Mercato della discordia: investiti 97 milioni, Wesley e Malen top ma quante delusioni

Hanno tutti ragione. Ma quale sarà la versione più credibile a fine stagione agli occhi di Dan Friedkin? Come dentro la sala comandi di una nave diretta al porto della Champions, dove ad attenderla c’è il presidente americano, Gian Piero Gasperini e il duo dirigenziale Claudio Ranieri-Ricky Massara sembrano contendersi un timone che scotta e preparano intanto il loro “personale” diario di bordo da sottoporre al proprietario. Le rotte del mercato della Roma, è il tema che tiene banco: insufficiente per il tecnico, condiviso da tutti secondo i dirigenti. Perché il Gasp pensiero si riassume così: 30 giocatori acquistati in due anni, 4/5 titolari oggi mentre ci sarebbero voluti più Wesley e Malen in rosa. Ma il senior advisor e il ds ribattono dal canto loro: no, caro Gian Piero, gli acquisti li hai avallati tutti anche tu e, poi, ricordati che nei mari in tempesta delle trattative di mercato il club ha dovuto navigare tra le onde alte del Fair play finanziario. E allora? E allora vale la pena riavvolgere il nastro e spiegare. La versione di Gasp, in effetti, ha riscontri precisi. Dei 12 acquisti dall’estate scorsa ad oggi gli unici titolari sono Wesley e Malen, voluti da lui. E stando a questi numeri parlare di mercato flop della Roma non sarebbe fuori luogo. Però, secondo quanto si sostiene sotto l’altra metà del cielo a Trigoria, è anche vero che su altri casi emblematici di mercato per i quali già mesi fa allenatore e dirigenti si misero l’uno contro gli altri, l’ultima parola sarebbe stata sempre del tecnico. Prendi Sancho, tormentone dell’estate. Bravo, esterno sinistro di pregio, ma secondo molti ingestibile per i comportamenti fuori dal campo sopra le righe. Alla fine di un braccio di ferro interno. sarebbe stato Dan Friedkin in persona a dire a Gasp: lo vuoi davvero? Lo prendo, ma te ne assumi la responsabilità. Al che l’allenatore avrebbe fatto un passo indietro, accettando la linea aziendale secondo la quale il giocatore, da prendere in prestito non sarebbe nemmeno creato valore per il club. Allo stesso modo, dopo l’affare Rios saltato, Gasp avrebbe avallato il profilo di El Aynaoui, come del resto quelli di Ferguson, Bailey, Tsimikas e Zaragoza, che si sono espressi al di sotto delle aspettative. E poi ci sono quei giovani come Ghilardi, Ziolkowski e Vaz, acquisti di cui ha la paternità Massara, che sarebbero stati in fondo valorizzati poco a confronto con quelli che il tecnico ha avuto all’Atalanta.
Le versioni dei tre “capitani coraggiosi” a bordo, quindi, rischiano di fare a pugni, in coincidenza con una volata Champions ancora tutta da giocare e di una programmazione che prevede nuovi cambiamenti sostanziali da luglio in poi, quando finiranno i rigori del Settlement Agreement con l’UEFA. Con 4 giocatori in scadenza e destinati a partire come Dybala, Pellegrini, Celik e El Shaarawy, con 4 prestiti in partenza come Ferguson, Tsimikas, Zaragoza e Venturino e le cessioni annunciate se non si centrerà l’obiettivo Champions di Ndicka, Svilar o Koné, il club si prepara ad una nuova campagna acquisti da almeno 10 elementi. Il nome di Julian Brandt in uscita del Borussia Dortmund potrebbe essere il primo nome di un restyling che Gasp, comunque, vede bene attorno ad un “gruppo solido” da confermare. Le ultime sei giornate s’incaricheranno di stabilire in che modo la navicella giallorossa raggiungerà in porto Friedkin, al quale toccherà decretare quale capitano guiderà la ripartenza. Il nuovo mercato non aspetta nessuno.

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Separati in casa Roma, Ranieri e Gasperini non si salutano: Friedkin, tregua fino a fine stagione

