Colpo Roma

IL TEMPO (L. PES) – Coraggio. Quello che è mancato negli altri due big match del mese di aprile e che Ranieri aveva chiesto a gran voce. Quello dimostrato dal tecnico che ha deciso di presentarsi a San Siro, nella gara più complicata di questo finale di stagione, con due punte giocandosela a specchio con Inzaghi. E quello di Soulé che la scorsa estate ha scelto la Roma per consacrarsi e ieri alla Scala del calcio ha vissuto il suo pomeriggio di gloria regalando tre punti fondamentali ai giallorossi per crede-re ancora alla Champions League. La vittoria contro l’Inter nasconde una miriade di significati per li Roma e per il suo condottiero. Non è soltanto il diciottesimo risultato utile di fila (ultima sconfitta datata 15 dicembre 2024 sul campo del Como), è la dimostrazione di volerci essere fino alla fine. È il ritorno alla vittoria nelle sfide contro le grandi dopo tante amarezze e una sola gioia nel derby d’andata. E la gioia ritrovata di Sir Claudio a San Siro che dopo diciassette anni di
digiuno (sponda nerazzurra, aveva vinto l’ultima volta proprio con la Roma battendo il Milan nel dicembre 2010) ha deciso di tornare a trionfare proprio nell’ultima apparizione al Meazza. Lavine soprattutto lui. Col coraggio delle scelte, con i cambi giusti e con un impianto tattico che ha messo in crisi un’Inter che in sette giorni rischia di aver compromesso una stagio-ne che fino a prima di Pasqua sembrava potesse essere trion-fale. Soulé a tutta fascia contro Dimarco è la mossa chiave per mettere subito alle strette gli avversari in avvio. Koné sorprendentemente in cabina di regia vero mattatore dei primi quarantacinque minuti e Cri-stante a giganteggiare da mezzala destra. Poi quelle due pun-te che tanto hanno fatto meditare l’allenatore di San Saba. La tentazione sempre frenata dal non avere cambi giusti per intervenire. Ma quella contro i campioni d’Italia in carica era la partita da vincere a tutti i costi, quella nella quale non c’era nulla da perdere. Per que-sto Ranieri ha cucito la bocca a tutti quelli che continuano a definirlo un difensivista, un «catenacciaro». Altroché: da quando è tornato a Roma ha dimostrato di saper cambiare ed evolversi nel corso delle settimane e, all’occorrenza, anche nel corso dei novanta minuti. Tanti ne sono bastati ieri nel pomeriggio di San Siro per tornare a sorridere in casa interista (l’ultima volta era succes-so a ottobre 2022). È bastato il tap-in di Soulé dopo ventidue minuti anche se contrariamente a quanto si possa pensare, il settimo 1-0 stagionale dei gial-lorossi è trai meno sofferti. An-zi, più i rimpianti che le paure dopo il fischio finale con almeno quattro occasioni pulite di raddoppiare fallite clamorosamente (Cristante, Shomurodov, Pisilli e Dovbyk). Finalmente Roma, finalmente l’urlo contro una grande. Ma ora guai a fermarsi: Fiorentina, Atalanta, Milan e Torino poi si tirano le somme. Intanto Ranieri si gode il sesto posto momentaneo sopra la Lazio e pari al Bologna.

