Soulé ci riprova, si rivede Hermoso. A Bologna Gasp senza Mancini

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Torna l’Europa, torna Hermoso. Il gol del pareggio di Ziolkowski contro il Panathinaikos aveva evitato lo spareggio in Europa League, consentendo alla Roma di giocare soltanto una volta a settimana negli ultimi quaranta giorni. Vantaggio sfruttato soltanto in parte a causa dei tanti infortuni, concentrati soprattutto nel reparto offensivo. Si entra, adesso, in una fase decisiva della competizione, in cui non sono ammessi errori. Giovedì la Roma sarà protagonista al Dall’Ara per l’andata degli ottavi di finale. E Gasperini potrà fare affidamento su Hermoso, che ha smaltito i problemi fisici delle ultime settimane. Ieri, il difensore spagnolo è tornato ad allenarsi in gruppo e punta alla convocazione contro il Bologna. Un recupero importante considerando che sarà assente Mancini. Il numero ventitré giallorosso, infatti, dovrà scontare la squalifica rimediata ad Atene e sarà di nuovo disposizione per il ritorno all’Olimpico. Piccoli segnali incoraggianti arrivano anche da Soulé. Il riposo, dopo i quarantacinque minuti di Napoli, sta aiutando l’argentino a superare il dolore derivante dalla pubalgia. L’ex Frosinone sta meglio e, ieri, ha iniziato a svolgere lavoro individuale sul campo. Gasperini spera di averlo a disposizione per la gara casalinga con il Lecce, in programma domenica 22 marzo, subito prima delle due settimane di sosta per le nazionali. Le scelte in attacco a Bologna, dunque, rimarranno limitate. E il tecnico giallorosso non potrà contare neanche su Venturino. L’ex attaccante del Genoa, che proprio contro la sua vecchia squadra è stato inserito per la prima volta nell’undici titolare da quando è a Roma, è stato escluso dalla lista UEFA. Gasperini poteva effettuare tre cambi e ha scelto Malen, Zaragoza e Robinio Vaz. A far posto ai nuovi acquisti sono stati Dovbyk, il cui ritorno in campo è previsto tra fine aprile e inizio maggio, Angeliño, ancora distante dalla forma fisica migliore, e Bailey, rientrato all’Aston Villa dopo appena cinque mesi di prestito. Prima dell’appuntamento con il Genoa, Gasperini ha evidenziato il pericolo delle sanzioni. Ne sa qualcosa N’Dicka, che con il giallo rimediato a Marassi salterà lo scontro diretto di domenica sul campo del Como. Il difensore ivoriano è diffidato anche in Europa League proprio come Hermoso e Celik, che dovranno fare attenzione al cartellino per evitare di saltare la gara di ritorno all’Olimpico.

Roma, che succede

IL TEMPO (L. PES) – Una settimana da dimenticare e una per dimenticare. Il pari con la Juve subito all’ultimo respiro e il brutto ko col Genoa hanno trascinato di nuovo la Roma nella lotta Champions dopo che al 90′ del match dell’Olimpico contro i bianconeri i distacchi in classifica si erano fatti decisamente più ampi. Ma ora tra il ritorno dell’Europa League e lo spareggio col Como di domenica in riva al lago, i giallorossi hanno l’occasione di rimettersi in carreggiata in una corsa al quarto posto più aperta che mai fino alla fine. […] Ma dietro il calo degli uomini di Gasp di ragioni ce ne sono diverse. Era stato facile profeta Gasperini prima dell’ultimo match europeo della prima fase ad Atene. Nonostante il «vantaggio» di non giocare in coppa a febbraio, la Roma nel periodo interessato ha raccolto appena otto punti in sei gare. Tema ricorrente, soprattutto nel reparto offensivo, è quello degli infortuni. Tante le assenze per i giallorossi in un momento chiave della stagione. La più pesante quella di Soulé che da inizio anno era stato tra i pochi a regalare imprevedibilità a un reparto abbastanza spento. Ma, in generale, Gasperini ha perso praticamente tutti i cambi del centravanti con Dovbyk e Ferguson fermi da tempo ai box oltre a una gestione da dimenticare dell’infortunio di Dybala che tornerà, chissà in quali condizioni, per lo sprint finale. Deludente anche l’apporto di diversi calciatori molto utilizzati per necessità più che per scelta, su tutti quello di Pellegrini. Tanta confusione e il primato di migliore difesa che se ne va. Cinque gol subiti negli ultimi centottanta minuti e tanti errori che ora iniziano a farsi più pesanti. Per una squadra che fatica a segnare, perdere la solidità difensiva può essere un problema non da poco. Si conferma il trend negativo degli ultimi quindici minuti. Anche a Genova è arrivato il colpo del ko nel finale con l’ottava rete subita dopo il 75′. Poi le sconfitte, nove. Tante quante l’intero campionato scorso ma con dieci partite ancora da disputare. Soltanto Gasperin negli ultimi anni è riuscito nell’impresa d andare in Champions con più di dieci ko, ma la media resta di una sconfitta ogni tre gare. E ben quattro so no arrivate con squadre dal decimo posto in giù. Ma nulla è perduto e Gasperini il primo a non volersi arrendere: c’è da combattere.

