L’indirizzo di Gasp: sì a tutti i rinnovi. E ora anche El Shaarawy può restare

Panta rei, tutto scorre. Dopo la Fiorentina Gasperini ha difeso la squadra: “Mi dà fastidio che alcuni pensino che questo sia un gruppo da 5°-6° posto e oltre non possa andare. Se avessero avuto dei rinforzi in più magari avrebbero raggiunto traguardi più alti”. A protezione dei giocatori, forse pure di un obiettivo, il quarto posto, che “nessuno ci aveva chiesto”. Non passaggi banali, come quando Gasp ha detto “O si va avanti con le mie idee o è meglio che cerchi un altro posto”. Il discorso riguarda il mercato: proprio ieri il ds in carica, Massara, era segnalato all’estero per lavorare sulle cessioni. Ma il tema caldo è soprattutto quello dei rinnovi, intorno al quale la proprietà aveva fatto filtrare idee opposte solo un mese fa. Gasperini oggi chiede i rinnovi di tutti i giocatori in scadenza. Sì, tutti. Anche quello di El Shaarawy, con il quale avrebbe avuto in tal senso un colloquio la scorsa settimana. Tra il tecnico e l’attaccante non sono sempre state rose e fiori, pure in tempi recenti qualche frizione è stata registrata. Ma tutto scorre. Anche Stephan puó sperare, allora. Resta da capire che cosa ne pensa la proprietà. E non solo su di lui.

(corsera)

Summerville e Tzolis le idee del tecnico: ma prima le cessioni. E manca il suo ds

La forza delle idee, quelle con le quali Gasperini vuole portare la Roma il più in alto possibile. Lo aveva detto a Bologna e lo ha ribadito anche due giorni fa. Il problema, però, è che a Trigoria Ryan Friedkin ancora non si è visto, per non parlare di Dan che non si materializza da ottobre. C’è l’altro figlio, Corbin, ma non basta. Gasp ha voglia di gettare le basi per il futuro, anzi una base per lui già c’è che è quella del nucleo storico che non vuole rivoluzionare ma migliorare. Un’idea che va in contrapposizione con quella della società che dopo il ko con l’Inter aveva annunciato l’ennesima rivoluzione, già naufragata. I giocatori in scadenza sono quattro: Pellegrini, Dybala, Celik ed El Shaarawy. Lorenzo è quello che può sperare di più nel rinnovo a patto che accetti una riduzione dell’ingaggio. Secondo Gasperini presentarsi al centenario senza giocatori rappresentativi non è il massimo, per questo potrebbero riaprirsi gli scenari anche per Paulo. Il corteggiamento del Boca prosegue ma non ha ancora detto di sì. Contatti con agente e entourage non ce ne sono stati ed è tutto rimandato a fine anno così come per El Shaarawy che nutre ancora una piccola speranza di poter rimanere. Capitolo Celik: nei giorni scorsi il procuratore è stato a Trigoria e si sono riaperte le trattative per il prolungamento. La richiesta da 4 milioni è considerata troppo ta e la Roma non intende andare oltre i 2,5. Se da una parte Gian Piero non vorrebbe privarsi di gran parte del gruppo dall’altra il club è al lavoro per sistemare i conti. Il 30 giugno si avvicina e almeno un big dovrà partire per provare quantomeno ad avvicinarsi ai 60 milioni di plusvalenze, cifra che può essere abbassata con l’eventuale qualificazione in Champions e altri ricavi. I top player a rischio sono Svilar, Koné, Ndicka e Soulé. L’argentino è corteggiato dall’Aston Villa mentre su Evan si stanno muovendo alcuni club di Premier. Tante le carte sul tavolo, ma per evitare altri disguidi bisognerà trovare in fretta un nuovo ds. Massara è ancora al suo posto ma ipotizzare un futuro insieme sembra utopia. In pole c’è D’Amico subito dopo Manna, due ds ancora sotto contratto con le rispettive squadre quindi per il momento difficilmente trattabili. Il quadro delle uscite sembra apparentemente chiaro, ma a preoccupare il tecnico ci sono le entrate. Perché se è vero che lui vorrebbe ripartire con questo blocco è altrettanto vero che ha intenzione di battere i pugni per avere dei rinforzi. I fari sono come sempre puntati sull’attacco. Malen è la certezza e proprio dall’agenzia che ne cura gli interessi potrebbero arrivare altri colpi. Oltre a Summerville del West Ham è stato offerto Tzolis, ala sinistra del Brugge valutato circa 30 milioni. Un sondaggio era stato già effettuato la scorsa estate ed è un nome che può tornare di moda. Fari puntati anche su Alajbegovic, stellina del Bayer Leverkusen seguita anche da Inter e Napoli che è davanti in questa corsa.

