LA GAZZETTA DELLO SPORT (A. PUGLIESE) – Tutto rimandato a giovedì, quando l’Olimpico potrà avere un peso specifico importante. Ne è certo Gian Piero Gasperini, che ieri lo ha detto senza mezzi termini, aggiungendoci anche un pizzico di polemica. “Abbiamo giocato in un ambiente difficile, dove ogni situazione è stata amplificata dal pubblico – dice l’allenatore della Roma -. Questo comportamento non sarà possibile nel nostro stadio, dove certe cose saranno di certo più equilibrate. Al ritorno sarà difficile che passi tutto ciò che è passato qui a Bologna“. (…) “Come a Genova è stata una partita molto fisica – dice ancora Gasperini -. Si è giocato sempre sulle palle lunghe e non sempre siamo andati bene sulle seconde palle. Che oramai sono determinanti, con queste pressioni alte che fanno tante squadre si è costretti a giocare la palla lunga. E o hai un livello tecnico importante o sei costretto a giocare a calcio-rugby. E lì per costruire azioni da gol sono importanti proprio le seconde palle. Devi avere giocatori fisicamente strutturati, la costruzione del gioco è più difficile. Probabilmente con altri climi e altre temperature si comincerà a giocare un calcio più palleggiato. Di certo sia Roma sia Bologna al ritorno possono offrire una partita diversa“.
A conti fatti, però, Gasp è sicuro che alla fine il pareggio sia il risultato più giusto. Per come si è sviluppata la partita e per come si sono equilibrate certe situazioni. “E’ giusto così, anche perché noi siamo riusciti a creare parecchie situazioni pericolose – dice -. Nei 90 minuti siamo stati bravi, contro una squadra che ha dei giocatori forti come Bernardeschi ad esempio. L’atteggiamento e il coraggio non ci è mai mancato. La prestazione non la considero negativa, abbiamo avuto anche dei momenti difficoltà a cui però abbiamo reagito bene“. Quindi il giudizio sui singoli, ad iniziare Zaragoza. “Questo tipo di partite non è il massimo per lui, quando si gioca sulle palle lunghe. La stagione è lunga, con altre temperature o nei minuti finali potrà diventare utile, quando l’aggressività è meno forte. Vaz invece è entrato bene, con una buona fisicità, positivo in questo tipo di partite. Pellegrini? Lasciamolo stare, non si può parlare sempre di lui. A volte gioca bene e altre male, come tutti“. Quindi un pensiero sugli infortunati (“Su Soulé è difficile fare previsioni, ma penso di riaverlo dopo la sosta. Koné invece ha avuto un fastidio e abbiamo preferito così, visto la gara di Como e il ritorno con il Bologna“) e la chiusura su EI Aynaoui: “Non è lo stesso di prima: la Coppa d’Africa fa spesso di questi guai, ma giocando si riprenderà. Non è il primo, c’è una casistica altissima, per questo bisogna stare molto attenti a prendere giocatori che poi vanno in Coppa d’Africa“. Nel dopo partita ha parlato anche Mile Svilar: “Era importante fare risultato – ha detto il portiere-, importante in vista della gara di ritorno. Le squadre contro di noi giocano molto con palloni alti e ci tolgono un po’ il nostro gioco. Se loro giocano sporco, dobbiamo farlo anche noi“.
Categoria: La penna degli Altri
Articoli, inchieste, dossier, reportage, editoriali e altri scritte delle altre testate
Sfida elettrica. Berna capolavoro, risponde Pellegrini
Proprio un derby: duro, a lungo bloccato e poi improvvisamente effervescente. Non una bella partita, ma una vera battaglia che rimanda il verdetto sulla qualificazione ai quarti di Europa League. Appuntamento all’Olimpico, dove Bologna e Roma ripartiranno dal pareggio di ieri. Il risultato è onesto: i rossoblù sono piaciuti un po’ di più, ma i giallorossi hanno creato quanto gli avversari. Pobega avrebbe potuto portare la sua squadra sul 2-0 dopo la perla di Bernardeschi, Malen ha avuto la chance per firmare l’1-2 che avrebbe indirizzato il passaggio del turno. Una traversa di qua, un palo di là. Insomma, una sfida equilibrata in attesa che il ritorno di giovedì prossimo esprima la sentenza.
