Trigoria. Mio nonno è stato fondamentale: vive a San Giovanni e mi ospitava per portarmi agli allenamenti dopo scuola. È unico, abbiamo un rapporto speciale.”
Tuo nonno è romanista? “No, tifa Inter. Un doppio sacrificio! Ma gli piace la Roma, per il bene che vuole a suo nipote.”
Ti ricordi il tuo primo giorno a Trigoria? “Ricordo il primo torneo qui da visitatore. Ho un video di quando ero piccolo, non ci credevo. Saltavo ovunque, correvo per tutto il campo. I miei genitori mi hanno sempre detto di divertirmi: “Se un giorno decidi che non è quello che vuoi, smetti”. Ma mi è sempre piaciuto. Sono sempre stato calmo in allenamento e in partita, mi divertivo e basta.”
Come si passa da essere un grande tifoso a essere un professionista al 100%? “Da bambino vivi il sogno senza renderti conto di dove sei. Ora che sto entrando nel calcio dei grandi, il sogno diventa realtà. Ti alleni con la prima squadra, con giocatori che prima tifavi in TV o allo stadio. Lì devi crescere e restare calmo. Se non sei calmo, non vivi l’esperienza nel modo giusto. A volte la vivi un po’ da tifoso e ti lasci trasportare, senti una responsabilità extra. Questa maglia è speciale, non sarà mai come giocare per un altro club.”
La tua passione ti ha mai portato a commettere errori? “Purtroppo sì. Quest’anno, nel derby. È sempre una partita difficile per noi romanisti, specialmente a livello emotivo. A fine partita non sono riuscito a contenere le emozioni dopo la sconfitta. Ho fatto qualcosa che non mi sarei aspettato da me stesso. È quello che intendo per restare calmi: devi capire dove sei e dare il contributo in campo senza andare oltre. Ho sbagliato e mi dispiace, ma si cresce e si impara dagli errori.”
Seck ha detto che tu sei il giocatore a cui guarda per capire cosa significhi giocare per la Roma. Senti questa responsabilità? “Non sento la responsabilità di spiegare, ma credo che lo si veda dal comportamento. Lui vive in casa con me e quando gioca la Roma vede cosa significa per me. Penso che basti questo.”
Vivi da solo da due anni. Cosa è cambiato? “Tutto. Il livello di responsabilità, il modo in cui vivi. Devi svegliarti da solo perché mamma non c’è più, devi cucinare. Vivo con un compagno di squadra, abbiamo la stessa routine e ci aiutiamo molto. Siamo entrambi maturi e parliamo di tutto.”
Hai un gran fisico e una personalità esuberante. Ti senti un leader? “Sì, mi piace guidare i compagni dentro e fuori dal campo. Mi piace essere un punto di riferimento, ma è nella mia natura, non perché voglia dire agli altri cosa fare. Il mio punto debole è l’aspetto emotivo, la gestione della rabbia in campo. Ci ho lavorato con gli psicologi del club e quest’anno sono migliorato molto. Mi sento più consapevole.”
Sei sempre stato un difensore? “Sì, anche se a volte ho fatto il centrocampista. Ho tecnica, ma il primo lavoro di un difensore è non far segnare. Ho giocato a tre, a quattro e ultimamente anche come terzino. Mi sto abituando, ma mi sono sempre visto in una difesa a tre, indifferentemente a destra o a sinistra. Saper giocare su entrambi i lati è fondamentale.”
I “Fantastici Quattro” della difesa Primavera: tu, Terlizzi, Mirra e Seck. Come andate d’accordo? “Andiamo d’accordo fantasticamente. Siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda, non c’è invidia, solo sana competizione. Ci divertiamo insieme.”
In cosa devi migliorare come calciatore? “All’inizio dell’anno ho lavorato molto sul piede sinistro. È essenziale nel calcio moderno saper usare entrambi i piedi. Se penso al mio percorso, una persona cara è il coach Marco Scisciola. Mi vengono i brividi a pensarci. Ci ha cambiati come giocatori, ha cambiato il nostro modo di vedere il calcio nel passaggio da bambini a ragazzi. Ogni allenamento con lui era divertimento puro.”
Hai vinto due scudetti nel settore giovanile. Vincere da romanista è un trionfo doppio? “Vincere è sempre fantastico e ti fa venire voglia di farlo ancora. L’anno scorso non abbiamo vinto e ci è mancato qualcosa. Mi piacerebbe vincere il terzo scudetto per coronare questo viaggio. La semifinale dell’anno scorso ci ha lasciato l’amaro in bocca, vogliamo finire questa stagione diversamente.”
