Tra i corridoi l’incontro sarà casuale

L’ingresso è unico, i parcheggi adiacenti, i loro uffici confinano e il campo in cui si allena la squadra è quello da sempre. Cosi, inevitabilmente, finiranno per respirare la stessa – pesantissima – aria. Non è in programma alcun incontro chiarificatore tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini dopo le parole pronunciate venerdì sera del senior advisor della proprietà. Non ci sarà un confronto, eppure i loro sguardi finiranno per incrociarsi e chissà che non possa scaturire un’ulteriore discussione. […]

Ciascuno andrà avanti per la propria strada, nell’indifferenza reciproca, sentendosi dalla parte della ragione. E il clima di incomprensioni che si è già generato finirà per accompagnare il cammino della squadra da qui alla fine del campionato. […]

(corsport)

Gasp oltre Ranieri. Il tecnico pensa solo al campo. Nessun confronto con Claudio

Ogni genere di riflessione sui rapporti tra Gasperini e la proprietà, ma anche sulla gestione della tensione interna e sulla divergenza di vedute che spesso ha animato il dibattito a Trigoria (si può vincere con i giovani o servono più colpi alla Malen? Gli acquisti sono stati concordati oppure no?) alla fine fa capo a un assunto di partenza: l’orizzonte che il silenzioso Dan Friedkin si è posto non è la qualificazione in Champions, la chimera che la Roma insegue da otto stagioni, ma la vittoria dello scudetto. […] Vuole scrivere la storia, senza porre limiti alle ambizioni. È questo che a giugno ha stregato Gasperini al punto da convincerlo a lasciarsi alle spalle il porto sicuro di Bergamo, con lui non più una realtà di provincia, ma soprattutto a rifiutare la proposta della Juventus. Venerdì sera, dribblando le accuse di Ranieri, Gasp si sarà morso la lingua per evitare di dire che sarà stato pure la quarta scelta dei giallorossi, ma era in assoluto la prima dei bianconeri. E adesso guarda oltre: non sarà lui a chiedere a Ranieri un chiarimento, ma è pronto a riprendere gli allenamenti da oggi concentrandosi esclusivamente sulla lotta per il quarto posto. […]

Il modello Atalanta, quello «non fatto solo da giovani o da plusvalenze» come ha tenuto a precisare il tecnico, può replicarlo a Roma migliorando però due dinamiche: il tanto tempo che i nerazzurri hanno impiegato prima di conquistare un trofeo (9 anni) e l’esigenza di cedere ogni anno due o tre pezzi pregiati. Roma non deve essere per forza di cose un trampolino di lancio; qui si può arrivare per restare, e Gasperini, al netto del fair play finanziario, questo aspetto lo ha ben chiarito con la proprietà al momento della firma. Ha accettato due sessioni di mercato di “lacrime e sangue”, come aveva predetto Ranieri, ma in estate si aspetta il salto di qualità anche sotto quel profilo. Friedkin a giugno tirerà le fila del rapporto che sembra ormai compromesso tra il tecnico e il ds Massara, ma persino dopo il 5-2 di San
Siro ha fatto arrivare ai suoi uomini il messaggio che Gasp non verrà messo in discussione. Avrà la forza di mantenere il punto anche dopo lo strappo con Ranieri, l’uomo che la proprietà stima maggiormente? Chissà. Intanto l’allenatore il mandato per puntellare il futuro lo ha (fino a indicazioni contrarie) e non può che agire.
A partire dagli acquisti, almeno due titolari nel reparto offensivo e uno sulla corsia sinistra, passando dall’accettazione di qualche sacrificio per sistemare il bilancio (Koné e NDi-cka gli indiziati principali), fino alla valorizzazione dei giovani come Ghilardi, Robinio Vaz e Ziolkowski, senza dimenticare di rimettere mano a un vivaio che in estate subirà una rivoluzione sostanziale con il ritorno di Tarantino come nuovo responsabile. […]

(corsport)

