Calciomercato Roma, Balerdi lascerà il Marsiglia: giallorossi alla finestra, valutazione di 30 milioni

Leonardo Balerdi e l’Olympique Marsiglia si separeranno al termine della stagione attuale. Il difensore argentino e la dirigenza francese hanno concordato un addio consensuale per l’estate, nonostante un contratto valido fino al giugno 2028. Arrivato in Francia nel 2020 dal Borussia DortmundBalerdi è attualmente il calciatore con la maggiore militanza nel club. Nonostante il ruolo di leader, il tecnico Habib Beye ha recentemente assegnato la fascia di capitano a Pierre-Emile Hojbjerg, decisione presa per alleggerire la pressione sul centrale ventisettenne.

La Roma segue il profilo del difensore da diverso tempo. Il club giallorosso resta vigile sulla situazione, con la valutazione di circa 30 milioni di euro fissata dal club del presidente Stéphane Richard. Il prezzo del cartellino potrebbe subire variazioni in base alle prestazioni del giocatore con l’Argentina di Lionel Scaloni durante il prossimo Mondiale. L’obiettivo del club francese è monetizzare la cessione, sfruttando l’interesse di diverse società europee per il centrale ex Boca Juniors.

(footmercato.net)

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PRUZZO: “Adesso trovi un compromesso e arrivi a fine stagione” – FELICI: “Temo che il prossimo sarà l’ennesimo anno zero”

La frattura interna tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini domina ovviamente i dibattiti dell’etere romano, sollevando dubbi sulla stabilità del progetto giallorosso. Roberto Pruzzo invita alla calma: “Trovi un compromesso e arrivi fino al termine della stagione. Credo sia opportuno che le parti rimandino l’incontro alla fine dell’annata”. Di parere opposto Antonio Felici, che vede nelle parole del Senior Advisor un segnale di rottura definitiva: “Nella Roma dei Friedkin non esiste progettualità e il mio timore è che l’anno prossimo ci potremmo trovare nell’ennesimo anno zero”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Vertice Ranieri-Gasperini? Adesso non fai niente: trovi un compromesso e arrivi fino al termine della stagione. Il campionato è aperto, credo sia opportuno che le parti rimandino l’incontro alla fine dell’annata (ROBERTO PRUZZORadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Ora conviene a tutti far passare l’acqua sotto i ponti e non penso che qualcuno alzerà la voce. Gasperini può anche chiedere una buonuscita, ma sarebbe un carico economico importante (MARIO MATTIOLIRadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Situazione kafkiana e grottesca: gli unici che ci rimettono sono i tifosi della Roma. Questa è l’ennesima dimostrazione di incompetenza della proprietà che si ripercuote nelle decisioni che vengono fatte sull’allenatore e su chi lo sceglie (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Perché la proprietà non è a Roma? Mi piacerebbe che il presidente venisse qui a proteggere almeno il suo investimento… (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Gasperini sacrificato anche in caso di quarto posto? Mi stupirei tanto… (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)

In ottica futura può essere più utile Ranieri o Gasperini alla Roma? (DANIELE CECCHETTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Riunione Ranieri-Gasperini-Friedkin? Non mi risulta che ci sia un vero e proprio appuntamento per parlare e per me fino al termine della stagione non accadrà nulla (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)

Dopo diversi mesi di silenzio su dinamiche interne Ranieri ha deciso di dire la sua, ma ora a Trigoria si è aperta una faglia importante (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)

Qualsiasi persona ritiene che l’uscita di Ranieri nel prepartita di Roma-Pisa sia stato un autogol clamoroso (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)

Quello di Ranieri è un preannuncio di licenziamento, ma mi sembra strano che abbia avuto un’uscita così senza avere le spalle coperte. Allo stesso tempo la piazza non è dalla parte del Senior Advisor, tutti dicono che ha sbagliato. Nella Roma dei Friedkin non esiste progettualità e il mio timore è che l’anno prossimo ci potremmo trovare nell’ennesimo anno zero (ANTONIO FELICI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Ranieri ha detto quello che pensano lui e i Friedkin, non è mai stato del tutto convinto di Gasperini (FRANCESCO BALZANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Aldair, in uscita al cinema il docufilm “Cuore giallorosso” sulla sua storia: c’è anche Totti (FOTO)

Il 21 maggio uscirà nelle sale cinematografiche il docufilm intitolato “Aldair. Cuore giallorosso“. Una proiezione dedicata interamente alla leggenda brasiliana, campione d’Italia con la Roma nel 2001.

