Sabatini: «Gasp si lamenta, ma è una strategia… Koné deve restare, obbligo Champions»

Gasport – L’ex ds della Roma: «Il tecnico cosi stimola l’ambiente, è ⁠stato bravo a convincere i tifosi che non lo amavano». La contrapposizione tra Massara e l’allenatore esiste da tempo. Venturino e Vaz due talenti, si sta costruendo un futuro da scudetto. Walter Sabatini è stato uno dei dirigenti più importanti nella storia giallorossa e ha lavorato con l’attuale direttore sportivo della Roma per quasi dieci anni. Oggi Sabatini è un attento osservatore delle dinamiche di mercato, e non solo.

In questo momento sembra esserci una contrapposizione tra Massara e Gasperini. Che ne pensa?

«La contrapposizione esiste da parecchio, mi sembra un fenomeno abbastanza ripetitivo nel calcio di oggi. Succede spesso di lamentarsi in pubblico. Ma quello di Gasperini è anche un modo di essere, di negoziare» (…).

C’è il rischio che Gasp possa andare via a fine stagione?

«Non credo. Lui comunica così da sempre, lo faceva anche a Bergamo per stimolare l’ambiente (…). Anzi la prossima stagione avrà il vantaggio di poter individuare prima i calciatori e di conoscere meglio i rumori di questa città».

Con lei si sarebbe scontrato?

«Ho pensato di portarlo alla Roma nel primo anno della gestione Pallotta, ma i nostri caratteri non si sarebbero sposati bene (…).

Ma possiamo dire che Massara è promosso o no?

«Ah, per me non ci sono dubbi. La Roma ha fatto il miglior mercato in Serie A ma se lo dico io poi mi accusano di nepotismo (…) . La Roma giocava già bene, aveva una sua identità, ma aveva bisogno di una profondità diversa in attacco per avere più soluzioni durante le partite. Oggi il reparto è decisamente più completo e ha giocatori forti fisicamente come Malen e Vaz e con velocità e dribbling come Zaragoza».

Tra le trattative sfumate c’èstata quella per Raspadori.

«Giocatore importante, ma quando hai dubbi di venire a giocare nella Roma qualcosa non va (…).

Tempo fa defini Massara “il Salah dei dirigenti”.

«E lo penso ancora oggi. Massara è uno che lavora senza isterismi, non si ta condizionare dalla pressione. Ha centrato obiettivi importanti e ha dato coerenza al progetto. Poi in questo campo ti serve pure un po’ di fortuna, non sempre ce l’hai».

Il rischio è che a giugno debba partire qualcuno per i limiti del Fair Play Finanziario.

«Spero non Koné. Lui deve essere il futuro del centrocampo: fa reparto, mi ricorda un po’ Nainggolan. Ma di Radja ce n’è uno solo. Un altro che cambia le partite è Wesley, cresce di gara in gara».

Anche lei pensa che Venturino e Vaz siano troppo giovani per dare una mano nel presente?

«Per i calciatori esiste un solo valore: che siano bravi. E Vaz e Venturino lo sono. Quest’ultimo mi sembra più pronto, a Udine mi ha dato l’idea di poter essere utile già oggi. Vaz è un diamante grezzo» (…).

In conclusione, questa Roma ora vale la Champions?

«Senza dubbio, la rosa lo era anche prima del mercato e Gasperini resta un valore aggiunto. Detto questo per la Roma la Champions deve essere l’obiettivo minimo. Si sta costruendo per il futuro e vedo una speranza importante di poter lottare perlo scudetto.

