Ndicka torna al centro della difesa, si ferma Celik

La Roma è nel purgatorio della sua stagione. […] Tempo per rimediare, però c’è. Obiettivi per cui combattere, anche. Il 4° posto, ovviamente, che ieri però si è complicato e non poco. E l’Europa League, col ritorno degli ottavi di finale contro il Bologna dietro l’angolo. Giovedì all’Olimpico arriva Italiano, dopo l’1-1 del Dall’Ara.

E Gasp, a partire già da oggi lavorerà a Trigoria per conquistare i quarti di finale e il diritto di sognare ancora. Con l’infermeria ancora piena, l’unico recupero possibile sulla carta è quello di Soulé, ma la sensazione è che ormai per rivedere l’argentino – che continua a lavorare individualmente in campo – bisognerà attendere dopo la sosta. Da valutare Celik, fermato ieri da un problema al polpaccio: «Speriamo sia soltanto un principio di crampi, mi auguro di poter contare su di lui per giovedì», ha detto Gasp nel postpartita. Chi tornerà sicuramente è Ndicka, al centro della difesa. […]

(Il Romanista – S. Valdarchi)

Il vuoto dietro Malen, sbaglia anche Svilar. Roma ko tra i veleni

La fine delle illusioni. Apre gli occhi, la Roma, svegliata – quasi stordita – dal Como, adesso padrone solitario del quarto posto. Il ticket per l’accesso diretto in Champions League strappato dalle mani di Gasperini. Che nel giro di 180 minuti ha smesso di sognare. Aspirazioni ridimensionate: dal momentaneo +7 sulla Juventus all’inseguimento forzato (a -3 dal quarto posto). (…) La squadra di Fabregas ribalta (2-1) quella di Gasperini, scoperchiando il vaso che nascondeva i limiti giallorossi. Se prima i gol subiti erano solo indizi, adesso sono le prove schiaccianti di un malessere cronico. (…) Una lettura sbagliata di Hermoso spiana la strada del Como verso il pareggio, complice pure Svilar, che incassa – sotto le gambe – il colpo sicuro di Douvikas. E poi Ghilardi, posizionato male in occasione del raddoppio, favorito sempre dal portiere serbo. (…) Gasperini l’ha capito: “In questo momento stiamo faticando un po’ in difesa. Colpa dei tanti acciacchi. Poi ci mettiamo anche del nostro e non è un buon momento“. E ancora: “Quando gli avversari mettono gente fresca, noi soffriamo“. Ma i problemi non finiscono in difesa. Malen è isolato, dimenticato. L’unica firma romanista è il suo rigore, quello del momentaneo vantaggio. Per il resto, lì davanti, tanti errori. Troppi. Anche da parte sua, il re Mida dell’attacco – con 7 gol in 9 partite l’ex Aston Villa è già il migliore realizzatore della stagione giallorossa – che sbaglia un assist facile per Lorenzo Pellegrini. “Un errore che pesa“, commenta Gasperini, contento lo stesso della prestazione del suo centravanti:
Bene che la Roma dipenda da lui, perché crea tante occasioni“. Il tecnico non vuole prendersela con il gruppo (“straordinario“), ma con l’arbitro Massa. Il doppio giallo per Wesley – secondo il tecnico romanista – è surreale. “Non è successo niente. Dov’è il contatto?
Non è la prima volta che il Como beneficia di queste situazioni
“, punge l’allenatore. Che traccia un bilancio della sua prima esperienza romanista. “Qui, rispetto al passato, ho dovuto adattarmi di più. In attacco non sempre ho potuto fare i cambi voluti“. Preme il pulsante dell’emergenza, Gasperini. Lascia intendere che la Roma è a corto di uomini. “Abbiamo trovato qualche difficoltà nel reperire quelli necessari, ma ci siamo adattati bene“, conclude. Dal canto suo, la società gli assicura il pieno sostegno. Così Frederic Massara, direttore sportivo del club: “Faremo sempre mercati coerenti con le ambizioni e il prestigio della Roma“. Nel frattempo però, la Champions League è più lontana.

