Corsa Champions, per i bookmaker crollano le possibilità della Roma: ora è duello tra Como e Juventus

La sconfitta rimediata nello scontro diretto contro il Como ha pesantemente influenzato le prospettive della Roma nella corsa alla prossima Champions League. Secondo le analisi dei betting analyst di Planetwin365 e Snai, il club giallorosso è attualmente il meno favorito tra le contendenti per un posto nell’Europa che conta.

Le ultime tre gare, in cui la squadra di Gian Piero Gasperini ha raccolto un solo pareggio e due sconfitte, hanno fatto lievitare la quota per un piazzamento tra le prime quattro a 3,50, segnale di una fiducia in calo da parte degli esperti. Al contrario, la vittoria di ieri ha rilanciato le ambizioni del Como, la cui quota Champions è in costante discesa e si attesta ora tra 2,15 e 2,50.

Il finale di stagione sembra profilarsi come un duello serrato tra i lariani e la Juventus di Luciano Spalletti. Nonostante l’attuale quarto posto sia occupato dalla squadra di Fabregas, i bookmaker vedono i bianconeri leggermente favoriti per il sorpasso finale, con quote comprese tra 1,85 e 2,25 grazie alla spinta delle due vittorie consecutive. In questo scenario, l’unica certezza rimane il Napoli di Antonio Conte: per i partenopei il traguardo Champions è considerato virtualmente raggiunto, con una quota simbolica di 1,05.

Calciomercato Roma, Juventus e Napoli su Pisilli. Rifiutata offerta di 20 milioni dal Tottenham

Niccolò Pisilli è diventato uno dei profili più seguiti in ottica calciomercato. Secondo quanto riferito dall’esperto di mercato Ekrem Konur, il centrocampista classe 2004 della Roma è finito nel mirino di Juventus e Napoli, che ne starebbero monitorando con attenzione la crescita.

L’interesse per il ventunenne giallorosso non riguarda però solo la Serie A: anche il Tottenham si starebbe preparando a entrare nella corsa per il calciatore. Le indiscrezioni rivelano inoltre un retroscena relativo alla scorsa sessione invernale, durante la quale sarebbe stata rifiutata un’offerta da circa 20 milioni di euro per il cartellino del giovane talento. In vista della prossima finestra estiva di mercato, si prevede una concorrenza tra i club interessati per assicurarsi le prestazioni del giocatore.

ROSSOMANDO: “I giocatori chiave ti stanno tradendo” – MATTIOLI: “Il calo dei giallorossi è dovuto alla mancanza di ricambi”

Pesante stop per la Roma di Gasperini in casa del Como. I giallorossi hanno perso 2-1 contro Fabregas e i suoi, il tutto anche con una coda polemica. Le voci dell’etere romano si sono soffermate sul momento dei giallorossi, cercando di trovare le cause principali di questo periodo complicato. Per Marco Valerio Rossomando: “I giocatori chiave ti stanno tradendo“. Secondo Mario Mattioli: “Il calo dei giallorossi è dovuto alla mancanza di ricambi e a un declino mentale più che fisico“.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Gasperini? Non riesco a essere critico con lui, non ha alternative e ogni volta che si gira verso la panchina fa fatica a trovare soluzioni. La Roma ha perso il filo dagli ultimi 15 minuti del match con la Juventus (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Sull’1-1 Como-Roma era una partita ancora aperta a qualsiasi risultato, ma l’espulsione ha cambiato le carte in tavola all’interno di una gara davvero equilibrata (STEFANO AGRESTIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Roma stanca? Mi viene da ridere quando si parla di stanchezza, i calciatori sono professionisti che si allenano tutto l’anno per giocare 90 minuti ogni 3/4 giorni. Il calo dei giallorossi è dovuto alla mancanza di ricambi e a un declino mentale più che fisico (MARIO MATTIOLIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

La Roma si è fermata a partire dai 17 minuti finali della sfida contro la Juventus. Contro il Como i giallorossi avrebbero potuto prendere 4 gol. Il calo della fase difensiva? Prima Svilar parava di più e mascherava i problemi (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

La Roma non c’è più, è scomparsa nei meandri di un labirinto fisico e psicologico. La gara di giovedì diventa la scialuppa di salvataggio (GABRIELE CONFLITTIManà Manà Sport, 90.9)

I giocatori chiave ti stanno tradendo e diventa difficile pensare che la Roma possa competere per il quarto posto: bisogna fare all-in sull’Europa League (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport, 90.9)

