“Dreaming Roma”, Mirra: “Orgoglioso di indossare la fascia. Ora voglio confrontarmi con il calcio dei grandi e farmi valere” (VIDEO)

Nuovo appuntamento con Dreaming Roma, dove a raccontarsi sono i talenti della Primavera. Oggi è la volta del capitano giallorosso Jacopo Mirra. Queste le sue parole:

Non sei il tipo solo calcio..

“Sono un po’ riservato, almeno così sembra. In realtà chi mi conosce lo sa, sono simpatico e loquace”

Che ragazzo sei fuori dal campo?

“Mi piace scherzare con i compagni, anche per sdrammatizzare le pressioni. Mi reputo un ragazzo simpatico. All’inzio sembra che stia sulle mie, ma non perchè me la tiro”

In che zona sei nato?

“Selva Candida, Ottavia. Verso Roma Nord. Da Trigoria sono 30 km”

A Trigoria vieni solo o con la famiglia?

“Da solo, da piccolo mi accompagnavano mamma e papà. Poi c’è stato il periodo in cui venivo con la macchinetta, quindi una bella traversata perché non potevo fare il Raccordo ma passare per il centro. Poi essendo abbastanza alto non entravo più nella macchinetta”

Sei nato il 10 luglio 2006, con la città in piena festa per la vittoria al Mondiale…

“Mamma e papà me lo raccontano sempre, papà si era messo a letto per vedere i festeggiamenti in tv ma sono dovuti correre in ospedale perché a mamma le se erano rotte le acque. Io sono nato poco dopo la mezzanotte.

Che rapporto hai con questa città?

“Roma è la città più bella del mondo. Ogni ragazzo romano e romanista vuole indossare questi colori”

Dove ha iniziato a giocare?

“Al Casalotti, poi sono passato un anno all’Urbetevere poi ho fatto il provino con la Roma. Questo è l’undicesimo anno. Feci 2 provini, poi ad agosto ci mandarono una lettera dove ci dissero che mi avrebbero preso”

Famiglia romanista?

“Papà romanista, da parte di mamma sono più simpatizzanti che tifosi”

Eri più contento tu o papà?

“Papà era contentissimo e ancora lo è. Io l’ho vissuta come un bambino che non da peso alle cose. Non pensavo a tutto il resto, ero contento e basta”

Quando lo hai capito veramente di indossare la maglia della Roma?

“Due-tre anni dopo, verso gli 11-12 anni, quando cominci ad essere più grande. Dai 15-16 si comincia a fare più seria”

C’è un momento a cui sei particolarmente legato?

“Tutti i tornei da piccoli, i viaggi in Europa e in America, le amicizie con Mattia e Almaviva, che sono ancora qui”

La partita che vorresti rigiocare?

“La finale Under 18 Roma-Genoa che abbiamo perso. Brucia ancora»”.

Durante il Covid, da Under 15, come hai vissuto la pandemia?

“Non benissimo, come tutti, ma avendo il giardino giocavo spesso col pallone, mettevo mio fratello in porta”.

Sempre difensore centrale?

“Sì, da quando si gioca a 11”.

È cambiato tanto il ruolo?

“Molto. Oggi il difensore deve saper costruire, far partire l’azione pulita. Non è più solo difendere”.

Le tue caratteristiche principali?

“Mi reputo veloce e con buona tecnica. Da migliorare l’uno contro uno e la marcatura sull’uomo”.

In prima squadra com’è il salto?

“Ritmi altissimi, grande fisicità e tecnica. Marcare Baldanzi, Ferguson e Dovbyk non è semplice”.

Lo scorso anno non sei stato fortunato fisicamente.

“Ho avuto uno sviluppo tardivo: prima non avevo fasce muscolari sviluppate, entravo in campo senza riscaldamento. Poi sono arrivati problemi al flessore: infortunio a gennaio e ricaduta. È stato un periodo buio, ma mi ha insegnato tanto: prevenzione, fisioterapia, palestra. Ora vengo prima agli allenamenti e lavoro su macchinari specifici”.

