Vieira: “Corsa Champions? Per Milan e Roma avere 2 punti di vantaggio è l’ideale. De Rossi ha fatto un ottimo lavoro al Genoa”

Patrick Vieira, ex allenatore del Genoa, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato anche su Daniele De Rossi (che lo ha sostituito sulla panchina del Grifone) e sulla corsa Champions. Ecco le sue parole.

In Italia invece due domande in sospeso. È vero che l’Inter l’ha cercata prima di prendere Chivu? 
“Non voglio dire il nome della squadra ma vi confermo: ho avuto dialoghi con alcuni club italiani importanti. Ho scelto di restare al Genoa”. 

È andata male, con l’addio a novembre a fondo classifica. Credeva che il Genoa si sarebbe salvato? 
“Sì, senza dubbio. Ne ero convinto. Questo non toglie nulla a De Rossi, che ha fatto un ottimo lavoro. Lo ringrazio per le belle parole nei miei confronti, sono contento che il Genoa si sia salvato”. 

Come finirà questo campionato? Chi andrà in Champions? 
“Per Milan e Roma, avere 2 punti di vantaggio può essere ideale, ma non escludo la sorpresa Como. Il derby di Torino invece per me può essere un ostacolo per la Juve”.

(gasport)

Capello: “Hellas Verona già retrocesso? Non bisogna fidarsi. L’ultima giornata ha sempre le sue trappole”

Fabio Capello, ex allenatore della Roma e vincitore dell’ultimo scudetto giallorosso, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sul prossimo match contro l’Hellas Verona. Ecco le sue parole.

Tutto deciso nella corsa Champions?
«Così potrebbe sembrare, ma tutti ne abbiamo viste tante negli anni. L’ultima giornata ha sempre le sue trappole, bisogna comunque mettere nel conto le possibili sorprese e per evitarle servono tante componenti».

La Roma ha la strada spianata?
«Ecco, appunto: i giallorossi hanno in mano il proprio destino, ma del Verona retrocesso non c’è da fidarsi, se l’atteggiamento non è quello giusto, perché può giocare con la testa libera. Senza alcun assillo possono venire fuori prestazioni inaspettate e questo deve indurre i giallorossi e fare ciò che devono. Vietato farsi prendere da altri pensieri, né dall’ansia da prestazione. La storia è piena di partite finite diversamente quando sembravano scontate. La Roma sa che non deve correre questo rischio».

(Il Messaggero)

Completo per la festa

Ogni festa richiede l’abito più appropriato. E per le celebrazioni del 22 luglio non esiste completo migliore di quello della Roma. Non appare quindi casuale
la sovrapposizione di calendario fra l’uscita della prima maglia 2026-27 e il rituale corteo di tifosi per le vie del Centro storico. Ulteriore omaggio del Club alla storia, dopo il recupero del tradizionale stemma che già da tempo accompagna le comunicazioni ufficiali. Il ritorno alla Lupa con l’acronimo ASR nella parte sottostante sarà evidente proprio sulle nuove divise. A partire dalla
“Home”, rossa con una sorta di ombra più scura sui fianchi e le tre iconiche strisce dello sponsor tecnico Adidas sulla spalla (un po’ più larghe rispetto alle abitudini del brand tedesco). Anche sul Third Kit (color bronzo di fondo, quasi un nero che ricorda le corazze dell’antica Roma); e su quello da allenamento Grigio, con inserti gialli e rossi) farà bella mostra lo stemma con Lupa e monogramma. (…) Riprende la celebrazione della storia romanista anche con la seconda maglia, che sarà acquistabile negli store ufficiali di Roma e Adidas a partire dal 6 agosto. La divisa Away è un vero e proprio omaggio al calcio d’altri tempi, quando la banda orizzontale coi colori distintivi a scandire le tinte più neutre della seconda divisa era utilizzata di frequente, non soltanto a queste latitudini. Ora lo sfondo è bianco crema, lo stemma col solo acronimo, ma questa volta c’è spazio per il giallo e il rosso, nella fascia sul petto, sui bordi di maniche e colletto e perfino nelle tre strisce Adidas sulle spalle, in questo caso di larghezza usuale. Il prodotto rientra nella categoria “Originals” del marchio tedesco, riservato a capi dal sapore vintage e contraddistinto dal trifoglio come logo (come la bianca attuale, che però è la terza).(…) Un piccolo-grande capolavoro per gli amanti della tradizione. (…) La tipologia di disegno segue diverse maglie utilizzate dall’epoca di Campo Testaccio alla seconda Guerra Mondiale; poi ancora a cavallo fra Anni 50 e
60; e perfino in due occasioni più recenti: nel 1994-95 e nel 2009-10. E può perfino richiamare alla memoria la divisa della Fortitudo (rossoblù su fondo bianco), uno dei tre club che si sono fusi nel 1927, dando vita alla Roma. Memorie dal futuro, nell’anno che culminerà col centenario.