C’è un problema nel reparto arretrato, la Roma non difende più come nella prima parte della stagione (MATTEO CIRULLIManà Manà Sport, 90.9)

La Roma vale più punti di quelli che ha in classifica. Voto a Gasperini fino a questo momento? 6 (PIERO TORRIManà Manà Sport, 90.9)

L’espulsione di Wesley è assurda, ma contro il Como avevo la sensazione che la Roma non avrebbe vinto nemmeno undici contro undici (RICCARDO ANGELINIManà Manà Sport, 90.9)

La Roma “perfetta” che conoscevamo si è bloccata alla girata di Boga (MATTEO DE SANTISManà Manà Sport, 90.9)

Koné? Va a scartamento ridotto ed è capitato tante volte in questa stagione… (DANIELE CECCHETTIManà Manà Sport, 90.9)

L’espulsione di Wesley? Non c’è alcun contatto e la Roma è stata penalizzata. La sensazione comunque è stata quella di una squadra inferiore rispetto al Como e questo per noi è una vergogna. Arrivare il più avanti possibile in Europa League diventa l’obiettivo principale della stagione e vincerla sarebbe un miracolo (MARIO CORSI, Tele Radio Stereo, 92.7, Te la do io Tokyo)

Instagram, Diao e il contatto con Wesley: “Noi facciamo così” (FOTO)

Ha fatto discutere il comportamento di Diao dopo l’ingiusta espulsione di Wesley. Il talento del Como ha rivendicato quanto accaduto pubblicando lo scatto del (mancato) contatto con il giallorosso aggiungendo: “Noi facciamo così”. Il suo riferimento è anche alle parole di Gasperini che nel post partita aveva condannato i comportamenti dei giocatori lariani.

Como, Suwarso: “Ho preso il Como per farne un set televisivo. Vivo le vittorie con indifferenza, una vale l’altra”

RIVISTA 11 – Mirwan Suwarso, presidente del Como, ha rilasciato una lunga intervista al portale sportivo. Tanti i temi trattati: dall’acquisizione del club lariano fino agli obiettivi futuri. questo uno stralcio delle sue parole:

C’è grande entusiasmo intorno al Como: la squadra gioca bene e sta collezionando risultati pesanti in Serie A. Lei come vive le grandi vittorie?
“Con totale indifferenza. Per me, una partita vale quanto un’altra.”

La proprietà indonesiana è arrivata nel 2019, con la squadra in Serie D. Oggi è una forza del campionato. Immagino fosse questo il vostro piano fin dall’inizio…
“In realtà no. Prima del Covid avevamo comprato la società solo per usarla come un set televisivo: volevamo girare dei documentari sul calcio italiano per la nostra TV indonesiana. Nient’altro.”

E poi cos’è cambiato?
“In Serie B ci siamo resi conto che il progetto era diventato troppo grande e costoso per rimanere un semplice show televisivo. Fino a quel momento seguivo “dall’Indonesia, ma non potevamo più andare avanti così. Per questo, nel 2023, mi sono trasferito a Londra, dove abbiamo una sede, per prendere in mano il club di persona. Oggi faccio la spola tra Como e il Regno Unito per trasformare definitivamente la squadra in un business redditizio.

Di solito, nel calcio si ragiona per cicli di tre anni. Voi, invece, avete bruciato le tappe. Come ci siete riusciti?
“Sinceramente non saprei. Noi lavoriamo con un business plan quinquennale e cerchiamo semplicemente di seguirlo passo dopo passo. Como è una città piccola, dove abbiamo sviluppato tutto da zero. Paradossalmente, questo ci ha aiutati. Ma il vero punto di svolta è stato l’arrivo di Cesc: seppur a fine carriera, ci ha proiettati su un livello superiore e ha accelerato l’intero processo.”

E cosa vi ha convinto ad affidargli la panchina?
“Non lo avevamo preso con quell’idea. Anzi, è arrivato quasi per caso: io non l’ho nemmeno incontrato di persona, è bastata una semplice telefonata. Poi, però, abbiamo scoperto come ragiona. Ci parlava di come costruire la squadra e creare una struttura sportiva con un metodo rigoroso. Pensava alla squadra proprio come noi facevamo a livello aziendale: il suo approccio al campo rifletteva perfettamente il DNA societario che stavamo creando. Unire le due cose è stato naturale, e i risultati ci stanno dando ragione.”

