Pazza Roma, magico Malen al 101′: ribaltone a Parma. Gasp non si ferma più. Milan agganciato

Una partita che ne vale mille. Emozionante, sempre in bilico, uno sviluppo completamente diverso tra il primo e il secondo tempo, un finale clamoroso. E un rigore, al minuto 101, che può cambiare la volata per la Champions e la storia futura di una Roma che da anni insegue la coppa più bella e se la meriterebbe pure, ma che a un certo punto, per errori suoi e per la splendida prova del Parma, sembrava destinata a finire ancora nell’Europa minore. E invece, dopo il 2-2 di Rensch al 94′, Donyell Malen ha segnato il tredicesimo gol del suo strepitoso campionato mandando la Roma a dormire accanto al Milan: quarto posto, stessi punti, scontri diretti a sfavore, tutto da giocare anche perché la Juve è appena un punto più su e il Como due sotto. Volata bellissima e la Serie A deve ringraziare il Parma e le altre squadre che senza obiettivi stanno dimostrando cosa significhi fare sport seriamente. […]

Il ruolo dell’inseguitore, interpretato dalla Roma, è ammantato di epica ma è anche scomodo perché, nelle vicinanze del traguardo, non ammette errori. Per sbarcare in Champions i giallorossi devono fare bottino pieno e sperare in un rallentamento di chi li precede. Vincere a Parma, però, non è stato facile perché la squadra di Cuesta ha interpretato benissimo la gara, leggendone i momenti, alternando il blocco basso a uno schieramento più aggressivo. Ecco perché ci sono state due partite diverse. La prima l’ha gestita la Roma. A sorpresa Gasp lascia fuori Pisilli, il più in forma, puntando sulla fantasia di Dybala e Soulé, contemporaneamente in campo insieme a Malen come era accaduto solo in casa con il Milan a fine gennaio. Contro il blocco basso del Parma, d’altronde, servono tecnica e qualità sulla trequarti considerando anche che le ripartenze gialloblù sono inizialmente organizzate con lanci lunghi e non su combinazioni che spostano un certo numero di uomini in avanti, cosa che comporterebbe la necessità per i due argentini di rientrare di più. Si gioca a calcetto, più che a calcio: campo ridotto nella trequarti del Parma e a calcetto, beh, Dybala è un fenomeno. Paulo deve ritrovare una condizione atletica che gli consenta di essere competitivo anche coprendo una zona più ampia, ma in situazioni come quella di ieri è un valore aggiunto imprescindibile. È lui a mandare in gol Malen dopo una palla recuperata da Koné: sapiente appoggio di prima, bravissimo anche l’olandese che stoppa e tira nell’angolo. È sempre Dybala a pennellare sulla testa di Soulé il cross del raddoppio, che il compagno spreca centrando il palo: gol sbagliato, non sfortuna. Il Parma reagisce affidandosi all’effervescenza di Strefezza (mentre Elphege solo raramente intuisce le esigenze della squadra) e alla facilità di corsa di Valeri, i cui strappi sulla sinistra creano qualche piccola apprensione.
Ma la Roma sta bene e si vede da come vengono rispettati gli automatismi gasperiani. I trequartisti scivolano all’indietro per scompaginare la difesa avversaria e i braccetti si infilano nello spazio libero. […]

Inizia la ripresa e tutto cambia. […] La Roma avrebbe il tempo per ragionare e provare a soffocare di nuovo il Parma, ma non ci riesce perché i gialloblù, attorno a un ottimo Nicolussi, trovano linee di passaggio interne che destabilizzano il centrocampo di Gasp, e perché il tecnico fa un po’ di confusione con le sostituzioni nell’intento di incidere subito. Pisilli entra e cambia due volte posizione, Dybala cala progressivamente, Malen spreca due enormi occasioni e quando Keita imbuca il 2-1 sembra tutto finito. Ma questo film assomiglia a Mulholland Drive, le sorprese non finiscono mai come le risorse della Roma. Non c’è nulla di razionale in quello che succede nel recupero. É solo calcio in purezza. Rensch diventa Superman, segna dal limite e poi invita Britschgi al fallo da rigore più stupido del mondo.
Malen spedisce verso l’incrocio il pallone e vicino alla luna i sogni del popolo giallorosso. Che notte per chi tifa Roma.

