Via libera per Koné. La Roma lo sacrifica, l’Inter tenta l’assalto. Il nodo-valutazione

Via libera per Koné. La Roma, infatti, ha ormai deciso che il francese è il “candidato forte” per essere sacrificato sull’altare del Fair Play Finanziario entro il prossimo 30 giugno. Tuttavia, dietro la scelta, oltre le ovvie ragioni economiche, c’è anche altro. Vale a dire valutazioni tecniche e anche alcune incomprensioni con Gasperini. Nelle idee del tecnico giallorosso, in una ipotetica mediana a due, oltre ad un centrocampista più portato alla fase difensiva ce ne vuole un altro con una maggiore predisposizione offensiva e a segnare. Così, avendo già Cristante con certe caratteristiche, il tandem con il francese, in prospettiva, non sarebbe proprio l’ideale. In aggiunta, non può essere trascurato ciò che è accaduto sabato alla vigilia del derby. Koné ha avvertito un fastidio muscolare durante la rifinitura e ha finito per rimanere fuori dalla partita. Non è da escludere che che, magari, con un pensiero al Mondiale, non abbia fatto uno sforzo in più per mettersi a disposizione. Intanto, Gasp l’ha notato…

Koné all’Inter, quindi? Beh, alla luce delle ultime evoluzioni, si puó dire che è uno scenario che sta assumendo sempre più consistenza. Poi, non è scontato che si concretizzi. Le variabili non mancano, infatti. A cominciare dal prezzo. Quanto vuole la Roma per il suo centrocampista? Si parla di non meno di 40 milioni, anzi di una cifra più vicina ai 50, magari da raggiungere con i bonus. Ebbene, per l’Inter è una valutazione adeguata? La premessa è che la scorsa estate, i club nerazzurro aveva, di fatto, acquistato Koné per 35 milioni più bonus. Poi, la Roma si è tirata indietro ed è saltato tutto. E’ da capire, quindi, se a distanza di quasi un anno, con 1iruoli che si sono parzialmente invertiti – è la società capitolina che, avendone la necessità, spinge per vendere -, in viale Liberazione accetteranno di spendere una cifra più alta.

Probabile, comunque, che già nei prossimi giorni ci saranno sviluppi in questo senso. Koné e il profilo ideale cercato da Chivu e dall’Inter. Il tecnico rumeno lo aveva già indicato un anno fa e i suoi pensieri non sono cambiati. Nel centrocampo nerazzurro non esiste un elemento con le caratteristiche del francese e prenderlo significherebbe colmare quel vuoto. […]

(corsport)

I 30 anni di Mancini. Maturità t’avessi avuto…

Maturità, t’avessi avuto prima… Rivisitiamo Antonello Venditti, tifoso romanista, per il romanista Gianluca Mancini. Il quale a trent’anni – li ha compiuti a luglio – ha raggiunto un equilibrio che lo ha trasformato. Dov’è finito il ragazzone che spesso in campo perdeva la testa, litigava con chiunque gli passasse accanto, faceva collezione di baruffe? Non c’è più, per fortuna.

Oggi Mancini è un difensore di una completezza rara per il nostro campionato: efficace in copertura, nel rispetto della tradizione italica, e abile anche in fase offensiva. Nel derby se n’è avuta conferma: ha segnato addirittura una doppietta, un’impresa per uno stopper (un tempo quelli come lui si chiamavano così) in una partita speciale e importantissima. L’ha fatto – pensiamo – anche perché adesso non spreca più energie nervose in inutili risse verbali, né si distrae prendendosela con avversari e arbitri. Certo, poi se c’è un groviglio di calciatori che bisticciano lui si butta in mezzo, com’è successo a fine derby.

Ma il nuovo Gianluca batte sempre il vecchio Mancini, e riesce a venire fuori dal caos senza cartellini. Chi l’avrebbe detto qualche tempo fa? […]

(Gasport)

C’è il divieto di trasferta. Solo in 1500 al Bentegodi per il sogno Champions

Sedici anni fa l’esodo per la rincorsa scudetto: stavolta, niente viaggi della speranza. Ma solo un Olimpico “in miniatura” a Verona. I biglietti del settore ospiti dello stadio dell’Hellas sono stati polverizzati ieri in meno di un’ora. E i 1.500 tifosi giallorossi non residenti nella provincia di Roma che sono riusciti nell’impresa di comprarli racconteranno domenica sera, dopo Verona-Roma che vale la Champions, di aver assistito ad un evento “esclusivo” per pochi fortunati. Perché gli altri sostenitori residenti nella Capitale, cui da gennaio sono vietate le trasferte in seguito agli scontri di gennaio con gli ultrà della Fiorentina sull’A1, potranno inseguire il sogno Champions guardando Mancini e compagni solo in tv o sui maxischermi che verranno allestiti in città.