Stadio a Pietralata: entro fine mese la conferma del pubblico interesse

L’obiettivo è chiaro: chiudere la pratica di conferma del pubblico interesse entro fine mese per poter mantenere in linea il progetto stadio della Roma di Pietralata con la candidatura italiana per ospitare gli Europei di calcio del 2032. Ieri, tavolo politico: il sindaco Roberto Gualtieri, il dg del Campidoglio, Albino Ruberti, l’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia. E, dall’altro lato, una consistente fetta dei consiglieri di maggioranza. Sono loro che dovranno approvare una delibera con la quale verrà confermato l’interesse pubblico alla costruzione dell’impianto. E la presenza del sindaco ha un significato preciso: impegnare la maggioranza, indicare come il cronoprogramma non sia un’indicazione generica ma vincolante. L’idea è che entro una decina di giorni i tecnici capitolini – se ne occupano all’Urbanistica, alla Mobilità, all’Ambiente, allo Sport, al Patrimonio e ai Lavori pubblici – completino l’esame delle carte che la Roma ha depositato il 21 dicembre scorso. A quel punto – se non dovesse essere necessario qualche aggiustamento – le relazioni saranno inserite in una delibera di giunta che poi dovrà essere portata al voto in Aula.
(…) Roma Pietralata (insieme all’Olimpico) è inserita nella long list degli impianti che potrebbero ospitare gli Europei di calcio del 2032. A settembre prossimo la lista diventerà molto più corta, passando dai 13 impianti attuali, a 5 impianti ospitanti più eventualmente un paio di riserve. Per questo, entro il 31 luglio prossimo, dovrà essere consegnato il progetto definitivo approvato e finanziato. Tutti gli impianti prescelti, qualora dovessero essere costruiti o rinnovati, dovranno avere i progetti cantierabili entro marzo 2027 e l’unico certo di essere in lista senza problemi è l‘Allianz Stadium della Juventus. Facendo i conti, siamo appena appena in questo range temporale. (…)

(Il Messaggero)

Zaragoza subito più dribbling per la Roma. Lo spagnolo verso il decollo

Per Bryan Zaragoza l’esordio ci sarà lunedì sera in casa, all’Olimpico, contro il Cagliari. «Non vedo l’ora di fare il mio debutto e di vedere l’Olimpico pieno di tifosi della Roma – ha detto in questi giorni il folletto spagnolo -. Quello che mi piacerebbe di più sarebbe poi ottenere una bella vittoria. Se poi segnassi anche un gol sarebbe la ciliegina sulla torta». Ma l’impressione è che possa bastare poco all’allenatore giallorosso per convincersi di buttare subito dentro Zaragoza, fin dalla sfida con il Cagliari appunto. Lo spagnolo un allenamento con la squadra lo ha già fatto, martedì scorso. (…) Già, perché Gasp ha bisogno di un attaccante come lui: bravo nello stretto, capace di scardinare le difese (soprattutto quelle molto chiuse, contro le quali la Roma quest’anno ha fatto spesso fatica) e di ribaltare l’azione. Uno che ha dribbling, ma anche gamba. E che a campo aperto sappia volare verso la porta (…). Le scelte Gasperini nei giorni scorsi lo ha studiato al video e ne è rimasto favorevolmente sorpreso. «Lui e Malen ci daranno una mano», la sua sentenza dopo Udine. E l’allenatore della Roma spera che lo spagnolo possa trovare con l’olandese lo stesso feeling che ha dimostrato avere ad esempio Paulo Dybala (che contro il Cagliari dovrebbe essere di nuovo a disposizione, per la gioia di Gasp). (…) «So com’è Gasperini perché sono rimasto affascinato dal modo in cui giocaval’Atalanta ha detto -. Era fantastica, voglio vedere cosa posso imparare da lui». Molto, ci viene da dire… Esattamente come in questi primi giorni ha stretto molto con quelli che parlano la sua stessa lingua: Hermoso e Angelino su tutti (spagnoli come lui), ma anche Dybala e Soulé. Anche se l’impressione è che lì a sinistra possa diventare presto – se non subito – la prima scelta in assoluto. (…) Anche perché, ha raccontato lo spagnolo, «spero di aiutare la Roma a qualificarsi per la Champions». Il che, sostanzialmente, vuol dire dover battere il Cagliari. E Zaragoza è qui anche per questo motivo.