Essere capitano influisce?

“Sì, la fascia porta responsabilità. Sono orgogliosissimo di indossarla. Cerco di aiutare i più piccoli e tenere il gruppo unito. Si può essere leader anche senza fascia, ma dare l’esempio è fondamentale”. 

Ora sei all’ultimo anno di Primavera: lo vivi come “quello decisivo”?

“Sì, sono consapevole che l’anno prossimo ci sarà il calcio dei grandi. Sono curioso, più che spaventato”. 

Ti piacerebbe provare un’esperienza fuori?

“Sarei curioso di vedere come mi comporto fuori dalla comfort zone. Ma il sogno è fare tutta la carriera qui”.

Ti senti pronto per il professionismo?

“Sì. Penso di essere sempre stato maturo anche da piccolo. Fuori dal campo curo sonno, recupero, alimentazione”.

Avresti mai immaginato tutto questo?

“No. Se l’avessero detto allo Jacopo di 8 anni, non ci avrebbe creduto. Dopo 11 anni, essere capitano all’ultimo anno è bellissimo»”.

Il sogno?

“Vincere il Mondiale e lo scudetto con la Roma, come ogni bambino»”.

Il prossimo step?

“Confrontarmi con il calcio dei grandi e farmi valere”.

La maglia della Roma è bella o pesante?

“Bella, non pesante. È un orgoglio”.

Cosa significa per te la Roma?

“Tutto. Ho vissuto più della metà della mia vita qui dentro. Prima della Roma ricordo poco. È tutto”.

In bocca al lupo.

“Grazie”.

Calciomercato Roma, Gasperini vuole Zirkzee: c’è l’ok dei Friedkin. Si tratta per un prestito con obbligo condizionato alla qualificazione in Champions League

È Joshua Zirkzee il grande obiettivo di mercato della Roma per rinforzare l’attacco. Come riporta l’emittente satellitare, il club giallorosso ha avviato ufficialmente le trattative con lo United per riportare in Serie A l’ex Bologna. Proposto un prestito con diritto di riscatto legato a determinati obiettivi. La proposta è stata però respinta dal club inglese, che vorrebbe monetizzare dalla sua cessione. Gasperini, dal canto suo, vorrebbe il giocatore già nei primi giorni di gennaio.

(Sky Sport)

Conferme anche da Il Romanista: secondo il quotidiano a tinte giallorosse, sarebbe arrivato il via libera dei Friedkin. Zirkzee si starebbe avvicinando a piccoli ma spediti passii verso la Roma. Sarebbe arrivato l’ok dei proprietari del club e per questo la trattativa potrebbe entrare nel vivo nelle prossime settimane. Massara si è mosso con Kia Joorabchian: si tratterebbe sulla base di un prestito con obbligo di riscatto condizionato alla qualificazione in Champions League.

(ilromanista.eu)

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A confermare l’insistenza per l’attaccante olandese è anche l’esperto di mercato Alfredo Pedullà, che svela un retroscena: per Gian Piero Gasperini, Zirkzee è l’acquisto perfetto per gennaio, per distacco rispetto a ogni altro nome. L’allenatore giallorosso lo considera ideale per il suo calcio e per la capacità di coprire più ruoli, tanto da aver respinto altre eventuali proposte. Gasperini vuole giocatori pronti e funzionali, non giovani da lanciare. Ora la palla passa ai Friedkin, che dovranno sbloccare l’operazione trovando una formula convincente per lo United, che preferirebbe una cessione a titolo definitivo.