Bilanci da coccodrillo. La questua dei club e l’obolo ai procuratori

Riuscite ad avere un’idea di che cosa siano due miliardi di curo? Non ho detto due milioni, ho detto due miliardi. In banconote da 50 o da 100 euro, non so quante valigette ventiquattrore occorrerebbero per contenerli tutti. Detto questo, e venendo a bomba, la notizia che è arrivata in questi giorni a rendere ancora più inquietante lo scenario del disastrato movimento del pallone italico è che la FIGC ha reso noto che negli ultimi dieci anni i soldi che i club di Serie A hanno speso per pagare le commissioni ai procuratori ammontano a 1,98 miliardi; in pratica 2 miliardi. Per capirci, si tratta del 6% dei ricavi del movimento che i club hanno dirottato nelle tasche degli agenti facendoli uscire per sempre dal circuito. Non sono soldi che il club A paga al club B per l’acquisto di un giocatore e che restano dunque nell’orticello: sono soldi spariti e che non torneranno più. (…) Il tutto da parte di club che da vent’anni a questa parte non fanno altro che pietire aiuti da parte dello stato invocando decreti crescita, sgravi fiscali e via elemosinando. Inutile dire che in testa alla classifica dei club scialacquatori spicca, bella come il sole, la Juventus finita nel frattempo per l’ennesimavolta sotto procedimento disciplinare da parte dell’UEFA per violazione delle regole del Fair Play Finan-ziario. (…) La Juventus ha speso da sola quasi un quinto dei soldi della Serie A finiti nelle tasche degli agenti: 359,4 milioni, il 18,07% del totale. Il podio dei club che più hanno sperperato è completato dall’Inter, che ha bonificato ai procuratori 236,4 milioni (l’11,89% del totale), e la Roma che alla voce agenti registra la ragguardevole spesa di 203,3 milioni (il 10,22%). Al quarto e quinto posto troviamo Milan e Napoli (172,7 milioni i rossoneri, 129,5 il club di De Laurentiis). (…)

(Il Fatto Quotidiano)

X, la Roma festeggia il compleanno di Voeller: “Tanti auguri, Rudi” (VIDEO)

Lo storico ex bomber giallorosso Rudi Voeller compie oggi 66 anni. Il tedesco che ha fatto innamorare la Curva Sud a suon di gol, vincitore della Coppa Italia nella stagione 1990-1991. Con la maglia della Roma ha collezionato 198 presenze, realizzando 68 reti.

La Roma, tramite i propri canali social, ha voluto omaggiare Voeller in questa giornata speciale, ricordando anche l’iconico dei tifosi giallorossi dedicato all’ex attaccante: “Vola, sotto la Curva vola, la Curva s’innamora… Tanti auguri, Rudi”.

L’Olimpico prova a stare al suo posto: per l’Atalanta previsti ancora i 60 mila

IL ROMANISTA (G. FASAN) – C’è una strana aria che tira intorno alla Roma dopo la vittoria sul Pisa di venerdì sera. Le parole di Ranieri avevano turbato l’ambiente prima della gara con i nerazzurri poi battutti sul campo per tre punti importantissimi in chiave europea. In uno scenario piuttoto strano, con gli spalti evidentemente non pieni come al solito nonostante i 60 mila “ufficiali”, c’è stato spazio per ammirare le giocate di quell’uomo benedetto, venuto dall’Olanda ma passato per la Premier che è Donyell Malen. (…) Querelle societarie a parte, comunque, sabato sarà di nuovo di scena la Roma all’Olimpico: arriva l’Atalanta in una gara cruciale per cercare di respingere in modo quasi definitivo ogni tentativo di assalto dei bergamaschi alle posizioni che valgono l’Europa (utile, guarda caso, anche proprio all’obbligo di riscatto di Malen). Sono stati già venduti 58.600 biglietti: i romanisti, quindi, provano a restare al proprio posto. Loro sì, sempre dalla stessa parte, accanto alla Roma.