Un viaggio dalle spiagge di Rio de Janeiro allo stadio Olimpico in cui oltre al campione verrà raccontata la storia dell’uomo. “Sta arrivando qualcosa di molto speciale per me” ha scritto l’ex difensore in una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram in cui annuncia l’arrivo del docufilm. Tra i protagonisti che racconteranno l’icona giallorossa ci saranno Francesco Totti e Carlo Verdone, mentre la voce narrante sarà quella di Claudio Amendola.

Tanti fonzie, pochi happy days

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Quando è stata l’ultima volta in cui un dirigente della Roma ha fatto autocritica? Non spremete le meningi, non vale la pena. Dal 2011 a oggi riuscireste al massimo a risalire a spiegazioni parasociologiche, a lamentele nei confronti della piazza e ad alibi evidenziati in modo diretto o meglio ancora in modalità ventriloqui, perché la specialità della casa è diventata parlare senza fiatare, affidando pensieri, parole, opere e omissioni a chi si presta a fare da megafono. Novelli Jose Luis Moreno con tanti Rockefeller pronti a muovere le labbra. Forse bisogna risalire agli albori della Roma stelle e strisce per ricordare la pantomima dialettica dell’allora neo direttore generale Franco Baldini, che in una surreale conferenza stampa, fra le risate accondiscendenti della claque dell’epoca, affermava di non sapere per quale dannato motivo fosse tornato. Fra una citazione dei testi delle canzoni della Mannoia e il fingere di non ricordare l’anno in cui la Roma perse ai rigori la coppa dei campioni contro il Liverpool. Radicalchiccherie pret-à-porter, dozzinali per quanto banali.

Per il resto, ricordiamo Sabatini che era solito coccolare fino a viziare i calciatori di cui si innamorava (memorabile la frase “la piazza di Roma rischia di rovinare la carriera di Dodo”, frase abominevole), salvo poi, una volta andato via, affermare solenne che nella Roma mancava il dolore della sconfitta. E chi se non i dirigenti lo avrebbero dovuto inculcare? Quei dirigenti che all’epoca immaginando che il campionato fosse il cammino di Santiago coloravano le dichiarazioni dicendo che vincere o perdere contava poco perché facevano parte del “percorso”. Non c’è mai stata autocritica. Ieri come oggi. Al massimo qualcuno dei dirigenti passati per le porte sempre girevoli del Bernardini ha parlato col senno di poi, ma mai per dire “commisi errori anche io”. Sempre e soltanto per insegnare la vita da lontano. Grilli parlanti del giorno dopo. Con la storia del Fair Play Finanziario sempre pronta all’uso. Luis Enrique fuggì dopo un anno perché nessuno dentro Trigoria lo supportava e lo difendeva da pretestuosi attacchi esterni. Zeman fu mandato al rogo perché si permise di accusare un plotone di permalosi affermando che a Trigoria non si facevano rispettare le regole. Garcia fu messo all’indice perché criticò la politica del trading di calciatori quasi ossessiva che limitava il consolidamento della squadra.

Spalletti fu allo stesso tempo vittima e complice di un’ambiguità di gestione di casi spinosi che finirono col sabotare la Roma da dentro le mura. Di Francesco ebbe come riferimento Monchi che aveva più problemi di lui nella seconda stagione. Erano i mesi in cui il presidente Pallotta confezionava la exit strategy infischiandosene di quanto accadeva a Trigoria. Fonseca fu sedotto e abbandonato, anche perché Petrachi durò da Natale a Santo Stefano, vittima delle lotte interne in un momento storico, uno dei tanti, come di recente, in cui contava l’io a scapito del noi.

Mourinho fu la bandiera da sventolare fino a quando fece comodo. E la sua vicenda ricorda molto quanto sta vivendo Gasperini. Con una sostanziale differenza. All’epoca c’era nei quadri societari gente poco preparata per questioni così grandi. Oggi c’è Ranieri, e per questo le dichiarazioni pre Roma-Pisa hanno fatto clamore. Ancora più clamore la gestualità del senior advisor mentre le rilasciava a dazn. Appariva teso, quasi gesticolava, mal celava un nervosismo che è parso più evidente della perentorietà di esposizione. Difficile immaginare una cosa del genere da uno come lui. Ma, per quanto sorprendente, non è una novità. Nessuno a Roma parla coi Friedkin ma in molti sanno che mal sopportano i modi di Gasperini. Misterioso capire come arrivino certe informazioni. Nel mentre, da quindici anni, i dirigenti non sbagliano mai. E tantomeno ammettono una tantum di avere commesso errori. Un po’ come Fonzie di Happy Days che non riusciva a dire “ho sbagliato” e bofonchiava “ho sbampfggh” “ho sbcoffbflflmm”.