L’interpretazione del Bologna è stata più convincente perché la squadra di Italiano ha saputo andare oltre i propri limiti attuali affidandosi allo splendido Bernardeschi e a un piano gara eseguito con attenzione, allo scopo di concedere pochissimo e di colpire all’improvviso. La Roma è stata condizionata dalla povertà di soluzioni offensive: nessuno merita di essere bocciato subito, ma per il momento Zaragoza appare troppo leggero e spaesato. Il contesto tattico scelto ieri da Gasp per lui, seconda punta accanto a Malen, non l’ha di certo aiutato e i suoi limiti sono emersi in modo lampante. Serve tempo, soprattutto per i nuovi acquisti che arrivano dall’estero, ma il ritorno è tra sei giorni e Gasp dovrà studiare bene cosa fare, visto che non rientreranno né Dybala né Soulé. Vaz, subentrato a Zaragoza a inizio ripresa, non ha rubato gli occhi, ma è stato utile. E in panchina c’era El Shaarawy che avrebbe vestito meglio i panni indossati con estrema scomodità da Zaragoza. La brutta prova di Wesley ha ulteriormente spento le velleità offensive della Roma, brava comunque a sfruttare l’occasione del pareggio e a creare pure quella del raddoppio. Ma si è trattato di situazioni estemporanee e va tenuto conto del nulla prodotto nel primo tempo su azione manovrata. […]
Gasperini capisce le difficoltà di Wesley con Bernardeschi e cambia fascia al brasiliano mettendo Tsimikas a sinistra. Ma l’ingresso che fa la differenza è quello di Pellegrini. Pobega sbaglia il raddoppio dopo un filtrante splendido di Bernardeschi (ancora bravissimo Svilar), Pellegrini non spreca l’assist di Malen, innescato da Cristante dopo una follia di Joao Mario che cerca di controllare un rinvio altissimo di Svilar regalando la palla agli avversari. Nel finale prima Pellegrini imbuca per Malen, che salta un paio di avversari e costringe Lucumi all’autopalo e poi Vitik colpisce la traversa su azione d’angolo. Ma il risultato non cambia più. Arrivederci all’Olimpico.
(gasport)
Bologna-Roma: decide l’Olimpico
Proprio un derby: duro, a lungo bloccato e poi improvvisamente effervescente. Non una bella partita, ma una vera battaglia che rimanda il verdetto sulla qualificazione ai quarti di Europa League. Appuntamento all’Olimpico, dove Bologna e Roma ripartiranno dal pareggio di ieri. Il risultato è onesto: i rossoblù sono piaciuti un po’ di più, ma i giallorossi hanno creato quanto gli avversari. Pobega avrebbe potuto portare la sua squadra sul 2-0 dopo la perla di Bernardeschi, Malen ha avuto la chance per firmare 1-2 che avrebbe indirizzato il passaggio del turno. (…) La Roma è stata condizionata dalla povertà di soluzioni offensive: nessuno merita di essere bocciato subito, ma per il momento Zaragoza appare troppo leggero e spaesato. (…) Serve tempo, soprattutto per i nuovi acquisti che arrivano dall’estero, ma il ritorno è tra sei giorni e Gasp dovrà studiare bene cosa fare, visto che non rientreranno né Dybala né Soulé. Vaz, subentrato a Zaragoza a inizio ripresa, non ha rubato gli occhi, ma è stato utile. E in panchina c’era El Shaarawy che avrebbe vestito meglio i panni indossati con estrema scomodità da Zaragoza. La brutta prova di Wesley ha ulteriormente spento le velleità offensive della Roma, brava comunque a sfruttare l’occasione del pareggio e a creare pure quella del raddoppio. (…) Italiano, prevedendo una Roma aggressiva uomo su uomo, ha deciso di svuotare la zona centrale e di aprire un’ampia fetta di campo nella quale lanciare i tre attaccanti. Gasperini, infatti, ha piazzato Cristante alle spalle di Zaragoza e Malen soprattutto per mandarlo a infastidire Freuler. Il Bologna ha invitato la pressione giallorossa abbassandosi e tornando spesso dalle