Napoli su Mainoo sulla scia di Hojlund e McTominay

Se fosse possibile accomodarsi ad un tavolo, Kobbie Mainoo diventerebbe il principale riferimento del mercato di gennaio del Napoli: ha 20 anni e vuole giocare così come di ritrovare McTominay e Hojlund, al fianco dei quali è cresciuto a Manchester United. Ma non solo l’inglese: Lorenzo Pellegrini rimane poi un desiderio di Conte, altrimenti occhio a Morten Frendrup del Genoa e ad Arthur Atta dell’Udinese.

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Cristante e Mancini nel futuro: il rinnovo fino al 2030 è più vicino

La vecchia guardia è tornata nuova di zecca. E ora vede da vicino un rinnovo a vita. Nelle prossime settimane Gianluca Mancini e Bryan Cristante incontreranno la dirigenza per promettersi di nuovo il futuro ed entrare nella storia della Roma. Sia il difensore che il centrocampista hanno il contratto in scadenza nel 2027 e hanno ricevuto più di un invito a continuare fino al 2030. Cristante si metterebbe nella migliore condizione per raggiungere la top 10 dei calciatori con più presenze nella storia giallorossa, mentre, Mancini è vicino alla top 20. Nella vecchia guardia c’è anche Celik che il contratto in scadenza ce l’ha a giugno ed è stato messo nel mirino della Juventus. La Roma sta accelerando per trovare l’accordo col turco che guadagna due milioni e può ancora beneficiare del Decreto Crescita. Più in alto mare i rinnovi di Dybala e Pellegrini.

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Roma da Scudetto: Soulé all’assalto e Ferguson vuole il primo acuto

[…] Dietro la proprietà, la cui presenza fisica ha un valore altamente simbolico, un plotone di attaccanti si prepara a riprendere la corsa scudetto: dalla certezza Matias Soulé ad Evan Ferguson che sta lavorando in gruppo e vuole esserci a tutti i costi inseguendo il suo primo gol con la maglia della Roma. Il reparto offensivo della Roma sta recuperando tutte le pedine chiave. Se Paulo Dybala potrebbe esserci contro il Napoli e mentre Dovbyk avrà bisogno di più tempo, è Ferguson l’uomo nuovo che Gasperini spingerà all’assalto. […] L’irlandese giocherà insieme a Pellegrini e Soulé ed in testa ha solo quel gol che manca da più di un anno. […] Aspettando il rientro di Leon Bailey, è Soulé l’attaccante di riferimento per inventiva, gol ed assist. Da capocannoniere giallorosso, poi, sarà lui il pericolo numero uno per la Cremonese. […]

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Pezzella, chi si rivede: la Cremonese punta sull’esterno e sui big

A Cremona è partito l’assalto al biglietto per la sfida con la Roma capolista. Sarà uno Zini tutto esaurito e neanche la sconfitta con il Pisa ha scalfito l’ebbrezza dell’impatto con la Serie A. Qualcosa, però, Davide Nicola potrebbe cambiare rispetto al ko in Toscana: Pezzella inizia a dare segnali di recupero e sarebbe pronto a riprendersi la sua fascia. Il Piano B sarebbe Floriani. Anche Grassi vede il suo rientro vicino anche se sarà difficile togliere il posto a Vandeputte. […]

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L’investitura, Totti: “La Roma di Gasp? Può migliorare ancora”. Si avvicina Zirkzee

