L’Inter pensa al dopo Bastoni. Ndicka in primissima fila: l’asse con la Roma è caldo

C’è un pour parler abbastanza intenso, costante e sottotraccia che mette insieme I’Inter, la Roma e il difensore Evan Ndicka. E ancora presto per definirla una trattativa, ma è troppo poco perché si possa racchiudere tutto nel semplice sondaggio. Ndicka è il nome che l’Inter ha messo in primissima fila, nelle sue preferenze, se dovesse partire Alessandro Bastoni. Le due operazioni sono collegate, una è il presupposto dell’altra. E tutti i protagonisti in causa ne sono a conoscenza. Come sono noti i contorni economici, ovvero le condizioni dei due affari. E bene restare sintonizzati: lo sviluppo non è scontato, ma l’ipotesi è concreta.
E concreta perché Bastoni è sul taccuino dei migliori club europei, punto primo. […] E, secondo, informandosi nei dettagli con la Roma per Ndicka, piede mancino, ruolo identico a quello ricoperto da Bastoni nell’Inter pure se quest’anno Gasperini lo ha impiegato al centro della difesa.

È storia di queste settimane, i contatti sono stati approfonditi, l’Inter è a conoscenza delle condizioni della Roma. Il club giallorosso ha necessità di vendere entro il 30 giugno, per stare dentro i limiti del settlement agreement con la Uefa. E per Ndicka, uno degli uomini più positivi della stagione giallorossa, i Friedkin chiedono 30-35 milioni. Tutto chiaro, agli attori della vicenda. Peraltro, nelle scorse settimane Ndicka ha pure annunciato l’addio al suo storico agente, Michael Ncho. L’ivoriano arrivò a Roma a costo zero nel 2023: per il club giallorosso la plusvalenza sarebbe dunque ricca. C’è una tempistica che condiziona il doppio affare ed è la dead line del 30 giugno. Ed è una tempistica che riguarda, per gli stessi motivi legati al financial fair play, anche l’altro giocatore di Gasperini che è sul taccuino dell’Inter: Manu Koné. L’asse Roma-Milano è caldo, difficile che la prossima sessione si chiuda senza un affare tra le due parti. Altro indizio: tra i nerazzurri c’è un calciatore, Carlos Augusto, che alla Roma piace molto. Impossibile, per motivi di bilancio, che il brasiliano venga inserito in uno scambio per uno tra Ndicka e Koné. Ma il binario doppio può funzionare anche se.. slegato, ovvero confezionando due operazioni distinte nella tempistica. Da domani è giugno, la Roma sta per ufficializzare il nuovo d.s., Tony D’Amico: c’è da aspettarsi un’accelerata. E di solito dopo la finale di Champions il mercato europeo si stappa.

(corsera)

Non solo Totti. Idea Giannini

Non solo Totti. Francesco, la storia vivente della Roma, non sarà sufficiente ad appa-
gare quel desiderio – molto americano e parecchio romanista – di fare le cose in grande nel momento in cui sulla cresta dell’entusiasmo si può navigare come su un’onda nel surf. I Friedkin, in vista del centenario e con la Champions come vetrina, vogliono rinsaldare il legame con i tifosi e proiettare il club nel firmamento del grande calcio. Storia e competenze, d’ora in avanti, non saranno in antitesi l’una alle altre, bensì convergenti verso gli stessi interessi: una Roma più forte, a partire dalle figure dirigenziali, e una piazza che si identifichi sempre nei suoi valori. Così a Trigoria c’è chi fa con insistenza il nome di Giuseppe Giannini per un ruolo nel settore giovanile: è il capitano di un’altra generazione, quella precedente ai fan di Totti, il fantasista che lo stesso Francesco considerava come idolo. Giannini è rimasto legatissimo all’ambiente e alla squadra, in poche parole tornerebbe di corsa e volentieri in quella che considera casa.