parti di Skorupski, (…) che aveva il solo scopo di far salire gli avversari e trovare lo spazio per la fiondata lunga. Ndicka è stato bravissimo a stoppare ogni velleità di Castro (magari facilitato da un arbitro per il quale sono lecite tutte le trattenute che non comportino l’uso della camicia di forza), ma sulle seconde palle i rossoblù arrivavano prima. Rowe e soprattutto Bernardeschi hanno messo in difficoltà i giallorossi. Gasperini intorno alla mezz’ora è passato al 3-5-2 arretrando Cristante tra El Aynaoui e Pisilli. Il Bologna allora si è affidato al tiro da fuori e alle palle inattive. Al 44‘ Bernardeschi ha saltato Wesley e Pisilli e ha tuonato verso l’incrocio: paratona di Svilar. Nel recupero su azione d’angolo Pobega non ha avuto la prontezza per mettere bene la testa dopo una spizzata di Casale. La Roma è sembrata a lungo irretita e solo una volta, rubando palla e ripartendo rapidamente sull’asse Cristante-Malen, ha creato un’occasione sprecata con un diagonale impreciso da Zaragoza. A stappare la gara al 5‘ della ripresa è stato Federico Bernardeschi, (…) per distacco il migliore in campo, ha sbloccato la sfida con un meraviglioso sinistro all’incrocio. Nell’occasione è stato bravissimo Rowe a controllare un pallone alto e a gestirlo in mezzo a Celik, Rensch ed El Aynaoui prima di evitare l’intervento di Pisilli e di servire Bernardeschi, libero anche per il totale disinteresse di Wesley. Qui ai giallorossi sono mancate l’applicazione e la ferocia che Malen mostra sempre: dopo tre minuti l’olandese prende un palo esterno dopo un bel lancio di Rensch. Gasperini capisce le difficoltà di Wesley con Bernardeschi e cambia fascia al brasiliano mettendo Tsimikas a sinistra. Ma l’ingresso che fa la differenza è quello di Pellegrini. Pobega sbaglia il raddoppio dopo un filtrante splendido di Bernardeschi (ancora bravissimo Svilar), Pellegrini non spreca l’assist di Malen, innescato da Cristante dopo una follia di Joao Mario che cerca di controllare un rinvio altissimo di Svilar regalando la palla agli avversari. Nel finale prima Pellegrini imbuca per Malen, che salta un paio di avversari e costringe Lucumi all’autopalo e poi Vitik colpisce la traversa su azione d’angolo. Ma il risultato non cambia più. Arrivederci all’Olimpico.
(gasport)
Koné risparmiato, torna Mancini
IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Koné in tribuna al Dall’Ara, ma nessun allarme. Una scelta precauzionale presa da Gasperini dopo il piccolo fastidio alla coscia avvertito al termine della rifinitura di mercoledì. «E la prima volta che salta una partita in Europa – ha ammesso Gasp – Ha avuto problemi a recuperare da Genova e abbiamo preferito non rischiare visto che ora ci sarà il Como e, poi, il ritorno». Ieri, durante il riscaldamento, Koné ha palleggiato tranquillamente con i compagni esclusi dall’undici titolare. Le sue condizioni non preoccupano e dovrebbe essere disponibile domenica.
L’allenatore piemontese ritroverà Mancini, assente a Bologna per squalifica. Dovrebbe rivedersi dall’inizio anche Hermoso. Lo spagnolo è tornato in campo ieri sera, collezionando poco più di venti minuti ed è pronto per riprendersi una maglia da titolare. Non ci sarà, invece, N’Dicka, che dovrà scontare una giornata di squalifica. Il tecnico di Grugliasco potrebbe scegliere ancora Ghilardi per sostituire l’ivoriano.
Pellegrini reclama un posto nell’undici titolare dopo il gol di ieri sera. Soulé invece continua a lavorare per sperare in una convocazione tra il ritorno con il Bologna e la gara con il Lecce. Anche se la fiducia di Gasperini è veramente minima: «È difficile fare una previsione, ma realisticamente penso che tornerà dopo la sosta».