Soulè firma l’impresa e la Roma sbanca San Siro

LEGGO (F. BALZANI) – L’ennesima impresa pesa come un macigno sul campionato. Claudio Ranieri sbanca San Siro nella sua ultima alla Scala del calcio e aumenta le possibilità europee della Roma. Grazie a un lampo di Soulé, infatti, i giallorossi condannano l’Inter alla terza sconfitta consecutiva, tra campionato e coppe, e si portano per 24 ore al quinto posto in campionato con una striscia impressionante di 18 risultati utili di fila. Una vittoria di sacrificio, ma che poteva essere più larga viste le tante occasioni sprecate da Pellegrini e compagni. Decisive le mosse a sorpresa di Ranieri: Koné davanti alla difesa, Soulé a tutta fascia e la coppia pesante Dovbyk-Shomurodov in attacco. Nella prima mezz’ora in campo c’è stata solo la Roma che ha sbloccato il risultato al 22′ con un Soulé sempre più protagonista bravo a sfruttare un pallone vagante in area piccola. L’Inter ha subito il colpo e rischiato il raddoppio in due occasioni: prima ha svirgolato Cristante a pochi passi da Sommer, poi Shomurodov ha trovato il salvataggio decisivo di Carlos Augusto. Nella ripresa la squadra di Inzaghi ha preso campo e provato a cercare il pareggio ma Svilar si è sporcato i guanti solo in un paio di uscite. Così è la Roma ad essere andata di nuovo vicino al vantaggio con Dovbyk e Pisilli che hanno calciato fuori da ottima posizione. Nel finale qualche polemica per un contatto tra Ndicka e Bisseck in area prima del tentativo di bis di Angelino e della respinta a pugni chiusi di Sommer. «Siamo venuti qui per vincere, la voglia credo si sia vista – ha detto Ranieri – L’importante era giocarsela alla pari e uscire a testa alta. Abbiamo osato e giocato una grande prima mezz’ora, poi ovviamente è uscita fuori l’Inter che è di un’altra categoria. Siamo stati diligenti a chiudere le loro occasioni. Dedico questa vittoria ai tifosi che non sono potuti venire, spero siano orgogliosi di noi». Sul futuro è chiaro: «Nessun ripensamento, ho già consegnato il tesserino. Ora penso solo alla gara con la Fiorentina». Sui social, però, i tifosi lo omaggiano e c’è chi invita il Vaticano a pensare a Claudio come nuovo Papa. D’altronde a miracoli sta già un bel passo avanti.

Serie A, Atalanta-Lecce 1-1: la Roma è a -5 dai nerazzurri. Il Napoli batte il Torino e sale a +3 sull’Inter

Atalanta-Lecce e Napoli-Torino chiudevano il weekend di Serie A che avrà la coda domani, con le sfide tra Udinese e Bologna, Lazio-Parma e Verona-Cagliari. Nel match di Bergamo, rinviato a stasera per la scomparsa del fisioterapista del Lecce, la squadra di Gasperini si ferma sull’1-1 con il rigore di Retegui nella ripresa che pareggia quello realizzato da Karlsson nella prima frazione. L’Atalanta resta dunque terza, a 65 punti, ma ora avvicinata dalla Juventus, a -3, dalla Roma, a -5, in attesa delle gare di Bologna e Lazio che potrebbero tirarla nuovamente dentro la lotta Champions.

Al ‘Maradona’, invece, il Napoli raccoglie l’assist della Roma nel pomeriggio e stacca l’Inter di 3 punti vincendo 2-0 sul Torino. Decisiva la doppietta di McTominay.

Serie A, la Juventus in 10 batte 2-0 il Monza: a segno Gonzalez e Kolo Muani. Bianconeri quarti a +2 su Bologna e Roma

Alle ore 18 è andata in scena la partita tra Juventus e Monza, valida per la trentaquattresima giornata di Serie A, e si è conclusa con il risultato di 2-0 in favore dei bianconeri. La Vecchia Signora ha messo in cassaforte la gara già nel primo tempo grazie alle reti di Nico Gonzalez e Randal Kolo Muani, ma al terzo minuto di recupero è rimasta in 10 a causa dell’espulsione rimediata da Kenan Yildiz (gomitata sul volto di Alessandro Bianco). Nella ripresa gli uomini di Igor Tudor hanno gestito il doppio vantaggio senza correre particolari rischi e hanno portato a casa la vittoria. In seguito a questo successo la Juventus scavalca nuovamente Bologna e Roma e torna al quarto posto in classifica a 62 punti, mentre il Monza resta ultimo a quota 15.

