Social, la Roma omaggia Totti: “Esattamente 32 anni fa esordiva tra i professionisti. La nostra storia” (FOTO)

Una data scolpita nella storia della Roma e del calcio italiano. Esattamente 32 anni fa, il 28 marzo 1993, allo stadio Rigamonti di Brescia, un giovanissimo Francesco Totti faceva il suo esordio tra i professionisti con la maglia giallorossa.

La Roma, attraverso i propri canali social, ha voluto ricordare quel momento con un post celebrativo: “32 anni fa, esattamente a quest’ora, al Rigamonti di Brescia esordiva tra i professionisti Francesco Totti. La nostra storia“. Un omaggio a una leggenda che ha segnato la storia del club.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da AS Roma (@officialasroma)

Roma in viaggio verso Lecce: assenti Celik, Rensch e Abdulhamid. Nemmeno Dybala è con la squadra (FOTO e VIDEO)

Domani alle ore 20:45 la Roma affronterà allo Stadio Via del Mare il Lecce di Marco Giampaolo in occasione della partita valida per la trentesima giornata di Serie A. Dopo aver svolto l’allenamento di rifinitura a Trigoria, i giallorossi sono in viaggio verso la città salentina. Claudio Ranieri dovrà affrontare una grande emergenza sulla fascia destra, dato che non sono con la squadra Zeki Celik, Devyne Rensch e Saud Abdulhamid a causa di infortuni. Nemmeno Paulo Dybala, come previsto, è partito con il gruppo ed è rimasto nella Capitale.

embedgallery_1008609

Calciomercato Roma, dall’Inghilterra: derby con l’Everton dei Friedkin per Neil. Il Sunderland lo valuta 15 milioni di sterline

L’Everton dei Friedkin sta preparando una rivoluzione in vista della nuova stagione ed è già alla ricerca di potenziali acquisti per rinforzare la rosa a disposizione di David Moyes. Come riportato dal tabloid britannico, uno dei nomi seguiti è Dan Neil del Sunderland e i ‘Black Cats’ lo valutano circa 15 milioni di sterline. Sul centrocampista classe 2001 (contratto in scadenza il 30 giugno 2026 e al momento nessun accordo per il rinnovo) c’è anche l’interesse del West Ham e della Roma, che lo ha attenzionato dopo aver inviato degli scout a osservare il rendimento di Enzo Le Fée, attualmente in prestito nel club biancorosso. L’eventuale addio di Neil dipenderà anche dal piazzamento del Sunderland a fine stagione, poiché è attualmente in corsa per la promozione in Premier League.

(teamtalk.com)

VAI ALLA NEWS ORIGINALE

Serie A: Dybala e l’ingaggio da 1.080.000 euro lordi al mese. È il terzo più pagato dopo Vlahovic e Lautaro Martinez

Paulo Dybala è il terzo giocatore più pagato della Serie A. A rivelarlo è il quotidiano francese, che ha stilato una classifica dei calciatori del campionato italiano con lo stipendio più elevato: al primo posto c’è Dusan Vlahovic con 1.620.000 euro lordi al mese, seguito da Lautaro Martinez (1.390.000 euro) e proprio la Joya (1.080.000 euro). La top cinque è completata da Nicolò Barella (1.000.000 euro) e Hakan Calhanoglu (930.000 euro).

1. Dusan Vlahovic (Juventus), 1.620.000 €
2. Lautaro Martinez (Inter), 1.390.000 €
3. Paulo Dybala (Roma), 1.080.000 €
4. Nicolò Barella (Inter), 1.000.000 €
5. Hakan Calhanoglu (Inter), 930.000 €

(lequipe.fr)

VAI ALLA NEWS ORIGINALE

Nela: “Rinnovo di Pisilli fuori dal mondo, l’ingaggio è molto alto per un ragazzo che deve ancora dimostrare tutto” (VIDEO)