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Uomini soli

LR24.IT (A. CIARDI) – La storia ciclica. Passa il tempo, cambia la gente, ma non la sostanza. Abbiamo già descritto il palio della capitale, quel triste torneo in cui, per simpatie, amicizie, convinzione o interessi, si sposa una causa e pur di vincerla si ripone persino il bene comune pur di alzare la Coppa Idee Personali. La realtà racconta sempre la stessa storia. Allenatori lasciati soli a fungere da parafulmine. Dirigenti, paradirigenti, amministrativi, consiglieri del club e consiglieri dei presidenti, imbucati e garanti che spesso giocano a nascondino, magari tessendo tele dietro le quinte o facendo da ventriloqui per chi si presta in pubblico a esportarne il pensiero. È così da più di quindici anni.

Da quando per spianare la stessa agli americani si picconava Roma dall’interno spacciando per incapaci tutti quelli che dovevano abbandonare Trigoria. Un professionista come Pradè veniva deriso e accusato di incapacità. Un manager di personalità e riconosciuto come Montali fu defenestrato perché c’era da fare spazio a un manipoli di dirigenti alle prime armi nel calcio. E poi le divisioni su Sabatini fra i suoi groupie e i suoi hater, la guerra da dentro Trigoria al fumantino Petrachi, reo di stridere con il fallimentare bontonismo manierato in voga all’epoca fra Trigoria e via Tolstoj, frequentate da gente che sentiva l’obbligo di spiegare il calcio e la vira alla folla considerata stolta. Passando poi per Pinto nemico giurato di cui appoggiava Mourinho, e idolo di chi lo detestava, per disastri della Souloukou, per il Ghisolfi Paperino che in quanto anello debole di una catena di bigiotteria da mercatino asiatico manco aveva messo piede a Roma che era già cotto e cucinato. Quindi il passaggio dal campo alla scrivania di Ranieri, e il ritorno di Massara, meno chiuso mediaticamente del predecessore. Alle viste c’è Francesco Totti. E pure lui dividerà, statene certi. Di Monchi e Fienga è inutile parlare. In mezzo, gli allenatori. Diversissimi tra loro. Che avrebbero meritato stipendi tripli perché chiamati a cimentarsi in più ruoli, compreso quello del frontman spesso osteggiato da dentro le mura, da Richelieu moderni o semplici maestranze con mire espansionistiche. È andata male a Luis Enrique che veniva sventolato come una bandiera salvo poi essere lasciato fuori al balcone sotto le intemperie. A Zeman, usato per raccattare penosamente consensi e che pagò non i risultati ma avere detto, una settimana prima dell’esonero, che dentro Trigoria i dirigenti non erano in grado di fare seguire le regole, peccando di lesa maestà. Garcia pagò in pochi mesi prima la sua natura che lo induceva a lamentarsi degli arbitri e poi la critica a fine stagione alle strategie di mercato del club. Spalletti, al netto di tutti i suoi errori gestionali, quando si voltava vedeva dirigenti e consiglieri giocare a nascondino invece che assumersi responsabilità per gestire il fine carriera di Totti. Fonseca, al netto di tutti i suoi limiti, andò muso a muso con Dzeko capitano, subendo attacchi da ogni angolo, senza che nessuno fra Trigoria ed Eur spendesse mezza parola sulla questione bollente. A Mourinho si ritorse contro l’indole debordante, perché all’inizio faceva comodo che rappresentasse la Roma, poi la Roma stessa lo abbandonò rinnegando la scelta, con gioia massima di chi pur di dargli contro, a esonero compiuto, riabilitò fino a esaltare quei calciatori senatori che erano entrati in rotta di collisione con il portoghese.

Proprio loro, quelli oggi accusati di appartenere alla gang del sesto posto. Era appena iniziata l’era De Rossi, e stendiamo un velo pietoso su quei mesi di oscurantismo. Post Ranieri, ecco Gasperini. Ennesimo uomo solo. Considerato in cerca di alibi quando si lamenta degli obbrobri arbitrali. Considerato maleducato ed eccessivo quando sbatte a tutti in faccia la realtà di due sessioni di mercato inadeguate. Siamo alle solite. Niente di più sbagliato. Allenatori costretti a cantare e a portare la croce. Non si può contare sulla presenza dei proprietari, perché se non batti i pugni sul tavolo dopo lo scempio di Budapest è inutile parlarne. Dirigenti e consiglieri e garanti sono perennemente non pervenuti, come le temperature da Bressanone all’epoca delle previsioni del tempo del Colonnello Bernacca. Oggi ci sono Massara e Ranieri. Il primo ha passato cinque mesi a parlare di Fair play finanziario. Il secondo genera equivoci ingiustificati dai fatti. Perché nelle questioni importanti è sempre entrato, parlando della scelta dell’allenatore, facendo precisazioni sui conti finanziari e rivendicando le ambizioni del club.