(La Repubblica)

Roma, un duro colpo

La Roma perde a Como 2-1 e scivola mestamente sesta in classifica. La speranza, paradossalmente, è che la fatica di coppa di giovedì abbia presentato il conto. Perché la sensazione, invece, è che oggi la squadra di Fabregas sia più forte dei giallorossi. Lo dicono i punti, i calciatori che lo spagnolo ha potuto inserire in corsa, le assenze con le quali ha a che fare Gasp, indirettamente la formazione del Bologna che a Reggio Emilia ha cambiato otto undicesimi (tre su tre in attacco) mentre il tecnico di Grugliasco è costretto a far giocare sempre e comunque Malen, ma lo asserisce soprattutto la partita di ieri dove passata in vantaggio su rigore con l’olandese, è rimasta poi a guardare i lariani giocare. Mai una ripartenza, uno straccio di idea, passiva come difficilmente in stagione si era vista. Così, se Superman Svilar toglie per un attimo il mantello e l’arbitro Massa prende un abbaglio, scambiando una trattenuta di Rensch con un fallo di Wesley – espellendo il brasiliano e lasciando la Roma in 10 – il castello di Gasp crolla miseramente.

Avviso ai naviganti: è la seconda decisione arbitrale consecutiva, dopo il rigore non assegnato a Genova, che i giallorossi sono penalizzati. In una corsa Champions che si decide punto a punto non è tollerabile. […]

Nemmeno 7 minuti e il Faraone premia subito la scelta del tecnico, anticipando Diego Carlos su un passaggio laterale di Sergi Roberto e venendo atterrato. Rigore: Malen spiazza Butez. […] Ultimamente i giallorossi (Napoli e Juve docet) appena pensano di gestire, vengono puniti. Accade anche stavolta, complice una lettura sbagliata di Hermoso. Valle trova nello spazio Douvikas e proprio il centravanti che era mancato nel primo tempo al Como trova il pari, complice Svilar, stavolta non impeccabile. Nemmeno cinque minuti e per tamponare l’ennesimo strappo di Diao
Rensch commette fallo. Massa sbaglia e ravvede una sanzione di Wesley: è la seconda, rosso. […] Svilar smanaccia su Smolcic ma non può nulla sul tap-in di Diego Carlos. […]

Per la Roma è notte fonda: ora è sesta, dietro Como e Juve. Giovedì, con il Bologna diventa l’ennesima partita della vita.

(Il Messaggero)

“Dobbiamo resistere”

E per la terza partita di fila, Gian Piero Gasperini se la prende con gli arbitri. Dopo Genova (il mancato rigore su Koné) e Bologna (arbitro che a suo dire ha permesso l’eccessiva aggressività rossoblù), ieri a Como ha affondato il colpo sull’espulsione di Wesley: «Non era fallo per niente. Non è la prima volta che il Como usufruisce di queste cose, che sono cercate, anche troppo. Loro sono una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina».

La furia contro Fabregas é totale. Ma, per quanto legittime le proteste, è fuorviante ridurre la sconfitta della Roma al tema arbitrale. […] La verità racconta di una squadra che si è accartocciata su se stessa: dietro agli alibi delle poche scelte in fase offensiva, c’è una Roma che ieri ha tirato una sola volta in porta in 90 minuti – col rigore di Malen appunto – e solo in un’altra occasione è andata vicina a rendersi pericolosa. […]

«L’espulsione di Wesley ha cambiato la parti-a», ha detto l’allenatore. Come se il Como non avesse dominato fin lì. Gasperini non ha convinto nelle scelte: l’esclusione iniziale di Pisilli, gli inserimenti disastrosi di Rensch e Ziolkowski, la sostituzione di Malen poi è parsa una resa anticipata (e si era ancora sull’1-1). «Non ci sta girando bene – ha commentato l’allenatore -. Non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi, peccato per quell’occasione di Malen sull’1-1 in cui avremmo potuto riportarci in vantaggio. […] La vera difficoltà è stata dopo l’espulsione. Ora giovedì sappiamo di avere una partita importantissima, poi c’è il Lecce e la sosta: dobbiamo resistere, speriamo di raccogliere quanto non siamo riusciti a fare nelle ultime partite». […]

Non è tutto buio, secondo Gasperini: «Ho con me ragazzi straordinari, in ogni caso. Alcuni sono giovanissimi, altri hanno un grande attaccamento alla maglia. Dobbiamo solo cercare di stare bene e recuperare al meglio alcuni giocatori. Celik? Speriamo solo crampi e che possa esserci giovedì contro il Bologna. Se riusciremo ad avere il nostro blocco, torneremo a fare risultati. Non è tempo di piangersi addosso». Di ricominciare a vincere una partita, magari sì.