Gol, vendette e lacrime: quando gli ex romanisti fanno piangere i tifosi

Nel calcio esiste un dolore particolare, che non assomiglia agli altri. Non è il magone della sconfitta, non è nemmeno il tutto al cuore del gol subito all’ultimo minuto, neanche il chiodo fisso di quella partita destinata a complicare un’intera stagione. È qualcosa di più sottile, più intimo: è quella puntura che si percepisce quando a ferirti è uno dei tuoi. Alla Roma e ai romanisti è successo decine di volte. La storia giallorossa, quando si apre il capitolo degli ex, è costellata di gol. Ma quello avvenuto domenica a Genova è qualcosa di più. Un figlio di Roma, capitano e bandiera, come Daniele De Rossi, batte una «parte della vita e del cuore» in 90 minuti che rischiano di diventare fatali per le ambizioni europee di Gasperini e dei suoi ragazzi. […] Per passare in rassegna gli altri dolori giallorossi, bisogna consultare gli almanacchi della Serie A. Uno dei più gravi resta quello legato al nome e al mito di Agostino Di Bartolomei, capitano del secondo scudetto e uomo che nel cuore di molti romanisti trova lo stesso spazio sentimentale riservato all’icona Francesco Totti. Quando nel 1984 affrontò la Roma con la maglia del Milan a San Siro, “Ago” segnò e festeggiò con una rabbia che Roma non aveva mai visto. Non era solo un gol: era una rivalsa. Per essere stato messo da parte troppo in fretta, ferito nella fede. L’Olimpico non lo perdonò e mesi dopo lo accolse con una durezza che racconta quanto possano essere complicati certi amori. Più malinconica, ma non meno dolorosa, fu la ferita lasciata da Roberto Pruzzo. Il bomber dello scudetto del 1983, l’uomo dei gol sotto la Sud, nell’estate del 1989 si trovò davanti alla Roma con la maglia della Fiorentina. Spareggio per la Coppa Uefa, campo neutro di Perugia. Cross al centro e stacco imperioso: uno di quei gol “alla Pruzzo” che per anni avevano fatto saltare i romanisti sui seggiolini dell’Olimpico. Solo che quella rete, mandò in Europa la Fiorentina e rispedì la Roma nella capitale a mani vuote. Poi ci sono gli ex che fanno male senza nemmeno il bisogno di fare gol. Marco Storari, cresciuto nel vivaio giallorosso e tifosissimo, non ha mai giocato in prima squadra. Ma i romanisti lo ricordano per la sera del 25 aprile 2010. Una notte tragica: 90 minuti più recupero di parate straordinarie con la maglia della Sampdoria e scudetto sfilato con la compartecipazione decisiva di Antonio Cassano a mister Claudio Ranieri. Impossibile, poi, non citare Daniele Conti. Figlio di Bruno, monumento romanista, sembrava destinato a restare a Roma accanto a Totti. Nulla da fare. Divorzio e trasferimento a Cagliari, dove Conti è poi diventato il calciatore simbolo che sognava di essere in giallorosso. Scontato l’esito della separazione: cinque gol contro la Roma.
Tra gli ex del settore giovanile c’è anche Matteo Politano, due scudetti con il Napoli e nemmeno un minuto con la maglia della Roma. Due le reti contro i giallorossi: la prima con il Sassuolo nel 2015, la seconda al Maradona nel 2020. A quota 4 è invece arrivato Gianluca Caprari, mentre Marco D’Alessandro e Simone Pepe si sono fermati a uno. Da romanisti, senza infierire troppo sui sogni dei tifosi capitolini.