Quindi è sbagliato dire che essendo consigliere esterno non possa parlare di arbitri. L’ultima volta che lo fece, un anno fa, era allenatore. Da consigliere non li ha mai menzionati. Andrebbe fatto. Non deve farlo per ruolo Massara. Lui per ruolo avrebbe dovuto ingaggiare ali d’attacco necessarie per sviluppare il gioco di Gasperini. Sarebbe bastato questo. La questione dirigenziale a Roma viene sempre messa in secondo piano, perché fanno più audience gli allenatori. Errore colossale. Madornale. O più semplicemente voluto.

In the box – @augustociardi75

Lecce, la gioia di Banda dopo lo spavento: ieri dimesso dall’ospedale e oggi la nascita della figlia

Splendida notizia in casa Lecce. Lameck Banda, l’attaccante che si era accasciato a terra nel corso della partita con il Napoli dopo un colpo al petto, è stato dimesso nella giornata di ieri dall’ospedale Cardarelli di Napoli ed è riuscito a tornare in Puglia per assistere alla nascita della figlia Rumi Ezlyn nella mattinata odierna. Ecco la nota del club salentino: “La meravigliosa storia di Banda: dimesso dall’ospedale Cardarelli di Napoli, raggiunge Lecce giusto in tempo per la nascita della primogenita Rumi Ezlyn. L’abbraccio di tutto il Club a Lameck e alla compagna in questa meravigliosa giornata!”.

Restano comunque da valutare le condizioni di Banda in vista della partita contro la Roma, in programma domenica alle ore 18 allo Stadio Olimpico, e la decisione finale sarà presa dall’allenatore Eusebio Di Francesco.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – CONDÒ: “La Roma è arrivata a pezzi a primavera” – SORRENTINO: “Diao degno esponente di questa Serie A di ingannatori”

La Roma perde 2-1 contro il Como e scivola al sesto posto in classifica in seguito alla pesante sconfitta nello scontro diretto per la Champions. La quarta posizione, occupata proprio dai lariani, dista ora tre punti. Una squadra con limiti evidenti, ma anche con molte assenze, come scrive anche Paolo Condò su Il Corriere della Sera: “Ieri il Como ha battuto la Roma perché dopo averle regalato un rigore l’ha dominata con tecnica, palleggio verticale e, nella ripresa, uno contro uno sfinente in parità numerica e irresistibile dopo l’espulsione (sbagliata) di Wesley. Uno show che avrebbe meritato l’opposizione di un Dybala o almeno di un Soulé, ma la Roma è arrivata a pezzi a primavera, e deve riorganizzarsi al più presto perché si è messa a correre pure la Juve“. Ha fatto parlare anche l’errore arbitrale evidente di Massa, non ci va leggero Andrea Sorrentino, che su Il Messaggero scrive: “A complicare i piani c’è pure l’espulsione di Wesley inventata dal pessimo Massa, e complimenti a quel cascatore di Diao, degno esponente di questa serie A di ingannatori“.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


M. FERRETTI – IL CORRIERE DELLO SPORT
L’obiettivo della Roma era chiaro: dimostrare di non essersi fermata al gol di Gatti. (…) Come è andata in riva al lago? Malissimo. (…) Roma non sufficiente, nel complesso. Le assenze vanno segnalate e soppesate, così come il rosso ingiusto a Wesley (pochi giorni dopo la parata di Malinovskyi a Genova…). La sfida tra le difese top del torneo si chiude con la felicità di Cesc Fabregas, salito al quarto posto. La Roma crolla al sesto ma a tre punti dal quarto. Prima del gol di Gatti era tutta un’altra storia però, si sa, chi sbaglia paga. Oppure fa pagare… Altro giro, altra Roma. Uno sguardo all’attacco, ad esempio: Malen al centro, alle sue spalle Pellegrini e El Shaarawy, che non giocava titolare da una vita. Ventitreesima scelta in 29 partite. Soluzioni obbligate, di fatto. (…) Dopo il vantaggio di Malen, la Roma ha sofferto soprattutto per colpe sue, leggi un’impressionante serie di palloni regalati in uscita. Questo non le ha permesso di pensare alla fase offensiva e di limitarsi essenzialmente a difendersi. Il Como ha fatto la partita, ha sfiorato più volte la rete del pareggio e la Roma è stata costretta a guardare.
Como nuovo, in avvio di ripresa, con due punte a modificare lo sviluppo del gioco di Fabregas. Pareggio del nuovo entrato Douvikas con regalissimo della difesa della Roma e palla tra le gambe di Svilar: Fuori Wesley per doppio giallo (il secondo inesistente) e gara compromessa. Falsata. Malen (egoista con Pellegrini solo soletto in area) sotto la doccia in vista del Bologna: dentro Vaz. Infortunio per Celik, spazio a Ziolkowski con Tsimikas per Hermoso. Segnali di Roma? Macchè, impossibile o quasi vista la qualità dei nuovi entrati. (…)
Fermiamoci un minuto a riflettere. Una squadra che ha dovuto fare i conti con tre attaccanti operati (Dovbyk, Dybala e Ferguson), uno alle prese con la pubalgia (Soulé), un (quasi) desaparecido (Angeliño), errori e flop di mercato (Bailey, su tutti), numeri 9 più fasulli che falsi/finti (Baldanzi) e gente non da Roma che invece sta a Trigoria. (…) Prima di sparare sentenze di ogni genere è necessario fare un’attenta, cruda analisi della realtà. Il dibattito è aperto, mentre la Roma, per colpa di questo o quello, sta perdendo posizioni su posizioni in classifica. L’Europa League, ora, diventa fondamentale.