Il Lecce contro la Lega Serie A: “Irrispettosa della morte di Fiorita. Con l’Atalanta la partita dei valori calpestati, in campo con maglia bianca e senza loghi” (COMUNICATO)

Clamoroso attacco del Lecce nei confronti della Lega Serie A. La società salentina ha diramato un comunicato ufficiale in cui prende posizione sul mancato rinvio della partita contro l’Atalanta, inizialmente in programma venerdì e spostata a domenica in seguito alla scomparsa del fisioterapista Graziano Fiorita. Ecco la nota: “L’U.S. Lecce ritiene che la decisione della Lega di recuperare la gara con l’Atalanta a poche ore di distanza dalla scomparsa del nostro Graziano Fiorita, sia terribilmente irrispettosa del grave lutto che ha colpito la famiglia del ragazzo, la Società ed i tifosi del Lecce. In altri casi, altrettanto dolorosi, sono state prese decisioni più ragionevoli. Emerge una gerarchia della morte in base al blasone della società colpita, o peggio ancora, in considerazione del ruolo rivestito da chi viene a mancare. 

Il ‘gruppo squadra’, per chi conosce il calcio, rappresenta una bolla fuori dai riflettori dove le figure meno appariscenti possono essere trainanti esempi virtuosi. Era così per il nostro Graziano che per 26 anni ha prestato servizio nel Lecce e che, per quanto ci riguarda, continuerà a farlo, almeno finché ci sarà questa proprietà.

Graziano Fiorita è deceduto mentre era in ritiro con la squadra, lontano da sua moglie e dai suoi 4 figli ed ancora giace a migliaia di chilometri di distanza da casa, in attesa che il magistrato ne autorizzi il ritorno. Questa gara non andava disputata oggi, ma tutti i tentativi di rinviarla sono stati cinicamente rigettati. Si ringrazia il Ministro dello Sport Andrea Abodi che fino all’ultimo, ma senza successo, ha tentato di far disputare la partita in una data più consona. La squadra si presenterà regolarmente in campo nonostante sia partita dal Salento soltanto oggi, nella speranza, fino all’ultimo, di un ripensamento mai arrivato. La memoria di Graziano non si onora non presentandosi in campo o facendo giocare la Primavera. 

Ad una grave ingiustizia non si risponde violando platealmente le regole, come se per onorare Graziano si debba intraprendere una  gara, tra noi e la Lega, a chi fa peggio.

Giocheremo la partita ‘dei valori calpestati’, ma lo faremo indossando una anonima casacca bianca, che non ci rappresenta, senza colori, stemmi e loghi. Torneremo a vestire la nostra maglia quando Graziano ritornerà a casa e sarà omaggiato, come merita, dalla sua gente”.

(uslecce.it)

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Inter-Roma, Carlos Augusto: “Sconfitta che brucia. Ci è mancata lucidità, ma abbiamo fatto di tutto per pareggiare”

La Roma sbanca San Siro vincendo 0-1 contro l’Inter grazie alla rete realizzata da Matias Soulé nel match valido per la trentaquattresima giornata di Serie A. Al termine della partita Carlos Augusto ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti. Ecco le parole dell’esterno dei nerazzurri.

CARLOS AUGUSTO IN CONFERENZA STAMPA

Perché oggi si è accusata tutta questa stanchezza?
“Ci è mancata lucidità per approfittare delle occasioni, mentre loro l’hanno sfruttata. Non voglio cercare alibi, la sconfitta brucia ma mercoledì c’è un’altra partita. Dobbiamo vedere gli errori fatti ed essere concentrati”.

La sfida con il Barcellona si prepara da sola?
“Sì, tutti vogliono giocare una semifinale di Champions. Anche oggi abbiamo fatto di tutto per pareggiare senza riuscirci”.