(La Repubblica)

La Roma si scopre in divieto di sosta

Il VAR non può condizionare l’analisi. Legittimo parlare dell’episodio KonéMalinovskyi anche come strumento mediatico, per di più in considerazione del modus operandi altrui. Ma se la Roma lo facesse anche dentro Trigoria, sarebbe preoccupante. E infatti non lo fa. Conviene allora occuparsi di come mettere in pratica l’auspicio di Gian Piero Gasperini, che dopo la sconfitta di Genova ha indicato la via- Dopo le prossime quattro partite, l’obiettivo è restare al quarto posto e prendersi il quarto di finale di Coppa eliminando il Bologna. È come un divieto di sosta da rispettare. Però ci sono almeno tre aspetti sui quali lavorare. Il primo, l’assetto difensivo. Le chiavi di lettura sono molteplici: uno Svilar adesso umano e non più costantemente in vena di miracoli; un Mancini in evidente calo di forma e per di più nervoso con compagni e arbitri come non si vedeva da mesi; reparti meno compatti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la Roma nelle ultime quattro partite ne ha subiti 7. Dunque, un terzo di tutti i gol incassati da Napoli in poi, in 360′. Altro punto, la situazione fisica. La Roma appare stanca in alcuni protagonisti. Il terzo aspetto, le soluzioni offensive. Gli infortuni sono un fattore innegabile, ma non raccontano tutto. Ci sono giocatori forse non ancora pronti per essere decisivi dall’inizio, altri ai quali oltre al tempo servirebbe anche un’iniezione di fiducia, come sentire un po’ di vento a favore alle spalle, altri che sono stati promossi come acquisti ma che poi praticamente non vengono impiegati, come Zaragoza, perché non ritenuti pronti per la tipologia di partita. Ma è intorno a questi giocatori che la Roma deve farsi forza. Inutile stare a pensare a chi poteva arrivare: Raspadori o prima ancora Boga, che a Gasp era stato proposto. C’è margine per far meglio rispetto a Genova. E per restare dentro a tutto come ha indicato l’allenatore.

(corsera)

C’è lo sponsor: per il club 16 milioni a stagione

I lavoro del CBO Gandler è completo. A sei mesi dal suo arrivo il dirigente giallorosso è riuscito a trovare il nuovo main sponsor: Eurobet.live. Sulle maglie comparirà il sito correlato dell’azienda di scommesse poiché esporre solamente il nome sarebbe illegale a causa del Decreto Dignità. Accordo trovato fino al 2029 sulla base di circa 16 milioni a stagione. Una boccata d’ossigeno per le casse del club in vista delle plusvalenze da registrare entro il 30 giusto. Applausi da parte dei Friedkin per Gandler che a dicembre aveva chiuso la partnership con WizzAir.

L’esordio domenica con il Como, venerdì shooting ed evento con i giocatori. Prima, pero, la trasterta di Bologna. Viaggia verso la convocazione Hermoso, che si è allenato parzialmente in gruppo e oggi tornerà a disposizione. Migliorano le condizioni di Soulé. Il lavoro extra con l’osteopata di fiducia sta dando buoni segnali e ieri ha svolto una sessione personalizzata a Trigoria. Giovedì non ci sarà, la speranza è di rivederlo nel ritorno. In caso di semaforo rosso appuntamento al match contro il Lecce. Out Mancini per squalifica, scalpita Zaragoza.

(Il Messaggero)

Champions, c’è solo un posto: Roma torna Hermoso e si rialza il muro. Koné da rilanciare