(Il Romanista)

S’incrociano i destini di Frattesi e Koné

Due “pallini”, due destini che potrebbero incrociarsi. Da un lato Manu Koné, da tempo nella lista dell‘Inter. La Roma, causa settlement agreement, potrebbe dover cedere qualche “big” entro fine giugno. E il francese, prelevato per 20 milioni dal Borussa Mönchengladbach, rappresenterebbe una ricca plusvalenza, essendo valutato più del doppio. Dall’altra parte Davide Frattesi che è in uscita dall’Inter e potrebbe essere inserito nell’operazione. Valutazioni in corso. […]

(Il Giorno)

Inter, la chiave per Koné: Carlos Augusto da Gasp può agevolare l’affare. Resta il nodo del prezzo

Il via libera della Roma non significa che Koné abbia già imboccato l’autostrada per Milano, sponda nerazzurra. Il francese è in uscita, ma a quale prezzo? E non è un interrogativo di poco conto. Come noto, infatti, il club giallorosso, anche conquistando il pass Champions, ha bisogno di sistemare i conti per l’esercizio in chiusura il prossimo 30 giugno. Entro quella data, dunque, verrà sacrificata una pedina pregiata. Che, come premesso, è stata identificata con Koné. L’obiettivo della Roma, però, è incassare il massimo possibile, in modo da registrare la più alta plusvalenza possibile. Già, ma fino che punto può tirare la corda con l’Inter? Koné è già stato virtualmente un giocatore nerazzurro per qualche giorno dell’agosto di un mese fa. Poi, i Friedkin stopparono tutto. L’accordo tra i club era stato raggiunto sulla base di 35 milioni più bonus. Ora, però, l’asticella giallorossa si è alzata. E la valutazione attuale non solo avrebbe superato i 40 milioni, ma si avvicinerebbe ai 50, sempre con una quota di bonus. Insomma, la differenza non è un dettaglio. Visto che l’Inter dovrà muoversi entro il perimetro fissato da Oaktree. Vale a dire un passivo di mercato di circa 40-45 milioni, a cui aggiungere il ricavato delle cessioni. Soddisfare le richieste della Roma, dunque, significherebbe consumare tutto o quasi quel margine. Si può già dare per scontato che il club nerazzurro proverà a forzare la mano, approfittando della necessità di vendere della società capitolina. Nell’operazione, però, potrebbe entrare anche un’altra variabile, ossia una contropartita tecnica. E il nome in questione sarebbe quello di Carlos Augusto. Gasperini vuole un laterale sinistro e il brasiliano, ai suoi occhi, ha il profilo ideale per le sue esigenze. L’Inter, però, sarebbe disposta a lasciar andare un elemento che si è sempre rivelato prezioso, per le sue qualità tecniche e per la sua duttilità? È un territorio tutto da esplorare, fermo restando che, in ogni caso, saranno affari separati. In sostanza, prima ci sarebbe l’acquisto di Koné da parte dell’Inter, entro il 30 giugno. Poi, nel mese di luglio, verrebbe messo in piedi il passaggio di Carlos Augusto alla Roma. L’ultimo elemento da considerare sono i desideri di Carlos Augusto. Si trova benissimo all’Inter, ma avrebbe anche voglia di giocare con maggiore continuità. Ed è uno dei motivi per cui i discorsi per il rinnovo del suo contratto, in scadenza nel 2028, si sono rallentati. Alla Roma, che con ogni probabilità parteciperà alla prossima Champions, avrebbe la prospettiva di essere titolare.