Dalla tua parte ci sarà Yamal, come sarà sfidare lui e una squadra che fa di media tre gol a partita?
“Il Barça ha grandi calciatori, però abbiamo affrontato il Bayern Monaco che ha stelle così. Dobbiamo essere pronti, sarà una partita molto difficile ma abbiamo affrontato avversarie simili”.

C’è il rischio che possa subentrare un po’ di paura per il finale di stagione?
“No, perché essere ad aprile e lottare per cose straordinarie non può portare paura. Può pesare la stanchezza mentale ma non può esserci paura, abbiamo gente di esperienza che ha vinto tanto. Dobbiamo vedere gli errori fatti in queste gare, ma il gruppo è sempre attento. Mercoledì sarà una partita importante e dovremo fare del nostro meglio”.

CARLOS AUGUSTO A INTER TV

“È chiaro che c’è stanchezza sia fisicamente sia mentalmente. Ma non voglio trovare alibi o scuse. Loro hanno una grande squadra, hanno segnato all’inizio e quando sei in svantaggio devi spendere più energie per pareggiare. Non siamo riusciti a segnare e alle volte succede un po’ per sfortuna, altre per non aver concretizzato le occasioni… Dobbiamo vedere quello che abbiamo sbagliato e dobbiamo ricaricare le energie perché mercoledì abbiamo una partita importantissima”.

Alla fine l’episodio del gol ha cambiato l’inerzia. Vi siete detti qualcosa in campo per provare a reagire subito?
“Il nostro è un gruppo talmente d’esperienza che anche se siamo sotto abbiamo la qualità per provare a pareggiare o a rimontare la partita. Loro sono stati bravi, si sono chiusi tutta la partita, noi non abbiamo approfittato delle occasioni che ci sono capitate. Dobbiamo rivedere quello che abbiamo sbagliato e tornare concentrati perché mercoledì dobbiamo esserlo”.

Quanto ritieni sia fondamentale mantenere questa mentalità combattiva anche quando la partita si complica?
“Alle volte se sei stanco fisicamente e devi avere la carica per vincere la partita. Oggi abbiamo dato tutto per vincerla, ma alle volte non succede… Loro hanno creato un’occasione lì e hanno segnato, poi rincorrere è tosta. Non mi piace cercare scuse o alibi, dobbiamo vedere quello che abbiamo sbagliato oggi. Abbiamo dato tutto, abbiamo dato il cuore per per vincere la partita, però non ci siamo riusciti e adesso abbiamo semifinale di Champions, che è una grande occasione per noi e dobbiamo fare di tutto per vincere”.

Instagram, Soulé festeggia lo 0-1 contro l’Inter: “3 punti a casa”. Svilar: “Vittoria di squadra”. Hummels: “Battaglia accesa per l’Europa” (FOTO)

Subito dopo il fischio finale che ha sancito la vittoria importante della Roma per 0-1 a San Siro contro l’InterLeandro Paredes ha voluto condividere la sua gioia con i tifosi.

Il centrocampista argentino ha condiviso in una storia sul suo profilo social il risultato del match per celebrare il successo, accompagnato dal grido: Daje, unito a due cuori giallorossi.

Anche Angelino, uno dei protagonisti del successo a San Siro, ha festeggiato con un post social, commentando: “Grande vittoria”.

 

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Schierato a sorpresa da Ranieri insieme a Dovbyk, Eldor Shomurodov ha ripagato la scommessa del tecnico con una buona prestazione, sfiorando il gol nel primo tempo. L’attaccante uzbeko ha celebrato la vittoria con un post social, aggiungendo: “Tre punti, passione infinita. Forza Roma”.

 

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Un post condiviso da Eldor Shomurodov (@shomurodov.eldor)

Anche Celik, autore di un’altra prestazione convincente, ha condiviso la sua gioia sui social: “Daje Roma”.

 

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Un post condiviso da Mehmet Zeki Çelik (@zekicelik17)

Esulta anche Mile Svilar: “Vittoria di SQUADRA a San Siro!!!! FORZA ROMA SEMPRE”.