LEGGO (F. BALZANI) – “La Roma di Gasp c’è, ma ancora non si vede”. Una voce fuori dal coro quella di Francesco Totti. L’ex capitano giallorosso, intervistato in occasione del Grand Slam Padel Show, ha parlato della partenza boom della Roma al momento in testa alla classifica della Serie A: “Sono felice, ma il lavoro di Gasperini ancora non si è visto, non parlo da tifoso, ma da addetto ai lavori. Quello che ho ammirato con l’Atalanta non lo sto vedendo con la Roma, ma ci sono tipologie di giocatori diversi. Però se questo è l’effetto Gasperini ben venga, perché siamo primi pur non vedendo ancora la sua mano. Se e quando arriverà andremo alla grande”. E qui c’è l’augurio del tifoso scaramantico (“Le tre favorite sono Inter, Milan e Napoli”) e che non nasconde la voglia di rivedere in campo Dybala: “Penso possa formare un bel binomio con Soulé, sono una bella coppia. I numeri 10 in Serie A? Quello che mi intriga più di tutti è Nico Paz. Fa delle giocate mostruose”. Quelle che mancano ad Evan Ferguson ieri tornato in gruppo e quindi a disposizione di Gasp per la sfida alla Cremonese di domenica. Quando l’irlandese è chiamato a battere un colpo all’inizio di un mese decisivo anche per il suo futuro. Fin qui Ferguson è a quota zero gol in campionato e rischia il ritorno prematuro in Inghilterra a gennaio.
Si avvicina sempre di più inoltre l’arrivo di Zirkzee. L’olandese ha già detto sì alla Roma e anche il Manchester ha dato il via libera dopo aver appreso che l’infortunio di Sesko non è grave. Si lavora sulla cifra del diritto di riscatto che i Red Devils vorrebbero sui 35 milioni. In uscita c’è anche Baldanzi (piace al Verona) che lascerebbe il posto a Tel del Tottenham. A sinistra, invece, piace Touré del Pisa.

Como, Fabregas: “Mi piace Gasperini per il gioco e la mentalità. Dybala e Soulé hanno colpi pazzeschi come Paz”

LA PROVINCIA DI COMO – Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato su Gian Piero Gasperini, Matias Soulé e Paulo Dybala. Ecco le sue parole: “Paz è forte, perché tira fuori il colpo dal clindro. Fa cose pazzesche, non ingabbiate. Lui, Dybala, Soulé… ma anche un terzino come Dani Alves. Sono giocatori che fanno un colpo e tu puoi solo applaudire”.

Un pensiero sui tuoi colleghi?
Mi piace molto Italiano per il coraggio, Gasperini per il gioco e la mentalità, Chivu sta facendo molto bene. A Coverciano sono venuti a parlarci tanti allenatori, Di Francesco aveva detto cose interessanti”. 

L’impronta della storia sul futuro: le anticipazioni delle maglie della Roma 2026-27

IL ROMANISTA (F. PASTORE) – Boom. Il fragore provocato dalla visione delle maglie per la stagione 2026-27 si può già percepire in lontananza. Fra stemma e colori “giusti”, richiami alle origini, poche concessioni ai deragliamenti, il botto sarà prevedibile più che possibile. (…) Fermo restando che i gusti sono soggettivi e ci mancherebbe altro, le tre maglie da gioco previste non possono lasciare indifferenti. A partire dalla “Home”, la prima, col pantone denominato non a caso rosso Roma di fondo e il giallo ocra di contorno, ovvero i colori tradizionali del club. Una maglia impreziosita soprattutto dallo stemma antico, quello con la Lupa e l’acronimo ASR nella parte sottostante, il cui ritorno è stato chiesto a più riprese da larga parte della tifoseria. Andrà dunque in soffitta dopo tredici anni il simbolo utilizzato a partire da maggio 2013, con la dicitura per esteso del nome di squadra e città nella zona inferiore dello scudo. La novità è nelle tre caratteristiche strisce Adidas sulle spalle, più larghe rispetto alle abitudini del brand. (…) Se la Home è un inno alla purezza, la Away rappresenta una celebrazione del calcio d’altri tempi, quando la banda orizzontale coi colori distintivi a scandire le tinte più neutre della seconda divisa era utilizzata di frequente, non soltanto a queste latitudini. Ora lo sfondo è bianco crema, lo stemma col solo acronimo, ma questa volta c’è spazio per il rosso e il giallo, nella fascia sul petto, sui bordi di maniche e colletto e perfino nelle tre strisce Adidas sulle spalle, in questo caso di larghezza usuale. Il prodotto rientra nella categoria “Originals” del marchio tedesco, riservato a capi dal sapore vintage. (…) Le deviazioni stilistiche adottate dal colosso di abbigliamento di Herzogenaurach nella partnership ripristinata dal 2023 non sembrano trovare spazio nemmeno sulla terza divisa della prossima stagione. L’idea che viene ripresa consiste piuttosto nel recupero della storia dell’Urbe, valorizzata attraverso il color bronzo di fondo, quasi un nero che ricorda le corazze dell’antica Roma. (…)

