VIDEO – Copa Sudamericana, incredibile Carlos Vinícius: tre rigori sbagliati di fila, come in Roma-Lille

Un episodio incredibile ha segnato la notte della Copa Sudamericana durante la sfida tra Palestino e Gremio. L’attaccante brasiliano Carlos Vinícius è stato protagonista di un episodio insolito, fallendo tre calci di rigore consecutivi nella stessa partita.

L’evento richiama fedelmente quanto accaduto alla Roma il 2 ottobre 2025, durante la sfida di Europa League contro il Lille. In quell’occasione, tra il minuto 82 e l’85, lo stadio Olimpico fu testimone di un finale frenetico: un rigore venne ripetuto per tre volte e parato altrettante da Ozer. Il portiere dei francesi neutralizzò i primi due tentativi di Artem Dovbyk (fatti ripetere perché l’estremo difensore si era mosso in anticipo) e successivamente parò anche il terzo penalty calciato da Matias Soulé.

Mentre nella gara dei giallorossi si trattò di una serie di ripetizioni regolamentari che videro coinvolti due diversi tiratori, stanotte in Brasile la maledizione degli undici metri ha colpito esclusivamente Carlos Vinícius, il cui triplo errore consecutivo ha consegnato al Gremio al record negativo.

Giannini: “Credo in Gasperini. Ora va accontentato”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Quattro finali per chiudere la stagione. E «tutto è ancora possibile» secondo l’ex capitano giallorosso Giuseppe Giannini. Il «Principe» ha analizzato a il Tempo il momento che sta attraversando la Roma, con uno sguardo al futuro.

Crede ancora alla Champions?

«È obbligatorio crederci, an-che se non è facile. È brutto parlare di sfortuna, ma la Roma è stata leggermente sfortunata. La partita con la Juve ha un po’ capovolto l’annata».

Un bilancio del primo anno di Gasperini è positivo?

«È un allenatore che ha esperienza e che ha fatto risultati importanti. Secondo me è adatto alla piazza di Roma e lo sta dimostrando. Non è facile tenere sempre la barra dritta, anche nei momenti critici. Lui, comunque, sta uscendo fuori molto bene. Quest’anno si è vista una Roma che ha un’idea di gioco, che sa quello che deve fare».

I Friedkin hanno puntato su Gasperini e cacciato RAnieri. E la scelta giusta?

«È normale che la proprietà guardi un po’ più al sodo. L’uomo più importante era Gasperini, l’allenatore che deve ancora concludere un campionato, e chiaramente hanno lasciato spazio e libertà d’azione a lui. Hanno tolto Ranieri che era leggermente più debole, pur avendo fatto grandi cose nella Roma. Oltretutto, ci sono state dichiarazioni che hanno sorpreso tutti perché rAnieri è una persona che ha sempre dimostrato grande controllo».

Chi vedrebbe bene al posto di Ranieri?

«Per amore, per passione, per attaccamento, uno sognerebbe un personaggio che ha già fatto grandi cose da giocatore e che può contribuire anche da dirigente».

Immagino si riferisca a Totti…

«Francesco potrebbe essere una figura adatta, ha sempre esternato il desiderio di tornare e di essere considerato. Però non voglio metterlo in difficoltà, perché quando esce un nome, difficilmente poi viene considerato o comunque viene bruciato».

A proposito di dirigenti, come valuta il lavoro di Massara?

«E un professionista serio, che conosce il calcio internazionale. È chiaro che nella Roma c’è bisogno anche di sbilanciarsi. Forse, sotto questo punto di vista, Massara è tutt’altro, è una figura che lavora a fari spenti, non gli piace apparire. Fatico ad esprimere un giudizio perché non so come sono arrivati alcuni giocatori. Faccio un esempio, Vaz a 22 milioni. Un ragazzo interessante, di prospettiva, ma non ancora pronto per una piazza come Roma. Non sapendo perché è stato preso, non posso giudicare».

Dove è migliorabile la rosa giallorossa?

«Per avvicinarsi alle altre credo serva un elemento per reparto, se non due, soprattutto in attacco. Se Dybala non verrà confermato, la Roma dovrà prendere un esterno in grado di offrire quella fantasia che a volte manca. Sono d’accordo con Gasperini quando dice che servono più giocatori come Wesley e Malen. Se l’allena-tore ti dà delle indicazioni, in qualche modo deve essere accontentato. Poi, lui si assumerà le sue responsabilità».

Punterebbe ancora su Pellegrini e Dybala?

«Sono due situazioni diver-se. Su Pellegrini ci punterei perché puoi contarci per quasi tutta la stagione. Dybala, invece, ha perso tante partite. È un giocatore importante, ma andrà valutata la sua condizione fisica».