Hai vinto anche l’Europeo Under 17 con l’Italia nel 2024. Cosa si prova? “Vincere con la maglia azzurra è unico. Giocare per l’Italia è un orgoglio immenso. Ho vinto sia con la Roma che con l’Italia, le mie due squadre preferite. Emozioni indescrivibili. Vincere con l’Italia ti dà una vetrina internazionale, ma vincere è sempre meraviglioso.”
Il tuo idolo calcistico? “Francesco Totti. È la base per ogni tifoso della Roma.”
Molti ti paragonano a Calafiori per il percorso e le caratteristiche. Ti ci rivedi? “Me lo hanno detto in molti. Mi piacerebbe fare anche solo una parte di quello che ha fatto lui, ma io seguo il mio percorso e il mio sogno.”
Hai rinnovato il contratto a gennaio, diventando professionista. Senti più pressione? “È un contratto che mi dà molta fiducia, ma senti di dover dimostrare ancora di più. Devi far vedere che quando farai il salto tra i grandi potrai dare il tuo contributo senza farti travolgere. Vivo giorno per giorno, ma la mia ambizione è vincere trofei con la Roma e con l’Italia.”
Cosa significa per te indossare questa maglia dopo dieci anni? “Responsabilità e orgoglio. Per noi romanisti è una seconda pelle.”
Hai mai visualizzato il debutto all’Olimpico? “Molte volte. L’ho sognato. Se dovessi dedicarlo a qualcuno, lo dedicherei a mio nonno per il ruolo fondamentale che ha avuto nella mia vita e nella mia carriera.”
Hai mai pensato a una carriera lontano da Roma? “Ora che il tempo con la Primavera finisce, il pensiero attraversa la mente, ma è una prospettiva difficile. Inconcepibile per me. Il sogno è restare sempre alla Roma.”
Il futuro della Roma e le strategie per tornare ai vertici animano il dibattito nelle radio della Capitale. Piero Torri esprime preoccupazione per la mancanza di una rotta definita a livello societario, avvertendo che la proprietà rischia di farsi guidare troppo dagli umori esterni: “Ho il sospetto che la proprietà navighi molto a vista, avendo come stella polare il consenso”. Di pari passo, Roberto Pruzzo sottolinea l’urgenza di un salto di qualità tecnico per interrompere il trend degli ultimi anni: “La Roma ha necessità assoluta di alzare il livello, lo fai prendendo calciatori superiori a quelli che hai, è un calcolo matematico”.
_____
Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
_____
Dire “via tutti” è propaganda. Non lo avete già sentito? Cosa succede dopo Como-Roma? “Via tutti”. A gennaio, si parlò di rivoluzione! Poi sappiamo chi è arrivato…La programmazione si fa in un altro modo. Se si punta su Gasperini va messo nelle condizioni di operare al meglio nel segno della continuità (FEDERICO NISII, Manà Manà Sport, 90.9)
Gli hanno comprato anche altri giocatori, l’allenatore non può fare una squadra intera se no non fa l’allenatore ma il Presidente. All’allenatore gli dai uno-due giocatori, gli altri li prendo io. Io penso che gli allenatori si devono dare una regolata. Sono già profumatamente pagati e non possono avere il diritto di fare la squadra. C’è anche un aspetto economico, se mi chiedi tre giocatori da 50 milioni io non te li posso comprare. Delle volte nel mercato non si riescono a prendere i giocatori che vuoi (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)
La Roma ha un gruppo non da primissimi posti che va arricchito. Devi andare a mirare altri Malen e Wesley da mettere in questo gruppo e far diventare alternative di domani i titolari di oggi. Devi avere 18/19 giocatori intercambiabili. Chi fa un mercato da 12 cessioni e 12 acquisti, 12 giovani talenti? (ANDREA DI CARO, Manà Manà Sport, 90.9)
Da qualche anno gli allenatori sono pagati in maniera più che profumata. In cosa consiste la bravura di un allenatore rispetto ad un altro che prende una cifra inferiore? Quello che prende qualcosa in più, dovrà dare qualcosa in più, che non è solo la tattica. Dovrà pure portare un qualche cosa in rapporto a quello che la società spende per tenerlo sulla panchina. Se si fa comprare i giocatori che vuole, i migliori che ci sono in circolazione, prendi uno qualunque e lo metti lì. Io credo che la bravura di un allenatore sia usare quelli che si ritrova più 1-2 che la società prende su sua indicazione (MARIO MATTIOLI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)