(Il Messaggero)

Champions e tensioni: da Malen a Wesley. Numeri e uomini d’oro per un sogno possibile

Altri due così, come Malen e Wesley e la Roma volerà. E’ la vox di Gasperini e quella del popolo, che sogna di rivedere la squadra costantemente nei piani alti. In Champions, senza doverla rincorrere e sperare in un passo falso altrui, come dovrà accadere ora. Sono due calciatori inseguiti e voluti da Gasp, sono loro che hanno alzato il livello. E quando non ci sono stati, la Roma non è stata la stessa di oggi. Senza il brasiliano, i giallorossi non hanno vinto tre partite su sette. E’ stato utile a destra, a inizio stagione per poi consolidarsi a sinistra. E questo inciderà pure sulle decisioni di mercato: la Roma può andare a comprare anche un titolare sulla corsia di Celik. Un altro Wesley, appunto. Grazie a uno come lui, la Roma è tornata a sperare nel quarto posto, non a caso Gasp si è messo contro tutti quelli che volevano calmarlo quando l’esterno smaniava per tornare in campo. Sa difendere, sa calciare, ha nella testa il calcio offensivo che propone Gasp. E’ utile anche a Malen, che ha una sponda con cui parlare la stessa lingua. Si dirà: senza Donyell nella prima parte della stagione era comunque nei primi posti della stagione. Vero. Ma è vero pure che quella squadra faceva fatica a segnare, spesso vinceva di misura e altrettanto spesso, la differenza era in Svilar, che mascherava alcune magagne difensive. La Roma di Malen ha imparato a fare gol, lui ne ha segnati undici in quindici partite di campionato. E nelle ultime due si è travestito da uomo assist, con due perle, una per El Aynaoui a Bologna e una per Pisilli l’altro ieri: due passaggi con l’esterno destro, di trivela. Con Donyell è cambiato il trend: 24 le reti nelle 20 partite disputate senza il suo contributo, 28 nelle 15 con l’olandese in campo. Il dato oggettivo è che, nel nostro campionato, una riserva della Premier, sposta, eccome. L’altra sera abbiamo capito pure che la Roma può permettersi di non mandare in gol il suo uomo migliore: a segno sono andati i difensori, Mancini, Wesley ed Hermoso, più Pisilli, che sta pian piano ritagliandosi un posto nell’élite della rosa gasperiniana. Ed è giusto ricordare come questo ragazzo per la prima parte della stagione era ai margini. fino a decidere di prendere altre strade. L’emergenza lo ha trattenuto. E ora se lo gode la Roma. Che è tornata a proteggere la porta come a inizio stagione: dall’imbarcata di San Siro, nelle quattro partite successive, Svilar ha incassato solo la rete di Krstovic, nell’uno a uno contro l’Atalanta. Personaggi e numeri che riportano la Roma a ridosso del quarto posto, dopo il periodo di burrasca vissuto a Trigoria, con le liti interne e l’allontanamento di Claudio Ranieri e la sfiducia a Massara. I numeri dicono che questa Roma, che non gioca una partita di Champions dal 2018, ma negli ultimi due anni si è sempre avvicinata, è stata in corsa, quest’anno dall’inizio e nella passata stagione con una seconda parte irresistibile. Juve, Milan e Como sono le concorrenti, due di queste hanno rispetto alla Boma solo qualche punto in più. Dietro c’è la squadra di Fabregas che ha speso ma è l’unica che non è in vantaggio negli scontri diretti con i giallorossi. Stavolta, Napoli e Inter a parte, le concorrenti sono più o meno dello stesso livello, con problemi sparsi qua e là. Ha ragione Gasp quando ammette di essersi stancato nel sentir dire che la rosa giallorossa sia da sesto posto. La Roma deve crescere tanto, ha bisogno di migliorarsi in varie zone del campo, ma almeno in questa stagione. Il quarto posto è una possibilità concreta. Lo dicono i numeri, i personaggi.