(gasport)

Caso rinnovi: quattro in scadenza. Ma soltanto Pellegrini può sperare

Tra malumori e note positive il mercato è archiviato. Ma il lavoro per Massara non termina. Ad occupare il ds ci sono adesso i nodi legati ai rinnovi con quattro giocatori in scadenza a giugno: Pellegrini, Dybala, El Shaarawy e Celik. Percentuali per la permanenza? Basse. Ad oggi Lorenzo è quello che può sperare più degli altri nel prolungamento. L’ingaggio da 4.5 milioni di euro è considerato troppo alto, ma è una cifra che neanche gli altri top club di Serie A sono disposti a dargli. Non è nei piani del Napoli, mentre il Milan potrebbe tornare alla carica offrendo circa 3-3,2 milioni a stagione. Nessun contatto, invece, con l’Al Nassr. L’intenzione del club è di mettere sul piatto un’offerta più bassa e in quel caso dipenderà da cosa deciderà di fare. Gasperini, con l’utilizzo che sinora ha effettuato, ha dimostrato di contarci. Il rapporto tra i due è ottimo e nella sua testa c’è l’idea futura di utilizzarlo a centrocampo, nella speranza che nel prossimo mercato venga ulteriormente accontentato in avanti. (…) Un altro che vorrebbe rinnovare è senza ombra di dubbio Dybala. Se per Pellegrini le possibilità sono poche, ce ne sono ancora di meno per Paulo. Lo stipendio è ancora più pesante (8 milioni più 1 di bonus) e i continui infortuni muscolari non aiutano a far cambiare idea alla società. Dall’altra parte del mondo rimbalzano le notizie su un possibile ritorno in Argentina. (…) Porte chiuse per El Shaarawy che a giugno saluterà. Capitolo Celik troppi i 4 milioni chiesti, la Juventus resta alla finestra per acquistarlo a parametro zero. (…)

(Il Messaggero)

Lotta Champions, la Roma al bivio

È un po’ come la quiete dopo la tempesta. Concluso il mercato e il mese da 6 gare di campionato (Atalanta, Lecce, Sassuolo, Torino, Milan, Udinese), una di coppa Italia (Torino) e due di Europa League (Stoccarda e Panathinaikos), la Roma tira le somme. E il raccolto a Trigoria (dove oggi è prevista una call con Dan Friedkin) è agrodolce. Da un lato le cose positive: l’arrivo del centravanti (Malen), di due giovani sui quali il club conta molto (Vaz e Venturino), dell’esterno di piede destro (Zaragoza) che gioca a sinistra che Gasperini aspettava da questa estate più la qualificazione diretta agli ottavi di Europei che permettono ai giallo-rossi di risparmiarsi gli insidiosi playoff. (…) Febbraio è appena iniziato ma rischia di essere già decisivo: perché la Roma fino al 12 marzo (andata degli ottavi europei) giocherà una partita a settimana e due di queste saranno contro Napoli e Juventus (1 marzo). Due scontri diretti fondamentali in ottica Champions più due impegni casalinghi (contro il Cagliari lunedì e la Cremonese il 22) ai quali si aggiunge la trasferta di Genoa (questa datata 8 marzo) che orienteranno la stagione giallorossa. Anche perché Gasperini sinora è stato molto chiaro: priorità al campionato. Lo ha ripetuto sempre, senza nascondersi. (…) Gasp però non è uno che arretra. Sa che la proprietà si aspetta la Champions ma questa è una possibilità non un obbligo. Il piano concordato con il club inizialmente era triennale e soltanto un campionato così anomalo ha permesso alla Roma d’inserirsi stabilmente tra le prime quattro, al di là dell’ultimo passo indietro. Ora ci sono queste quattro partite e soprattutto due scontri diretti che, come dimostrato il pareggio con il Milan, già non perdere farebbe tutta la differenza del mondo. Non tanto per i punti guadagnati ma per quelli che le avversarie non prendono. (…) Gasp è pronto a ripartire e spera entro sabato di avere di nuovo a disposizione Dybala, per convocarlo almeno nel match casalingo contro il Cagliari. Non è passato inosservato come il rendimento di Malen cambi se Paulo c’è o non c’è. Ma questa è ormai una vecchia storia.