Dan a Gasp: veniamoci incontro

Un vertice per accendere il futuro. Non una semplice riunione, ma un crocevia vero, pesante, decisivo. Dan Friedkin e Gasperini si guarderanno negli occhi nel weekend, nella Capitale, con un obiettivo chiaro: mettere ordine, dare una direzione, costruire una Roma che sia finalmente coerente tra ambizioni e mercato. È il momento delle scelte, quelle che lasciano îl segno. Perché stavolta non si tratta solo di comprare, ma di capire come farlo. (…) La fotografia è nitida, quasi simbolica: da una parte Kerim Alajbegovic, 18 anni, talento puro, prospettiva e potenziale. Dall’altra Remo Freuler 34 anni, mestiere, carisma, affidabilità. Due estremi che raccontano la nuova Roma che si vuole costruire giovane, sì, ma non ingenua. ambiziosa, ma anche pronta. Gasperini, del resto, i segnali li ha lanciati eccome. (…) Freuler rappresenta la risposta immediata. I contatti ci sono, il giocatore ha aperto, la Roma osserva e aspetta. Nessuna fretta, ma una strada ben definita. Lo sviz-zero vuole chiu-dere la stagione. (…) Diverso il discorso per Alajbegovic. Qui è la Roma a spingere, ad accelerare. Il talento bosainco piace, eccome. Friedkin ha dato il suo via libera, cosi come Gasp a cui piace il giocatore: l’operazione è pronta a decollare. Ma il ragazzo prende tempo, ascolta, valuta. Milan, Nap-li, Inter: la concorrenza non manca e pesa. Entro fine maggio arriverà la risposta. (…)

(corsport)

L’ora di Gervasoni: interrogato dai pm in una caserma

L’inchiesta sugli arbitri il primo giorno era la stanza di un adolescente: elementi ovunque, tessere da assemblare, confusione. Giorno dopo giorno, alcuni punti si chiariscono e ormai è chiaro che cosa la lampada della Procura di Milano dovrà illuminare: il momento in cui si fa riferimento alle designazioni di Rocchi per Bologna-Inter (arbi-trò Andrea Colombo) e per Inter-Milan (Daniele Doveri). Il pubblico co ministero Maurizio Ascione riuscirà a provare che sono stati scelti in quanto graditi o sgraditi all’Inter? Da qui dipenderanno l’esito e il peso dell’inchiesta. Ieri si è compreso un particolare non secondario: dalle testimonianze di alcuni degli arbitri sentiti dalla Procura sarebbe arrivata la conferma di quelle due designazioni pilotate. La teoria è che Colombo sia stato selezionato come arbitro gradito all’ Inter, Doveri per evitargli l’abbinamento con i nerazzurri in partite successive. (…) Nel corso delle indagini sono state sentite tante persone informate sui fatti e tutte sono riconducibili al mondo arbitrale: solo arbitri ed ex arbitri. Nessun membro delle società di. A, nessun addetto agli arbitri (ovvero i tesserati delegati a gestire i rapporti tra le squadre e la classe arbitrale). Anche a San Siro – con Rocchi in quel famoso 2 aprile – ci sarebbero state solamente persone appartenenti a quel mondo. Nessuno dei presenti allo stadio, però, risulta es-ere al momento indagato. Il designatore dunque avrebbe parlato con una o più persone del suo stesso settore, che sarebbero state identificate ma non sono nel mirino della Procura. Presu-mibilmente potrebbero essere state sentite come persone informate sui fatti, ma niente di più. Oggi invece è il giorno di Andrea Gervasoni. L’ex arbitro alle ll si pre-senterà all’interrogatorio con il pubblico ministero Ascione in una caserma tenuta segreta della Guardia di Finanza a Milano. Nell’avviso di garanzia notificato a Gervasoni, difeso dal legale Michele Ducci, si fa riferimento solo a Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 e si parla di un episodio specifico: il rigore concesso e poi tolto via monitor al Modena. Gervasoni risponderà solo su questo episodio… o al-meno, questa è la sua intenzione. In quel momento, poi, il pm sarà obbligato a rivelare all’indagato l’elenco degli elementi di prova in suo possesso su quella partita. Altro? Gli inquirenti potrebbero chiedergli spiegazioni su altre gare, magari proprio su quell‘ Inter-Roma dell’aprile 2025 con il «fatevi i fatti vostri» che Gervasoni avrebbe detto ai varisti Di Bello e Piccinini per non farli intervenire dopo il fallo di Ndicka ai danni dell’interista Bisseck. Possibile che Ascione abbia trovato audio e video di quel momento e li mostri a Gervasoni. (…)

(gasport)