Gian Piero Gasperini a Genova è stato chiaro: “Non sono preoccupato, anche perché chi si preoccupa resta a casa”. Ed allora il rammarico per la sconfitta con il Genoa resta, esattamente come quello delle mancate vittorie contro Napoli e Juventus, quando tutto faceva pensare che i giallorossi potessero fare due colpi doc. Ma a Trigoria la parola d’ordine è “vietato abbattersi”. Chiaro, però che dopo aver assaporato la possibilità di volare a +7 sulla Juventus avere adesso i bianconeri a un solo punto di distanza ed il Como a braccetto qualche preoccupazione la porta. Anche perché Roma nelle ultime partite qualche motivo di ansia l’ha evidenziato. Ad iniziare da quei 7 gol subiti nelle ultime 4 gare: due da Napoli e Genoa, tre dalla Juventus. Insomma, la difesa non è più solida come prima e questo lo dimostra anche il fatto che nelle 24 precedenti partite i giallorossi avevano subito 14 reti, ad una media di 0,58 a gara, mentre nelle ultime 4 sfide la media è appunto schizzata in alto, addirittura a 1,75. Insomma, il muro giallorosso è crollato e adesso bisognerà capire soprattutto perché. L’assenza di Hermoso è stata sicuramente pesante, esattamente come lo scadimento di forma di un pilastro come Mancini. Ma poi ci sono anche le ruote sgonfie di Manu Koné, che prima dava una copertura assoluta alla difesa e che invece adesso gioca a ritmo ridotto. Ritrovare lo smalto migliore del francese è la cosa più importante in vista del rush finale. Dopo la sfida di Europa League a Bologna la Roma andrà a far visita proprio al Como, in quello che a tutti gli effetti oggi è uno scontro diretto per la Champions. Con i lariani servirà anche più pericolosità davanti e maggiore assistenza a Malen. Anche a Genova l’olandese è sembrato troppo isolato e poco servito. Gasp spera di recuperare presto Soulé, che potrebbe anche essere la vera sorpresa di Como. Lui una scossa può darla, con i suoi strappi e le sue giocate, cosa che finora non è riuscita ai vari Pellegrini, Zaragoza e Venturino. Fare risultato contro Fabregas è vitale per la corsa Champions, pure perché dopo Gasperini ospiterà il Lecce ed allora potrebbe anche andare alla sosta con un sorriso. Anche se poi alla ripresa ci sarà l’Inter, fuori casa. Un motivo in più per far bene a Como e non preoccuparsi.

(gasport)

Finali da horror, ultimi minuti letali per la Roma: incassa tanti gol e non segna mai

LEGGO (F. BALZANI) – Ora trema la Roma. La sconfitta di Marassi ha prolungato il sapore amaro dopo il gol di Gatti di una settimana fa e ha gettato i giallorossi in una condizione paradossale: dal possibile +7 sul quinto posto alla paura di retrocedere in zona Conference. Un crollo improvviso in due finali di gara, un’abitudine dolorosa considerato che la squadra di Gasp ha perso 6 punti in questo girone di ritorno per gol subiti nel finale e rimonte subite. Dopo Cagliari, Napoli e Juve è arrivato il sorpasso anche del Genoa. La squadra non riesce a tenere alta l’attenzione negli ultimi minuti a tra le big è quella che incassa di più nell’ultimo quarto d’oro: otto gol. Ma i finali sono horror anche per le reti segnate. L’Inter nell’ultimo quarto d’ora ne ha segnate 17, la Juve 13, il Milan 11. Anche Como (11) e Napoli (8) hanno fatto meglio di Malen e compagni che sono fermi a 6. E nessuno di questi ha portato punti in più. A ciò si aggiunge una difesa non più di marmo: 7 gol subiti nelle ultime 4 gare. Ma a fare la differenza in questo momento è soprattutto l’avarizia di scelte nel reparto offensivo. A Genova sono stati appena 3 i palloni portati oltre la trequarti da Venturino e Pellegrini, una coppia bocciata nel tentativo di sostituire Dybala e Soulè. Le critiche più feroci sono per l’ex capitano che, oltre a non assistere Malen, ha provocato goffamente il rigore del vantaggio genoano. Per Lorenzo gli alibi sono finiti così sembrano ormai al lumicino le speranze di rinnovo. In questa stagione ha segnato un solo gol su azione. Sui social Pellegrini ha provato a scusarsi, ma i commenti dei tifosi sono spietati. Tra Bologna e Como, però, Gasperini avrà ben poche alternative. La buona notizia di ieri arriva da Hermoso che è tornato ad allenarsi in gruppo, ma il ritorno che il tecnico vorrebbe è quello di Soulè. L’argentino si è visto in campo ma solo per lavoro individuale, l’obiettivo è tornare disponibile per uno dei due prossimi impegni che rischiano di diventare decisivi. Infine è arrivata la fumata bianca per il main sponsor: sarà Eurobet.live ed esordirà già domenica col Como. Contratto di tre anni a 16 milioni di euro a stagione.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – LICARI: “Corsa Champions? Chi sta peggio è la Roma” – CARMELLINI: “Ora ci si gioca tutto, ma i segnali sono tutt’altro che positivi”