(Il Messaggero)

Pellegrini e Dybala, missione risparmio: “Rinnovi al ribasso”

Rompere il silenzio. Depennata la questione mercato, sull’agenda dei promemoria il direttore sportivo Frederic Massara. ha cerchiato un’altra parola: rinnovi. Quelli di Lorenzo Pellegrini e Paulo Dybala, entrambi sospesi nell’attesa di risposte che —finora — non sono arrivate. I loro contratti scadranno a giugno, ma la pazienza sta resistendo. Per ora. Entrambi vogliono restare a Trigoria; sono disposti a trattare, a ridurre l’ingaggio previsto dai vecchi accordi, non più sostenibile dalla Roma. (…) Pellegrini e Dybala hanno scelto di aspettare la Roma fino a quando sarà possibile. I prossimi giorni saranno decisivi, per il futuro loro e della stagione di Gasperini, alle prese con un bis di big match — il 15 febbraio il Napoli, poi la Juventus il primo marzo — in quattro partite. Il tecnico non vuole che risultino indigesti, come spesso accaduto nel corso di una stagione che ha fruttato solo un punto dalle partite con le grandi. Il rendimento di Pellegrini e Dybala in questi confronti sarà cruciale per determinare una svolta nelle trattative. La parola chiave, per entrambi, resta la stessa da inizio stagione: giocare. Lo stanno facendo e hanno incassato spesso i complimenti dell’allenatore, che non vuole privarsi facilmente dei giocatori più esperti. (…)

(La Repubblica)

Festa 300 presenze, Cristante e Mancini: «Un orgoglio»

IL TEMPO (GAB. TUR) – C’è chi li ama e chi li vorrebbe lontani da Trigoria. C’è chi ricorda il contributo offerto per la vittoria della Conference e la finale di Europa League e chi imputa loro una serie di mancate qualificazioni alla Champions. La cosiddetta «vecchia guardia» composta da Mancini, Cristante, Pellegrini ed El Shaarawy, che rappresenta la costante degli ultimi dieci anni della Roma. Quattro giocatori accomunati dal traguardo delle trecento presenze con la maglia giallorossa. Il club ha voluto celebrare i suoi «senatori» con un video speciale. A cominciare dal romano e romanista Pellegrini (338 presenze): «Fin da bambino desideri di raggiungere questo traguardo. Il primo gol al derby è stato un momento speciale, ma il mio vero sogno era alzare una coppa con la mia maglietta del cuore». Il maggior numero di presenze (347), che con Gasperini gli sono valse la fascia da capitano, ce l’ha Cristante: «E un orgoglio rappresentare questa città. Ricordo con piacere il gol a Udine nel finale. La vittoria della Conference è stata l’emozione più forte e vedere i nostri tifosi contenti è stato incredibile». Dieci anni nella Capitale – in mezzo all’avventura in Cina – per El Shaarawy (340 presenze): «Sono fiero e orgoglioso di questo traguardo importante, ho sempre dato il massimo per questi colori. Tirana è stata speciale. L’immagine più bella è il pullman che passa in mezzo ai tifosi in festa al Colosseo, un momento da brividi». L’ultimo ad iscriversi al club delle trecento presenze è stato Mancini (304) in occasione della vittoria sul campo del Torino dello scorso 18 gennaio: «Indossare questa maglia è un privilegio. Vincere il primo trofeo (la Conference, ndr) va oltre tutto. Abbiamo reso felici tutti»

