Ma che sia la volta buona

Come un film già visto: Totti si avvicina, Totti scompare. È successo, siamo al terzo episodio, da quella conferenza stampa d’addio al Coni, anno 2019, a quando lo abbiamo rivisto Francesco sulla tribuna dell’Olimpico durante

Roma-Stoccarda. Due anni da dirigente mal sopportato, poi l’addio per incompatibilità coni vecchi dirigenti, l’arrivo dei Friedkin aveva riaperto altre strade, nuove possibilità. Anche con Mourinho si era paventato un ritorno di Totti a Trigoria, con un ruolo che gli si addice di più, nella sfera tecnica. Un compito operativo, non il santino da esibire qua e la. […]

Lui sorride, aspetta, sostiene – da burlone qual è – di non sapere nulla, invece con Ryan si è già visto. E di sicuro, davanti a una proposta concreta per un ruolo tecnico ritagliatogli addosso su misura, tornerebbe di corsa. Giacca, cravatta e quel tocco di classe dentro e fuori lo spogliatoio: la sua competenza calcistica può servire. Al fianco di Ranieri e di Gasperini, e soprattutto dei calciatori. Lui poi il talento lo conosce e lo sa individuare. […]

(Il Messaggero)

Conti, De Sisti, Boni e altri ex: che reunion

Settanta voglia di Roma. I calciatori che hanno indossato la maglla giallorossa negli anni ’70 si ritroveranno venerdi 27 marzo, alle ore 20 presso il Park Hotel Mocolar per una serata emozionante e ricca ricordi. L’iniziativa, fortemente voluta da Loris Boni, che dal 1975 al 1979 ha disputato 102 partite con la Roma prima di trasferirsi al Pescara, coinvolgerà anche tanti tifosi. […]

Tra gli ex presenti non mancheranno Paulo Roberto Falcao, Franco Peccenini, Domenico Maggiora, Michele De Nadai, Guglielmo Bacci, Franco Tancredi, Pietro Sbaccanti, Roberto Scarnecchia, Bruno Conti, Giancarlo De Sisti, Paolo Borelli, Franco Cordova, Walter Cesaroli, Piergiorgio Negrisolo e Guido Ugolotti. […]

(corsport)

Non solo stadio Dan vuole tutto


«’Ihe sleeping giant», il gigante addormentato che Ryan Friedkin nel 2020 scelse come metafora per descrivere le potenzialità inespresse della Roma, è già in piedi e oggi cammina con le sue gambe. Se i primi cinque anni sono serviti a rimettere in sesto una società che tra urgenze di bilancio e risultati mancati faticava a tenere il passo delle big, questo lustro dovrà segnare il definitivo cambio di passo rispetto alla gestione Pallotta, il presidente che in qualche caso ha trasformato la Roma in un supermarket facendo continuamente ricorso alle plusvalenze e che in otto anni non ha alzato al cielo neppure un trofeo, riuscendo comunque a stabilizzare la società al vertice del calcio italiano ed europeo.

Anche il proprietario texano, come il predecessore, vede nello stadio un punto di partenza irrinunciabile. Per far lievitare i ricavi, chiaramente, ma anche per continuare a patrimonializzare il club. Anche se i ritardi burocratici e i continui cavilli (anche politici) iniziano a spazientire il sempre pacato Dan. La conferma dell’interesse pubblico sarà in aula entro la fine del mese, la Conferenza dei servizi dovrebbe aprirsi entro l’estate e di sicuro Friedkin non accetterà ulteriori ritardi rispetto al piano di posare la prima pietra a marzo del 2027, rispettando il cronoprogramma dei “lavori in corso” nell’anno del centenario giallorosso. […]

Il riservato Friedkin senior non compare quasi mai, né parla. Le interviste per lui sono come la kryptonite. Eppure si fa sentire: a Trigoria non si muove foglia che lui non voglia. La presenza del figlio Ryan, il vicepresidente, e invece anche fisica. Ma quando sia il padre sia il figlio sono altrove per affari, dovendosi dividere tra il business delle Toyota, la casa di produzione cinematografica, gli alberghi di lusso e la Pursuit Sports, che con Everton, Cannes e l’interesse per i San Diego Padres di Baseball sta allargando sempre più il proprio bacino, al Fulvio Bernardini tutto passa sotto lo sguardo attento di Ed Shipley, amico d’infanzia e braccio destro di Dan.

Con Ranieri hanno trovato il filo rosso che unisce le cose di campo alle dinamiche dirigenziali. Lo chiamano “Santa Claus” per la sua genuina capacità di portare serenità. Totti sarebbe l’ennesimo dono, probabilmente il più prezioso.

(corsport)

Squadra e staff a cena fuori, offre Gasperini

Squadra e staff a cena insieme, paga Gasperini. Il tecnico giallorosso ha voluto compattare il gruppo e ieri ha invitato giocatori e componenti dello staff al ristorante di pesce Micalusi, nel quartiere Prati. Un modo per ritrovare il sorriso dopo la sconfitta di Udine e per preparare un mese fondamentale per la Roma. Presenti tutti i calciatori, anche i nuovi acquisti come Malen o Zaragoza. Appena si è sparsa la voce fuori dal ristorante sono accorse decine di tifosi.