Io credo che la Roma dovrebbe cominciare a fare dei fatti, non perché non li abbia fatti negli ultimi anni, ma dovrebbe avere un’idea abbastanza precisa su dove vuole arrivare e come farlo per arrivarci. Ho il sospetto che soprattutto la proprietà su questo navighi sempre molto a vista, avendo come stella polare il consenso. Credo che così però non si arrivi a dama. Che ci sia bisogno di intervenire sulla rosa della Roma penso che valeva anche due mesi fa, mi auguro che non si butti tutto a mare, perchè io credo che anche da questa stagione, peraltro non conclusa, si deve saper riconoscere il buono che è stato iniziato. Si deve intervenire per migliorare la rosa, le prospettive e soprattutto la chiarezza in società, perché senza quella ho paura che si vada a sbattere contro un muro (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)
Io credo che la Roma visto l’andazzo degli ultimi anni abbia assolutamente bisogno di alzare il livello, non c’è altro da fare. Alzi il livello prendendo calciatori superiori a quelli che hai, è un calcolo matematico. Con questa squadra arrivi sesto da anni, non sei riuscito mai tranne Lukaku e Dybala a portare dentro giocatori che ti facevano alzare il livello. Io credo che vada bene a tutti l’idea, dall’allenatore al presidente. Servono valide alternative, perché la squadra ha dimostrato nel girone d’andata di poter avere identità a livello tecnico. Ha necessità assoluta di alzare il livello, come ha fatto il Napoli che ha preso 3-4 giocatori di livello superiore (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)
I rapporti interni sono l’aspetto più importante da chiarire. La triade che sembrava la cosa migliore fatta dalla società negli ultimi anni stiamo capendo che non si sono trovati. Chiedevamo figure di calcio, prendi Ranieri, Massara e Gasperini, ma credo che in pochi in estate fossero scontenti di questa scelta (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)
Serve un grande direttore generale – figura che manca da un decennio – che possa sintetizzare le posizioni di allenatore e ds, palesemente su piani diversi da luglio scorso (CHECCO ODDO CASANO, Rete Sport 104.2)
Lo scorso anno si diceva che questa rosa era in grado di vincere trofei. In estate si diceva che era una squadra che ha sfiorato la Champions e non serviva cambiarla molto, ma adesso si è scoperto che non è così. C’è la possibilità che Massara vada via. La Roma avrebbe bisogno di un direttore sportivo forte. Massara e Gasperini insieme è impossibile (FRANCESCO BALZANI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)
C’è modo e modo di perdere le partite. L’Inter si è fermata a 5, altrimenti poteva farne 8. Se perdi Roma-Juve 3-3 ti lamenti però hai fatto una grande partita, che hai giocato bene, anche se ti sfonda mentalmente. Quello che è accaduto con l’Inter non è accettabile (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)
Fa ridere che in 48 ore ne abbiamo sentite di ogni tipo: dalla rivoluzione al conservare qualcuno, magari è il nuovo direttore sportivo che manda messaggi in giro… Ci deve essere chiarezza da parte della proprietà nei ruoli di tutti, bisogna uscire con un quadro unitario all’interno di Trigoria (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)
Gasperini vuole tre rinforzi alla Malen. Questa è la volta buona per capire se i Friedkin fanno la squadra (UGO TRANI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)
Arrivano conferme rispetto a un improvviso cambio nelle strategie societarie della Roma per quanto riguarda la gestione dei contratti. Dopo le notizie circolate ieri, anche l’esperto di mercato Matteo Moretto ha confermato che il club giallorosso ha deciso di mettere ufficialmente in stand-by tutte le trattative per i rinnovi.
Il blocco riguarda tutti i giocatori, inclusi Gianluca Mancini e Bryan Cristante, per i quali si era parlato di una firma imminente. La decisione sarebbe maturata ai vertici della società: la proprietà intende prendersi alcune settimane di tempo per valutare l’andamento del finale di stagione e la programmazione tecnica futura prima di procedere con nuovi impegni contrattuali a lungo termine.
La Roma mette in stand-by tutti i rinnovi, compresi quelli di Gianluca Mancini e Bryan Cristante.
Nelle prossime settimane la proprietà deciderà come muoversi in merito.
La Roma ha comunicato, attraverso i propri canali social, una variazione nel programma della 19ª giornata del campionato di Serie A Femminile. La sfida di vertice contro la Juventus, inizialmente programmata alle 15:30 del 26 aprile, ha subìto un cambiamento sia per quanto riguarda la data che l’orario del calcio d’inizio. Il big match tra le bianconere e le giallorosse di coach Rossettini si disputerà ufficialmente sabato 25 aprile. Il fischio d’inizio all’impianto della Juventus è stato fissato per le ore 12:30.
L’Italia comincia a muoversi in vista di Euro 2032. La kermesse, che si giocherà anche in Turchia, ha aperto una questione che vede il nostro paese indietro rispetto agli altri stati europei, ovvero quella degli stadi.