La Roma perde 2-1 in casa del Genoa di De Rossi e complica la corsa per un posto in Champions League. In seguito a questo ko i giallorossi sono stati agganciati dal Como in quarta posizione in classifica a quota 51 punti e domenica ci sarà lo scontro diretto. Adesso, per l’Europa che conta, il percorso si fa complicato, come riucorda anche Fabio Licari della Gazzetta dello Sport “Como, Roma e Juve in un punto. Chi sembra messa peggio è la Roma: Gasp dovrà lavorare di psicologia“. Insomma, sensazioni tutt’altro che positive in vista del prossimo match, come afferma anche Tiziano Carmelli de Il Tempo “È tutto da giocare a partire dal delicatissimo scontro diretto in programma domenica prossima contro il Como di Fabregas con il quale la Roma in questo momento condivide il quarto posto. E i segnali sono tutt’altro che positivi


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


F. LICARI – LA GAZZETTA DELLO SPORT
Da ieri sera il Milan è fuori dalla lotta per la Champions perché può virtualmente considerarsi in Champions. (…) Ora sembra una lotta a tre che coinvolge Como, Roma e Juve, a meno che l’Atalanta non riparta alla grande. Tre per un posto, visto che il Napoli non dovrebbe fallire l’obiettivo grazie al recupero dei big mancanti e al calendario favorevole. Como, Roma e Juve in un punto. Chi sembra messa peggio è la Roma: (…) Gasp dovrà lavorare di psicologia. la Roma è quella con più alti e bassi, momenti entusiasmanti e cadute, e anche Malen sembra aver perso la magia delle prime partite. Il calendario disegnato dal famoso sceneggiatore perfido regala ora Como-Roma: presto per parlare di spareggio, con altri nove turni da giocare, ma giorno perfetto per una svolta in classifica. (…) Il Como non ha niente da perdere e gioca con una leggerezza sconosciuta a Roma e Juve oltretutto nel mirino dell’Uefa per il fairplay finanziario.


M. FERRETTI – IL CORRIERE DELLO SPORT
Ciò che resta della Roma. (…) Potrebbe essere il titolo di un romanzo horror, invece è semplicemente la fotografia della complicata, non bella situazione nel gruppo di Gian Piero Gasperini, sconfitto in casa del Genoa, nono ko in campionato, (…) fa finta di niente, cerca sistematicamente di glissare sulla faccenda ma come fa a non essere un “tantino preoccupato” (cit Gigi Proietti)? Ha già battezzato Dovbyk e Ferguson fuori da ogni discorso stagionale, Dybala è stato appena operato e Soulé combatte con la pubalgia. Non ci sono (e forse non ci saranno fino alla fine…) altre punte centrali, tolto l’acerbo Vaz (conferme negative da Genova…) e il più ancora sbarbato Arena. Riuscire con questo potenziale a ottenere a fine stagione quanto sperato da Gasperini, leggi Zona Champions, per la Roma equivarrebbe a centrare qualcosa di clamoroso. (…) Con il Genoa soluzioni più obbligate che studiate, anche dietro. Partita per un tempo di scarsa qualità, manovra a intermittenza, poco gioco corale, qualche raro spunto personale. Venturino forse bloccato dall’emozione, Pellegrini alla perenne ricerca di un pezzo di campo a lui congeniale, Malen abbandonato a se stesso o quasi. (…) Un punticino in piena emergenza, con tanti rimpianti per un possibile/probabile rigore non dato per un abbraccio in area di Ellertsson a N’Dicka? Macche. Gol di Vitinha, con una serie di errori difensivi della Roma. E un altro pesantissimo ko. (…) Al di là delle assenze, come detto, la Roma ha giocato una partita molle, senza anima contro un avversario disposto a lasciare tutto sul campo pur di prendersi la vittoria.


A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO
Ormai sono insostenibilmente troppe, le cadute della Roma di Gasperini, anche se proprio lui due anni fa portò l’Atalanta a quarto posto nonostante 11 sconfitte. (…) La Roma non è più nemmeno la migliore difesa d’Italia: ora il primato spetta al Milan. (…) Basti pensare che al 78′ di Roma-Juventus Gasperini era sul 3-1 e poteva vantare l’enormità di 7 punti di vantaggio sui bianconeri, che poi erano 8 per gli scontri diretti a favore. (…) Con Spalletti a Roma e De Rossi a Genova, che invece i cambi nella ripresa l’azzeccano in pieno, la Roma si ritrova con la Juve a -1, ma coi bianconeri in vantaggio negli scontri diretti, e in parità col Como, prossimo avversario. (…) Qualche appannamento, oltre che nei giocatori, lo ravvisiamo anche in Gasperini (…) che ha finito col cannare di brutto la formazione contro il Genoa: il campo ha detto che non era certo la partita di Venturino (chi era costui?) e invece, vista la fisicità estrema, era pane per Cristante; forse il tenue Pellegrini, colpevole sul rigore genoano, poteva però essere utile sui calci piazzati nel finale; e Vaz serviva prima, e Zaragoza in panchina è parso un errore.


