Il muro della Roma. Svilar paratutto: numeri da record e nuovo contratto

[…] La Roma ormai non si stupisce più nel vedere Mile Svilar, l’estremo con più clean sheet del campionato (insieme Sommer dell’Inter e Di Gregorio della Juve), volare da un palo all’altro, attaccare bene il pallone e uscire sui palloni alti sempre con tempismo ed efficacia. […] Non è un caso che da quando c’è Claudio Ranieri la Roma sia la squadra con meno gol subiti (13 in 18 gare, media di 0,7 a partita), davanti a Atalanta e Inter (14 reti) e Napoli (15). Merito di una difesa che ha trovato il suo equilibrio e azzerato le amnesie, proprio attorno a Svilar. […] E non ha fatto eccezione lungo il sentiero giallorosso nemmeno l’ultima gara di Lecce, in cui l’estremo difensore si è preso la scena respingendo un assalto di Gallo e facendosi sempre trovare pronto sui palloni alti. […]

Ma se la porta della Roma è ormai blindata, a dirla tutta non lo è ancora la permanenza a Roma a lunga scadenza del portiere. […] Il suo rinnovo con adeguamento oltre il giugno 2027 non è stato fino a questo momento sottoscritto, dal momento che le parti sono alla ricerca del giusto compromesso tra l’offerta della Roma di 2 milioni più bonus […] e la richiesta dell’entourage del giocatore di 4. […] Il portiere ha comunque espresso la volontà di entrare nel futuro con il club giallorosso. Probabilmente ci vorrà ancora qualche settimana prima di definire il tutto. […]

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Cambiaso e Douglas Luiz verso il rientro

[…] La Juventus ha ripreso ad allenarsi alla Continassa per preparare la partita con la Roma, in programma domenica alle 20.45 all’Olimpico. […] Oggi la squadra tornerà a lavorare al mattino e il tecnico spera di riavere a disposizione sia Andrea Cambiaso sia Douglas Luiz. I due ieri hanno svolto una seduta personalizzata ma c’è ottimismo di poterli riavere per il prossimo match. […] Ancora out, oltre a Gatti, Bremer, Cabal e Milik. […]

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Una volata mai vista. Dalla Dea al Milan: 7 sorelle in corsa per 5 posti in Europa

Affascinante, combattuto, entusiasmante, il testa a testa per lo scudetto è un film in qualche modo già visto. […] Molto più intrigante e inedita la corsa alle coppe. Escludendo un quinto slot in Champions via ranking Uefa come quest’anno, […] resterebbero a disposizione cinque posto in Europa per sette sorelle: dall’Atalanta, terza, al Milan, nono, passando per Bologna, Juve, Roma, Lazio e Fiorentina, tutte racchiuse in undici punti. Una volata mai vista. […] Se il campionato finisse oggi, avremmo Inter, Napoli, Atalanta e Bologna in Champions; Juve e Roma in Europa League; Lazio in Conference. Tutto chiaro, tutto in bilico. […]

Calendario alla mano, il percorso più complicato sembra quello di Ranieri che incontra Juve, Lazio, Inter, Fiorentina, Atalanta e Milan e, per non farsi mancare niente, anche il Torino. […] Lotta dura senza paura, ma con bonus. Perché le sette italiane (di diritto) possono diventare anche nove. Addirittura dieci, ma servirebbero condizioni improbabili: Lazio e Fiorentina al nono posto e sorpasso alla Spagna nel ranking Uefa.

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MANCINI: “Rincorsa Champions? Avremo otto partite toste, non abbiamo fatto ancora niente. Ranieri è importante per noi, ha portato tranquillità” (VIDEO)

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – In occasione della nuova puntata del programma “Fontana di Trevi” di ieri sera disponibile su YouTube (con la conduzione del giornalista Riccardo Trevisani) è intervenuto il difensore della Roma Gianluca Mancini. Il giocatore ha parlato in linea generale dell’attuale situazione in casa giallorossa e degli obiettivi da perseguire da qui fino al termine della stagione. Queste le sue parole.

Possiamo chiamarla rincorsa Champions?
“Sicuramente dal derby di andata ad oggi in pochi ci avrebbero pensato, nello spogliatoio sapevamo quello che stavamo facendo, anche noi facevamo fatica ma poi con il lavoro e la tranquillità che ha portato il mister ci siamo resi conto che potevamo riprendere quel gruppone. Adesso ci siamo, però saranno otto partite veramente toste, pensiamo partita per partita per rimanere sempre attaccati”.

Quando vedevate la Roma quattordicesima, pensavate alle coppe come un’ancora di salvezza o avete sempre pensato che il campionato fosse recuperabile?
“Avendo fatto negli ultimi cinque anni minimo le semifinali l’Europa League è sempre stato un torneo a cui ci tenevamo, peccato che quest’anno non sia andata così. In campionato faceva troppo male vederci in quelle posizioni in quei mesi dove i risultati non arrivavano, ma come ho detto molte volte l’impegno durante gli allenamenti, la voglia di stare bene insieme anche quando le cose andavano male c’era, non dico che eravamo super tranquilli ma il pensiero che le cose si sarebbero sistemate c’era. Non posso dirti che avremo abbandonato il campionato per le coppe, nello spogliatoio ragioniamo partita dopo partita, in campionato ci premeva a tutti dentro lo stomaco di risalire la classifica, vedere la Roma in quelle posizioni faceva male. In coppa abbiamo dato il massimo, nell’ultima partita purtroppo una decisione ha cambiato l’esito del match e ce la siamo portata via, ma l’impegno che abbiamo messo sia in campionato che in Europa è stato sempre quello, dare il massimo per arrivare fino in fondo. In campionato non abbiamo fatto ancora niente”.