IL TRIBUNALE DELLE ROMANE – Sebino Nela, ex difensore della Roma, è intervenuto durante la trasmissione televisiva e tra i vari temi trattati si è soffermato sul rinnovo di contratto di Niccolò Pisilli. Ecco le sue parole: “Pisilli di sicuro è un ragazzo che devi tenere, ma oggi siamo fuori con l’accuso. Guadagnava 70mila euro, io capisco che le società sono prese per la gola dai procuratori, ognuno fa il suo lavoro. Ma bisogna fare attenzione, altrimenti non ne usciamo più fuori. A me sembra un contratto molto alto per un ragazzo che ancora deve dimostrare tutto. Noi l’abbiamo visto al ‘pronti via’, ma anche io nel 1978 quando ho esordito sono stato il migliore in campo per due partite. Poi le partite continuano e non è sempre così. Lui deve ancora dimostrare tutto. Fa parte del gruppo prima squadra, sta facendo il suo minutaggio e abbiamo capito che tipo di giocatore è, ma mi sembra un contratto fuori dal mondo”.

MAIDA: “Non dobbiamo prendere alla lettera tutto ciò che dice Ranieri” – DI CARO: “Gasperini? Ranieri perderebbe credibilità”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è il nuovo allenatore della Roma in vista della prossima stagione: “Non escludo possa essere un profilo straniero”, afferma Roberto Pruzzo. Giampiero Maini, invece, si sofferma su Manu Koné: “C’è qualcosa su di lui che non aggrada Ranieri. Spero che il rapporto tra i due possa ricucirsi il prima possibile”.

Il dibattito prosegue intenso nel pomeriggio, con le parole di Ranieri che continuano a far discutere. C’è chi, come Roberto Maida, invita a “non prendere alla lettera tutto ciò che dice Ranieri“, mentre Franco Melli rilancia il nome di Pioli, che “è salito molto nelle gerarchie della Roma“. Andrea Di Caro si concentra sulla credibilità del tecnico: “Dopo aver detto che l’allenatore non sarà Gasperini uno se la può sempre cavare, però non sarebbe una bella figura per Ranieri, che perderebbe credibilità“.


_____

Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

_____

Possiamo escludere un paio di situazioni. Bisogna cercare di capire tra le righe delle dichiarazioni di Ranieri, a questo punto non ho certezze. Sarri? Potrebbe starci. Non escludo possa essere un profilo straniero (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Le parole di Ranieri mi fanno pensare a Sarri. Si tratta di un allenatore con un sistema di gioco non semplice e un carattere abbastanza tosto, come Gasperini. Comunque, a mio avviso, il nuovo allenatore l’hanno già individuato (MARIO MATTIOLI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

C’è qualcosa su Koné che non piace a Ranieri, si capisce anche dalla risposta di ieri in conferenza stampa. Spero che il rapporto tra i due possa ricucirsi il prima possibile. Potrebbe essere Maresca un nome tra quelli non fatti con cui ha parlato Ranieri? (GIAMPIERO MAINI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Tra i nomi che non possono piacerci all’inizio metto Pioli, potrei mettere Thiago Motta che ha giocato anche per Ranieri all’Inter, Mancini in questa lista secondo me va tenuto… (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Se il nuovo allenatore avesse detto sì, la Roma in qualche modo l’avrebbe fatto trapelare. Ma questo non è successo. Per come ci ha parlato Ranieri, il presidente Dan non ha ancora la lista degli allenatori (PIERO TORRI, Manà Manà Sport 90.7)


Non dobbiamo prendere alla lettera tutto ciò che dice Ranieri, lui mischia il mazzo per confondere… Ma credo alle sue parole su Gasperini (ROBERTO MAIDARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Pioli è salito molto nelle gerarchie della Roma… (FRANCO MELLIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Per me la Roma non ha ancora scelto il prossimo allenatore (VALERIA BIOTTIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Gasperini? Per me non andrà alla Roma (EMILIANO VIVIANORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Pioli? Si tratta di un buon allenatore (LUIGI FERRAJOLORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Questa esternazione pubblica di Claudio Ranieri mette fine ai nostri sforzi su Gian Piero Gasperini. Io continuo a mettere la mano sul fuoco rispetto a un contatto avvenuto tra la Roma e Gasperini (PAOLO ASSOGNAManà Manà Sport Roma, 90.9)