L’ora delle scelte

IL TEMPO (L. PES) – Il coraggio di saper decidere. Un lento e inesorabile addio o un compro-messo d’amore. Le strade di Lorenzo Pellegrini e della Roma continuano a inseguirsi tra curve strette e lunghi rettilinei. Un addio che sembrava scritto durante la scorsa estate, allontanato dalla necessità di Gaspérini di poter contare sull’ex capitano, ma che ora torna prepotente nel dibattito. C’è sempre meno tempo per sentimenti e speranze, il bivio si avvicina e il club è chiamato a prendere decisioni sul futuro di Pellegrini così come di tutti i calciatori in scadenza. Ma il rinnovo del sette è diverso dagli altri, più difficile da trattare e pieno di equivoci, tecnici e non solo. L’attuale stipendio lo ha portato a guadagnare oltre ai 4.5 milioni di base, altri 2 di premio fedeltà a cui vanno aggiunti altri bonus ancora. L’allenatore era stato chiaro a settembre: dobbiamo recuperarlo tutti insieme. La missione, però, è riuscita a metà e dopo un mercato di gennaio. Già ora il centrocampista potrebbe firmare con altre squadre. Ma la speranza di continuare a giocare per la squadra della sua vita è sempre accesa. Quasi un anno fa la Roma gli aveva comunicato l’intenzione di non rinnovare il contratto ma la stima di Gasp per lui c’è, e a livello tattico può essere una pedina sempre utile anche per la squadra che verrà. Per questo la palla passa alla dirigenza e alla proprietà che dovranno decidere se chiudere definitivamente la porta al futuro o provarci ancora sperando che qualcosa possa cambiare. Anche perché le prestazioni dal rientro dopo il lungo infortunio di maggio 2025 non sono state particolarmente illuminate. Il solito gol nel derby e un paio di rigori pesanti non possono bastare a giustificare né lo status contrattuale attuale né l’ambizione di continuare a essere un titolare. Potrebbe essere necessario un ridimensionamento deciso su tutti i fronti, dal campo all’aspetto economico che lo stesso Pellegrini dovrebbe essere disposto ad accettare. Lui, per la Roma, di rinunce ne ha già fatte (come quando saltò gli Europei poi vinti dall’Italia) e con Gasperini il rapporto è solido e di fiducia reciproca. Ma per lui come per altri vale la legge del campo e una svolta da qui a fine stagione appare complicata. Con l’arrivo di Zaragoza, peraltro, sulla sinistra le gerarchie potrebbero essere stravolte in un repentino offensivo che ora può davvero cambiare faccia. Poi ci sono gli altri. Da Dybala a Celik passando per El Shaarawy. L’argentino è in una posizione simile a quella di Pellegrini, ma il fattore economico pesa parecchio e può rendere l’accordo ancora più difficile. El Shaarawy, invece, si appresta a salutare così come Celik: le alte richieste del turco, almeno al momento, impediscono qualsiasi tipo di negoziazione. Il tempo stringe, è l’ora di scegliere.

Gasp ridisegna la Roma sullo sprint di Zaragoza

LEGGO (F. BALZANI) – Un poker di attaccanti per cambiare un giro di tavolo che sta portando decisamente pochi gol. Oggi, alla ripresa, degli allenamenti della Roma dopo la sconfitta di Udine, Gasperini mischierà le carte di un reparto che nelle ultime tre partite ha segnato una sola rete su azione. Il tecnico, che adesso ha dieci giocatori offensivi, potrà contare su Bryan Zaragoza, per caratteristiche l’unica ala sinistra forte nel dribbling e che sappia calciare di destro. Gasperini ha scelto lo spagnolo arrivato dal Bayern perché nessuno nella rosa della Roma ha lo stesso dna calcistico. Nemmeno chi è più quotato sul mercato, nello spogliatoio e dall’opinione pubblica. Non va accostato al Papu, se non per l’altezza. Gomez non aveva la stessa velocità. Magari segnava di più e aveva più inventiva, dalla sinistra, quando non giocava da trequartista, entrava dentro il campo. Bryan somiglia più allo juventino Coinceao. Rapido nell’uno contro uno, nel dribbling e nello scatto, bravo a puntare l’avversario e saltarlo. L’interprete per ribaltare l’azione. I sottopunta giallorossi sono statici: Dybala per primo, ma anche Pellegrini che è più centrocampista e lo stesso Soulé che il pallone se lo tiene a lungo tra i piedi. Lo spagnolo dovrebbe partire titolare sin da subito contro il Cagliari lunedì prossimo per aumentare il peso offensivo della Roma e aiutare Malen ad aver maggiori palloni. Ma Gasp potrà contare anche sul ritorno di Dybala. La Joya sta smaltendo la lieve infiammazione al ginocchio e nei prossimi giorni tornerà in gruppo. La sua assenza è pesata non poco nella trasferta in casa dell’Udinese.

Coppa Italia, Inter in semifinale: battuto il Torino 2-1

L’Inter di Cristian Chivu approda in semifinale di Coppa Italia. I nerazzurri hanno infatti battuto il Torino di mister Baroni per 2-1. Il club lombardo si è prima portato sul doppio vantaggio grazie alle reti di Bonny e Diouf, poi Kulenovic ha accorciato le distanze. Nel finale assedio dei granata che però non hanno trovato la via del pareggio. Inter che passa il turno e attenderà la sfidante che uscirà dalla sfida tra Como e Napoli.