(alfredopedulla.com)

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MANGIANTE: “A Cagliari la Roma più brutta dell’anno” – ORSI: “Giallorossi passivi, questa è la cosa più preoccupante”

A due giorni dalla sconfitta contro il Cagliari, nell’etere romani si analizzano quelle che sono le lacune della squadra di Gasperini. “L’esperimento Baldanzi falso nueve è stato fallimentare: Gasperini dovrebbe focalizzarsi su un attaccante di ruolo e fino al 3 gennaio Dovbyk è la migliore scelta”, afferma Sandro Bersani. Così invece Angelo Mangiante: “A Cagliari un passo indietro notevole, è stata la partita più brutta dell’intero anno solare. Mi auguro di non rivedere più Baldanzi centravanti.”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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A Cagliari non si è visto il gioco di Gasperini, la Roma è stata passiva e questa è la cosa più preoccupante (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Gli esterni? Nelle squadre che lottano per la salvezza ci sono Palestra e Norton-Cuffy, i quali sono più forti rispetti a quelli della Roma in lotta per la Champions (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Ferguson? Non si è mai ripreso dall’infortunio alla caviglia. I due grandi problemi di Gasperini sono il centravanti irlandese e Dybala, nessuno dei due calcia in porta (UGO TRANITele Radio Stereo, 92.7, Te la do io Tokyo)

Da quanto tempo alla Roma non vediamo un tiro di collo dalla distanza come quello di Rabiot contro il Torino? (MARIO CORSITele Radio Stereo, 92.7, Te la do io Tokyo)

Dal momento che è stato messo sul mercato, io sarei corso a prendere Rabiot (FABIO PETRUZZIRete Sport, 104.2)

L’esperimento Baldanzi falso nueve è stato fallimentare: Gasperini dovrebbe focalizzarsi su un attaccante di ruolo e fino al 3 gennaio Dovbyk è la migliore scelta (SANDRO BERSANIRete Sport, 104.2)

Se la Roma va sotto nel punteggio è difficilissimo che possa recuperare, dato che segna massimo un gol e in rarissimi casi due (RICCARDO TREVISANIManà Manà Sport Roma, 90.9)

A Cagliari un passo indietro notevole, è stata la partita più brutta dell’intero anno solare. Mi auguro di non rivedere più Baldanzi centravanti. (ANGELO MANGIANTE, Manà Manà 90.9)

Women’s Champions League, ROMA-ST. POLTEN: info biglietti. Al via la vendita dei tagliandi (COMUNICATO)

Mercoledì 17 dicembre alle ore 21 andrà in scena allo Stadio Tre Fontane il match tra Roma e St. Polten, valido per la sesta giornata della Women’s Champions League. Come annunciato dalla società giallorossa, a partire dalle 12 di oggi è iniziata la vendita dei biglietti per assistere al match. Ecco la nota del club: “AS Roma comunica che a partire dalle ore 12:00 di martedì 9 dicembre e fino le ore 19:00 di mercoledì 17 dicembre, sarà possibile acquistare i biglietti validi per la partita Roma vs ST. POLTEN- UEFA WOMEN’S CHAMPIONS LEAGUE 2025/26 – del 17 dicembre alle ore 21:00

Ogni tifoso, potrà acquistare fino a un massimo di 4 tagliandi, per singola transazione.

Si potrà accedere al servizio di CAMBIO UTILIZZATORE a partire dalle ore 12:00 di martedì 9 dicembre e fino le ore 19:00 di mercoledì 17 dicembre”.

(asroma.com)

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CELTIC-ROMA, le info per i tifosi in trasferta: meeting point a Merchant City, settore ospiti aperto dalle 18:30 (COMUNICATO)

Giovedì alle ore 21 la Roma affronterà il Celtic al Celtic Park in occasione della sesta giornata della fase campionato di Europa League e la società capitolina ha pubblicato sul proprio sito tutte le informazioni più utili per coloro che si recheranno a Glagsow. Ecco il comunicato: “AS Roma informa che i biglietti acquistati per la trasferta contro il Celtic FC sono stati inviati nella mattinata di martedì 9 dicembre agli indirizzi mail inseriti a sistema in fase di acquisto.

