ROMA-PISA: arbitra Feliciani. Giua al Var

Sono state rese note le designazioni arbitrali per quanto riguarda la 32a giornata di Serie A. Roma-Pisa, in programma venerdì serà sarà affidata a Feliciani, con Bindoni e Tegoni assistenti. Al Var ci sarà Giua, mentre l’avar sarà Di Paolo.

ROMA – PISA    Venerdì 10/04 h. 20.45

FELICIANI

BINDONI – TEGONI

IV:      MARIANI

VAR:     GIUA

AVAR:      DI PAOLO

(aia.figc.it)

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L’8 aprile del 1955 nasceva Agostino Di Bartolomei: il ricordo della Roma

Giornata importante per i colori giallorossi. L’8 aprile del 1955 nasceva lo storico capitano Agostino Di Bartolomei, esattamente 71 anni fa. E la Roma, sui suoi profili social, ha voluto ricordato questa data. “Ago“; accompagnato dal simbolo dell’infinito, ja scritto il club.

Roma, i big tremano rinnovo congelato per Cristante e Mancini

Se non ora, quando? E la domanda che i tifosi romanisti si stanno facendo dal triplice fischio di Inter-Roma. Un interrogativo a cui va trovata una risposta, tanto più dopo la promessa dei Friedkin: «Sarà rivoluzione». Quando arriverà? E, soprattutto, riguarderà anche la vecchia guardia? I tifosi, sempre loro, da 48 ore puntano il dito contro i senatori.

Nel mirino ci sono Lorenzo Pellegrini, Bryan Cristante e Gianluca Mancini. I segnali non mancano. Tanto per fare un esempio, il post con cui, ormai nel lontano 8 giugno 2018, la Roma dava il benvenuto a Trigoria a Bryan Cristante è diventato lo sfogatoio ufficiale dei delusi: «Maledetto quel giorno».

Fin qui gli umori della piazza. Poi ci sono i contratti. Accordi siglati e da onorare. Un discorso che vale per tutti i big che adesso vengono accusati di aver portato la Roma stabilmente fuori dalla zona Champions. Ed è qui che già ora si possono intuire le strategie giallorosse. Il caso di Lorenzo Pellegrini, ormai ex capitano giallorosso, può fare scuola anche per Cristante e Mancini. […]

Non è escluso, allora, che i due senatori in estate possano finire sul mercato. E, in assenza di offerte, che la prossima stagione della coppia possa somigliare a quella appena vissuta da Pellegrini. Altri 12 mesi nella capitale, ma senza nessuna assicurazione sul futuro e con un rinnovo tutto da guadagnare sul campo. Sempre alle condizioni della Roma, visto che i due senatori hanno ingaggi pesanti. E che la fase 2 promessa dai Friedkin passa anche per una forte riduzione del monte ingaggi.

Ragionamenti e strategie che dovranno comunque trovare d’accordo il tecnico. Che, ad oggi, resta Gasperini per le prossime due stagioni. A meno di stravolgimenti di mercato sull’asse Napoli-Nazionale-Roma.

(La Repubblica)

Champions, si può fare. Operazione rimonta

C’è ancora vita oltre al sesto posto; c’è ancora Champions. La Roma deve dimostrare di non essere finita. Spingere ora e fare i conti alla fine, rivoluzione o meno, Massara (e Ranieri) o non Massara (e Ranieri), Gasperini o non Gasperini. La Champions non era un obbligo, ce lo ha spiegato la proprietà, attraverso le sue varie emanazioni, e ce lo ha confermato l’allenatore stesso. Ma non per questo è un obiettivo da mollare quando mancano sette giornate alla fine e 21 punti a disposizione. Gasperini, per sua stessa ammissione, il quarto posto ce lo ha in testa da inizio stagione, evidentemente ha creduto che la sua squadra non fosse da scudetto ma, con uno sforzo (e un po’ di fortuna che ultimamente è mancata) al quarto posto ci si poteva (e può) arrivare. […]

Dalla notte del primo marzo, ovvero dalla sfida con la Juve, la squadra ha perso tre partite su quattro in campionato ed è scivolata dal quarto al sesto posto, in più è stata eliminata dall’Europa League. […]

Insomma, non può sempre piovere e a Trigoria lo sanno. Wesley sta tornando, così come Koné, per il rush finale ci potrebbe essere pure Dybala, che tanto è mancato a Gasperini.

Soulé deve ritrovare la condizione fisica dei giorni migliori e il calendario (come da grafico qui sotto) non è poi così scoraggiante. La Roma ha partite complicate, ma anche le concorrenti: Como, Juventus e Atalanta. Al momento si è aggiunta un’avversaria in più, la Dea e questo può sembrare un ulteriore problema, ma non è così: la squadra di Palladino, avendo come obiettivo il quarto posto, ha tutte le motivazioni per togliere punti alla Juventus, prossima avversaria e in piena volata, come la Roma e il Como. […]

Che dire, è dura, certamente. Ma hai visto mai?