Perché non ci saranno deroghe. Nessuna apertura straordinaria, nonostante la grande e comprensibile voglia di esodo registrata nelle ultime ore, via radio e via social, da parte dei tifosi della Curva Sud e non solo dopo la vittoria del derby e una Champions ad un passo, che ora dipende solo da giallorossi. […]

La Roma, comunque, non sarà sola al Bentegodi. I 1.500 del settore ospiti non avranno i decibel degli oltre 15 mila di sedici anni fa per Chievo-Roma per l’ultimo assalto allo scudetto (l’Inter giocava a Siena), ma urleranno lo stesso a squarciagola per spingere la squadra di Gasperini in Champions. In caso di festa, l’altro “esodo” si registrerà – superfluo a dirlo – all’aeroporto di Fiumicino, dove la squadra sarà attesa nella notte dopo la trasferta a Verona. Un “sold out”, quello sì, annunciato…

(Gasport)

Cristante entra nella storia. A Verona raggiunge Masetti

L’entrata nella top ten e il pass per quella Champions che manca da sette anni. Bryan Cristante a Verona vivrà una di quelle domeniche da mettere nell’album dei ricordi. Il capitano, infatti, taglierà il traguardo delle 364 presenze agguantando una leggenda come Guido Masetti (il mitico portiere di Campo Testaccio) al decimo posto della classifica dei giocatori con più partite giocate in assoluto nella storia romanista.

E soprattutto cercherà di ottenere il pass per la Champions che nella Capitale lo ha visto protagonista solo nella stagione 2018-2019. Ad oggi Cristante è l’unico centrocampista sicuro di una maglia a Verona. Koné, infatti, ieri ha svolto personalizzato sul campo nel tentativo di recuperare in extremis. Difficile possa farlo dal primo minuto. Stesso discorso per Pellegrini, che si è sottoposto a terapie. […]

(Gasport)

Roma, la regia di Dan: dal DS ai rinnovi, il giovane Friedkin ha preso il comando

Mercato, direttore sportivo, rinnovi e stadio. Sono tanti i temi sul tavolo di Ryan Friedkin, l’uomo che in questo momento si è messo alla cloche di comando e sta guidando la Roma verso la prossima stagione. Il rampollo di famiglia, direbbe qualcuno, di certo un vicepresidente assai operativo. Anche se poi, a conti fatti, la parola di Dan pesa come un macigno, di certo c’è che Ryan da tempo sta gestendo il club in prima persona. Molto più del padre, che l’ultima volta che è stato avvistato a Roma è stato lo scorso ottobre, quando in un albergo dei Parioli ha partecipato all’assemblea della EFC (European Football Clubs). Insomma, se Dan resta sempre l’uomo che decide, Ryan adesso è il vero regista.

Ryan anche ieri era a Trigoria e sta lavorando, appunto, su tanti tavoli. Ad iniziare da quello del direttore sportivo, dove vorrebbe lasciare una traccia definitiva in questi giorni, prima di lasciare la Capitale, per permettere magari al club di annunciare la scelta subito dopo Verona-Roma, alla fine della stagione giallorossa. Considerando che la pista Manna sembra essersi arenata (ma nel calcio mai dire mai…), le due candidature in pole adesso sono quelle di Tony D’Amico e Sean Sogliano. […]

Con Gasp, però, in questi giorni si sta ragionando anche di mercato e di come poter rinforzare la squadra attuale. L’allenatore ha chiesto come priorità tre giocatori: un esterno sinistro a tutta fascia che possa permettergli di riportare Wesley a destra e due trequartisti. I nomi? In avanti al mister piacciono tanto Nusa, Summerville, Ndoye e Greenwood. Certo, per tutti e tre servirebbero investimenti sostanziosi (dai 30-35 in su), ma gli eventuali introiti della Champions aiuterebbero, in tal senso.

La partecipazione alla coppa dei grandi, infatti, garantirebbe alla Roma almeno circa 60 milioni: 43,5 dal fatto di esserci, più gli eventuali incassi delle 4 partite interne (compresi in una forbice da 14 a 17 milioni). A cui aggiungere poi tutti gli altri bonus legati al rendimento ed all’eventuale percorso nella coppa.