Principe, 436 partite con la maglia per cui ha sempre tifato, oggi responsabile del settore giovanile dell’Albalonga, potrebbe tornare con un incarico di direzione tecnica all’interno del vivaio. Della questione si occuperebbe direttamente Ryan Friedkin, quando tomerà a Roma. Per il ruolo di nuovo responsabile è stato già individuato Frara, in uscita dal Frosinone, eppure per un club che intende fortificare sempre di più la cosiddetta “cantera”, ultimamente meno florida, potrebbe essere utile anche una figura riconoscibile a tutte le latitudini e con un passato che pesa. Totti ricomincerà come ambasciatore dei 100 anni, anche se il suo ritorno in società diventerà il preludio a incarichi sempre più prestigiosi come vorrebbe pure Gasperini, che gli riconosce una competenza tecnica fuori dall’ordinario, Il ritorno delle bandiere al Fulvio Bernardini è un tema che allo stesso Gasp sta molto a cuore. […]

(corsport)

Alajbegovic in volo: «La Roma è il top»

Ammiccare, tentennare, fingersi non così tanto interessati e magari pure
far credere di avere altri spasimanti: sì, fa tutto parte del conosciutissimo manuale dell’arte del corteggiamento. Ma queste sono tattiche per chi può permettersi il lusso di aspettare, di giocare anche un poco con lo scorrere del tempo, sfruttandolo a proprio vantaggio. Margine in questo senso, però, non ne ha più la Roma ed evidentemente neppure Kerim Alajbegovic, al quale il ds Massara, prima di svuotare l’armadietto di Trigoria, aveva dato un ultimatum per conto della proprietà: una risposta entro il 31 maggio, altrimenti tanti cari saluti.

Sarà un caso, ma ieri, alla vigilia della deadline, il funambolico attaccante bosniaco, uno dei giustizie. ri dell’Italia sbattuta fuori dal Mondiale è uscito allo scoperto: «La Roma è un top club – ha detto – e sarei pronto per la Serie A». Sarebbe una dichiarazione di esclusivo interesse se il ragazzo, parecchio scaltro nonostante i 18 anni, non avesse tentato di mischiare le carte aggiungendo, oltre alla compagine giallorossa, pure altri grandi squadre nel suo concetto di gradimento. «Lo sono anche Inter, Napoli e Juve. La Serie A è davvero bella e io penso di essere all’altezza di una grande squadra di questo campionato». La verità, al netto delle parole, è una: con le altre ci sono stati sondaggi e dialoghi, mentre con la Roma c’è stato un vero e proprio incontro – il papà Semin ha visto Massara insieme all’ex Pjanic e i discorsi poi sono andati avanti. Il Bayer Leverkusen ha riscattato per 8 milioni il cartellino di Alajbegovic e adesso lo valuta 25 minimo. Dopo il Mondiale il prezzo potrebbe persino lievitare. Ecco perché la Roma ha fretta di indirizzare la trattativa, strappando l’accordo prima che s’accendano i riflettori della coppa del mondo, di solito vantaggiosi per chi vende e deleteri per chi compra. In qualsiasi caso, Alajbegovic considera l’uscita pubblica di ieri un assist. Il messaggio è stato già recapitato a Tony D’Amico, diesse in pectore ma in attesa di un comunicato che lo annunci. Sarà lui a raccogliere le fila della trattativa. Senza dimenticare gli altri profili sondati, tutti validi nella prospettiva di far compiere alla trequarti un salto di qualità: Nusa, Summerville e Greenwood sono tutti profili graditi. […]

(corsport)

Il Napoli sfida Gasp per Dodò

Il Napoli sfida la Roma per Domilson Cordeiro dos Santos, in arte
Dodò
. Terzino destro molto sprint della Fiorentina. Un tipo svelto e in gamba che ha prima conquistato la copertina a casa Gasperini, un allenatore che fa esplodere le fasce, e poi ha destato sensazioni screziate d’azzurro. E così, l’antico derby del Sole sorge sul mercato: e se Gasp lo ha individuato per costituire una coppia tutta brasiliana con Wesley, il Napoli lo ha messo in lista per completare il tandem con Di Lorenzo. Allungando così l’elenco degli uomini sotto stretta osservazione: nei ra-dar, infatti, c’è da tempo anche Anan Khalaili, israeliano dell’Union Saint-Gilloise,
21 anni e il double campionato-coppa appena realizzato in Belgio.