Il Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, ha parlato in merito alle sollecitazioni della Uefa per quanto concerne gli impianti ospitanti: “C’è la nostra coscienza che parla, mi fa piacere che il presidente Ceferin ci abbia ricordato che dobbiamo fare qualche passo in avanti, lo stiamo facendo ma non solo per l’Europeo 2032, ma anche con l’entrata in piena operatività del commissario Sessa che consentirà di accelerare tutti i processi già avviati e che hanno bisogno soltanto di un’ulteriore semplificazione, sarà lui a comunicare bene tutte le iniziative che sta seguendo ma direi che i progetti più importanti sono già sul suo tavolo e tutti i dossier sono aperti”.
Il Ministro, però, si è espresso anche sulla possibilità che il nuovo stadio della Roma a Pietralata ospiti alcune partite: “Tutti i dossier sono aperti, quella della Roma è solo una delle iniziative e sembra si vada ad un conferimento al commissario della procedura amministrativa. Sarà lui, con il sindaco Gualtieri, a far in modo che i risultati raggiunti in consiglio comunale si possano produrre in una conclusione veloce della parte amministrativa e l’apertura del cantiere nel 2027”, ha concluso Abodi.
La stagione del centenario della Roma si avvicina a grandi passi. La proprietà giallorossa, come annunciato l’estate scorsa, ha approvato il ritorno del vecchio stemma giallorosso. Un ritorno che, per forza di cose, ha scaldato il cuore della tifoseria. Lo stemma con la sigla “ASR”, infatti, è quello con cui i tifosi si riconoscono.
In vista della prossima stagione sono uscite delle anticipazioni sulle prossime maglie da allenamento. Maglia grigia, con strisce giallo e rosse e soprattutto il ritorno del vecchio stemma. Presenti anche la tuta e il giacchetto con lo stesso stile.
La maglia è stata anticipata dal noto sito web specializzato Esvaphane.
Alla vigilia del match casalingo contro il Pisa Gian Piero Gasperini parlerà in conferenza stampa a Trigoria alle ore 13:30. Il tecnico giallorosso presenterà la partita che aprirà la 32esima giornata di Serie A.
La qualificazione per la prossima Champions League è più lontana che mai. La Roma è costretta a rincorrere a sette giornate dalla fine in una lotta che include anche Como, Juventus e Atalanta, con il rischio concreto di rimanere fuori da tutto. La tanto agognata qualificazione alla massima competizione europea per club ad oggi dista 4 punti. Arrivati nel 2020, i Friedkin alla guida della Roma non hanno mai raggiunto l’obiettivo, nonostante un investimento da oltre un miliardo di euro.
Dal dicembre 2024, però, la proprietà statunitense è alla guida anche dell’Everton. I Toffees in questa stagione si stanno rendendo protagonisti in Premier League e lottano per le posizioni europee. Attualmente l’Everton è distante solamente 3 punti dalla Champions, complice anche il fatto che il quinto posto in Inghilterra vale l’accesso alla prima competizione per importanza. Dopo un solo anno e poco meno di 700 milioni di euro investiti, il club inglese, quindi, sembra già essere più vicino rispetto alla Roma per raggiungere la Champions League. Un paradosso per molteplici fattori: in Premier League le squadre che lottano per le prime posizioni sono un numero maggiore, inoltre c’è da considerare come i Friedkin abbiano acquisito l’Everton dopo stagioni complicate con piazzamenti di bassa classifica. Dopo appena un anno, almeno per ora, la dimensione dell’Everton sembra essere cambiata.
Sarà Ermanno Feliciani l’arbitro diRoma-Pisa, match in programma venerdì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico e valido per la 31a giornata di Serie A. Il fischietto della sezione di Teramo incontrerà i giallorossi per la sesta volta in carriera e il bilancio è molto positivo: 4 vittorie (1-0 con il Genoa agli ottavi di Coppa Italia 2022/23, 3-0 contro l’Udinese nella Serie A 2024/25, il 2-0 contro l’Hellas Verona e la vittoria sul Como in questa stagione) e un pareggio (2-2 contro la Salernitana nell’annata 2023/24). L’ultimo precedente risale al 15 dicembre, proprio nella vittoria casalinga contro la squadra di Fabregas firmata Wesley. Gara in cui la prestazione di Feliciani fu ritenuta comunque insufficiente per via di una cattiva gestione dei cartellini.
Per quanto riguarda il Pisa, Feliciani ha diretto una sola gara per i toscani: la sconfitta per 0-1 contro il Bologna del 2 marzo.