Secondo me a Trigoria hanno ben chiaro lo scenario e la lista che devono presentare ai Friedkin, magari non hanno il via libera finale o vogliono aspettare qualche opportunità che si può aprire (FILIPPO BIAFORAManà Manà Sport Roma, 90.9)

Gasperini? Dopo aver detto che l’allenatore non sarà lui uno se la può sempre cavare, però non sarebbe una bella figura per Ranieri, che perderebbe credibilità (ANDREA DI CAROManà Manà Sport Roma, 90.9)

Lecce-Roma, i convocati di Ranieri: Celik non recupera, out anche Rensch e Abdulhamid. C’è Salah-Eddine (FOTO)

Domani alle ore 20:45 la Roma affronterà il Lecce allo Stadio Via del Mare nel match valido per la trentesima giornata di Serie A e Claudio Ranieri ha diramato la lista dei convocati in vista della partita contro i salentini. Nell’elenco non compare Zeki Celik, il quale non ha ancora pienamente recuperato nonostante si sia allenato parzialmente con il resto del gruppo, mentre è confermata la presenza di Anass Salah-Eddine dopo l’infiammazione tendinea alla pianta del piede rimediata in nazionale. Assenti, invece, Devyne Rensch (lesione all’adduttore della coscia sinistra), Saud Abdulhamid (lesione alla coscia durante la sosta delle nazionali) e l’indisponibile Paulo Dybala (stagione finita).

L’elenco completo dei convocati

Portieri: De Marzi, Gollini, Svilar;
Difensori: Angelino, Hummels, Mancini, Ndicka, Nelsson, Salah-Eddine, Sangaré;
Centrocampisti: Baldanzi, Cristante, Gourna-Douath, Koné, Paredes, Pellegrini, Pisilli, Saelemaekers;
Attaccanti: Dovbyk, El Shaarawy, Shomurodov, Soulé.

Femminile, Spugna: “Contro il Milan una delle peggiori prestazioni di sempre. Roma-Fiorentina scontro diretto per la Champions, dobbiamo assolutamente qualificarci” (VIDEO)

Alessandro Spugna, allenatore della Roma Femminile, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai canali ufficiali del club alla vigilia della partita contro la Fiorentina, valida per la quinta giornata della Poule Scudetto. Ecco le sue parole: “La cosa che più ci interessa è riscattare la brutta prestazione di sabato scorso. Arriva una bella partita da giocare, che ci deve dare tante motivazioni perché dobbiamo assolutamente conquistare questa qualificazione. Si tratta di uno scontro diretto e vogliamo offrire una grande prestazione ai nostri tifosi perché se lo meritano. Vogliamo riscattare una delle più brutte prestazioni di sempre”.

La Fiorentina è molto in forma…
“Assolutamente sì. Si è ripresa in maniera importante facendo due ottimi risultati contro Juventus e Inter. È una squadra in salute e che ha tanta voglia di agganciare il treno per la qualificazione in Champions. Si tratta di una squadra che conosciamo, ha giocatrici forti ed è una formazione che gioca molto bene. Sarà sicuramente una partita difficile, ma molto bella da giocare”.

Il supporto del Tre Fontane?
“Dobbiamo fare una grande prestazione per i nostri tifosi che ci seguono sempre e che ci credono tanto. Il Tre Fontane dà sempre un valore aggiunto e in questo momento della stagione lo deve essere ancora di più”.