La valutazione della Viola, reduce da una stagione molto complessa ma raddrizzata strada facendo anche grazie alla crescita degli uomini più talentuosi come Dodò, si aggira intorno ai 15 milioni di euro. […]

La suggestione delle fasce completamente brasiliane ha condotto la Roma sulle tracce del terzino, sondato già dodici mesi fa quando la Viola, sentendosi più forte sul tavolo di un rinnovo mai più siglato, chiedeva una cifra superiore ai 20 milioni per aprire qualsiasi trattativa. I primi contatti con l’entourage del calciatore li ha avuti Massara tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, quando la Champions andava ancora conquistata sul campo e il diesse lavorava con la spada di Damocle della rescissione consensuale sopra la testa. Poi Dodò si è lasciato sfuggire un “like” sospetto – tolto pochi minuti dopo – a uno dei post social celebrativi per la qualificazione, quello della colazione di squadra al rientro da Verona. La concorrenza del Napoli, nel caso, dovrà superarla D’Amico, il ds in pectore, profondo conoscitore dei pensieri e degli umori di un tecnico col quale ha già lavorato e vinto. Non a caso, una delle prime chiacchierate di mercato perlustrative e informali Tony l’avrebbe fatta con Zappacosta, altro esterno assai gradito a Gasp. Rispetto a quanto avvenuto in questa stagione, Gian Piero vorrebbe sviluppare meglio il gioco sugli esterni. […]

(corsport)

Frattesi ha già salutato: è la pedina per Koné. E piace pure in Premier

È con la valigia in mano da qualche sessione di mercato ma stavolta Davide Frattesi è davvero pronto a lasciare l’Inter. I numeri della sua ultima stagione sono la fotografia perfetta, anche un po’ amara, di un addio che si è iniziato a consumare da mesi. A gennaio è stato a un passo dal Nottingham Forest, ma non era questa un’operazione da chiudere nel bel mezzo dell’annata sportiva. Ora è tutta un’altra co-sa. E gli inglesi stanno tornando a bussare alla porta dell’Inter per il centrocampista che alla prossima stagione chiede un nuovo progetto, una nuova sfida e ovviamente più minuti in campo.

La Premier League però non è l’unica opzione sul tavolo per il 26enne che animerà il mercato in uscita dei nerazzurri. Frattesi interessa, e non da oggi, anche alla Roma che l’ha cresciuto, anche se lui con la prima squadra giallorossa non è mai riuscito a esordire. E in chiave capitolina, potrebbe risultare una pedina fondamentale per arrivare a Manu Koné. Ma non solo. Al di là del francese, recentemente i due club hanno parlato di Evan Ndicka. Altro profilo, altri discorsi, ma in questi dialoghi si è inserito appunto il nome del centralone ivoriano quando a Milano si stava scaldando l’asse Bastoni-Barcellona. In sostanza, Ndicka (va-lutato 30 milioni) era uno dei candidati più seri per diventare il post Bastoni nella linea a tre nerazzurra e, per ammorbidire la posizione della Roma Inter si sarebbe giocata la carta Fratte-si (valutato 25), gradita al club dei Friedkin molto più che ad altri club italiani come l’Atalanta. […]

Quel discorso Ndicka-Inter può dirsi archiviato, per ora. Innanzitutto perché il Barça non è più una minaccia, e poi perché la posizione di Bastoni circa una sua partenza è notevolmente cambiata. L’ulteriore e ovvia conseguenza è che senza l’addio dell’azzurro non c’è più bisogno di un suo sostituto. Ad oggi, fosse per Bastoni, resterebbe all’Inter anche a vita, ma le vie del mercato sono infinite e se qualche big europea dovesse piombare su di lui i nerazzurri sarebbero pronti a riaprire quel dialogo con la Roma per Ndicka. Ancor di più entro il 30 giugno, data entro la quale nella capitale si dovranno fare plusvalenze per 60 milioni. […]

(gasport)