(corsport)

Scamacca il regalo per Gasp

Un regalo per la Champions, un regalo per Gasperini, un regalo per una Roma che
vuole tornare finalmente a mordere l’élite del calcio europeo. Il nome che sta infiammando i corridoi di Trigoria è quello di Gianluca Scamacca: il centravanti dell’Atalanta è diventato molto più di una suggestione, è un obiettivo concreto, pesante, ambizioso. Ma tutto passa da domenica, tutto passa da Verona. Novanta minuti che possono spalancare le porte della Champions e cambiare radicalmente il futuro della Roma. La strategia è chiara e definita. Gasperini ne ha parlato con Ryan Friedkin e con i consulenti di Trigoria in attesa del nuovo direttore sportivo che raccoglierà l’eredità di Massara dopo l’ultima sfida stagionale. E il piano è di quelli forti: cambiare volto all’attacco. Ferguson ha già salutato, Dovbyk partirà, Scamacca può arrivare. Un ribaltone offensivo per costruire una Roma più feroce, più verticale, più internazionale. E soprattutto più profonda. Perché con la
Champions il turnover non sarebbe più un’opzione, ma una necessità. E allora Scamacca potrebbe alternarsi con Malen oppure addirittura giocare accanto all’olandese in un attacco devastante per fisicità, tecnica e strappi offensivi. […] Palladino lo ha gestito alternandolo a Krstovic, il nuovo uomo copertina dell’Atalanta, sempre più centrale nel progetto bergamasco dopo l’acquisto della scorsa estate. Ed è proprio qui che nasce la grande occasione per la Roma. Perché Scamacca oggi vede il suo futuro un po’ più lontano da Bergamo. E Gasperini sarebbe pronto a riabbracciarlo immediatamente. Del resto tra i due esiste un legame tecnico e umano fortissimo, costruito nelle notti europee più belle della Dea. Ora quel filo può riannodarsi a Roma. Non è un caso che l’attaccante abbia già parlato con alcuni giocatori giallorossi. Il richiamo di casa si sente, eccome. Perché il suo nome a Trigoria era già circolato tre stagioni fa, prima che la trattativa saltasse sul più bello. Stavolta, però, il contesto è diverso. Più maturo lui, più forte la Roma. Anche economicamente. I costi sono considerati sostenibili. Con circa 20 milioni più bonus l’operazione può decollare. Il contratto da 3,5 milioni netti rientra nei parametri del club, soprattutto in presenza degli introiti garantiti dalla Champions. Ecco perché Verona diventa il crocevia di tutto: vincere significherebbe entrare nell’Europa che conta e accendere definitivamente il mercato romanista. Gasp vorrebbe costruire proprio attorno a lui un reparto offensivo lungo, competitivo, affamato. Con Malen, Scamacca e il giovane Robinio Vaz, la Roma avrebbe finalmente tre numeri nove veri da ruotare tra campionato e coppe. Esattamente ciò che Gasp avrebbe voluto già quest’anno, ma che gli infortuni continui di Dovbyk e Ferguson gli hanno impedito di avere. Stavolta, però, il progetto può diventare realtà. E avrebbe il volto di un bomber italiano, tifoso romanista e forse pronto finalmente a tornare a casa.

(corsport)