(Il Messaggero)

Le inquietudini di Gasp e il messaggio a Friedkin: “Chiarezza immediata”

All’attacco. Anche quando la partita è finita. Anche nel momento in cui è uscito
vincitore dal gioco della torre con Ranieri. Gasp non arretra, anzi rilancia. E chi pensa che le sue parole nel post Roma-Fiorentina siano rivolte a Massara ha capito poco. Il ds, sfiduciato in pubblico alla vigilia del match contro il Bologna, è il bersaglio più semplice per lasciar intendere a chi di dovere la propria inquietudine. Ma la sorpresa sa essere anche una medaglia a due facce, perché allo stesso tempo, ascoltando le sue considerazioni su Pisilli, non sono stati in pochi a stupirsi, dentro e fuori Trigoria. Gasp ha fretta. Vuole capire, confrontarsi, magari anche discutere, ma non può farlo da solo, allo specchio. Perché se è vero che Massara continua paradossalmente a lavorare per il club, il ds aspetta soltanto che gli venga comunicato di farsi da parte. E le indicazioni che arrivano da Trigoria nel borsino quotidiano dei ds, non fanno altro che confermare indirettamente come i Friedkin stiano guardandosi intorno. Il problema è che i due ds preferiti, Manna e D’Amico, sono sotto contratto. Tradotto: devono essere lasciati liberi dai rispettivi club che ad oggi non ci pensano minimamente. La possibilità che si ritorni quindi su opzioni lasciate prematuramente cadere è molto alta, a meno che non si opti per Sogliano. Gasp freme. E allora è meglio tracciare una linea chiara, a partire dai rinnovi. Se a sperare ora c è anche El Shaarawy, la vera rivoluzione è questa. Perché dopo Inter-Roma si parlava di piazza pulita. E a farlo trapelare era il club, non altri. Il braccio di ferro parte da qui. E si sviluppa sul mercato che verrà. Al netto delle partenze, gli servono tre titolari: un terzino sinistro, un’ala a destra e una sinistra. Chiede tre Malen ma non è semplice. Soprattutto senza i soldi della Champions. E qui si torna al punto di partenza: cosa vogliono fare i Friedkin? Perché rileggendo il comunicato del licenziamento di Ranieri, non ci dovrebbero essere dubbi, ma il condizionale invece è quantomai d’obbligo. Altrimenti Gasperini non sarebbe uscito così allo scoperto lunedì sera. Parliamo di un uomo scaltro, intelligente, che sa cosa vuole e come ottenerlo. L’unico dubbio in tutta questa vicenda è l’interlocutore con il quale si rapporta. Perché per una vita Gian Piero si è sempre relazionato con presidenti in loco, veraci, presenti, come Preziosi e Percassi. Discussioni sì, anche numerose, che poi però si concludevano con una pacca sulle spalle, guardandosi negli occhi. E non è un caso che quando l’Atalanta ha cambiato modo di essere con l’ingresso nel 55% del capitale degli imprenditori americani, è durato appena due anni. Qui il rapporto è ancora più in salita. Perché spesso si sviluppa attraverso call o intermediari che nemmeno figurano nell’organigramma societario. La palla quindi passa ai Friedkin. Tocca a loro capire come accontentare Gasp. Perché investirlo di un ruolo centrale pubblicamente e allontanare le persone a lui poco gradite non basta. Serve lo step successivo: affidargli il ruolo di allenatore-manager. Rischioso? Certamente. Ma necessario. Perché cambiare gli interpreti e continuare a pensare a Gasp come quello che “lanciava i giovani all’Atalanta” vuol dire non aver capito di avere a che fare con un allenatore di 68 anni che nel giro di un paio di anni vuole vincere. Qui o altrove.

(Il Messaggero)