L’agenda di D’Amico tra mercato e rinnovi

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Una settimana ad alta velocità. Saranno i giorni decisivi per la costruzione della Roma del futuro. Il primo tassello è costituito dall’arrivo di D’Amico, sollevato dall’incarico di direttore sportivo dall’Atalanta, che ha già incontrato Gasperini. Restano ancora alcuni piccoli passaggi da effettuare per completare per l’uscita dal club nerazzurro. Poi, il diesse abruzzese fIrmerà un contratto di tre o quattro anni con i giallorossi. Nelle prossime ore, ci saranno sviluppi anche sul fronte rinnovi. Segnali positivi per quanto riguarda i prolungamenti di Dybala e Pellegrini, caldeggiati in primis da Gasperini, mentre dovrà ripartire la trattativa per la conferma di Celik. Nel caso della Joya, se ne sta occupando in prima persona Ryan Friekdin, atteso a Trigoria.

Una decisione importante andrà presa anche sul Settlement Agreement. Il club, infatti, ha la possibilità di far slittare al 30 giugno 2027 la chiusura dell’accordo con la UEFA. Soluzione che permetterebbe di beneficiare degli introiti derivanti dalla Champions ed evitare la svendita dei pezzi pregiati. Andranno impostate anche le cessioni, con N’Dicka, Koné e Soulé tra i possibili partenti, senza escludere profili più giovani come Ziolkowski, e programmate le mosse per rinforzare la rosa. A cominciare dall’attacco, reparto dove Gasperini ha chiesto due esterni da affiancare a Malen, oltre ad un esterno a tutta fascia. Piacciono Tel e Tzolis, ma Greenwood resta il sogno del tecnico, anche se le richieste del Marsiglia sono elevate.

Gasp, c’è un attacco da rifare: Dovbyk un caso, Vaz in prestito

Due anni fa Dovbyk aveva da poco concluso la sua miglior stagione della carriera. Pichichi della Liga con 24 gol realizzati, una cifra che in giallorosso non è riuscito a raggiungere neanche in due annate (20). Una delusione non di poco conto considerando i quasi 40 milioni spesi nel 2024 che lo portano sul gradino più passo del podio degli acquisti più onerosi della storia del club dopo Abraham e Schick. E il futuro è un rebus. La scintilla con Gasperini non è mai scattata: «Nel calcio è come nella musica, o hai il tempo giusto o sei stonato», aveva detto a Burton. Ha concluso con sole tre reti e due infortuni che lo hanno fatto rimanere ai box per 178 giorni. Il più grave quello subito a gennaio che lo ha costretto ad operarsi a causa di una lesione miotendinea alla coscia sinistra. Si è rivisto in campo contro la Lazio alla penultima (anche un palo colpito). La scorsa estate la Roma ha provato fino all’ultimo giorno di mercato a fargli cambiare aria e a proposito di musica la sinfonia non cambierà neanche nei prossimi mesi. […]

Ora la palla passa a D’Amico che dovrà provare a venderlo nella speranza che si faccia avanti qualche estimatore. A differenza di dodici mesi fa, la Roma sarebbe disposta a cederlo anche in prestito con diritto di riscatto offerte non sono arrivate.
A spaventare è anche l’ingaggio da 3.5 milioni e il rischio è quello di ritrovarsi nuovamente un centravanti poco gradito al tecnico e che ormai sembra una sorta di separato in casa. Una parabola discendente un po’ come quella del ‘suo’ Girona che in un paio di anni è passato dalla Champions conquistata proprio grazie ai gol di Artem alla Serie B spagnola. […]

Dovbyk è in uscita e anche Vaz non è sicuro di rimanere. Dal suo arrivo ha realizzato un solo gol e non è mai sceso in campo dal primo minuto in quattordici apparizioni tra campionato ed Europa League. L’idea, però, non è quella di liberarsene del tutto anche perché sarebbe controproducente svenderlo dopo i 25 milioni spesi a gennaio. La soluzione migliore sarebbe cederlo in prestito e proprio su questo lavorerà il club. Serve spazio per l’eventuale vice Malen che nella testa di Gasperini potrebbe essere anche un giocatore diverso, più forte di testa e in grado di far salire la squadra. L’identikit porta a Zirkzee che però al momento non rientra più nei piani. Chi spinge per tornare è Scamacca che sogna di varcare nuovamente i cancelli di Trigoria, ma l’Atalanta oltre ad aver esercitato la clausola per il rinnovo fino al 2028 per il momento ha alzato un muro. L’agente Riso ha offerto Pinamonti, profilo che non dispiace ma non è una priorità. Prima l’obiettivo è rinforzare la batteria di esterni/trequartista e il sogno Greenwood e vivo.