La Roma pareggia 1-1 l’andata contro il Bologna. Si decide tutto giovedì
IL TEMPO (L. PES) – Con il cuore e con la testa. La Roma non brilla a Bologna ma rimette a posto una partita che poteva essere letale per il momento della stagione e rimanda il verdetto della qualificazione ai quarti al match dell’Olimpico di giovedì prossimo. Al Dall’Ara finisce 1-1 con Pellegrini che risponde a un Bernardeschi in grande spolvero in una serata difficile per i giallorossi che sembrano lontani dalla forma migliore. Gara scorbutica contro i rossoblù di Italiano che nell’Europa Teague hanno ormai l’unico obiettivo stagionale, e nell’andata degli ottavi tirano fuori una prestazione gagliarda e di grande intensità. Ma la Roma, stavolta, resta in partita, incassa lasciando ancora una volta a desiderare in difesa e poi risponde sfruttando un errore macroscopico di Joao Mario e appoggiandosi ancora una volta sulla qualità di Malen.
Senza Mancini, Koné, Soulé, Dybala, Dovbyk, Ferguson e con Venturino fuori dalla lista Uefa, Gasperini si presenta in Emilia con Zaragoza accanto a Malen dopo appena un minuto in due match per lo spagnolo. Hermoso entra solo nella ripresa e Celik, in un momento negativo della stagione, ancora sulla linea dei centrali. El Aynaoui e Pisilli la cerniera di centrocampo con Cristante vertice alto. Un primo tempo con tinte più rossoblù che giallorosse a parte l’occasione che Malen regala a Zaragoza dopo venti minuti con l’attaccante ex Celta che calcia largo. Il Bologna strutta le doti dei suoi esterni e, soprattutto con Bernardeschi, mette in difficolta più volte gli ospiti.
Ci pensa Svilar poco prima dell’intervallo a mettere in corner un destro a giro dell’ex Juve che però al quinto della ripresa fulmina il portiere belga. Serpentina di Rowe che approfitta delle marcature morbide di Celik ed El Aynaoui (anche lui parecchio appannato dopo la Coppa d’Africa) e serve l’azzurro dimenticato da Ghilardi. La pennellata è imprendibile per Svilar. La Roma risponde in maniera abbastanza estemporanea con Malen che colpisce il palo dopo una buona azione personale. Poco dopo è Pobega ad avere la chance del raddoppio e Rowe ci riprova senza fortuna. Gasperini, che all’intervallo aveva inserito Vaz per un innocuo Zaragoza, mette mano alla panchina con gli ingressi di Tsimikas per Rensch, Hermoso per Celik e Pellegrini per El Aynaoui con Cristante che arretra accanto a Pisilli.
Lo svarione di Joao Mario è recuperato da Cristante che serve Malen, l’olandese mette a sedere la difesa del Bologna con una finta e serve Pellegrini al centro che deposita in rete il pareggio. Dopo il gol subito la squadra di Italiano si spegna e la Roma non sembra avere abbastanza forza e uomini per vincerla. Vitik all’ultimo minuto fa tremare i giallorossi con un’uscita maldestra di Svilar, ma l’1-1 finale accontenta probabilmente più la Roma che il Bologna.
All’Olimpico, praticamente, sarà un dentro o fuori. Gasp dovrà essere bravo a recuperare energie prima del ritorno con in mezzo l’appuntamento cruciale di Como. Serve uno sprint decisivo prima della sosta di fine mese.