(Il Messaggero)

Wesley corre e prova il recupero lampo. Obiettivo convocazione già con il Pisa

Da un sudamericano a un altro. La frase «C’è una Roma con Dybala e una senza» si è trasformata in «C’è una Roma con Wesley e una senza».

Cambia l’interprete, quella che resta intatta è la mediocri-ta degli ultimi anni. Il brasiliano è senza dubbio il fiore all’occhiello della campagna acquisti estiva e quando è indisponibile la differenza è sostanziale. La media punti scende da 1.85 a partita a 1.20 oltre agli expected goals che passano da 1.44 a 0.73. Calano drasticamente anche le grandi occasioni (da 2.31 a 0.60).

Non stiamo parlando di Messi o Cristiano Ronaldo ma se a 22 anni è già il titolare del Brasile un motivo ci sarà. È il terzo marcatore in campionato in rosa con quattro reti, le stesse di Pellegrini, davanti a lui solamente Malen (7) e Sou-lé (6). L’impatto con la Serie A è stato devastante e senza di lui in campo sono arrivate tre delle undici sconfitte contro Cagliari, Genoa e Inter. […]

E in tutto ciò spesso viene dimenticato che Wesley sta giocando praticamente da inizio anno fuori ruolo. Era arrivato come il grande rinforzo sulla destra e si è ritrovato un fedelissimo del tecnico dall’altra parte.

L’infortunio in nazionale ha complicato i piani di Gasperini che però spera di recuperarlo nel minor tempo possibile. […].

Addirittura potrebbe tornare tra i convocati col Pisa e sarà sicuramente titolare con l’Atalanta il 18. Diagnosi sbagliata? Parliamo di recupero lampo. L’importante per l’allenatore è riaverlo per la volata finale.

(Il Messaggero)

Roma, l’unica rivoluzione è seguire Gasp

Rivoluzione o meno, siamo vicini al redde rationem. Perché se è vero che la storia insegna come i cambiamenti sia meglio effettuarli che annunciarli, far volutamente sapere urbi et orbi qualcosa che i risultati paradossalmente potrebbero stravolgere nel giro di un mese, è alquanto rischioso. Somiglia più che a un reale proposito, un modo per tenere calma la piazza in un momento di difficoltà. E in questi casi cosa c’è di meglio che annunciare, o meglio, far trapelare il proposito di un repulisti della cosiddetta banda del sesto posto? Perché poi sarebbe interessante capire come si porrebbe il club di fronte a un gruppo che tra mille difficoltà riuscisse clamorosamente a tagliare il proprio traguardo stagionale, andando anche oltre quello che pensano l’allenatore («Gruppo da quinto e sesto posto») e la dirigenza («Non si può dire a un allenatore “dobbiamo andare in Champions League” e basta. Stiamo costruendo, stiamo crescendo, e questa è la cosa più importante»). Ma nella cronaca quotidiana, l’obbligo è attenersi all’attualità. Rivoluzione, quindi. […]

Il problema, quindi, lo ha paradossalmente centrato Gasperini che ha nel traguardo Champions un punto di partenza e non di arrivo. Perché se per rivoluzione intendiamo il numero dei calciatori che ogni stagione arriva a Trigoria, dalle parti di via Laurentina è in atto una rivoluzione perenne: 8 elementi più Baldanzi nel 2022-23, 9 più Rensch, Nelsson, Salah-Eddine, Gollini e Gourna-Douath nel 2023-24, 9 più Malen, Vaz, Venturino e Zaragoza quest’anno. Totale nell’ultimo triennio? Trentasei.

La domanda è quindi un’altra: quanti di questi che sono arrivati hanno messo in panchina Mancini, Cristante, Pellegrini, Celik e Dybala? Cosi quando il tecnico asserisce sabato di far attenzione a volersi liberare troppo facilmente di alcuni calciatori («Occhio, se vanno via loro si fa presto ad arrivare dodicesimi») per poi rincarare la dose nel post-gara di Milano («Questa rosa va rinforzata non ricostruita, pensare di buttare tutto all’aria e ricominciare da zero è una follia») è perché ha in mente che il titolare di oggi, possa diventare il primo rincalzo di domani. Bene o male quanto accaduto con Malen a gennaio o Wesley in estate. […]

Ma la Roma può permettersi di avere 3/4 calciatori che guadagnano tre milioni in panchina? Quesiti che nascondono quello più importante, relativo all’allenatore. Se merita fiducia, va assecondato in tutto e per tutto. Se invece lo si ritiene troppo ingombrante, poco compatibile con le logiche di Trigoria, lo si ringrazia (a spasso difficilmente rimarrà: attenzione al Napoli, con Conte che strizza l’occhio alla Nazionale) e si riparte. In quel caso sì, con l’ennesima rivoluzione tecnica.