(Il Messaggero)

L’ago del bilancio

Probabilmente ci accorgeremo della sua (reale) forza, qualora nella prossima stagione non dovesse giocare più nella Roma. Perché quando si parla del reparto difensivo giallorosso si sottolinea la vigoria di Hermoso, la leadership di Mancini, la freschezza di Ghilardi, la sfrontatezza di Ziolkowski ma in pochi si soffermano su Ndicka. Forse perché si dà per scontato. Bene o male è come quando in un rapporto tra due persone, che va avanti ormai da tanti anni, tante cose le dai per ovvie. Ma un giudizio del genere lo può fornire un occhio miope. Gasperini, ad esempio, la pensa in modo diverso. E non è un caso che appena è arrivato, ha spostato l’ivoriano al centro, facendo slittare Mancini a destra. Della forza di Ndicka ne sono consapevoli i compagni, con Svilar che stravede per Evan. Lo sa anche il mercato. E la situazione della Roma – costretta entro il 30 giugno a fare 60 milioni di plusvalenze – ha acceso i fari su Ndicka. […]

Evan è finito nel mirino dell’Inter. Ad indicarlo, uno che il difensore lo ha fatto e che ora allena. Sì, avete capito bene, Christian Chivu. Il reparto difensivo nerazzurro in estate sara rivoluzionato: Acerbi e De Vrji hanno il contratto scaduto, Bissek ha mercato e in più c’è la situazione di Bastoni che Marotta ha provato a spegnere ma che resta quantomai viva. E il nome fatto dal tecnico nerazzurro – in caso di addio del centrale della Nazionale – è proprio quello di Ndicka. Evan aspetta. È consapevole che in questo momento di passaggio del testimone tra i ds Massara e D’Amico nessun club può farsi avanti con la Roma. Ma sa di essere allo stesso tempo uno di quegli elementi, insieme a Ko-né, Pisilli, Svilar e Soulé (a patto di valutazioni dai 45 milioni in su), che il club potrà sacrificare. Il difensore ivoriano è infatti arrivato a parametro zero tre anni fa, costato al club una commissione da 4 milioni. L’ammortamento residuo a bilancio è pressoché nullo e il suo addio garantirebbe una sostanziosa plusvalenza, alla quale andrebbe sottratta una percentuale garantitagli dall’accordo sottoscritto con l’ex ds Pinto. Lo scorso anno era arrivata una proposta dall’Arabia ma non se n’era fatto nulla. Oggi il discorso è diverso. L’Inter lo ha messo nel mirino, alla pari di Koné. Ma se per il francese non sono bastati 35 milioni più bonus la scorsa estate, per il difensore la valutazione sui 30 si avvicina a quello che pensano a Trigoria d’incassare per il suo cartellino. E se Bastoni dovesse andare al Barcellona – nonostante la chiusura di Marotta dell’altro giorno – ecco che lo scenario sarebbe quasi scontato. A meno che su Ndicka non arrivi qualche club di Premier. La Roma ci spera. […]

(Il Messaggero)

Greenwood ora apre. Summerville: si può

Obiettivo numero uno: fare cassa entro il prossimo 30 giugno. Un problema che non riguarda solo la Roma, ma anche Marsiglia e West Ham. Dove giocano i due principali obiettivi di Gasperini per rinforzare le fasce offensive: Mason Greenwood e Crysencio Summerville. Un’urgenza quella del due club che invita alla fretta, ma che permette anche di far abbassare le pretese. Offerte al momento non sono infatti pervenute. Ma la Roma è intenzionata a farsi avanti nei prossimi giorni soprattutto per Greenwood, valutato 50 milioni dal Marsiglia (il 40% però è destinato ad andare al Manchester United) e considerato la prima scelta di Gasp. L’obiettivo è arrivare a 40 più bonus. L’attaccante non intende tornare in Premier a causa delle diatribe personali avute negli ultimi anni e ha dato il via libera alla Roma dopo la qualificazione in Champions.


