Per giungere in Champions sette anni dopo l’ultima esibizione nel torneo, la Roma resta incollata alla via del successo (questo è il quinto consecutivo) anche dopo aver percorso le strade della paura in una partita che poteva sembrare semplice, dato che il Verona era già retrocesso, ma si stava rivelando una trappola. Voleva una vittoria per non dipendere da altri e i tremori da braccino non vengono a Paulo Dybala, delizioso nei due assist, utile quando fa espellere Valentini o salva in difesa. (…) E’ anche giusto che sia Malen a mettere un timbro pure nel match decisivo: 14 gol in 18 partite di campionato, in quattro mesi; che numeri. (…) Ma è bello anche che l’ultimo sigillo del campionato sia di El Shaarawy, che lascerà il club dopo otto anni, sia pur intervallati. Però è la classe di Dybala a far risplendere i due compagni. La Roma è legata nel primo tempo e attende troppo per chiudere la gara nella ripresa, quando è in superiorità: il gol della liberazione, con un Verona ormai tutto in avanti, arriva solo al 93′. In avvio non c’è velocità, manca il coraggio sulle fasce, poca personalità per un gruppo che deve prendersi in qualsiasi modo la Champions. (…) La Roma deve attendere mezz’ora per vedere il primo tentativo pericoloso: punizione di Dybala, ben deviata da Montipò, però la chance più nitida è del Verona e capita a Bowie, che, tra uno scarabocchio tecnico e l’altro, riesce a liberarsi in posizione centrale, ma Svilar mostra di meritarsi il premio di miglior portiere del campionato che gli è stato consegnato prima del via. (…) Dentro El Aynaoui e Ziolkowski per Pisilli e Ghilardi, ma il difensore uscirà dopo soli 27′ causa un’ammonizione rischiosa. Senza Wesley e Ndicka mancano incisività sull’esterno e un altro colpitore sui calci piazzati. El Aynaoui parte due volte palla al piede per mezzo campo, la Roma è più viva; Valentini già ammonito, cade di nuovo nella trappola degli slalom di Dybala e viene espulso. Montipò toglie dall’angolo una punizione di Soulé, ma un mani di Bowie in area dopo corner viene scovato dal Var. Malen si fa parare il tiro dal portiere, però Dybala è svelto e intelligente a servire l’olandese che stavolta non sbaglia. Il Verona, bravo, cerca di graffiare fino al termine, altro che rassegnazione, ma la fatica genera solo confusione e il raddoppio nel recupero è inevitabile. La Roma ha inanellato sei vittorie e un pari dopo aver perso contro l’Inter (5-2), il 5 aprile. Quel giorno aveva nove punti di distacco dal Milan, quattro dal Como e tre dalla Juve. Chiude invece al terzo posto, come non le capitava dal 2018 e va in Champions con Fabregas, grazie a uno sprint finale che ha stroncato la concorrenza. (…) I Friedkin, che hanno investito finora
1060 milioni nel club, con perdite di 642 milioni, festeggiano la prima entrata nella grande Champions, quella che garantisce otto partite e che porta, male che vada, almeno 60 milioni (il Napoli, eliminato in gennaio nella fase a campionato, è arrivato a 48 botteghino escluso). Ma per una proprietà straniera, vivere nel torneo per club più guardato al mondo significa anche prestigio, visibilita e crescita del marchio. Gasp, (…) è avvezzo ai meccanismi del nostro campionato, con 11 sconfitte (ma 23 vittorie e 18 clean sheet) forse non si aspettava nemmeno lui questa gioia, però ha dimostrato che con gli acquisti mirati (Malen) e un gruppo a cui doveva essere concesso tempo (e buona salute, soprattutto per Dybala) per adeguarsi alle sue altissime pretese, si poteva anche tornare fra le big d’Europa. E alla fine della corsa, il traguardo è meritato.
(gasport)