È un caos Capitale, allarme sicurezza: Roma-Lazio e tennis insieme preoccupano

Il pranzo della domenica allo stadio per il derby della Capitale rischia di saltare. E la protesta di Maurizio Sarri non c’entra niente. Tutto è infatti legato a questioni di ordine pubblico che stanno creando più di qualche perplessità a Questura e Prefettura di Roma. Cerchiamo di ricostruire i fatti. Nella penultima giornata di campionato è in programma la sfida tra Roma e Lazio, con i giallorossi di Gasperini ancora in corsa per la Champions. La domenica di quello stesso weekend, il 17 maggio, è fissata anche la finale degli Internazionali d’Italia, a pochi metri dall’Olimpico. Una coincidenza che era balzata subito all’occhio nel momento della stesura dei calendari, a giugno scorso, sollevando non poche polemiche, ma che adesso sta creando una serie di problemi di non facile risoluzione. Perché contemporaneamente alla Roma devono giocare tutte le squadre che concorrono per un posto in Champions League. Il Viminale, dopo gli scontri del passato, proibisce che il derby si giochi la sera, ecco allora che poco meno di una settimana fa il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, serve pubblicamente quello che sembra l’unico scenario possibile: “Non mi pare ci siano troppe opzioni. Alle 20.45 non si può giocare per motivi di ordine pubblico. Di pomeriggio ci sarebbe la contemporaneità con la finale degli Internazionali di tennis e non è consigliabile. Resta solo la possibilità delle 12:30”. In attesa di ufficializzazione, si delinea dunque un altro derby domenica ad ora di pranzo, insieme alle gare di Milan, Juventus, Como e forse anche quelle di Napoli e Atalanta. Una soluzione obbligata per la Lega Serie A, perché l’unica alternativa sarebbe lo slittamento a lunedì alle 18, quindi nel pomeriggio di un giorno feriale, con un impatto non indifferente sui tifosi e anche sui diritti tv. La novità delle scorse ore è però legata ai dubbi di chi gestisce l’ordine pubblico. Se è vero che già mercoledì 13 maggio il Foro Italico sarà sotto stress per la coincidenza tra un’intensa giornata di gare agli Internazionali e la finale serale di
Coppa Italia tra Lazio e Inter, è vero pure che il derby di Roma, proprio per i trascorsi che lo hanno reso da anni una partita a rischio tanto da non poterla più disputare in notturna, crea un allarme sicurezza di altro livello. Con la finale del tennis alle 17, anche se sono attese poco più di 10 mila persone, si renderà necessario un aumento delle forze dell’ordine per gestire in particolare il deflusso dall’Olimpico pericolosamente vicino all’arrivo degli appassionati diretti al Centrale per l’ultimo atto del torneo di Roma. Questura e Prefettura devono mettere in conto i rischi che ruotano intorno a una partita cosi, in cui oltretutto una delle due squadre potrebbe giocarsi una bella fetta della stagione, e non si possono escludere potenziali scontri nel dopo gara. Come sempre intorno all’Olimpico l’area sarà pedonale, senza dimenticare che, contrariamente a quanto avviene di solito, l’afflusso non potrà avvenire da via dei Gladiatori chiusa per gli Internazionali: tutti dovranno dunque passare dalla zona dell’obelisco e della cosiddetta “Palla”. Insomma, la situazione non è facile e a quanto risulta chi gestisce l’ordine pubblico preferirebbe si giocasse un altro giorno, ovvero lunedì. Perché la sicurezza viene prima di tutto, diritti tv compresi. Al momento non c’è nulla di definitivo, il discorso sarà ripreso nei prossimi giorni e in particolare lunedì, a risultati di campionato acquisiti e alla vigilia dell’ufficializzazione degli orari di questa discussa 37ª giornata da parte della Lega Serie A. Intanto occorre risolvere in fretta il nodo della penultima di questo campionato, per la prossima stagione c’è tempo. Promemoria: la finale degli Internazionali del 2027 si giocherà il 16 maggio.

(gasport)