Champions e ds: in volo con Ryan

Se ci fosse stato Dan, probabilmente si sarebbe seduto al posto del pilota. Avrebbe magari azionato proprio lui i comandi per il decollo, aiutando la Roma a mettersi in viaggio verso il cielo stellato della Champions. Nella Capitale adesso però c’è Ryan, il nuovo tenutario del club, il figlio che più di tutti gli somiglia per visione imprenditoriale e capacità manageriali, ma che dal padre non ha ereditato né le abilità di volo né la sua passione per i caccia statunitensi. Senza brevetto, eppure con una voglia matta di staccarsi da terra per raggiungere l’élite del calcio internazionale, Friedkin Jr sabato sarà semplicemente un passeggero. Lo vedremo insomma salire le scalette dell’aereo, intorno alle 19, quando la squadra s’imbarcherà da Fiumicino. C’è un jet privato a totale disposizione di Ryan: è il velivolo che lo ha condotto a Trigoria ormai nove giorni fa per permettergli di affrontare tutte le questioni irrisolte. Ma vuoi mettere l’importanza di partire con la squadra, respirare il clima della vigilia più importante e accomodarsi magari al fianco di Gasp, proprio a poche ore dell’ultima di campionato? Sarebbe anche una questione di scaramanzia, dopotutto. Domenica scorsa, prima del derby il vicepresidente è salito sul pullman e ha viaggiato con la squadra verso l’Olimpico. Nel frattempo, il 36enne continua a caricare il gruppo per l’obiettivo 4° posto e a indirizzare il futuro: il mercato, ma prima ancora il nuovo ds e gli uomini da inserire negli staff per accontentare l’allenatore, il quale è stato chiaro sulla necessità di rinforzare prima di tutto la struttura interna. Per il direttore sportivo restano caldii nomi di Sogliano, l’architetto del Verona, di Tognozzi, in uscita dalla Juve, e di D’Amico, che non ha ancora trovato l’accordo con il Milan e che tornerebbe volentieri a lavorare con Gasp dopo Bergamo. In questi giorni romani, Ryan si è anche interessato al rapporto con l’ambiente. Ad esempio, una volta venuto a sapere che molti tifosi vorrebbero un maxischermo per seguire la partita col Verona a causa dell’impossibilità di andare in massa in trasferta si è informato coi suoi uomini più fidati per comprendere la fattibilità dell’operazione. Il comune di Roma informalmente ha aperto alla possibilità, però attende una richiesta ufficiale dal club. Alla luce della sobrietà di questa proprietà, è lecito attendersi forse un sondaggio esplorativo e poco altro. Sulle cose che contano davvero, invece, i Friedkin agiscono spesso in un lampo. Quando ad esempio i gruppi organizzati hanno minacciato di lasciare vuoto lo stadio se il derby si fosse giocato di lunedi
sera, la società si è mossa diplomaticamente con la prefettura per garantire la disputa del match di domenica, nonostante la contemporaneità delle finali degli Internazionali di tennis. L’umore della piazza, loro, lo hanno sempre ascoltato. Sia in presenza sia a distanza.

(corsport)

Corsa Champions, volata finale: Milan qualificato in 67 casi su 81, Roma in 55

La questione è semplice: se il Milan e la Roma vincono, si uniscono all’Inter e al Napoli per la Champions 2026-27. L’impresa non è impossibile. Anzi, è probabile. Il Milan se la vedrà a San Siro con un Cagliari già salvo. La Roma cercherà i tre punti a Verona contro un Hellas già retrocesso. Qualche avvertenza è d’obbligo. Nelle ultime tre partite in casa, contro Udinese, Juve e Atalanta, il Milan ha rimediato due sconfitte e un pareggio. Nelle ultime tre giornate, il Verona già in Serie B ha fermato la Juve sull’1-1 a Torino, ha fatto soffrire il Como e ha guastato un po’ la festa scudetto dell’Inter con un altro pareggio. Quanto basta per tenere le antenne dritte e non cedere al pensiero debole che i tre punti siano scontati, inevitabili, dovuti. Milan e Roma dovranno vincere sul campo, non soltanto nelle previsioni, però le motivazioni sono fortissime e sufficienti per compiere l’ultimo passo. La “plani-metria” delle combinazioni possibili per gli ultimi due piazzamenti Champions conferma lo stato delle cose. Il Milan si qualifica in 67 casi su 81; la Roma in 55; il Como in 22; la Juve in 18. Nelle previsioni oggettive, basate sui risultati eventuali, la squadra di Luciano Spalletti è ultima perché sconta lo svantaggio negli scontri diretti con la formazione di Fabregas. La Juve ha un piede e mezzo fuori dalla Champions anche perché, rispetto alle altre tre, deve affrontare l’impegno più difficile, il derby con il Torino, partita rognosa per definizione. Il Como non dovrà sottovalutare la forza della disperazione della Cremonese, costretta a vincere per salvarsi, però l’umore dei grigiorossi di Marco Giampaolo sarà condizionato dalle notizie su Lecce-Genoa. […] Il cammino della Roma è stato sussultorio. Tra le venti di Serie A, è la squadra che ha pareggiato di meno: appena 4 segni X, a fronte di 22 vittorie e 11 sconfitte. Numeri che confermano come Gian Piero Gasperini non sia un allenatore da mezze misure, vittoria o sconfitta. La sua idea di calcio è estrema e i risultati oscillano di conseguenza. Quattro successi nelle ultime quattro: sarà un caso, ma il filotto coincide con il distacco da Claudio Ranieri. Nel momento in cui la società ha concesso i pieni poteri a Gasp, la squadra è decollata. Il giochismo gasperiniano vale la qualificazione. […]