La partita, valida per il matchday 6 di Europa League, è in programma giovedì 11 dicembre alle 21:00. 

Chi non avesse ricevuto la mail, o riscontri problemi nella visualizzazione del biglietto, può richiedere assistenza chiamando lo 06-89386000 (dalle 9.00 alle 18.30).

Biglietti e settore ospiti

Il biglietto è in formato PDF e deve essere stampato su carta di buona qualità per una corretta lettura ai tornelli di ingresso.

Il settore ospiti è situato presso i settori 118-119-120, Ingresso dai tornelli T62-65, T66-67. Sarà possibile accedere allo Stadio a partire da un’ora e mezza prima del calcio d’inizio, 18.30 ora locale.

Il settore riservato ai possessori di biglietto di Tribuna per i tifosi giallorossi è il FS7, South Stand (T72-75). Non sarà ammesso in alcun modo l’accesso al settore ospiti con biglietti validi per altri settori dello stadio.

Fan Meeting Point

Su indicazione delle Autorità Locali, il punto d’incontro per tutti i tifosi giallorossi è situato presso la zona centrale di Merchant City

Da qui, i tifosi potranno facilmente raggiungere lo stadio a piedi in circa 45 minuti.

Celtic Park

All’arrivo, i tifosi saranno sottoposti a un controllo dei biglietti e a una perquisizione. 

Non è consentito introdurre borse più grandi di un foglio A4. Non saranno disponibili depositi bagagli.

Regole locali

È reato cercare di entrare o trovarsi all’interno dello stadio sotto l’effetto dell’alcol. All’interno dello stadio non è consentito fumare, compreso l’uso di sigarette elettroniche.

Per maggiori informazioni relative allo stadio, alle procedure di sicurezza e al meeting point per i tifosi, consulta la guida allegata consultabile al link di seguito”.

(asroma.com)

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Doni: “Spalletti un genio, con Ranieri nessun rapporto. Totti un brasiliano mancato”

GASPORT – Alexander Marangon Doni, ex portiere della Roma dal 2005 al 2011, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del suo quotidiano ed è tornato a parlare della sua esperienza nel club giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.

Passiamo ai ricordi. Se nomino Roma le cambia lo sguardo. Ci ha lasciato il cuore? 
“La considero casa. Mi sono innamorato della città non appena ho visto il Colosseo. Poi la Roma, i tifosi, l’Olimpico. Un sogno”. 

Spalletti la buttò dentro per la prima volta in un derby. Un battesimo di fuoco. 
“Era il 23 ottobre 2005, pareggiamo 1-1. Io non avevo mai giocato prima in campionato, fu incredibile esordire in una partita così. Avevo 26 anni, mi passò davanti tutto il percorso fatto fino a quel momento”. 

Con Spalletti poi c’è stato un bel feeling. È stato il migliore mai avuto? 
“Si. Un genio. Luciano è una persona vera, diretta. Ti dice le cose in faccia. Poi era meglio non farlo arrabbiare, poteva pure prenderti a schiaffi. Quando urlava faceva tremare i muri di Trigoria…”. 

Vi siete divertiti in quegli anni, però… 
“Eccome. Avevamo un super gruppo, composto da tanti brasiliani. Ci sentiamo ancora spesso, sono amicizie che ti porti per la vita. In spogliatoio ogni giorno ne succedeva una. Quanto abbiamo riso con Totti e De Rossi”. 

Un aneddoto col capitano? 
“Francesco era un fenomeno, in campo e fuori. Era sufficiente uno sguardo per infonderci sicurezza. È un brasiliano mancato, ha colpi che ho visto fare solo a Ronaldinho e Kakà, con cui ho giocato in nazionale. Poi, però, uscivamo ed era uno show continuo. Una sera offrì mille euro a un cameriere per passare vicino ai tavoli, saltare in piscina in mutande e urlare come Tarzan battendosi il petto. Ancora mi viene da ridere se ci penso”. 