In the box – @augustociardi

Calciomercato Roma, dal Marocco: Real Madrid, Barcellona e Lipsia interessate a El Aynaoui

È stato uno degli acquisti più onerosi della Roma nell’ultima sessione estiva di calciomercato. Pagato 23,5 milioni di euro dal Lens, ma nonostante ciò Neil El Aynaoui non ha mai convinto pienamente Gian Piero Gasperini. Il centrocampista marocchino non è riuscito a trovare continuità, poche presenze da titolare e prestazioni molto spesso non particolarmente brillanti.

Lo stesso calciatore non è soddisfatto del suo utilizzo a Roma e nei giorni scorsi dal Marocco sono uscite delle indiscrezioni che affermano come El Aynaoui starebbe pensando di lasciare la Capitale per trovare più spazio. Sul numero 8 giallorosso sembra esserci l’interesse dei più grandi club europei, Real Madrid e Barcellona su tutti, oltre che il Lipsia. La Roma monitora la situazione, considerando anche cone il centrocampista giocherà da titolare il Mondiale con il Marocco, e questo potrebbe aumentare il suo valore di mercato.

(africafoot.com)

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Instagram, Wesley punta l’Atalanta: “Che sia una settimana benedetta” (FOTO)

Gian Piero Gasperini aspetta la sua freccia brasiliana per il rush finale di campionato. Dopo l’infortunio rimediato con la nazionale brasiliana, Wesley ha lavorato da subito al rientro nella Capitale per poter tornare disponibile il prima possibile. L’esterno giallorosso ha pubblicato molto spesso sul proprio profilo Instagram i suoi allenamenti svolti in casa per recuperare e tornare in campo.

Anche Gasperini ha parlato di un recupero più breve del previsto e in questa settimana dovrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo. L’obiettivo è esserci nella delicata sfida dell’Olimpico contro l’Atalanta in programma sabato sera. Il numero 43 ha pubblicato un post su Instagram in cui ha pubblicato diverse foto, tra cui un leone e altri scatti tra momenti in famiglia e quelli dedicati al recupero dall’infortunio. “Che sia una settimana benedetta” ha scritto Wesley. Un messaggio chiaro: vuole esserci contro l’Atalanta.

FIGC, caccia al nuovo presidente: la Serie A sceglie Malagò come candidato con 18 preferenze su 20. Solo Lazio e Verona contrari

La Lega Serie A ha scelto. Il candidato per diventare presidente della FIGC, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, è Giovanni Malagò. Oggi, 13 aprile, si è svolta l’Assemblea della Lega Serie A e sono ben diciotto le preferenze su venti per l’ex presidente del Coni. Gli unici club contrari alla candidatura sono stati la Lazio e il Verona.

Come riferito da Sky Sport, si tratta di un consenso molto ampio. I voti della Lega Serie A pesano per il 18% nelle elezioni federali. Il voto per il presidente della FIGC è in programma per il prossimo 22 giugno.

La cronistoria di Ranieri nel ruolo di Senior Advisor: da “amico al lato di Gasperini” alla rottura del rapporto tra mercato e frecciatine

LAROMA24. IT (FABIO D’ASCANIO) – “Io sarò senior advisor, e mo’ traducetelo come ve pare. So che sarò un punto di riferimento per la società, consiglierò cosa è giusto e cosa non lo è, ma poi a decidere è la proprietà. Credo sia per tutti così. Se arriva un dirigente sopra di me, io che ci sto a fare? I tifosi devono stare tranquilli,io non scappo. Scappo solo se non conto. Non farò il parafulmine di nessuno. Se non decido e non mi sento importante, io non faccio il parafulmine, me ne vado. Oggi mi sento al centro del progetto. Nel momento in cui mi sentissi al lato di questo, arrivederci e grazie”. Era il 10 aprile 2025, è passato solamente un anno, quando in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, Claudio Ranieri annunciava il suo nuovo ruolo da consigliere dei Friedkin.