(Il Messaggero)

Boniek: «Basta con i litigi interni. Al tecnico serve tempo»

IL TEMPO (M. VITELLI) – Unità e pazienza. Predica calma Zibì Boniek che a Il Tempo ha commentato il momento della Roma, con cui ha giocato dal 1985 al 1988. Da allora vive nella Capitale e non ha mai nascosto il suo legame con la maglia giallorossa. Da Gasperini a Dybala, l’ex centrocampista a tutto tondo sul finale di stagione romanista e tutte le difficoltà complicate dalla brutta sconfitta rimediata contro l’Inter.

Cosa pensa dello stato attuale della Roma?

«È un momento complicato, che probabilmente non avrebbe vissuto se la squadra avesse vinto contro la Juventus. Sono stato un calciatore e capisce bene certe dinamiche. Il gol di Gatti arrivato quando ormai la partita sembrava finita, ha cambiato qualcosa nella testa dei calciatori, un successo avrebbe dato entusiasmo e certezze. Credo che anche la sfida europea contro il Bologna sarebbe andata diversamente. La sconfitta contro l’Inter è stata pesantissima. Quella di Chivu è una grande squadra, perdere a San Siro contro i nerazzurri ci può stare. È vero che prendere cinque gol è brutto, ma se avessimo perso 1-0 sarebbe stato lo stesso. Non avremmo portato a casa punti. Io salvo la prestazione, per lunghi tratti di partita la Roma mi è piaciuta molto, ha giocato alla pari ed ha avuto qualche buona occasione. Il primo gol dell’Inter è arrivato dopo pochi secondi, a freddo, ed è stato un bel problema. E poi una rete come quella di Calhanoglu, da così distante, non si vede spesso. C’è stata anche un pizzico di sfortuna».

E adesso? Come si riparte per queste ultime gare?

«Serve calma. La squadra è abbastanza forte per centrare la qualificazione alla Champions League e il calendario non è poi così male».

Qual è il suo giudizio sul percorso di Gian Piero Ga-sperini?

«A me piace, ritengo stia lavorando bene. E al suo primo anno e certamente ci vuole un po’ di tempo affinché la squadra possa applicare alla perfezione i suoi dettami tattici. Però fa un calcio offensivo e nonostante i tanti impegni mi sembra che i giocatori siano ancora ben preparati fisicamente».

Venerdì sera arriva il Pisa

«Una partita da vincere assolutamente. L’avversario mi sembra ampiamente alla portata dei giallorossi e fare tre punti potrebbe rilanciare le ambizioni alla corsa Champions, ridare anche un po’ di serenità al gruppo e all’ambiente. Contro il Pisa è una partita da non sbagliare».

Cosa manca alla Roma per fare il salto di qualità?

«Ci vorrebbe un campione che al momento non c’è. Dybala è un top player, ma è molto spesso fuori per infortunio e così si fa difficile. Quando è stato acquistato, comunque, si sapeva che sarebbe sempre stato a rischio. Credo, comunque, che se fosse stato integro, non lo avremmo mai visto giocare nella Roma».

Come finirà questa stagione?

«Difficile dirlo, mi auguro che la squadra possa riprendersi. Il gol di Gatti, per quanto pesante e negativo, non può essere motivo per arrendersi e per gettare quanto di buono si è tatto fin’ora. C’è una cosa che ci tengo a dire. Sento di possibili litigi interni, spero non sia vero e, nel caso lo fosse, che tutto si chiarisca immediatamente. Se c’è una cosa della quale ora non c’ è proprio bisogno è di litigare tra noi».

I tormenti di Gasp

IL TEMPO (L. PES) – Tormenti e dissidi. A poco meno di due mesi dalla fine del campionato il futuro di Gasperini sembra ancora tutto da scrivere. Dai primi sorrisi iniziali si è passati in fretta ai malumori di fine estate fino ad arrivare ai veri e propri scontri di gennaio che si continuano a trascinare fino ad oggi, quando le parti in causa nel famoso «progetto triennale» sembrano più distanti che mai. Nel frattempo la Roma in campo è crollata e insegue con le poche speranze rimaste un posto in Champions che con la proprietà Friedkin non è mai arrivato.