G. D’UBALDO – IL CORRIERE DELLO SPORT
Per la seconda volta in questa stagione la Roma esce dalla zona Champions. Era accaduto al 23° turno, dopo la sconfitta di Udine. Ieri a Como è arrivato il decimo ko in campionato (…): 22-3 i tiri totali, 7-1 quelli nello specchio. L’unico tiro in porta quello su rigore di Malen, che aveva illuso la Roma dopo sette minuti. (…) La Roma non sta bene fisicamente, paga le tante assenze in attacco, episodi arbitrali ancora discutibili (clamorosa l’espulsione di Wesley), ma anche un organico che non è competitivo per certi livelli. Nella fase più importante della stagione Gasperini si è affidato alla vecchia guardia, El Shaarawy, al rientro dopo due mesi, si è aggiunto a Mancini, Cristante e Pellegrini, i giocatori più esperti del gruppo. (…) il Faraone si era procurato il rigore in apertura, ha dimostrato di essere recuperato, nella penuria di attaccanti può ancora essere utile con la sua esperienza. Ma è stato l’unico a lasciare il segno. (…) La Roma ha pagato la mancanza di pressione, la stanchezza già evidenziata a Bologna ha fatto perdere lucidità. Poi Fabregas è riuscito a mettere in difficoltà
Gasperini. (…) Ma soprattutto lo spagnolo ha potuto cambiare la partita con gli inserimenti di Douvikas e Diao, mentre il tecnico della Roma ha messo dentro prima Rensch, poi Pisilli e Robinio Vaz, infine Tsimikas e Ziolkowski, anche pensando al Bologna.
Nessuno è riuscito a dare un contributo per evitare la sconfitta. Gasperini ha accennato a questo limite nel dopo partita. (…)


T. CARMELLINI – IL TEMPO
Аl netto di un arbitro inguardabile che lascia la Roma in dieci sul più bello, a Como per i giallorossi arriva una sconfitta giusta, che fa malissimo e taglia Gasperini
& Co. fuori dalla corsa Champions. La squadra di Fabregas ha surclassato la Roma dall’inizio alla fine. Parte a mille, gioca di prima, sembra una squadra di calcetto che va a memoria e a tratti fa paura: arrivano da tutte le parti e i giallorossi vanno in affanno più volte. Non a caso sono la squadra con il maggior possesso palla della serie A. Ma il problema, più della forza, del gioco e della voglia dei lombardi è la flessione giallorossa: tre tiri in porta in due partite con Genoa e Como appunto. E se vuoi arrivare in alto queste sfide non le puoi perdere. Stanno mancando i punti cardine: alle assenze di N’Dicka (sostituito al centro da Mancini), di Dybala e Soulé infortunati, c’è da aggiungere il passo indietro di uomini del calibro di Koné. Il centrocampista francese che aveva preso in mano la Roma è l’ombra di se stesso, lontano anni luce da quello che aveva fatto innamorare i tifosi romanisti. E proprio da un suo “buco” a centrocampo parte l’azione dalla quale si arriverà all’espulsione (assurda) di Wesley.
Ma dopo i tre fischi sono dettagli resta l’amarezza per un’altra stagione che rischia di concludersi con un nulla di fatto. La Roma in due settimane è passata dall’ipotesi di agganciare il Napoli al terzo posto a ritrovarsi al sesto a due punti dalla Juve quinta e a tre dal Como che dopo il successo casalingo di ieri sera viaggia meritatamente al quarto. Ora Gasperini dovrà essere bravo a far smaltire ai suoi le tossine del secondo ko consecutivo in campionato e farli concentrare sulla sfida di Europa League dell’Olimpico giovedì con il Bologna. Perché quella, arrivato a questo punto, rischia di diventare la partita della vita.