Ma se le nuove pedine sono l’obiettivo, i rinnovi sono il pane quotidiano. […] Si parla sostanzialmente di Dybala (su cui sembra esserci anche l’ombra della Premier), Pellegrini e Celik, tutti in scadenza il 30 giugno prossimo. Ma anche Mancini e Cristante, i cui rinnovi erano pronti da tempo ma sono stati poi “congelati” subito dopo il capitombolo in casa dell’Inter per 5-2. […]

(Gasport)

Caso Report, Bosco: «Nessuna ombra su Wesley e Bailey»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Pietro Scala è finito al centro di un’inchiesta di Report per il suo coinvolgimento nelle operazioni legate a Wesley e Bailey. Christian Bosco, Presidente dell’IAFA (Italian Association of Football Agents) ha fatto chiarezza sulla professione dell’agente sportivo.

Che idea si è fatto della promo del servizio di Report riguardante Pietro Scala?

«Sulla base delle sole informazioni emerse dalla promo del servizio, ritengo che ci possa essere stata un’erronea interpretazione delle norme cogenti. Scala risulta in possesso da anni della qualifica professionale necessaria per esercitare in Italia ed è regolarmente iscritto al preposto registro nazionale presso il CONI. In questo caso, quindi, la Roma ha pienamente diritto di avvalersi della sua consulenza anche per la contrattualizzazione ed il tesseramento di calciatori provenienti dall’estero».

Per operare in Italia quali requisiti deve avere un agente?

«Il percorso abilitativo nazionale prevede una prova generale presso il CONI, articolata in una fase scritta ed una orale, e successivamente un esame specialistico presso una o più Federazioni nell’ambito delle quali si intende operare. Questo percorso può essere intrapreso anche da un cittadino straniero legittimamente residente in Italia».

Che differenza c’è tra le abilitazioni CONI e FIGC e la licenza FIFA?

«Un agente sportivo può operare in Italia attraverso l’iscrizione al Registro Nazionale presso il CONI. La licenza FIFA si configura come una certificazione privata che viene conseguita tramite un quiz online e non prevede il possesso di un diploma di scuola superiore, né di una formazione preliminare».

Come avviene l’intermediazione in un’operazione con l’estero e quali sono le varie casistiche?

«Ad oggi, la FIFA impone la registrazione sulla propria piattaforma. Ciò non toglie che un soggetto interno all’ordinamento nazionale possa indipendentemente avvalersi dei servizi professionali di un agente sportivo CONI per l’assistenza e la consulenza relativa al tesseramento e alla contrattualizzazione di un calciatore proveniente dall’estero. Il legislatore italiano, poi, ha trovato una soluzione adeguatrice che consente ai soggetti stranieri, non in possesso dei prescritti requisiti professionali, di svolgere ugualmente un’analoga attività sul territorio nazionale, attraverso una applicazione sui generis dell’istituto della “domiciliazione”. Tali soggetti, quindi, possono operare in via temporanea ed in regime di collaborazione con un agente sportivo professionista iscritto nelle sezioni “or-dinari” o “stabiliti” del registro CONI».

Vi aspettate che CONI e FIGC implementino i propri regolamenti prima del mercato estivo?

«Il D.P.C.M. n. 218/2025, pienamente in vigore dal 3 febbraio 2026, funge già da regolamento per l’esercizio dell’attività. Prima della pubblicazione, infatti, ha superato il vaglio di legittimità da parte del Consiglio di Stato, della Corte dei conti, dell’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato, del Garante della privacy. Ciò significa che il CONI dovrà conformare ed integrare quanto prima il suo regolamento, che sarà poi mutuato dalle federazioni sportive nazionali interessate. Siamo fiduciosi che il perfezionamento della regolamentazione di secondo livello possa avvenire prima dell’inizio della prossima sessione di calciomercato».

Quali sono i reali problemi che affliggono il mondo degli agenti sportivi?

«Voglio evidenziare l’abusivismo che continua a proliferare, nonostante in Italia sia vigente una legge professionale. Purtroppo, i principali fruitori dei servizi degli agenti sportivi spesso continuano a dare credito a soggetti non autorizzati. Soltanto attraverso un grande lavoro di informazione da parte delle rappresentanze degli stakeholders di settore e una rigida applicazione del regime disciplinare e sanzionatorio previsto del legislatore si comincerà ad arginare questa vera e propria piaga».