P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA
(…) Il Milan ha blindato il secondo dei quattro posti disponibili. Il Napoli mantiene un buon margine per agguantare il terzo, mentre la sconfitta della Roma è molto significativa nella corsa al quarto. Il ritmo forsennato della gara di Marassi ha livellato il gap tecnico, e in quella terra di nessuno in cui si corre con la vista annebbiata dalla fatica sono arrivati gli errori che hanno spostato il match verso il Genoa: un rigore ingenuo e un’azione da rimessa laterale. Nessuna crisi per Gasperini — la squadra è viva e Malen resta un temporale – semmai la conferma che quest’anno le trasferte non sono il suo pane (sesto k.o., tutti con un gol di scarto): un dettaglio sul quale meditare in vista di Como domenica, imprevedibile scontro diretto tra le squadre affiancate al quarto posto. Il Como è la rivelazione di questa stagione per come gioca e perché non trema davanti a obiettivi che sono sì programmati, ma certo non facili. Fabregas non sarà Guardiola ma l’ha frequentato e si vede, perché il suo Como riecheggia il sogno catalano della squadra tutta di centrocampisti, quando proprio lui in assenza di Messi giocava falso 9 e Mascherano faceva il difensore centrale. (…)


T. CARMELLINI – IL TEMPO
Non è finita finché non è finita. La Roma a Genova si complica la vita nella corsa alla Champions perché trova un De Rossi tutt’altro che remissivo: e perché mai avrebbe dovuto regalare qualcosa alla sua ex squadra. Lo sport è così e in questa ottica il calcio è una scienza esatta, nella quale se sbagli paghi: a prescindere dalle storie e dal passato degli attori protagonisti. Onore a DDR che la gioca, la vince e mette tre punti pesantissimi nella cascina di un Genoa che, per quanto visto ieri al Ferraris, merita di poter restare in serie A. Insomma nelle ultime due giornate la stagione giallorossa e stata “devastata” da due ex. Dopo il pari strappato in quel modo da Spalletti (passato dal +7 al -1), ieri la legnata a Genova. Detto questo dalla Roma ti aspetti qualcosa di più. Poi è vero che ai giallorossi manca un rigore, ma se vuoi andare in Champions quando ti affacci a casa di squadre come il Genoa devi avere la certezza di portar via tre punti. È tutto da giocare a partire dal delicatissimo scontro diretto in programma domenica prossima contro il Como di Fabregas con il quale la Roma in questo momento condivide il quarto posto. E i segnali sono tutt’altro che positivi o comunque gli andamenti sembrano all’opposto: da una parte il Como che continua a macinare chilometri, dall’altra una Roma che fa i conti con assenze pesanti (soprattutto per quanto riguarda la fantasia). Con Dybala operata l’assenza di Soulé sta diventando centrale e le alternative sono quello che sono: ieri la fascia sinistra era composta da Venturino, Tsimikas e Celik… tanto per dirne una. Ma prima c’è la doppia sfida di Europa League, altro fronte che La Roma non deve sottovalutare, perché giovedì a Bologna sarà tutt’altro che una passeggiata… perché non è finita finché non è finita: mai!


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE
(…) Daniele De Rossi non si è fatto prendere dalla nostalgia, ha fermato la marcia della “sua” Roma verso la Champions League, la vittoria del Genoa significa la nona sconfitta della squadra di Gasperini, una macchia pesante per chi ha pretese europee ma questo è il livello della nostra serie A, c’è poco e non sempre bello, a parte la freschezza del Como che prosegue la sua marcia divertente e, proprio domenica prossima, aspetta sul lago la Roma, allora si capirà chi davvero meriti il teatro della coppa più importante, stando ai numeri e alla realtà del campo la risposta è immediata, Fabregas su Gasperini mentre la Juventus sabato affronterà la tostissima trasferta di Udine. La partita di Genova ha confermato la fragilità difensiva romanista già evidenziatasi contro gli juventini. (…)