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE
La Lazio sistema le faccende dell’Inter, la vittoria sul Milan spegne euforie di rimonta e colpi di scena in classifica, Chivu stia sereno, Allegri badi piuttosto al Napoli di Conte, patetica la scenetta del livornese con Leao, Milan a -8. Nell’Olimpico tornato una cosa seria, la squadra di Sarri ha trovato ritmo e gioco anestetizzando i rossoneri con evidenti limiti difensivi. (…) Buone notizie dal lago, il Como è quarto, da champions. Ha vinto una partita non bellissima ma lo ha fatto sulla Roma cacciandola dall’area della grande coppa. Merito di Fabregas, merito di una proprietà che sta investendo. (…) In due settimane Gasperini è riuscito a passare da un virtuale +7 sulla Juventus a un effettivo -2 dagli stessi bianconeri, dieci sconfitte sono una macchia che non si può cancellare con le chiacchiere o gli strilli dell’allenatore, le assenze romaniste non sono esclusive, basta controllare tutte le altre in corsa, giovedì nel ritorno di Europa League, contro il Bologna, si capiranno altre cose sul lavoro dell’erede di Claudio Ranieri, per il momento la piazza giallorossa si è resa conto che i volantini della propaganda sono bagnati. (…) Chivu si allinea ai lamenti dei suoi colleghi ma infuriarsi e scrivere di arbitri e di Var è diventato noioso e inutile come i dibattiti su Garlasco e il referendum. Nel caso degli arbitri, però, non si può cambiare canale.


P. CONDÒ – IL CORRIERE DELLA SERA
Il Milan ha mancato il colpo. Il pari dell’Inter gli aveva aperto una finestra per risalire a -5 ma la Lazio, in versione deluxe per il ritorno dei tifosi allo stadio, T’ha richiusa sbattendola: gol di Isaksen seguito da un’efficace resistenza alla disordinata pressione rossonera. (…) Ma scendiamo in zona quarto posto. Cesc Fabregas non ha un buon rapporto con gli allenatori italiani, che gli rimproverano un comportamento in panchina distante da quello richiesto a un quasi rookie. Un’alterigia di fondo implicita nel palmares (da giocatore) che nessuno degli altri tecnici avvicina, perché un titolo mondiale e due europei sono lauree honoris causa di cui Coverciano può solo prendere atto. Ieri c’è stato un vivace scambio di idee a fine gara con gli assistenti di Gasperini (che se l’era filata negli spogliatoi, furioso con l’arbitro: pleonastico fargli la morale, ma Fabregas non ha resistito). (…) Il Como è una squadra spagnola trapiantata in serie A. (…) Ieri il Como ha battuto la Roma perché dopo averle regalato un rigore l’ha dominata con tecnica, palleggio verticale e, nella ripresa, uno contro uno sfinente in parità numerica e irresistibile dopo l’espulsione (sbagliata) di Wesley. Uno show che avrebbe meritato l’opposizione di un Dybala o almeno di un Soulé, ma la Roma è arrivata a pezzi a primavera, e deve riorganizzarsi al più presto perché si è messa a correre pure la Juve. Fra i pochi a dichiarare simpatia per Fabregas, Spalletti ha ormai passato la nottata ed è pronto al lungo sprint col catalano. Sperava di scavalcarlo già ieri. Ci riproverà.