Tutto aperto. Pellegrini replica a Bernardeschi: la qualificazione si decide a Roma
LEGGO (F. BALZANI) – Il derby d’Europa finisce 1-1, ma il bicchiere mezzo pieno per una sera se lo beve la Roma considerati i tanti rischi corsi. I giallorossi, in forte emergenza, si giocheranno la qualificazione tra sette giorni all’Olimpico e hanno riagguantato una partita che si stava mettendo male. Per un’ora, infatti, il Bologna ha giocato decisamente meglio trovando due miracoli di Svilar e rischiando solo per un errore sotto porta di Zaragoza. Gasperini, che poco prima della gara ha perso anche Konè, ha avanzato Cristante per supportare Malen in un primo tempo che ha visto Bernardeschi salire in cattedra. Al 44′ solo Svilar gli ha impedito la gioia del gol con una paratona sotto l’incrocio
L’ex juventino ha trovato lo stesso il vantaggio a inizio ripresa grazie anche a un’incursione di Rowe che ha trovato ben poca resistenza dalla difesa romanista. Gasp capisce che qualcosa (anzi più di qualcosa) non va e corre ai ripari. Dopo l‘inserimento (positivo) di Vaz ecco Hermoso e Pellegrini, Le cose vanno meglio e dopo un tentativo da fuori di Pisilli e un palo esterno colpito da Malen arriva la rete del pareggio. Cristante ruba palla sulla trequarti, serve Malen che è freddo a vedere tutto solo in mezzo Pellegrini. L’ex capitano segna e può urlare la sua rabbia a pochi giorni dal rigore procurato a Genova.
Ora sono i giallorossi a credere alla vittoria ed è proprio Malen ad andare a un passo dalla rete del 2-1. Ma l’attaccante tarda il tiro e trova solo la deviazione di Lucumi che fa carambolare la palla sul palo. L’analisi di Gasperini a fine partita è onesta: «Oggi il Bologna è stato un po di più rispetto a noi. Così come a Genova abbiamo sofferto le palle lunghe. L’ambiente è stato molto caldo e ha condizionato anche qualche scelta. Di certo all’Olimpico non sarà cosi». Il riferimento è all’arbitro. Infine annuncia: «Koné lo recupereremo, Soulè invece me lo aspetto dopo la sosta».
Mariolina Bernardini: “Bologna nel cuore, papà voleva dare lo Scudetto alla Roma”
GASPORT – Sorride. Ogni aneddoto è un lampo. «Quando rileggo o rivedo la frase “Così si gioca solo in Paradiso” mi emoziono. Non era uno slogan: era una verità. Una fotografia». Mariolina è a Roma e ricorda il papà con una dolcezza che ti conquista. Papà Fulvio Bernardini, capitano della Roma e allenatore scudettato col Bologna, l’uomo che ha messo il timbro in maniera decisiva su tante piazze: da calciatore, da guida. «Fra i suoi sogni aveva anche quello di poter vincere lo scudetto da tecnico Roma. Ora le raccontò come andò…». (…)
Quanto è tifosa del Bologna?
Molto tifosa, molto; ma sempre con l’affetto per la Roma ovviamente. Papà è stato la prima bandiera giallorossa, oltre 200 gare, capitano, lo sa che nella “Canzona” di Testaccio viene citato? Bellissimo. Tifosissima, però, del Bologna a tal punto che prima di ogni partita mi messaggio con Stefano Dall’Ara, il nipote di Renato: abbiamo un codice su whatsapp, scaramanticco. A suo tempo raccontavano che papà e Dall’Ara non andavano molto d’accordo perché Fulvio non andava a giocare a carte col presidente. La verità è che papà non amava parlare di calcio col presidente perché ci teneva a rimanere indipendente. Ma era un sentimentalone un po’ -. nascosto».
Di certo è stato una colonna della Roma.
«Dopo Lazio e Inter andò in giallorosso, 1928. Nella sua carriera disse di no due volte alla Juventus. Avrebbe potuto vincere tutto se ci fosse andato da calciatore e poi da allenatore. Nel primo caso conosceva molto bene il portiere juventino dei primi anni ’30: gli chiese di raggiungerlo, ma scelse di restare alla Roma, diventando anche capitano. Da allenatore lo chiamò Boniperti. Ma lui amava scegliere uomini e avere un piano triennale per vincere. A Giampiero disse: “Eddai, che ce vengo a fa’ , lo sanno tutti che la squadra la fai te”. Questo era mio padre. Alla fine è andata così: avrebbe potuto vincere tutto se fosse andato alla Juventus, ma non l’ha scelta ed è andato a prendersi altre due piazze nelle quali vincere, Firenze e poi Bologna».
Ma il rimpianto Roma c’è.