Dal punto di vista personale, invece, a Roma ha subito un ambiente particolare… 
“È una piazza stupenda, che ha però spigolature e difetti. Per esempio, le radio. Negli anni ho sentito tante cose non vere su di me: dicevano che causavo problemi in spogliatoio, che volevo andare via, che non ero un professionista serio. Tutte cazzate. Per fortuna potevo contare su un gruppo squadra stupendo che mi ha sempre sostenuto. Lo disse anche De Rossi in un’intervista. Chiese di smetterla di inventarsi storie false…”.  

Anche su Ranieri se ne sono lette tante… 
“Preferisco non parlarne, non ho tanto da dire. Per me quella fu una stagione complicata, giocai poco. Io e il mister, però, non abbiamo mai avuto rapporto”. 

Le fece pagare l’aver accettato una convocazione in nazionale, quando secondo lui sarebbe dovuto restare a Trigoria per curarsi? 
“Io stavo bene e non mi sentivo di rinunciare alla chiamata della nazionale: in estate c’era il Mondiale. Sono tornato e nessuno mi ha più considerato. Facevo il quarto portiere, mi allenavo a parte. Non mi è stata mai data una spiegazione”. 

È vero che fu vicino alla Juventus? 
“Sì, due volte. Una dopo il primo anno in Italia, un’altra dopo la mia esperienza al Liverpool. I bianconeri cercavano un vice Buffon, sarei lì andato a giocarmi il posto. Nel 2006 mi voleva anche il Barcellona di Eto’o e Messi. Ero uno dei portieri del Brasile, ci sta che mi cercassero le grandi europee. Io, però, volevo giocare sempre e a Roma stavo davvero bene”. 

Le capita di tornare? 
“Meno di quanto vorrei. Mio fratello Joao vive lì e anche mia sorella. Tornerei per mangiare una carbonara fatta come si deve. Sono legatissimo alla città e alla gente, ho ricordi fantastici”. 

Calciomercato Roma, dall’Inghilterra: tutti pazzi per Zirkzee, ma prende piede l’ipotesi permanenza al Manchester United

Il futuro di Joshua Zirkzee è ancora da decifrare, ma in casa Manchester United sembrano esserci dei dubbi sull’eventuale cessione nella sessione invernale di calciomercato. Come rivelato dal portale britannico, la dirigenza sarebbe intenzionata a lasciar partire il calciatore per finanziare un altro colpo nel reparto offensivo e affiancare al titolare Benjamin Sesko un altro profilo da sviluppare e che accetti il ruolo di riserva. L’allenatore Ruben Amorim, invece, sta concedendo sempre più spazio al centravanti olandese e vorrebbe tenerlo in rosa per la sua duttilità. Intanto Zirkzee è nel mirino di tantissimi club italiani ed esteri: oltre alla Roma e al Milan (interessata al prestito), piace anche a Inter e Juventus (che puntano a uno sconto sul prezzo) mentre Napoli e Como osservano la situazione. Al momento i giallorossi sono in vantaggio sulla concorrenza: nonostante una prima offerta respinta, il club capitolino avrebbe proposto un prestito di sei mesi con obbligo di riscatto a determinate condizioni. Joshua è seguito con grande attenzione anche in Premier League, con il West Ham avanti a Brighton e Aston Villa. Intanto continuano i sondaggi esplorativi dell’Everton e anche il Sunderland lo ha preso in considerazione. Sullo sfondo ci sono anche le opzioni Siviglia e PSV, ma l’attaccante sembra intenzionato a tornare in Serie A (dove ha già vestito la maglia del Bologna) anche per riconquistare la nazionale olandese in vista del Mondiale.

(teamtalk.com)

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Come rivelato da un altro portale britannico, Joshua Zirkzee ha impressionato Amorim in queste ultime settimane e lo switch mentale potrebbe valergli la riconferma. Il Manchester United avrebbe addirittura comunicato al calciatore che non ci sono spiragli per una sua cessione a gennaio, dato che i Red Devils perderanno due attaccanti per la Coppa d’Africa.