(Gasport)

Roma-Zeki, apertura sul rinnovo

Il rinnovo di Celik resta una questione aperta. Anzi, apertissima. Sembrava impossibile la conferma a Roma, invece nelle ultime settimane qualcosa è cambiato. Il motivo? Gasperini apprezza il turco e lo vuole a bordo anche nella prossima stagione. Alla fine dei conti lo considera un giocatore che si allena sempre al massimo, capace di alzare il livello delle sedute. […] Già, il manager dell’esterno aveva sparato alto in una prima battuta: 4 milioni (netti) di stipendio. Una cifra ritenuta fuori budget per la Roma, che ha abbandonato immediatamente il tavolo. Il club, in generale, vuole abbassare o quantomeno contenere il monte ingaggi. […] Gasperini, infatti, pensa che Celik sia qualcosa di più di un gregario. […] L’entourage dell’esterno deve però abbassare le pretese sullo stipendio: l’aumento rispetto ai 2,5 milioni attuali è possibile. Sui 3 milioni, forse anche qualcosa di più, si potrebbe arrivare alla stretta di mano. Anche perché il turco può ancora beneficiare degli effetti del decreto crescita. Traduzione: alla Roma il compenso lordo costa un po’ meno rispetto alla normalità. Va ricordato, comunque, che sullo sfondo c’è sempre la Juventus, che lo ha messo nella lista della spesa da parametro zero. […] Davanti a lui adesso ci sono tre partite prima di decidere cosa fare in futuro: restare all’Olimpico o andare a rinforzare la concorrenza. In un tempo neanche così lontano era la terza scelta dietro a Karsdorp e Kristensen, mentre adesso è un ingranaggio della Roma, un elemento affidabile e solido, che spesso porta a casa la sufficienza. Non sarà mai Wesley, ma Celik difensivamente è cresciuto moltissimo. Il parere di Gasperini pesa come un macigno e può fare la differenza in questa partita a scacchi.

(Corsport)

La diffida non pesa: giocherà Mancini

[…] Mancini ha giocato da diffidato le ultime nove partite di campionato e adesso si scalda per aiutare la Roma al Tardini, nonostante il rischio cartellino giallo, che gli costerebbe lo stop nel derby. Gasperini non ha nessuna intenzione di fare a meno di un perno della difesa. […] La filosofia di Gasperini è chiara: se un giocatore titolare sta bene fisicamente e mentalmente, non va in panchina. A prescindere dalla squalifica che aleggia sulla sua testa e dalle possibili ripercussioni sul futuro più immediato. Il precedente non lascia spazi a dubbi: prima della sfida contro la Juventus, Hermoso fu schierato nell’undici di partenza nonostante fosse diffidato. […] Mancini è cresciuto moltissimo anche sotto questo aspetto caratteriale. Meno alzate di testa, meno proteste con gli arbitri, meno falli plateali e inutili. A 30 anni già compiuti, questa maggiore maturità è la logica conseguenza di un percorso per un difensore che in passato è stato spesso etichettato come troppo sanguigno e impulsivo. […] Mancini giocherà nella difesa a tre, si sistemerà lì a protezione di Svilar e svolgerà il solito lavoro di braccetto: aggressivo in pressing, ordinato in impostazione e pronto a spingere quando si presenterà l’occasione. […] Gianluca – che di recente è diventato il centrale con più gol nella storia della Roma staccando Aldair (21 centri) – sogna un altro gol dopo quello realizzato contro la Fiorentina per presentarsi al derby con il petto in fuori, da vero leader della retroguardia. […] Per Gasperini, dall’altra parte, non esistono mezze misure: la partita del Tardini per lui va affrontata a viso aperto, come una finale. E Mancini sarà al suo posto, pronto a dare il massimo come ha fatto in queste ultime nove uscite da diffidato. Tutto il resto, derby compreso, si vedrà dopo il triplice fischio.