O io o te. O l’uno o l’altro. Deciderà a fine stagione Dan Friedkin chi resterà in sella e chi invece dovrà accomodarsi più in là. Dallo scontro verbale in piazza all’indifferenza intrisa di veleno, la lunga giornata di Trigoria ha raccontato ieri di un grande gelo tra il tecnico Gian Piero Gasperini e il senior advisor Claudio Ranieri e di una videocall con i proprietari americani in serata in cui secondo indiscrezioni sarebbero stati ribaditi da Houston ordini perentori per tutti. E poi la necessità di rinviare ogni discussione e confronto aspro a fine stagione, quando verranno opportunamente soppesate le ultime “istanze” delle parti in causa, mentre ora è fondamentale trovare una sintesi per spingere più in alto possibile la Roma per il bene del club e dei tifosi, disorientati davanti all’ennesimo dualismo interno che rischia di disperdere energie preziose. I due, Gasperini e Ranieri, hanno raggiunto il centro sportivo in auto a distanza di pochi minuti intorno a mezzogiorno, ma non si sono rivolti il saluto. Ancora evidentemente irritati, l’uno con l’altro, per il botta e risposta di venerdì scorso all’Olimpico, con al centro le scelte di mercato e l’altro tema caldo della gestione de gli infortunati, a partire da Wesley, del quale il tecnico avrebbe chiesto il recupero immediato per la sfida con l’Atalanta a fronte invece della prudenza e del parere contrario dello staff medico giallorosso. L’allenatore, apparso nervoso per la presenza dei cronisti a Trigoria, ha subito commentato: “Già qua state?” Quando poi è entrato in sala pranzo, Ranieri ha salutato la squadra e arringato la platea spiegando una volta di più l’importanza del momento e la necessità di dare tutti il meglio per la volata Champions. L’allenatore, invece, non era presente al tavolo e ha preferito concentrarsi sulla sessione d’allenamento cercando di trovare l’assetto migliore per la sfida fondamentale di sabato con la squadra di Palladino. Nuovo colloquio Dopo l’allenamento, tecnico e dirigenza si sono quindi ritrovati attorno a un tavolo per la videoconferenza, secondo qualcuno in ogni caso programmata all’inizio di una nuova settimana di lavoro. Ed è probabile proprio per questo che Gasp risentirà la proprietà entro le prossime 48 ore per un colloquio privato centrato sul suo futuro. Al termine della videocall allargata, in ogni caso, bocche cucite. E al tirar delle somme una quasi certezza. Se per qualche settimana i Friedkin avevano creduto di poter andare avanti con la “triade” Ranieri, il ds Ricky Massara e Gasp, ora i proprietari si sono resi conto con chiarezza che lo strappo interno non è ricucibile e che fino a fine stagione il senior advisor e il tecnico vivranno da separati in casa, ognuno con le proprie convinzioni. Poi, a fine del campionato, Dan prenderà la sua decisione chiave per il futuro, abituato com’è del resto a prenderne da quando è al comando del club. Il giorno del giudizio è solo rinviato.

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Lo stallo in società ferma Totti: il rientro per adesso è congelato

Il gelo tra Ranieri e Gasperini ha ghiacciato anche il possibile ritorno di Francesco Totti. Dopo la cena avuta con il tecnico ormai 40 giorni fa, infatti, l’ex capitano non ha ricevuto ulteriori chiamate da Trigoria per discutere l’inserimento nei quadri dirigenziali. Totti, che in questi giorni si trovava in vacanza alle Bahamas, attendeva un segnale dai Friedkin e sarebbe stato disposto ad accettare anche il ruolo da ambasciatore in vista del Centenario del club. Ma per il momento tutto è fermo. Eppure a metà febbraio la fumata bianca sembrava imminente dopo l’apertura di Ranieri e le dichiarazioni dello stesso Totti. Da quel giorno sono passati quasi due mesi e nulla si è mosso in questa direzione. In mezzo c’è stata la cena con Gasperini e
Candela in un noto ristorante al centro della Capitale. Una mossa di cui non era stata informata la dirigenza giallorossa. I contatti potrebbero riprendere a fine stagione quando si capirà meglio anche come sara l’organigramma di una Trigoria in pieno subbuglio.

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Il grande gelo: Roma, Gasperini e Ranieri avanti da separati in casa

LEGGO (F. BALZANI) – La guerra fredda dopo il grande trambusto degli ultimi giorni. A Trigoria ieri è calato il gelo tra Ranieri e Gasperini attesi al confronto dopo le dichiarazioni pesanti del senior advisor rilasciate venerdì sera all’Olimpico. I due si sono presentati quasi in contemporanea, intorno alle 12. Il tecnico, apparso nervoso anche con i cronisti fuori il cancello del centro sportivo, è entrato senza proferir parola con Ranieri che nel frattempo aveva incontrato la squadra spronandola in vista dello sprint per la Champions. Hanno pranzato separati, come una coppa in crisi. Poi Gasp ha diretto l’allenamento in vista della delicata sfida all’Atalanta di sabato prossimo mentre Sir Claudio ha avuto un primo confronto con i Friedkin. La proprietà, infatti, ha imposto di abbassare i toni e di proseguire uniti almeno fino al termine della stagione. Dopo l’allenamento il tecnico è rimasto a Trigoria fino alle 20 e avrebbe parlato a sua volta con Friedkin. Ma anche per valutare con lo staff medico il recupero di diversi giocatori ai box: da Wesley a Koné passando per Mancini e Dybala. Gasp vorrebbe forzare qualche rientro, ma i medici frenano. Ennesima divergenza di una stagione complicata e di un rapporto incrinato praticamente subito. E ora? Fino a fine stagione si resterà da separati in casa poi qualcuno farà le valigie. Ranieri gode della stima dei Friedkin che però vorrebbero evitare l’ennesimo ribaltone sulla panchina. Un intrigo di difficile soluzione a meno che Ranieri non accetti un posto in Nazionale come direttore tecnico soprattutto alla luce della probabile presidenza di Malagò in Federazione. In caso di esonero, invece, ripartirebbe la caccia al nuovo allenatore. Tra i possibili profili ci sono De Rossi, Italiano e Maresca. Ma in bilico ora c’è anche Massara. Il direttore sportivo lascerebbe la Roma in caso di addio del senior advisor. A quel punto ci sarebbero Giuntoli o Sogliano in pole per sostituirlo. L’ennesima rivoluzione di una Roma che non conosce pace.