(givemesport.com)

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Post Match – Zero calciare

LR24.IT (MIRKO BUSSI) – Cinque delle sei sconfitte stagionali della Roma portano la stessa etichetta: 0-1. Se quella col Napoli, per pericolosità offensiva, era stata la peggior partita prendendo come parametri il dato di xG, i tiri effettuati e i tocchi nell’area avversaria, il record è stato aggiornato, in negativo, domenica scorsa. Nonostante i 24 tocchi nell’area altrui, il doppio rispetto a quanto registrato contro il Napoli, possano ingannare per via di una maggior disponibilità di palle inattive, i 94 palloni gestiti nel terzo offensivo rappresentano il punto più basso della stagione, testimoniando a sufficienza le difficoltà che ha avuto la Roma a portare il pallone in avanti. Mai, finora, la Roma era scesa sotto le tre cifre per palloni portati nell’ultimo terzo di campo.

Numeri che poi, a catena, producono gli altri: 0,3 xG, 6 tiri complessivi, appena 2 nello specchio, i peggiori dei primi 100 giorni di stagione romanista. A Baldanzi e Ferguson, che si sono praticamente spartiti il ruolo più ingrato della giornata sono spettati appena 13 tocchi a testa. Per dare un’idea, Esposito e Borrelli ne hanno avuti 62 e 22 rispettivamente.

Spesso l’innocuità offensiva della Roma è stata ridotta al dibattito sull’utilizzo di un centravanti più canonico, come Ferguson o Dovbyk, o a quelli più atipici, come Baldanzi domenica e Dybala in altre occasioni. Oltre ai motivi di condizione, a cui fa riferimento anche Gasperini nelle interviste post partita, la ricerca di maggiori associazioni offensive, che Baldanzi o Dybala potrebbero offrire più facilmente, appare la risposta all’assenza di calciatori offensivi capaci di accendere pericoli autonomamente. Sintetizzando, di dribblare. E se non puoi dribblare, allora triangola, riporta uno degli adagi calcistici.

Ma quei triangoli, quelle combinazioni offensive, la Roma ha faticato a montarle. Per via di alcuni principi di costruzione che paiono far scontrare Gasperini con le sue stesse fortune. La diffusione di pressioni in parità numerica, con riferimenti sull’uomo che hanno eletto l’allenatore della Roma a trend europeo, rendono oggi molto più complesso progredire sulle catene laterali come amano fare le sue squadre.

Il 5-3-2 del Cagliari, infatti, aveva un segnale in codice per trasformare le proprie pressioni di attesa iniziale in pressing aggressivo per riconquistare il pallone. Quando i terzi di difesa, Mancini da un lato ed Hermoso dall’altro, ricevevano il pallone scattava l’uscita violenta della mezzala, Folorunsho o Adopo, con il quinto che stringeva forte sul proprio corrispettivo romanista e i terzi della difesa di Pisacane che pedinavano i trequarti romanisti, soffocando dunque le possibili combinazioni in catena. La ripetitività delle disposizioni della Roma in costruzione, col mediano di parte che spesso si abbassa o si apre nella prima uscita del pallone, facilitava il Cagliari nel prendere i riferimenti. Così come la netta preferenza per le progressioni laterali, consentiva alla squadra di Pisacane di sovraccaricare il lato forte per avere maggiori possibilità di riconquista.

Senza immaginare modifiche nei principi di costruzione consolidati da Gasperini, che dunque continuerà ad abbassare spesso i propri mediani e svuotare il centro per progredire lateralmente, anche la partita di domenica ha sottolineato come la ricerca del lato debole possa essere una soluzione sempre più necessaria per gli sviluppi romanisti. Così, infatti, viene messa in scena la migliore, potenzialmente, situazione offensiva della Roma.