Già, proprio quella proprietà che si trova davanti all’ennesimo bivio che ha caratterizzato praticamente quasi tutta la loro gestione. Continuare o cambiare, ricominciare o cercare di correggere al meglio in corsa. Stavolta, però, nel mirino sembrano essere finiti i calciatori più che l’allenatore o i dirigenti, come dimostra lo sfogo post Inter direttamente da Houston. Rivoluzione promessa, soprattutto nel nucleo storico dei veterani della squadra, ma difficilmente attuabile mentre Gasperini nella pancia di San Siro ribadiva il concetto espresso alla vigilia: «Squadra da rinforzare, non da smantellare».

Una differenza di vedute che finora aveva caratterizzato soprattutto il rapporto tra il tecnico e il ds Massara, che al momento gode della fiducia dei Friedkin e di Ranieri ma che con l’allenatore di Grugliasco non ha mai vissuto l’idillio. Come emerso anche dal confronto del venerdì post eliminazione europea, da parte dei Friedkin resta la volontà di proseguire con tutti i protagonisti che oggi sono dentro il club, nonostante qualche errore commesso qua e là nella gestione tecnica e dirigenziale.

Ma Gasperini, da questo punto di vista, attende ancora di chiarire obiettivi e margine di manovra al termine di questa prima stagione romanista. La sfiducia nei confonti della direzione sportiva è apparsa in maniera evidente in questi mesi, ma anche nei grandi club, si sa, i dissidi si superano affinché il bene della squadra sia davanti a tutto. All’allenatore piemontese non erano stati dati obiettivi stagionali, soprattutto legati alla Champions, ma la sua ambizione e una prima parte di stagione da protagonista aveva forse alzato il tiro di una squadra che presenta ancora dei limiti. Limiti che Gasp vorrebbe superare in maniera decisa affidandosi comunque al nucleo di calciatori che da anni rappresentano lo zoccolo duro giallorosso mentre i Friedkin ora meditano se cambiare con decisione, pur consapevoli delle difficoltà che tutto questo posssa provocare.

Tanto da decidere e da giocare, ancora, da qui a fine maggio. Periodo nel quale inevitabilmente ci saranno altri confronti tra le parti, anche se la sensazione è che serva un grande lavoro di mediazione per portare avanti il progetto con questi presupposti. A meno di sorprese, comunque, la scelta dell’addio sarebbe del tecnico che si aspettava, evidentemente, qualcosa di molto diverso.

Como e Juve provano a scappare

IL TEMPO (L. PES) – Sette gare per il verdetto. Dal Milan all’Atalanta ci sono cinque squadre in dieci punti che combatteranno fino alla fine per gli ultimi due posti Champions. Dopo il successo del Maradona contro i rossoneri, il Napoli sembra ormai avviato pur avendo un solo punto in più della squadra di Allegri, che dopo i prossimi due match contro Udinese e Verona, dovrà affrontare ancora scontri delicati come quelli contro Juve e Atalanta oltre alla indisiosa trasferta di Genova prima di chiudere col Cagliari a San Siro.

Como e Juve, separate da un punto, provano la fuga anche se il prossimo turno sarà delicato. I lariani di Fabregas ospiteranno l’Inter mentre i bianconeri saranno di scena a Bergamo contro l’Atalanta, che prova il clamoroso rientro in corsa. Poi, per Spalletti, l’ultimo vero ostacolo sarà il Milan visto che il calendario mette di fronte alla Signora Bologna, Verona, Lecce, Fiorentina e il derby dell’ultima giornata che potrebbe essere più infuocato che mai. Leggermente più impegnativo il percorso del Como che oltre alla capolista ospiterà anche il Napoli, oltre a sfide delicate soprattutto nelle ultime giornate contro squadre che si giocano la salvezza.

Ultima chance per restare aggrappati al treno per la Roma venerdì contro il Pisa. I giallorossi devono approfittare degli scontri diretti di questo turno e non sbagliare il match interno con l’Atalanta della prossima settimana. Sulla strada di Gasp anche l’ostacolo derby e la scomoda trasferta di Bologna. Percorso tutt’altro che agevole.

Dybala accelera, Ok la visita al ginocchio

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dybala corre verso il rientro. A un mese dall’intervento al menisco l’argentino ieri è tornato a Villa Stuart per una visita di controllo intermedia in vista del recupero completo e del rientro in campo che ha dato esito positivo.

Buone notizie per l’attaccante che ha già ripreso a lavorare in campo con le prime corse e che ora punta al ritorno tra i convocati. La data è quella del 20 aprile, ovvero a 45 giorni dall’operazione. Se tutto procederà secondo i piani, quindi, la Joya potrebbe essere a disposizione per il match contro il Bologna del 25 aprile. Ma non è esclusa una convocazione simbolica già per l’Atalanta la settimana precedente.

Per il momento, dunque, il recupero procede spedito secondo i tempi con Gasperini che potrebbe riabbracciare Dybala per le ultime cinque gare di campionato che potrebbero essere ancora decisive per provare l’ultimo assalto alla Champions.