(Corsport)

Gasp un po’ Barone

Se è vero che un allenatore, come il vino buono, in molti casi migliora invecchiando, sentirsi tra i più esperti in circolazione non deve infastidire troppo Gasperini, costruttore di gruppi vincenti per professione ma viticoltore per passione. Come amava fare Niels Liedholm, il genio del secondo scudetto, anche Gasp trova tra la Freisa, il Barbera e il Nebbiolo del Monferrato il proprio angolo di paradiso dove rifugiarsi quando le pressioni del calcio rischiano di divorarlo. Oggi pomeriggio, al Tardini, il presente e il passato della Roma s’intrecceranno romanticamente dentro un traguardo che non può essere soltanto personale: 635 panchine in A per Gian Piero, le stesse del Barone. Sembra un segno del destino per l’uomo che ha sulle spalle il futuro della Lupa, ma che del domani non vorrebbe sentir parlare finché il quarto posto resta nel mirino. […] «Ci sono tante analogie tra mio padre e lui, anche se pensandoci bene nel calcio non sembrano poi molte», disse una volta il figlio di Liedholm, Carlo. È proprio così: uno ha portato la zona in Italia e adorava le squadre che il pallone lo tenevano tra i piedi, l’altro ha rivoluzionato il gioco uomo su uomo e la sfera preferisce andarla a cacciare nella metà campo altrui; il primo guardava alle stelle e alle associazioni zodiacali per assemblare le squadre («la Bilancia è l’intelligenza pratica del centrocampista – diceva – lo Scorpione invece non è secondo a nessuno per determinazione, qualità utile a un attaccante»), il secondo è abituato alla concretezza estrema ed è sempre più convinto che questo gruppo con gli innesti giusti potrà decollare.[…] Anche se il quarto posto, dopo una lunga rincorsa, dovesse sfuggire: «Arriverebbero più soldi, certo, ma il mondo è pieno di società che sanno operare bene sul mercato anche senza risorse così importanti. Di sicuro allenatore e ds devono lavorare insieme, non ognuno per la sua strada». Pur senza nominare mai Massara, il riferimento al ds in uscita è parso evidente. […] Se servissero ad alzare il livello, sarebbero ben accetti persino i sacrifici. «Koné? Vorrei restasse, ma di fronte a offerte irrinunciabili tutti sono cedibili». Il confronto con Friedkin resta attesissimo: «Tutte le altre questioni, se sarò coinvolto, verranno discusse con la società, che ora è impegnatissima. Quando riterrà opportuno, accelererà su questi temi». Gasp attende Dan come si aspetta la storia che va compiendosi: a braccia aperte.

(Corsport)

Report accusa su Wesley. Ma Scala era già un agente

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Una grande amicizia con Ryan Friedkin. Ecco come
l’agente FIFA Pietro Scala si è ritrovato a lavorare a stretto contatto con la Roma, pur non avendo un ruolo ufficiale. Il suo nome, emerso ieri in conferenza stampa, è al centro di un’inchiesta condotta da Report sulle operazioni legate a Wesley e Bailey della scorsa estate. Scala ha lavorato come domiciliatario per il tesseramento dei due extracomunitari in virtù delle proprie abilitazioni FIGC e CONI. Una pratica adottata dagli agenti stranieri viste le attuali norme: affidarsi ad un rappresentante in Italia che possa occuparsi dell’aspetto economico e burocratico di un’operazione. I Friedkin, anziché inserire un’ulteriore figura, hanno scelto un uomo di fiducia come domiciliatario per queste operazioni. Scala, spesso a Trigoria e all’Olimpico, risulta iscritto al registro federale degli agenti sportivi della FIGC dall’11 giugno 2025. Secondo quanto filtra, Scala avrebbe operato esclusivamente in funzione delle proprie abilitazioni FIGC e CONI. Non avrebbe svolto, invece, alcuna attività da intermediario per la quale è necessaria la licenza FIFA, conseguita a novembre 2025 e, dunque, dopo la chiusura delle trattative per Wesley e Bailey.