(corsera)

Gasp: “Rosso ingiusto, ha cambiato la gara”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Sono passati sette giorni e la musica non è cambiata. Anche se stavolta più che furioso Gasperini è apparso rassegnato commentando l’episodio dell’espulsione di Wesley. “Non c’è niente, ci sono immagini dove si vede chiaramente che Wesley non entra neanche, anzi si sposta addirittura – ha affermato l’allenatore piemontese ai microfoni di Sky – Il cartellino rosso cambia la partita. Non è la prima volta che al Como capitano queste situazioni, sono anche molto cercate. Un po’ troppo. Questo è diventato il calcio, lo abbiamo detto tante volte e non è il caso di entrare nel merito da parte nostra, oggi (ieri, ndr) che siamo coinvolti. Ho parlato in altri momenti, mentre stavolta preferisco sorvolare». Qualche minuto prima del rosso del brasiliano, la Roma si è disunita sul gol di Douvikas: “Probabilmente in difesa c’è stata un po’ di fatica. Stiamo recuperando i giocatori, ma hanno avuto parecchi acciacchi e quando la squadra avversaria mette gente fresca e di valore in attacco, un po’ subiamo. È una situazione in cui dovevamo fare meglio. L’occasione in cui Malen poteva servire Pellegrini è stata un peccato, poteva riportarci in vantaggio“. Gasp e la Roma continuano a vivere una situazione emergenziale in attacco: “Nel momento in cui abbiamo preso il gol stavano entrando Venturino e Vaz. A Roma ho dovuto adattarmi molto di piu a ditterenza di altri anni. C’è stata difficoltà nel reperire giocatori, però ci siamo adattati sempre bene da inizio anno su tutte le situazioni e abbiamo costruito una stagione importante. Siamo dentro a tutti i nostri obiettivi, dobbiamo pensare a giovedì. Certe situazioni, come ha potuto tare il Como nel secondo tempo, dobbiamo gestirle diversamente“. Anche in un momento di grande difficoltà, Gasperini ribadisce ancora una volta le risposte positive della squadra: “Questi ragazzi stanno dando veramente il massimo, anche in una situazione di emergenza. Sappiamo di essere in un momento decisivo, non posso rimproverare nulla alla voglia di fare di questi ragazzi. Non ci sta girando bene. Domenica a Genova c’era un rigore clamoroso per andare sul 2-1 per noi. Poi, invece, abbiamo perso. Oggi (ieri, ndr) è successa una cosa simile. Dobbiamo reggere, in questi momenti è co-sì. Giovedì sappiamo di avere un’altra partita molto importante, poi c’è domenica e poi la sosta. Il campionato è ancora lungo, ci sono nove partite e quello che non siamo riusciti a raccogliere in queste ultime due giornate magari lo potremo raccogliere tra aprile e maggio“. C’è anche tempo per un botta e risposta con Fabregas. Lo spagnolo: “Anche quando si perde bisogna dare la mano“. Gasp all’Ansa: “Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina“.

Como in Paradiso, lezione alla Roma. Il veleno alla fine

Se non è una resa quella della Roma, poco ci manca. Se non è un ascensore per il Paradiso, questa vittoria del Como, allora non abbiamo capito niente. Fabregas stravince il duello con Gasperini, si rimette dietro la Juventus e si tiene meritatamente il quarto posto. Per la Champions sarà con ogni probabilità un duello a due, tra il tecnico spagnolo e Spalletti. La Roma si sta di fatto chiamando fuori, come ogni anno quando si avvicina la primavera: squadra evaporata, irriconoscibile e anche lontana dai suoi principi di gioco, in difficoltà sotto ogni punto di vista, mentale e anche fisico.

La differenza di ieri, tra il Como e la squadra di Gasperini, è stata abissale, assai più di quanto non dica il risultato di misura. Certamente aiutata anche da una chiamata arbitrale sballata, quella dell’arbitro Massa sul secondo giallo di Wesley. Ma in campo non c’è quasi mai stata partita: non appena Fabregas ha smesso di filosofeggiare e nella ripresa ha deciso di mettere le pedine al loro posto, ovvero un centravanti come Douvikas e un’ala come Diao, il Como ha ribaltato lo svantaggio ed è andato a prendersi con relativa facilità i tre punti.