Un ruolo, quindi, che serve da bussola per orientare la proprietà nelle dinamiche sportive. Un uomo che conosce tutto di Roma e della Roma, un collante tra la proprietà, la squadra e la tifoseria. E l’allenatore soprattutto. “Sarò senior advisor, ma non so neppure bene cosa sia”, disse Ranieri il 28 aprile 2025. Dichiarazioni dal tono ironico, ma non troppo, perché tutte le parole, a un anno di distanza, pesano.

Poi, è partita la telenovela sul nuovo allenatore che avrebbe sostituito proprio Ranieri. “L’allenatore non è scelto da me, non funziona così. Se ho fatto una lista di nomi, con pregi e difetti, sta anche ai Friedkin deciderlo. Ghisolfi e io abbiamo seguito il modello inglese. Siamo partiti da 7-8 nomi per arrivare a 3-4. Siamo vicini, molto vicini. Sono convinto che arriverà un buon allenatore” disse sempre Ranieri il 10 aprile. Un ruolo sicuramente influente sulla scelta, ma non esclusivo: l’ultima parola è sempre della proprietà.

Poi, la virata, con tanto di incontro a Firenze insieme all’allora direttore sportivo Ghisolfi e il nuovo allenatore scelto: Gian Piero Gasperini. Il 17 giugno 2025 arriva la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore, vicino a lui proprio Claudio Ranieri. Un binomio che fin da subito i tifosi giallorossi hanno preso come punto di riferimento. “Gasperini stava antipatico anche a me. Io sarò un amico che sta a lato e, se serve, gli viene in aiuto. Gli diamo un anno di tempo per creare un gruppo e per iniziare il suo progetto”. Disse Ranieri per difendere il nuovo tecnico dallo scettiscismo iniziale della piazza con cui Gasperini, in passato, non aveva mai avuto un ottimo rapporto. “È un allenatore che riesce a cambiare la fisionomia di un atleta. Sa delle difficoltà che incontrerà in questi due mercati ma è stato chiamato per cominciare a costruire qualcosa che speriamo dia frutti rigogliosi. Personalità, schietto, parla in faccia, a volte anche a brutto muso, con me poche volte è successo perché fa parte del mio carattere, anche se a volte ero un po’ risentito. Voi siete bravi a trovare sempre le notizie, ora ci direte anche chi sarà il nuovo direttore sportivo. Lo conoscete tutti per quello che ha fatto, Gian Piero è qui con noi, grazie per essere venuto”. E qui si arriva a un punto cruciale, che in questi giorni ha certificato le forti tensioni tra i due: la composizione della rosa in sede di calciomercato.

Ranieri, anche prima di annunciare il suo nuovo ruolo, aveva parlato di “lacrime e sangue” per almeno due sessioni di mercato. Proprio quelle che, ad oggi, ha vissuto Gasperini nella Capitale. Nella conferenza stampa il Senior Advisor aveva parlato anche delle ambizioni della Roma, la Champions League veniva descritto come un obiettivo da centrare al termine del progetto: “Per il momento sono soddisfatto, poi bisogna lavorare, i ragazzi devono capire che c’è un cambio di mentalità. Quando sono arrivato il morale era sotto terra, sono stato più un fratello maggiore che li ha stimolati in ogni verso. Se dovevo riprendere qualcuno lo riprendevo in modo costruttivo, sono fatto così, non ho mai accusato nessuno, nella mia carriera con alcuni ci sono riuscito e con altri meno. È la qualità di ogni allenatore, arrivare ai giocatori che ti analizzano in ogni discorso. Vogliono persone leali e schiette. La Roma dove può arrivare? Alla fine del triennio stabilmente in Champions e quando si può vincere il campionato. Siamo orgogliosi di essere parte di questa nuova nascita. I Friedkin hanno speso tanto, vogliono ancora investire, sono bloccati ma stanno andando avanti sullo stadio. Vogliono il massimo, vogliono portare Roma a livello calcistico allo stesso livello del brand turistico”.