(gasport)

Totti torna alla Roma: appartenenza e competenza

Totti può tornare alla Roma? I Friedkin ci stanno pensando». Sono bastate dieci parole – il destino di una vita è dentro a quel numero – per accendere il dibattito.
Riannodando idealmente quel filo che si è spezzato il 17 giugno del 2019, quando il capitano – diventato dirigente – sbatté fragorosamente la porta.
Indispettito da un ruolo in cui non si riconosceva: una scatola vuota. «Sono all’oscuro di tutto, anche di possibili acquisti».
Un controsenso, se ci pensate, per uno che – da calciatore –
veniva incaricato di (…) convincere qualche collega a scegliere la Capitale. Ma, si sa, il suo addio al calcio era già stato, con gli stessi dirigenti, molto
travagliato. Questione di incompatibilità. (…) A differenza delle precedente esperienza, si tratterebbe di una scelta condivisa e non di un contratto ispirato dalla gestione Sensi. Certo è che il ritorno alla Roma di Totti avrebbe una doppia valenza. Assolutamente positiva. Perché, è chiaro, affonderebbe nelle radici dell’appartenenza, (…) e aggiungerebbe competenza, dove già c’è – da Gasperini a Ranierie Massara – non è mai sbagliato. Dicono: l’importante è specificare bene il suo ruolo. Tutto giusto, anche se Totti, da trequartista o da centravanti di manovra, ha sempre giocato a tutto campo. Da uomo assist a finalizzatore: l’importante è fare squadra

(gasport)

Adesso Francesco dimostri di sapere cosa sa e può fare

I Friedkin ci stanno pensando: Totti può tornare alla Roma. Firmato Claudio Ranieri, consulente della proprietà, in un’intervista tv a Sky. Boom. Nella capitale non si parla d’altro. […]

Fa un certo senso stupirsi della notizia. Perché, come ha detto Ranieri, Totti fa parte della storia della Roma. Eppure un po’ di stupore c’è, figlio legittimo dei molti messaggi concilianti lanciati dal Capitano negli ultimi anni (“Se mi volete io ci sono) alla nuova proprietà Usa, dopo che dalla precedente aveva preferito divorziare (17 giugno 2019) per incompatibilità, diciamo così, con una dirigenza che aveva sempre dato l’idea di averlo ereditato piuttosto che legittimato.

Messaggi, però, che non avevano mai avuto risposta, facendo cadere la questione in un’indifferenza ai confini dell’incomprensibile. Ora, invece, il cambio di rotta. Accolto da molti con un brindisi perché un Capitano c’è solo un Capitano. Da altri con il dubbio, sì va bene ma che viene a fare? Da altri ancora (una minoranza) con un dissenso sorprendente perché la risposta all’interrogativo l’hanno trovata, secondo loro. Ovvero: Totti che altro sa fare se non tirare calci a un pallone? […]

Se ognuno di noi ha posto dove deve e può stare, quello di Francesco Totti è Trigoria. […]

(Repubblica)

La Roma cerca Totti, il «Capitano» verso un clamoroso ritorno. A volte tornano

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dal 17 giugno 2019 sono passati quasi sette anni. Un’eternità per tutto quello che è successo nel mondo e nella Roma. Ma ora, dopo uno strappo mai ricucito del tutto, le strade di Francesco Totti e della società giallorossa potrebbero tornare ad incrociarsi. Dopo rumors che andavano avanti sin dal suo ritorno sugli spalti dello Stadio Olimpico per la partita europea con lo Stoccarda – era la prima volta dopo la semifinale d’andata di Europa League contro il Bayer Leverkusen nel 2023 -, è stato Claudio Ranieri a chiarire la situazione.

Il dirigente senior e consulente dei Friedkin ne ha parlato in maniera molto più diretta rispetto a quanto accaduto in passato e l’ha fatto in un’intervista ai microfoni di Sky Sport: «Un suo rientro in dirigenza? Ci stanno pensando i Friedkin e mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma, perché è una parte della Roma». Una mano tesa importante nei confronti dell’ex capitano.

Da diversi mesi le diplomazie sono all’opera per riavvicinare Totti al «suo» club e nelle ultime settimane il dialogo si è intensificato, con il faccia a faccia andato in scena con Ryan Friedkin durante il match con lo Stoccarda. Si è ancora in una fase embrionale dei dialoghi, in cui ci sono parecchie cose da sistemare, in primis sul ruolo e l’operatività. Tutti predicano la massima cautela, ma il fatto che Ranieri sia uscito allo scoperto (rispondendo comunque a una domanda) è un segnale che un’intesa si può trovare. Il nodo della carica non è però banale, visto che il «10» non ha intenzione di apparire soltanto come un ambasciatore o una bandiera da sventolare in vista del centenario romanista.