E pensare che per Gasperini s’era messa nel migliore dei modi, con un rigore di Malen dopo sette minuti conquistato da El Shaarawy, su una giocata scellerata di Sergi Roberto. Ma un dato la dice lunga: quello resterà l’unico tiro in porta dei giallorossi. […]

L’1-1 è arrivato grazie a un taglio di facile lettura che Hermoso non ha letto e sul quale Svilar ha completato la frittata. Poi il rosso di Wesley e Gasp che ha deciso pure di togliere dal campo anche Malen, l’unico giallorosso in grado di rendersi pericoloso. Roma in 10, il giovane Vaz mandato allo sbaraglio e Como in discesa fino all’inevitabile 2-1.

A Gasperini non è rimasto che prendersela con l’arbitro (e coi rivali): «Su Wesley non è niente. Non è la prima volta che il Como viene aiutato da queste situazioni, che sono cercate, anche troppo». A fine gara il tecnico della Roma ha evitato di dare la mano a Fabregas: «Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina». […]

(corsera)

La risposta di Fabregas: “Gasperini antisportivo. Avremmo vinto lo stesso”

[…] Il Como batte 2-1 la Roma in rimonta e arpiona il quarto posto in solitaria. Ora può guardare dall’alto sia i giallorossi che la Juventus. Anche se per il tecnico del Como la Champions non è un’ossessione. «Non dovessimo arrivarci non sarà di certo un fallimento – ha detto dopo la partita l’allenatore – per adesso ci godiamo il momento». […]

L’ha incartata a Gasperini partendo a tre dietro, poi passando a quattro, cambiando tre volte modulo di gioco e facendo girare tre centravanti (solo uno di ruolo). Ha iniziato con Ramon che nel primo tempo faceva sia il braccetto di destra che il centravanti, ha fatto girare Paz per tutto il fronte offensivo e poi ha inserito Douvikas che l’ha raddrizzata con un guizzo da centravanti vero. […]

«Ho visto una squadra matura e con grande fame – ha detto il tecnico spagnolo nel post partita – stavamo dominando e avremmo vinto in ogni caso, pure in undici contro undici». […]

Nel finale, poi, non sono mancate le polemiche. Nel secondo tempo dopo il gol del pari, la Roma è rimasta in dieci per un fallo di Wesley, dall’arbitro Massa giudicato da secondo giallo. Una decisione che ha mandato Gasperini, l’allenatore giallorosso, su tutte le furie. Tanto da non salutare Fabregas al fischio finale. E lo spagnolo non l’ha presa bene. «L’ho trovata una cosa antisportiva – ha detto -. Io sia quando sono arrabbiato sia quando vengo espulso o anche quando penso che l’arbitro mi abbia fatto un torto, alla fine della partita vado a stringere la mano all’avversario. È una questione di rispetto e di sportività e sono rimasto dispiaciuto da quello che e accaduto».

(gasport)

Dieci ko in 29 giornate: record dal 2013

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Dal Torino al Como, sono dieci le sconfitte della Roma di Gasperini nelle ventinove partite disputate in campionato. Un dato negativo che il club giallorosso non registrava dalla stagione 2012/2013, cominciata con Zeman in panchina, sostituito poi ad inizio febbraio da Andreazzoli. Un’annata chiusa al sesto posto, lo stesso che la Roma occupa in questo momento. E nonostante manchino ancora nove gare, il numero di sconfitte è già superiore rispetto allo scorso anno. Senza dimenticare, poi, le due sfide perse con Lille e Viktoria Plzen in Europa League e l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino. Gasperini ha sottolineato più volte come, a differenza delle altre squadre, la Roma fatichi ad evitare le sconfitte nei minuti finali e non riesca a sfruttare i calci piazzati. Anche a Como, seppur in inferiorità numerica, la squadra giallorossa ha subito l’ennesimo gol nell’ultimo quarto d’ora. L’attenzione, adesso, si sposta sull’Europa League. Da valutare le condizioni di Celik, uscito dal campo ieri per un problema al polpaccio. “Speriamo sia solo un principio di crampi e che possa recuperare per giovedì, perché per noi è un giocatore che può fare più ruoli.
L’avrei spostato in difesa, però non è stato possibile
” ha ammesso Gasperini a Dazn. Con il Bologna tornerà N’Dicka, assente a Como per squalifica.