Roma non fermarti

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Rispondere colpo su colpo per tenere in piedi la chance di tornare a sentire la tanto agognata musichetta dell’inno della Champions. La Roma si presenta a Parma (ore 18) all’indomani del successo della Juventus in casa del Lecce e non ci sono vie di scampo per Gasperini e i suoi: la vittoria è necessaria per continuare poi a sperare in un passo falso dei bianconeri in una delle ultime due giornate di campionato. Con un occhio ben attento anche al risultato del Milan, avanti di tre punti rispetto ai giallorossi e in difficoltà nell’ultimo periodo. Nella Capitale si parla quasi solo del futuro e della programmazione della prossima stagione, ma l’allenatore piemontese tiene tutti concentrati sul campo, spostando continuamente il focus sulla partita con la squadra di Cuesta nella conferenza stampa della vigilia: «Quello che conta è il campionato, sappiamo che ogni partita per noi è decisiva, quindi la concentrazione massima è su quello. Sul resto sono situazioni molto legate a quello che la società chiaramente vuole fare, poi dopo le cose si evolvono anche velocemente, magari con la fine del campionato. Io sono sempre dell’idea che bisogna migliorarsi, cercare di mettere, quando si può, degli elementi che possano portare un valore aggiunto. È chiaro che arriverà il momento in cui dovremmo veramente essere una squadra forte. Su questo non possiamo permetterci di avere dubbi e incertezze. Però si può operare bene anche senza i ricavi della Champions». Poi si passa all’avversario di turno: «Cuesta è un ragazzo molto preparato, il suo Parma è una squadra solida, ha fatto dei risultati veramente importanti, si sono salvati con diverse giornate d’anticipo, un bel traguardo al primo anno in Serie A». Ovviamente l’attenzione va anche sulla questione del direttore sportivo, con le quotazioni di Manna per la sostituzione di Massara in discesa, visto che per ora il Napoli non ha intenzione di liberarlo a meno che non gli venga pagato un corrispettivo di 5-6 milioni di euro: «I casting si sprecano un po’ da tutte le parti. Allenatore e ds devono lavorare insieme, non ognuno per strade diverse, devono parlarsi con grande sincerità e avere un unico obiettivo. Li vedo come due ruoli molto legati. Io cerco di portare avanti quelli che sono stati i miei punti di forza». Infine arriva un discorso chiaro sul mercato e sulle sirene riguardanti Koné: «Nel calcio moderno l’incedibile non esiste più da nessuna parte. Lui è un giocatore forte, mi piacerebbe tenerlo, poi un’offerta irrinunciabile ti consente forse di fare altre cose. Ma questo discorso vale per tutti».

Gasp punge i Friedkin: “Per rafforzare la Roma voglio essere ascoltato”