Finita l’estate, terminato il mercato, è stato proprio Claudio Ranieri a tirare le somma pubblicamente in un’intervista rilasciata a settembre ai microfoni di Sky Sport. “Dovremo stare in regola con i conti. Al limite ci sarà da vendere qualcosa, non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso dalla UEFA. Dobbiamo tenere i conti a posto”. La Roma di Gasp, intanto, era partita con il piede giusto in campionato, ma all’allenatore non era stato consegnato il tanto agognato esterno offensivo con la trattativa Sancho sfumata ad agosto: “Era economicamente molto pesante, ma i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. C’era da vendere qualcuno, un pezzo pregiato, altrimenti non potevamo farlo. Ma quel pezzo pregiato non credo si sarebbe mai venduto, perché i pezzi pregiati vogliamo tenerli. Dovevamo inserire dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo per poi poterli rivendere e rientrare con il fair play finanziario”. Lavorare con i giovani e valorizzarli, ed è questo uno dei punti di scontro. Gasperini avrebbe voluto giocatori pronti, soprattutto in attacco, giovani ma già con una base importante per poter essere competitivi. Il ruolo dell’esterno offensivo di sinistra non è stato mai coperto: Bailey è stata una comparsa, e a gennaio è arrivato in prestito l’oggetto misterioso Zaragoza.

Inizia la stagione e l’ambiente Roma si gode la presenza di Claudio Ranieri a Trigoria. Il Senior Advisor non è sempre presente, ma non manca il suo appoggio alla squadra e al tecnico. Basti pensare alla settimana del derby, in cui ha voluto vedere da vicino la squadra, lui che nei derby da allenatore è imbattuto. La stagione scorre, Ranieri afferma di non entrare ovviamente nelle questioni tecniche e non manca chiaramente l’appoggio a Gasperini. A gennaio, però, arriva un’altra sessione di calciomercato. Al termine di essa, è ancora una volta Ranieri ad esporsi. Il 5 febbraio Ranieri ha parlato così: ” Gasperini è stato scelto insieme alla società. La voglia è quella di andare il più alto possibile, ma sappiamo che stiamo costruendo”, in un’intervista in cui l’attenzione è stata spostata su un possibile ritorno di Totti in società.

Ad aprile, precisamente nel prepartita di Roma-Pisa, tutto o quasi è venuto a galla: “Tutti i giocatori arrivati sono stati visionati e approvati da me e Gasperini. Vero che abbiamo preso Malen e Wesley, ma anche gli altri. Troppo facile dire solo Malen e Wesley, avevamo preso anche Ferguson… Si è perso del tempo dietro a Sancho, ci abbiamo provato fino all’ultimo ma lui non è voluto venire. Abbiamo perso occasioni importanti, alcuni giocatori non piacevano a Gasperini e non li abbiamo presi. A causa del FPF abbiamo preso giocatori in prestito e alcuni si sono rivelati da Roma come Malen, mentre altri non sono a quel livello tra infortuni e difficoltà nell’ambientamento. Li cambieremo…”. Le parole di Ranieri sono state una risposta a dir poco rumorosa a quelle di Gasperini, che in conferenza stampa aveva identificato il “target” degli acquisti che avrebbe voluto e che vorrà nella sua avventura alla Roma.

Un anno fa Ranieri parlava di una lista di nomi per la panchina giallorossa da presentare ai Friedkin e così è stato, ma sempre nel prepartita di Roma-Pisa Ranieri ha svelato un dettaglio molto rilevante: “Avevamo stilato una lista di 5/6 allenatori, tre non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta, cioè partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Abbiamo preso dei giovani e parlo al plurale perché li abbiamo scelti insieme, Gasperini compreso. Non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse o lui non l’approvasse. Abbiamo preso Ziolkowski, Ghilardi, Venturino e Zaragoza. Non potevamo prendere Rowe, ci sono state tante combinazioni di mercato. Abbiamo cercato di fare tutto questo per dare all’allenatore una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions League e dei giovani da poter far crescere. Se mi continuerà a piacere questo ruolo, io sarò qui. Se non sarò interpellato me ne andrò, perché non sono qui a fare il garante di nessuno. Io amo la Roma, mi son fatto da parte come allenatore e sarò pronto a farmi da parte anche come Senior Advisor”.

