Quando la Juve scippava Capello e non Celik

il segno dei tempi, signora mia. Ogni epoca hai suoi scippi. Una volta la Juve soffiava alla Roma Fabio Capello (due volte, da giocatore e da allenatore), o Boniek, Peruzzi, Emerson e Pjanic. Adesso, le frega Celik. Ci siamo ridotti a questo? Certo. Non solo la Juve ma tutto il calcio italiano che continua ad andare verso gli inferi e la vicenda Celik lo testimonia. (…) Il turco, al massino un buon jolly difensivo e che è andato ai Mondiali ma ne è stato subito sbattuto fuori tra l’altro giocando malissimo, sta per rinnovare con la Roma ma arriva la Juve e gli offre di più, ossia la pazzesca cifra di 4 milioni di euro annui, e lui va a Torino, a giocare l’Europa League e non la Champions che lo attendeva qui. Contento lui, contenta la Juve. Facciamo quelli che dovrebbero rinsavire, qui nella serie A del nostro scontento, e poi offriamo 4 milioni all’anno a Celik? Cose da pazzi. Non può che scattare la nostalgia per il grande calcio italiano che fu e per la grande Juve, un tempo specializzata nello scippare grandi giocatori alla Roma, mica Celik. Iniziò con Capello, insieme a Spinosi e Landini, nella famosa trattativa del 1970 che portò in giallorosso, in cambio ma non certo alla pari, Del Sol, Zigoni e Bob Vieri (papà di Bobo, non bravo come il figlio): ci furono rivolte di piazza, ma erano davvero altri tempi. (…) Le soffio Zibì Boniek. che doveva arrivare nella Capitale ma poi approdò alla Juve nel 1983, si disse per i buoni uffici della Fiat in Polonia (poi Zibi venne a Roma nel 1985 e non si è più mosso da qui). La Signora porto via dall’Urbe nel 1991 Angelo Peruzzi, che dopo la vicenda doping non poteva rimanere, e depositò sul Tevere, in cambio anche questo a perdere, Thomas Hassler. Nel 1994 un’audace mossa di mercato di Luciano Moggi sottrasse Paulo Sousa e Ciro Ferrara alla Roma per traghettarli a Torino dove vinsero tutto. Nel 1997 acchiappò Daniel Fonseca, ma in quel caso ebbe minore fortuna. Buffon fu vicinissimo a Trigoria: fini alla Juve come gli altri. Poi Capello, il voltafaccia più clamoroso nel 2004 da allenatore: non andrò mai alla Juve, diceva. E invece altro che hombre vertical, ci andò scappando di notte. e si porto via Emerson, che arrivò a esibire un certificato medico con la diagnosi di depressione. Poi ci furono Zebina, e Pjanic, e Vucinic e pure Szczesny. Tante volte hanno peccato, alla Juventus, e tante volte alla Roma sono rimasti di stucco. Ma Celik, diamine, è proprio grossa, è il massimo del minimo. Come ci siamo ridotti.

(Il Messaggero)