Summerville si può prendere, invece, per 30 milioni. Prima sarà necessaria almeno una cessione davanti, probabilmente quella di Soulé messo nel mirino dall’Aston Villa. […] Novità ci saranno anche al centro per il ruolo di vice Malen. In partenza
Infatti c’è Dovbyk, ma forse anche Vaz (in prestito). L’agente Riso ha offerto Pinamonti, profilo che non dispiace. Cosi come al Nottingham Forrest non dispiace Zolkowski, per il quale la Roma non ascolterà offerte al di sotto dei 20 milioni.

(gasport)

Roma-D’Amico in attesa. Il ds voluto da Gasp è sotto contratto: bisogna trattare

Ci sono storie che nascono subito ed altre che invece fanno fatica a decollare, nonostante ci sia la voglia di entrambi le parti di stare insieme. Esattamente come quella tra la Roma e Tony D’Amico, l’uomo che un po’ per tutti è il candidato forte (e forse anche qualcosa in più) a diventare il nuovo direttore sportivo del club giallorosso. Un’investitura che sembrava cosa oramai acquisita, con il dirigente che nei giorni scorsi ha avuto già dei contatti con Gian Piero Gasperini, con cui ha lavorato all’Atalanta dal 2022 al 2025. Solo che c’è un però. E, cioè, il fatto che
D’Amico è a tutti gli effetti ancora sotto contratto con l’Atalanta (accordo che lo vede legato per un altro anno, fino al 30 giugno del 2027). Un fattore non da po-co. considerando anche gli sviluppi attuali.

Nei giorni scorsi, infatti, si sono susseguiti prima il comunicato dell’Atalanta e poi quello della Roma. La nota dei lombardi mercoledì scorso recitava così: «Dopo quattro intense stagioni vissute insieme, le strade dell’Atalanta e del direttore sportivo Tony D’Amico si divi-dono, professionalmente. La famiglia Percassi e quella Pagliuca, ma anche tutta l’Atalanta, ringraziano sentitamente il direttore D’Amico e gli augurano il meglio per il futuro». Quella invece dei capitolini di venerdì era relativa ad un altro addio, quello di Frederic Massara, il direttore sportivo che era arrivato a Trigoria la scorsa estate: «La Roma annuncia la risoluzione consensuale del contratto con il direttore sportivo Frederic Massara. Il club lo ringrazia per la professionalità, la dedizione e il contributo offerto durante la stagione. Anche grazie al suo lavoro sono stati raggiunti traguardi importanti, tra cui la qualificazione alla Champions League..». […]

Ed invece la situazione è ancora ferma, considerando che D’Amico a tutti gli effetti è ancora sotto contratto con l’Atalanta. L’ex direttore sportivo è stato infatti rimosso dal suo ruolo (preso nel frattempo da Cristiano Giuntoli), dalle sue funzioni, ma tanto per capirsi non è stato ad esempio licenziato. E, quindi, per risolvere la cosa la Roma ha una sola strada: andare a trattare direttamente con l’Atalanta. Che cosa vuol dire poi trattare questo lo stabiliranno in caso i due club. È evidente, però, che per poter liberare D’Amico dall’accordo in essere bisognerà fare uno sforzo in più. Anche perché Gasperini brama dalla voglia di iniziare a lavorare davvero sull’allestimento della rosa del prossimo anno e questa situazione, inevitabilmente, in tal senso non può erto aiutare. Ed allora, probabilmente, dovrà prendere in mano la cosa la proprietà giallorosa, magari già nella settimana che sta per iniziare, soprattutto poi se Ryan Friedkin (1 vicepresidente della Roma) tornerà a Trigoria come e prevedibile, viste le tante cose da risolvere di questi tempi. […]

(gasport)