I VOTI DEGLI ALTRI – Ndicka “segna ma si perde Vitinha”, Pellegrini “ingenuità colossale”. Malen “da solo contro tutti”, Gasperini “punti che pesano”

La Roma rallenta ancora e, dopo il pareggio per 3-3 contro la Juventus, perde 2-1 in casa del Genoa di De Rossi in occasione della ventottesima giornata di Serie A. Ko difficile da digerire per i giallorossi, che vengono agganciati dal Como al quarto posto in classifica a quota 51 punti. Il più positivo tra i capitolini è Evan Ndicka (6.14), a segno per la terza partita consecutiva e primo difensore romanista a riuscirci nell’era dei tre punti: “Pronti e via si becca il giallo (salterà il Como), che in parte lo condiziona in una partita ruvida e di duelli individuali. Trova ancora una volta la rete, però nella sua area perde di vista Vitinha nell’azione decisiva” (Il Tempo). Bocciatura pesante per Lorenzo Pellegrini (4.50), reo di aver commesso il rigore che ha portato in vantaggio il Grifone: “Dovrebbe fare lui il Dybala e disegnare gioco, ma non ci riesce. Il peggio però è l’ingenuità colossale sul rigore. Lì cambia la partita” (La Gazzetta dello Sport). Si salva Donyell Malen (6.00), il quale strappa una sufficienza: “Da solo contro tutti. Nella ripresa al primo pallone giocabile va subito in rete, annullata per fuorigioco. Si tratta di un calciatore di categoria superiore che purtroppo la Roma, almeno a Marassi, fatica a innescare” (Il Messaggero). Male Gian Piero Gasperini (5.28): “Subisce la fisicità del Genoa, ponendo rimedio in parte nella ripresa. Le attenuanti delle assenze ci sono eccome, ma questi sono punti che pesano” (Il Romanista).

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 5.85
Mancini 5.42
Ndicka 6.14
Celik 5.42
Rensch 5.64
Koné 5.35
Pisilli 5.85
Tsimikas 5.21
Venturino 5.07
Pellegrini 4.50
Malen 6.00

Cristante 5.50
El Aynaoui 5.85
Ghilardi 5.83
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.28


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 5.5
Mancini 5.5
Ndicka 6.5
Celik 5
Rensch 5.5
Koné 5.5
Pisilli 5.5
Tsimikas 5.5
Venturino 5
Pellegrini 5
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 6
Ghilardi 5.5
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.5


IL MESSAGGERO

Svilar 5.5
Mancini 5.5
Ndicka 6
Celik 5.5
Rensch 5
Koné 5
Pisilli 6
Tsimikas 5.5
Venturino 5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 6
Ghilardi ng
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 5.5
Celik 5.5
Rensch 5.5
Koné 5.5
Pisilli 5.5
Tsimikas 5.5
Venturino 5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 6
El Aynaoui 5.5
Ghilardi 6
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 6.5
Celik 5
Rensch 6
Koné 5.5
Pisilli 5.5
Tsimikas 4.5
Venturino 5
Pellegrini 4
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 5.5
Ghilardi 6
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5


LA REPUBBLICA

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6.5
Celik 6
Rensch 6
Koné 5.5
Pisilli 6
Tsimikas 5.5
Venturino 5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 6
Ghilardi 6
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.5


IL TEMPO

Svilar 6
Mancini 5
Ndicka 6
Celik 5.5
Rensch 5.5
Koné 5
Pisilli 6
Tsimikas 5
Venturino 5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 5.5
El Aynaoui 6
Ghilardi 6
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5


IL ROMANISTA

Svilar 6
Mancini 5.5
Ndicka 6
Celik 5.5
Rensch 6
Koné 5.5
Pisilli 6.5
Tsimikas 5
Venturino 5.5
Pellegrini 4.5
Malen 6

Cristante 5
El Aynaoui 6
Ghilardi 5.5
Ziolkowski ng
Vaz ng

Gasperini 5.5

Genoa-Roma: la moviola dei quotidiani. Manca un rigore ai giallorossi per il braccio largo di Malinovskyi, Colombo sbaglia anche sul fallo laterale da cui nasce il 2-1