Gasperini ha voglia di essere ascoltato. Lo fa capire in ogni modo: «In questo momento la proprietà è impegnatissima. Quando riterrà opportuno di potersi muovere, accelererà». Tradotto: sul «binario della programmazione futura», che il tecnico della Roma ha già menzionato nei giorni scorsi, non si registrano passi avanti e bisogna sbrigarsi per non restare indietro rispetto alla concorrenza. […]Al Tardini, stasera dalle 18, c’è il Parma di Cuesta. Il quarto posto (che garantisce l’accesso in Champions) è ancora lì, a portata di mano. «Fino a qualche anno fa non sarebbe fregato a nessuno di arrivare quarti», sorride l’allenatore. Alla Roma, invece, frega tantissimo. Perché la programmazione menzionata da Gasperini dipende anche dai quasi 20 milioni di euro che la società incasserebbe dall’eventuale qualificazione. […] In ogni caso, «il mondo è pieno di società che sanno fare bene sul mercato senza risorse importanti», punge il tecnico. Un messaggio a Dan e Ryan Friedkin, che Gasperini vorrebbe incontrare – di persona, non in chiamata – prima della fine della stagione. La sola presenza di Corbin, fratello del vicepresidente, non può bastare. […] Il ds Frederic Massara è ancora in carica e – almeno per ora – resiste alle frecciate di Gasp: «L’allenatore e il direttore sportivo devono lavorare insieme, non ognuno per strade diverse». Mentre le rivali si muovono (l’Atalanta è su Giuntoli, che libererebbe D’Amico molto vicino al Milan), Trigoria riflette: «In questo momento i casting si sprecano», rivela il tecnico. Che manda segnali ai Friedkin, al ds e anche ai giocatori. […] Riecco l’undici titolare che ha travolto la Fiorentina: davanti a Svilar il trio Mancini-Ndicka-Hermoso; sulle fasce Celik e Wesley; in mezzo la coppia Koné-Cristante. Infine il tridente: dietro a Malen pronti Pisilli (in vantaggio su Dybala, «che deve ritrovare la forza nella gamba») e Soulé non ancora al meglio). Buone notizie per Angelino, che «sta tornando a essere il giocatore visto la scorsa stagione. Un bel segnale per l’anno prossimo».

(la Repubblica)

Qui Trigoria, chi è Pietro Scala? Wesley, Bailey ma anche riferimento per Ryan Friedkin

Il nome di Pietro Scala è diventato di dominio pubblico durante la conferenza stampa di ieri a Trigoria […] Ma chi è Scala? E un procuratore, che secondo Report avrebbe la licenza Fifa solo da novembre 2025. In realtà, sui registri Figc risulta regolarmente iscritto (almeno) da gennaio 2025, tanto da risultare come riferimento conclusivo di una trattativa Italia-estero. Scala è amico personale di Ryan Friedkin e uomo molto ascoltato dalla proprietà negli ultimi mesi, tanto da esser stato più volte riferimento nelle vicende di Trigoria.

(Corsera)

Roma a Parma per la Champions. Gasp non cambia. Derby: si va verso lunedì alle 18

[…] Gasperini, in piena volata Champions, non vuole distrazioni per la squadra. E nemmeno per sé. Quindi la scelta del nuovo ds passa momentaneamente in secondo piano come l’atteso vertice con i Friedkin. Gian Piero insiste per parlare di calcio e lo accontentano a fatica. Quando ci riesce, fa capire le sue intenzioni per la partita di oggi al Tardini. Squadra che vince, non si tocca. «La Roma sta facendo bene, siamo in un momento di fiducia». Gasperini, insomma, pensa di confermare gli undici che hanno superato lunedì la Fiorentina. L’unica differenza può essere la posizione di Pisilli, allineato a Soulé, cioè da trequartista a sinistra nel 3-4-2-1, alle spalle di Malen. Cristante torna in mediana, abbassandosi accanto a Koné. Nella lista dei 23 convocati per il viaggio in Emilia sono entrati in extremis Gollini ed El Shaarawy. A proposito di ds, Giuntoli va all’Atalanta. Che però non ha ancora deciso se liberare
D’Amico, tra i candidati principali per la sostituzione di Massara. […] E prima della fine ci sarà il derby: vicino lo slittamento di data per evitare la sovrapposizione con gli Internazionali, si va verso lunedì 18 alle 18 come data e orario.

(Corsera)