Conti e scontri

C come Champions. Ma pure C come conti. Come cessioni. Come confronto e come centro sportivo, Trigoria, lì dove oggi si incroceranno Claudio (un’altra c) Ranieri e Gian Piero Gasperini, il vertice tanto atteso, sempre che uno dei due litiganti non decida di ignorare l’altro (e sarebbe pure peggio). Sono tanti i motivi che hanno allontanato i protagonisti di Trigoria, compreso il direttore sportivo Ricky Massara, evidentemente più vicino alla posizione di Ranieri: il mercato e gli infortuni su tutti, pure qualche rapporto interno deteriorato. Ma a pensarci bene quel che più interessa, in prospettiva, è la costruzione della Roma che verrà. Ed è un futuro che inizia già in salita, comunque vada a finire questa stagione sul campo. E sì, perché si è sempre associato il quarto posto, dunque la qualificazione alla prossima Champions, al mercato. Quello in uscita, s’intende. Non è così. I piani della Roma non cambieranno, in ogni caso. (…) Le esigenze della società, legate al fair play finanziario, hanno una scadenza precisa e fissata al 30 giugno. Questo significa che le cessioni saranno necessarie a prescindere dalla posizione finale in classifica, per sistemare i conti. Quante? Dipende dalle offerte che arriveranno, difficilmente meno di due addii sa-ranno possibili. La stima è di un incasso, derivante dalle plusvalenze, non inferiore ai 60 milioni di euro. Con chi arrivare a quella quota? Con i giocatori che sono a bilancio coni numeri più bassi, se non prossimi allo zero. Per intendersi: improbabile con Wesley, molto più facile con Koné, Svilar, Ndicka e lo stesso Pisilli. Ma attenzione anche a Ziolkowski, che ha molti estimatori in Premier. Certo è che la Champions cambierebbe, questo sì, il mercato in entrata. Ma non il riscatto di Malen, sul quale non c’è discussione: sarà esercitato entro il 3o giugno, però i 25 milioni da versare all’Aston Villa andranno sul prossimo esercizio. (…)

(corsera)

Prestiti e scadenze. In 7 subito via

A prescindere da come andrà a finire la vicenda Gasp-Ranieri, la rivoluzione è già iniziata, silenziosa ma concreta, nei corridoi di Trigoria. La Roma ha già tracciato la linea del cambiamento. […] Il primo blocco di addii è già scritto, inciso nelle logiche di mercato e nelle strategie societarie. Sette giocatori sono destinati a salutare:
Zaragoza, Venturino, Ferguson, Tsimikas, El Shaarawy, Celik e Dovbyk. Nomi diversi per ruolo, peso e storia, ma accomunati dallo stesso destino: non faranno parte dalla Roma che verrà. Tra prestiti che non saranno riscattati e scelte tecniche ormai definite, il primo taglio è già stato effettuato.

Ma non finisce qui. Perché la sensazione è che questa sia solo la superficie di un cambiamento ben più profondo. […] Dybala, Pellegrini, Rensch, Angeliño, Cristante: nomi pesanti, nomi che raccontano presente e passato recente, ma che potrebbero non rappresentare il futuro. Tra confronti con la società e nuove valutazioni tecniche, il loro destino resta tutto da scrivere. E poi c’è il capitolo più delicato, quello che non lascia spazio ad altri ragionamenti: Il fair play finanziario. Qui la scelta diventa obbligata, quasi matematica. E i principali candidati alla cessione rispondono al nomi di Koné e N’Dicka. Giovani, appetibili, con mercato: perfetti per generare plusvalenza a alleggerire i conti. Morale della favola? Il rischio concreto è quello di assistere a un esodo che potrebbe coinvolgere tra i 7 e i 13 giocatori. […]

(corsport)