Bovo: “La Roma è forte e ha trovato equilibrio con Ranieri, ma contro il Lecce non sarà facile. Dispiace per l’eliminazione in Europa League”

ASROMA.COM – Cesare Bovo, ex calciatore di Roma e Lecce, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club giallorosso nel corso del podcast “Serie A Preview” alla vigilia del match Lecce-Roma, valido per la trentesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio Via del Mare. Ecco le sue dichiarazioni.

La tua carriera?
“Sono stato bene in tutte le squadre in cui ho giocato. Mi è dispiaciuto andare via da Roma, ma forse ho trovato la mia strada nonostante il rammarico. Alla fine Roma è Roma…”.

A Palermo hai sfiorato la Champions e la mancata qualificazione dipese anche dalla Roma, che non riuscì a battere la Sampdoria…
“In quella stagione il nostro destino era legato. Avevamo vissuto un’annata fantastica, così come la Roma. Fare il tifo per la Roma in quell’anno era ancora più facile sia perché sono nato lì e ho passato più di metà vita a Trigoria, dato che sono entrato nel 1992 e sono rimasto fino al 2002 per poi tornare nel 2005. In più noi avremmo raggiunto un traguardo fuori da ogni pensiero a inizio stagione, purtroppo l’abbiamo sfiorato anche se ce lo meritavamo. Anche la Sampdoria fece un anno stratosferico, ma per come sono andate poi le cose sarebbe stato meglio se ci fossimo andati noi perché poi la Samp retrocesse”.

I primi anni alla Roma?
“Avevo 17 anni, ho imparato tanto dai miei compagni. Poi quei due anni sono terminati purtroppo con l’infortunio al crociato”.

Il torneo di Viareggio?
“Mi ricordo che feci due partite, io e D’Agostino facevamo avanti e indietro perché venivamo aggregati in prima squadra quando c’era bisogno. Sia quell’anno sia l’anno prima dello Scudetto ricordo di aver passato praticamente una stagione allenandomi con loro. L’infortunio ci fu il giorno dopo che andammo a giocare ad Arezzo con la Primavera e vincemmo 1-0 grazie a un mio gol. L’infortunio fa parte del gioco”.

Il trasferimento al Lecce?
“Arrivai a Lecce nel 2002 dopo il ritiro estivo con la Roma perché Capello voleva che recuperassi bene dal crociato. Fu molto attento su questo aspetto. Per me era la prima esperienza fuori, era tutto nuovo perché ero sempre stato a Trigoria”.

La stagione 2005/2006 con la Roma? 
“Arrivavo dal Parma ed era la mia seconda in Serie A, giocai 41 partite e fu fondamentale. Arrivai a Roma con molta umiltà e feci una stagione positiva, giocai 22 partite in Serie A e 10 nelle coppe a 22 anni. Non ero la prima scelta perché c’erano giocatori di altro calibro, è stata una stagione importante. Poi fui ceduto alle buste e ci rimasi ovviamente male perché Roma è Roma. Andai così al Palermo…”.

Lecce-Roma?
“La Roma ha trovato equilibrio, quadra e consapevolezza. Al Via del Mare non è mai facile, il Lecce ha ottimi giocatori nonostante stia vivendo un momento di flessione dal punto di vista dei risultati. Per il Lecce sarà una partita molto importante, la Roma parte avvantaggiata perché è più forte ma non sarà una gara facile. Sarà un match da prendere con la massima attenzione, il Lecce si sta giocando la salvezza e ha voglia di punti”.

La stagione della Roma?
“Sono rimasto dispiaciuto e deluso dall’inizio, poi l’arrivo di Ranieri ha dato la serenità per fare un percorso positivo e tornare in lotta per l’Europa”.

La rosa?
“La Roma è una squadra forte. Mi è dispiaciuto per l’eliminazione dall’Europa League, ma il campionato è ancora lungo. Per l’entusiasmo e la fiducia credo che la Roma sia veramente in corsa, anche perché ha giocatori molto importanti”.