E le parole di Gasperini dopo la vittoria contro i toscani hanno chiaramente certificato la tensione. Il tecnico ha provato a fungere da pompiere con una battuta quando gli è stato chiesto che effetto hanno fatto le parole di Ranieri: “Sono molto contento del 3-0 di stasera, la classifica è bella. Domani e dopodomani tiferemo Atalanta e Inter”. E sul riferimento fatto dal Senior Advisor sulla lunga esperienza del tecnico all’Atalanta, Gasp ha voluto chiarire come la struttura della rosa che aveva a Bergamo era ben diversa rispetto alla Capitale: “Sull’Atalanta sarebbe meglio non pronunciarsi. Lì sono stati ottenuti dei risultati con i giovani e anche con altri calciatori, è stato fatto qualcosa di straordinario. La squadra era molto competitiva sin da subito. Con Ranieri ci si vedrà la prossima settimana, non ci sono mai stati screzi con lui”. Ma non solo, perché in conferenza stampa l’allenatore si è espresso sul mercato e sulle scelte che a detta di Ranieri sono state condivise: “Ho lasciato libera scelta per quanto riguarda i giocatori che non conoscevo, ho indicato solo due giocatori importanti e ne è arrivato uno. All’inizio era determinante per me lavorare con gli attaccanti, perché perdevamo Shomurodov e non pensavamo di perdere Saelemaekers. La mia priorità era questa. Ho sempre battuto il chiodo su questo, poi purtroppo ci sono state difficoltà enormi quest’estate. Poi con Ranieri non ci è mai stato uno screzio, anzi condividevamo questa necessità”.

Una frattura tra le parti difficilmente risanabile. Ranieri non ha mai gradito gli attacchi ripetuti di Gasperini sul mercato, compresa la linea giovani, ma anche il contestare l’operato dello staff medico e in generale cercare di dare sistematicamente la colpa agli altri. Sul banco anche la questione legata a Pietro Leonardi, amico personale di Gasperini, che funge da consigliere. Leonardi è fuori dal calcio da 11 anni dopo la radiazione ma in attesa delle motivazioni della Cassazione che lo ha assolto da tutti i reati contestatigli. Leonardi, inoltre, avrebbe consigliato gli acquisti di Malen e Wesley.

Ora la decisione finale spetta ai Friedkin. Da una parte c’è l’uomo che hanno scelto come consigliere, che conosce come nessuno Roma e la Roma, dall’altra il tecnico che ha iniziato l’ennesimo progetto a medio-lungo termine e che dopo nemmeno una stagione potrebbe lasciare la Capitale. Gasperini, però, si auspica un incontro, anche da remoto, con la proprietà, per cercare un confronto diretto e mettere sul tavolo, una volta su tutte, le questioni aperte per tentare di programmare il futuro insieme.

Settore giovanile: l’Under 15 vince il Girone C con un turno d’anticipo, l’U16 travolge 7-0 il Catanzaro. La Primavera pareggia in rimonta contro il Napoli

LAROMA24.IT – La Roma di Gian Piero Gasperini dimentica la sconfitta per 5-2 rimediata in casa dell’Inter e strapazza il Pisa con un netto 3-0 grazie alla tripletta di uno straordinario Malen. In virtù del successo della Juventus a Bergamo e della sconfitta del Como contro la Beneamata, la squadra capitolina è sesta in classifica a tre punti dal quarto posto occupato dalla Vecchia Signora. Intanto nel weekend sono scese in campo anche le formazioni del settore giovanile giallorosso, a partire dall’Under 15 fino ad arrivare alla Primavera, e si sono registrare quattro vittorie e un pareggio in cinque gare.

Riposo per l’Under 14 di Valerio D’Andrea, reduce dalla splendida vittoria dell’Elite Neon Cup ad Atene. La Roma ha portato a casa il trofeo battendo l’Olympiacos 6-5 dopo i calci di rigore (0-0 nei tempi regolamentari) in finale e incassando zero reti in sette partite. Applausi anche per Fazi e Bove, premiati rispettivamente come miglior portiere e giocatore della competizione. Prossimamente i giallorossi saranno attesi da nuovi appuntamenti: dal 30 aprile al 3 maggio parteciperanno allo storico Torneo Mondiale Manlio Selis in Sardegna e dal 25 al 29 maggio all’Abano Football Trophy ad Abano Terme. Il campionato è terminato dopo il terzo posto in classifica nella Regular Season e il conseguente mancato accesso alla Fase Interregionale.