Ci racconti una profezia, una battuta che ha fatto Ranieri da quando è arrivato?
“Il mister ha aperto la porta del nostro spogliatoio e ha trasmesso questo rilassamento dalla tensione e mal di stomaco, vivevamo male questa situazione con i risultati che non arrivavano. Il mister ci ha spiegato come lavorava e cosa pretendeva da noi sia a livello di campo che atteggiamento, una cosa che mi ha colpito è che fin da subito ha detto “I cavalli buoni si vedono alla fine”. E’ arrivato in una situazione drammatica, non ci conosceva e dire una cosa così ci ha fatto capire che lui ci credeva anche se non ci conosceva, lavoriamo, facciamo quello che ci chiede, seguiamo la sua esperienza e magari potremo arrivare dove siamo adesso. Ripeto però che è nulla, manca ancora tanto alla fine e ora siamo concentrati per il fine campionato”.

Quanti messaggi hai lasciato a Ranieri per dirgli “Resta”?
“E’ un tema particolare ma il mister è sempre stato chiaro con noi, anche nelle ultime settimane con voi giornalisti. Una figura così nello spogliatoio è importante per noi ma per tutto l’ambiente Roma, da chi lavora dentro Trigoria a chi viene allo stadio. Il mister sarà importante anche in un’altra figura, saprà guidarci e darci consigli, lo reputo una scelta importante anche in un altro ruolo”.

Nell’ultimo anno ti sei sentito più amato dai tifosi giallorossi? Ti vedo anche più tranquillo in campo.
“L’amore dei tifosi l’ho sentito fin da subito, anche nel primo anno quando giocai a centrocampo in emergenza il tifoso romanista vide in me la voglia di aiutare la squadra anche in un ruolo non mio. Da lì capii subito questo amore reciproco, anche io vado pazzo per questa tifoseria, per questo stadio e questa città, è un insieme di cose che si sono unite. In campo a volte mi trasformo perché l’adrenalina va oltre ma nell’ultimo periodo già con mister De Rossi e Ranieri ci abbiamo lavorato maggiormente e ora sono più tranquillo nelle reazioni. Non viene però a mancare la mia caratteristica di forte agonismo e competizione col mio avversario, col massimo rispetto, il tifoso vede questo e ne è orgoglioso. Non sono però solo io il beniamino, la piazza di Roma è calorosa, dallo stadio fin dalle vie della città, ti fanno sentire questo amore fin da subito”.

Se ti dico “Devi sfondarli tutti, sei forte” sorridi. Dovrebbero essere le parole che hai detto a Dovbyk dopo il gol contro il Lecce.
“Artem è un ragazzo d’oro, sappiamo quello che sta vivendo la sua famiglia purtroppo e questo un po’ lo condiziona. In campo però bisogna essere bravi a dimenticare, lo prendo in giro e a volte lo sprono perché è un armadio a quattro ante, quando mi ci alleno contro ho quasi paura perché se viene forte ti rinvia a quattro metri. A fine primo tempo l’ho caricato in maniera particolare, gli ho detto “O segni o prendi un giallo, voglio vedere che dai una spallata a un giocatore e lo fai volare fuori i cartelloni” e il gol è arrivato con una spallata a Baschirotto che è veramente grosso, ci è andato con quella tigna calcistica ed ha fatto gol”.

Avete mai pensato a dove sareste ora se Ranieri fosse arrivato prima?
“Con i se e con i ma non ci vado d’accordo, il mister è arrivato in quel mese, cambiare tre allenatori in una stagione, per quanto a De Rossi non è stato dato tantissimo tempo, non è facile. Ci sono state delle difficoltà iniziali, anche con Ranieri non abbiamo iniziato benissimo ma c’era un qualcosa di diverso, lo sentivamo nell’aria. Questa è stata la stagione, le colpe erano nostre perché in campo ci andavamo noi, guardo il campo, i punti e le partite vinte, prima ci meritavamo quello e ora ci meritiamo questo”.

L’obiettivo è tornare in Europa o quel quarto posto lo vedete con occhio diverso?
“Il calendario è brutto ma era brutto anche prima, le partite quest’anno hanno dimostrato che non è facile vincere su nessun campo, non è che se vinci in casa di Lecce, Empoli e Parma è più facile che giocare con le big. Adesso incontri le squadre con i tuoi stessi punti che si lottano le stesse posizioni, siamo tutte lì a pochi punti, andremo a giocare queste partite con grande grinta e voglia, pensando che ogni domenica vai in campo e ogni punto fa la differenza”.

Il giocatore ha quindi concluso con un messaggio importante: “Il 14 giugno dello scorso anno è venuto a mancare il cognato di mia sorella, il fratello del fidanzato di mia sorella, gli amici di Mattia e miei, stiamo organizzando nel nostro paese una giornata dello sport dedicata a lui, ci saranno vari tornei di calcetto, pallavolo, basket, ci saranno tanti stand che parleranno della prevenzione, i defibrillatori, sarà una giornata bella, con degli amici che ci verranno a trovare e sarà importante sensibilizzare l’importanza del defibrillatore e del primo soccorso. Nei campi meno visibili questo aspetto viene un po’ a mancare e quando succedono cose di questo tipo è difficile salvarsi se non sei preparato”.