Serie A, la Fiorentina supera la Lazio 1-0: decisivo il gol di Gosens

La Fiorentina allontana lo spauracchio retrocessione e si porta a +8 dalla zona Serie B. La Viola, infatti, ha battuto la Lazio per 1-0 grazie al gol di Gosens e può concentrarsi sul match di giovedì contro il Crystal Palace. Vittoria che proietta la squadra di Vanoli al quindicesimo posto con 35 punti, biancocelesti che invece restano al nono posto e lontani 4 lunghezze dal Bologna ottavo.

Calciomercato Roma, il retroscena sulle parole di Ranieri: i giocatori bocciati sarebbero Hojlund e Rowe

Negli ultimi giorni si è parlato molto delle parole di Claudio Ranieri nel prepartita di Roma e Pisa, in cui il senior advisor allude ad alcuni giocatori bocciati da Gian Piero Gasperini. Secondo quanto riportato da Nicolò Schira su X, l’ex tecnico giallorosso si riferiva a due colpi in particolare: Rasmus Hojlund, con cui Massara aveva preso contatti con il Manchester United e Jonathan Rowe, lasciato andare poiché il Gasp avrebbe preferito Sancho.

Serie A, accordo con IMG: i club incasseranno 300 milioni di euro

Nell’assemblea di oggi, la Lega Calcio Serie A ha votato per chiudere una transazione da 300 milioni di euro con la società IMG, pagabile entro giugno del 2026 per una vicenda risalente al 2019. All’epoca, infatti, l’Antitrust ha accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza che avrebbe inciso negativamente sul valore dei diritti venduti all’estero nel periodo compreso tra il 2008 e il 2018. I club, quindi, si spartiranno questi 300 milioni di euro.

(calcioefinanza.it)

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Trigoria: ripresa in vista dell’Atalanta (FOTO E VIDEO)

La Roma è tornata al lavoro sotto gli occhi di mister Gasperini in vista della sfida contro l’Atalanta. I giallorossi, in attesa dei rientri di Wesley, Koné e Mancini, hanno iniziato a preparare la gara contro Palladino e i suoi: Malen nuovamente protagonista. La squadra vincitrice delle partitelle era composta da: Angelino, El Shaarawy, Hermoso, Malen, Cristante, Venturino, Svilar, Celik, Panico e Seck.

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Como, Fabregas: “L’anno scorso ho avuto contatti con altri club, ma amo questa realtà”

Cesc Fabregas ha ricevuto il Premio Bearzot e nell’occasione ha risposto alle domande dei cronisti. Ecco le parole dell’allenatore del Como, accostato alla Roma prima dell’arrivo di Gasperini: “Io in un’altra squadra italiana? Lo vedo molto difficile. Sono molto attaccato e coinvolto. È vero che che l’anno scorso ho avuto dei contatti ma ho deciso di restare perché amo questa realtà. Sono molto contento di quello che posso fare e di quello che facciamo al Como. Per questo lo vedo molto molto difficile“.

Presidenza FIGC, Abete: “Chiederò alla LND di candidarmi. Sarebbe stato più opportuno un progetto diverso”

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, è intervenuto a margine del Premio Bearzot per commentare gli scenari relativi alla presidenza della FIGC. Dopo il sostegno quasi unanime della Lega Serie A verso Giovanni MalagòAbete ha annunciato la propria mossa istituzionale: “Chiederò al Consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A”.

L’ex numero uno della Federcalcio ha criticato il metodo scelto dai club della massima serie, auspicando un percorso più collegiale: “Pensavo che sarebbe stato più opportuno un progetto diverso, cioè partire da un incontro tra le componenti per poi individuare la persona giusta”. Nel corso del suo intervento, Abete ha richiamato i dati contenuti nel documento dell’ex presidente Gabriele Gravina riguardanti la scarsa valorizzazione dei giovani talenti: “Abbiamo il 49esimo posto su 50 relativamente all’utilizzo degli Under 21 nella massima serie”.

Nonostante la designazione di Malagò, definita come una “candidatura di prestigio”Abete ha sottolineato la necessità di una pluralità di opzioni: “Diamo un primo segnale, che non sarà una candidatura che rimarrà isolata. Ben vengano le candidature espresse dalle componenti tecniche e altre leghe”. L’obiettivo finale, secondo il presidente della LND, resta quello di “confluire all’interno di un programma condiviso e di un’unica candidatura”, pur dichiarandosi pronto a “giocare la partita in sede elettorale”.

(sport.sky.it)