Gasp contro tutti: “Il rosso a Wesley un errore pesante. A Como succede…”

[…] A Genova il mancato rigore di Malinovskyi, ieri l’espulsione di Wesley. «Preferisco sorvolare», attacca Gian Piero Gasperini. Che però poi non ce la fa e ci torna su: «L’intervento del secondo giallo di Wesley non è niente, non entra neanche, il nostro giocatore addirittura si sposta. Sono episodi troppo eclatanti per passare inosservati ed è chiaro come l’espulsione abbia cambiato la partita, quella è una scelta pesante. Di certo non ci gira bene: a Genova c’era un rigore clamoroso per noi, adesso questo episodio. Tra l’altro non è neanche la prima volta che il Como ha di queste situazioni: sono cercate, anche troppo. Ma questo è l’andamento del calcio di oggi, che va verso le simulazioni». […]

E forse è anche per questo che a fine partita Gasperini ha preferito andare subito negli spogliatoi, senza dare la mano a Cesc Fabregas. «Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportanti – glissa Gasperini -. In campo e in panchina». […]

«Nella ripresa, abbiamo sofferto qualche taglio, come sul gol del pareggio, dove abbiamo fatto male il fuorigioco. Ma senza espulsione sarebbe stata una gara diversa. In parità numerica abbiamo avuto anche l’occasione di Malen per Pellegrini, peccato, a volte ci mettiamo anche del nostro. […] Il Como è una squadra forte, ha messo gente fresca e di valore. Io invece a Roma ho dovuto adattarmi molto di più di quanto non ho fatto in precedenza. Non sempre ho potuto cambiare come volevo in attacco. Ma abbiamo comunque costruito una stagione importante, siamo ancora dentro i nostri obiettivi». […]

(gasport)

Batosta Champions

IL TEMPO (L. PES) – Due indizi fanno una prova. Due sconfitte consecutive per la Roma fanno scivolare i giallorossi fuori dalla zona Champions. Partite segnate però da altrettanti episodi arbitrati contrari alla squadra di Gasp. Una settimana dopo il rigore negato a Genova per mani di Malinovskyi sul tiro di Koné, ecco il doppio giallo inventato per Wesley, anche stavolta sul punteggio di 1-1. Poi, però, c’è la partita. O per meglio dire le partite. Sì perché contro il bel Como di Fabregas, come al Ferraris contro l’ex De Rossi, La Roma di fatto non tira mai in porta e anche in parità numerica subisce costantemente gli attacchi dei lariani che nel primo tempo vengono sventati da Svilar e dalla dabbenaggine dei giocatori di casa. Ma nel secondo tempo, dopo l’ingresso di Diao e Douvikas, e complice un Svilar non impeccabile (parate ne ha fatte anche ieri, tante, ma sui gol di certo può e deve fare meglio), il Como fa ancora più male e la Roma crolla nuovamente nel finale di gara. Una gara oggettivamente dominata in lungo e largo dai ragazzi di Fabregas che sembravano andare al triplo, neanche al doppio, rispetto agli avversari. Un errore di impostazione dopo sei minuti permette alla Roma di sbloccare la gara su rigore con Malen (fallo di Diego Carlos su uno scaltro El Shaarawy che approfitta dell’errore di Sergi Roberto). Poi inizia il monologo lombardo. Nico Paz, Valle, Da Cunha e chi più ne ha più ne metta. Il portiere giallorosso mette le pezze dove può e la poca precisione avversaria salva la Roma. Il doppio cambio di Fabregas mette ancora più in difficoltà la Roma, Gasperini inserisce Rensch per El Shaarawy cercando copertura ma ecco che arriva il pari di Douvikas. L’unico sussulto romanista è nel contropiede che arriva dal riflesso di Svilar su Paz e che Malen spreca clamorosamente non servendo Pellegrini completamente solo a centro area. È l’ultimo barlume di vita. Al 64Massa espelle Wesley per doppio giallo fischiando un fallo su Diao che non c’è.
La Roma affonda, entrano Vaz, Pisilli, Tsimikas e Ziolkowski ma il Como continua a macinare calcio. La firma della vittoria è quella di Diego Carlos che si riscatta dopo il fallo da rigore e regala tre punti decisivi per la Champions. Dal virtuale +5 sul Como e +8 (considerando lo scontro diretto a favore) sulla Juve a quindici minuti dal termine della sfida dell’Olimpico d due settimane fa al desolante sesto posto a tre lunghezze dal quarto, occupato da Fabregas, e due dai bianconeri, con l’Atalanta che a suon di pareggi è tornata a soli 4 punti. Domenica all’Olimpico arriva il Lecce ma prima c’è il ritorno europeo col Bologna tutto da giocare, visto il trend negativo in campionato. L’ultima speranza rimane la primavera gasperiniana, dove di solito le sue squadre volano. Ma di certo ora la Champions si fa davvero complicata.