È pronta la riforma Friedkin

C’è un weekend che può valere molto più di una semplice riunione operativa. un punto di svolta, forse l’alba di una nuova era. La Roma sì prepara all’incontro tra Friedkin e Gasperini con la sensazione che qualcosa stia per cambiare davvero nella visione complessiva di un progetto che guarda al cen-enario del club. La parola chiave è una sola: riforma, una fusione di intenti, caratteri e ambizioni che prom ette di ridisegnare la fisionomia del club. Dopo la separazione da Ranieri, la guida sportiva al momento è diventata territorio assoluto di Gasperini, che ha incassato la piena fiducia del presidente e che si appresta ad assumere un ruolo centrale anche nelle dinamiche di Trigoria. Più poteri, più responsabilità, più voce in capitolo. (…) La Roma cerca una figura che parli la stessa lingua dell’allenatore, che ne condivida idee e visione. I nomi sul tavolo raccontano bene la direzione: D’Amico, legato all’Atalanta; Manna, oggi al Napoli; e Sogliano, pronto a salutare il Verona. (…) Non sarà però una rivoluzione cieca, una demolizione senza criterio. Gasperini ha in mente una Roma che cambia senza perdere identità, che evolva senza smarrire le sue certezze. I cosiddetti’senatori” verranno valutati uno a uno, sia per qualità tecni-che sia per dedizione alla causa. (…) Infine, lo sguardo si sposta anche all’estate, al lavoro sul campo, alla preparazione. Gasp ha le idee chiare, vuole tornare in montagna: Austria, Germania, Svizzera le mete prese in considerazione. (…)

(corsport)

Totti aspetta l’ultimo via libera

Francesco Totti aspetta. Non scalpita, non forza la mano. Ma c’è. IL contratto da ambasciatore è lì, pronto, manca solo l’ultimo via libera. E mentre Friedkín rimette ordine nei lasselli societari, Totti osserva, dialoga, resta in contatto costante. Il suo ritorno è un’idea concreta che prende forma giorno dopo giorno. E un altro passo verso il Fulvio Bemardini è arrivato quindici giorni fa. Non in un ufficio, non dietro una scrivania, ma davanti a un microfono. Totti ha parlata da dirigente, prima ancora che da simbolo. Diretto, lucido, senza nascondersi. In merito alla vicenda Ranieri, ha chiesto unità, ha invocato compattezza, ha messo la Roma davanti a tutto. (…) Quel messaggio non si è fermato a Trigoria. Ha attraversato l’oceano ed è arrivato dritto negli uf-ici americani. Friedkin osserva tutto, studia, analizza. E ha apprezzato. Non solo il contenuto, ma il tempismo, il modo, la responsabilità. Perché in quelle parole c’era esattamente ciò che la Roma cerca: una figura capace di tenere insieme i pezzi. (…) Un ponte. Tra squadra e dirigenza, tra allenatoit e ambiente, tra passato glorioso e futuro da costruire. Perché quando parla Totti, Roma ascolta. Sempre. E oggi, forse più che mai, ne ha bisogno.

(corsport)

Nuovo ds e programmazione: Ryan Friedkin in arrivo a Trigoria nel weekend

IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – Roma chiama, Houston risponde. L’aereo presidenziale dei Friedkin (uno della flotta) è pronto a volare alla volta della Capitale. A bordo, però, ci sarà soltanto Ryan. Il figlio del presidente arriverà nel corso del fine settimana in città, tirando dritto verso Trigoria, dove ad attenderlo ci sarà Gasperini, Massara e il futuro della Roma da programmare. Il primo punto all’ordine del giorno, ovviamente, è la scelta del nuovo direttore sportivo. (…) Un casting a cinque, ancora aperto, tra: Sogliano, D’Amico e Manna, con Paratici Giuntoli più staccati. Quest’ultimo, in modo particolare, è l’unico della lista ad essere attualmente libero da contratti, mentre Sogliano sembra essere il più vicino a liberarsi, visto che la proposta di rinnovo da parte del Verona è vicina ad essere rispedita al mittente. (…) Gasp non vede l’ora di approfittare della presenza di Ryan Friedkin anche per iniziare a programmare un futuro tutto da decifrare. A partire dal prossimo 30 giugno, scadenza entro la quale la Roma dovrà registrare decine di milioni di euro di plusvalenze, per sperare di rientrare nei paletti fissati dal settlement agreement firmato con la Uefa. A proposito di questo, a Trigoria sono convinti di poter colmare parte di quell’obiettivo con una multa salata da pagare. America me senti? Sembra di sì.

Allarme plusvalenze: Koné e Ndicka finiscono sul mercato

Manu Koné torna ad allenarsi sotto gli occhi di Gian Piero Gasperini. Una buona notizia per il giocatore, pronto ad accumulare minuti soprattutto in vista dei Mondiali. (…) Koné è infatti uno dei maggiori indiziati a lasciare Trigoria entro il prossimo 30 giugno. La Roma deve sistemare i conti. Questioni di bilan-
cio più che tecniche. Il centrocampista della nazionale francese piace all’Inter, ma ha mercato anche all’estero. Con la sua cessione i giallorossi potrebbero avvicinarsi all’obiettivo imposto dalpiano di rientro Uefa. Ma Koné da solo non basterà a raggiungere quota 80 milioni di plusvalenze. Allora al direttore sportivo Ricky Massara, finché sarà in sella, non resterà che guardarsi ancora attorno. Per posare infine gli occhi su Evan Ndicka. Il centrale ivoriano ha scaricato il suo agente ed è pronto a cercarsi una squadra in piena autonomia. Con un vantaggio: tratterà sui propri conti correnti il 20% del valore del cartellino. Una novità che spinge il difensore lontano da Trigoria. (…)

(La Repubblica)