A. SORRENTINO- IL MESSAGGERO
AIlarme giallorosso: la Roma si è spenta, Gasperini non si raccapezza e gli arbitri infieriscono. Troppe negatività tutte insieme conducono al sesto posto, peggior piazzamento stagionale. A Como, un po’ obbligata dall’avversario e molto dalle sue forze declinanti, la Roma opta per la difesa a oltranza. (…) A complicare i piani c’è pure l’espulsione di Wesley inventata dal pessimo Massa, e complimenti a quel cascatore di Diao, degno esponente di questa serie A di ingannatori. La decima sconfitta in campionato, un’enormità, chiude un filotto di dieci partite in 50 giorni in cui Gasperini ha battuto solo Cagliari e Cremonese, ovvero le meno in forma della serie A, pareggiato cinque volte, perso tre. (…) Intanto la Roma, tra infortuni seriali e cali di forma, è appassita pian piano, come un fiore a cui cadono i petali o uno zazzeruto che perde i capelli. (…) Ora tutti protesi verso l’accorata di Roma-Bologna, giovedì sera, poi la sosta arriverà propizia. Da evitare il capzioso dibattito su cosa scegliere, se l’Europa League o il campionato: entrambe le cose, ovviamente, perché tutto è ancora possibile. Giovedì ci vorrà ancora la spinta dell’Olimpico, tante volte carezzevole. (…) Infine, gli arbitri: all’improvviso hanno cambiato metro in corsa, perché adesso non puniscono più i contatti lievi, e così falsano ancora il torneo (ma poi Wesley a Como prende il secondo giallo per uno sfioramento). Un disastro. Come i giocatori che continuano a simulare vergognosamente, impuniti. Anche per queste cose la serie A è ormai parente lontana del calcio internazionale. (…) Lo ha sancito il malinconico
Atalanta-Bayern 1-6: ormai l’homo sapiens del calcio si evolve lontano dall’Italia.


G. MARCHINI – IL QUOTIDIANO SPORTIVO
Non c’era modo migliore di avvicinarsi alla
Partita di Roma, se non battendo il Sassuolo. A qualunque prezzo. Purtroppo, anche al prezzo di perdere il portiere titolare. (…) Vincenzo Italiano ha valutato che i due guardiani del faro rossoblù non potessero mancare, soprattutto dovendo preservare Freuler e avendo Ferguson squalificato. Perché, in fondo, contro la difesa del Sassuolo, Castro, dopo otto gare, puoi anche farlo rifiatare, che magari Dallinga un gol te lo fa (e lo ha fatto). Perché Bernardeschi e Rowe in questo momento costituiscono la tua artiglieria pesante e non puoi rischiarla per nulla al mondo, soprattutto se hai gente come Cambiaghi e Orsolini che non brilleranno d’azzurro come tre mesi fa, ma restano comunque Cambiaghi e Orsolini. E allora tutti a riposo, tranne Skorupski e Lucumi. Troppo importante la loro presenza perché troppo strategica era questa partita che, da una parte, ti dava la carica per arrivare al derby di ritorno di Europa League con il morale alto e dall’altra ti permetteva di rimanere vivo nella molto virtuale corso al settimo posto. (…) Oltretutto le risposte che le momentanee ‘seconde linee’ hanno dato – chi più (Moro, Cambiaghi, Sohm, Dallinga), chi leggermente meno (Odgaard, Orso) – restituiscono il quadro di un gruppo forte, unito, affiatato. Il tutto, in una domenica, dove a Como la Roma di Gasperini ha perso lo spareggio Champions. (…) Tradotto: non possono permettersi di uscire. La partita d’andata, invece, ha dimostrato che questa Roma può uscire eccome contro il vero Bologna.

Como-Roma: la moviola dei quotidiani. Massa disastroso, sbaglia sulla seconda ammonizione di Wesley e il VAR poteva intervenire per “scambio di persona”

La Roma cade anche a Como e perde 2-1 uno scontro diretto importantissimo per la Champions League. I giallorossi scivolano al sesto posto in classifica e la quarta posizione, occupata proprio dai lariani, dista tre punti. Prestazione gravemente insufficiente per l’arbitro Davide Massa (4.6), il quale commette un chiaro errore in occasione della seconda ammonizione di Wesley: Assane Diao viene fermato da Devyne Rensch, ma per il direttore di gara l’irregolarità è commessa dall’esterno brasiliano (che si trovava accanto) ed estrae il cartellino giallo numero 2 che vale l’espulsione. Netto, invece, il rigore assegnato alla Roma per un fallo di Diego Carlos su Stephan El Shaarawy.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 5

Al 6′ è netto il rigore per la Roma: Diego Carlos aggancia col piede sinistro il destro di El Shaarawy che si era fiondato sul retropassaggio errato di Sergi Roberto, anticipandolo. […] Molto dubbio il secondo giallo per Wesley al 64′: Diao sembra cadere per il contatto alto con Rensch.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 4.5