Friedkin come San Filippo Neri

State buoni se potete, diceva agli orfanelli di Santa Maria in Vallicella quel grand’uomo di San Filippo Neri, con l’ironia dei saggi che conoscono il mondo. Quattro secoli dopo anche Dan Friedkin ha provato a imitarlo: “be good if you can” o giù di lì, deve aver implorato il presidente tempo fa dopo Roma-Pisa ai suoi litigiosi stipendiati, divisi a Trigoria. Come parlare al vento, ma probabilmente anche Dan, che pure non è in odore di santità, era già rassegnato perché a conoscenza dei fatti. Cioè che tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini , o meglio tra quasi tutta la Roma e Gasperini, si è ai ferri corti. A fine stagione si dovrà cambiare per forza, e l’assurdità della cosa è che non sta affatto andando male in questo campionato. anzi va meglio di un anno fa. Nel 2025 dopo 32 turni la squadra era settima (ora è sesta) con 54 punti, ossia 3 meno di adesso, ed era a -5 dalla quarta in classifica (la Juve, ieri come oggi), mentre ora è appena a -3. (…) Per questo sarebbe opportuno che Gasp lasciasse perdere le provocazioni al club, come quando parla dei 30 acquisti quasi tutti sbagliati negli ultimi anni (dando dell’incapace a un sacco dl gente). E in fondo un allenatore che ha perso ben ll partite dovrebbe essere un po’ più low profile. Chissà quanta gente in più avrebbe apostrofato a Trigoria, se avesse ricevuto dal club un mercato di gennaio come quello dello scorso anno, anziché avere in regalo Malen, e restituendo in cambio un calo di rendimento di tutta la squadra (che invece con Ranieri decollò). Ma anche Rianieri, che pure parla senz’altro a nome del club, si è lasciato scappare la frizione nella rispostaccia a Gasp. Eppure, a naso, di questo passo il sacrificato a fine stagione potrebbe essere proprio il tecnico di Grugliasco forse anche in caso di quarto posto, e dunque verrà risucchiato anche lui, come quasi tutti tranne Sir Claudio, nel buco nero degli allenatori di Trigoria. (…)

(Il Messaggero)

Il sogno americano: 15 anni di speranze

All’ora delle firme, in questa parte del mondo era notte: a pensarci bene, il momento migliore per i sogni. Nessuna meraviglia, quindi, che i tifosi giallorossi giudicassero gli uffici dello studio legale Bingham McCutchen di Boston come una sorta di trampolino di lancio verso un futuro di leopardiane “magnifiche sorti e progressive”. Le tenebre accoglienti a cavallo tra il 15 e il 16 aprile del 2011, infatti, avevano santificato il passaggio dell’As Roma da Unicredit a una cordata statunitense guidata dall’imprenditoreThomas DiBenedetto, primo presidente a stelle e strisce di una trimurti completata finora da James Pallotta (agosto 2012) eDan Friedkin (agosto 2020). (…) Eppure in quella primavera tonante non sognarono solo i tifosi. Lo fecero anche i manager del calcio italiano, che credettero di poter apprendere un nuovo modo di coniugare sport e affari, e poi sì, lo ammettiamo, lo facemmo anche noi giornalisti, che sperammo nell’inizio di una nuova comunicazione “all’americana”, in cui poter parlare di tutto con tutti, come accadeva quando eravamo inviati a lavorare oltreoceano e ci stupivamo – come chi scrive – di poter entrare nello spogliatoio prima e dopo le partite per incontrare gente alla LeBron James. (…) ) bilanci hanno certificato che a farla da padrone restano sempre le perdite e, soprat-tutto, che la bacheca di Trigoria è stata spolverata solo per accogliere il trofeo della prima edizione di una Conference League sen-za squadre spagnole e con l’unica avversaria di rango e ranking -il Tottenham di Conte – squalificata per via di un focolaio di covid. Tutto qui. In questo lasso di tempo, intanto, la Juventus ha vinto 20 titoli, l’Inter e il Napoli 7, il Milan e la Lazio 4, mentre sono lievitate Atalanta e Bologna, che hanno appaiato i giallorossi. Insomma, non c’è da sorprendersi che il tifo abbia visto sfarinare i sogni di quell’aprile apparentemente magico, basti pensare che la squadra non approda in Champions dal 2019. Un’eternità. (…) Negli ultimi 15 anni la Roma ha masticato 12 allenatori, tenendo conto che Ranieri è stato chiamato due volte a fare da salvatore prima di scoprirsi incompatibile con Gasperini, certificando uno psicodramma che da mesi vede la proprietà indifferente. Intanto, negli anni, si è passati da magnifici esordienti (Luis Enrique e De Rossi) a totem indiscussi (Mourinho), da geni ombrosi (Spalletti) ad antichi maestri (Zeman), da stranieri gentili (Garcia e Fonseca) a strateghi cortesi (Di Francesco e Andreazzoli), con una unica delusione inequivocabile (Juric). Ebbene, a questo florilegio di generali della panchina il club ha messo a disposizione circa 200 calciatori in 30 campagne acquisti (estate e inverno), escludendo quelli provenienti dal proprio settore giovanile. (…)

(Il Messaggero)