(gasport)

Hermoso: attivata l’opzione sul rinnovo

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Un altro anno insieme. Dopo una stagione convincente, la Roma ha attivato la clausola unilaterale per il prolungamento del contratto di Hermoso. Dodici mesi fa era quasi ai margini della rosa. “Sembrava non dovesse venire nemmeno in ritiro” disse ad inizio stagione Gasperini, che ha apprezzato sempre di più il lavoro e l’impegno dello spagnolo. Arrivato a settembre 2024 da svincolato, senza aver effettuato la preparazione estiva con la squadra, Hermoso è sembrato il lontano parente del giocatore ammirato all’Atletico Madrid. A gennaio dello scorso anno il difensore è stato girato in prestito al Bayer Leverkusen, per poi rientrare nella Capitale e diventare una delle colonne portanti della squadra di Gasperini. Nella prossima stagione il tecnico piemontese ripartira anche dal numero ventidue giallorosso.

Scudo Champions

IL TEMPO (L. PES) – A difesa della Champions. L’ultimo passo, come sempre, cercando di evitare di concedere gol agli avversari e, perché no, mantenere quel vizietto di segnare per continuare a inseguire il sogno. Gianluca Mancini è tra i leader indiscussi dei giallorossi per temperamento e spirito di sacrificio. Sempre in campo anche quando il corpo dà qualche segno di stanchezza. Anche questa
settimana di accompagnamento al match decisivo contro il Verona, nonostante qualche acciacco, lo vive da trascinatore. Sarà lui a guidare la difesa al Bentegodi, probabilmente, senza N’Dicka, partendo dal centro. La sua doppietta nel derby ha dato linfa vitale alla Roma per sperare. La corsa sotto la Sud e l’abbraccio finale con i tifosi. Un legame indissolubile che nel corso degli anni è cresciuto come l’attesa di giocare la competizione per club più importante del mondo. Sì perché la Champions, Mancini, non l’ha mai giocata. Nemmeno con l’Atalanta, scegliendo i colori proprio nella stagione d’esordio della Dea nell’Europa dei grandi. Alla sua settima stagione in giallorosso il difensore conosce più di chiunque altro l’importanza dei novanta minuti finali in casa dell’Hellas. L’importanza di un traguardo che seppur non porta trofei può rappresentare l’avvio di un percorso di crescita virtuoso, che aiuterebbe eccome la Roma a lottare per vincere anche in Italia. La Conference con Mourinho, il rimpianto di Budapest e la Nazionale. Di traguardi ne ha raggiunti tanti ma gli manca quello di confrontarsi con i campioni. In quei duelli che spesso ne esaltano lo spirito combattivo, l’essenza del duello. Per Gasperini è una delle colonne portanti della squadra e a breve arriverà anche la firma sul rinnovo di contratto che ne farà un pilastro della storia del club. Oggi Mancini è al sedicesimo posto tra i più presenti della storia romanista, con 318 apparizioni che domenica diventeranno 319. Già nella prossima stagione può mettere nel mirino le 325 di Perrotta e le 347 di El Shaarawy che dopo la gara del Bentegodi saluterà. La top ten è lì, a una cinquantina di partite di distanza e Gianluca da Pontedera, ma ormai più romano che mai, vuole continuare a scrivere pagine tinte di giallorosso con i valori di sempre. Antipatico per gli avversari ma motivo d’orgoglio per i suoi tifosi. Adesso per lui e per tutti i compagni c’è davvero l’occasione del salto di qualità, per avvicinarsi al centenario con nuove consapevolezze e con un’unione d’intenti con l’allenatore del quale certamente il centrale toscano è tra i protagonisti più attivi. Un ultimo sforzo, come sempre, senza esclusione di colpi.