VAI ALL’INTERVISTA ORIGINALE

Luoghi comuni, pigrizia e Carlo Verdone

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – “Siccome la Roma potrà spendere poco, e visto che Ranieri ha scartato i nomi più gettonati, arriverà Sarri, perché ti fa risparmiare e lancia i giovani”. “Magari tornasse Spalletti, lui si che valorizza il vivaio”. “Allegri no, lui non lavora coi giovani”. “Ancelotti e Mourinho no perché esigono campagne acquisti faraoniche e so’ pure mezzi bolliti”. “Gasperini con la Roma non c’entra niente ed è odioso”. “Mancini è laziale”. “Emery non è da Roma”.

Siamo pigri. Sguazziamo nella comodità del luogo comune e spesso non abbiamo voglia di approfondire. Che poi per approfondire non servono master, perché basterebbe farsi un giro su Wikipedia, se proprio non vogliamo azionare la memoria per analizzare fatti recenti. Tra accordi svelati, nomi scartati, esclusive presunte e affari smentiti, c’è un fil rouge che tiene insieme tutto. Il luogo comune. Lanciato in orbita per ignoranza o per voglia di confondere. E supportato dall’assenza di analisi.

Allenatori per la Roma. Si dice che siccome la Roma non potrà spendere il nome giusto sia quello di Sarri. Togliamo di mezzo la gavetta culminata con l’Empoli e pure i picchi, per blasone, di Londra e Torino, Chelsea e Juventus. Parliamo del triennio al Napoli. Appena arrivato, porta con sé Valdifiori, che doveva essere il faro di mediana. 13 milioni, retrocesso a riserva dopo un mese. In quel mercato estivo lo seguiranno Allan, Gabriel, Hysaj e Reina. A gennaio si aggiunge Grassi dell’Atalanta. Spesa complessiva, 43 milioni di euro. Tanti considerando il modo di operare di De Laurentiis. Secondo anno, via Higuain per 90 milioni, il Napoli per Sarri ne spende 136 di milioni, per Maksimovic, Zielinski, Tonelli, Diawara, Milik e Pavoletti. All’alba della terza stagione arrivano Mario Rui e Ounas, soltanto 14 milioni in due. Giovani lanciati? Non pervenuti. Bravo a fare giocare le squadre e a dare un senso a calciatori in cerca di autore, in quel Napoli arrivarono giovanissimi Diawara, Rog, Ounas e Grassi. Altro giro altro luogo comune, perché l’equazione “giochista uguale valorizzatore di giovani” non è affatto automatico.

Succede quindi che matusa come Allegri e Mourinho piantino e coltivino in prima squadra Fagioli e Miretti, Zalewski e Bove, facendo apparire (aiutando il club per venderli) gente improbabile come Tahirovic, Volpato e Felix. Mentre i santoni della palla a terra tipo Spalletti in carriera non hanno mai svezzato giovani che poi gli avrebbero dedicato la carriera. Ciò vuol dire che Spalletti non sia bravo? No. Spalletti è uno dei più bravi in circolazione, ma sarebbe ora di radere al suolo certe narrazioni false e tendenziose. Così come bisognerebbe accantonare per pudore la strafottenza tipica del nostro territorio.

Conquistavamo il mondo tremila anni fa, oggi nel calcio dovremmo seguire la strada indicata da chi sa come si arriva al traguardo. Soprattutto da quelli che sanno come si conquista. Senza essere schizzinosi. Quindi: Mancini è della Lazio? Ma quando mai, ha tatuato i Fedelissimi della Sampdoria, gruppo storico della gradinata sud del Ferraris. Emery non è da Roma? Forse la Roma non è da Emery, visto che vanta quattro Europa League vinte con squadre di periferia calcistica e che ha appena conquistato con l’Aston Villa i quarti di Champions. Gasperini è antipatico? Se vogliamo allenatori simpatici, speriamo che Friedkin ingaggi Carlo Verdone. Luoghi comuni, comfort zone e pigrizia possono uccidere. Nel calcio uccidono le ambizioni. E alterano la realtà.

In the box – @augustociardi75