Il sorpasso in difesa: una Roma di ferro non prende più gol e i centrali segnano

All’attacco, ma con la difesa. Sembra un paradosso ma non lo è. Nel senso che nella rincorsa attuale della Roma al quarto posto ed alla Champions League della prossima stagione uno dei punti di forza dei giallorossi è tornato ad essere proprio il reparto arretrato. Perché ha finalmente smesso di prendere gol in serie e, anzi, adesso sembra di nuovo ermetico come lo era ad inizio stagione. E perché garantisce anche un apporto fondamentale alla fase offensiva, come dimostrano anche i marcatori di Roma-Fiorentina di lunedì sera. Eccetto infatti il 4-0 finale di Pisilli, le altre reti sono state segnate tutte da difensori: prima Mancini, poi Wesley e infine Hermoso. Ed allora quella che a lungo è stata anche la miglior difesa d’Europa, adesso sembra essere davvero tornata ad essere ermetica come nei primi mesi di questa stagione. Dopo le 5 reti incassate a San Siro contro l’Inter nel giorno di Pasqua, i giallorossi hanno intatti subito una sola rete nelle successive 4 partite di campionato: vittoria per 3-0 con il Pisa, 1-1 con l’Atalanta, e nuovi successi per 2-0 a Bologna e per 4-0 con la Fiorentina in casa. Una compattezza fondamentale per dare l’assalto alla Juventus e provare a mettere la freccia sui bianconeri. Del resto la Roma è anche la squadra che in Serie A ha subito meno gol di tutti in casa, appena dieci in 18 partite giocate finora allo stadio Olimpico. Un trend che, ovviamente, fa anche ben sperare per il prossimo derby, anche se poi quella è una sfida a sé dove può succedere sempre di tutto. Ma quello che sorprende è anche l’apporto che i difensori stanno dando nella fase offensiva della squadra giallorossa. E questo in virtù del gioco di Gasperini, che prevede che uno dei due braccetti si alzi e accompagni la manovra, diventando così di fatto un centrocampista aggiunto e concludendo spesso la corsa con un inserimento nell’area di rigore avversaria. Mario Hermoso, ad esempio, contro la Fiorentina si è trovato così prima nella condizione di poter servire l’assist per il 2-0 a Wesley e poi di andare a chiudere personalmente l’iniziativa di Koné, per il 3-0. Hermoso, tra l’altro, è anche il primo difensore della Roma a segnare e servire un assist in una gara di Serie A dal 2019 ad oggi: l’ultimo a riuscirci fu Chris Smalling contro il Brescia. […] E tanto per parlare di record, bisogna pensare anche alle 5 reti segnate finora da Wesley. Un bottino importante, considerando anche la giovane età del brasiliano. Ed infatti tra i difensori dei 5 campionati top europei ad aver segnato almeno 5 reti c’è il solo Luka Vuskovic ad essere più giovane di Wesley. Insomma, se è vero che la difesa giallorossa è tornata ad essere quasi impenetrabile, è anche vero che i suoi protagonisti sono pericolosi anche dall’altra parte. Ed allora nella rincorsa alla Champions Gasperini ha un’arma in più.

(gasport)

Roma, nel mirino c’è anche Summerville: e adesso Celik può rinnovare

Non smantellare la base, ma anche rinforzare il reparto offensivo. Tra le idee per il futuro della Roma di Gian Piero Gasperini spiccano due richieste che saranno ribadite nell’imminente incontro con i Friedkin. La prima preoccupazione dell’allenatore giallorosso resta intatti quella di trovare elementi in grado di incidere di più in zona gol sulla falsariga di quanto ottenuto da Malen e Wesley. In attesa della scelta del nuovo direttore sportivo, il tecnico ha annotato due nomi in cima alla lista: Nusa del Lipsia e Summerville del West Ham. Gli Hammers sono vicini alla retrocessione e potrebbero ritrovarsi a dover cedere l’olandese assistito peraltro dalla stessa agenzia di Malen. Occhi anche in Italia dove è monitorato da tempo Doumbia del Venezia, il centrocampista piace pure al Benfica di Mourinho. L’altro punto, ribadito dopo il successo con la Fiorentina, porta ai rinnovi. Oltre a Pellegrini salgono le quotazioni di Celik che gode ancora del Decreto Crescita e sembra ora disposto ad abbassare le richieste.

(gasport)

Carica Roma, recuperi, difesa e Malen: la Champions è possibile

LEGGO (F. BALZANI) – Duecentosettanta minuti, quattro squadre e più di un motivo per sperare. La Roma si è inserita di prepotenza nella lotta Champions e ora vede il traguardo vicino. Per tagliarlo, però, non basta vincere le ultime tre partite. Serve un passo falso della Juve o due del Milan. Viste le ultime prestazioni non è un’ipotesi così difficile. La Roma, invece, ha ripreso a volare e può contare ora su tutta la rosa a disposizione. Il peso di Wesley e Koné e la possibilità di ruotare gli attaccanti sono due elementi fondamentali per il gioco del tecnico che nei prossimi giorni riavrà anche Dovbyk e Pellegrini. Questo è il primo fattore, ma non l’unico. Perché la Roma, rispetto alle concorrenti, è in una condizione atletica invidiabile. Poi c’è Malen. L’olandese è il calciatore che in Serie A inquadra meglio la porta: la media di 1,60 volte a partita, al secondo posto c’è Nico Paz con 1,41. Nessuno al momento ha un attaccante in grado di catalizzare gioco e occasioni come fa l’ex Aston Villa. Infine la difesa, tornata con la stessa media del girone d’andata: 1 gol subito nelle ultime quattro partite. Ma la cosa che maggiormente fa felice Gasperini è l’unione dimostrata dalla squadra. Dopo l’addio a Ranieri i giocatori si sono compattati con l’allenatore e hanno allontanato voci scomode e spesso create ad arte. Un legame forte che ha portato lo stesso Gasp a chiedere il rinnovo del gruppo storico: da Pellegrini a Celik passando per Mancini e Cristante. Il focus, però, resta sulle entrate. Il tecnico ha ribadito di voler maggiore autonomia di scelta e aspetta il confronto coi Friedkin. In primis c’è da scegliere il ds: D‘Amico il preferito, subito dietro Manna. Poi c’è da rinforzare il reparto offensivo: Nusa e Summerville i primi nomi. Per il centrocampo piace Doumbia del Venezia.