 

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Un post condiviso da SVILAR (@svilar_mile)

“Nessun minuto, ma una grande vittoria dei ragazzi in campo! È una battaglia piuttosto accesa per l’Europa. Daje Roma”, il messaggio di Mats Hummels. Successivamente il difensore pubblica una storia sul proprio profilo Instagram: “3 punti a San Siro”.

 

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Gianluca Mancini: “Grande mentalità, grande gruppo, grande vittoria! Avanti Roma!”. 

 

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“In missione fino al traguardo. Grazie per lo spirito, ragazzi”, il messaggio di Manu Koné.

 

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“Una grande vittoria da squadra”, scrive Stephan El Shaarawy.

 

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Un post condiviso da Stephan El Shaarawy (@stewel92)

“Daje”, la gioia di Lucas Gourna-Douath.

 

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Il messaggio del match winner Matias Soulé: “I 3 punti a casa. Daje Roma”.

 

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Tommaso Baldanzi: “3 punti a San Siro“.

 

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“Big victory”, scrive Artem Dovbyk in un post su Instagram.

 

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“Orgoglioso del lavoro della squadra. Grande vittoria in trasferta!” è invece il messaggio, sempre postato su Instagram, di Rensch.

 

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Inter-Roma, NDICKA: “Il contatto con Bisseck? Non è rigore. Prestazione da 9, ora mancano cinque finali”

La Roma sbanca San Siro vincendo 0-1 contro l’Inter grazie alla rete realizzata da Matias Soulé nel match valido per la trentaquattresima giornata di Serie A. Al termine della partita Evan Ndicka ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti. Ecco le parole del difensore giallorosso.

NDICKA A DAZN 

Mancava questa vittoria contro una big ed è arrivata a San Siro, quanto vi siete divertiti oggi?
“Non è bello difendere bassi ma quando si deve fare va fatto. Oggi siamo contenti per la bella vittoria, la dedichiamo anche ai tifosi che non sono potuti essere qui”.

Il contatto con Bisseck?
“Lui è a due metri dal portiere e io dovevo difendere. Per me non è rigore, è 50 e 50 e lui lo sa perché anche lui è un difensore. Dovevo fare qualcosa perché eravamo vicini alla porta”

Lo scambio di marcatura con Angelino per coprire Dumfries?
“Me l’ha chiesto il mister perché Dumfries è più alto di Angelino”.

Sei tu che chiedi di giocare sempre?
“No, il mister prende la decisione e per me è un piacere giocare per la Roma e a calcio. Ora dobbiamo pensare settimana per settimana”.

NDICKA IN CONFERENZA STAMPA

Che voto dai alla gara di oggi?
“Nove, perché non era facile venire a San Siro e giocare una partita così”.

Date un’occhiata alla classifica?
“La guardiamo sempre, è normale. Vogliamo andare in Europa e in Champions, ora abbiamo cinque finali”.

Ci racconti il duello con Dumfries?
“In area di rigore si marca a uomo, se lasci qualche metro prendi gol. Lui era lì, era un duello 50-50%”.

Diciotto risultati utili consecutivi, qual è il segreto?
“Umiltà e voglia di combattere. Questo fa parte del calcio”.

Come vedi la squadra? State lavorando più sulla parte atletica?
“Non tanto, col Verona è stata una partita differente rispetto a oggi. Mi piace giocare ogni tre giorni perché non amo aspettare troppo, per me è meglio giocare ogni tre giorni. Poi va bene avere una settimana di pausa, però non mi piace avere una settimana lunga; meglio correre sul campo in Europa”.

Sembravate anche più liberi di testa.
“Sì, perché volevamo fare risultato. Era molto importante questa partita come per l’Inter, il risultato era difficile ma lo abbiamo fatto”.

Il contatto con Bisseck?
“Lui mi ha preso e mi ha fatto girare, dovevo fare qualcosa. Per me è un normale duello in area e non si fischia”.