Ritiene che in futuro sarà possibile risolvere tali problematiche così da avere più trasparenza nel settore?

«Italia e Francia, da anni, perseguono la professionalizzazione del settore rispettando i principi di legalità e trasparenza. Auspichiamo che tali esempi siano seguiti dagli altri paesi europei sulla base di possibili interventi ad hoc da parte del Parlamento e della Commissione U.E.».

Difensori goleador: diecireti dal terzetto titolare

Non solo Malen. Tra i tratti distintivi della Roma di Gasperini c’è sicuramente quello della partecipazione al gol. Soprattutto nella seconda parte di stagione, dopo un inizio balbettante dal punto di vista della media gol, i giallorossi nella seconda parte di stagione hanno migliorato i numeri e dopo il bomber olandese, Soulé (trascinatore del girone d’andata) e Wesley, ecco i difensori.

Non è un inedito per il tecnico piemontese che anche all’Atalanta ha sempre avuto buoni numeri realizzativi dal terzetto difensivo. Mancini, N’Dicka ed Hermoso, ovvero i titolari della retroguardia giallorossa, hanno raggiunto la doppia cifra in campionato. Dieci gol totali di cui 4 da Mancini e 3 rispettivamente dall’ivoriano e lo spagnolo. Tolto il gol contro il Parma dell’ex Atletico, curiosamente, tutti sono arrivati nel girone di ritorno. Dati che dimostrano sia la partecipazione totale della squadra alla manovra offensiva, sia l’abilità sui calci piazzati che in alcune gare chiave, come il derby, ha fatto la differenza.

A mancare sono stati i gol dei centrocampisti con qualche gioia sparsa per Cristante, Konè e Pisilli e il contributo di Pellegrini che ha calciato anche qualche rigore. Ma la pericolosità dei centrali difensivi a disposizione di Gasperini è stata una delle armi in più, soprattutto nella risalita finale dopo un inverno tra alti e diversi bassi. In queste ultime settimane la Roma è tornata a subire anche meno rispetto al recente passato a dimostrazione che la qualità nella difesa individuale resta.

La Roma ha fame di Champions. Gasperini tiene alta la tensione

IL TEMPO (L. PES) – Tutti vogliono la Champions. Tra chi è abituato a giocarla, chi non l’ha mai vissuta sulla propria pelle e chi la aspetta da tanti anni. È un avvicinamento affamato quello della Roma all’ultima partita di campionato in programma domenica a Verona, in una serata che dopo diverse stagioni vede i giallorossi padroni del proprio destino. L’ultima volta nell’Europa dei grandi fu nel 2018 quando la Roma allenata da Di Francesco chiuse terza a 77 punti un campionato dove il pass Champions arrivò con una giornata d’anticipo, fatalità proprio grazie al ko di Spalletti, allora all’Inter, contro il Sassuolo. L’ultima stagione col brivido finale fu quella precedente, proprio con Lucio sulla panchina giallorossa che, nell’ultima di Totti all’Olimpico, si guadagnò il secondo posto (allora in Champions andavano le prime due più la terza qualificata ai playoff) col record di punti della storia del club.

Oggi è tutto diverso, o quasi. Spalletti è ancora un avversario e ancora una sua caduta casalinga alla penultima può favorire la Roma. Ma niente è scontato. Per questo Gasp tiene alta la concentrazione a Trigoria fin dal primo allenamento della ripresa di ieri. Lui è stato il primo a crederci da sempre, anche quando sembrava un obiettivo sfumato. Troppo abituato ad una lotta così aperta e imprevedibi-le, e anche voglioso di tornare a calcare un palcoscenico prestigioso che si è spesso e volentieri guadagnato con l’Atalanta. I Friedkin a inizio stagione non avevano chiesto il quarto posto come obiettivo, ma il tecnico piemontese ha da subito alzato l’asticella. E i giocatori l’hanno seguito. Anche perché in tanti sognano di ascoltare la famosa «musichetta».