Inchiesta arbitri: il responsabile dei calendari Andrea Butti sarà sentito in settimana. De Rossi nel 2024: “Non ci ha aiutato” (VIDEO)

Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A, è stato convocato dal pubblico ministero Maurizio Ascione, che alla Procura di Milano conduce l’inchiesta sugli arbitri al centro della cronaca di questi giorni. Butti sarà ascoltato presto, probabilmente in settimana. […] La convocazione di Butti si spiega probabilmente con la sua attività: è lui, da responsabile delle competizioni, a tenere i contatti con il designatore. Per l’organizzazione delle edizioni di Supercoppa italiana giocate in Arabia, ad esempio, era Butti a raccordarsi con Rocchi per le pratiche di visto dei direttori di gara designati. Il Centro Var di Lissone, di proprietà della Lega, è un’altra possibile motivazione per un dialogo telefonico Rocchi-Butti, che Ascione potrebbe aver intercettato durante l’inchiesta. Per le esigenze logistiche degli arbitri su Sale Var e altri spazi a Lissone, Butti era il referente naturale. […] Nelle prossime settimane verranno probabilmente ascoltati anche gli addetti agli arbitri delle squadre di Serie A, figure oggi importanti per le indagini. Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, è naturalmente il nome più noto, da quando si è saputo che, in una delle intercettazioni chiave dell’inchiesta, Rocchi avrebbe parlato con Gervasoni di “Giorgio” in merito alle designazioni di Colombo per Bologna-Inter dello scorso campionato e di Doveri per Inter-Milan, semifinale di ritorno dell’ultima Coppa Italia.

(gazzetta.it)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE

Daniele De Rossi, oggi allenatore del Genoa, quando lavorava sulla panchina della Roma parlò di Butti in conferenza stampa. Ecco le parole della bandiera giallorossa: “Mi spiace che il capo delle competizioni, che è un uomo di calcio, che è Butti, che è stato nell’Inter per tanti anni, ha partecipato alla cavalcata dell’Inter del Triplete, non ci abbia aiutato e capito. Sa benissimo quanto un giorno in più o un giorno in meno, anche solo sui viaggi, possano essere determinanti per una squadra“.

Corsa Champions. Juve, c’è il Lecce quasi salvo. Como: due su tre sono in trasferta

Con la vittoria contro la Fiorentina, che è scesa in campo all’Olimpico più serena per la vittoria della Lazio a Cremona, la Roma supera il Como (62)va a quota 64 punti e a -1 dalla Champions. La lotta alla grande Europa è riaperta ma oltre a vincere le prossime tre partite contro Parma, Lazio e Verona, Gasperini dovrà sperare in un passo falso di chi lo precede. Il calendario leggermente più ostico potrebbe averlo la Juventus (65) che sabato prossimo affronterà il Lecce. I salentini sono a +4 sul terz’ultimo posto e vogliono mettere la salvezza al sicuro, anche grazie alla sconfitta della Cremonese contro la Lazio. La gara contro la Juve, dunque. andrà disputata con la voglia di vincere, la stessa che ci ha messo il Verona. Alla penultima, Spalletti incontrerà la Fiorentina nemico giurato di sempre che, pur non giocandosi nulla, non vorrà sfigurare allo Stadium. L’ultima giornata sarà il derby, il Torino ne ha vinti due negli ultimi 31anni ed è motivato , a interrompere il digiuno. (…) Dovrà fare attenzione il Como che avrà due partite in trasferta (la prossima con il Verona e l’ultima con la Cremonese) e una in casa con il Parma.

(Il Messaggero)