Dopo il terzo posto ottenuto nel “Torneo Alba dei Campioni” in seguito alla vittoria per 2-0 nella “finalina” contro la Juventus (gol di Proietti Panatta Bortoloni), l’Under 15 di Mirko Trombetti trionfa anche in campionato e batte 3-0 il Catanzaro (sesto in classifica) al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria in occasione della venticinquesima giornata. I giallorossi mettono il turbo già nella prima frazione di gioco e indirizzano il risultato con le reti di Pica (assist di Diofebo dopo un recupero di Bilancioni a centrocampo) e Proietti Panatta (passaggio vincente di Pica e conclusione mancina dell’attaccante). Nella ripresa arriva anche il gol di Bilancioni (colpo di testa su corner di Savarese), che chiude definitivamente il match e regala alla squadra un successo importantissimo. Nel finale i capitolini hanno l’occasione di segnare più reti, ma Gonella colpisce la traversa e Cavaleri prende il palo. Grazie a questa vittoria la Roma blinda la vetta della classifica con 53 punti e conquista aritmeticamente il primo posto nel Girone C, dato che la Lazio è a -4 a una giornata dal termine della Regular Season. In virtù della posizione, i giallorossi affronteranno ai playoff – almeno sulla carta – un percorso più semplice.

Dopo il secondo posto ottenuto nella Mediterranean International Cup (torneo andato in scena in Spagna e a cui hanno partecipato 80 club) in seguito alla sconfitta per 2-1 in finale contro il Barcellona, l’Under 16 di Marco Ciaralli spazza via il Catanzaro con un perentorio 7-0. La Roma blinda il risultato già nel primo tempo con le reti di Antonetti (colpo di testa), Giannelli, Presutti (rigore), Basile e Ferretti (il più veloce a ribadire in porta la respinta del portiere). Nella ripresa c’è tempo per altri due gol e le firme sono di De Vincenzo (conclusione dalla distanza) e Dattilo (su assist proprio di De Vincenzo). I capitolini mettono a referto la dodicesima vittoria nelle ultime tredici giornate, ma questo incredibile ritmo non basta per staccare la Fiorentina: la Viola supera il Bari 3-4 e resta in vetta alla classifica con i giallorossi (primi per la differenza reti migliore) a 58 punti a un turno dal termine della Regular Season. Il Catanzaro, invece, resta decimo a quota 19.

L’Under 17 di Alessandro Toti batte 1-2 il Pescara in occasione della partita valida per il ventiquattresimo turno di campionato e centra la terza vittoria negli ultimi quattro turni. L’equilibrio si spezza al minuto 33, quando Giammattei porta in vantaggio gli ospiti. La gioia dura poco, perché al 39′ Dell’Orso ristabilisce la parità. A decidere la gara è Di Mascio, che all’86’ segna la rete del raddoppio e regala una vittoria fondamentale ai capitolini. Balzo in classifica per la Roma, che approfitta della sconfitta del Palermo e sale al terzo posto con 48 punti (rosanero a -2): Empoli e Fiorentina non sbagliano, motivo per cui restano rispettivamente in seconda e prima posizione a +3 e +7 sui giallorossi. Il Pescara, invece, è penultimo a quota 14.

L’Under 18 di Mattia Scala continua a stupire e, dopo la grande vittoria per 4-1 nel Derby della Capitale, si impone per 1-3 in casa del Sassuolo nel match valido per la trentesima giornata di campionato. I giallorossi passano in vantaggio con Camara (tiro di sinistro non trattenuto dal portiere avversario), ma i neroverdi reagiscono e pareggiano dal dischetto con Roli. I capitolini non si scompongono e si riportano avanti con Loreti (colpo di testa su cross di Bonifazi) dopo appena 180 secondi, per poi chiudere la partita al 58′ con la conclusione di destro di Teixeira Falcetta dal limite dell’area. Successo fondamentale per la Roma, che sfrutta l’inaspettato passo falso dell’Inter in casa del Monza (ko 2-1) e aggancia i nerazzurri (che però hanno una partita in meno) in vetta alla classifica a 59 punti. Il Sassuolo, invece, resta diciassettesimo a quota 28.