Due partite in una per Massa: bravo fino al 64’, poi assoluto protagonista in negativo della sfida Champions. […] Sull’1-1, Wesley insegue Diao, affiancato da Rensch: il brasiliano (già ammonito, corretto il primo provvedimento disciplinare) fa di tutto per non toccare l’avversario e a parte (forse) un leggero contatto (fra l’altro provocato da Diao, che allarga la gamba destra), praticamente fallo inesistente. Anzi, è più decisa la trattenuta di Rensch, se vogliamo fare un paragone (e un VAR sveglio si sarebbe attaccato a questo per far fare una revisione all’arbitro per “scambio di persona” sull’ammonizione). […] Non ci sono infrazioni sul gol segnato da Douvikas: al momento del passaggio di Alex Valle, ci sono Hermoso e Rensch a tenerlo in gioco. Netto il rigore fischiato in campo, in ritardo l’entrata di Diego Carlos su El Shaarawy. […]


IL TEMPO – VOTO 5

Como-Roma comincia subito con un episodio per Massa: il calcio di rigore assegnato dopo pochi minuti per il fallo di Diego Carlos su El Shaarawy. Netto il penalty: nessun dubbio sull’intervento del difensore, che stende il suo avversario in area dopo essere stato superato, e senza toccare il pallone. L’episodio clou, e anche il più incriminato, è però il secondo giallo a Wesley per un fallo su Diao. Il brasiliano, già ammonito, fa di tutto per evitare il contatto con l’avversario: dalla telecamera retroporta sembra effettivamente che non ci sia alcun impatto basso falloso né con il destro, né col sini-stro. Troppo lieve invece il contatto col braccio sinistro. Anche il tocco di Rensch sembra troppo poco per fischiare fallo, ma tra i due è quello dell’olandese il contatto “più punibile”. Ricordiamo che il VAR può intervenire per un caso evidente di mistaken identity, cioè di scambio di persona; ma in questo caso Fabbri, che rientrava in questo ruolo dopo 26 giornate (l’ultima volta aveva sbagliato in Milan-Bologna), ritiene evidentemente che il fallo sia proprio di Wesley. Non è da rigore il tocco di braccio di Mancini nel primo tempo: il pallone gli carambola sul gomito dopo un rimpallo; non vuole opporsi a un tiro e la distanza è ravvicinata. La gara è molto tesa: lo confermano le schermaglie accese che coinvolgono Sergi Roberto prima con Mancini e dopo con Malen. L’arbitro sceglie, in entrambi i casi, di gestire senza ammonizioni. Così come non è da giallo l’impatto tra il gomito di Hermoso e il viso di Caqueret: lo spagnolo cerca di farsi largo ma non allarga troppo e non carica il gesto. Allo stesso modo Massa gestisce anche su Wesley, che in elevazione allarga il gomito su Ramon. Al netto del secondo giallo, sono giusti gli altri cartellini a Caqueret, Diego Carlos e Ghilardi.


IL MESSAGGERO – VOTO 4.5

Fischia troppo e a volte, molto male, vedi per il fallo inesistente di Wesley
(semmai è di Rensch) su Baturina. Non contento, mostra il secondo giallo al brasiliano, quindi espulso.


IL ROMANISTA – VOTO 4

Il rosso a Wesley è un episodio che cambia una partita e, forse, una stagione. Il protagonista è ancora una volta l’arbitro Davide Massa di Imperia, numeri alla mano una sentenza per la squadra giallorossa. Dal 1° ottobre 2022, infatti, la Roma non vince quando a dirigere la gara è l’arbitro ligure che si conferma dunque la bestia nera per la squadra della Capitale: nelle ultime 10 partite, 7 sconfitte e 3 pareggi. E tante polemiche. […] Si parte con il rigore concesso alla Roma, inevitabile. El Shaarawy legge bene la pressione e mette in difficoltà Diego Carlos che lo stende in area. Massa non può far altro che concedere la massima punizione ma non c’è giallo: la promettente azione d’attacco è depenalizzata sul rigore. Difficile invocare il Dogso. […] L’episodio che cambia tutto è il secondo giallo del brasiliano della Roma: stessa situazione e stessi automatismi, il problema è che il fallo non esiste. Pellegrini su Baturina è da giallo, ma c’è il vantaggio. Con Diao lanciato a rete inseguito insieme a Rensch, Wesley fa di tutto per non intervenire e non tocca il giocatore del Como. Non c’è contatto basso né di Wesley né di Rensch. […] Il Var potrebbe intervenire per scambio di persona per ammonizione: poteva esserci revisione per valutare chi doveva essere ammonito. Ma Fabbri lascia sbagliare Massa, forse perché valuta che il fallo fischiato potesse essere la mano di Wesley sulla schiena di Diao. […]