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(foto: circomassimo.eu)

L’impronta digitale

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – So che per qualcuno non è importante, so anche che qualcuno preferisce lo stemma che dalla prossima stagione non ci sarà, capisco e registro apposta. Ma so pure che era tutto quello che volevo, e volevano quelli come me sulla maglia della Roma. Uno specchio. Un cuore che prende le forme di una Lupa sopra tre lettere.  L’ASR il nostro DNA. L’acronimo che all’origine e in ogni sua rappresentazione s’incrocia, le tre lettere sono sempre state intrecciate come filamenti di un’identità a spirale che sta a significare l’unione da cui nasce, appunto, l’Associazione Sportiva Roma. Sopra c’è la Lupa che allatta i gemelli: l’assassino e la vittima, il pio e l’empio, il bene e il male. È un Tao sporco di latte e sangue lo stemma. La Lupa, Roma, sta sopra il mondo e quelle tre lettere rappresentano tutto ciò che c’è dentro. (…) C’è una spilletta di Italo Foschi conservata nell’archivio storico di Trigoria regalata dal consiglio direttivo dell’AS Roma: c’è la Lupa sopra l’acronimo ASR. È del primo mese del 1928. Significa che quando qualcuno si è chiesto per la prima volta come rappresentare la Roma ha dato come risposta quello stemma. (…) Quello stemma siamo noi, è la nostra impronta digitale. E ce l’abbiamo sul cuore.

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Ferguson e Bailey attesi oggi

La Roma oggi torna a respirare aria di campo. Dopo i due giorni e mezzo di libertà concessi da Gasparini — una pausa utile per staccare la testa e far riposare le gambe — il gruppo si ritroverà al Fulvio Bernardini per ripartire verso la sfida di domenica contro la Cremonese. Il tecnico riabbraccia una parte dei giocatori reduci dalle nazionali, con fortune alterne. Konè è già tornato da diversi giorni, non potendo essere a disposizione della Francia per la seconda partita causa squalifica: una buona notizia per la Roma, che lo ritrova fresco. Meno sereni i rientri di Mancini e Cristante, reduci dalla deludente prestazione dell’Italia contro la Norvegia: due leader che Gasparini dovrà rimettere rapidamente in pista. Molti altri, invece, mancheranno ancora all’appello. Wesley, Tsimikas, EI Aynaoui, Ziolkowski, Pisilli Celik saranno impegnati oggi con le rispettive selezioni e si rivedranno solo tra domani e giovedì. (…) Gasperini conta di ritrovare già oggi Ferguson, Bailey e N’Dicka, tutti rimasti a Trigoria durante la pausa per smaltire fastidi e acciacchi. (…)

(corsport)

Bryan, l’ultimo degli antidivi

Ci sono giocatori che la Curva sopporta e l’allenatore supporta: sino a quando, almeno, gli estremi non si mescolano. Sono cognomi da album Panini, nomi che scivolano alla lettura delle formazioni e si agitano prigionieri tra le scariche dello speaker. Invece no: saranno loro a farci prigionieri. Bryan Cristante ha 30 anni ed è uno di questi. Sbuffi di Milan, toccata e fuga al Benfica, scesi di Palermo e Pescara, morsi dì Atalanta e di Gasp. Quindi, Roma e la Roma: di José Mourinho, di Claudio Ranieri e dell’Ego di Bergamo in particolare. Riserva d’Europa con Roberto Mancini, capitano azzurro a Chisinau, Cris è il tipico centrocampista che, per saper riempire molte caselle – da stopperone d’emergenza a mediano, da mezzala a trequartista – confonde a tal punto il loggione da sembrare un figurante abbandonato alla boria dell’orecchiante di turno che ignora lo zoccolo duro e silenzioso che, viceversa, incarna e nutre. (…)

(corsport)