La Primavera di Federico Guidi rallenta ancora e allunga a cinque la striscia di partite consecutive senza vittoria: finisce 2-2 contro il Napoli in occasione della trentatreesima giornata del campionato Primavera 1 al termine di una partita folle. Partenza horror dei giallorossi, che dopo appena sei minuti si trovano sotto 0-2 a causa delle reti di Gambardella Raggioli. I padroni di casa rischiano di crollare all’8’, ma l’arbitro annulla il gol del tris dei partenopei. La Roma riprende in mano la gara e nella ripresa parte la rimonta: al 67’ Della Rocca accorcia le distanze da due passi e al 79’ Paratici realizza il gol del pareggio sulla sponda di Almaviva. Nei minuti finali l’attaccante, entrato dalla panchina, va vicinissimo alla doppietta personale in due occasioni, ma le sue conclusioni terminano di poco fuori. «Non ho visto umiltà in campo. Il Napoli ci ha fatto due gol nei 15 minuti più brutti della partita e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità – il duro commento di Guidi ai canali ufficiali del club –. I ragazzi giocano con una maglia importante come quella della Roma e devono onorarla. Faccio comunque i complimenti a coloro che sono entrati dalla panchina: si sono spinti oltre i propri limiti in un momento di difficoltà. Le gerarchie in rosa si sono azzerate, tutti se la giocheranno alla pari». «Era una partita fondamentale per noi, ma ci siamo svegliati tardi – afferma il difensore Nardin-. Sono comunque contento della squadra e con l’unione possiamo raggiungere gli obiettivi. Dobbiamo ripartire dal gruppo». «Sono molto felice di aver fatto gol perché per un attaccante è fondamentale. Quando sono entrato, sentivo che avrei segnato – le parole di Paratici -. Devo migliorare nel gioco lontano dalla porta e nella protezione della palla, nel calcio di oggi è importante essere un centravanti completo». In seguito a questo pareggio la Roma resta al quarto posto in classifica con 54 punti: la coppia formata da Cesena e Parma guarda tutti dall’alto a quota 58, seguita dalla Fiorentina a 56. I partenopei, invece, si trovano in diciassettesima posizione con 36 punti e la salvezza dista tre lunghezze.

I risultati delle partite della Roma

  • Under 14: nessun impegno
  • Under 15, 25a giornata di campionato: Roma-Catanzaro 3-0 (Pica, Proietti, Bilancioni)
  • Under 16, 25a giornata di campionato: Roma-Catanzaro 7-0 (Antonetti, Giannelli, rig. Presutti, Basile, Ferretti, De Vincenzo, Dattilo)
  • Under 17, 24a giornata di campionato: Pescara-Roma 1-2 (Giammattei, Dell’Orso, Di Mascio)
  • Under 18, 30a giornata di campionato: Sassuolo-Roma 1-3 (Camara, rig. Roli, Loreti, Teixeira Falcetta)
  • Primavera, 33a giornata di campionato: Roma-Napoli 2-2 (Gambardella, Raggioli, Della Rocca, Paratici)

Trigoria, gelo tra Ranieri e Gasperini. Il tecnico ai cronisti: “Già qua state?”. Nel pomeriggio la riunione con Dan Friedkin da remoto

A Trigoria sono ore decisive e oggi sarà una giornata fondamentale per il presente e il futuro della Roma. Come riportato dall’edizione odierna del quotidiano, nel pomeriggio si terrà una riunione tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini per chiarire quanto accaduto prima del calcio d’inizio del match contro il Pisa. Oltre alle dichiarazioni del Senior Advisor e agli atteggiamenti dell’allenatore, si parlerà anche della gestione dei recuperi degli infortunati. Al vertice potrebbe partecipare anche il presidente Dan Friedkin, il quale potrebbe collegarsi da remoto.

(gasport)


Tensione a Trigoria tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. I due sono arrivati al centro sportivo a distanza di pochi minuti intorno alle 12:00, ma non si sono rivolti il saluto. Il tecnico, apparso nervoso per la presenza dei cronisti, ha commentato: “Già qua state?”. La frattura, evidente dopo le dichiarazioni del Senior Advisor prima della sfida col Pisa, riguarda la gestione del gruppo e dei nuovi acquisti. Mentre Ranieri ha pranzato con la squadra per dare serenità in vista della corsa Champions, Gasperini non era presente al tavolo, preferendo concentrarsi sulla sessione d’allenamento. Il contrasto si estende alla gestione degli infortunati, con il caso Wesley al centro del dibattito: l’allenatore ne chiede il recupero immediato per la sfida contro l’Atalanta, mentre lo staff medico e il dottore della nazionale brasiliana predicano prudenza.

È confermato nel pomeriggio un vertice chiarificatore. Ranieri e Gasperini si confronteranno per analizzare le divergenze tecniche e comportamentali con il presidente Dan Friedkin. Il colloquio sarà decisivo per stabilire il futuro della guida tecnica e la sostenibilità della convivenza con la dirigenza, rappresentata anche da Frederic Massara.

(gazzetta.it)

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