«Ecco, ma devo sottolineare che non retrocesse con lui eh… La storia, più avanti negli anni, è questa: i Marchiai, allora proprietari, vennero a casa e gli proposero un contratto. Papà era contentissimo. Poi un socio degli stessi Marchiai scelse con un blitz di prendere Helenio Herrera. Papà ci rimase non male: malissimo. Uno dei suoi sogni sarebbe stato quello di allenare a lungo la Roma fino a portarla allo scudetto. È un cruccio che si è sempre portato addosso».
(…)
Quindi come si pone davanti a questo euroderby?
«Posso banalizzare, cosa che solitamente non amo? Ho seriamente il cuore diviso a metà. Il Bologna è una società super, mi hanno chiamato quando c’era Motta e mi hanno fatto visitare il centro tecnico e poi la terrazza al Dall’Ara intitolata a Fulvio. LI. Roma mi ha già chiamato perché nel 2027 compirà 100 anni. Amo entrambe, ma il tifo per il Bologna è sempre stato vivo, forte».
Stadio della Roma, Fdi pronta all’astensione
Venerdì l’Assemblea capitolina voterà l’interesse pubblico per il progetto del nuovo stadio della Roma. Fratelli d’Italia si asterrà. I consiglieri non si opporranno, ma non approveranno l’interesse pubblico sul progetto dell’As Roma e del comune per la nuova arena giallorossa. L’annuncio verrà fatto oggi dal gruppo capitolino del partito di Giorgia Meloni, che ha convocato una conferenza stampa insieme al coordinatore romano e deputato Marco Perissa. Il sostantivo astensione, però sarà più di un voto. Sarà la strategia del partito su tutti i più scottanti dossier infrastrutturali della città. Dallo stadio, appunto, fino al termo-valorizzatore. (…) Oggi, infatti, spiegheranno per filo e per segno cosa non va nell’attuale progetto dello stadio: dal nodo della mobilità fino ai 30 milioni di euro di oneri senza vincolo di destinazione. Critiche specifiche per dire: se vinciamo nel 2027 non stracceremo il progetto, ma chiameremo Roma per modifiche essenziali a rendere lo stadio un’opera di vero interesse pubblico. Un approccio che sarà replicato nel programma anche per quel che riguarda il termovalorizzatore. (…)
(Il Foglio)
Poveri ma brutti
Finalmente una buona notizia dopo i 6 gol presi dall’Atalanta col Bayern, gli 8 dalla Juve col Galatasaray, i 5 dall’Inter col Bodø e i 6 dal Napoli col Psv, e in tutto fanno 25. Finalmente una buona notizia, dicevo: ai quarti di finale dell’Europa League porteremo sicuramente un’italiana (…). Temo peraltro che sarà l’unica superstite del nostro campionato poiché la Fiorentina non sembra intenzionata a trascurare la salvezza per una Conference qualsiasi. L’italian floppone non può più sorprendere: siamo pur sempre quelli che hanno saltato due edizioni di fila dei Mondiali e a fine mese rischiano di realizzare il triplete della vergogna. (…) Meglio, a questo punto, occuparsi dell’euroderby Bologna-Roma, la sfida tra un tecnico abbonatosi alle finali, Italiano, e uno che si è specializzato in miracoli tecnici e nella produzione di ricchezza per il club, Gasperini. Da ultrà bolognese e direttore del Corriere dello Sport-Stadio questa partita avrei voluto vederla a Istanbul, lo confesso. Ma non si può avere tutto. (…)
(corsport – I. Zazzaroni)
Italiano-Gasp e quella cena solo rimandata
Una cena rimandata a data da destinarsi. Gasperini e Italiano avevano promesso di vedersi una sera per parlare di calcio, ma le tante partite di campionato e l’incrocio di Europa League hanno costretto i due a riparlarne più avanti. Lo scorso dicembre i due allenatori erano stati protagonisti di un simpatico siparietto in diretta televisiva. Gasperini aveva scherzato con Italiano dicendo: «Sì è vero, dobbiamo andare a cena insieme. E cerchiamo di mantenere alto questo ranking Uefa…», alludendo al l’impegno comune di portare risultati per l’Italia in Europa. (…)
(corsport)