Tra chi è qui da una vita e chi vorrebbe riassaporare la magia delle notti europee, anche tra i calciatori la concentrazione è massima per raggiungere l’obiettivo. Pellegrini e Cristante sono gli unici superstiti insieme ad El Shaarawy che però saluterà a fine stagione, dell’ultima Champions giocata dalla Roma. Mancini, invece, quelle serate da calciatore ancora non le ha vissute e la sua attesa è certamente febbrile, soprattutto dopo la lunga militanza in giallorosso. C’è poi Dybala che in coppa dei campioni ha saputo regalare colpi da fuoriclasse e che, nei discorsi di rinnovo che proseguono, avrebbe certamente un motivo in più per dire sì con la squadra in Champions. Per non parlare di calciatori più giovani come Pisilli, Wesley o Soulé (che in realtà ha esordito con la Juve) ancora più motivati a immaginare un futuro di alto livello con questo club.

Al Bentegodi il tecnico dovrà fare a meno di Wesley squalificato e di N’Dicka infortunato. Mentre Koné e Pellegrini proveranno ad esserci per l’ultimo sforzo stagionale. Buone sensazioni per il francese che già ieri ha svolto lavoro sul campo e oggi punta al rientro in gruppo. Meno chance per l’ex capitano che ieri era ancora out. Anche Venturino verso il rientro con i compagni.

Nel frattempo a Trigoria proseguono i colloqui tra Gasperini e Ryan Friedkin per pianificare il futuro. Sul tavolo i rinnovi, la scelta del ds e il settore giovanile. A proposito di quest’ultimo settore, è sfumata definitivamente la candidatura di Sbravati che lavorerà con Giuntoli all’Atalanta. Sul fronte direttore sportivo, invece, sempre in piedi le ipotesi D’Amico e Sogliano, così come il nome di Tognozzi che nelle ultime ore ha raggiunto l’Italia.

Tesoro Roma: Champions, 60 milioni per un mercato da top

LEGGO (F. BALZANI) – Evitare una fatal Verona e poi avviare un piano da scudetto. La Roma domenica al Bentegodi deve conquistare gli ultimi punti che certificherebbero il ritorno in Champions dopo sette anni e che permetterebbero ai Friedkin di poter osare di più sul merca-o. L’ingresso garantirebbe 43,5 milioni di euro, a cui aggiungere gli incassi delle 4 partite casa-inghe, circa 16-17 milioni. Tornare in Champions, insomma, porterebbe quasi 60 milioni.

A quel punto sarebbe più facile soddisfare le richieste di Gasp che ieri ha incontrato di nuovo Ryan Friedkin per fare il punto della situazione. Quattro gli acquisti “alla Malen” che il tecnico vorrebbe. Un target di calciatori tra i 25 e i 30 milioni, dallo stipendio alla portata e con tanta fame. I ruoli sono stati già individuati: un esterno sinistro e tre attaccanti al netto delle cessioni ovviamente. Tra i nomi in lista: Greenwood, Nusa, Summerville e Luciano Juba del Bahia. E alla prossima settimana sono slittati anche i rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik. Di tutto si occuperà Ryan a cui papà Dan ha dato pieni poteri e che resterà a Trigoria più a lungo questa volta.

Di certo fino alla scelta del direttore sportivo, prima pietra per la costruzione della nuova Roma. Al momento ci sono due profili preferiti: D’Amico e Paratici, entrambi corteggiati anche dal Milan. In seconda fila Sogliano e Tognozzi mentre per il settore giovanile rispunta il ritorno di Vergine. La scelta sarà presa entro la fine del campionato, poi si parlera anche di Totti che ieri a Bari ha scherzato: «Quando torno a Roma? Domani».

Prima di tutto, va ribadito, c’è la sfida col Verona in cui Gasp dovrà fare a meno di Ndicka, Wesley e probabilmente Koné. Ci sarà Dybala che è pronto a firmare il rinnovo per un’altra stagione, da colmare ancora un piccolo gap sullo stipendio ma le sensazioni sono positive.

Addio El Shaarawy: squadra spiazzata dall’annuncio improvviso. I giocatori si aspettavano modalità e tempi diversi

Il Derby della Capitale vinto 2-0 grazie alla doppietta di Gianluca Mancini è stata una partita speciale per Stephan El Shaarawy, il quale lascerà la Roma a fine stagione dopo aver vestito per 10 anni la maglia giallorossa. Il match contro la Lazio è stato l’ultimo davanti ai propri tifosi, che a fine gara lo hanno omaggiato con striscioni e cori. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, il gruppo squadra è però rimasto spiazzato dall’improvviso annuncio dell’addio del Faraone: i calciatori, infatti, si aspettavano che sarebbe arrivato con modi e tempi diversi.

(La Repubblica)