Oltre all’argomento Totti, Ranieri ha cercato di rasserenare i tifosi dopo i giorni caldi del mercato, con le conseguenti polemiche sul rapporto tra Gasperini e Massara: «Non stiamo chiedendo a Gian Piero di andare in Champions League, anche se è la voglia di tutti quanti. Con la proprietà si è parlato di un programma di tre anni. Stiamo facendo molto bene, siamo molto contenti di come gioca la squadra, di quello che Gasp sta facendo. La voglia e quella di andare il più in alto possibile, però sappiamo che stiamo costruendo. A inizio campionato ho detto che avremmo passato due mercati di difficoltà e io sono sincero, non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi. Questo è segno che Gian Piero è molto bravo».

Poi entra nello specifico della relazione tra ds e tecnico: «Hanno due caratteri differenti, a Gian Piero piace stare sempre lì a martellare, se venisse qui Dio come ds, farebbe lo stesso e martellerebbe pure lui, è la sua forza. Massara è una persona molto riflessiva e calma, incassa molto bene e cerca di fare il suo lavoro. Un lavoro che è legato alla società. Io sono nel mezzo».

Ranieri, che promuove il mercato di gennaio, si è infine soffermato sulla questione dei rinnovi di Pellegrini e Dybala: «I procuratori hanno bussato e si sono parlati. Per la sopravvivenza del club bisogna però abbassare il monte stipendi. Se ci sarà un punto di incontro bene, altrimenti ci si saluta».

A tutto Ranieri: «Totti è una parte della Roma stiamo pensando a un ritorno»

LEGGO (F. BALZANI) – Il ritorno di Totti, il rapporto tra Gasperini e Massara, le ambizioni future. È stato un Claudio Ranieri in fiume in piena quello che ieri ha preso la parola dopo mesi di silenzio. La notizia choc ovviamente riguarda il possibile ritorno della storica bandiera a Trigoria. L’apertura da parte del senior advisor ai microfoni di Sky Sport sembra netta: «I Friedkin ci stanno pensando, e mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma, perché lui è una parte della Roma». Da tempo è in corso un dialogo tra Totti e il club. L’eventuale ruolo ritagliato per lui potrebbe essere quello di una figura operativa, come Maldini al Milan proprio quando c’era Massara.

E qui si passa alla seconda parte dell’intervista e sul tentativo di spegnere il fuoco tra Gasperini e il direttore sportivo: «Hanno due caratteristi diversi, Gasp martella tutti e martellerebbe anche Dio. Arriva la mattina e batte i pugni e dice ‘voglio questo’. Massara è una persona riflessiva e calma e cerca di fare il suo lavoro. Massara è la societa, sente il mister e quello che può fare con i Friedkin. lo sto nel mezzo. Non tutto si può fare subito, siamo uniti in questo. Quando Gasperini parla non dice una virgola fuori posto. Sono sempre d’accordo con lui e lo dico ai Friedkin, ha una grande visione ma ce lo dirà il tempo».

Poi Sir Claudio ribadisce: «Non stiamo chiedendo di andare in Champions subito, abbiamo un programma di tre anni e Gasperini ha chiesto un gruppo di 16 giocatori più dei giovani. È questo il percorso, magari da fare prima possibile ma subito non è facile. Ad inizio campionato ho detto che avremmo passato due mercati difficili e non mi aspettavo tutti questi arrivi. Gasp è bravo. Voleva Malen e Zaragoza e li ha presi. Rinnovi di Dybala e Pellegrini? Per la sopravvivenza del club dobbiamo abbassare il monte ingaggi. In base a quello che ci dirà il campo, se si viene incontro bene oppure ci si saluta».

Ranieri: “I Friedkin vogliono arrivare in Champions e poi vincere lo Scudetto. Gasperini non dice una virgola fuori posto, è un uomo di grande visione”

Parole al miele di Claudio Ranieri nei confronti di Gian Piero Gasperini. Il senior advisor giallorosso ha parlato ai microfoni di Sky Sport e ha commentato il coinvolgimento dei Friedkin e anche il progetto del tecnico giallorosso. Le sue parole: “Il coinvolgimento dei Friedkin? Mi sembra che il campo e il nuovo stadio lo dica da sé. Hanno preso un allenatore per 3 anni e hanno chiesto di arrivare in Champions League, starci e poi vincere lo Scudetto. Questo è il loro modus operandi. Non si può pretendere subito, stiamo crescendo e costruendo. A fine anno vedremo. Io parlo di crescita di numero di giocatori che il nostro tecnico reputa nucleo. Io so che lui vuole portare il nucleo a 15-16. Il nostro obiettivo è portare il prima possibile questi giocatori, avrei voluto farlo subito, ma non sempre si può. Siamo tutti uniti. Quando Gian Piero parla, non dice una virgola fuori posto. Sono d’accordo con lui. Quando la società mi chiede cosa ne penso, io gli dico che sono d’accordo. Perché è un uomo di grande visione. Dobbiamo avere il tempo per arrivare alla sua visione e ce lo daranno i campionati che faremo“.