Poco prima della mezz’ora, come si vede sopra, Koné si apre nel consueto movimento in ampiezza richiesto al mediano di parte. Stavolta la verticalizzazione su Pellegrini incontra i tempi di smarcamento di Pellegrini e Baldanzi che nella combinazione riescono ad apparecchiare centralmente il pallone per Koné per far distendere lo sviluppo sul lato opposto. Qui, nonostante le scalate reattive del Cagliari, il 3 contro 3 con Mancini, Celik e Soulé garantisce alla Roma una superiorità dinamica, data dal veloce cambio di scenario, che permette all’attaccante argentino di arrivare in una delle zone di rifinitura più pregiate “statisticamente”, quella identificabile tra il lato esterno dell’area di rigore con il perimetro laterale dell’area di rigore. La postura del quinto di sinistra del Cagliari, Obert, e la distanza nella marcatura di Rodriguez su Soulé, offrono alla Roma quel vantaggio dinamico che permette all’azione di progredire negli ultimi metri.

La giocata finale dell’argentino sarà poi chiusa in angolo dalla difesa del Cagliari. Ma emerge il messaggio generale: con gli avversari che pareggiano sempre più spesso le disposizioni che la Roma prepara sulle ampiezze, sapersi trasferire sempre più velocemente da una corsia all’altra può tornare a garantire tempi, spazi e opportunità per progredire. E aiutare a vivere meglio gli attaccanti a disposizione, finché non ne arriveranno di più autonomi.

Calciomercato Roma, rinnovo Dybala: nelle prossime settimane primo confronto tra la dirigenza e l’agente della Joya

Il futuro di Paulo Dybala è in bilico e la scadenza del contratto (fissata al 30 giugno) si avvicina, ma la Joya vuole restare alla Roma. Come riportato dall’edizione odierna del quotidiano, l’argentino si aspetta che la società faccia un passo avanti per il rinnovo e nelle prossime settimane è previsto un primo tavolo di confronto tra la dirigenza e l’agente Carlos Novel. L’obiettivo è trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti, ma l’addio anticipato è un’opzione da escludere: lo stesso Dybala è rimasto sorpreso dalle voci riguardanti un possibile divorzio a gennaio. Ora il calciatore attende la Roma, che sta ancora riflettendo su come muoversi. In standby le opzioni Boca Juniors e Arabia Saudita, dato che la priorità della Joya (e della moglie Oriana Sabatini) è la permanenza nella Capitale.

(La Repubblica)

Dybala, l’agente tratta il rinnovo ma la Roma prende tempo

Paulo Dybala vuole restare. Ma si aspetta che la Roma faccia un passo avanti per il rinnovo del contratto. Previsto nelle prossime settimane un primo tavolo di confronto tra la dirigenza giallorossa e Carlos Novel, agente dell’argentino. L’obiettivo? Trovare un’intesa che vada bene per entrambe le parti. L’addio prematuro, in ogni caso, va escluso categoricamente.

Lo stesso Dybala è rimasto sorpreso dalle voci circolate nelle ultime ore, sul possibile divorzio anticipato e il trasferimento al Boca Juniors già da gennaio. […] In alternativa c’è la pista saudita, che già lo aveva tentato in passato. Ma niente da fare. Non al momento, per lo meno. Perché a Roma l’argentino è felice. Qui ha scelto di far nascere la figlia (a marzo il fiocco rosa). Qui la vorrebbe far crescere. La moglie Oriana Sabatini, modella e attrice, la pensa come Paulo: ama la città e non ha intenzione di lasciarla. […]

Servono carta e penna: un contratto, insomma. E soprattutto la volontà della Roma di confrontarsi sul rinnovo. Perché finora la società non si è mossa. Nessun passo in avanti per allungare il matrimonio giallorosso con l’argentino. Regna l’attesa. Serve tempo per riflettere. […]

(La Repubblica)