La Roma non riesce a ripartire e, dopo il pareggio beffa contro la Juventus, perde 2-1 in casa del Genoa di De Rossi a causa del rigore di Messias e della rete realizzata da Vitinha al minuto 80. Prestazione insufficiente per l’arbitro Andrea Colombo (5.30), il quale nega un calcio di rigore ai giallorossi: Koné calcia, Malinovskyi si immola e il pallone colpisce il braccio largo, ma per il direttore di gara e il VAR è tutto regolare. Inoltre il fischietto sbaglia in occasione del fallo laterale da cui nasce la rete del 2-1, dato che l’ultimo tocco è in realtà di Vitinha. Corretto, invece, il penalty assegnato al Grifone per un’ingenuità di Pellegrini su Ellertsson.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 5.5

Al 5′ della ripresa è netto il rigore su Ellertsson: Pellegrini gli pesta il piede destro, Colombo lo fischia in diretta. […] Al 29′ c’è un cross di Tsimikas, la palla arriva al limite dell’area a Koné che tira di destro e trova lo schermo di Malinovskly: il pallone pare toccare anche il braccio destro; ci sono molti dubbi sulla non punibilità e anche sulla posizione. […]


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5

Partita sporca per Andrea Colombo, non precisissimo sia dal punto di vista tecnico (fischiati falli risibili, non fischiati falli chiari) sia dal punto di vista disciplinare. […] In area del Genoa, in attesa di un angolo, Ellertsson abbraccia N’Dicka che aveva fatto il “ricciolo” e lo aveva lasciato sul posto, lo trattiene e poi lo lascia prima della caduta, sicuramente un rigore più da campo che da VAR. […] Tiro di Koné, Malinovskyi in opposizione e tocca il pallone prima con coscia sinistra e stomaco (cosa che ne può depotenziare la punibilità) e braccio destro che è largo. Chiaro il rigore al Genoa: Pellegrini sul piede destro di Ellertsson, stile step on foot, in maniera netta così come è netto il penalty fischiato da Colombo in campo. […]


IL TEMPO – VOTO 6

Un rigore assegnato dal campo e un altro mancante, non visto né da arbitro e VAR. È questo il bilancio della direzione di Colombo a Marassi. Giusto infatti il penalty concesso per il fallo di Pellegrini su Ellertsson: il giallorosso scivola e pesta nettamente il piede dell’islandese. Manca invece un rigore per un fallo di mano di Malinovskyi sul tiro di Koné. È vero che il pallone sfiora prima il petto, ma la traiettoria cambia di pochissimo, e il braccio destro, indirizzato verso la porta, è assolutamente largo ed è in area: vuole farsi più grande e questo è sempre punibile. Se dal campo è possibile perderlo, il VAR sarebbe potuto – e dovuto – intervenire.


IL MESSAGGERO – VOTO 5

La gara gli scappa via subito nella gestione dei cartellini. […] Ed è da rivedere (anche se il Var resta silente) la decisione sul tiro di Koné ribattuto da Malinovskyi.


IL ROMANISTA – VOTO 5

[…] Serata da dimenticare: parte subito male il direttore di gara di Como che ammonisce Ndicka e lo costringe a saltare, ironia della sorte, proprio la partita di domenica prossima contro il Como, per una trattenuta su Ekhator: i due si tengono a vicenda (di solito non si fischia neanche), ma il centrale della Roma lo fa in maniera più vistosa. Il giallo sembra davvero esagerato, con Ekator che va verso l’esterno. […] Nella ripresa dopo 7’ è ingenuo a dir poco Pellegrini su Ellertsson in area di rigore in posizione quasi innocua, lo tocca e procura la massima punizione per i padroni di casa. Colombo avrebbe anche potuto ammonire, ma il pestone è lieve. Al 13’ Malen trova il gol da posizione centrale ma sull’imbucata di El Aynaoui è in fuorigioco, gol annullato per la disperazione di Gasperini. L’episodio più grave è al 17’: tiro di Koné dal limite, Malinovskyi  – piazzato sulla linea  dell’area – respinge prima sfiorando con l’addome e poi con il braccio largo («da pallavolo», dice Gasp), praticamente una parata. Colombo è a pochi metri e non vede il fallo (già è grave), Mazzoleni e Manganiello (Avar anche all’andata, quando non fu concesso un rigore a Ostigard) sorvolano anche qui. Combo nefasta. L’arbitro lariano sbaglia anche sul fallo laterale da cui nasce il gol del 2-1 rossoblù: Mancini protesta, l’ultimo tocco è di Vitinha. […]